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    <title>Notiziole di .mau.</title>
    <link>http://xmau.com/notiziole/</link>
    <description>Pensieri slegati che scrivo quando mi viene voglia</description>
    <language>it</language>
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    <pubDate>Mon, 30 Aug 2010 10:56:21 +0100</pubDate>

    <item>
      <title>Il sistema informatico Auchan</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201008/006797.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Ieri Anna e io siamo andati all'Auchan di Cinisello Balsamo per fare la spesa. Per amor di precisione c'erano anche i bimbi e le casse Auchan sono strette, quindi io sono uscito e passato dall'altro lato mentre lei metteva la roba sul nastro. Alla fine porgo bancomat e carta fedeltà (la Nectar) e mi sento dire "mi spiace, ma doveva darla prima che io battessi il totale, adesso il conto è bloccato". Al punto assistenza hanno confermato che non è possibile fare nulla, perché  "i punti vengono caricati man mano che si passano i prodotti"; cosa che immagino sia totalmente falsa, a meno che il sistema informatico sia ancora più stupido di quanto uno possa immaginare. <br />
Già non ha un gran senso che il sistema si blocchi nel momento in cui il cassiere pigi il tasto "totale"; nelle casse Esselunga, tanto per fare un esempio, la chiusura della transazione si ha solo dopo che l'utente ha pagato. Fateci caso: voi consegnate contanti e/o plastica, digitate eventualmente il pin, e solo allora lo scontrino appare. Nemmeno ha senso che il cassiere, che si immagina sappia di questa cosa, non chieda fin dall'inizio se uno ha la carta fedeltà; ma su questo sorvolo. Quello che però per me è proprio incredibile è che nessuno abbia pensato a un sistema di backup: lo scontrino ha un numero identificativo, basterebbe inserirlo e caricare i punti sulla carta. Il fatto che nessuno abbia pensato a una cosa simile la dice lunga su come si studino le interfacce oggidì.</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>Google-Verizon</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201008/006781.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Non ho commentato né penso di commentare il documento congiunto di Google e Verizon sulla "neutralita" della rete che non ci sarebbe più per un'ottima ragione. Sono in vacanza, per dieci giorni l'unica connessione che avevo era un telefonino che usavo solo per leggere la posta e anche adesso che sono a casa in ferie ci sono due bambini quasi unenni che giustamente reclamano la mia attenzione. Questo significa che non ho accesso ai documenti originali, e non mi fido certo dei resoconti di terza mano dei quotidiani.</p>

<p>Ciò detto, ricordo a tutti un paio di cose. La "net neutrality" è morta quindici anni fa, quando all'IETF hanno iniziato a studiare i sistemi QoS, che permettono di prioritizzare i pacchetti dati; insomma il principio "tutti i bit sono uguali" è già falso. In secondo luogo, anche se uno formatosi su Unix come me è abituato a pensare a tutto a un livello astratto, la dura realtà è che la banda wireless è molto più limitata di quella wireline. Quindi i casi sono due: o si accetta che con le reti dati wireless non si può fare quello che si può fare con l'ADSL di casa, oppure arriverà una rete wireless divisa tra poveretti e ricconi. Magari non sarà come proposto da Google e Verizon, e verranno liberate frequenze radio specializzate per coloro che vogliono pagare; ma comunque capiterà. (Io sarei per limitare per tutti l'accesso wireless, ma non faccio testo)</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>Addio Google Wave</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201008/006778.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Così Google ha deciso di chiudere definitivamente Google Wave. Ne leggete ad esempio <a href="http://www.googlewaveblog.it/notizie-wave/addio-google-wave/"> o <a href="http://www.ilpost.it/2010/08/05/google-chiude-wave/">qui</a>, ma tanto per dire ne parla anche <a href="http://www.bbc.co.uk/news/technology-10877768">la BBC</a>. </p>

<p>Il guaio di Wave, secondo me, è che è stato buttato in pasto al grande pubblico sotto il nome di Google. L'idea dietro il prodotto non era (e non sarebbe) per nulla malvagia, anzi: non so da voi, ma quando penso alle decine e decine di mail con venti persone in copia che continuano a lasciare tutto il testo della conversazione "perché non si sa mai" (nella migliore delle ipotesi; la peggiore è "{ perché non me ne può fregare di meno", e in mezzo "perché non sappiamo toglierla") e allegare versioni su versioni di slide powerpoint da qualche mega cadauna non posso che apprezzare l'idea di una conversazione in forma di Wave. Purtroppo però il prodotto era troppo avanzato; da un lato era pertanto di una lentezza da far cadere le braccia, dall'altro chi lo vedeva come una "email con gli ormoni" non ne capiva l'utilità. Secondo me, se Google avesse fatto una piccola società di nome wavr.com e lanciato lo stesso prodotto in sordina tra gli early adopter che avrebbero potuto dare degli utili suggerimenti, e soprattutto non avrebbe intasato i server.</p>

<p>Chissà se qualche idea di Wave rientrerà dalla finestra di qualche prodotto: mi sa però che almeno per i prossimi anni ce lo scordiamo.</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>traduzione &quot;intelligente&quot;</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201007/006712.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Ho dato in pasto a Google Translate un brano da rendere in inglese (sono pigro, e ci metto meno tempo a correggere tutti gli errori della traduzione automatica rispetto a scrivere da zero). Nel brano c'erano dei link, che di solito elimino e ricopio a mano dall'originale, ma stavolta - sempre per pigrizia - erano rimasti nel testo. Bene, un sito "unimi.it" è diventato "unimi . com".</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>addavenì l&apos;e-book!</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201007/006705.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Sto cercando di scrivere un ebook. Ci sarà dentro roba già postata in giro, nulla di particolare insomma; però mi piaceva l'idea di capire come funziona questa bellissima rivoluzione digitale. Però mi sto già arenando di brutto, e per fortuna che la data di "pubblicazione" dovrebbe essere fine anno.</p>

<p>Ci sono ovviamente problemi di formattazione varia: pur partendo da xhtml 1.1 (che so trattare) e da CSS (che non è che conosca così bene, soprattutto per quanto riguarda le versioni condizionali) ho scoperto che cose normali da vedere a video non funzionano affatto su un e-reader, e bisogna ripensarle da capo. Ma fin lì ci arrivo. Ma poi succede che la divisione in capitoli non funziona per nulla, perché si perdono tutti i link interni: e allora giù di modifiche. E poi succede che .epub, che sarebbe un sistema nato per la riformattazione libera, non ha un modo per inserire nel file le regole di sillabazione, il che è male (sono trent'anni che esistono file molto compatti per sillabare, come sa chiunque abbia usato TeX). Ma non è tutto: chi ha il Kindle non può leggere .epub, e deve avere il file in formato .mobi; non so nemmeno se sia possibile avere un CSS separato per epub e mobi, visto che mi sa che anche il rendering sia diverso. Sì, potrei offrire la versione PDF o anche direttamente l'xhtml; ma questo significa che se non sei uno smanettone il tutto non lo leggi bene. Non parliamo poi di chi dice "massì, CSS3 farà tutto perfettamente!". Certo, magari sarà così. Ma quanti anni ci vorranno prima di avere la specifica definita e i lettori che la implementino?</p>

<p>La mia sensazione è che in questo momento (momento che sta durando da qualche anno) l'unica cosa che sta interessando i produttori di hardware e software è mettere un DRM in modo che nessuno possa piratare i libri, e quindi gli unici ebook che si riescono a leggere bene sono le ultime novità librarie che si pagano quanto se non più la versione cartacea. Ma un povero untorello come me, che non ha nessun motivo di lucchettare il proprio testo e vorrebbe semplicemente che fosse facilmente fruibile, si trova immediatamente fregato. Altro che condivisione della cultura! </p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>Posta Elettronica Certificata</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201005/006626.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Come forse avrete letto, qualche settimana fa il miniministro Brunetta ha lanciato in pompa magna il progetto di posta elettronica certificata nei confronti della Pubblica Amministrazione. Non sono totalmente sicuro che la cosa sia un gran vantaggio, visto che c'è la presunzione di ricezione anche se non si apre il messaggio e non si può fare in modo che noi scriviamo per PEC e l'amministrazione statale ci risponda per mezzo di una sana vecchia raccomandata; e inoltre, come forse non sapete, non è nemmeno garantita l'interoperabilità tra la PEC di diversi enti. Ma su queste cose io ci vado comunque a nozze, e così mi sono armato di santa pazienza e sono andato sul sito postacertificata.gov.it.</p>

<p>La procedura è abbastanza bizantina: si fa una preattivazione online, poi dopo almeno 24 ore e non più di un mese si deve andare in un ufficio postale abilitato con fotocopia e originale di un documento d'identità e del codice fiscale. Peccato che al mio primo tentativo il sistema si sia piantato per il troppo traffico, al secondo non mi era apparsa la schermata di ok e al terzo mi diceva che avevo già fatto la domanda. Passo comunque in posta (sportelli dei conti correnti, non delle operazioni con le lettere) e l'impiegato mi fa "guardi, abbiamo la procedura bloccata a terminale". Insomma, non solo erano state sottostimate le risorse lato utente, ma nemmeno quelle di backoffice erano sufficienti!</p>

<p>Dopo qualche giorno riprovo la preiscrizione: sembra andato tutto a buon fine, ma non c'è traccia della mail di conferma che dovrei ricevere. In effetti avevo usato un indirizzo un po' strano, tipo <tt>pippo+PEC@gmail.com</tt>; è perfettamente lecito secondo gli RFC 821 e 2821 e coincide con <tt>pippo@gmail.com</tt>, ma molti programmi non lo sanno e si lamentano per l'indirizzo "inesistente". Quando finalmente la stagione delle piogge è terminata, e passato ancora un paio di giorni per sicurezza, ripasso comunque dall'ufficio postale; consegno, firmo, torno a casa e mi trovo sull'email di casa la notifica che è tutto a posto.</p>

<p>Adesso resta solo da scoprire come usarla, come scrivevo sopra :-)</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>dominii, siti, indirizzi IP: la solita confusione.</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201005/006582.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Per l'ennesima volta un articolo su uno dei maggiori quotidiani italiani, questa volta <a href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/10_maggio_04/internet-mercato-nero-siti_4a7137fc-5778-11df-8ce3-00144f02aabe.shtml">il Corsera</a>, mostra come i nostri giornalisti non siano ancora riusciti a capire l'abc di come funzionino nomi e indirizzi in Internet. </p>

<p>Eva Per<span>as</span>so parte da una notizia direi corretta, che tra pochi mesi non ci saranno più indirizzi IPv4 a disposizione, e riesce a tirare fuori come conseguenza che "per trovare un dominio libero tra quelli di vecchia generazione si spenderà sempre di più", seguendo un percorso tutto nella sua testa. </p>

<p>Provo a spiegare per l'ennesima volta la differenza tra nomi e indirizzi. Queste notiziole sono ospitate all'indirizzo 80.94.113.103, e al nome xmau.com, il che significa che a xmau.com è associato l'indirizzo 80.94.113.103. Ma non è scritto da nessuna parte che l'associazione sia biunivoca, cioè che a un nome corrisponda uno e un solo indirizzo e viceversa! Un sito molto grande potrebbe avere più indirizzi, un po' come il palazzo sede di una banca potrebbe avere più numeri civici, e soprattutto a un indirizzo IP possono corrispondere molti dominii, proprio come molte famiglie di un condominio abitano allo stesso numero civico della stessa via della stessa città. Il concetto non mi sembra così complicato, ma a quanto pare non entra proprio in testa al giornalista tipo. Certo, la mancanza di indirizzi IPv4 si farà sentire, ma non certo per quelle ragioni, o per "i pacchetti di siti acquistati per compiere frodi"...</p>

<p><b>Aggiornamento:</b> (5 maggio, 11:30) Dopo tutto lo sputtanamento ricevuto, ma soprattutto dopo che Mantellini <a href="http://www.mantellini.it/?p=7993">ha raccontato</a> che non era nemmeno stato rettificato, quelli del Corsera hanno cancellato la pagina :-)</p>

<p><b>Aggiornamento:</b> (5 maggio, 13:30) L'articolo è tornato in linea, con l'occhiello <em>«Il seguente articolo era stato pubblicato in una prima versione contenente alcune gravi imprecisioni. Pubblichiamo a seguire una revisione del testo e chiediamo scusa ai lettori. La redazione.»</em> e le frasi incriminate cancellate. Resta comunque poco chiaro chi si accaparri gli indirizzi IPv4, e insomma non segnalerei certo l'articolo per chi volesse sapere cosa sta succedendo: però è giusto apprezzare la redazione del Corriere che ha scritto nero su bianco "ci siamo sbagliati". </p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>io l&apos;avevo detto</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201004/006560.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Il mese scorso <a href="http://xmau.com/notiziole/arch/201003/006468.html">avevo ipotizzato</a> che Google si fosse recuperato i dati della mia ADSL, visto che quando sono nella casa nuova e mi connetto via wifi il suo Google Maps mi dice che sono nella casa vecchia.<br />
Ora <a href="http://www.theregister.co.uk/2010/04/22/google_streetview_logs_wlans/">leggo dal Register</a> che in Germania si stanno parecchio arrabbiando perché le automobili di Street View hanno scansionato le reti WLAN private registrando i MAC address dei PC. <br />
Va a finire che ci avevo azzeccato davvero!</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>Mozilla add-on blocklist</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201004/006552.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Beh, prima o poi doveva capitare: ieri mattina Firefox ha aperto una finestra di avviso, dicendo che avrebbe bloccato una versione del Java Deployment Toolkit che manco sapevo di avere installato, consigliandomi molto caldamente di far ripartire il browser senza quell'estensione e suggerendomi di dare un'occhiata <a href="https://www.mozilla.com/en-US/blocklist/">a questa pagina</a>. </p>

<p>In effetti l'idea delle estensioni è molto utile, perché permette di avere una versione di base del browser snella (occhei, non è il caso di Firefox) mentre ciascun utente può aggiungere quello che gli serve, un po' come nelle pizze. Però in questo modo la probabilità di un malfunzionamento complessivo aumenta esponenzialmente, viste anche tutte le interazioni tra i vari add-on; e la colpa rimane sempre imputata al browser. Questo potrebbe essere l'inizio di un'inversione di tendenza.</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>Il grande Googlello</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201004/006492.html</link>
      <description><![CDATA[<p>L'altro giorno rispondevo a una mail, e avevo lasciato una riga di citazione, il cui testo conteneva tra l'altro la frase "see attachment". Io l'allegato l'avevo visto, in effetti; ma quando ho schiacciato il tasto "send" mi è apparsa una finestrella di pop-up di GMail che diceva più o meno (in inglese, io uso sempre la versione inglese dei programmi se appena ne ho possibilità) «sei sicuro di voler spedire questo messaggio senza allegati? Ho notato che hai scritto "vedi allegato"...»</p>

<p>Certo, la cosa è assolutamente automatica, non c'è l'omino Google che legge il mio messaggio. Ma proprio perché la cosa è assolutamente automatica, non oso pensare a cosa potrebbe trovare nei miei messaggi. Sarà meglio che inizi ad evitare di mandare baci (scritti) alle mie amiche e conoscenti, anche se per fortuna Anna usa un altro portale per la sua posta :-)</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>Aiuto! Firefox e charset</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201003/006495.html</link>
      <description><![CDATA[<p>A quanto pare, questo problema ce l'hanno in tanti e nessuno riesce a risolverlo, o perlomeno io non sono riuscito a trovare una risposta. Però magari qualcuno dei miei lettori sa che cosa fare.<br />
Ogni tanto mi capita un messaggio illeggibile su GMail, visto da Firefox (3.6, su macchine XP). Ad esempio, la newsletter di Meridiano Zero mi arriva con dei rettangolini che corrispondono agli apostrofi; Chrome in compenso visualizza il tutto bene. Ho provato a toccare View &rarr; Character Encoding, mettendo di tutto (Universal/Off, ISO-8859-1/UTF-8), ma niente da fare. Guardando i sorgenti della newsletter, vedo che è un MIME multipart: la parte testuale ha come header<br />
<tt>&nbsp;     Content-transfer-encoding: quoted-printable</tt><br />
e quella HTML<br />
<tt>&nbsp;      Content-type: text/html; charset=iso-8859-1</tt><br />
<tt>&nbsp;      Content-transfer-encoding: quoted-printable</tt><br />
mentre però la pagina inizia con <br />
<tt>&nbsp;      &lt;!DOCTYPE HTML PUBLIC "-//W3C//DTD HTML 4.01 Transitional//EN"<br />
"http://www.w3.org/TR/html4/loose.dtd"&gt;</tt><br />
<tt>&nbsp;      &lt;html&gt;</tt><br />
<tt>&nbsp;      &lt;head&gt;</tt><br />
<tt>&nbsp;      &lt;meta http-equiv="Content-Type" content="text/html; charset=UTF-8"&gt;</tt><br />
il che mi può far immaginare che ci sia un problema di contrasto tra i due content type.</p>

<p>Ma ci sono cose peggiori: provate a guardare questi due messaggi che sono arrivati sul blog: <a href="http://xmau.com/notiziole/files/good.txt">good</a> e <a href="http://xmau.com/notiziole/files/bad.txt">bad</a>. Io non riesco a vedere alcuna differenza, però il bad mostra le lettere accentate come se fossero scritte in ISO-8859-2, insomma con le lettere degli alfabeti slavi, mentre il good è perfetto.</p>

<p>Qualche idea, qualcuno?</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>Ricordi del passato?</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201003/006468.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Ho installato Google Maps sul mio telefonino. Peccato che l'APN aziendale mi blocchi la connessione, e quindi non possa usarlo se non a casa quando mi connetto alla wifi: ammetto che la cosa non è molto utile, ma fa lo stesso.</p>

<p>Com'è come non è, stasera ci ho giochicchiato su. Generalmente mi indicava che mi trovavo in un raggio di cinquecento metri da un paio di punti che immagino siano le basi delle antenne TIM, cosa che mi va benissimo. Stasera però mi ha dato un raggio molto più preciso (80 metri), il che sarebbe preoccupante. Ma quello che è davvero preoccupante è che la posizione dove secondo lui mi trovo è ... la vecchia casa, che è a quasi un chilometro e mezzo in linea d'aria!</p>

<p>L'unica cosa che mi viene in mente, a parte l'uso di una macchina del tempo, è che Google sia riuscito a recuperare i dati della mia connessione ADSL e avere una geolocalizzazione: anche se a dire il vero ho chiuso una linea telefonica e ne ho aperta un'altra, quindi la cosa sembrerebbe improbabile. Notate che anche i dati di geolocalizzazione che ci sono ad esempio nel mio blog non sono mai esatti ma approssimati, quindi non sono certo stato io a darglieli... Misteri informatici!</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>Più che di Buzz io mi preoccuperei di Google Social Search</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201002/006384.html</link>
      <description><![CDATA[<p>In queste settimane tutti hanno parlato di <a href="http://buzz.google.com/">Buzz</a> e di come le opzioni di default facessero scoprire molte più informazioni di quanto si potesse immaginare. </p>

<p>Mi stupisco però che nessuno abbia accennato a Google Social Search, un modo - <a href="http://www.google.com/support/websearch/bin/answer.py?hl=en&amp;answer=165228">a detta di Google stessa</a> - per «scoprire notizie rilevanti pubblicamente accessibili dal tuo circolo sociale, un insieme di amici e contatti online». Può darsi che il motivo sia banalmente che la pagina non è localizzata in italiano, e forse i risultati della "ricerca sociale" non appaiano a meno che come me voi non usiate Google in inglese. </p>

<p>Passi per i siti del "<a href="http://www.google.com/s2/search/social#socialcontent">contenuto sociale</a>", che in fin dei conti devi aggiungere tu esplicitamente; ma il <a href="http://www.google.com/s2/search/social#socialcircle">circolo sociale vero e proprio</a> mostra coloro che hai aggiunto alle liste "Friends", "Family" e "Coworkers" (e questi li metti in effetti tu) ma anche altri scelti non si sa bene con quali criteri. Peggio ancora, ci sono le "Secondary connections" che sarebbero gli amici degli amici: il guaio è che dalle mie 23 connessioni si arriva a 1527 (millecinquecentoventisette) connessioni secondarie!</p>

<p>Ora, quello che <b>io</b> posto è assolutamente pubblico, seguendo la massima d'oro "se non voglio far sapere qualcosa, non ne parlo"; ma magari qualcuno dei miei contatti preferisce essere meno visibile. In tal caso, l'unico consiglio che posso dargli è di cancellare il proprio Google Account, il che in fin dei conti male non fa.</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>Posterous è impazzito!</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201002/006387.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Avevo per sbaglio mandato un post (quello su come zittire i messaggi con cui windows chiede di riavviare) sull'account posterous che rimbalza qua invece che <a href="http://aiutini.posterous.com/">su quello giusto</a>. Vabbè, dico, lo cancello e amen.<br />
Peccato che posterous continui a ripostarlo, lamentandosi di "non aver ricevuto alcuna risposta". Mi sembra di essere Topolino apprendista stregone :-(</p>

<p>(Ora ho disabilitato l'autopost, speremm...)</p>]]></description>
    </item>

    <item>
      <title>Facebook e il mischione di utenti - 2</title>
      <link>http://xmau.com/notiziole/arch/201002/006349.html</link>
      <description><![CDATA[<p>Ricordate che qualche giorno fa avevo parlato di come dal telefonino fossi <a href="http://xmau.com/notiziole/arch/201002/006336.html">entrato in Facebook come un altro utente</a>? Mercoledì sera la cosa mi è ricapitata, come si può vedere dalla <a href="http://xmau.com/notiziole/files/fakebook.jpg">foto che ho scattato</a> (il link funziona se state leggendo la notiziola dal mio sito, per la cronaca). </p>

<p>Stavolta però il nome della persona mi era noto, anche se non è nella mia lista di amichetti: in effetti è un mio ex collega dei tempi in cui ero a Torino a lavorare in CSELT. La mia sensazione è insomma che il signor FacciaLibro vede una richiesta da telefonino, e credendo di essere un furbastro di tre cotte manda quello che aveva in cache. Peccato che io accedo via proxy, e FacciaLibro non si accorge di questo piccolo particolare...</p>

<p>A onor di cronaca aggiungo che cliccando su "Posta" non ho letto i messaggi del mio collega ma sono finito sulla <em>mia</em> posta; solo che a questo punto non posso essere certo che il risultato sia dovuto al fatto che lui non aveva acceduto a quella pagina. E no, non vado a perder tempo ad avvisare Zuckenberg: tanto non mi fiderei comunque di avere roba importante lì dentro, quindi gli altri possono anche guardare il tutto ;-)</p>]]></description>
    </item>

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