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    <title>Notiziole di .mau.</title>
    <link>http://xmau.com/notiziole/</link>
    <description>Pensieri slegati che scrivo quando mi viene voglia</description>
    <language>it</language>
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    <webMaster>dotmaudot+mt@gmail.com</webMaster>
    <pubDate>Tue, 24 Jan 2012 20:43:14 +0100</pubDate>

    <item>
      <title>Chi genera i dati?</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201201/007664.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Neanche a farlo apposta, dopo il mio <a href="http://xmau.com/notiziole/arch/201201/007657.html">pippone </a>di ieri ho scoperto che <a href="http://www.goodreads.com">Goodreads</a> sta per eliminare con un preavviso minimo (una settimana...) un'enorme quantità di dati presi da Amazon, perché le condizioni d'uso sono diventate nel tempo sempre più restrittive e ora sembrano impossibili da gestire. Quelli di Goodreads stanno così chiedendo ai librarian di "salvare" i libri: c'è proprio un pulsante "rescue me" che permette di riscrivere i metadati del libro, indicando se la fonte è un sito (<b>non</b> una libreria online...) o la propria copia del libro. Il lavoro è massacrante: tanto per fare un esempio, io avrei 243 libri da rimettere in sesto.</p>

<p>Alcune considerazioni sparse:<br />
- Mi domando quali siano i diritti che Amazon accampa sui "suoi" dati, che in pratica sono quelli che gli arrivano dagli editori qualche mese prima dell'effettiva pubblicazione dei libri.<br />
- Come corollario, i libri che verranno salvati avranno dati <b>migliori</b> di quelli che ci sono stati fino ad ora. Garantisco che il numero di pagine, e a volte persino il titolo nel caso di editori minori, sono spesso errati e non vengono corretti se non dopo parecchio tempo: nulla di strano, perché tanto per dire il mio libro è stato aggiunto a fine novembre 2010 quando non avevo nemmeno terminato di correggere le prime bozze!<br />
- È vero che i contenuti generati dagli utenti (user generated content) sono generalmente di buona qualità, soprattutto in casi come questo in cui chi opererà ha un interesse personale, ma sarebbe molto più logico che Goodreads si accordasse con gli editori. Tra l'altro già adesso c'è il campo "official URL", che punta al sito dell'editore: una collaborazione di questo tipo è win-win, ancora più oggidì con i siti degli editori che fanno e-commerce.</p>

<p>Insomma, perché dover sempre sfruttare il volontariato senza mai pensare alla possibilità di accordarsi per generare dati semantici?</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>altro che web semantico</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201201/007657.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Premessa: come faccio quasi sempre, parlo di me stesso, visto che sono la persona che io conosco meglio.<br />
Postpremessa: come sa chi mi legge, io nel mio piccolo cerco di produrre un minimo di aggregazione di conoscenza: recensisco i libri che leggo, faccio un po' di post di argomento matematico, e via discorrendo. Questa conoscenza aggregata la spammo poi un po' in giro. </p>

<p>Qual è il risultato pratico? Per esempio, se recensisco un libro non c'è solo il post sul blog, ma il tutto lo copio su aNobii, <br />
Goodreads, Zazie, Amazon e Ibs (e ciascun sito ha piccole differenze, oltre a non avere a quanto ne so un'API: il che vuol dire che devo fare tutto a mano, mettendoci molto più tempo di quanto mi ci era voluto a scrivere la recensione stessa: per fortuna è ancora meno tempo di quello che ci metto a leggerlo, il libro). Per fare un altro esempio, starei cercando di raccogliere il secondo gruppo di post scritti sul Post, il che significa rimettersi a leggere quello che ho scritto, eliminare le idiozie peggiori, magari aggiungere qualche spunto dai commenti: non è un caso che stia procrastinando la cosa. Terzo e ultimo esempio: i problemini della domenica che hanno sostituito i giochi della domenica non sono solo sul blog ma anche sul mio sito, il che significa una preparazione relativamente complicata - nonostante abbia un template da copincollare per la struttura del file - e un doppio lavoro di editing.</p>

<p>Bene: tutte le volte che sento parlare di Web semantico, e sono più di quindici anni ormai, io continuo a chiedermi se chi ne parla ha ben chiaro tutto quello che servirebbe per fare un <b>vero</b> Web semantico. Io sono scettico sulla possibilità di un computer non tanto di aggregare dati (quello lo si fa egregiamente anche con metodi statistici, chiedere a Google per informazioni) quanto di estrarre effettivamente le informazioni in maniera utilizzabile da altri computer per ricavare qualcosa di diverso: e questo significa che questo lavoro lo dobbiamo fare ancora noi umani nonostante in tutto ciò di creativo non ci sia nulla. Mi sa tanto che alla fine si continuerà ad avere cose fatte alla bell'e meglio... e gli unici a guadagnarci saranno quelli che proporranno progetti sempre più arditi di Internet Molto Intelligggente.<br />
</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>Volunia</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201201/007638.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Qualche tempo fa è comparsa in rete la notizia del futuro lancio di <a href="http://launch.volunia.com/">Volunia</a>, un nuovo tipo di motore di ricerca ideato da Massimo Marchiori. Essendo io una personcina curiosa, ho inserito il mio indirizzo e aspettato. La scorsa settimana mi è arrivata notizia che ero stato selezionato tra i Power Users. Bene: ho completato la procedura, e sapete cosa mi è concesso come Power User? Mandare inviti ai miei amici. Fine.</p>

<p>Non sono un tipo che ha sempre fretta: se il sistema è ancora fragile e gli sviluppatori preferiscono aprirlo al minor numero di persone possibile (senza che io faccia parte di tale minore numero) la cosa mi sta benissimo. Se proprio vuoi farti pubblicità, mi mandi una mail dicendo "sì, lo so che siamo in ritardo, ma non preoccuparti: non ci siamo dimenticati di te". Ma queste tecniche di multilevel marketing mi scocciano davvero...</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>sorpasso all&apos;indietro</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201109/007451.html</link>
      <description><![CDATA[<p>L'arrivo di Google+ ha risvegliato Facebook, che sta aggiungendo nuove feature e oggi (almeno a me, credo che queste cose vengano fatte man mano sulla base utenti) mi ha cambiato l'home page [*]. Occhei, al momento è incomprensibile, ma noi umani abbiamo questa bellissima capacità di abituarci a tutto o quasi, e tra qualche mese non mi ricorderò nemmeno di com'era fatta quella vecchia.</p>

<p>Una cosa però cambia. Andando nella <a href="http://www.facebook.com/mauFanClub">mia fan page autoprodotta</a> mi sono trovato questo simpatico messaggio: <em>«We want you to connect with your fans in the most effective ways possible. That's why as of September 30th you'll no longer be able to automatically import posts from your website to your page notes. The best way to get people to interact with your content is to give them insight into the links you share on your Wall by adding personal comments and responding to feedback from fans.»</em> Capito? Il signor FacciaLibro vuole che io passi più tempo sulla mia pagina, e non faccia cosacce altrove; esattamente come il signor GooglePiù non vuole che io passi il tempo altrove, e non ha mai abilitato l'importazione automatica dei feed. Ancora più divertente: cliccando su "Learn More" mi è arrivato questo messaggio: <em>«You cannot import an RSS feed directly to your Facebook Page's notes, but if you'd like, you can explore external apps that provide this functionality for separate tabs on your page.»</em>. Insomma, lo si fa ma di straforo.</p>

<p>Beh, mi spiace per i miei fanZ, ma non ho nessuna intenzione di perdere tempo a cercare applicazioni esterne: la mia fan page dal primo ottobre risulterà tristemente vuota. Venite sul blog, <a href="http://xmau.com/notiziole/">http://xmau.com/notiziole/</a>, e avrete le informazioni di prima mano! </p>

<p>[*] il bello è che ho provato a leggere in italiano il secondo messaggio qui sopra (e ho scoperto che c'era ancora la vecchia versione), FB ha deciso che io volevo l'italiano ovunque, e tornato sulla mia homepage il layout era di nuovo quello vecchio... sembra facile aggiornare!</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>gmail è intelligente</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201105/007233.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Non so se sia stato a causa della mia recensione al suo <a href="http://xmau.com/notiziole/arch/201105/007228.html">santino elettorale</a>, ma il comitato per Manfredi Palmeri sindaco mi ha subito spedito la sua pubblicità elettorale... che è automaticamente finita nella casella di spam di Gmail.</p>

<p>Non avendo io mai ricevuto messaggi da loro, e non avendo quindi il motore potuto imparare le mie idee in proposito, non mi resta che dedurre che (a) il messaggio sia stato spedito a tanta gente e (b) tutti l'abbiano spostato dove si meritava.</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>sicurezza google</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201103/007112.html</link>
      <description><![CDATA[<p>ieri mattina, mentre ancora assonnato usavo il telefonino per vedere gli ultimi messaggi di posta elettronica, gmail mi ha mandato su una pagina minacciosa che diceva che, a causa di un'insolita attività sul mio account, dovevano verificare se fossi davvero io a usarlo; cliccando sull'apposito link mi sarebbe arrivato un sms con un codice di verifica. Clicco sul link, mi arriva il codice, copio il codice, sono costretto a cambiare password... e mezz'ora dopo, quando mi riconnetto, mi ritorna di nuovo il messaggio "e cambia la tua password"; almeno stavolta non ho dovuto farmi reinviare il codice di verifica.</p>

<p>Ho poi controllato sul pc: l'attività delle ultime 24 ore proveniva da due soli indirizzi IP, quello del PC e quello del proxy del telefonino. Mi è restato pertanto un dubbio: cosa diavolo era successo a Google? Capisco il primo avviso, scrittomi con la scusa della sicurezza per costringermi a cambiare password, ma il secondo mi pare assolutamente inutile... boh.</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>il grande Googlello</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201102/007061.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Quando Google creò la Priority Inbox in Gmail, io provai a installarla. Ci pacioccai per qualche giorno, poi mi accorsi che tanto non avevo nessun interesse a perdere tempo ad affinare algoritimi per decidere quali messaggi leggere per primi, e quindi la lasciai perdere; rimaneva lì il tab ma tanto non gli cliccavo sopra.</p>

<p>Oggi pomeriggio vedo per caso nella barra degli avvisi un "Take Priority Inbox Survey"; essendo io malato di sondaggite mi dico "vabbè, facciamoli contenti" e ci clicco su. Mi appare una schermata con una sola domanda: </p>

<blockquote>Feedback on the Priority Inbox<br />
We've noticed that you've recently stopped using Priority Inbox. Is there a particular reason why you've stopped using it?</blockquote>

<p>Sì, lo so che l'"abbiamo notato" è puramente statistico, bla bla bla; resta il fatto che non solo vengono verificate statisticamente le parole chiave nelle mail che ricevi (altrimenti come farebbero a mandarti la pubblicità contestuale) ma anche i link e i pulsanti che tu scegli di solito. Non è che forse sia un po' esagerato?</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>ce l&apos;avrebbero quasi fatta</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201101/007049.html</link>
      <description><![CDATA[<p>In Telecom abbiamo un'assicurazione sanitaria integrativa volontaria; chi è iscritto può richiedere un contributo per spese mediche (soprattutto dentistiche, mi sa). Da questo gennaio il modo per richiedere il contributo è completamente cambiato; la domanda viene fatta direttamente online, dopo essersi autenticati con le credenziali di posta elettronica lavorativa invece che con un numero utente da dieci cifre e una password di altre sei cifre come capitava prima. Addirittura viene spedito un SMS di conferma di avvenuta ricezione giustificativi di spesa.</p>

<p>Peccato che i giustificativi li si debba inviare via fax.</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>tempi di lavorazione</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201101/007044.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Da una pagina web che ho raggiunto dando la mia disponibilità a ricevere informazioni via email e non per posta cartacea:</p>

<blockquote>«Le è stato inviato un messaggio di posta elettronica contenente un collegamento da selezionare per attivare e confermare la sua e-mail. Il messaggio le sarà spedito immediatamente, ma il tempo effettivo di consegna dipende principalmente dalla velocità e dal carico di lavoro del suo server di posta elettronica. Qualora il messaggio non le fosse recapitato entro 5 giorni, la invitiamo a chiamare il nostro call center per avere maggiori informazioni.»</blockquote>

<p>Cinque giorni. Fortuna che non hanno aggiunto "lavorativi".</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>utonti</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201101/007041.html</link>
      <description><![CDATA[<p>L'altro giorno arriva un messaggio in una delle tante mailing list che gestisco. Il tipo chiede se può essere tolto dalla lista, e mi avverte che ha provato a usare l'indirizzo indicato al fondo delle email per la cancellazione, ma che non funziona. Tolgo il tipo dalla lista, correggo l'indirizzo per cancellarsi, e per buona misura - sono abbastanza vecchio da sapere che un messaggio di quel tipo in lista fa partire la valanga - scrivo pubblicamente "ho corretto l'indirizzo in fondo; chi vuole togliersi dalla lista comunque basta che scriva direttamente a me". </p>

<p>Secondo voi, i cinque tipi che hanno chiesto di togliersi dove hanno scritto? (Solo dopo che ho ribadito che c'è una bella differenza tra il rispondere alla lista e scrivere una mail diretta mi sono arrivate alcune richieste sulla mia casella email)</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>Google Translate è filoberlusconiano!</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201011/006925.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Oggi sta girando per la rete questa notizia: <i>La <a href="http://translate.google.com/?hl=en#it|en|non%20ho%20votato%20Berlusconi">traduzione di Google Translate</a> di "Non ho votato Berlusconi" è "I have voted for Berlusconi". E questo succede solo per Berlusconi.</i></p>

<p>L'ho appena provato, e in effetti è così; non solo per la traduzione in inglese ma anche in francese, tedesco e spagnolo (in latino fa un casino inenarrabile, e non ho testato altre lingue). Altri tempi verbali e altri politici danno la traduzione corretta, e anche "Tu non hai votato Berlusconi" è corretto, come è reso correttamente "Non ho votato <b>per</b> Berlusconi" (forma grammaticale che io preferirei, del resto).</p>

<p>Sarebbe interessante scoprire quali siano i misteriosi sistemi automatici che rendono Berlusconi così piacevole a Google Translate.. e già che ci siamo perché se mi fermo a "Non ho votato Berlusc" la traduzione è "I did not vote Berlusca". Questo uso di uno dei nomignoli del nostro PresConsMin mi fa pensare a qualche falla nei documenti usati per generare il corpus delle corrispondenze tra le lingue (o meglio nella generazione dell'albero sintattico-semantico, ho come la sensazione che Google "traduca" internamente in un suo pseudolinguaggio formale); purtroppo temo che questi algoritmi siano ancora più segreti di quello che genera gli AdSense :-)</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>la via di Microsoft all&apos;upgrade</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201010/006874.html</link>
      <description><![CDATA[<p>A casa mia c'è una certa qual promiscuità nell'uso dei computer tra me e Anna. Questo significa che siamo molto dipendenti dai servizi di sincronizzazione file via rete. Io personalmente mi trovo molto bene con Dropbox (se non lo conoscente, andate <a href="http://www.dropbox.com/referrals/NTYwOTAzMzk">qui</a>, iscrivetevi aggratis e regalate 250 MB di spazio aggiuntivo a me); avendo però la cartella condivisa praticamente piena ho dovuto cercare un altro sistema per sincronizzare i documenti di Anna.</p>

<p>La scelta cadde su Live Mesh Beta nonostante i miei dubbi su un prodotto Windows, è sempre andato più che bene e Anna non si è lamentata. Peccato che oggi mi sia arrivata una mail dal signor Windows Live Team che mi dice che Live Mesh Beta verrà chiuso il 31 marzo 2011 e ci sarà il bellissimo, nuovissimo, ganzissimo Windows Live Mesh. Tutto bene? Un corno. Come si può leggere <a href="http://explore.live.com/windows-live-mesh">dal sito ufficiale</a>, il bellissimo, nuovissimo, ganzissimo Windows Live Mesh funziona solo sotto Vista, Windows7 e MacOX dalla 10.5 in su. A casa mia tutti i PC hanno XP, che fa benissimo il suo lavoro, e anche se mi regalassero Windows7 non lo installerei. Tra l'altro, non c'è nessuna ragione di compatibilità che impedisca di usare XP, per quanto ne so io. Accetterei la mossa di Microsoft se facesse anche qualcosa per far fuori Internet Explorer 6 (per dire, più del 3% di accessi al mio sito sono ancora via IE6): però - chissà come mai - quello rimane.</p>

<p>Morale della favola: che sistema di condivisione diverso da Dropbox mi consigliate?</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>Il sistema informatico Auchan</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201008/006797.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Ieri Anna e io siamo andati all'Auchan di Cinisello Balsamo per fare la spesa. Per amor di precisione c'erano anche i bimbi e le casse Auchan sono strette, quindi io sono uscito e passato dall'altro lato mentre lei metteva la roba sul nastro. Alla fine porgo bancomat e carta fedeltà (la Nectar) e mi sento dire "mi spiace, ma doveva darla prima che io battessi il totale, adesso il conto è bloccato". Al punto assistenza hanno confermato che non è possibile fare nulla, perché  "i punti vengono caricati man mano che si passano i prodotti"; cosa che immagino sia totalmente falsa, a meno che il sistema informatico sia ancora più stupido di quanto uno possa immaginare. <br />
Già non ha un gran senso che il sistema si blocchi nel momento in cui il cassiere pigi il tasto "totale"; nelle casse Esselunga, tanto per fare un esempio, la chiusura della transazione si ha solo dopo che l'utente ha pagato. Fateci caso: voi consegnate contanti e/o plastica, digitate eventualmente il pin, e solo allora lo scontrino appare. Nemmeno ha senso che il cassiere, che si immagina sappia di questa cosa, non chieda fin dall'inizio se uno ha la carta fedeltà; ma su questo sorvolo. Quello che però per me è proprio incredibile è che nessuno abbia pensato a un sistema di backup: lo scontrino ha un numero identificativo, basterebbe inserirlo e caricare i punti sulla carta. Il fatto che nessuno abbia pensato a una cosa simile la dice lunga su come si studino le interfacce oggidì.</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>Google-Verizon</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201008/006781.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Non ho commentato né penso di commentare il documento congiunto di Google e Verizon sulla "neutralita" della rete che non ci sarebbe più per un'ottima ragione. Sono in vacanza, per dieci giorni l'unica connessione che avevo era un telefonino che usavo solo per leggere la posta e anche adesso che sono a casa in ferie ci sono due bambini quasi unenni che giustamente reclamano la mia attenzione. Questo significa che non ho accesso ai documenti originali, e non mi fido certo dei resoconti di terza mano dei quotidiani.</p>

<p>Ciò detto, ricordo a tutti un paio di cose. La "net neutrality" è morta quindici anni fa, quando all'IETF hanno iniziato a studiare i sistemi QoS, che permettono di prioritizzare i pacchetti dati; insomma il principio "tutti i bit sono uguali" è già falso. In secondo luogo, anche se uno formatosi su Unix come me è abituato a pensare a tutto a un livello astratto, la dura realtà è che la banda wireless è molto più limitata di quella wireline. Quindi i casi sono due: o si accetta che con le reti dati wireless non si può fare quello che si può fare con l'ADSL di casa, oppure arriverà una rete wireless divisa tra poveretti e ricconi. Magari non sarà come proposto da Google e Verizon, e verranno liberate frequenze radio specializzate per coloro che vogliono pagare; ma comunque capiterà. (Io sarei per limitare per tutti l'accesso wireless, ma non faccio testo)</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>Addio Google Wave</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201008/006778.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Così Google ha deciso di chiudere definitivamente Google Wave. Ne leggete ad esempio <a href="http://www.googlewaveblog.it/notizie-wave/addio-google-wave/"> o <a href="http://www.ilpost.it/2010/08/05/google-chiude-wave/">qui</a>, ma tanto per dire ne parla anche <a href="http://www.bbc.co.uk/news/technology-10877768">la BBC</a>. </p>

<p>Il guaio di Wave, secondo me, è che è stato buttato in pasto al grande pubblico sotto il nome di Google. L'idea dietro il prodotto non era (e non sarebbe) per nulla malvagia, anzi: non so da voi, ma quando penso alle decine e decine di mail con venti persone in copia che continuano a lasciare tutto il testo della conversazione "perché non si sa mai" (nella migliore delle ipotesi; la peggiore è "{ perché non me ne può fregare di meno", e in mezzo "perché non sappiamo toglierla") e allegare versioni su versioni di slide powerpoint da qualche mega cadauna non posso che apprezzare l'idea di una conversazione in forma di Wave. Purtroppo però il prodotto era troppo avanzato; da un lato era pertanto di una lentezza da far cadere le braccia, dall'altro chi lo vedeva come una "email con gli ormoni" non ne capiva l'utilità. Secondo me, se Google avesse fatto una piccola società di nome wavr.com e lanciato lo stesso prodotto in sordina tra gli early adopter che avrebbero potuto dare degli utili suggerimenti, e soprattutto non avrebbe intasato i server.</p>

<p>Chissà se qualche idea di Wave rientrerà dalla finestra di qualche prodotto: mi sa però che almeno per i prossimi anni ce lo scordiamo.</p>]]></description>
    </item>

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