03.05.13
| io quel ministro lo conosco! | [wikipedia] |
Me ne ero completamente dimenticato - me l'ha dovuto ricordare un'altra wikipediana, tanto per dire quanto sono attento a queste cose. In effetti ho conosciuto personalmente il neoministro dei beni culturali Massimo Bray.
A ottobre 2009 partecipai al convegno Da Diderot a Wikipedia, organizzato dall'università di Padova, con un intervento il cui titolo è chiaramente riconoscibile come opera mia: "Wikipedia, i Pokémon e la teoria della complessità nei sistemi emergenti". Tra gli altri relatori c'era anche Bray, ai tempi direttore editoriale della Treccani, con "La Treccani e Wikipedia: una coesistenza fruttuosa". Non lasciatevi fuorviare dal titolo: l'intervento, di cui purtroppo non v'è traccia in rete - tra Treccani e Wikipedia una qualche differenza c'è anche a monte, mica solo sui prodotti editoriali veri e propri! - era piuttosto supponente nei confronti di Wikipedia.
In pratica, il concetto che espresse era "sì, noi mettiamo i link a Wikipedia sui nostri prodotti online, ma tanto sappiamo che quello che facciamo noi è molto, molto, molto meglio"; concetto nemmeno infiocchettato troppo bene, se devo dirla tutta. Avrei capito se avesse detto "noi non abbiamo né i mezzi né la volontà di parlare di tutto: è dunque nostro imperativo morale fare una cernita e dedicarci seriamente a poche migliaia di voci di qualità, lasciando a Wikipedia la cosiddetta raccolta popolare". L'impressione non solo mia è che invece fosse invidioso del successo di un prodotto dichiaratamente inferiore (ma lo dichiariamo anche noi wikipediani!) mentre l'Istituto dell'Enciclopedia Italiana si dibatteva e aveva sempre meno fondi a disposizione. Ah, sì: nelle chiacchiere del dopo-convegno si era anche chiesto da dove arrivassero tutti i soldi per Wikipedia.
Sono passati tre anni e mezzo. Molte cose sono mutate, alcune in meglio altre come i fondi a disposizione in peggio. Il mondo Wikimedia continua ad avere tutto a che guadagnare da una collaborazione col MiBAC, ma anche il ministero avrebbe a che guadagnarci dalla collaborazione, e lo si è visto anche l'anno scorso. Chissà che ci riserverà il futuro.
30.04.13
| La fortuna dei giornalisti | [wikipedia] |
Anche oggi un qualche media è riuscito a portarsi a casa la giornata con una "galleria fotografica" del vandalismo su una voce di Wikipedia; stavolta ha vinto l'Espresso con la pagina sul Partito Democratico che è diventato "di centro-sinistra, ma anche di centro-destra" e avente come segretario "Silvio Berlusconi".
Beh, si sa che la mamma degli idioti è sempre incinta e che evidentemente non deve essere così difficile modificare Wikipedia - mi chiedo solo come mai allora ci siano così pochi contributori. Ma c'è qualcosa di più. La schermata mostrata nella foto è stata online, come si può vedere dalla cronologia della voce, tra le 3:32 e le 6:43 di stamattina: chiunque l'abbia salvata doveva sicuramente soffrire d'insonnia. O forse bisogna considerare l'intervallo di tempo tra l'1:30 e l'1:55, prima del primo rollback (il ripristino alla versione corretta)... Ma noi di Voyager non crediamo che sia successo così: se guardate l'insieme delle modifiche dell'autore anonimo tra l'1:20 e l'1:30, scoprireste anche un titoletto modificato in «Le dimissioni di Pier Luigi Bersani e Rosy Bindi e l'inciucio col PDL di Berlusconi», e nella galleria questo titoletto non si vede. Quindi posso supporre che sia il secondo intervallo di tempo quello in cui è stata presa la schermata. Tra l'altro quella modifica è stata un contro-rollback, unico intervento sull'enciclopedia di un IP statico proveniente da... una rete governativa brasiliana, se il traceroute online è corretto. Interessante, no?
Ma magari la vera risposta è ancora un'altra. Voi che ne pensate?
06.04.13
| copiare non è bello | [italica_stampa] |
Quello qui sopra è un ritaglio di un articolo del Corriere. Peccato che Bigas Luna non vinse la Mostra di Venezia ma ottenne solamente il Leone d'Argento. Com'è possibile uno svarione simile?
Io un'ideuzza ce l'avrei. Fino a pochi minuti fa (dopo che la cosa mi è stata segnalata) la voce di Wikipedia diceva appunto che «Prosciutto, prosciutto vinse la Mostra di Venezia ed attirò attenzioni e critiche al regista spagnolo.» Per la cronaca, lo diceva dal 2005...
Diciamo che se al Corriere avessero citato le fonti almeno avrebbero potuto evitare la figuraccia ;-)
04.04.13
| Tablet School | [io] |
Domani e sabato a Bergamo, Centro Congressi Papa Giovanni XXIII, ci sarà il meeting Tablet School, promosso e supportato dal Centro Studi ImparaDigitale che - cito dal sito - «ha come obiettivo modellizzare un metodo di didattica per competenze per una scuola inserita nel cloud computing, attraverso l’utilizzo di tecnologie personali e mobili.»
Qui c'è il programma della manifestazione: il Vostro Affezionato, sperando che i tremezzenni non si ammalino del tutto proprio oggi, sarà uno degli esperti, in quota Wikipedia. Sapevàtelo!
03.04.13
| diritto all'oblio | [pipponi] |
Leggo dal blog di Daniele Minotti che il Garante della Privacy ha annunciato due provvedimenti che riguardano il cosiddetto "diritto all'oblio". Cosa sia il diritto all'oblio dipende molto da chi è che lo sta spiegando: per esempio c'è molta gente - tipicamente chi è stato condannato per reati "scomodi" - che afferma che dopo un certo periodo tutte le notizie devono essere espunte dai motori di ricerca, se non addirittura dall'internet tutt'intera.
La posizione del Garante mi sembra non solo molto più morbida, ma anche logicamente sensata: citando Minotti, «ordina a [omissis] di predisporre, nell'ambito dell'archivio storico on line del quotidiano [omissis], un sistema idoneo a segnalare (ad esempio, a margine dei singoli articoli o in nota agli stessi) l'esistenza degli sviluppi delle notizie relative al ricorrente». Col mio cappellino di wikipediano non riuscirei mica ad accettare il principio che una notizia debba venire nascosta perché è passato un po' di tempo - cosa che è ben diversa da dire "se allora ha fatto così, continuerà a farlo anche in futuro. Però so bene che tante volte può essere pubblicata una notizia falsa, oppure capita di essere ingiustamente portati in tribunale. Anche se poi arriva la smentita, oppure si viene scagionati completamente dalle accuse, non è affatto vero che "tanto basta andare a cercare in rete e si trova anche la verità". Sì, la si trova se la si cerca: uno storico con un minimo di onestà intellettuale lo farà, una persona con un po' di esperienza in rete saprà anche farlo, ma il 99% della gggente si limiterà a prendere per buono quanto gli è arrivato nel link, e non si sognerà nemmeno di fare una ricerca aggiuntiva. Da questo punto di vista i media - ma anche i blog: il buon esempio si può anche dare anche nel piccolo! - dovrebbero avere un obbligo morale di aiutare il lettore casuale a farsi un'idea il più possibile completa di un fatto, idea che non può essere solo statica ma deve anche avere una dimensione temporale.
Certo, tutto questo ha un costo, non nascondiamoci dietro un dito. Al blogger costa relativamente poco andare a modificare un singolo post ogni tanto, ma per una redazione web il lavoro potrebbe essere continuo, fatto in modo da specificare qual è la notizia originale e quali le aggiunte, altrimenti rischiamo di tornare ai quotidiani riscritti come in 1984 (Orwell apprezzerebbe...), e probabilmente richiederebbe di rivedere la struttura completa del CMS dietro alla visualizzazione delle pagine. Visti i guai finanziari in cui si dibattono i giornali, qua si aprirebbe davvero il vaso di Pandora, mi sa. Però iniziare a pensarne non può che fare bene, no?
07.03.13
| Wikipedia e i complotti | [wikipedia] |
Oggi il Corsera riporta un'intervista a Luigi Zingales, co-fondatore di Fare per Fermare il Declino. Zingales parla dello sputtanamento pubblico di Oscar Giannino, e accenna anche a Wikipedia:
Il fatto che in due dall'Italia facessero ricerche su Giannino alla sua università non l'ha insospettita? «Sul momento sì. Ho cercato di capire chi fossero. Il primo è un giornalista, Alex D'Agosta, collaboratore del Sole 24 Ore nel settore auto. L'altro è un ingegnere appassionato di Wikipedia e questa storia dimostra che Wikipedia è meravigliosa: due fazioni si combattevano sul web sul master di Giannino e entrambi volevano sapere la verità. Poi se qualcun altro da dietro ha mosso Wikipedia non so, ma mi parrebbe una cosa da servizi segreti. Improbabile».Come i miei ventun lettori ben sanno, negare esplicitamente una cosa che non è stata chiesta è un artificio retorico per mettere la pulce nell'orecchio all'interlocutore. Proviamo a fare un rapido controllo in stile occamistico, e vediamo quanto è probabile che "qualcun altro da dietro ha mosso Wikipedia". Eccomi qua, uomo o donna dei Poteri Forti, che sta disperatamente cercando un modo per fermare l'inarrestabile ascesa di FFiD. Finalmente ho le prove che il master di Giannino non è mai esistito: però i miei Poteri non sono così forti da intortare un giornalista di un grande quotidiano, e quindi mi rivolgo a Wikipedia dove tanto tutti possono scrivere. O magari il problema è diverso: i miei Poteri non riescono a trovare le prove, e allora vado a sfruttare i wikipediani, che saranno sempliciotti ma quando si lanciano su una pista non la mollano più. Seriamente: vi paiono scenari possibili?
Come avevo scritto su Voices, non è così strano che all'interno di Wikipedia ci siano fazioni che lottano per imporre una loro visione; la perfezione non è di questo mondo. Ma nel caso in questione non stiamo parlando di visioni, quanto di fatti documentati; tanto che una volta che si è avuta la certezza che il master non esisteva la discussione è terminata. Allora, perché tirare in ballo i servizi segreti? Solo per non perdere l'abitudine?
28.02.13
| Assemblea di Wikimedia Italia | [wikipedia] |
Mi han detto che hanno coperto il dito medio alzato di Cattelan, ma piazza Affari ha sempre un certo qual fascino perverso. Se siete a Milano, insomma, e siete affezionati a Wikipedia, potete sempre venire all'assemblea dell'associazione Wikimedia Italia, che si terrà sabato 2 marzo presso la sala stampa Telecom Italia, appunto in piazza Affari 2. L'assemblea vera e propria, che da un certo punto di vista è la parte più noiosa per chi socio non è, si terrà dalle 14 alle 18: dalle 10 alle 13 ci saranno invece le presentazioni dei progetti promossi o aiutati da Wikimedia Italia, cosa che potrebbe essere più interessante anche per capire come non esista solo Wikipedia.
L'unica avvertenza è che dovete sbrigarvi ad indicare la vostra adesione! Per motivi organizzativi è infatti necessaria un'iscrizione (gratuita) entro la mezzanotte di oggi, andando su EventBrite. Se ci sarete, come bonus-malus potrete vedere il mio bel faccino dal vivo!
15.02.13
| oggi faccio il relatore | [io] |
Dopo pranzo prendo due ore di permesso e una metropolitana e me ne vado al BIT, la Borsa Internazionale del Turismo presso la Fiera di Milano che oramai non è più a Milano ma a Rho, per partecipare alla Show X Conference, un format tipo TED (ma non si può dire TED se non è TED) presso lo stand della regione Friuli-Venezia Giulia. Ci vado ovviamente con il cappellino Wikimedia Italia, ma per una volta non parlo di Wikipedia bensì di Wikivoyage e Wiki Loves Monuments.
Se qualcuno vuole vedermi, da AltraTv e un po' di altri siti c'è la diretta (il tutto comincia alle 14, io parlerò penso verso le 14:20 o poco più in là). Se qualcuno poi riesce a salvarsi lo streaming e inviarmelo, sarei molto grato!
25.01.13
| Lettere a Wikipedia | [wikipedia] |
Il guaio di presentarmi ufficialmente come portavoce di Wikimedia Italia ha degli indubbi svantaggi: per esempio che mi scriva gente che non solo non ha ben chiaro quale sia la differenza tra Wikimedia Italia e Wikipedia - e qui potrei anche dire che è in parte colpa nostra - ma le cui idee sono poche e ben confuse. Ecco un esempio di cosa mi è arrivato qualche minuto fa, in una mail senza titolo:
L’onorevole del PDL Lara Moci nel suo intervento ha più volte confuso la Coop. Costruttori di Argenta Coop. fallita con la Coop Costruzioni di Bologna Coop. sana e attiva. Sarebbe bene si informasse prima di additare ak altri
Notate che non esiste neppure una voce "Lara Moci" su Wikipedia, immagino perché il mittente ha sbagliato a scriverne il nome. Ma se anche ci fosse, non credo proprio al suo interno ci sarebbe stata una citazione di questo gravissimo "errore di sbaglio". Magari Wikinotizie ne avrebbe potuto parlare, ma dubito anche di quello.
Ora, io quasi capisco quello che scrive a tutti i quotidiani per lamentarsi di un vero o presunto errore; magari gli va di lusso ma gli rispondono. Ma qua su Wikipedia?
03.05.12
| Il Divo Giulio, Wikipedia e il Corriere | [wikipedia] |
Il senatore Giulio Andreotti è stato ricoverato per una crisi respiratoria. Lo dice Corriere della Sera, e se lo dice il Corriere della Sera deve essere vero. Nell'articolo si trova anche scritto
GAFFE DI WIKIPEDIA - Clamorosa gaffe di Wikipedia che nella versione italiana ha dato già morto il senatore a vita Giulio Andreotti. Per pochi minuti, sulla pagina della biografia del 7 volte presidente del consiglio è comparsa la data odierna come quella del decesso a fianco di quella di nascita, il 14 gennaio 1919. L'errore è stato prontamente cancellato.
Tutto verissimo. Alle 14:01 un utente registrato dell'enciclopedia ha inserito la data odierna nella tabella biografica (che poi genera il testo): tutto questo fino alle 14:05, quando l'utente stesso ha cancellato la modifica, commentando "aspettiamo la notizia ufficiale prima di lasciare l'aggiornamento". Tutto questo mentre probabilmente al Corriere non sapevano nulla. Poi un utente anomino ha reinserito la data di morte per due volte, prima che le modifiche alla voce venissero permesse solo agli utenti registrati: la modifica è rimasta dalle 15:28 alle 15:29 e dalle 15:37 alle 15:38.
Dunque? Per sei minuti la voce di Wikipedia su Andreotti aveva un errore in più. Se qualcuno avesse consultato quella voce in quell'intervallo di tempo, cosa sarebbe successo? Che sarebbe andato a verificare da qualche altra parte se Andreotti fosse effettivamente morto, e alla fine avrebbe pensato "Wikipedia è sbagliata" (o se preferite, "Wikipedia fa schifo"). Amen. A me non sembra chissà quale notiziona, al Corriere a quanto pare sì.
Post scriptum: sarebbe stato molto peggio se qualcuno avesse modificato la voce chessò su Dante Alighieri indicando come data di morte l'11 settembre 1321. Quella modifica sarebbe potuta passare inosservata, ed essendo plausibile non sarebbe stata verificata dall'ignaro lettore. Poi possiamo anche chiederci che male farebbe al mondo accorciare di tre giorni la vita del Sommo Vate :-)
29.02.12
| Qual è lo scopo di un'enciclopedia? | [wikipedia] |
Ieri ho ricevuto una email che iniziava così (ho eliminato i nomi perché non sono quelli che mi interessano:
Wikipedia e' un'enciclopedia libera e collaborativa o un posto dove vandalismi e prepotenze autoritarie restano impunite ?Caro amministratore di Wikipedia,
scrivo a te ed agli altri amministratori dell'enciclopedia per segnalare alcuni brutti casi di vandalismo perpetrati dall'utente XXXX ed un' ancor piu' grave serie di prepotenze e di decisioni arbitrarie e unilaterali attuate dal tuo collega amministratore YYYY ai danni dell'utente ZZZZ che da anni contribuisce a Wikipedia oltre che contro me stesso (WWWW).
Io ho una politica molto precisa in questi casi: se uno scrive a N persone, significa che non è interessato alla mia risposta e quindi non rispondo. Nel caso di Wikipedia uno potrebbe dire "sì, ma se l'utente è stato bloccato non può che usare le email private per comunicare"; certo, ma allora sceglie una singola persona, o un piccolo gruppetto esplicitato nel soggetto della email.
Il motivo del contendere, ad ogni buon conto, è il trattamento riservato alla voce sul Centro Ricerche per le Energie Non Convenzionali - Istituto Eni Donegani. Ora, anche se non rispondo a un'email ciò non significa che io non dia almeno un'occhiata a cosa è successo: qui c'è la voce come mi è apparsa, voce che mi sembrava assolutamente normale nonostante gli indiscriminati tagli che sarebbero stati fatti alla voce stessa. A questo punto ho provato a vedere la cronologia, per capire cosa fosse successo: un mesetto fa la voce era così, e qualche settimana fa addirittura così.
Beh, non posso dare torto a chi ha asciugato pesantemente la voce. Tanto per darvi un'idea, ora la sua dimensione è leggermente inferiore ai 14 KB; la versione del 3 febbraio era di 66 KB e quella del 24 gennaio di quasi 93 KB. Per fare un confronto, la voce dedicata alla FIAT consta di circa 53 KB. Certo, ci sono voci molto più ampie: Italia, per esempio, tocca i 173 KB. Però ha senso inserire l'elenco di tutti i premi vinti dal CRENC, inserire la lista di tutte le collaborazioni del CRENC, inserire un capitolo per ciascun tipo di ricerca fatta dal CRENC? A mio parere, no.
C'è una storiella, raccontata da Lewis Carroll in Sylvie and Bruno concluded, in cui una nazione voleva avere una mappa sempre più dettagliata del proprio territorio, finché ne venne proposta una in scala 1:1. Cito: "I contadini si opposero: dicevano che avrebbe coperto l’intero paese e chiuso fuori il sole! Così adesso usiamo il paese stesso come mappa, e vi assicuro che funziona altrettanto bene!" (Sì, ne ha anche parlato Borges, ma io sono più fighetto e più matematico, quindi vi prendete questa citazione qui)
Ecco: la voce sul CRENC stava diventando l'equivalente della mappa 1:1, e questo per un'enciclopedia, una qualunque enciclopedia, è un male. L'enciclopedia è un compendio, cioè un riassunto: deve essere un punto di partenza, non di arrivo. Riassumere è un'arte complicata e che richiede molto tempo, lo diceva già Pascal: ma il valore aggiunto di un'enciclopedia è proprio quello di permettere al consultatore di farsi un'idea abbastanza in fretta. Il bello di un'enciclopedia in Rete è che si ha comunque la possibilità di approfondire le cose con un semplice clic; è quello il vantaggio competitivo, non il "ma tanto i bit costano poco, quindi possiamo mettere tutto quello che vogliamo". I bit costano poco, ma il tempo di chi la consulta continua a essere lo stesso!
[Giusto per la cronaca: non entro nel merito delle "prepotenze e decisioni arbitrarie e unilaterali" indicate nel messaggio. Non ho dati a disposizione, e mettermi a spulciare tutte le pagine di discussione è troppo per me. D'altra parte la soluzione non dovrebbe essere scrivere a tutti i sysop di Wikipedia, di questo sono certo]
26.01.12
| Wikipedia e il metodo scientifico | [wikipedia] |
È buffo vedere un articolo postato tre giorni fa che cita esplicitamente come suo "innesco" un articolo del New Yorker di cinque anni e mezzo fa. Ma uno può anche scrivere a partire dalla Divina Commedia, a ben pensarci: quindi non è che la cosa sia davvero così strana. Poi è utile rileggere quell'articolo, ricordarsi del caso Essjay e scoprire che il budget di Wikipedia è passato in cinque anni da 750.000 a 20 milioni di dollari, il che non mi stupisce ricordandomi della lentezza tragica dell'accesso all'enciclopedia libera a quei tempi: server e banda costano. Ma torniamo all'articolo di Appunti Digitali, articolo immagino innescato proprio dalla storia di Essjay.
Alessio Di Domizio mette subito in chiaro che vuole discutere «sul modo in cui, indirettamente e non certo dichiaratamente, Wikipedia stia insinuando un metodo di approccio alla conoscenza in qualche modo alternativo a quello scientifico». Le sue argomentazioni si possono riassumere cosi: dire che tutti possono correggere gli errori per ottenere un'enciclopedia più obiettiva, indipendentemente dai titoli e dalle conoscenze, è pericoloso perché non porta affatto a una conoscenza obiettiva. Questo va contro il metodo scientifico, che a dire di Di Domizio «richiede il consenso attorno ad un concetto fondamentale: la “verità” circa un determinato oggetto è storicamente determinata, nel senso che è legata a condizioni specifiche e comunque ad un preciso stadio dell’avanzamento della conoscenza come codificata. È perciò sempre e comunque relativa.» Infine, «Proprio nel difendere l’anonimato Wikipedia getta le basi per un metodo che si propone come alternativo a quello scientifico. Assume anzi una posizione politica chiara e riconoscibile quando antepone l’intelligenza della massa alla competenza della comunità scientifica.»
Leggendo il testo, la prima cosa che posso dire è che c'è un'incomprensione di base di cosa sia Wikipedia. Wikipedia è un'enciclopedia, non un trattato scientifico. Forse l'Encyclopédie di Diderot aveva velleità di essere "scientifica" nel significato di Di Domizio - significato su cui avrei comunque da ridire: la scienza non parla di "verità", ma di "modello più adatto" legato alle condizioni specifiche bla bla bla. Ma d'altra parte la definizione settecentesca di scienza era diversa da quella odierna, e non credo proprio che Diderot, D'Alembert e soci pensassero al metodo scientifico. Quello che Wikipedia vuole essere è un compendio di informazioni, una fonte secondaria tanto che le "ricerche originali" sono bandite: anzi, l'edizione in lingua inglese comincia persino a storcere il naso rispetto alle fonti secondarie, vale a dire il riportare direttamente quanto scritto da qualcuno, e tende a prediligere le fonti terziarie, cioè qualcosa che è già un compendio di suo. Intendiamoci: non sempre funziona così, e anche se l'ostracismo sulle fonti primarie è generalmente osservato può sempre capitare che qualcosa sfugga. Ma sicuramente tacciare Wikipedia di andare da un'altra parte rispetto al metodo scientifico è come tacciare una barca perché va da un'altra parte rispetto alle autostrade.
Sempre le linee guida di Wikipedia spiegano che il NPOV (Neutral Point Of View, punto di vista neutrale) non consiste nel dare uguale importanza a tutte le teorie, ma piuttosto nel dar loro uno spazio proporzionale all'accettazione da parte della comunità (non quella wikipediana, ma del mondo in generale). Quindi nel caso della comunità scientifica è ovvio che non si parla affatto di "intelligenza della massa": quello che può capitare è che la massa non sia capace a spiegare correttamente una teoria, il che è una cosa diversa dal creare una teoria. Non vedo quale sia la "posizione politica" se io prendo un testo di storia dell'arte, materia di cui notoriamente non so una cippa, ci trovo una teoria che leggo supportata dai maggiori critici e la aggiungo a una voce: né vedrei una posizione politica diversa se facessi tutto ciò da anonimo. Altro conto sarebbe se uno modificasse senza dire qual è la sua fonte: ma già oggi una modifica senza spiegazioni e fonti viene (quasi) immediatamente eliminata, per non sapere né leggere né scrivere.
In definitiva, Wikipedia è costretta a basarsi sul metodo scientifico per ottenere il materiale da inserire al suo interno: se qualcuno pensa che "faccia scienza", forse è meglio chiedersi se abbiamo la stessa definizione di "metodo scientifico" e in caso affermativo se l'ha applicato al proprio ragionamento... cosa certo non obbligatoria :-)
03.01.12
| don Verzé: sospeso a divinis oppure no? | [sfrucugliate] |
Dopo la morte di don Luigi Verzé sono ritornate prepotenti le voci sulla passata sospensione a divinis del fondatore del San Raffaele (che comunque aveva nemici anche tra i cattolici intransigenti, si legga ad esempio qui). C'è stata? non c'è stata? c'è stata ma poi è stata tolta? Essendo io bloccato a casa in quanto malato e spinto da questo thread su FriendFeed, ho pensato di vedere cosa potevo fare come .mau.croft cercando accuratamente in rete e valutando quanto trovato. Ecco qua i miei risultati.
Innanzitutto sono partito da Wikipedia. Non che io creda che dica la verità, ma spero sempre che siano state citate le fonti (uno dei punti fondamentali dell'enciclopedia libera) per valutarle. Attenzione: metto i link alla versione delle voci che ho consultato, in futuro le cose potrebbero cambiare. La voce su Verzé afferma che Verzé fu «"interdetto" dalla Curia milanese il 26 agosto 1964 con "la proibizione di esercitare il Sacro ministero"» (da un libro del 1994 della Kaos edizioni) ed è stato «sospeso a divinis dalla Curia milanese nel 1973» (da un'interrogazione parlamentare di Pannella e altri tre deputati radicali del 1978). Cominciamo dal secondo punto. Nonostante quello che credevo, la sospensione a divinis (cioè il divieto di officiare i sacramenti) può anche essere comminata dal vescovo e non solo dal papa, almeno leggendo il codice di diritto canonico (ho anche chiesto per sicurezza a un monsignore mio amico), anche se la cosa non è usuale. Però, anche se Pannella è pronipote di un omonimo importante prete cattolico dell'Ottocento - vi siete mai chiesti perché non vuole essere chiamato Giacinto? - non credo sia una fonte così valida per accertarsi della sospensione. La voce Sospensione a divinis parla di don Verzé citando nuovamente il succitato libro e ponendo la presunta sospensione nel 1974 (non fate caso alla didascalia "senza fonte": ce l'ho aggiunta io :-) ). Già un anno di differenza non è malaccio su queste fonti, vero?
Sono poi passato all'Archivio Storico della Stampa, per cercare "vecchie" notizie su don Verzé. Nell'edizione del 15 dicembre 1973 a pagina 11 c'è un articoletto che parla di uno scandalo sulla costruzione del San Raffaele (toh...), e si legge «don Luigi Maria Verzé, 53 anni, d'origine veronese, che nella diocesi di Milano non può, per superiore decisione ecclesiastica, esercitare il suo ministero.» Questo ricorda abbastanza il primo punto di cui sopra, vero? Il mistero inizia forse a chiarirsi. Un prete opera (tecnicamente si dice "è incardinato") in una diocesi. Se cambia diocesi deve chiedere il permesso al vescovo locale, e a quanto pare questo permesso non gli è stato dato oppure gli è stato poi tolto: cosa ben diversa dalla sospensione a divinis, che vale su tutto l'orbe terracqueo. Per curiosità, nella cache di Google del sito della diocesi di Verona (vedi immagine qua) c'era effettivamente una pagina dedicata a don Verzé, il che fa immaginare che continuava a essere incardinato nella sua diocesi originaria.
Nonostante Google dal mio PC sia insolitamente tarpato, tanto che ho dovuto usare il telefonino per scoprirlo, sono poi riuscito a trovare gli Acta Apostolicae Sedis di gennaio 2006, nelle quali a pagina 78 si annuncia che il sac. Luigi Verzé (Verona) è stato nominato "Cappellano di Sua Santita". Non essendoci altri Verzé nella diocesi veronese, direi che è proprio il nostro Luigi Maria: quindi nel 2006 la sospensione sicuramente non c'era. Possiamo discutere se c'era stata in passato: ma allora probabilmente si sarebbe trovato un qualche sito che commentava la notizia al tempo, no? Non che tutto questo cambi una virgola sul giudizio da dare all'imprenditore-prete, però potrebbe cambiarlo sul giudizio da dare a tutti questi copioni in rete che prendono una non-notizia e la diffondono così tanto da farla diventare vera...
30.12.11
| il cardinale e wikipedia | [wikipedia] |
Ieri Gianni Barbacetto ha scritto un articolo sul Fatto Quotidiano, lamentando come il Vaticano e l'arcidiocesi di Milano fossero intervenuti sulla voce di Wikipedia del cardinale Angelo Scola per eliminare "fatti scomodi". È stato fatto un accurato controllo su cronologia (quando è stato scritto e cancellato che cosa sulla volce), fonti e fatti; i risultati si possono leggere qui. Consiglio caldamente la lettura, perché ci sono nomi e cognomi.
Per chi ha fretta, un riassunto. Barbacetto scrisse che Scola fu cacciato dal seminario milanese (è stato ordinato a Teramo) per un veto dell'allora rettore del seminario che lo riteneva troppo ciellino e troppo poco presbitero, e la notizia venne debitamente risportata su wikipedia. Negli anni varie persone (financo l'attuale direttore di Civiltà Cattolica, mica susine subsahariane!) cercarono di correggere la voce, partendo dalla banale constatazione che il presunto colpevole divenne rettore solo qualche mese DOPO l'ordinazione di Scola: le modifiche vennero sempre cancellate, e si arrivò anche ad ammonire chi e faceva. Ieri Barbacetto ha tirato di nuovo fuori la cosa, che ha avuto così più pubblicità ed è stata verificata una volta per tutte. Ci sono tante morali da questa storia: eccone alcune.
- non è vero che un'affermazione sia automaticamente vera perché è stata pubblicata su un giornale, o un libro.
- Wikipedia è di un conservatorismo estremo: se c'è un'informazione con un link, è difficilissimo toglierla anche se si hanno le prove della sua falsità, c'è sempre qualuno che pensa di saperne di più.
- i giornalisti dovrebbero ricordarsi che è loro dovere verificare le notizie, ed evitare di autocitarsi come Verità Assoluta.
- più si dà notorietà esterna alle voci di wikipedia, più è facile che vengano scrutinate ed eventualmente corrette: notizia in chiaroscuro, come potete facilmente intuire, legata al fatto che a contribuire sistematcamente all'enciclopedia sono in pochi e non possono essere ovunque
- Può benissimo darsi che Scola sia stato mandato via dal seminario per le sue simpatie cielline: ma non ci sono prove, e quindi il tutto non può avere rilevanza enciclopedica, essendo a oggi niente più di un pettegolezzo.
E voi che ne pensate?
22.11.11
| breve visita torinese | [io] |
Venerdì mattina metto il mio cappellino da wikimediano e partecipo come relatore al convegno di Legambiente «Molecole. Ecologia, social network e nuove forme di attivismo». Sarà una toccata e fuga, nel senso che nel pomeriggio torno in ufficio (ah, l'Alta Velocità...). Il convegno è a partecipazione libera (ma con prenotazione), e il mio intervento si intitola «Condividere i saperi nel web collaborativo». Inutile dire che le slide poi saranno a disposizione di tutti :-)
16.11.11
| poi dicono che su Wikipedia c'è tutto | [wikipedia] |
Ho appena fatto qualche prova per trovare informazioni su Wikipedia a proposito dei neoministri del governo Monti, a parte gli ovvi Catricalà, Passera e Profumo. I risultati sono sconfortanti.
- Anna Maria Cancellieri: nulla (per la precisione, una modifica cancellata, il cui testo era "DAL 16/11/11 diventa Ministro del neonato Governo Monti.")
- Giulio Terzi: nulla. Beh, la voce c'era, era anche bellina, ma era al nome completo Giulio Terzi di Sant'Agata. (Ho fatto al volo un collegamento)
- Paola Severino: nulla.
- Enzo Moavero: nulla, nemmeno sotto il nome completo Enzo Moavero-Milanesi.
- Elsa Fornero: nulla. Ci sono varie modifiche cancellate, l'ultima (in agosto) recita «Elsa Fornero (21/08/1945) e' un'economista, bancaria e docente italiana. E' considerata la principale esperta in materia previdenziale in Italia. E' vicepresidente del consiglio di sorveglianza del gruppo Intesa San Paolo. Elsa Fornero e' sposata con l'economista italiano e ex direttore de "Il Sole 24 Ore"[[Mario Deaglio]].» (occhei, qua possiamo discutere se quel testo poteva essere salvato)
- Giampaolo Di Paola: voce ben fatta.
- Piero Gnudi: voce scarna, con avviso di fonti insufficienti
- Fabrizio Barca: nulla. (Ma cos'è la "coesione territoriale", tra l'altro?)
- Piero Giarda: nulla, nemmeno come Dino Piero Giarda.
- Andrea Riccardi: voce ampia, anche se stranamente nessuno ha aggiornato la voce dicendo che è ministro.
- Corrado Clini: nulla.
- Renato Balduzzi: nulla (voce cancellata nel 2007 perché copia del curriculum sul sito dell'università)
- Lorenzo Ornaghi: voce presente.
- Mario Catania: nulla.
Almeno due di loro (Catania e Barca) sono presenti nelle pagine web dell'OCSE, quindi non sono proprio tra gli ultimi arrivati. Cancellieri è stata commissario straordinario del comune di Bologna, Severino ha comunque un curriculum di tutto rispetto. Però se cerchi per esempio Maurizio Codogno trovi il mio omonimo che è stato calciatore con ben una partita in serie A (anzi mezza, visto che entrò nel secondo tempo...).
È evidente che Wikipedia (in lingua italiana) ha più di un problema sulle biografie: sui criteri di inclusione delle persone, sui criteri di validità delle biografie stesse, e sugli interessi dei contributori all'enciclopedia. Sul terzo punto non si può fare molto, è uno degli svantaggi di un lavoro volontario: sul primo e soprattutto sul secondo però forse si può operare. Non è facile, lo so bene: io continuo a pensare che Wikipedia non è la Guida Monaci e i curriculum se ne debbono stare da qualche altra parte, però forse avere uno schema minimale, eventualmente con un link a un curriculum ufficiale, per le persone con cariche pubbliche potrebbe semplificare a tutti la vita: chi cerca informazioni (e non è capace a usare Google :-) ) avrebbe un punto di partenza, chi ha voglia di contribuire sarebbe più incentivato. Rimarrebbe il problema dell'autopromozione, ma lì mi sa che sia una fatica di Sisifo... Iniziamo insomma con poco :-)
13.10.11
| wikitrapper | [wikipedia] |
Ho già parlato a suo tempo di Perle Complottiste. Ne riparlo oggi perché hanno lanciato una nuova iniziativa: i Wikitrapper. Cosa dovrebbero fare? Lo lascio dire a loro stessi: «abbiamo un nutrito gruppo di "agenti operativi", i Wikitrapper, che pattuglieranno Wikipedia e ci daranno una mano a mettere a nudo le malefatte che vi si annidano e i loro responsabili.». Le istruzioni per come diventare Wikitrapper sono pubbliche: potete tranquillamente compulsarle e decidere cosa fare.
Io mi limito a segnalare una minuscola incongruenza. Il punto 17 delle istruzioni (davvero dettagliate, dovrei scopiazzarle in gran parte per spiegare come si contribuisce a Wikipedia in maniera costruttiva) afferma «Non impiegheremo i Wikitrapper in formazioni numerose: il nostro fine non è quello di alterare il risultato delle votazioni o la formazione del consenso, bensì di coinvolgere e sensibilizzare la comunità dei Wikipediani.». Eppure viene esplicitamente richiesto di arrivare (con calma, e senza dare nell'occhio) a produrre un numero di contributi tale da raggiungere i requisiti di voto (punto 5 delle istruzioni suddette), cosa che è assolutamente inutile per gli scopi indicati, cioè «che il maggior numero di wikipediani partecipi alla vita della comunità»; l'autorevolezza si ottiene partecipando intelligentemente, non contando il numero di edit fatti. Credo di essere sufficientemente autorevole, eppure se uno va a guardare le statistiche si vede che non sono certo un amministratore così attivo... Insomma sarò un po' complottista inside anch'io, ma qualcosa non mi torna.
P.S.: lascio ai miei lettori decidere se e quali delle segnalazioni dei complottisti siano fondate. Per quanto io spesso usi biechi trucchetti retorici quando scrivo, sono dell'opinione che ognuno debba pensare con la propria testa :-)
05.10.11
| lo sciopero di Wikipedia | [wikipedia] |
da ieri sera, come vi sarete accorti, non è possibile consultare le pagine di wikipedia in lingua italiana, come forma di protesta estrema contro il comma 29 del DDL intercettazioni in questi giorni in discussione alla Camera.
Io sono il portavoce di Wikimedia Italia: non siamo stati noi a oscurare le pagine ma la comunità tutta, però tutti i giornalisti vanno a chiedere alla Capa di Wikimedia Italia, e la Capa li smista in buona parte a me.
Sono sempre al telefono. Non ce la faccio più.
23.09.11
| "Pagine a cui deve essere aggiunto il Template Sportivo" | [wikipedia] |
Questa settimana sono apparsi due post su Eschaton (qui il primo e qui il secondo) che raccontano di come un "editore" americano, Books LLC, venda su Amazon "libri" che non sono altro che la stampa di voci di Wikipedia in lingua italiana. A luglio sono apparsi quindicimila di questi libri, in vendita a 10 euro; e i titoli sono stati scelti a caso come si può vedere da quello la cui copertina campeggia qui a sinistra di questo mio post. I titoli in questione appaiono come "non disponibili", ma non ci è dato sapere se l'indisponibilità sia arrivata dopo la segnalazione o - cosa più probabile - perché questi libri non sono mai stati stampati: se mai qualcuno ne ordinasse uno, la Books LLC si attiverebbe a stamparlo e a proporlo.
Che dire di tutto questo? Innanzitutto che è perfettamente legale, ci crediate o no. In effetti, non avrei dovuto scrivere "libri" ed "editore" tra virgolette, visto che sono veri. La licenza di Wikipedia permette il riutilizzo assolutamente libero delle informazioni in essa contenute, senza nemmeno il vincolo della non commerciabilità: l'unica richiesta è che il materiale abbia la stessa licenza, ma come potete immaginare quello non è certo un problema, soprattutto considerando che il valore aggiunto è nullo. Se c'è qualche gonzo che se li compra, nonostante il titolo "Fonte Wikipedia" oggidì dovrebbe far capire che è possibile accattarseli aggratis, peggio per lui: su questo sono sempre stato molto darwiniano. Molto più preoccupante, almeno in linea di principio, che ci fossero alcune decine di voci dell'enciclopedia che citavano come fonte i libri di Books LLC: un ragionamento circolare assolutamente illecito, tanto che in meno di 24 ore dopo la pubblicazione del secondo post la situazione è stata immediatamente sanata. Wikipedia, anche solo quella in lingua italiana, è ormai così grande che molti controlli possono purtroppo essere fatti solo a posteriori: ricordatevelo prima di citarla come Verità Rivelata. Ma tenete anche presente che le critiche circostanziate sugli errori di Wikipedia sono sempre apprezzate, perché aiutano a migliorare l'enciclopedia.
Resta solo da capire se ha senso creare dei libri a partire dalle pagine di Wikipedia. La mia risposta? Boh. A parte che già oggi è possibile crearsi una raccolta di voci e compilare un pdf personalizzato, stiamo pensando da parecchio su come fare. La nostra idea è a dire il vero avere qualcosa in formato ebook, visto soprattutto come risorsa didattica, e di per sé gratuito; quello che ci ha sempre frenato è che non è affatto semplice (leggi: costa molto tempo, e quindi probabilmente abbastanza soldi) formattare il testo in modo da avere qualcosa di coerente passando dalla singola voce al gruppo di voci collegate. Secondo me - ma non ditelo in giro! - è una fatica improba e inutile: piuttosto si riscriva da capo il testo, senza preoccuparsi della clausola "occorre poi permettere il riuso anche commerciale del materiale". Ribadisco che riusare il materiale di un libro di carta è un'opzione più teorica che pratica, e soprattutto che non è poi così vero in questi casi che moneta cattiva scaccia moneta buona: se uno fa le cose seriamente, è più probabile che la gente preferisca le sue fatiche ai cloni altrui. Ma qua forse sto uscendo dal seminato: la vera morale di questo racconto è di stare sempre attenti a quello che si fa :-)
20.09.11
| Silvio, Wikipedia, le lingue | [curiosita'] |
Mentre cercavo informazioni sui processi a carico di Berlusconi terminati per non luogo a procedere causa prescrizione, ho notato come la pagina su Wikipedia in italiano - oltre a essere semiprotetta, e quindi gli utenti anonimi non possano modificarla - abbia un avviso di possibile non neutralità, causa «Voce costruita in gran parte su fonti non appropriate in quanto apertamente schierate politicamente. Evidente ipertrofia delle sezioni dedicate agli aspetti controversi che caratterizzano Berlusconi, trattati prolissamente, con uno stile giornalistico e assolutamente inadatto a un'enciclopedia e in alcuni casi corredati di "difesa dell'interessato" e "fatti che smentiscono la difesa".», giudizio autoapplicabile [*]. Mi è punta vaghezza di vedere cosa succedeva nelle edizioni di Wikipedia in selezionate altre lingue: come forse sapete, anche se è abbastanza normale prendere spunto dalle altre edizioni, ciascuna Wikipedia è assolutamente indipendente. Che ho scoperto?
- in inglese c'è un avviso che avvisa sulla possibile non neutralità, con rimando alla pagina di discussione dove non è che si parli molto della cosa.
- in tedesco non ci sono avvisi, dopo la sezione sulla vita (che ha un capitolo «Skandale und Affären») la seguente è «Kontroversen um seine Rolle als Unternehmer und Politiker».
- mi ha stupito che in francese, nonostante ci sia tutta la lista dei suoi processi, non ci sia nessun link.
- ma per fortuna c'è qualcuno che Lo riconosce come grande capo di Stato: in spagnolo non c'è praticamente traccia dei suoi processi, tranne di quello Ruby (indicato al futuro, però), e l'«Ataque a Berlusconi» (il modellino del Duomo in faccia) ha più spazio che la «Polémica en torno a Silvio Berlusconi». Ma anche i romeni non lo vedono come Conducator, a dire il vero.
- anche la versione latina, pur essendo scarna e con riferimenti sia a come ha ottenuto la sua ricchezza «(et aliqui putant dubie)» che al processo Ruby, probabilmente sarebbe accettata.
Ma mi sa che il testo più interessante sia quello in interlingua... anche se ho il sospetto che Silvio non lo apprezzerebbe comunque :-)
[*] anche se concordo che infilare in ogni attività di Silvio una sezione "aspetti controversi di" più lunga del testo corrispondente non ha un grande senso, io sposterei il tutto in una voce a parte :-)
21.06.11
| naturalmente | [wikipedia] |
Nella sezione culturale del Corsera cartaceo odierno (niente link: insomma: posso solo fornirvene uno al Guardian o se preferite a Punto Informatico, ma il punto di questa mia notiziola si perte) c'è un articolo sull'accordo tra Google e la British Library per la digitalizzazione di 250000 libri antichi (dal 1700 al 1850); digitalizzazione i cui costi sono a carico di Google - e definiti "importanti" dal portavoce della Grande G.
L'articolo continua spiegando che questi libri «gli utenti potranno copiarli, scaricarli, condividerli, naturalmente "per scopi non commerciali"». Ecco. Quando ho visto quel "naturalmente" mi si stava per andare di traverso il caffè. Intendiamoci: Google ci mette i soldi e ha tutti i diritti di farci quello che vuole con il materiale digitalizzato, su questo non ci sono dubbi. Detto in altro modo, se chi ha scritto quell'articolo avesse omesso quell'avverbio non avrei avuto proprio nulla da dire. Ma perché mai dovrebbe essere naturale che del materiale possa essere usato solo non commercialmente? Ricordo che stiamo parlando di libri stampati tra 300 e 150 anni fa: l'unico uso commerciale che mi viene in mente è quello di fare ristampe anastatiche che comunque lascerebbero il tempo che trovano perché gli studiosi tanto userebbero il testo digitalizzato; lo stesso per eventuali compilazioni in DVD che potrebbero forse avere il valore aggiunto di un'indicizzazione intelligente (e costosa) ma comunque un mercato ristretto.
Forse però non è un caso che l'avverbio non sia affatto presente nell'articolo del Guardian ma solo su un italico quotidiano che termina (ma non è il solo a farlo ...) i suoi articoli con un ©RIPRODUZIONE RISERVATA ma non si perita di riciclare - senza dirlo, le licenze d'uso non le si leggono mica - gli innaturali stupidi di Wikipedia che le informazioni le lasciano libere anche per usi commerciali...
07.06.11
| Treccani e Wikipedia | [wikipedia] |
Come credo vi siate tutti accorti, c'è una certa qual rivalità tra Wikipedia e la Treccani. Soprattutto quest'ultima, purtroppo in cattive acque finaziarie a causa dei parvenu della conoscenza, non perde occasione di ricordare che loro sono comunque i meglio, e di scegliere il prodotto certificato. Tra i vari vantaggi della Treccani c'è naturalmente la sua correttezza: chiunque può scrivere le stupidaggini che vuole su Wikipedia, e chiunque può inserire - volontariamente o no - un errore. Peccato che ci sia anche l'altra faccia della medaglia...
Mercoledì mattina mi capitò di passare sul sito della Treccani per vedere cosa loro sceglievano come verbo per l'azione di passare un documento allo scanner. Alla voce (deprecata, per fortuna...) scannare veniva spiegato che il termine era un adattamento del verbo inglese to scann. Suvvia, potreste pensare, quello è il dizionario italiano, mica inglese. Un refuso di questo tipo non è la fine del mondo, no? No, non lo è. Però...
Sulla pagina web c'era un link per le segnalazioni. Io coscienziosamente ho cliccato sul link, ho messo nome cognome email, e ho segnalato educatamente l'errore. Al momento in cui sto scrivendo (martedì pomeriggio) il verbo inglese continua a essere "to scann". Capisco che giovedì era festa, venerdì magari han fatto ponte, poi c'è stato il weekend; ma una segnalazione come questa si sarebbe dovuta processare già nel pomeriggio stesso, e ad ogni buon conto ieri non mi sembra ci fossero chissà quali impedimenti. Se la stessa cosa fosse stata segnalata su Wikipedia la correzione sarebbe avvenuta in meno di dieci minuti: vogliamo dirlo che magari noi wikipediani siamo un po' meglio in qualcosa?
p.s.: visto che al momento sono ancora il portavoce pro-tempore dell'associazione Wikimedia Italia, ho scritto un comunicato stampa e l'ho spammat... ehm, l'ho spedito un po' in giro. Chissà se qualcuno dei vari giornali riprenderà la cosa, anche se scommetto di no: non siamo così importanti, e non muoviamo budget :(
20.05.11
| cosa non si fa per un complotto | [wikipedia] |
Tra i millanta blog in lingua italiana ce n'è uno che si chiama Perle Complottiste. Il suo target è sbugiardare tutti gli amanti dei complotti contro l'umanità e simili, da quelli che sono convinti che siano stati gli americani a buttarsi giù le Torri Gemelle a chi lancia allarmi contro le scie chimiche, e via discorrendo. Un'apparizione abbastanza comune tra i post di questo blog è Wikipedia: da quanto riesco a capire il problema con l'enciclopedia non è solamente che viene riempita di nozioni complottiste, ma che alcuni degli amministratori sono anche dei complottisti a loro volta. Vabbè, in fin dei conti è sempre comodo quando qualcuno trova degli errori, così li si può correggere.
Però quando vedo post come questo capisco molte, molte cose. Riassunto: qualcuno ha inserito nella voce su un vaccino (il Gardasil) delle frasi - scritte tra l'altro in un italiano da ragazzino delle medie - tipo «Però visto che le case farmaceutiche sono più interessate dal fare soldi anzichè il benessere della gente non si dice che sono morte parecchie persone poche ore dopo aver fatto il vaccino.». Cosa hanno fatto i cercatori di perle complottiste? Hanno fatto un post linkando la versione incriminata (se non lo sapevate, Wikipedia permette di risalire a una qualunque versione indietro nel tempo di una qualunque voce), e fin qui tutto ok. Hanno buttato le solite palate di merda, e fin qui tutto ok. Ma hanno continuato con queste frasi:
«E la colpa, si badi bene, non è dei tanti imbecilli che inseriscono simili corbellerie. Nel mondo ci sono centinaia di migliaia di idioti, per cui è normalissimo che scrivano anche su Wiki.» «La colpa è dell'elevato numero di amministratori e utenti che sfruttano Wiki per i propri fini personali anziché vigilare sulla correttezza di voci e contributi.»
No. La colpa è degli imbecilli e idioti a cui di Wikipedia non gliene può fregare di meno, se non per scrivere il loro post e mostrare quanto sono fighetti.
Lo ripeto in maniera più comprensibile per chi non è addentro nei meandri di Wikipedia. Chiunque poteva modificare quella voce, le ultime modifiche sono state fatte da utenti non loggati. Questo significa che se quelli di Perle Complottiste avessero voluto, avrebbero potuto eliminare quelle frasi e poi scrivere esattamente lo stesso post, mettendo lo stesso link (che come ho scritto è relativo a una versione ben precisa) e aggiungendo qualcosa tipo "per fortuna che ci siamo noi che nel nostro piccolo quando possiamo rimediamo alle malefatte". Mannò, non si poteva certo fare così: altrimenti che malefatte sarebbero state?
04.02.11
| La creazione della verità | [wikipedia] |
La scorsa settimana ricevo un'email in cui una laureanda mi chiede lumi su quanto scrissi nel 2005 (!) alla voce di wikipedia su Ciuffettino, e cioè che il protagonista del libro di Yambo divenne persino re del paese delle fate. Federica (così si chiama la laureanda) mi chiede la fonte dell'informazione, visto che tutte le altre occorrenze che aveva trovato sembravano derivare appunto dal testo wikipediano.
Inutile dire che io non mi ricordo cosa ho mangiato ieri sera, figuriamoci cosa avevo scritto sei anni fa. Ad ogni buon conto faccio un po' di ricerche in rete anch'io e trovo quello che probabilmente è stato il punto da cui sono partito: nella trama di Ciottolino a un certo punto si legge che il nonno racconta al bimbo e a sua sorella «la fiaba di Ciuffettino, il bimbo che “come uno e due fan tre diventa re” del Paese delle Fate». Da lì devo aver deciso che quel metaCiuffettino fosse lo stesso Ciuffettino e quindi ho inserito l'informazione nella voce. Sfruttando il fatto che la mia biblioteca di quartiere ha la ristampa anastatica del libro, sono poi passato a vedere il testo, e ho potuto verificare de visu che Ciuffettino diventa in effetti l'Imperatore dei Pappagalli, prendendo l'augusto nome di Ciuffettino XXXV; tutt'un'altra cosa, insomma.
Che si può evincere? varie cose. Innanzitutto, non fidarsi mai dell'enciclopedia; è vero che una modifica del genere fatta oggi sarebbe stata immediatamente etichettata come "senza fonte" e quindi il lettore causale verrebbe avvertito, ma chissà quanti casi simili esistono ancora. Molto peggiore il vedere come il meme "l'ha scritto wikipedia" implica che un'informazione viene copincollata tranquillamente (senza citare la fonte, ma quello è ben noto: non lo fanno Repubblica e il Corriere, perché mai l'ultimo sitino dovrebbe ottemperare a un obbligo che pur non costandogli nulla è pur sempre un obbligo?) e quindi assume una realtà assolutamente staccata da quanto capita nel mondo reale. Insomma, chi collabora all'enciclopedia libera deve sermpre ricordarsi quali responsabilità ha. Dal punto di vista positivo adesso la voce è a posto :-) (e aggiungo un bravo a Federica che la sua tesi la sta facendo in maniera davvero ottima!)
11.01.11
| decennale | [wikipedia] |
Sabato 15 gennaio saranno dieci anni da quando nacque il progetto Wikipedia. Ci saranno festeggiamenti in tutto il mondo: anche in Italia, come potete vedere ad esempio qua. E se poi volete far sapere al mondo come voi interagite con Wikipedia, stiamo approntando un sito apposta; contribuite!
24.11.10
| le sentenze del Giornale | [wikipedia] |
Se ieri avete avuto tra le mani una copia del Giornale, avrete visto in prima pagina questo articolo, dove Alessandro Gnocchi spiega come quei cattivoni di Wikipedia abbiano espulso (tecnicamente, impedito definitivamente di scrivere nell'enciclopedia: questo teoricamente vale anche se l'utente entrasse con un altro nickname e venisse scoperto) tale Emanuele Mastrangelo, caporedattore di Storiainrete.com, definito dal giornalista "sito specialistico, e autore di alcuni studi sul fascismo". Mastrangelo stesso Storiainrete stessa ne aveva parlato sul proprio sito, ma per ovvie ragioni non se l'era filato nessuno: immaginate cosa succederebbe se io scrivessi su queste notiziole una pesante invettiva contro la mia cacciata dai forum del Corsera.
Al Giornale hanno indubbiamente scelto un esperto per scrivere questo articolo: qualche mese fa Gnocchi si era già occupato di Wikipedia, scrivendo un articolo dall'eloquente titolo Come taroccare una voce di Wikipedia. Ma questa cosa non è poi così importante. L'importante è andare a vedere le vere motivazioni del blocco, che sono pubbliche, come quelle delle segnalazioni precedenti. Il punto chiave non sono le opinioni revisioniste di Mastrangelo, quanto il suo forzare la sua personale interpretazione delle fonti e voler inserire a forza il proprio punto di vista, incurante di qualunque altra cosa. Wikipedia è un'enciclopedia collaborativa: se qualcuno non collabora, allontanarlo diventa naturale. Posso garantire che ci sono tante persone di idee politiche di destra che scrivono e litigano sulle pagine dell'enciclopedia; però lo fanno appunto in maniera collaborativa. Tra l'altro il sysop che ha applicato il bando è tutto meno che di sinistra :-)
Scrivere tutto questo non servirà a nulla, ma tanto non serve a nulla nemmeno scrivere al Giornale; mi auguro solo che ci sia qualcuno che impari che si possono portare avanti le proprie idee in maniera civile e costruttiva.
05.08.10
| la ricerca scolastica ai tempi di Wikipedia | [wikipedia] |
C'è un certo qual dibattito (guardate ad esempio Galatea e la discussione FriendFeed relativa, oppure Orientalia4All) sull'utilità di far fare agli studenti delle ricerche che finiscono con l'essere il copincolla di roba presa dalla rete, senza alcun senso critico.
Quando ero giovane io si faceva il taglincolla delle immagini e il resto lo si copiava a mano dalle enciclopedie; la probabilità di trovare bufale era minore rispetto al prendere una pagina web solo perché è la prima ritornata da Google, ma non è che comunque si imparasse qualcosa in ogni caso; e sicuramente il senso critico non veniva sviluppato. Però è vero che almeno si era costretti a perderci su un minimo di tempo, cosa che adesso non avviene.
Come si potrebbe fare per ottenere qualcosa di meglio? Beh, mi piacerebbe vedere che tutti gli studenti sulla propria sandbox utente (evitiamo per il momento di toccare la voce vera e propria) provassero a modificare una specifica voce di wikipedia, cercando informazioni in giro, magari riducendo la dimensione togliendo un po' di roba che loro non ritengono importante e soprattutto rimettendo il tutto in formato scorrevole - il che non è banale, visto che purtroppo a volte la qualità delle voci dell'enciclopedia non è il massimo. Purtroppo una cosa di questo tipo richiede molto lavoro non solo dagli studenti ma anche dai professori, e richiede anche che i professori stessi sappiano usare gli strumenti elettronici, cosa che non è ovvia. Però potrebbe essere un esperimento interessante: voi che ne pensate?
28.06.10
| Pubblicità morbosa | [wikipedia] |
Oggi le agenzie hanno battuto la notizia che Pietro Taricone era gravissimo per una caduta col paracadute. Oggettivamente la cosa non mi ha toccato molto: datemi pure del cinico, ma non vedo perché io debba essere interessato a tutte le disgrazie. Poi Layos mi segnala che su Wikipedia l'attore è già indicato come morto. La cosa mi interessa già di più; controllo che non sia effettivamente morto, e blocco momentaneamente la pagina in scrittura per gli utenti non registrati, dopo averla corretta.
Più tardi Layos mi avvisa di questa pagina di youreporter.it, dall'eloquente titolo "Wikipedia dà già per morto Taricone" con tanto di screenshot della schermata in questione. Già l'idea di segnalare un errore di questo tipo in Wikipedia mi sembra piuttosto macabra, ma c'è di più: come si può vedere dalla cronologia, c'è un singolo indirizzo IP (95.246.181.48, indirizzo dinamico abruzzese per la cronaca) che ha continuato a rimettere la notizia della morte, nonostante gli venisse sempre tolta praticamente subito.
La mia sensazione è che l'anonimo modificatore è la stessa persona che ha pensato di scrivere a youreporter.it; statisticamente è difficile pensare altrimenti. Beh, se è così mi domando come faccia una persona a essere così meschina.
Aggiornamento: (23:15) mi fanno notare che anche il Corriere (nella sua edizione del Mezzogiorno) racconta della "gaffe di Wikipedia", mettendolo nell'occhiello, facendo delle scuse pelose e sballando completamente i tempi in cui la voce ha riportato Taricone come morto. Ribadisco quanto scritto sopra.
18.06.10
| I Pending Changes in Wikipedia | [wikipedia] |
Proprio perché Wikipedia è ormai troppo famosa, la tentazione di "mettere la propria firma" modificando qualche voce è sempre pronta. Finché si tratta di scrivere DEBBORA TVTTTTTB la cosa dà un certo fastidio, ma nessun vero problema; il guaio è quando si aggiungono notizie false e ingiuriose, soprattutto su persone viventi.
La soluzione classica di Wikipedia, impedire l'accesso in scrittura a queste voci, è un rimedio molto pesante per l'enciclopedia che vuole essere libera. Esiste anche una versione "light", la cosiddetta semiprotezione, che impedisce le modifiche solamente agli utenti non registrati; una soluzione leggermente migliore ma comunque ugualmente punitiva verso chi per principio non vuole registrarsi. I tedeschi nell'edizione nella loro lingua hanno provato a mantenere un doppio binario, con voci "stabili" e modifiche che vengono controllate da utenti esperti, ma l'accrocchio diventava molto pesante, visto che ogni giorno ci sono migliaia e migliaia di modifiche e controllarle tutte diventa un'impresa improba.
Ora si prova una nuova strategia: i Pending changes. Il funzionamento logico è abbastanza simile: le modifiche da utenti non registrati non appaiono immediatamente, ma compare un avviso.
"Thank you for contributing to Wikipedia! Your changes will be reviewed shortly
There is 1 pending revision (shown below) awaiting review."
Gli utenti "autoconfirmed" (termine tecnico per indicare chi si è iscritto almeno da qualche giorno e ha fatto almeno qualche modifica all'enciclopedia, per evitare iscrizioni just-on-time) possono invece modificare tranquillamente, a meno che non ci siano modifiche non approvate: in questo caso anch'essi trovano lo stesso avviso. Sysop e "utenti esperti" hanno invece indicato se la versione attuale della voce è "accepted"; in caso contrario possono aprire il tab "review pending revisions" e operare di conseguenza.
Qual è la differenza pratica? Che i Pending changes non sono un'opzione globale, ma relativa alla singola voce. In pratica è come dire che le voci più soggette a vandalismi (ad esempio le biografie di personaggi famosi) possono essere mantenute sotto controllo; esiste anche una pagina speciale che elenca tutte le voci con modifiche in attesa di essere controllate, quindi è facile lavorarci su. Il tutto funzionerà? Boh, ma bisogna pur provarci, no? Ci sarà anche su Wikipedia in lingua italiana? Chissà. Per prima cosa questo periodo di prova su en.wiki deve dare un risultato positivo, poi la comunità italiana deciderà eventualmente che fare.
17.06.10
| Wikideep | [link] |
Wikipedia è tanto bella e tanto utile, anche se quei nazisti dei sysop cancellano sempre le informazioni messe con tanta cura dagli utenti. Però ha sicuramente un punto dove ci sono ampi margini di miglioramento: la ricerca interna. Io non ci tento nemmeno a fare una ricerca con il motore di Wikipedia; molto più semplice prendere Google e specificare di limitarsi al sito wikipedia.org. La cosa è talmente nota che persino nella pagina interna di ricerca si può chiedere di usare un motore esterno.
Bene: Pio Clemente e gli altri di Liquida hanno pensato che si sarebbe potuto fare qualcosa - in fin dei conti l'organizzazione dei dati è la loro specialità - e hanno prodotto Wikideep, da ieri in beta pubblica. L'idea è di avere un aggregatore/motore di ricerca relativo ai wiki in lingua italiana (per il momento ci sono i progetti Wikipedia, ma è previsto un ampliamento ad altri wiki non legati alla Wikimedia Foundation) che semplifichi la ricerca.
L'interfaccia è minimalista, in stile Google; anche la pagina dei risultati è molto pulita, e permette non solo di dare un'occhiata veloce ai risultati ma anche di avere subito due possibilità per raffinare le ricerche: le voci correlate, scelte tra quelle più presenti all'interno delle voci di Wikipedia, Wikinews, Wikiquote e simili, e il tipo di pagine che si preferisce. Queste sono ricavate dall'esame delle voci di Wikipedia alla ricerca dei portali in cui sono contenute; la categorizzazione non è insomma solo sintattica ma anche semantica. Altro esempio: gli infobox, ad esempio per le biografie o per le città / nazioni, appaiono immediatamente a fianco dei risultati, semplificando la vita di chi ha solo bisogno di dati specifici. La mia impressione d'uso è davvero positiva, anche se ci sono ancora alcuni punti da sgrezzare come il riconoscimento dei template all'interno del testo di una voce - non preoccupatevi se nello snippet sembra mancare qualche parola. Ah, come dovrebbe essere naturale cliccare sulle singole voci manda alla pagina di Wikipedia, quindi se trovate un errore e volete correggerlo siete i benvenuti.
Gli svluppi futuri, oltre all'inserimento di altri wiki, dovrebbero consistere nel rilascio al pubblico delle API relative a Wikideep e alla creazione di "pagine foglia", rappresentazioni più compatte delle informazioni da varie fonti nel caso di argomenti particolarmente complessi. Già così però l'usabilità mi pare ottima - in assoluto, intendo, non rispetto al motore interno MediaWiki: d'accordo vincere facile, ma sarebbe davvero troppo! Insomma, provatelo!
12.05.10
| l'invasione dell'orticello Wikipedia | [wikipedia] |
Un mio lettore (lascio l'anonimato per sicurezza, se vuole può tranquillamente appalesarsi nei commenti) mi ha fatto notare questa modifica alla voce di Wikipedia relativa a Vittorio Pasteris, dove si aggiunge un dubbio sulla sua effettiva "enciclopedicità" (tradotto dal wikipediese, sul fatto che la voce meriti l'inserimento nell'enciclopedia)
Per chi non fosse addentro a queste cose, Pasteris ha lavorato per La Stampa prima di finire l'anno scorso in esilio a Genova. Come poi sapete, esiste una giornalista della Stampa che si chiama Anna Masera: non posso ovviamente essere certo che l'utenza Anna Masera corrisponda alla signora Masera, ma è un fatto che il secondo e unico altro contributo di tale utenza a oggi sia consistito nel migliorare la voce su Anna Masera, il che fa pensare che comunque la persona sia una sua ammiratrice (oh, fin dall'antichità la gente prendeva i nomi dei propri eroi per scrivere le cose!) e che ce l'abbia con Pasteris.
Posso dire che il tutto, visto da fuori, è piuttosto divertente?
07.05.10
| Festival delle Libertà Digitali | [wikipedia] |
Occhei, essere arrivati alla seconda edizione forse non significa avere iniziato un appuntamento abituale, però è già più di un inizio. Dopo il successo dell'edizione dello scorso anno a Vicenza, quest'anno il Festival delle Libertà Digitali, organizzato da Wikimedia Italia, si terrà a Milano la settimana prossima, dal 10 al 16 maggio 2010.
Nel sito potrete trovare le varie iniziative, sotto il cappello "Milano Libera Tutti": gli obiettivi del festival sono
- diffondere la cultura aperta della “condivisione digitale” in particolare tra i giovani
- rafforzare la “rete di persone” che utilizzano e/o producono contenuti a scopo sociale, per lavoro o per svago.
- scambiare esperienze positive e condividere buone pratiche.
- diventare il principale luogo di incontro in Italia sul tema.
- promuovere e collegare le attività inerenti diffuse nel territorio.
La cosa forse più divertente è il WikiWall: un'installazione in Triennale dove si potrà contribuire a scrivere la voce di Wikipedia sulle libertà digitali... direttamente su una parete.
Buon divertimento!
24.04.10
| Wikimedia Italia e il 5per1000 | [wikipedia] |
Nel caso non lo sapeste, l'anno scorso l'associazione Wikimedia Italia (quella con la m, sì) è diventata APS, cioè Associazione di promozione sociale.
Questo significa all'atto pratico che chi volesse destinarle il 5 per mille può farlo, indicando il suo codice fiscale 94039910156. Fate come volete, ma non dite che non lo sapevate.
15.04.10
| wiki = veloce | [wikipedia] |
Quello che vedete qui sopra è il riassunto delle modifiche fatte alla voce di Wikipedia su Raimondo Vianello da stamattina fino alle 16:09. Settantacinque modifiche in sei ore, pur considerando che alcune di esse sono state eliminate (perché ridondanti, vandaliche, senza citazione di fonti) e altre sono state fatte per la necessità di riscrivere in italiano corretto quanto aggiunto da persone sicuramente dotate di buona volontà ma con qualche problema sintattico/semantico, sono un numero enorme, che fa capire quale sia la potenza di fuoco dell'enciclopedia.
Paradossalmente però avrei preferito che tutto questo fervore fosse applicato a Wikinotizie, che dovrebbe appunto servire per le "ultime notizie". Peccato che l'attrazione di tutti i progetti fratelli di Wikipedia sia virtualmente nulla; è una cosa su cui non ci si può fare molto, come non si poteva fare molto per "costringere" Wikipedia a diventare importante, però fa capire varie cose su come la gente tenda ad ammassarsi e come - anche se in maniera non esattamente efficiente - Wikipedia possa aggiornarsi molto più rapidamente di una qualsiasi altra fonte.
25.03.10
| venerdì torinese | [io] |
Stasera prendo il Frecciarossa e arrivo a Torino, visto che domani metto il cappellino Wikimedia Italia e parteciperò alla sessione "PSI as a Minefield: Law and Technology of Access and Re-use" del progetto EVPSI. Il progetto, promosso dalla facoltà di Giurisprudenza dell'università di Torino, punta alla massimizzazione dei benefici conseguibili dall’accesso e dal riuso dell’informazione del settore pubblico. Qui trovate qualche informazione in più.
Come WMI, per la cronaca, la nostra posizione è più che altro di richiesta di maggior libertà per le informazioni; qui il mio abstract.
Mi fa un po' specie andare a dormire in albergo a Torino, ma tant'è...
02.03.10
| Vuoi farti una nuova Wikipedia? [2/2] | [wikipedia] |
Ieri ho spiegato perché Wikipedia non può essere considerata un monopolio di fatto; in poche parole, quello che la caratterizza è il suo contenuto liberamente riutilizzabile, che fa sì che eventuali altri attori non abbiano il "costo di avviamento" perché possono sfruttare i dati già presenti in Wikipedia. Il lettore intelligente – e i miei lettori lo sono per definizione! – potrà a questo punto chiedersi perché non ci sia nessuno che faccia una cosa del genere. La risposta è banale: perché non gli conviene. La fregatura della licenza di Wikipedia è che è virale: quindi è vero che uno può sfruttare tutto quello che trova, ma deve a sua volta permettere agli altri di sfruttare il suo valore aggiunto. Anche se Wikipedia non inserirà la biografia di Porfirio Villarosa, potrebbe sempre sfruttare le "biografie migliorate" di cui sopra; quindi i soldi impiegati sarebbero buttati via – dal punto di vista dell'azienda; per i fruitori ci sarebbe comunque un vantaggio. D'altra parte un semplice lavoro amatoriale non può più avere la forza sufficiente per diventare un valido competitore, se non su temi molto ristretti: su questo i detrattori hanno ragione. Però non ditemi che credete ancora alla favola del nuovo prodotto "fatto dal basso", dai!
Due ultime parole sul perché –almeno a mio giudizio – sono miseramente falliti i due approcci alternativi più imortanti a Wikipedia. Iniziamo dal più facile da spiegare, cioè il googliano Knol. L'idea di Knol è che ognuno possa mettere la propria versione su un qualunque argomento; saranno poi i fruitori a scegliere la voce a loro giudizio più adatta. In questo modo si ovvia ai problemi di editwar; però il risultato pratico è che si è arrivati a un sistema "write only". Anche se è possibile per gli autori aprire il proprio knol e permettere a chiunque oppure a un gruppo scelto di contribuire, non sembra che la cosa sia molto seguita. Finisce così che la gente non ha nessuna possibilità di comprendere quale sia la versione migliore tra le varie su una voce; un po' come su Internet in genere, si può giusto fare una ricerca interna e trovarsi un po' di risultati non meglio identificati. Non per nulla mi sa che la maggior parte di voi non abbia mai sentito parlare di Knol.
Citizendium ha invece un punto di vista ben diverso, anche se condivide con Knol la logica che gli autori delle voci hanno nome e cognome. Nato da Larry Sanger, che in fin dei conti aveva fatto nascere Wikipedia assieme a Jimmy Wales, Citizendium era formalmente nato come un fork di Wikipedia, anche se poi si è scelto di enfatizzare la creazione di nuove voci; i contibutori devono avere nome e cognome, e le voci vengono rimesse in sesto da un esperto, che ci mette la sua firma e dà il valore aggiunto. Citizendium ha avuto una certa eco in rete anche da noi, anche se esiste solo la versione inglese; e l'approccio, almeno a prima vista, sembrerebbe più interessante. Ma i risultati, almeno se ci si limita a contare il numero degli articoli esistenti, sono ancora più deludenti di quelli di Knol. Credo che la ragione sia molto semplice, e spieghi anche perché Wikipedia ha avuto tutto questo successo. Perché uno deve metterci il suo nome e la sua fatica se non ci guadagna nulla? Con Wikipedia perlomeno si fa una scelta di vita, uno sa che il suo contributo rimane anonimo ma vuole far parte di un grande progetto globale; dire "faccio l'editor ufficilae di Citizendium" non porta nessun vantaggio, e a questo punto tanto vale gestirsi in proprio i documenti che si vuole creare. Certo, se Citizendium avesse la sua importanza magari uno potrebbe anche trascurare il vil denaro e guadagnare la fama di essere un "redattore ufficiale", ma questo non è il caso. Che vuol dire? Semplicemente che un po' dei soldi necessari per l'avviamento servirebbero per trovare una partnership importante. Non dico la Treccani - che comunque ha fatto una scelta diversa: per il proprio dizionario chiedono collaborazioni, ma il risultato verrà comunque rivisto redazionalmente e non mi pare ci sarà traccia dell'autore iniziale - ma comunque qualche istituzione culturale che non ci metterebbe i soldi ma appunto il suo nome.
In definitiva, fare una nuova e ci si augura migliore Wikipedia non è facilissimo, ma nemmeno impossibile. Il vero problema è che sarebbe quasi sicuramente un progetto in perdita economica secca. Non che Wikipedia sia in attivo, anzi; ma per il momento i suoi costi sono sufficientemente bassi da poter prosperare. (Oops, ho dato un'altra freccia all'arco dei detrattori dell'enciclopedia: Wikipedia è l'equivalente dei negozi gestiti dai cinesi!)
01.03.10
| Vuoi farti una nuova Wikipedia? [1/2] | [wikipedia] |
Sempre più spesso le file di chi ce l'ha contro Wikipedia aggiungono alle loro recriminazioni quella che a loro giudizio è l'Arma Finale. Non si può fare una nuova enciclopedia online, dicono, perché Wikipedia ha bloccato ogni ulteriore possibilità. Insomma, è la stessa cosa per cui non si può fare una nuova suite di strumenti per l'ufficio perché c'è Microsoft Office, non si può fare un nuovo motore di ricerca perché c'è Google, non si può fare un nuovo sistema operativo perché c'è Windows... o se preferite andare fuori dall'ambito informatico, non si puo fare una nuova rete telefonica sull'ultimo miglio perché c'è quella Telecom o una nuova rete idrica. Negli ultimi due casi si parla di monopolio naturale, nei primi si può parlare di monopolio di fatto; la differenza fondamentale è che nei monopoli di fatto è di per sé possibile entrare come nuovo giocatore, ma non è possibile ottenere qualcosa più di una piccola quota del mercato; pensate ad OpenOffice, a Yahoo!, alle distribuzioni Linux. Modificare lo stato delle cose costerebbe una quantità enorme di denaro e non è detto si riesca a ottenere il risultato desiderato.
Come forse non sapete, io sono un esperto del ramo; quando facevo il capo della gerarchia Usenet it.*, la mia risposta tipica a chi si lamentava era appunto "fatevi la vostra gerarchia". Anche in quel caso probabilmente si trattava di un monopolio di fatto, non tanto per la struttura della gerarchia che a mio parere si poteva tranquillamente duplicare quanto per il vero asset che erano i messaggi scambiati dagli utenti. Insomma, con Wikipedia capita la stessa cosa? Mah, secondo me no. Lo so che i recriminatori non ci crederanno, e quindi non varrebbe nemmeno la pena che io perda tempo a scriverne: ma io sono notoriamente un perditempo.
La differenza fondamentale tra Wikipedia e gli altri monopoli di fatto è una: la licenza dell'enciclopedia. Molti non lo sanno, abituati all'idea che le cose in rete o si prendono in barba al copyright o sono comunque di proprietà di chi le ha preparate; ma quando si dice che Wikipedia è l'Enciclopedia Libera, si intende proprio che l'informazione ivi presente è liberamente riutilizzabile... purché si lasci agli altri la possibilità di riusare a sua volta il materiale modificato e si avvisi che il materiale è stato tratto da Wikipedia. Cosa significa questo a livello pratico? Che non c'è nessun problema legale a fare un fork dell'enciclopedia, vale a dire copiarsi tutta l'informazione presente e aggiungere (o modificare. o togliere...) quello che si vuole. Supponiamo che qualcuno voglia fare un dizionario biografico, e chiamarlo con tanta fantasia Biopedia. Le voci su Alessandro Manzoni e Giuseppe Ungaretti possono essere tranquillamente una copia di quelle su Wikipedia; ma Porfirio Villarosa, famoso esponente della categoria dei gigolò e attivo nel campo tessile, potrà inserire o farsi inserire la voce che lo riguarda su Biopedia anche se tutti i suoi tentativi di farlo su Wikipedia sono stati tarpati immediatamente da quei cattivacci dei sysop. Biopedia potrebbe tranquillamente inserire pubblicità nel suo sito, e addirittura chiedere un contributo pecuniario per l'inserimento della biografia del signor Porfirio Villarosa; la licenza d'uso del contenuto preso da Wikipedia glielo permette.
Quale sarebbe la differenza per esempio tra quanto poteva accadere con la gerarchia it.* e Biopedia? Banalmente, che Biopedia avrebbe tutto quello che ha Wikipedia e molto di più! Nel caso dei newsgroup bisognava infatti convincere gli utenti a postare nei gruppi nuovi oltre che in quelli vecchi, mentre qua la pappa è già fatta, visto che non appena qualcosa appare su Wikipedia può essere preso e portato pari pari dall'altra parte. Niente male, vero? Intendiamoci, resta sempre la necessità far conoscere Biopedia alla gente, visto che immagino che inizialmente rimarrebbe in posizione più bassa nei motori di ricerca; ma vedendo come ad esempio è ben piazzata Wapedia - una versione dell'enciclopedia ottimizzata per essere usata dai telefonini - credo che la cosa non sia così complicata come potrebbe sembrare a prima vista. Diciamo che ci vorrebbero sì un (bel) po' di soldi e fatica, ma non così tanti come negli altri casi di monopoli di fatto. Però questo non sta capitando. Come mai? Non lo so, però posso fare qualche ipotesi, che posterò domani.
08.01.10
| Wikipedia e il consenso (2/2) | [wikipedia] |
[segue da qui]
Cosa significa all'interno di Wikipedia in lingua italiana (ricordo che ogni edizione dell'enciclopedia ha le sue regole, e non è detto siano le stesse) parlare di consenso a proposito dell'importanza di un testo? Si danno due casi: il primo quando si tratta di una semplice frase all'interno di una voce per il resto assolutamente valida, il secondo quando è la voce stessa a essere ritenuta poco importante. In entrambi i casi il problema è capire cosa significhi "essere ritenuta poco importante", visto che non esistono criteri oggettivi.
Faccio un esempio estremo per il primo caso. Supponiamo che qualcuno aggiunga nella voce su Alessandro Manzoni la seguente frase: "La famiglia di Manzoni usava andare ogni anno a Casalpusterlengo a scegliere un maiale che poi veniva ucciso e preparato dal loro norcino di fiducia. Manzoni stesso continuò la tradizione fino al 1832, anno in cui dopo un litigio furioso decise di non mettere più piede nella cittadina". Supponiamo anche che vengano aggiunti riferimenti puntuali che mostrino come l'aggiunta non sia affatto una bufala. Bene, con ogni probabilità l'aggiunta verrebbe eliminata senza nemmeno pensarci su troppo. Come mai? Semplice: per quanto vera, la cosa è irrilevante nel contesto manzoniano. Sarebbe tutt'altra cosa se nei Promessi Sposi ci fosse un'invettiva contro Casalpusterlengo; allora la spiegazione sarebbe in effetti utile. A chi ribattesse "Sì, ma è sempre meglio dare una spiegazione in più, anche se sembra inutile" replico che Wikipedia è un'enciclopedia, non una raccolta di tutto; la notizia è utilmente inseribile in una biografia su don Lisander, ma la voce wikipediana non è una biografia, altrimenti si correrebbe il rischio di finire come nel racconto borgesiano in cui si pensò di costruire una mappa 1-1 del territorio, scoprendo che era inutile e perniciosa.
Spero che quasi tutti i miei ventun lettori concordino con me sull'inutilità di quella frase in quel contesto ; ma - come certo immagineranno - ci sono casi molto più sfumati di questo, ed è qui che arriva la necessità di trovare un consenso. In casi di questo tipo, il consenso si cerca con una discussione nella pagina associata a quella della voce; non so se ve ne siete accorti, ma nelle etichette in cima alla voce ce n'è appunto una "discussione". Il vantaggio di avere una pagina ausiliaria collegata a ciascuna voce è che le vecchie discussioni sono sempre presenti, e si ha un utile punto di partenza.
Nel caso che l'intera voce sia ritenuta da qualcuno poco importante, la logica resta la stessa ma la procedura cambia, e si può aprire una procedura di cancellazione per la voce. Può sembrare strano parlare di consenso in questo caso, ma il concetto, se ci si pensa su un attimo, non è molto diverso. Votare per il mantenimento o meno di una voce su Pepito Sbazzeguti non è un semplice apporre un SI'/NO/MAH, ma favorevoli e contrari possono spiegare le loro ragioni. Tra l'altro le procedure, oltre che essere garantiste - perché una voce venga cancellata occorre una maggioranza dei due terzi - richiedono anche che l'utente registrato che ha contribuito sostanzialmente a una voce per cui si richieda la cancellazione vanga avvisato, in modo che possa far valere le sue ragioni.
Tutto questo funziona? Più o meno. Il problema non è tanto che la vita o la morte di una voce venga decisa da un paio di dozzine di persone su milioni di potenziali suoi fruitori; il mio vecchio professore di italiano direbbe che quello è un concetto romantico, infilando tutto il suo disprezzo sulla parola "romantico". Il numero di fruitori attuali della voce non è tanto diverso da quello dei votanti! L'unico guaio, al limite, è legato al fatto che ci sono alcune persone che votano a priori per la cancellazione di tutte le voci in votazione, e altre persone (un po' di meno) che votano a priori per salvare tutte le voci in votazione, il che potrebbe falsare il risultato finale. Il vero guaio è però che tutti noi siamo esseri umani, il che porta spesso all'esacerbazione degli animi. Chi ha inserito una voce proposta per la cancellazione è ovviamente arcisicuro che tale voce sia così importante che non possa non esserci, e chiunque affermi il contrario è prevenuto; un atteggiamento simile fa venire spesso voglia di cancellare il tutto senza pensarci su, indipendentemente dalla bontà effettiva del concetto. Sì, perché magari la voce così com'è è smaccatamente agiografica, ma il concetto merita ed è degno dell'enciclopedia, anche se sotto un'altra forma. Ma chi ce lo fa fare a riscrivere tutto daccapo?
Devo aggiungere però che mi fanno ridere quelli che si lamentano perché non c'è un comitato che decide quali voci mantenere e quali no. Mentre capisco, anche se non approvo, la logica del "in Wikipedia ci deve essere tutto", mi chiedo perché mai un Comitato Ristretto dovrebbe dare l'ok alla voce su Pepito Sbazzeguti... a meno naturalmente che l'estensore pensi di poter corrompere il comitato stesso. Il problema del "cosa mettiamo" è comune a tutte le enciclopedie; Wikipedia fa sempllcemente le cose in maniera diversa.
Un'ultima nota personale. Io qualche anno fa aggiungevo due tipi di voci a Wikipedia; le analisi armoniche delle canzoni e le recensioni dei libri che leggevo. Ho smesso con entrambe dopo che mi hanno stracciato le gonadi cancellandomene alcune (quelle su cui capitavano :-) ) perché le seconde erano troppo personali e le prime non erano enciclopediche: giusto per dirvi che essere sysop di it.wiki non significa assolutamente impunità. Io sono convinto che i cancellatori siano degli imbecilli, ma la cosa non mi ha turbato per nulla. Quello che avevo scritto è sempre liberamente disponibile sul mio sito, e chi è interessato non ha certo problemi a trovarlo con un motore di ricerca. Wikipedia non lo vuole? Ecchissenefrega. Ecco, forse molti di quelli che tuonano nei loro blogghetti sulle censure wikipediane dovrebbero passare all'"ecchissefrega".
07.01.10
| Wikipedia e il consenso (1/2) | [wikipedia] |
(Quelle che seguono sono mie opinioni personali e non corrispondono necessariamente alla definizione formale di Wikipedia in lingua italiana, ammesso che tale definizione esista. Diciamo però che sono opinioni informate)
Quando molti - soprattutto dopo che la "loro" voce su Wikipedia è stata cancellata - scoprono che l'enciclopedia si basa sul consenso, si mettono subito a sbertucciarla dicendo "ecco, basta che un po' di gente si metta d'accordo e si va a scrivere che due più due fa cinque!" Beh, non è proprio così, ma bisogna capire che cosa si intende quando si parla di consenso in questo contesto. Provo a fare un paio di esempi pratici, sperando di chiarire il concetto: per evitare troppe risse, mi limito alla geografia - fisica e politica - della nostra bella nazione.
Le regioni italiane oggi sono venti. Questo è un fatto, come è un fatto che quando si promulgò la Costituzione erano 19 (Abruzzo e Molise erano unite). Per quanto un sedicente movimento "Rimini über alles" voglia asseriee che Emilia e Romagna sono due regioni distinte e quindi il numero effettivo sia 21, la modifica non verrà nemmeno messa in discussione. La cosa però cambia se ci mettiamo a discutere su quali siano i confini fisici dell'Italia, dando per buono che a nord siano dati dalle Alpi e quindi dallo spartiacque. Sul Canton Ticino non c'è molto da dire; il Ticino sappiamo bene che si immette nel Po. Ma che dire di Istria da un lato e Nizza e Mentone dall'altro? Qui la situazione è molto più fluida. I fiumi che sfociano nel Mediterraneo - e anche qua si potrebbe iniziare una discussione su dove finisce il mar Ligure, ma lasciamo perdere - sono dalla parte opposta dello spartiacque alpino; la stessa linea di ragionamento che dice "la Valle Roya è geograficamente italiana, perché il fiume entra in Italia a Ventimiglia" può essere rigirata affermando "Ventimiglia è geograficamente francese, visto che il Tenda fa da spartiacque e il Roya giunge fino a Ventimiglia".
Qual è la risposta corretta in questo secondo caso? Beh, se si trova una fonte ufficiale sovrannazionale - per il mar Ligure ad esempio questa fonte esiste - e questa fonte è generalmente accettata, allora la si cita e basta. Se non c'è una fonte ufficiale allora bisogna vedere cosa ne pensano i fruitori di Wikipedia; in questo caso si può effettivamente parlare di ricerca del consenso. Occhei, forse l'esempio è un po' contorto ma se provate a immaginare cosa succede con la critica a un artista, o con le capacità di un politico. Detto in poche parole, il consenso si cerca quando non ci sono dati fattuali e ci si deve basare sulle opinioni.
Poi, a dirla proprio tutta, in Italia non ci sono venti regioni... il Trentino-Alto Adige in pratica non esiste, e ci sono le due Province Autonome di Trento e di Bolzano-Bozen i cui presidenti fanno a turno le veci del Governatore della ex-regione. Questo è un esempio della seconda situazione in cui si cerca il consenso: quando ci sono dati - o, come capita ben più spesso, teorie e ipotesi - discordanti. In tali casi, partendo dal principio che tali dati abbiano comunque una loro effettiva valenza e non siano del tipo "me l'ha detto mio cugggino", è assolutamente vero che anche le teorie più minoritarie hanno diritto di citazione in Wikipedia. Ma non è vero che si dà loro lo stesso peso! Nel caso delle regioni italiane, si scriverà che il Trentino-Alto Adige è solo un'espressione geografica e non politica; per una teoria scientifica minoritaria, si scriverà probabilmente che alcuni scienziati propongono una diversa spiegazione, ma che la maggior parte dell'ambiente scientifico non concorda affatto con loro. La cosa piu difficile è riuscire a trovare una formulazione che accontenti tutti, tenendo conto che le minoranze sono generalmente molto più rumorose delle maggioranze; ecco appunto la necessità di arrivare a trovare un consenso sulla forma da adottare.
Resta poi la terza forma di consenso, che è poi quella che fa arrabbiare di più chi ritiene di essere ingiustamente ostracizzato: quella legata all'importanza del testo... ma di quello ne parlo domani.
01.12.09
| un po' di storia | [wikipedia] |
La settimana scorsa a Vicenza c'è stata una querelle su un opuscolo a proposito del ventennale della caduta del Muro di Berlino commissionato da provincia e regione con finanziamento di 15000 euro, distribuito alle scuole e rivelatosi poi una scopiazzatura varia con aggiunte piuttosto peculiari, tipo che le croci celtiche siano un simbolo di spiritualità irlandese. Inutile dire che tra le fonti copiate c'era anche Wikipedia che tanto è lì a disposizione, facile da trovare.
Dopo che l'assessore che aveva finanziato l'opuscolo si era difeso dicendo che gli insegnanti dell'ITIS Rossi stavano facendo politica invece che scuola, ora c'è una nuova risposta, da parte dei professori di storia e filosofia del liceo vicentino Quadri. Ora, la chiosa finale dove i professori dicono «se proprio non avete tempo o voglia di informarvi leggendo libri scritti da esperti, ricorrete a Wikipedia, ove il controllo e la verifica della comunità degli internauti impedisce alla stupidità ed all’ignoranza di trovare casa» purtroppo è un obbiettivo statistico che a volte non è vero; però vi consiglierei di leggere il resto della lettera, perché ci sono molte cose di storia da imparare.
14.10.09
| Venerdì pavàno da relatore ufficiale | [io] |
Causa impegni pregressi presi prima dell'esistenza autonoma di Cecilia e Jacopo, venerdì mattina parteciperò al convegno "From Diderot to Wikipedia: an Epistemological Revolution?" che si terrà al Centro Altinate di Padova con un intervento intitolato “Wikipedia, i Pòkemon e la teoria della complessità nei sistemi emergenti”, dove racconterò tante cose sull'enciclopedia libera a un pubblico molto acculturato. Non state a guardare l'appellativo "matematico" affibbiatomi nel pieghevole, è solo per distinguermi dai filosofi. È vero che dovrò prendere il treno delle 6:35 per arrivare in orario, ma è anche vero che in questo periodo la notte non si dorme mai troppo :) e non dovrebbe essere difficile svegliarsi in tempo.
I curiosoni potranno trovare qui sotto un link alle mie slide quando le avrò terminate... insomma la prossima settimana, direi. Le slide non dicono molto, ma le note collegate sì.
Aggiornamento: (15 ottobre) Sono persino riuscito a terminare le slide in anticipo! Le trovate sul sito di Wikimedia Italia, in formato ODP (OpenOffice Impress, noi si ama i formati liberi non appena li si possono usare)
10.10.09
| le pulizie wikipediane | [wikipedia] |
Ieri Libero ha pubblicato questo articolo di Francesco Specchia a proposito di Wikipedia e delle "flagged revision". Se l'articolo fosse liberamente modificabile, l'avrei potuto correggere in svariati punti: vediamone qualcuno. Ah, per la cronaca: la cosa è così tanto nuovissima che ne avevo parlato a gennaio.
- "Wikipedia ha avuto un doloroso rigurgito di democrazia." Non capisco che cosa c'entri la democrazia con tutto quello che sta sotto; si può parlare di correttezza, di affidabilità, di tante altre cose ma non certo di democrazia.
- "La modifica delle voci dovrà ora essere approvata da un editor ufficiale esperto (l’operazione è la flagged revision)." Questo varrà per (alcune particolari) voci della wikipedia in lingua inglese, come sta già funzionando per quella in lingua tedesca; in quella in lingua italiana non si prevede al momento di attivare l'opzione.
- "E ancora: l’ex sindaco di Firenze Dominici ha querelato il sito per informazioni elettorali tendenziose; per l’identico motivo gli editori di Libero, gli Angelucci sono ricorsi alle vie legali." Il capolavoro. Capisco che bisogna parlare del Capo, magari tacendo che la querela su base civile chiede 20 milioni di euro di danni; ma non è stata fatta per "informazioni elettorali tendenziose" (peccato veniale) e soprattutto a che mi consti non è mai stata fatta una querela da parte di Dominici... a meno che non l'abbiano spedita a Wikipedia Italia con cui almeno io non ho nulla a che fare. Il fact checking è un po' debole.
- "Per non dire delle decine di colleghi giornalisti - di cui per carità taciamo i nomi - che fruiscono dell’enciclopedia per spacciare curricula degni di Montanelli." In Wikipedia aggiungeremmo il tag {{cn}}, che sta per "citazione necessaria". Detto in altre parole: "fuori i nomi". Anche anonimamente, non è un problema: è impossibile controllare preventivamente 600000 voci, ma questo non significa che non si guardino le segnalazioni.
- "Ovviamente gli smanettoni di Internet, gli internauti fondamentalisti, i cosiddetti netizen (net citizen, cittadini della Rete) non l’hanno presa molto bene." Di nuovo, {{cn}}. A parte che non ho ancora visto nessuno spiegare correttamente il funzionamento delle flagged revision che non impediscono affatto di vedere le pagine con le modifiche non ancora approvate ma semplicemente mostrano per default quelle approvate, almeno in Italia non ho sentito nessuno lamentarsi delle flagged revision per partito preso. Il vero problema al limite è che non ci sono abbastanza utenti attivi e abili per controllare in breve tempo tutto, e che comunque il problema è solo spostato: chi controlla i controllori?
- È la teoria del collega Fabio Metitieri che nel “ Grande inganno del web 2.0” (Laterza), libro maledetto considerato il Necronomicon della Rete, ribalta un luogo comune oramai radicato: l’attendibilità dei contenuti, dai blog ai social network, rischia di saltare senza gl’intermediari classici dell’informazione. In questo caso, a parte che mi piacerebbe sapere chi lo considera "il Necronomicon della Rete", non ho nulla da eccepire contro la ricostruzione di Specchia; d'altra parte, se ha letto l'introduzione, si sarà accorto che Metitieri mi ringraziò per le chiacchiere fatte a riguardo di Wikipedia (e delle flagged revision, si). Però a me fa specie notare come non si sia nemmeno accorto che purtroppo ciaoFabio sia morto. Sì, le sue idee restano, ma io ho come la sensazione che anche in questo caso il fact checking non sia stato il massimo... si sa, la fretta gioca brutti scherzi.
In tutta questa storia (no, non l'articolo, ma la campagna generica antiwikipedia) c'è però una morale sociologica mica da ridere. Stiamo arrivando a un punto in cui Wikipedia sta assumendo lo stesso status dei grandi media: l'accettazione acritica dei suoi contenuti. Se ci pensate, è una cosa incredibile: certo, per un'enciclopedia dovrebbe essere il minimo sindacale, ma nessuno si metterebbe a credere aprioristicamente che le informazioni presenti su un sito qualunque siano vere. È vero che in questo caso il problema alla base spesso non è che ci siano informazioni false, ma che ce ne siano anche di scomode, ed è per quello che qualcuno si muove velocemente verso le procure; ma è anche vero che in pochi anni l'enciclopedia è diventata qualcosa da prendere davvero sul serio; io non me lo sarei affatto aspettato.
15.09.09
| Angelucci: se €20.000.000 vi sembran pochi | [wikipedia] |
Probabilmente la notizia non vi è nuova, visto che in questi giorni ne hanno parlato in tanti: Wikimedia Italia (quella con la M) è stata citata per venti milioni di danni per diffamazione da Antonio Angelucci (Angelucci padre) e Giampaolo Angelucci (Angelucci figlio). Venti milioni di euro, sì: le cause intentate dal nostro premier a Repubblica e all'Unità sono al confronto dilettantesche. Ma chi sono Angelucci padre e figlio? Non posso lasciarvi un link all'enciclopedia perché, come sempre in questi casi, la voce corrispondente è stata oscurata; (beh, a dire il vero quella di Angelucci figlio non è mai stata creata); spero però di darvi un'idea senza commettere alcun reato comunicandovi che Angelucci padre è un parlamentare eletto nelle file del Popolo delle Libertà, mentre Angelucci figlio è attivo nella gestione delle imprese di famiglia come Tosinvest e Tosinvest Sanità che è tra l'altro l'editore di Libero.
Facendo parte del direttivo Wikimedia Italia uscente ho letto il testo della citazione; purtroppo non posso raccontare esplicitamente le varie cattiverie imputateci, ma posso dire che i danni all'immagine di Angelucci padre e figlio nelle voci di Wikipedia consistono in un mix di citazioni (con relativo link) ad articoli di quotidiani che annunciavano l'esistenza di procedimenti penali in corso contro Angelucci padre e figlio, di affermazioni presentate senza prove corroboranti il testo (tipo che volessero comprare L'Unità: sì, ne parlavano tutti al tempo ma a quanto pare è ingiurioso scriverlo su Wikipedia) e di notizie incomplete, come gli arresti domiciliari a cui fu sottoposto Angelucci figlio nel 2006 - vero, ma revocati poco tempo dopo. Questo sul merito della vertenza.
Quello che però preoccupa davvero è il metodo. Innanzitutto, (i legali di) Angelucci padre e figlio non hanno nemmeno pensato a mandare una diffida, o una richiesta di rettifica: sono andati direttamente in causa - ovviamente civile, perché è molto più semplice da fare di una causa penale - contro Wikipedia Italia. Wikipedia con la P, sì: l'indirizzo dell'atto di citazione era quello. Fossimo stati un po' più svegli avremmo forse potuto rifiutare l'atto di citazione dicendo "andate dall'Associazione Wikipedia Italia", che esiste, sta a Roma e non so assolutamente che faccia; ma visto che l'atto era comunque a nome della Capa di WMI in qualità di presidente pro tempore alla fine sarebbe tornato da noi.
Evidentemente (i legali di) Angelucci padre e figlio non sanno o fingono di non sapere che noi di Wikimedia Italia non abbiamo alcun potere sulle voci dell'enciclopedia, che stanno fisicamente su server fuori dal territorio italiano e non gestiti né gestibili in alcun modo da noi; chiunque può modificare le voci, e non essendoci state precedenti diffide nessuno si è messo a verificare attentamente quello che è successo. Pensate a un giardino comunale lasciato al buon senso dei fruitori, e a un gruppetto di persone che si chiama "Amici del giardino" e che cerca volontariamente di animarlo e permettere a tutti di usarlo. Se succede qualcosa che non va, chi andreste a prendere? Chi ha effettivamente compiuto il danno, il Comune o gli Amici del giardino?
Con ogni probabilità, alla prima udienza il giudice ci stralcerà dal processo, visto che fuor di metafora i possibili citabili dovevano essere la Wikimedia Foundation che gestisce i server e le persone che hanno fatto le modifiche incriminate; ma il diritto - non solo in Italia - non è una scienza esatta e non si sa mai che cosa potrà capitare, soprattutto a Frieda che in qualità di presidente di WMI risponderebbe in proprio visto che il bilancio dell'associazione non arriva nemmeno a venti milioni di lire. Ma anche supponendo che sarà così, chi ripaga l'associazione per i soldi spesi per difendersi rispetto a qualcosa che non ha commesso e Frieda per le probabili notti insonni? Il problema è proprio qui: io personalmente credo che (i legali di) Angelucci padre e figlio non abbiano fatto finta di non sapere ma non sappiano davvero, il che però è da un certo punto di vista ancora peggiore perché una causa di questo tipo mostra solo menefreghismo da parte di chi tanto gli avvocati ce li ha e deve far fare loro qualcosa, oppure un tentativo di intimidazione.
Il tutto naturalmente facendo l'ipotesi che nelle voci relative ad Angelucci padre e figlio ci siano espressioni oggettivamente diffamanti. Ma attenti! Io penso che sia diffamante scrivere che una persona X è stata posta agli arresti domiciliari "dimenticandosi" di completare l'informazione aggiungendo che dopo tot giorni la misura è stata revocata e lo stato attuale dell'inchiesta; in questo modo si mette in cattiva luce X, che lo si voglia espressamente fare oppure no. Ma impedire a suon di richieste milionarie per danni di scrivere cose vere e complete è censura (preventiva). E non si venga a parlare di diritto all'oblio: a parte che io sono tendenzialmente contrario al concetto, un personaggio pubblico non può arrogarsi il diritto di censurare le notizie su di sé che non gli piacciono, quando riguardano fatti pubblici accaduti mentre lui era un personaggio pubblico. Non stiamo parlando di avere tradito la moglie o di aver preso a diciott'anni una multa per eccesso di velocità!
Alcuni pensano che il problema di base sia nelle biografie di persone viventi, tanto che le wikipedia in lingua inglese e tedesche hanno politiche molto più stringenti. Ho parecchi dubbi al riguardo. A parte che anche un'azienda può decidere di andare in causa per diffamazione, per come la vedo io il problema maggiore nel caso è la quantità di voci biografiche promozionali di personaggi assolutamente sconosciuti che hanno scambiato Wikipedia per Facebook. Nessuno mi toglie dalla testa che anche se la voce su Angelucci padre fosse stata tecnicamente perfetta, con presenti tutte le fonti e le notizie successive alle prime voci di scandalo, la citazione a giudizio ci sarebbe stata ugualmente. Sarebbe interessante anche scoprire se per puro caso (i legali di) Angelucci padre e figlio abbiano chiesto risarcimenti milionari anche ai giornali che hanno pubblicato inizialmente tali notizie, che sono un po' più famosi dello Squillo di Roccacannuccia. Credo di no, e ne immagino anche la ragione: il giorno dopo la pubblicazione, il quotidiano serve giusto a incartarci il pesce, mentre quello scritto su Wikipedia non solo sta lì ma è anche per molta gente il primo posto dove cercare informazioni su qualcuno...
Spero la situazione sia un po' più chiara: se volete saperne di più, Frieda sta raccogliendo i vari interventi al riguardo, oppure potete scrivere (civilmente, ma lo so che voi siete tutti personcine ben educate) ad Angelucci padre e chiedergli la sua versione dei fatti.
P.S.: sabato 19 a Roma ci saranno tante manifestazioni: al volo ricordo quella indetta dalla FNSI per la libertà di informazione e quella dell'UAAR "liberi di non credere". Ma ci sarà anche l'assemblea di Wikimedia Italia, in Sapienza. Se siete da quelle parti e non sapete che fare...
Aggiornamento: (23 settembre) Alessandro Gilioli a quanto ne so è il primo giornalista ad aver provato a chiedere informazioni agli Angelucci. Ecco il risultato.
08.09.09
| oramai si risparmia sui coccodrilli | [wikipedia] |
È morto Mike Bongiorno. Penso che lo sappiate ormai tutti. Quello di cui forse non vi siete accorti è che i coccodrilli sui vari quotidiani hanno una probabile unica fonte: Wikipedia.
Ho postato sul mio posterous le schermate di TgCom, Corsera, Repubblica, Stampa e quella della pagina wiki.
Di per sé non ci sarebbe nulla di male: sono tutte opere derivate, e credo che siano anche sufficientemente diverse dall'originale perché si consideri Wikipedia una semplice fonte, senza nemmeno l'obbligo di citazione. Peccato però che molti quotidiani non perdano l'occasione di sparare a zero contro Wikipedia, e soprattutto che in questo modo si può creare un circolo vizioso: Wikipedia - che come dovreste ormai sapere non è una fonte primaria e raccoglie informazioni prese altrove - contiene per sbaglio o per vandalismo un errore; un quotidiano riprende l'errore e lo pubblica; l'errore diventa ipso facto vero "perché l'ha detto il giornale". Per la cronaca, la voce su it.wiki è stata temporaneamente bloccata per evitare modifiche gratuite che vanno appunto da errori e insulti aggiunti apposta alle testimonanze di chi vuole a tutti i costi dire "anch'io c'ero". Per questi ultimi consiglio di andare sul forum commenti del Corriere o di Repubblica, probabilmente ci sarà più gente che li leggerà :-)
22.08.09
| Non è facile entrare in Wikipedia! | [wikipedia] |
Giovedì ho passato la pausa pranzo su Wikipedia a scrivere un abbozzo della voce su Umberto Simonetta. Manca anche quella su Italo Terzoli, ma ora non ho il tempo di scriverci su qualcosa. In compenso, più o meno insieme a me, qualcuno ha inserito l'abbozzo della voce di un personaggio (non un attore!) di una soap opera che ho già dimenticato.
È ovvio che se c'è qualcuno così appassionato delle soap opera da mettersi a scrivere sui vari personaggi, è una sua scelta. Quello che mi dispiace è che ci siano ancora oggi buchi su persone che volenti o nolenti hanno fatto la storia artistica del dopoguerra... come mi dispiace che nelle voci di argomento artistico ci siano ancora tantissimi errori di stampa. Questo può voler dire varie cose: che nessuno legge quelle voci (e passi); che chi legge quelle voci non ha il coraggio di correggere un accento (il che sarebbe un peccato); che chi legge quelle voci non si accorge nemmeno dell'ortografia che grida vendetta al cospetto di Dio (spero proprio di no!) Voi che ne pensate?
05.08.09
| Quanto volete cresca Wikipedia? | [wikipedia] |
Potrei citare questo articolo del Corsera, ma la minacciosa scritta "© RIPRODUZIONE RISERVATA" dopo la firma mi preoccupa, quindi non cito nessuna delle parole dell'articolo, limitandomi a far notare che tutte le modifiche dei contribuori all'enciclopedia appaiono in linea, e al limite vengono (quasi) immediatamente annullate.
Prima di parlare a vanvera della solita cricca degli amministratori fascisti, vorrei però suggerire di dare un'occhiata al significato di malthusianesimo: una crescita non può andare avanti all'infinito, perché prima o poi inizieranno a mancare le materie prime, nel nostro caso gli argomenti da trattare. Aggiungo poi che - anche tralasciando il fatto che nel 2003 Wikipedia era relativamente poco nota, e quindi chi faceva modifiche alle voci era molto probabilmente più ben disposto di chi arriva adesso giusto per dire "ci sono anch'io" un po' come i tagger sui muri - il livello medio della qualità delle voci è cresciuto. Penso vi ricordiate tutti che è molto più facile passare da un voto 4 a un 5 piuttosto che da un 8 a un 9, nonostante la differenza assoluta dei voti sia la stessa: chiaramente capita la stessa cosa anche su Wikipedia, almeno sulla versione in inglese che è stata oggetto dello studio in questione. Su quella italiana garantisco che si può fare ancora molto per migliorare non solo la prosa ma anche l'ortografia :-)
Aggiornamento: (16:45) se volete una spiegazione più dettagliata, andate dalla capa.
01.08.09
| Scopiazzare scientificamente | [wikipedia] |
Alvise mi segnala come anche l'Unità è incorsa nel vezzo di prendere il testo da Wikipedia e inserirlo in un proprio articolo, senza fare l'unica piccola cosa richiesta: dire cioè che è stato tratto da lì. (E lasciare l'articolo sotto una licenza libera, occhei: ma credo che quello non sarebbe poi così difficile).
Solo che il lettore più che abile in questo caso non ha nemmeno bisogno di verificare la fonte: come potete leggere anche voi (il testo incriminato è la biografia di Ivano Fanini, in fondo all'articolo) sono anche stati copiati rigorosamente tutti i link interni, che effettivamente portano alle pagine dell'enciclopedia. A che cosa serve al lettore del quotidiano online sapere tutto sul 2000 non ci è dato sapere: spero che la prossima volta il loro lavoro sia migliore.
20.07.09
| Wikipedia e le foto | [wikipedia] |
Slashdot riprende un articolo del NYT che parla della (indubbia) scarsa qualità delle immagini presenti su Wikipedia.
Non essendo molto interessato alle immagini, e facendo foto obiettivamente schifose, non sono mai entrato addentro alla questione. Non so però se l'affermazione del "fotografo delle dive" Jerry Avenaim sia quella corretta. Avenaim dice "Per me il problema è la regola wikipediana di utilizzo pubblicpo. Se vogliono davvero elevare la qualità delle immagini nel sito, dovrebbero permettere ai fotografi di mantenere il copyright". Occhei, il copyright resta loro già adesso, con il piccolo particolare che non gli arriverebbero più soldi da quella fotografia, che potrebbe essere usata liberamente da chiunque; e secondo me è questo uno dei motivi principali per cui nessun grande fotografo accetti che una sua opera finisca su Wikipedia.
Credo però ci sia una ragione molto più sottile dietro, ragione che sfugge alla maggior parte di chi pontifica al riguardo. Le licenze accettate da Wikipedia (guardate ad esempio la policy italiana) richiedono non solo che l'opera possa essere usata da tutti, ma anche che chiunque possa fare un'opera derivata. Mentre con il testo il concetto di opera derivata è assolutamente naturale - basti pensare alle parafrasi, o al miglioramento del testo di una voce presente nell'enciclopedia - con le immagini potrebbe essere meno apprezzabile, perché basta toccare appena appena una foto per ottenere un effetto caricaturale esiziale... soprattutto per una star. Mi chiedo insomma se non sarebbe più logico che Wikipedia accettasse anche licenze "liberamente distribuibile ma non modificabile" per le immagini, e indicasse già in didascalia il nome del fotografo. Tanto già ora è comunque impossibile andare per la rete alla caccia delle immagini copiate senza peritarsi del copyright, no?
17.07.09
| Anche all'estero il pubblico dominio non è così pubblico | [wikipedia] |
Immagino che questa notizia non sia ancora arrivata all'italica stampa, anche perché non l'ho vista nemmeno sulla stampa estera; insomma, vi potete fare una cultura di prima mano. (ok, mentre sto scrivendo questa notiziola il tutto è apparso anche su Slashdot)
Come potete leggere qua, la National Portrait Gallery britannica ha inviato una lettera di minaccia a un utente di Wikipedia (in lingua inglese), perché costui o costei aveva postato sull'enciclopedia una serie di immagini di opere del museo in questione; immagini prese dal sito del museo (con un po' di fatica, perché bisogna cliccare su ciascuna immagine per ingrandirla: o almeno ho capito così).
Su una cosa Wikimedia Foundation e NPG sono d'accordo: le opere originali presenti nel museo sono nel pubblico dominio. La divergenza è sul fatto che le riproduzioni di tali opere siano sotto copyright o no. Per definizione, una riproduzione non è un'opera dell'ingegno, come invece ad esempio i quadri di Andy Warhol. La legge inglese non è chiara sullo status delle riproduzioni bidimensionali, mentre quella americana esplicita che riproduzioni di opere nel pubblico dominio sono nel pubblico dominio. D'altra parte la NPG è ad accesso libero e quindi deve trovare altri modi per ricavare fondi, come ad esempio pubblicare libri d'arte (è forse anche per quello che le immagini ad alta risoluzione non sono visibili direttamente, ed è sicuramente per questo che hanno minacciato l'utente di Wikipedia in lingua inglese)
La situazione è insomma complicata, anche se dal mio punto di vista vorrei che la fruizione delle opere nel pubblico dominio fosse la più ampia possibile: è vero che posso andare al museo aggratis, ma Londra non è esattamente dietro l'angolo, no? In Italia non avremmo comunque problemi: la legge nostrana vieterebbe anche di pubblicare una foto del Colosseo :-(
30.06.09
| Censura wikipediana a fin di bene? | [sfrucugliate] |
Forse la scorsa settimana avrete letto che il reporter americano David Rohde, da sette mesi prigioniero dei talebani in Pakistan, è riuscito a liberarsi insieme al suo collega pakistano fatto prigioniero con lui.
Domenica scorsa il New York Times, testata per cui lavora Rohde, ha pubblicato un articolo dove spiegano che per tutto quel tempo hanno chiesto alle principali testate giornalistiche di mantenere un basso profilo e non parlare della vicenda, nella speranza che i talebani non ritenessero il reporter così importante come in realtà è. A me la cosa pare tanto wishful thinking, ma non è così importante, soprattutto adesso. Più interessante è scoprire che quelli del NYT sono riusciti anche a zittire Wikipedia; le modifiche postate (da un anonimo che scriveva da un indirizzo IP della Virginia, per la cronaca, vedi cronologia) venivano regolarmente cancellate come "senza fonti affidabili", con la benedizione di Jimmy Wales e immagino di una cricca di amministratori di Wikipedia in lingua inglese), sempre su richiesta informale del NYT. Tra l'altro, spulciando bene la cronologia della voce si trovano queste modifiche immediatamente successive al rapimento ma prima che la notizia cercasse di filtrare. Visto che l'utente Michaeljohnss è il giornalista del New York Times citato nell'articolo, posso immaginare che quelle aggiunte erano state fatte per mostrare ai rapitori che Rohde non era un servo del potere: strano che nessuno abbia fatto notare questa cosa.
Ci si può invece chiedere se la censura che è stata fatta, pur essendo a fin di bene, sia o no una cosa corretta da fare. La mia risposta è "non lo so". Probabilmente sì, visto che le informazioni tenute nascoste non avrebbero comunque dato vantaggio a nessuno, a differenza ad esempio del coprire uno scandalo; credo comunque di essere in minoranza, come si può leggere sulla stessa wikipedia (in lingua italiana; non sono andato a verificare su quella in lingua inglese). Alla seconda domanda, se in Italia potrebbe succedere qualcosa del genere, la mia risposta è un molto più convinto "no". Non tanto per il maggior rigore morale dei sysop di wikipedia, quanto perché - ammesso e non concesso che un grande quotidiano si vedesse rapito un reporter e decidesse di non rendere pubblica la notizia - al giornale in questione non verrebbe affatto in mente di contattare Wikipedia, che serve fondamentalmente a scopiazzare i coccodrilli senza ovviamente citare la fonte perché "non sta bene".
25.06.09
| Il vandalismo che si acquatta | [wikipedia] |
Frieda fa un sommario ragionato del contenuto dell'ultimo numero di Wikizine, la "rivista delle Wikipedia". Lascio agli amanti dell'enciclopedia libera lo spulciarsi tutto il numero: mi limito a segnalare un interessante - almeno per me - articolo sulla vita media dei vandalismi in Wikipedia.
Ricordo che nel gergo di wikipedia si definisce vandalismo una modifica a una voce che la peggiora apposta, inserendo un errore fattuale oppure una scritta più o meno volgare o semplicemente dei caratteri a caso. È stato fatto un esperimento: sono state prese a caso cento voci della Wikipedia in lingua inglese e le si è scrutinate attentamente per vedere gli eventuali vandalismi. Premesso che cento voci sono troppo poche per avere una stima corretta, i risultati sono comunque molto interessanti. Dei cento articoli, 75 non erano stati vandalizzati; degli altri 25, cinque erano stati corretti in meno di un minuto, e altri quattro in meno di due minuti. In compenso, c'erano due articoli che non erano stati corretti; uno era stato modificato più di due anni fa!
Che posso aggiungere a quanto scrissi a suo tempo? Beh, è evidente che esiste un controllo statistico abbastanza attento: molta gente (quorum ego) dà una rapida occhiata alle ultime modifiche e se annusa qualcosa che non va entra e verifica se è tutto ok. Una ronda enciclopedista, insomma. L'approccio però ha dei limiti: se qualcuno è così fortunato da riuscire a non farsi notare nel momento in cui fa la modifica, essa può restare per un tempo indefinito, il che non è bello non solo per Wikipedia in sé, ma anche per chi la usa. Se insomma volete fare una ricerca seria, è sempre meglio dare un'occhiata alle versioni precedenti della voce, cliccando sulla scheda "cronologia"!
14.04.09
| Wikipedia cambia licenza | [wikipedia] |
In questi giorni, gli utenti di wikipedia e dei progetti fratelli votano per cambiare la licenza d'uso dei contenuti dell'enciclopedia: maggiori informazioni si possono trovare a partire dal Bar di Wikipedia.
Per chi fosse interessato a un riassunto: Wikipedia è liberamente distribuibile, ci si può fare anche i soldi vendendo il suo contenuto, però esige che il lavoro dei suoi contributori sia riconosciuto formalmente. Quando l'enciclopedia libera nacque, l'unico modo con un certo seguito di assicurarsi legalmente della cosa era licenziare il contenuto sotto la GNU Free Documentation License (GFDL). Non che siano in molti a seguirla in pratica, basta vedere quanti giornali copiano allegramente le notizie senza nemmeno una riga che spieghi da dove sono state prese. Però è anche vero che la GFDL era nata per la documentazione del software, e ha dei vincoli pesantucci, tipo dover allegare tutto il testo della licenza se appena si superava la cosiddetta "corta citazione". Con la crescita dell'importanza di Wikipedia il limite diventava sempre più complicato, soprattutto per i contenuti non testuali; intanto le licenze Creative Commons erano nate e stavano prosperando. Così c'è stato un accordo tra le varie parti in gioco, e si è aperta una finestra di tempo che permette di modificare la licenziabilità dei contenuti in GFDL.
Se la proposta otterrà la maggioranza dei voti degli utenti, i contenuti attuali di Wikipedia avranno una doppia licenza: GFDL oppure Creative Commons - Attribution - Share Alike 3.0 (CC-BY-SA). I contributi futuri avranno la doppia licenza se aggiornamenti di materiale preesistente, altrimenti solo la CC-BY-SA. Dal punto di vista di chi contribuisce, non dovrebbe cambiare molto: l'attribuzione resta intatta. Il materiale però dovrebbe essere più facilmente redistribuibile, e gli ottimisti possono sperare che finalmente venga detto chiaramente quando le informazioni vengono prese da wikipedia. Spero che nessuno decida di fare una battaglia legale per il cambio di licenza - cosa teoricamente possibile, e che potrebbe portare a un incubo di versioni separate - e soprattutto spero che sia sempre più facile condividere materiale nel rispetto del lavoro di tutti.
08.02.09
| Wikipedia come l'aspirina | [wikipedia] |
Non so se vi sia capitato di vedere questo articolo di Repubblica. Nulla di realmente interessante, di per sé, a meno che non siate intenzionati a cercare un po' di fumo, siate convinti che nessun poliziotto guardi il sito, e il nostro governo non abbia ancora oscurato l'indirizzo ip di webehigh.com.
Ma guardando più attentamente c'è una novità, o almeno è la prima volta che mi capita di vederlo scritto bello in grande già lì sul titolo ("Ecco la wikipedia dell'erba"). Si celebra il passaggio di wikipedia da nome proprio dell'Enciclopedia Libera a nome comune di una qualunque raccolta di dati scritta in maniera collaborativa. Non sono riuscito a vedere il sito di webehigh - nemmeno via open proxy - per capire se sia un wiki generico oppure nemmeno quello: non che la cosa cambi molto.
Il paragone con l'aspirina non l'ho scelto a caso: la Bayer per decenni ha fatto il cane da guardia per evitare che il nome venisse usato in modo generico e perdesse quindi i diritti sul marchio (a quanto pare nel Regno Unito non c'è riuscita). Non credo che la Wikimedia Foundation, che detiene i diritti sul marchio Wikipedia, farà qualcosa in proposito; certo però che è un segno della pervasività di Wikipedia (o se siete proprio cattivi, dell'incapacità di qualche giornalista di distinguere un sito da un concetto... ma in un certo senso è poi la stessa cosa)
27.01.09
| I filtri a Wikipedia | [sfrucugliate] |
Non so se avete sentito parlare (ad esempio lo potete leggere su La Stampa) della proposta fatta dal fondatore di Wikipedia Jimmy Wales di "mettere un filtro" a Wikipedia: più precisamente, di implementare un sistema di controllo "per cui prima della pubblicazione di una modifica o di una nuova voce servirà il vaglio di uno degli editori". Visto che un paio di mesi fa ero andato a vedere cosa stava succedendo, posso spiegare le cose un po' più a fondo. Per la cronaca, l'annuncio ufficiale (in inglese) si trova qui.
Innanzitutto una precisazione: la proposta vale per Wikipedia in lingua inglese. Ciascuna edizione di Wikipedia, ha le sue regole ed è assolutamente indipendente dalle altre edizioni. Quindi l'edizione in lingua italiana potrebbe decidere di non implementare i filtri anche se quella in inglese lo farà, oppure può capitare l'opposto, o ancora le due edizioni potrebbero implementare i filtri in maniera diversa - credo sia questo il significato della frase riportata «Datemi entro sette giorni un’alternativa da votare nelle due settimane successive». Sì, perché la possibilità teorica di filtrare è già presente nel software da quasi un anno, come si può leggere nella pagina relativa, e un'implementazione è stata fatta nella wikipedia in lingua tedesca. Sono così andato a vedere cosa succede là.
Quella che vedete qui a sinistra è una sezione (in alto a destra, per la precisione) di quello che ho visto accedendo come utente registrato alla voce Arne Friedrich che era stata appena modificata. Si nota che viene visualizzata l'ultima versione, che è segnalata come draft: c'è un link ("view page") per vedere l'ultima versione verificata, ed è possibile anche confrontare ("compare") queste due versioni, per vedere cosa è cambiato. Cliccando sull'ultimo link ("+/-") si scopre che "L'ultima versione visionata è stata approvata il 17 dic 2008. 1 modifica ha bisogno di una revisione." Io non sono un editor approvato per la versione tedesca di Wikipedia, quindi non ho avuto la possibilità di segnare la modifica come verificata.
Entrando come utente non registrato, la pagina appare diversa, come vedete a destra. Appare la versione verificata ("Gesichtet": come è facile immaginare, se uno non è registrato si deve cuccare tutti i messaggi nella lingua dell'enciclopedia, visto che non ha la possibilità di settarseli), e un link che permette di vedere comunque l'ultima versione ("zur aktuellen Version"). Nel caso una voce fosse così nuova da non essere ancora stata verificata, essa appare con l'avviso "Keine Version gesichtet" (nessuna versione controllata). Per la curiosità, la modifica era stata fatta da un utente anonimo, e consisteva nel togliere una frase probabilmente ridondante: si è passati da così a così.
Il mio punto di vista è che un'implementazione di questo tipo, dove comunque si ha sempre a disposizione l'ultima versione al semplice costo di un clic in più, male non faccia: non si nasconde nulla, anche nel caso di un utente non registrato al limite si mette qualcosa sotto il tappeto ma si avvisa che sotto il tappeto c'è appunto qualcosa. L'utente registrato può scegliere se vedere la versione verificata oppure la più recente, quindi per lui massima libertà. Certo che se l'implementazione impedisse ad esempio ai non registrati la possibilità di visionare l'ultima versione, allora le cose cambierebbero, e almeno per quanto mi riguarda si tratterebbe di censura.
Detto questo, i filtri sono davvero utili? Boh. Vedo almeno due problemi. Innanzitutto, ci potrebbe essere la possibilità di un tempo piuttosto lungo prima di arrivare alla verifica di alcune voci, il che porterebbe a una percezione di "Wikipedia non aggiornata". Personalmente, non lo trovo affatto un problema, ma immagino che per qualcuno lo sia. Più importante è vedere chi possa approvare le modifiche. Si può immaginare che gli utenti ritenuti affidabili saranno parecchi, molti di più di quelli che hanno i diritti di amministratore (per Wikipedia in lingua italiana un centinaio scarso al momento). Ma naturalmente non è detto che tutti costoro siano sempre al di sopra di ogni sospetto, e i complottisti avrebbero quindi sempre frecce al loro arco, fors'anche più di adesso. Nessuna panacea, insomma: però potrebbe essere un interessante esperimento.
(p.s.: ovviamente il fatto che il demiurgo di Wikipedia sia a favore sposterà molti voti dalla parte del filtraggio, ma come si può leggere sopra non c'è affatto un seguito di tipo bulgaro)
24.01.09
| Wikipedia e i vandali | [wikipedia] |
(vedi prima, seconda, terza, quarta parte)
Lasciamo ora da parte l'illusione di una Wikipedia fatta da utenti perfetti, e introduciamo - anche se non vorremmo in realtà esistesse - il concetto di vandalismo, che nel gergo di chi lavora sull'enciclopedia indica una qualunque operazione che attenta alla qualità di una voce anche se fatta involontariamente o in buona fede. Ogni giorno vengono fatti moltissimi vandalismi: la maggior parte di essi viene eliminata nel giro di qualche minuto al massimo, ma alcuni di essi possono rimanere visibili per settimane o anche mesi prima che qualcuno se ne accorga e li corregga. Fortunatamente al momento la probabilità di finire in una pagina vandalizzata è piuttosto bassa: ci sono infatti molte persone che dedicano il loro tempo a favore dell'enciclopedia non per creare o ampliare voci, ma per correggerle. Purtroppo però il numero di questi "patrollatori" cresce più lentamente di quello dei "vandali", e quindi il rischio di trovarsi una pagina rovinata aumenta col passare del tempo.
È ovvio che un vandalismo di qualunque tipo degrada la qualità dell'enciclopedia. Fin qua penso non ci siano dubbi. Ma è meno evidente cosa succeda alla fruibilità per un utilizzatore: come ho scritto, non mi pare che si parli spesso di questo modo di vedere le cose, che pure per l'utente comune è quello più importante. Vediamo dunque cosa succede nel caso di vari tipi di vandalismo, sempre partendo dal punto di vista di un tizio qualunque che vede solo la pagina principale della voce e non sa né vuole sapere di cose tipo la cronologia di una voce che permette di verificarne la storia e notare eventuali discrepanze.
La prima cosa da tenere a mente è che a parità di vandalismo, più la voce è importante più esso è visibile. Modificare la voce su Dante, Manzoni o Berlusconi significa aumentare la probabilità che qualcuno capiti nella pagina sfregiata, mentre rovinare la pagina di un comune della Polonia rischia di essere un'operazione concettuale di cui nessuno si accorgerà, perché a nessuno verrà in mente di consultare proprio quella pagina. Questo assioma porta a due corollari. Il primo è pragmatico: sono in molti a tenere sotto controllo le voci più importanti, e quindi il tempo che trascorre tra un vandalismo e la sua correzione è molto basso. Viceversa, le voci meno importanti possono restare vandalizzate per un tempo indefinito, proprio perché nessuno le tiene sott'occhio.
La seconda cosa da sapere può sembrare a prima vista incredibile: le voci create (non modificate) per puro vandalismo - spesso goliardico in questo caso - non sono generalmente un grande pericolo per l'utente casuale. Di nuovo, molti danno regolarmente un'occhiata alle voci che vengono create ex novo, e quindi è improbabile che una voce goliardica sopravviva per più di qualche ora; d'altro canto, una voce "Concetta Scraccaturi" il cui testo è "ha 15 anni, fa la II liceo a Piazza Armerina e le puzzano le ascelle" verrà cercata solo da chi sa che qualcuno l'ha inserita: nessuno ci capita a caso.
Passiamo ora alle modifiche alle voci. Anche in questo caso ci sono vari scenari. Una possibilità è che il testo della voce venga completamente eliminato, o sostituito con una frase tipo "Fate tutti skifo!!!!" con opportuno numero di punti esclamativi. Modifiche di questo genere vengono di solito corrette molto in fretta, perché nei file di log saltano subito all'occhio. Ma anche se non fosse così, per il consultatore casuale dell'enciclopedia quella che viene percepita è un'incompletezza dell'enciclopedia, il che è una brutta cosa ma non è una tragedia... a meno che uno non abbia preso Wikipedia come succedanea del babbo che per un bimbo, oltre che essere il più bravo e il più forte di tutti, è anche onnisciente. L'utente farà una scrollata di spalle, dirà che non è vero che Wikipedia sappia proprio tutto, e si rivolgerà altrove... magari a un clone dell'enciclopedia che non era aggiornato e quindi non è stato toccato dal vandalismo.
La cancellazione di una o più sezioni di una voce è un po' diversa. Fortunatamente anche questo tipo di vandalismi viene rapidamente corretto dai patrollatori; ma se questo non accade, l'utente casuale non si accorge di cosa è successo, e quindi rimane convinto di avere trovato tutto quello che valesse la pena conoscere sull'argomento. Ricordiamoci che usare Wikipedia significa generalmente cercare un riassunto premasticato, il che non è necessariamente un male ma in alcuni casi può appunto essere pericoloso. Ecco dunque un caso di modifica invisibile all'utente tipico ma nociva per la qualità dell'enciclopedia.
Ci sono infine le aggiunte e modifiche al testo. È molto raro che le aggiunte siano molto lunghe: se questo capita, si tratta generalmente di qualcuno che vuole aggiungere ad ogni costo la sua opinione o commento personale, spesso in un italiano pesante e/o sgrammaticato; tali aggiunte mi sa tanto che vengano saltate a piè pari da chi legge, oltre ad essere facilmente notate ed eliminate. Le aggiunte del tipo "scemo chi legge" danno un'impressione di scarsa qualità di Wikipedia, ma non tolgono nulla al trasferimento di informazione dall'enciclopedia all'utente.
Il caso veramente preoccupante è quello delle aggiunte, cancellazioni o sostituzioni minime al testo. Queste modifiche sono molto difficili da notare: se una voce non è tra gli "osservati speciali" di qualcuno, vale a dire un insieme di voci di cui il sistema segnala tutti i cambiamenti, una modifica di questo tipo può davvero passare inosservata per un tempo indefinito, e far sì che una voce sia sbagliata o peggio ancora fuorviante. Più la modifica è verosimile, più difficile è accorgersene: se scrivo che l'altezza di Torino è 1249 metri sul livello del mare è probabile che il lettore si accorga che c'è qualcosa che non va, anche se non potrà sapere qual è l'altezza effettiva. Ma se scrivo che è 219 metri sono ragionevolmente certo che il dato sarà preso per buono... e magari citato da qualche giornale. Garantisco che cose del genere sono all'ordine del giorno: io ad esempio tengo d'occhio le voci su Marco Pantani e Cristina Chiabotto perché ogni tanto qualcuno si diverte a cambiare leggermente altezza e peso, dati che sono presi dai loro siti ufficiali.
A mio parere, il problema delle modifiche sottili è quindi estremamente importante, anche se non pare sia molto sentito; come sempre, sono le modifiche di grandi dimensioni quelle che "fanno notizia". In ogni caso, comunque, occorrerà trovare una soluzione. Personalmente io sono favorevole al metodo utilizzato nella Wikipedia in lingua tedesca, dove ogni voce ha due versioni: quella "istantanea" e quella verificata. La prima è l'ultima versione della voce, esattamente come capita adesso; la seconda è l'ultima versione che ha avuto un "bollino di qualità" da un utente fidato. Se uno accede all'enciclopedia come anonimo vedrà la versione verificata, con una nota che lo avviserà che ce n'è anche una non verificata e più aggiornata che se vuole potrà andare a vedere; per l'utente registrato capiterà l'opposto, con la versione con le ultime modifiche presentata per default e l'eventuale nota che avvisa che tale voce non è stata ancora verificata e dà un collegamento alla versione "accertata"; infine l'utente fidato potrà mettere il bollino di accettazione sulla voce. Come notate, tutto è sempre disponibile - il che dal mio punto di vista è una condizione imprescindibile per Wikipedia - ma la presentazione è diversa. È chiaro che questa soluzione non ha nessun effetto sulla qualità in genere della voce, ma questo non è un problema, o meglio non è un nuovo problema.
Ah, se siete curiosi di sapere chi siano questi vandali, ecco qualche ritratto tipico.
* C'è il ragazzino che vuole mostrare quanto è bravo con i mezzi informatici.
* C'è il ragazzino che nelle ore di laboratorio informatico non sa cosa fare.
* C'è il tipo convinto che Wikipedia sia il posto più adatto per inserire il proprio curriculum, così lo vedono in tanti.
* C'è il tipo convinto di doversi vendicare contro qualcuno, e che vuole fare le cose in grande.
* C'è il tipo che vuole "ristabilire la verità storica".
* C'è il tipo che vuole divulgare al mondo la sua grande scoperta.
* C'è il tipo che si mette a fare modifiche così, perché è un modo come un altro per passare il tempo.
* C'è il giornalista che inserisce apposta delle modifiche per dimostrare che Wikipedia è sbagliata, oppure perché deve fare un articolo sugli errori dell'enciclopedia.
Come vedete, ce n'è per tutti i gusti!
Per il momento - dopo meno di trentacinquemila battute complessive - è tutto. Spero che il mio punto di vista sia stato interessante e vi abbia dato qualche idea nuova.
(fine)
23.01.09
| Wikipedia per l'utente comune | [wikipedia] |
(vedi prima, seconda, terza parte)
Tutto quello che ho scritto fino ad ora è assolutamente e totalmente irrilevante per la stragrande maggioranza di chi usa Wikipedia e la considera alla stregua di un oracolo o della Fonte Prima e Totale di Conoscenza: quelli che... l'ha detto wikipedia. A quanto ne so, nessuno si è cimentato a valutare l'enciclopedia da questo punto di vista, indubbiamente poco purista ma sicuramente di un certo interesse pratico: provo così a farlo io, iniziando da una situazione ideale in cui nessuno si diverta a rovinare le voci dell'enciclopedia e vedendo poi cosa succede nel caso si capiti su una voce resa volontariamente scorretta. Ah, prima che qualcuno mi travisi: non dico che questa metrica (cioè questo modo di misurare la validità dell'enciclopedia) sia l'unica da usare, e nemmeno la migliore. Però vale la pena considerarla.
Le caratteristiche che un'enciclopedia dovrebbe avere sono:
* affidabilità - devo potermi fidare delle informazioni che vi trovo scritte, altrimenti è inutile che io la consulti.
* aggiornamento - non devo trovare informazioni obsolete, che possono essere fuorvianti.
* ampiezza - devo trovare quello che mi serve, altrimenti non me ne faccio nulla.
* completezza - la voce che mi interessa deve avere una trattazione sufficiente per darmi le informazioni che mi servono, senza carenze o solo dati irrilevanti.
* comprensibilità - quello che trovo deve essere comprensibile, almeno dando per scontata una certa cultura di base; un'enciclopedia non è un libro di approfondimento né un testo di divulgazione, ma una via di mezzo.
* praticità - non devo fare troppa fatica nel trovare una voce, anche se non so esattamente il suo nome; né devo compulsare chissà quanta roba nel caso di un rimando a un'altra voce.
* verificabilità - devo avere la possibilità di sapere da dove sono state prese le informazioni, per poter giudicare per conto mio se fidarmi o no.
Come si colloca Wikipedia in lingua italiana rispetto a questa metrica? A gennaio 2009 i risultati possono essere sintetizzati nel modo seguente.
L'affidabilità dovrebbe essere generalmente buona. La Wikipedia in lingua inglese è stata messa a confronto con enciclopedie tradizionali mostrando che la quantità e la qualità di imprecisioni ed errori è confrontabile. Non è mai stato fatto un esperimento simile con la versione in italiano; nella mia esperienza sui campi in cui ho una buona conoscenza della materia non mi capita però praticamente mai di dover correggere errori inseriti in buona fede. Per quelli in cattiva fede, vedi oltre :-)
L'aggiornamento è indubbiamente un punto di forza, forse fin troppo. Questo lo si poteva aspettare, visto che il mezzo è aggiornabile in tempo reale; ma spesso è sconcertante vedere inserita la data di morte di un personaggio pubblico qualche minuto dopo che le agenzie hanno battuto la notizia, e occorre bloccare temporaneamente le voci relative al governo italiano quando viene dato l'incarico di Presidente del Consiglio dei Ministri, visto che molti sono convinti che l'incaricato sia già il premier e quindi vanno a emendare le pagine.
Per quanto riguarda l'ampiezza, la situazione è sicuramente buona. Di nuovo, non arriviamo ai livelli dell'edizione in lingua inglese dove si trova davvero di tutto e di più ed è praticamente impossibile finire su un tema non trattato. Se però guardiamo il mezzo milione abbondante di voci in italiano, è vero che ce ne sono moltissime che a essere molto buoni potremmo definire di nicchia; ma tutte quelle più importanti dovrebbero esserci.
La completezza è probabilmente un punto ancora oggi relativamente debole. Intendiamoci: ci sono decine di migliaia di voci complete, chiare e utilizzabili. Il guaio è che ci sono campi per così dire maturi, come ad esempio informatica e fumetti, e altri campi dove è altamente probabile che la voce cercata sia uno "stub" (un abbozzo, cioè poche righe) o in cui la prosa lasci alquanto a desiderare. Io sono della scuola "meglio poco che nulla", però ammetto che spesso il poco è davvero poco. I campi più deboli sono quelli umanistici, dove purtroppo non c'è una massa critica di persone che conoscano bene gli argomenti e siano esperte nell'uso del software: in un certo senso Wikipedia è complementare a un'enciclopedia tradizionale, dove le voci scientifiche sono spesso più delicate.
Sulla comprensibilità, si possono fare ancora degli sforzi, ma direi che Wikipedia è già sulla buona strada. Le linee guida vorrebbero che il primo paragrafo serva per avere una rapida idea generale della voce, mentre il resto del testo dovrebbe servire per gli approfondimenti; quando la dimensione di una voce cresce molto, ad esempio quella sull'Italia, si creano sottovoci ("Storia dell'Italia", "Geografia dell'Italia", ...) a cui si può accedere dalla voce principale, che mantiene un paragrafo di riassunto per chi non è interessato ad approfondimenti troppo spinti. Da questo punto di vista, le voci più a rischio sono quelle delle cosiddette scienze dure (matematica, fisica, ma anche biologia), dove c'è la tendenza ad avere un testo corretto ma arido.
Nonostante quanto si possa pensare, la praticità è un altro punto debole. Il software su cui si basa Wikipedia facilita la creazione di reindirizzamenti a una voce (i cosiddetti redirect, che tra l'altro non entrano nel computo del numero totale di voci), ma la ricerca non è comunque semplicissima. Esiste un motore di ricerca interno, ma la sua qualità lascia alquanto a desiderare: spesso si ottengono migliori risultati cercando direttamente con Google e aggiungendo la chiave site:it.wikipedia.org per restringere la ricerca alle sole pagine dell'enciclopedia. Il problema principale sta nella grafia e nel formato dei lemmi (con o senza maiuscola? con o senza articolo?) Speso può essere utile partire da una voce di argomento simile, andare in fondo alla pagina per trovare le categorie a cui appartiene, e poi viaggiare all'interno dell'albero delle categorie; questa non è però certo un'opzione alla portata di un utente alle prime armi. È invece più facile passare da una voce all'altra di Wikipedia, vista la presenza dei rimandi ipertestuali (quelli sottolineati in blu) da una voce all'altra: forse un po' troppi, secondo la mia personale visione. I "link rossi", quelli che portano a una voce che non esiste, sono controintuitivi per l'utente comune, che si chiede perché vengano messi. Un non-problema è quello del "nome principale", che pure è fonte di accesi dibattiti. Ad esempio, il nome della voce che tratta l'anguria è quello latino scientifico, Citrullus Lanatus. Ma visto che se uno digita "anguria" tanto finisce sulla pagina corretta, per lui la cosa potrà essere buffa ma irrilevante in pratica.
Resta infine la verificabilità, che è diversa dall'affidabilità (le fonti scelte potrebbero essere inaffidabili, e una voce senza fonti potrebbe comunque essere corretta). Innanzitutto occorre tenere presente, come detto in precedenza, che per definizione Wikipedia non è una fonte primaria: questo significa che non è ammesso scrivere qualcosa di nuovo - per esempio la biografia del proprio nonno - ma bisogna che qualcun altro ne abbia parlato ufficialmente. Durante l'impetuosa crescita iniziale dell'enciclopedia le voci più importanti venivano scritte senza badare a inserire riferimenti; negli anni si è però rafforzata l'idea che le fonti sono una parte necessaria. È così facile trovare frasi evidenziate con l'avviso "citazione necessaria" oppure "senza fonti", e una voce importante o controversa può avere decine di note a piè di pagina. Detto questo, resta da rimarcare quanto accennato all'inizio: indicare le fonti non dà comunque garanzia di qualità della voce, soprattutto per chi non sia in grado di valutare la validità delle fonti stesse. Diciamo insomma che la verificabilità è più che altro utile per gli esperti, e ininfluente per l'utente qualunque.
(continua)
22.01.09
| Wikipedia e le fonti | [wikipedia] |
Ora che Wikipedia è così famosa, capita sempre più spesso che qualcuno la utilizzi come fonte: detto in parole povere, prenda una voce dall'enciclopedia e la ritenga verità assoluta. Se Enzo Jannacci aggiornasse oggi il testo della sua canzone Quelli che..., immagino che al posto di "l'ha detto il telegiornale!" canterebbe "l'ha detto Wikipedia!" Di per sé copiare dall'enciclopedia non è affatto vietato, anzi: peccato che troppo spesso la gente - anche i giornalisti, sì - "si dimenticano" che la licenza d'uso prevede di indicare esplicitamente da dove è stato tratto il testo. Ma non è di questo che vorrei parlare, quanto del concetto di "fonte" e delle sue conseguenze in Wikipedia.
Innanzitutto, Wikipedia è per definizione una fonte secondaria, se non addirittura terziaria. Mi spiego: una fonte primaria è un testo dove si presentano per la prima volta i risultati di una ricerca, o in generale una notizia. Una fonte secondaria è quella che cita delle fonti primarie, un po' come la rassegna stampa che non è un giornale ma contiene ritagli dai vari giornali; una fonte terziaria fa lo stesso con tutte le fonti, primarie, secondarie o terziarie che siano. In Wikipedia questo concetto è riassunto con le parole forse un po' fuorvianti "niente ricerche originali". Ciò significa che Wikipedia non è il posto dove scrivere la vostra relazione sull'evoluzione delle corolle dei fiori nell'alta val Brembana. Non perché non sia una interessante, ma perché Wikipedia non vuole essere il punto di ingresso delle conoscenze ma vuole raccogliere quanto è stato accettato da qualcun altro. Insomma, per prima cosa pubblicate la vostra ricerca sul Bollettino della Società Fitologica delle Alpi Lombarde, poi venite a inserirla nell'enciclopedia fregiandovi con il link della fonte. Lo stesso vale per le biografie di personaggi oscuri a tutti, se non ai loro parenti che con tanto amore hanno scritto la biografia in questione e magari pubblicato un libro a loro spese o con i nuovi servizi "print on demand".
Discorso ancora diverso, anche se fondamentalmente sulla stessa linea, per le voci sulle aziende. Una voce sulla Fiat non può mancare, e potrebbe anche esserci una voce più specializzata con l'elenco dei modelli d'auto prodotti dalla Fiat nella sua storia, il periodo in cui sono stati commercializzati e il numero di esemplari prodotti (quando ho scritto queste note non c'era, per la cronaca). Però se qualcuno scrivesse della latteria Giobatta Pautasso di Villar Perosa, la voce verrà subito eliminata. Di nuovo, sono in tanti a scrivere della Fiat, e Wikipedia si limita a prendere i dati che si trovano in giro e presentarli in modo organico; non c'è nessuno che parli del buon Pautasso, anche se vende la toma migliore di tutta la valle.
Qual è il confine che permette di dire se una voce è enciclopedica oppure no? Non è specificato da nessuna parte. Ci sono casi borderline che utenti diversi valutano in maniera opposta, anche se sono sorprendentemente poche le votazioni sull'opportunità di mantenere una voce che finiscono con un acceso dibattito. Per dare un'idea, una persona ai limiti dell'enciclopedicità sono io, visti i miei trascorsi informatici come direttore esecutivo della Naming Authority e coordinatore della gerarchia usenet it.*. Nel mio caso personale ci sono ragioni di opportunità che fanno ad ogni modo evitare l'inserimento, ma il concetto di fondo resta quello: per alcuni wikipediani le mie referenze basterebbero, per altri no. Per alcune categorie (calciatori, scrittori...) si sono stabilite delle linee guida per dare un bollino di accettazione - notate che non ci sono linee guida per dire "una voce di una certa categoria non viene inserita - ma non si potrà mai completare una griglia di ammissione.
Lo so che molti sono convinti che la "loro" voce debba avere cittadinanza in Wikipedia, ma il motivo generalmente da loro addotto, "Ma non costa nulla avere una voce in più! Mica ci sono problemi di spazio" cozza contro due problemi. Il primo, come visto in precedenza, è che un costo in effetti c'è, ed è proprio in termini di denaro; il secondo è più filosofico, come spiegato sopra, ed è legato alla scelta di non raccogliere tutta la conoscenza ma solo tutta la conoscenza resa per così dire "ufficiale" da qualcun altro. Se mi è permesso un paragone forse un po' ardito, non si vuole fare la borgesiana mappa 1 a 1 del territorio, che poi venne buttata via perché tanto valeva usare il territorio stesso come mappa. Temiamo poi anche un altro pericolo: qualcuno copia da Wikipedia un'affermazione senza fonti, e a sua volta Wikipedia aggiunge come fonte chi l'aveva. Più che lo scioglilingua, il problema è che in questo modo non c'è nessuna verifica della fonte, il che per un'enciclopedia è un peccato mortale.
È poi chiaro che un alto problema è la scelta delle fonti. In questo campo l'uguaglianza non ha affatto diritto di cittadinanza: penso che siano tutti d'accordo che è ben diverso citare la Treccani, dove si suppone una redazione controlli i vari testi pubblicati, oppure l'Eco di Roccacannuccia che ha un volonteroso tuttofare che assembla il mensile a partire da tutte le dicerie del paese. Ma il problema sorge in altre situazioni. Un testo di una casa editrice nota per pubblicare teorie complottiste è una fonte valida? E chi è che definisce se quell'editore pubblica teorie complottiste? Anche tra i quotidiani più blasonati gli svarioni anche pesanti sono ormai all'ordine del giorno; non basta più citare un articolo per avere la certezza che quanto scritto sia vero. Wikipedia per il momento non prende posizione su questi temi e cerca di limitarsi a indicare le varie possibilità se non ce n'è una assolutamente predominante: ma non è detto che la situazione resti tale e non si crei un elenco di "fonti più considerate".
Una voce di Wikipedia ha però una dimensione in più rispetto a un'enciclopedia normale: la sua cronologia, cioè la possibilità di vedere tutte le modifiche apportate ad essa nel tempo. In teoria è uno strumento molto potente: combinato con la possibilità di sapere tutte le modifiche di un utente alle voci dell'enciclopedia, può infatti permettere di capire se una certa aggiunta o modifica è stata fatta da una persona generalmente affidabile oppure no. Il guaio è che questa operazione è molto complicata, e non viene in pratica fatta mai, se non in due casi molto particolari: l'ultimissima modifica di una voce, per decidere se è valida o reinserire la versione precedente, e la ricerca di violazioni di copyright pregresse, dove viene fatta un'attenta operazione chirurgica per lasciare solamente i contributi corretti cancellando quelli illegali. Se sei un utente non troppo scafato, probabilmente WikiScanner può aiutarti: ti permette infatti di scoprire, nel caso di modifiche alle voci fatte da utenti non registrati, da quale rete tali modifiche provengano. Un altro strumento molto utile, che però richiede un'installazione nel proprio PC, è la History Flow Visualization Application di IBM, che visualizza graficamente le "stratificazione" delle successive versioni di una pagina.
(continua)
21.01.09
| L'evoluzione di Wikipedia | [wikipedia] |
(vedi prima parte)
Vorrei innanzitutto rimarcare una cosa: in questi anni Wikipedia è cambiata moltissimo. È chiaro che si è ampliata a dismisura nel numero di voci presenti, ma quello non è che la punta dell'iceberg. Parlerò più diffusamente nel seguito di come it.wiki si ponga oggi rispetto alle aspettative che si hanno per un'enciclopedia; qui sotto racconto cosa essa fosse nel 2004, e come sono cambiate le cose. Qualche statistica la trovate anche qui.
* Il numero di voci presenti era piccolo, per la maggior parte di settori specialistici, e la dimensione media della voce era minima. Pur di riempire i buchi, si scriveva qualche riga - generalmente corretta, ci mancherebbe altro, ma sicuramente semplicistica e di livello elementare - e si appiccicava l'etichetta "stub" (letteralmente "mozzicone", poi è stato reso come "abbozzo") per indicare che prima o poi ci si sarebbe lavorato su. Adesso continuano ed esserci moltissimi stub, e la percentuale rispetto al numero totale di voci presenti è più o meno costante; ma essi sono su voci meno fondamentali. Oltre che in ampiezza, l'enciclopedia è enormemente cresciuta nella precisione e nella profondità della trattazione delle voci, tanto che molte di esse sono diventate l'ombrello sotto il quale sono presenti più voci secondarie.
* Il numero di utenti era davvero piccolo. Praticamente i contributori si conoscevano tutti tra loro, e non credo ci fossero molti che usassero l'enciclopedia come semplici lettori. A un certo punto - in parte per l'effetto trascinamento dovuto alle citazioni da parte dei media della Wikipedia in lingua inglese, in parte forse perché essendo no profit c'era gente che trovava filosoficamente bello lavorarci su, o semplicemente perché era diventata abbastanza grande da essere considerata un valido strumento di lavoro - si è raggiunta una massa critica di utenti che in pratica sostenta autonomamente la crescita del sito.
* Le voci, come detto, all'inizio erano semplicistiche; anche dopo la prima ondata di ampliamenti erano più o meno equivalenti non dico a un riassuntino, ma a un tema; tranne nei casi in cui qualcuno si metteva con santa pazienza a tradurre la voce equivalente inglese, che avendo un paio d'anni di vita in più era molto più stabile. Non che la cosa sia di per sé un male: un'enciclopedia cartacea standard di dimensioni ridotte funziona proprio in questo modo, senza entrare troppo in profondità né dire dove sono state tratte le informazioni. Nel caso di un'enciclopedia senza una redazione, però, la cosa cambia molto; ci si è così ingegnati di dare anche delle metainformazioni, cioè spiegare perché ci sono quelle definizioni. Parlerò più avanti del problema delle fonti per Wikipedia: al momento faccio notare che la frasetta magica "citazione necessaria" è sempre più presente nelle voci, soprattutto se non strettamente scientifiche. Inoltre, almeno in alcuni campi specifici dove un gruppo di utenti si è attivato al riguardo, alle voci è associata una tabella che indica la loro qualità: ovviamente la qualità è definita internamente a Wikipedia e quindi è relativa e non assoluta, ma comunque è un indice interessante per capire se si pensa ci sia ancora qualcosa da fare.
Oggi la situazione è insomma molto diversa dal 2004, non solo per la Wikipedia in lingua inglese ma anche per quella in lingua italiana. Ma non è certo tutto oro quello che luccica! Ci sono ancora molte cose da fare per avvicinarsi al sogno di un'enciclopedia generalista perfetta: accenno ad alcune di esse.
* La diseguaglianza del livello dell'enciclopedia. Uno dei guai nell'avere un'enciclopedia scritta da volontari è che chi ci lavora si occupa dei temi che conosce meglio o che lo appassionano. Se uniamo questa cosa al fatto che in Italia - ma anche altrove - la cultura digitale non è poi così facile da trovarsi, ne viene fuori che statisticamente ci sono molti più contributori in grado di lavorare su voci informatiche e scientifiche di quanti sappiano e vogliano cimentarsi su quelle umanistiche. Non si può nemmeno immaginare che qualche volonteroso dedica di applicarvisi: se prendiamo ad esempio la voce su Carneade, io posso al più correggere gli errori ortografici e verificare le date di nascita e morte: non mi fiderei nemmeno di parafrasare il suo pensiero!
* Il costo di gestione. Nessuno di quelli che scrivono su Wikipedia viene pagato, lo facciamo tutti per hobby; ma anche se eliminassimo i 23 stipendiati dalla Wikimedia Foundation, i server dove si trova la base dati dell'enciclopedia costano, e la connessione a Internet costa ancora di più. Pensate che nei momenti di picco del 2008 si è visto un traffico di 3 gigabit al secondo: in pratica cinquecento volte l'ADSL a 7 megabit al secondo, per non parlare di chi si può solo connettere a 56 Kb/s. L'ultima raccolta fondi ha raggiunto l'obiettivo (6 milioni di dollari per sei mesi) solo grazie a due grandi "donazioni istituzionali"; aleggia così sempre la possibilità di inserire pubblicità nelle pagine dell'enciclopedia, anche se ci sono fortissime resistenze di principio.
* La scalabilità del modello. Wikipedia è ormai enorme. Fino a oggi, il software ha retto relativamente bene a una crescita molto maggiore di quanto era stato penso preventivato: ci sono state due Grandi Modifiche, a dicembre 2003 il passaggio da UseModeWiki a Mediawiki e a ottobre 2005 una riscrittura del db per migliorare l'efficienza (vedi le revisioni di MediaWiki). Ma non è detto che ce la possa sempre fare, tenendo conto che il contenuto di it.wiki ormai entra a fatica in un DVD.
* I vandalismi. Proprio perché Wikipedia ha tanto successo, è sempre più frequente trovare gente che rovina le voci dell'enciclopedia, o cerca di imporre il proprio punto di vista, andando contro a uno dei punti chiave: la neutralità. Parlerò più diffusamente dei vandalismi in seguito: per il momento osservo che il numero di persone che li contrastano cresce molto più lentamente dei vandali.
* Le scelte di gestione. Non esiste un "capo" o un "parlamento" in Wikipedia. Esistono alcuni utenti - un centinaio scarso per la versione in lingua italiana - che possono fare alcune operazioni in più come cancellare una voce o impedire l'accesso in scrittura a un utente; ma tutti gli utenti abituali - qualche migliaio, al momento - hanno diritto di voto e possono sovvertire i risultati. In questo caso non ci sono ancora problemi di scalabilità, ma stanno crescendo gli attriti tra "buoni" e "cattivi". C'è chi è di manica larga e chi di manica stretta per stabilire se la qualità di una voce è sufficiente per meritare di stare nell'enciclopedia; c'è chi ammette voci che per altri sono sfacciatamente promozionali oppure di persone assolutamente oscure, e quindi da cassare immediatamente; c'è chi vuole dare un'ultima chance ai distruttori - non solo delle voci ma anche della cooperazione interna - e chi preferisce bloccare l'accesso al minimo comportamento non perfettamente in linea con le mille regole interne dell'enciclopedia.
Aggiungo subito che non ho alcuna ricetta per risolvere questi problemi: ritengo però che sia opportuno esplicitarli, e non lasciarli sottotraccia come capita spesso... sperando che non si finisca come al solito a fare interminabili e inconcludenti discussioni.
(continua)
20.01.09
| Tante parole su Wikipedia / incipit | [wikipedia] |
A otto anni dalla nascita di quello che al tempo era un progetto ausiliario per la creazione di un'enciclopedia "classica", Wikipedia è ormai una realtà incontrovertibile. Io non sono uno dei primissimi contributori dell'enciclopedia - avevo provato a vedere l'edizione in inglese subito dopo che era stata lanciata, ma non ero in grado di dare un contributo utile in un buon inglese, quindi lasciai perdere e non entrai nel primo nucleo di pionieri della versione in lingua italiana. Però ho comunque una certa qual anzianità: ho iniziato a contribuire nel luglio 2004, subito dopo le grandi diatribe sulla scelta di inserire tutti i comuni italiani e passare così da meno di 15000 a più di 22000 voci. Ho perciò visto buona parte dell'evoluzione dell'enciclopedia e credo di poter dire qualcosa al riguardo. Ho pensato così di raccontare qualcosa da un punto di vista un po' mio e un po' - se ci riesco - di una persona che Wikipedia la usa, vorrebbe magari saperne di più, ma non è per nulla interessato a sapere come funziona tecnicamente. Mi concentrerò sull'edizione in lingua italiana (it.wiki, per gli amici) che poi è quella che interessa maggiormente noi italiofoni, anche se confesso che a volte vado a consultare quella in lingua inglese, perché in certi casi la versione italiana non è ancora così completa.
Il testo che troverete in questi giorni sul blog è nato dopo uno scambio di email con Fabio Metitieri, e con l'aiuto di Gianluigi Gamba, Mario Benvenuti e Frieda Brioschi; spero sia superfluo aggiungere che tutto quello che scriverò è a titolo puramente personale e non ha nulla di ufficiale.
Lo trovate anche sul mio sito.
23.10.08
| Quod est wikiveritas? | [wikipedia] |
Da Slashdot sono finito su questo articolo di Technology Review. Così a prima vista l'articolo sembra essere uno della solita serie "perché wikipedia è brutta e cattiva", e probabilmente in parte è così, anche se Garfinkel è costretto ad ammettere che le voci presenti sono sorprendentemente accurate (perché "miriadi di volontari apparentemente insonni sono costretti a passare buona parte del loro tempo a togliere quello che non sembra sufficientemente vero", aggiunge in due punti diversi dell'articolo).
Fosse tutto qua, non mi sarei messo a commentarlo. Ci sono però due punti molto interessanti, che secondo me meritano di essere ponderati. Il primo, quello che si nota di più, è che secondo l'autore la comunità di wikipedia ha ridefinito il significato di "verità". In pratica, "vero" non è più basato su consistenza e osservabilità, ma quello che conta è la verificabilità. In pratica, una cosa è vera-per-wiki se è riportata da un'altra fonte, possibilmente disponibile gratuitamente in rete (e in inglese, perché qua si parla sempre di en.wiki, e si sa che gli anglofoni sono forse più in difficoltà persino dei francesi ad accettare il concetto che ci siano delle altre lingue oltre alla loro). In un certo senso, questo è vero. La frasetta "citazione necessaria" viene aggiunta sempre più spesso alle voci di wikipedia, come chiosato anche da xkcd. D'altra parte, non è che tutte le fonti siano considerate uguali; ad esempio, garantisco che non dico il mio blog ma nemmeno il mio sito verrebbe considerato fonte sufficientemente valida. In pratica, insomma, l'epistemologia di wikipedia è demandata ad altri; è sicuramente più debole di un peer review (per l'ottima ragione che la comunità in genere non può essere definita di conoscenze pari a chi ha scritto la fonte), ma non è nemmeno così grave.
Ma forse il "maoismo digitale" invocato da Jaron Lanier (vedi qua) è un problema ben più grave. Lanier afferma che non è riuscito a togliere dalla voce a lui dedicata il fatto di essere anche un regista (negli anni '90 ha girato un film sperimentale, definito da lui "spaventoso"). Tutte le volte che modificava la voce, qualcun altro rimetteva la scritta "che era stata tolta senza fonti"... fino a che non ha scritto il saggio che ho citato qui sopra. A questo punto la fonte c'era, e da allora Lanier non è più un regista :-) Naturalmente, e Garfinkel è pronto ad ammetterlo, nessuno poteva essere certo che l'utente che stava modificando la voce di Lanier fosse lo stesso Lanier; però l'esempio mostra come le politiche di wikipedia, almeno nella versione inglese, sono piuttosto inconsistenti quando si scende nel dettaglio. Infatti modificare la voce su sé stesso, almeno in en.wiki, viene considerata una cattiva procedura; non solamente in caso di autoelogi e promozione, ma in generale (per quanto ne so, nella versione italiana le migliorie a una voce esistente da parte del diretto interessato sono anzi gradite). C'è chi afferma che è vero che una persona è il miglior conoscitore di sé stesso, ma che si ha una "ricerca originale", il Grande Peccato Wikipedico. Epperò, c'è tutta una parte dell'enciclopedia, quella dei fatti sulle trasmissioni televisive o sui fumetti, che in effetti è una ricerca originale: sì, la trasmissione o il fumetto esistono, ma non ci sono saggi ufficiali sull'argomento.
Che vuol dire tutto questo? Beh, che Wikipedia è incoerente. Nulla di realmente tragico: la filosofia moderna ci mostra una quantità incredibile di cose incoerenti. Onestamente non so se abbia un senso cercare di rendere le regole più coerenti: tutto è migliorabile, ci mancherebbe altro, ma per quanto sballato il meccanismo per adesso funziona, e quindi è meglio evitare riparazioni che potrebbero essere peggiorative. Detto tra noi, non credo nemmeno troppo alla possibilità di definire qualcuno "esperto del campo X". A parte la difficoltà pratica, mi sa che rischieremmo guerre ancora peggiori tra due esperti.
Riassunto finale: Wikipedia è la tua amica, ma non è la Bibbia. Fìdatene il giusto necessario.