18.05.13

_Linee tranviarie a Torino_ (libro)   [recensioni]

[copertina]Ognuno di noi ha i suoi interessi, più o meno inconfessabili. Tra le molteplici cose che mi piacciono ci sono le linee tranviarie: essere nato e cresciuto a Torino ed essermi poi trasferito a Milano, due città che nonostante tutto hanno mantenuto una rete abbastanza capillare, probabilmente ha favorito questa mia mania. Se poi aggiungete la mia mania classificatoria, comprenderete senza dubbio quanto io abbia apprezzato questa opera (Antonio Accattatis, Linee tranviarie a Torino : l'evoluzione della rete tranviaria cittadina dalla Sbt al GTT, Phasar edizioni 2007, pag. 236, ISBN 9788885068384).

Accattatis ha raccolto e ordinato tutte le informazioni possibili sull'evoluzione della rete tranviaria di Torino: per dire, in un'appendice vengono persino indicate soppressioni e riparazioni dovute ai bombardamenti alleati nella seconda guerra mondiale. Il libro è diviso in tre parti: la prima tratta del periodo fino agli anni 1920 in cui c'erano ben tre concessionarie, ciascuna con i propri binari che correvano in vie assolutamente improbabili; la seconda racconta della nascita dell'Atm e dell'evoluzione (e successiva involuzione...) della rete fino alla famigerata rivoluzione del 1982, quella per cui si diceva che l'assessor Rolando avesse scoperto che la linea più breve tra due punti fosse il gomitolo; la terza parla della rete a griglia con le modifiche successive fino al 2007, data di pubblicazione del libro. Nella seconda parte si racconta anche delle tranvie intercomunali, che ebbero una vita piuttosto effimera ma lasciarono tracce durature (come mai per esempio i binari in corso Francia erano posizionati su un solo lato della carreggiata?)
Una caratteristica positiva del libro è la visione di insieme, associata poi ad alcune minuzie davvero curiose: per esempio tra le due guerre c'erano vari capolinea "a cappello di prete" dove il tram faceva un piccolo tratto in retromarcia per riposizionarsi, ma con il vantaggio di occupare molta meno sede stradale. L'unico appunto che farei è la mancanza di cartine cittadine per mostrare la rete in momenti topici della storia di Torino, per esempio prima del taglio del 1966. Mi sa che non si può pretendere proprio tutto.

11.05.13

Creperie d'Auriane (ristorante)   [recensioni]

L'altra settimana, dopo avere accuratamente lasciato i gemelli dai nonni, Anna e io siamo andati a provare la Creperie d'Auriane, visto che prima che riusciamo ad andare in Francia a mangiarle ce ne vorrà.
Niente da dire sul locale, piccolo ma molto ben tenuto. Le galettes, dice mia moglie che è l'esperta di famiglia, sono troppo sottili, soprattutto se uno prende qualcosa appena oltre la base; le crepes dolci sono invece corrette. Detto questo, iniziano le note dolenti. Secondo il menu, tutti gli ingredienti sono scelti con cura: questo non era il caso della panna, che non era fresca ma industriale. In compenso la bottiglia di sidro francese costa 13 euro, e non c'è la possibilità di ordinarlo al bicchiere ("ma se vuole può portarsi a casa la bottiglia non terminata: il vuoto non è a rendere". Scusa, ma portarsi a casa il doggy bag è il minimo sindacale, e con il ricarico che fai voglio vedere se mi avessi ancora fatto pagare il vuoto). La birra è solo in bottigliette francesi da 33 centilitri per sei euro, e il titolare nel versarla - manco fosse un vino d'annata - è anche riuscito a farla uscire fuori dal bicchiere.
In definitiva, uno dei tanti posti per cui Milano è famosa (famigerata). Non credo ci torneremo.

04.05.13

_L'anima dell'uomo sotto il socialismo_ (libro)   [recensioni]

[copertina] Di "socialismo" in questo libro (Oscar Wilde, L'anima dell'uomo sotto il socialismo (The Soul of Man under the Socialism), Tea 1989, pag. 92, € 5,16, ISBN 978-88-7819-124-2, trad. Luisella Artabano) se ne parla tanto quanto se ne parlava nel PSI degli anni 1980, giusto per fare un confronto storico. Sì, c'è qualche accenno all'inizio e alla fine del testo, soprattutto in salsa anarchica; ricordo che il pamphlet è del 1891, quindi ben precedente a Lenin e quando anarchici come Bakunin erano ancora ricordati. E di che parla, allora? Beh, mi pare ovvio: di Wilde stesso, o più in generale degli artisti che possono essere gli unici uomini veramente liberi. Il socialismo è solo un mezzo perché le macchine facciano il lavoro pesante e la gente possa finalmente fare quello che piace loro, insomma: più che socialismo, individualismo. Ma poi Wilde divaga, e inizia a lamentarsi di tutti gli artisti che invece che seguire la loro ispirazione scelgono di fare quello che piace al pubblico e quindi in un certo senso si prostituiscono: il pensiero della massa per lui è intrinsecamente negativo, e un vero artista ha come scopo quello di portare la massa ad acculturarsi, non certo di dare loro quello che vogliono. Come esempio di "bravo artista" fa poi il nome di George Meredith che "riesce a fondere la riflessione filosofica con l'arte del narrare" (pag. 75): confesso di non averlo mai sentito nominare, ma in fin dei conti io sono massa e conosco al più Gilbert e Sullivan...
La traduzione di Luisella Artabano mi pare un po' ricercata, e mi chiedo se non fosse stato meglio usare uno stile un po' più sanguigno; è comunque scorrevole, e il libro si legge molto in fretta anche perché davvero breve; l'introduzione di Luciano Cafagna a mio avviso può essere saltata, perché non aggiunge moltissimo al testo.

27.04.13

_Lavoro, dunque scrivo!_ (libro)   [recensioni]

[copertina] Scrivere non è semplice. No, non è vero: scrivere è semplice, basta vedere quanto tutti noi scriviamo, dagli sms ai twit agli aggiornamenti su Facebook, per tacere di chi ha un blog o pubblica un libro. Diciamolo allora meglio: scrivere bene non è semplice. Per "bene" non si intende essere Nobel per la letteratura, ma molto più terra terra riuscire a far passare al lettore i concetti che si vuole comunicare in modo semplice ed efficace. Luisa Carrada lo sa bene, visto che spiegare queste cose è il suo lavoro e da molti anni ha anche un sito e un blog sul tema, Il mestiere di scrivere. Con questo suo libro (Luisa Carrada, Lavoro, dunque scrivo! : creare testi che funzionano per carta e schermi, Zanichelli "comunicare" 2012, pag. 468, € 21, ISBN 9788808199171) la Carrada si occupa di testi di comunicazione standard: sia pubblicitari che aziendali, sia cartacei che elettronici. Il suo punto di vista è semplice: indubbiamente c'è una bella differenza, però i principi di base sono gli stessi e c'è anche una certa osmosi, perciò tanto vale studiarli assieme. La struttura del libro è molto sminuzzata; non solo i capitoli possono essere letti indipendentemente, ma anche all'interno del capitolo i concetti sono presentati in pillole, con dovizia di esempi "così non va bene / così è meglio". Ogni capitolo termina con una ricapitolazione rapida dei temi trattati e con una sezione bonus con link di approfondimento; molte nozioni sono di puro buon senso - il che non significa che non sia bene averle nero (e rosso) su bianco! - altre sono meno immediate. Una volta abituatisi alle pagine che terminano a metà - la scelta di Carrada è stata evitare per quanto possibile di spezzare le unità di base del testo - la lettura è piacevole e comoda; inoltre acquistando il libro è possibile scaricare dal sito Zanichelli l'ePub da portarsi sempre dietro. Ottima idea!

20.04.13

_40 Paradoxes in Logic, Probability, and Game Theory_ (ebook)   [recensioni]

[copertina]Presh Talwalkar ci ha proprio preso gusto. Sono passati tre mesi dal suo ultimo ebook, e ne ha già sfornato un altro! (Presh Talwalkar, 40 Paradoxes in Logic, Probability, and Game Theory, Kindle 2013, € 2,68). Come è sua abitudine, una delle cose più piacevoli dei libri di Presh è che quando scrive fa sempre esempi terra-terra; in questo caso permette al lettore di vedere che i vari paradossi non hanno nulla di astratto, ma corrispondono a cose che potrebbero capitarci davvero... o quasi, visto che in effetti il Paradosso della Domanda prevede l'esistenza di un angelo :-) Soprattutto poi il lettore riesce a capire che alcuni paradossi non sono affatto tali, ma nascono semplicemente da un modo errato di vedere le cose, o dal fare delle affermazioni logicamente impossibili. Restano però parecchi casi in cui il paradosso si direbbe assolutamente inestricabile: se ci pensate, è strano che la nostra mente riesca a trovare delle affermazioni che poi non è possibile decodificare.
Altri due punti a favore del libro sono la scelta dei paradossi, che comprende sia alcuni vecchi classici che alcuni classici "moderni", dal barbiere di Russell al paradosso di Simpson a quello di san Pietroburgo, ma anche esempi di nemmeno vent'anni fa: i logici si divertono ancora oggi a inventare nuovi modi per stupirci. Inoltre il materiale sui paradossi della teoria dei giochi proviene, anche se riadattato, dal blog di Presh, ma tutto il resto - i paradossi logici e quelli probabilistici, che compongono la maggior parte del testo - sono materiale mai pubblicato.
In definitiva un ottimo testo per avvicinarsi in maniera scientifica ai paradossi e scoprire la loro intrinseca bellezza... anche se a volte ci fanno sbattere la testa contro un muro!

13.04.13

_Abbasso Euclide!_ (libro)   [recensioni]

[copertina] Con questo suo libro (Piergiorgio Odifreddi, Abbasso Euclide! : Il grande racconto della geometria contemporanea, Mondadori 2013, pag. 370, € 22, ISBN 9788804623021) Odifreddi termina la sua trilogia della "storia della geometria passando per l'arte", dedicandosi a quanto capitato negli ultimi 130 anni o poco più.
Devo dire che ho trovato la prima parte del libro, dove si parla di politopi, superfici e teoria dei nodi, inferiore a quello a cui Odifreddi ci aveva abituato negli altri due volumi: la matematica forse è più difficile da visualizzare, e sicuramente la geometria non è il mio forte, ma mi è parso che nemmeno l'autore fosse completamente convinto di quello che stava scrivendo. (Il "completamente" serve a chi spiega per rigirare le cose in un modo totalmente diverso da quello di partenza, per la cronaca). Fortunatamente però il matematico cuneese si riscatta alla grande con la seconda parte, a partire dalle dimensioni frattali per arrivare alle geometrie finite e alla descrizione hilbertiana dei fondamenti della geometria; questi ultimi soprattutto sono presentati in una maniera assolutamente chiara e didattica, senza limitarsi a dire perché ci vogliono tutti quei postulati ma mostrando dove e come Euclide aveva fatto delle supposizioni senza accorgersene e quindi indicarle.
Continuo ad avere dei dubbi sull'idea di avvicinare la geometria per mezzo dell'arte, anche se devo ammettere che i vari tipi di prospettiva "sbagliata" abbinati alle trasformazioni affini sono stati un tocco da maestro; come commento finale diciamo che secondo me non è un libro "facile", anche se è molto colorato, ma che può comunque dare delle soddisfazioni a chi è incuriosito dalla geometria e vuole mettersi un po' in gioco. Leggete però prima gli altri due volumi!

06.04.13

_The Joy of x_ (libro)   [recensioni]

[copertina] Qualche anno fa Steven Strogatz ha tenuto una rubrica settimanale sul New York Times (ehm...) raccontando della matematica di base in termini non matematici ma più terra terra. A partire da quegli articoli ha poi scritto questo libro (Steven Strogatz, The Joy of X : A Guided Tour of Math, from One to Infinity, Eamon Dolan 2012, pag. 336, $27, ISBN 9780547517650), che in ventinove brevi capitoli, riuniti in sei sezioni (numeri, relazioni, forme, cambiamenti, dati, frontiere) permette al lettore curioso di farsi un'idea non scolastica di cosa può essere la matematica.

A parte i titoli "musicali" dei capitoli - io ho notato immediatamente Take It to the Limit, Step Into the Light, Twist and Shout, ma il capitolo che parla di moltiplicazione per esempio si intitola Rock Groups - il libro mi è piaciuto proprio per questo suo approccio non standard, più interessato a far vedere la matematica al nostro fianco che a spiegare come funziona. Tanto che funziona lo sappiamo tutti, no? Al limite non la sappiamo far funzionare, ma in un certo senso questo è secondario. Ecco: invece che mettersi a parlare della bellezza della sua matematica o della sua utilità, cose che in effetti dopo un po' cominciano a stancare, è bello vedere parlare per una volta della normalità della matematica: con le sue idiosincrasie, certo, ma chi di noi non ha qualche tic? Un'altra sezione che di solito viene snobbata ma in questo caso merita davvero è la bibliografia ragionata: non una semplice serie di (bei) testi, ma anche una spiegazione di cosa ci potete trovare. Strogatz non è il primo a fare qualcosa del genere, ma è sempre bello trovare qualcuno che lo faccia.

Se sapete abbastanza bene l'inglese, cercatevi il libro; so che ne esiste anche una traduzione in spagnolo, mentre mi è stato detto che la traduzione italiana è in corso d'opera: insomma, al limite potete provare ad aspettare qualche mese.

P.S.: ho tradotto alcune frasi del libro che mi sono particolarmente piaciute: le potete vedere sul Post.

30.03.13

_Kierkegaard_ (libro)   [recensioni]

[copertina] Io ci ho anche provato. Ricordavo perfettamente come al liceo io e la filosofia non siamo mai andati d'accordo; però mi sono detto "magari ora sono vecchio e saggio, e le cose vanno meglio". Così ho recuperato dai recessi della mia libreria questo volumetto (Giorgio Penzo, Kierkegaard : La verità eterna che nasce nel tempo, Edizioni Messaggero Padova 2000, pag. 144, € 9,30, ISBN 9788825006230) e mi sono più o meno coscienziosamente messo a leggerlo. Risultato: zero. Ho capito che secondo l'autore Kierkegaard ha molti punti in contatto con Nietzsche, il che mi pare strano considerando che quest'ultimo è un nichilista mentre il danese vede tutto con la lente del suo cristianesimo. Ho anche capito che dovrebbe anche avere qualcosa a che fare con Meister Eckhar, che però non so assolutamente chi sia: non pretendete troppo da me!
A dire il vero credo di avere capito qualcosa qua e là: il paradosso, la distinzione tra la fede "esistenziale" e quindi vera e la fede "dottrinale" / "scientifica" che è invece falsa, l'"abbassamento" di Gesù. Però rimangono punti sparsi in un grande spazio vuoto: capisco che l'impostazione della collana a cui questo libro appartiene mette maggiormente l'enfasi sul rapporto tra filosofia e teologia, ma sono convinto che aggiungere un capitolo introduttivo con un rapido ripasso di "esistenzialismo for dummies", oltre che spiegare la diatriba tra Kierkegaard e i vescovi danesi, sarebbe stato di grande aiuto. Vabbè, mi sa che prima di ritornare sulla filosofia passerà ancora un bel po' di tempo.

29.03.13

_Viva la libertà_ (film)   [recensioni]

[locandina]A Toni Servillo ormai non basta più fare il protagonista di un film: così qui si sdoppia, facendo da un lato il segretario del più grande partito di opposizione (di sinistra, naturalmente) che oppresso dai sondaggi in picchiata scappa in Francia, e dall'altro il fratello gemello, filosofo che soffre di bipolarismo ed è appena stato dichiarato "clinicamente non più pericoloso", che viene reclutato in tutta fretta per prenderne il posto.

Il film è carino, anche se non capisco peché Filmup lo definisca "drammatico" (per me è una commedia... ma forse ho capito: il significato di "commedia" nella lingua italiana si è spostato verso i cinepanettoni, e quindi si è costretti a cambiare le categorie). Servillo riesce molto meglio a fare il pazzo che il segretario di partito; Valerio Mastandrea è perfetto nella parte dell'assistente, e il cameo di Gianrico Tedeschi che fa il Padre Nobile della Sinistra (qualcosa tipo Vittorio Foa, se non fosse che è morto da mo': pensavo a Pietro Ingrao, ma non è mai stato così carismatico) merita. Da segnalare infine la battuta di Servillo "due": «Rasségnati: questa volta vinciamo» che la dice lunga sul tipo di pubblico che può apprezzare il film :-)

23.03.13

_So You Think You're Smart_ (libro)   [recensioni]

[copertina] Ogni tanto mi capitano tra le mani libri di "indovinelli per la mente" - non saprei come tradurre correttamente "brain teasers". Io me li guardo senza perderci troppo tempo, perché non si sa mai: a volte qualche problema davvero interessante e poco noto ci scappa sempre. Beh, non è questo (Pasqual J. Battaglia, So You Think You're Smart : 150 Fun and Challenging Brain Teasers, International Puzzle Features 1988, pag. 76, ISBN 9780970825315) il caso, purtroppo.

Non ho nulla contro il signor Battaglia, che fece il suo bel libretto e l'ha anche fatto bene: aiutini e risposte sono nel testo subito dopo i problemi, ma i primi sono scritti al rovescio e le seconde specchiati. Per di più le risposte sono stampate con un font corsivo, per di più: garantisco che le risposte si possono leggere anche senza andare davanti a uno specchio come suggerito dall'autore - che ricorda anche che nella peggiore delle ipotesi ci si può chiudere in bagno - ma è assolutamente impossibile leggerle "per sbaglio" il testo. Il guaio è che la maggior parte dei 150 problemi del libro sono linguistici, se non addirittura geografici ("quanti sono gli stati USA il cui nome termina con la lettera A?"), il che lo rende di poco interesse per chi come me l'inglese lo capisce ma non è certo un madrelingua.

Fortunatamente almeno il libro è breve :-)

16.03.13

_Il contagio delle idee_ (libro)   [recensioni]

[copertina] Il titolo italiano di questo libro (Dan Sperber, Il contagio delle idee : Teoria naturalistica della cultura [Explaining Culture], Feltrinelli 1999 [1996], pag. 184, ISBN 9788807102585, trad. Gloria Origgi), oramai fuori catalogo, è indubbiamente molto più evocativo dell'originale inglese "Explaining Culture" (che a sua volta mi pare un po' esagerato); peccato che le belle promesse non vengano poi rispettate dalla pratica.
Il guaio di base del libro non è tanto la sua relativa obsolescenza (mi sa che questi quindici anni abbiano portato molte nuove idee) quanto la sua disomogeneità: è infatti una collezione di brevi saggi che Sperber ha preparato per varie occasioni, quindi con ripetizioni e temi trattati solo in parte. Il concetto principe del libro è quello di rappresentazione, che è grosso modo l'idea che si fanno di un concetto le singole persone. Il concetto di meme si traduce quindi nel "contagio" delle rappresentazioni, contagio che può essere epidemico (un meme vero e proprio, qualcosa cioè che cresce di colpo per sgonfiarsi anche abbastanza in fretta) oppure endemico, e qui si va più verso i riti veri e propri. L'idea è interessante, e aiuterebbe anche a spiegare alcuni fatti come le "mutazioni" delle rappresentazioni e l'esistenza di rappresentazioni simili ma non identiche tra le varie persone: peccato che però sia rimasta appesa un po' in sospeso, probabilmente perché un mini-saggio non era sufficiente per sviscerare bene la tesi.
In definitiva, qualche utile spunto (ben tradotto da Gloria Origgi) ma nulla più.

09.03.13

_The Elements of Style_ (libro)   [recensioni]

[copertina] Nella quarta di copertina (o era nell'introduzione) di questo libro (William Strunk Jr. e E. B. White, The Elements of Style, Longman 1999, pag. 109, Lst 8,99, ISBN 978-0-205-31342-6) c'è scritto che è l'unico manuale di scrittura che è entrato nei bestseller in lingua inglese. Sicuramente il libro ha la sua voce sulla Wikipedia in inglese, dove in effetti raccontano che le varie edizioni hanno venduto complessivamente dieci milioni di copie.
Vantaggi: il testo è breve, poco più di cento pagine. Svantaggi: il testo è naturalmente scritto per gli anglofoni, e alcune delle regole sono inutili per chi non deve scrivere nella lingua di Albione. Poi ci sono anche i linguisti che si lamentano perché il testo è troppo prescrittivista, ma questo non ci interessa più di tanto. La terza parte, quella sullo stile di scrittura (e che non faceva parte del testo originale...) è probabilmente la parte meno utile, nel senso che tanto vale andare a cercare qualche libro che tratti apposta il tema. Quella che a mio giudizio vale di più è soprattutto la seconda parte, sull'(ab)uso di certi stilemi che spesso si replicano pari pari in italiano; ma anche nelle regolette della prima parte ce ne sono molte che non sono tanto legate a una specifica lingua ma proprio allo stile di scrittura, come "evita le negazioni per quanto possibile" oppure "non essere generico".

Insomma il libro non sarà la panacea per imparare a scrivere, ma è comunque utile.

02.03.13

_I computer di Star Trek_ (libro)   [recensioni]

[copertina] Non sono un grandissimo esperto di Star Trek, però insomma qualchecosina la so anche, pur confessando che dopo TNG mi sono perso abbastanza. Mi sono preso così a suo tempo questo vecchio libro (Lois H. Gresh e Robert Weinberg, I computer di Star Trek, Longanesi 2001 [1999], pag. 244, € 13,43, ISBN 9788830417700, trad. Libero Sosio), e in questi giorni me lo sono letto con la malcelata speranza di vedere cosa era successo in questi dieci anni. L'idea alla base del libro è spiegare quali cose sono presumibilmente fattibili e quali no nell'universo di Star Trek, e cosa potremmo effettivamente aspettarci nel futuro prossimo.

Diciamo che il risultato finale è stato piuttosto deludente. Da un lato gli autori hanno continuato a rimarcare il fatto che nei telefilm sono state continuamente fatte scelte "televisive" e quindi chiaramente irreali; e fin qui lo sapevamo già tutti, grazie. Essendo gli autori due informatici, la prima parte - quella che studia il funzionamento dei computer di bordo, partendo dalle conoscenze "ufficiali" trekkiane - è abbastanza interessante, anche se spesso i due tendono al ricorrere alle argomentazioni per auctoritatem che come immaginate non sono il massimo. Andando avanti nel testo però ci si allontana sempre più da una plausibilità scientifica, e quindi gran parte del divertimento si perde. E la parte finale, con quello che "supera già Star Trek"? Beh, gli autori non potevano certo sapere della possibilità di teletrasporto di un fotone, e quello non glielo possiamo computare come errore. Però le "magliette intelligenti" che erano già in betatest nel 1999 eppure non sono mai apparse nei negozi mi fanno solo venire in mente una teoria del gomblotto, scusatemi.

(Ah, e non mi aspettavo che Libero Sosio scrivesse "millimetri di centimetro". Anche tralasciando la svista millimetri / millesimi, "thousandths of inch" sarebbero stati "centesimi di millimetro")

23.02.13

_I ragazzi di Anansi_ (libro)   [recensioni]

[copertina] Gaiman ha un problema, quando scrive i suoi libri fantasy. Per le prime 150 pagine o giù di lì il protagonista è sfigato oltre che imbranato, e gliene capitano di tutti i colori. Anche in questo libro (Neil Gaiman, I ragazzi di Anansi, Mondadori - Piccola Biblioteca Oscar 2001 [2005], pag. 360, € 10, ISBN 9788804567967, trad. Katia Bagnoli) la situazione è la stessa, e la cosa inizia a scocciarmi un po'. Poi Gaiman scrive sempre bene, tradotto scorrevolmente da Katia Bagnoli (che però avrebbe potuto verificare cos'è una novelty song, e ricordarsi che un weasel è una donnola solo letteralmente, e nonostante le pagine finali del libro parlare di "faina" sarebbe stato meglio) e uno si diverte a vedere come le storie dell'inizio del mondo vengono declinate nel ventunesimo secolo, con il povero Charlie "Ciccio" Nancy che sembra tanto l'equivalente del bozzettiano Minivip: il figlio del dio Anansi che però non ha preso nulla della sua divinità, a differenza del fratello Ragno. (Ma è proprio un fratello? lo si vedrà alla fine del libro) Come sempre, i vari personaggi sono da un lato completamente improbabili, e dall'altro ci si aspetterebbe di vederli passare per strada, magari facendoci cambiare strada per evitarli.

16.02.13

_The Mathematical Mechanic_ (libro)   [recensioni]

[copertina] Niente da fare. Riponevo molte speranze su questo libro (Mark Levi, The Mathematical Mechanic, Princeton University Press 2012 [2009], pag. 185, Lst 10,95, ISBN 978-0-691-15456-5), tanto che me l'ero preordinato sei mesi prima che uscisse l'edizione in brossura. Invece è stato una delusione... ma iniziamo dal principio.

L'idea di Mark Levi è semplice: invece che usare la matematica per dimostrare le proprietà fisiche, lui ha usato le proprietà fisiche per dimostrare le proposizioni matematici, a partire dal teorema di Pitagora in poi. Come scrivevo, l'idea non è male, ma purtroppo io devo avere un blocco mentale per quanto riguarda la fisica, e quindi leggevo quelle pagine e non capivo nulla (a parte che se devo usare tutti quei congegni senza attrito, quelle molle di lunghezza a riposo zero e via discorrendo, tanto vale che mi metta a parlare di circonferenze senza spessore, no?). A essere del tutto onesti, ci sono due capitoli che almeno per me hanno avuto un certo valore: quello sui problemi di massimo e minimo, con l'idea di costruire una serie di computer analogica per risolvere i vari problemi, e quello sull'elettricità, con la derivazione delle leggi fondamentali a partire da quelle dei fluidi incompressibili. Anche l'appendice finale mi potrebbe essere utile se solo dovessi fare un po' di fisica, ma per fortuna non è il caso...

Insomma, a me non è piaciuto. Magari a voi però sì.

09.02.13

_How to Draw Funny_ (libro)   [recensioni]

[copertina] Che io non sia capace a disegnare è una cosa nota a chiunque. Che io ogni tanto tenti disperatamente di fare qualcosa al riguardo è pure abbastanza noto. Ho riprovato con un libro della Klutz (David Sheldon, How to Draw Funny, Klutz Press 2009, pag. 49, Lst 9,99, ISBN 9781591746492), stavolta comprato nuovo e non usato. La cosa ha senso, perché il libro non è fotocopiabile (i disegni di base su cui lavorare sono stampati in celeste, mica scemi gli amici: però è un po' una palla) e quindi la copia è al momento intonsa: inoltre con il libro vengono fornite matita, pennarelli e gomma oltre al normografo per i fumetti, insomma tutti gli ammenicoli vari.

Bisogna dire che i libri della Klutz sono sempre scritti in maniera divertente: quello di cui io mi lamento è che in un certo senso questo è un volume 2 e io non ho un volume 1 di partenza. David Sheldon spiega come modificare le espressioni facciali per ottenere un effetto piuttosto che un altro, e direi che lo fa anche piuttosto bene: però 49 pagine sono davvero pochine, e avrebbero potuto mettere un po' di cose in più per l'educazione del futuro fumettista.

Vi farò sapere se mi sarà servito a qualcosa :-)

02.02.13

_Dando buca a Godot_ (libro)   [recensioni]

[copertina] Nella prefazione a questo libro (Stefano Bartezzaghi, Dando buca a Godot : giochi insonni di personaggi in cerca d'aurore, Einaudi 2012, pag. 212, € 16, ISBN 9788806214012) Stefano Bartezzaghi spiega come il suo "lavoro", permettetemi di chiamarlo così, sia cambiato in questi tre decenni. Una volta i giocatori scrivevano lettere a mano o al più dattiloscritte (ne ho inviate parecchie anch'io...) e l'Autore salvava man mano gli spunti per usarli nelle rubriche; ora basta un hashtag e Twitter permette di avere uno scambio immediato non solo con l'Autore ma anche tra i giocatori, semplificando la creazione ma lasciando all'Autore il compito forse ancora più arduo di riorganizzare tutto il materiale e dargli una parvenza d'ordine. Ecco cosa troverete, insomma: venti capitoli con venti tipi di giochi con le parole, descritti prima tassonomicamente poi con esempi - generalmente dieci per volta: Bartezzaghi deve trovare significativo il numero 10.
Il guaio di un libro come questo è che non lo si può leggere sequenzialmente, a meno che non si decida di dedicarsi a una pagina per volta, magari con carta e penna sottomano - computer e tablet in questo caso sono subottimali - per provare a cimentarsi nei vari giochi. Infatti la trippa strippia, pardon, il troppo stroppia! Molto meglio a questo punto considerarlo un'opera di riferimento, utile per andare a cercare se e quando il gioco di parole che ci è venuto in mente è stato giocato. Un Vero Tassonomista come me avrebbe aggiunto un po' di tabelle riassuntive in appendice, ma mi sa che sarebbe stato chiedere troppo... che gioco sarebbe, altrimenti?

01.02.13

_La parte degli angeli_ (film)   [recensioni]

[locandina]Ve ne siete accorti? nel 2012 non ho fatto nessuna recensione di film. Nulla di strano: non sono mai andato al cinema :-) Tre settimane fa sono stato trascin... ehm, scusate, abbiamo deciso di andare a vedere l'ultimo film di Ken Loach: la cosa è stata talmente incredibile che mi sono persino dimenticato di postare una recensione.
Ad ogni modo la storia è molto "di sinistra", con la possibilità di redenzione dei giovani colpevoli - redenzione che non sempre avviene, intendiamoci - e il furto "a fin di bene" (il whisky, insomma l'alcol, della cui mancanza non si accorgerà nessuno). Io che sono tanto buonino ho trovato alcune scene iniziali un po' troppo violente, ma non sono un giusto termine di paragone: il fatto che sia riuscito a restare sveglio fino alla fine invece implica un giudizio positivo.
Ultima noticina per i milanesi: siamo andati all'Anteo, e visto che come al solito eravamo in ritardo per lo spettacolo delle 20 abbiamo preso i biglietti per il successivo. Nel mentre mi ero preso il loro volantino, tanto per sapere che film stavo per andare a vedere. Peccato che chiunque abbia scritto quel volantino avesse visto un film completamente diverso...

26.01.13

_La cattedrale di Turing_ (libro)   [recensioni]

[copertina] Inizio con una informazione secondo me necessaria: nonostante il suo titolo, questo libro (George Dyson, La cattedrale di Turing : Le origini dell'universo digitale [Turing's Cathedral], Codice 2012 [2012], pag. 447, € 24,90, ISBN 9788875783181, trad. Stefania De Franco e Gaia Seller) di Turing parla nel capitolo 13; per il resto non si accenna a lui se non di sfuggita, e in incisi che sembrano essere stati inseriti a forza dall'autore - il figlio del famoso fisico Freeman Dyson - per sfruttare il battage del centenario della nascita di Alan Turing. Per stavolta la colpa non è dell'editore italiano, ma proprio dell'autore. Come ha detto mia moglie Anna, "avrebbero dovuto chiamarlo La cattedrale di Von Neumann!" E in effetti un simile titolo sarebbe stato più corretto, visto che il libro parla della storia dei primi calcolatori elettronici intrecciata con quella del loro uso per creare le bombe a fissione e fusione, e in entrambi i casi "Johnny" è stata una figura prominente.
Passando al lato più prettamente legato alla recensione, il testo è molto americano come stile, privilegiando le testimonianze per quanto possibile dirette e costruendo quindi la storia sulle persone più che sugli avvenimenti: molto utile il glossario iniziale con l'elenco delle persone stesse e una loro lapidaria biografia. L'apparato di note è enorme, ma è più che altro un insieme di riferimenti ad altri libri: insomma può essere tranquillamente saltato. La storia è molto dettagliata, con fatti ignoti almeno a me e che possono gettare una luce anche sulla vita statunitense negli anni 1940 - mica me lo aspettavo che ancora dopo la fine della guerra ci fossero restrizioni per gli acquisti negli USA! - ma purtroppo non dà grandissime informazioni sul software dei primi computer, limitandosi a considerazioni sull'hardware. Verso il fondo Dyson sterza verso la filosofia, con una curiosa interpretazione simbiotica del rapporto tra umani e computer unita a una visione neo-analogica del Web 2.0 che dal mio punto di vista è sconcertante ma comunque interessante.
La traduzione di Stefania De Franco e Gaia Seller è generalmente scorrevole, tranne per alcuni punti dove non mi sono raccapezzato molto; l'editing invece, soprattutto nelle prime cento pagine, lascia un po' a desiderare con alcuni spazi interparola che sono spariti. In definitiva, un libro principalmente per appassionati della materia.

25.01.13

_Renzo Bergamo : Atomo - Luce - Energia_ (mostra)   [recensioni]

A dire il vero la mostra su Renzo Bergamo (in cima al Castello Sforzesco, ingresso gratuito, spero segnalata un po' meglio) è aperta da una decina di giorni, e ancora più a dire il vero io l'ho visitata un'ora prima dell'inaugurazione, grazie a Eva che è la coordinatrice della mostra; ma sono sempre in ritardo e non avevo ancora trovato il tempo di parlarne. Ma in fin dei conti ne aveva già scritto Mina che presumo abbia più lettori di me, quindi non mi preoccupo più di tanto del ritardo, anche perché la mostra rimarrà aperta fino a metà marzo.

Dopo questa lunga premessa, confesso che io l'arte contemporanea non sono mai riuscito a comprenderla. È abbastanza facile accorgersi che, anche se c'è un tema univoco che consiste per l'appunto nel cercare di inserire in un quadro concetti prettamente scientifici, il modo di dipingere di Bergamo è profondamente mutato negli anni; e soprattutto dagli anni 1990 i suoi quadri sono diventati un'esplosione di luce, che non riesce ad essere bene catturata a video (questo è comunque il sito dell'artista, per chi vuole avere un'idea). Detto questo, io mi taccio. Ho fatto delle supposizioni su alcuni quadri, intitolati "Senza titolo" e quindi senza nessun appiglio; credo amasse cercare di inserire la temporalità nelle sue opere, che quindi non sono un'immagine in un dato istante ma una somma di immagini in istanti successivi; però sono davvero supposizioni senza nessun fondamento sicuro. Se passate al Castello e non sapete cosa fare potete provare a fare le vostre ipotesi!

19.01.13

_What do an Infinite Tower, a Classic Physics Puzzle, and Coin Flipping Have in Common?_ (ebook)   [recensioni]

[copertina]L'anno scorso avevo recensito (e apprezzato) il primo ebook di Presh Talwalkar, raccolta dei problemi logico-matematici che posta settimanalmente sul suo blog. Lui è più bravo di me a mettere a posto le cose, e così è già pronta la raccolta dei suoi problemi del 2012, dal titolo che sembra quello di un film della Wertmüller (Presh Talwalkar, What do an Infinite Tower, a Classic Physics Puzzle, and Coin Flipping Have in Common?, Kindle 2013, € 2,68).
Anche questo volume è piacevole come il primo. Stavolta i problemi non sono divisi in sezioni ma mischiati assieme; l'enfasi è indubbiamente sui problemi di tipo combinatorio e probabilistico, e questi ultimi prediligono le situazioni in cui la risposta è controintutiva.
Per la precisione, non si deve parlare tanto di "risposta" quanto di "soluzione": non viene infatti dato semplicemente il risultato, ma Presh spiega come trovarlo, spesso partendo dall'osservazione di casi più semplici per riuscire ad avere un'idea di come quanto trovato si possa generalizzare. Spesso viene data più di una soluzione: c'è un problema - «A fun math sequence» - che è risolto in almeno tre modi diversi, a seconda di cosa voi intendete per "modo diverso".
Tutto questo mostra l'amore di Talwalkar per la matematica, amore che ha anche spiegato all'interno del testo; per lui è naturale spiegare alla gente perché la matematica è bella. Non posso fare a meno di essere d'accordo con lui, e apprezzo la sua scelta di creare parecchi problemi partendo da cose che gli sono accadute nella vita di tutti i giorni. In fin dei conti, se qualcuno si abitua a cercare le connessioni matematiche in quello che fa, sarà presto in grado di capirlo meglio; allo stesso tempo poi riuscirà a capire meglio anche la matematica, perché la vedrà, non la starà semplicemente guardando. D'altro canto i problemi del libro li si può prima o poi risolvere, e se non ci si riesce c'è sempre la traduzione; ma tutti noi continueremo a trovarci di fronte ad altri problemi per tutta la vita...

15.01.13

_Costantino 313 d.C._ (mostra)   [recensioni]

Venerdì ho preso mezza giornata di permesso, e per le 13 ero a Palazzo Reale con Anna per vedere la mostra su Costantino nel millesettecentario dell'editto di Milano. Iniziamo dalle cose buone. A quell'ora non c'era proprio nessuno - figuratevi che il biglietto era prestampato con data in ingresso 10:30, giusto per dire quanta gente era arrivata quel giorno. Ho poi sfogliato il catalogo: ben fatto, e nemmeno caro - 29 euro, al momento online addirittura col 25% di sconto. La presentazione infine è molto spaziosa, forse persino troppo. Poi ho imparato che il Chrismon (il segno sulle insegne durante la battaglia di Ponte Milvio) non è una croce, e comincio a chiedermi se e quanto potesse venire confuso con il simbolo mitraico (che è un sole stilizzato); infine ho visto una lapide dove ΙΧΘΥΣ aveva come ultima lettera una C, e ho finalmente capito perché Cirillo e Metodio hanno fatto in modo che SSSR si scrivesse CCCP. Fine.

Detto tutto questo, mi chiedo come sia possibile nel 2013 che la cassa all'ingresso obblighi a pagare in contanti, manco fossero stati bloccati i POS come in Vaticano. Capisco che la mostra non è esattamente sulla modernità, però... (Ah, a proposito: il sito dà ancora la "Mobile App Coming Soon". Chissà se arriverà prima della chiusura della mostra). Ho poi dei forti dubbi sull'aggiungere cose che di Costantino parlano semplicemente, tipo gli arazzi seicenteschi: è vero che la cosa potrebbe avere un senso per vedere la perduranza dell'eredità costantiniana e l'accrescersi degli errori storici, ma non ne sarei poi così certo. Ma soprattutto mi chiedo chi abbia scritto le didascalie nelle varie sale. A parte che costui o costei appartengono alla scuola che osa mettere una virgola tra soggetto e verbo, è evidente che i testi sono stati preparati per impedire che una persona anche colta possa capire di che si parli. Vi segnalo tre parole che abbiamo trovato nei testi: itifallico, clamidata, crioforo. La grande fortuna è che i testi sono anche in inglese, e colui o colei che li ha tradotti evidentemente è seguace della filosofia "parla come mangi", così abbiamo potuto leggere "with upright penis", "holding a mantle", "carrying a lamb".

In definitiva, preparatevi in anticipo, se proprio volete vedere la mostra.

12.01.13

_Matematica sulla spiaggia_ (libro)   [recensioni]

[copertina] Lo scopo della collana "Dialoghi Scienza", almeno a leggere quanto scritto sulla quarta di copertina di questo libro (Stephen Smale, Matematica sulla spiaggia, Di Renzo 2011, pag. 61, € 10, ISBN 9788883232572, trad. Maria Pia Felici), sarebbe "sviluppare chiaramente la materia oggetto della ricerca (dell'autore). Beh, fidatevi: in questo caso non ci è affatto riuscito. Intendiamoci: non credo affatto che sia semplice raccontare in maniera semplice le ricerche matematiche di Smale. Ma arrivare ad avere un glossario dove i termini vengono spiegati con definizioni da testo postuniversitario - provate a leggere quella di H-cobordismo... mi sembra una presa in giro. Posso anche comprendere che ci sia una forte disomogeneità nel testo, con varie ripetizioni: una chiacchierata con l'autore, anche se si è scelto di mostrare solo le risposte e non le domande che presumibilmente han portato ad esse. Ma la traduzione di Maria Pia Felici spesso contribuisce a complicare ancora di più le cose, aggiungendo oscurità ad oscurità. Il tutto al costo di 10 euro per ben 61 pagine, scritte anche con un font piuttosto grande, e nelle quali sono eppure riuscito a trovare almeno tre refusi.
Tra le poche note positive del testo, il racconto di alcuni insospettabili precursori della teoria del caos, precursori famosi (Poincaré, Littlewood e Cartwright) che però non vennero seguiti in quelle loro intuizioni. È proprio vero che anche i matematici, come Smale stesso spiega, non si accorgano spesso di qual è la strada giusta.

05.01.13

_The Full Monti_ (libro)   [recensioni]

[copertina]Un anno dopo Post Coitum il buon Makkox esce con un'altra raccolta delle sue vignette (pardon, vigne) sul Post (Makkox, The Full Monti, Rizzoli Lizard 2012, pag. 240, € 19, ISBN 9788817062503). È cambiato l'editore (stavolta Rizzoli Lizard) ma non il formato bislungo né lo stile del libro, con una riga laterale che dà un minimo di contesto alle vignette... nella satira un anno può essere un periodo lunghissimo, e in certi casi bisogna fare mente locale per ricordarsi che cosa era effettivamente successo di così importante.

Detto tra noi, la parte sanremese (che infatti ai tempi avevo saltato...) è la più debole del libro: continuo a pensare che Dambrosio sia molto più bravo nella dimensione puntuale - si fa per dire, certe "vignette" sono lunghiiiiiissime! - che in quella del racconto, per non parlare dello stream of consciousness. D'altra parte, nessuno è costretto a leggere tutto, no? E avere un anno di fila di vignette aiuta anche a vedere l'evoluzione dei personaggi: Mario Monti inizia a essere disegnato in maniera abbastanza realistica, ma con i mesi diventa sempre più etereo, il volto tutto occhiali e capelli in stile casco, ma paradossalmente più vero. E poi c'è sempre il Calderolo col suo maialino da passeggio, se uno apprezza lo stile...

29.12.12

_How to draw a cup of coffee_ (libro)   [recensioni]

[copertina]Sono un acquistatore compulsivo: dopo aver preso How to Draw a Radish, ho pensato di completare l'opera con questo libro (Joy Sikorski, How to Draw a Cup of Coffee - and other fun ideas for Home & Garden, Chronicle Books 1998, pag. 196, $16.95, ISBN 978-0-8118-1902-2).

La struttura del libro è sempre la stessa: un libretto multimediale che da un lato ha un discreto numero di lezioni di disegno e dall'altro racconta di come addobbare una casa - beh, si fa per dire: in inglese la chiamerei "mansion", direi che non è esattamente l'appartamento tipico dove noi viviamo.

Anche in questo caso il risultato è un'opera che non vi insegnerà a disegnare, però magari vi darà qualche buffa idea che in fin dei conti servirà per fare giocare i bimbi... quindi mi va più che bene.

22.12.12

_La favola di Natale_ (libro)   [recensioni]

[copertina]Giovannino Guareschi deve essere stato un rompipalle di prima categoria, e credo che su questo siano d'accordo in molti. Però una cosa è certa: sapeva scrivere maledettamente bene. Questa favola (Giovannino Guareschi, La favola di Natale, Interlinea 2000, pag. 89, € 9,30, ISBN 9788882122478) la scrisse e interpretò in un campo di prigionia tedesco per ufficiali italiani: sicuramente meno tragico di un lager, ma non certo una vacanza in trasferta. Beh, potete dire che io sono un mollaccione dentro, ma a leggerla a me sono venuti più volte i lucciconi. Non so se è per la scrittura semplice ma non banale, oppure perché è chiaro che in mezzo ci ha messo la sua fede - che probabilmente è stata quella che gli ha permesso di sopravvivere nonostante tutto - però la si legge in un amen, e non si sta neppure a pensarci su troppo, tipo quando c'è l'incontro tra i tre Magi e i tre Nanerottoli crucchi, coi primi che dicono "Che Dio sia con voi" e gli altri che rispondono "C'è già", o lo sbeffeggiamento di chi non è cattivo ma è rimasto ignavo per quieto vivere o chissà cosa. È Natale, una favola è pur sempre una favola, no?

15.12.12

_No!_ (libro)   [recensioni]

[copertina] Imre Toth è stato uno storico e filosofo della matematica rumeno, che ha cominciato sin da piccolo - e non è una cosa usuale - perché non gli tornavano le cose che studiava. Per esempio, è arrivato alle geometrie non euclidee con un percorso tortuoso che è partito dalla relatività generale, e gli ha fatto capire come non ci sia una "vera" geometria. Solo che - racconta nell'introduzione - quando cercava di spiegarlo nelle sue lezioni non ci riusciva mai, e alla fine ha pensato di fare qualcosa di completamente diverso (Imre Toth, No! : Libertà e verità creazione e negazione (Non! Liberté & Verité - Creation & Negation, Rusconi 1998, pag. 487, € 25,31, ISBN 9788818011517, trad. Antonello Nociti): un "palinsesto" - ma io l'avrei più chiamato collage - di frasi di centinaia di personaggi diversi, che formano una specie di dialogo tra di loro. Il tutto unito da alcune tavole a colori, sempre preparate da lui come collage, che ribadiscono ironicamente le sue idee.
Non è facile seguire il filo logico, che di per sé c'è anche: non si sta parlando di una sterile contrapposizione di idee, ma di scambi anche divertenti tra personaggi a cui si fa dire più o meno quello che effettivamente hanno pronunciato, ma nel contesto della geometria non euclidea. Tra i tanti personaggi c'è anche un cameo di Toth stesso, tra l'altro... Purtroppo manca una sezione finale con almeno qualche nota bibliografica sui personaggi del palinsesto, soprattutto gli accademici tedeschi e russi che stroncano per opposte ragioni quella innaturale geometria; per quanto riguarda la traduzione di Antonello Nociti, mi devo fidare, anche se non ha cercato il titolo del libro di Smullyan (che adesso non ricordo più...).
Nelle vacanze di Natale la vecchia versione Rusconi che ho comprato io è praticamente regalata a meno di 12 euro; se vi interessa una lunga lettura serale, questo libro può essere un'idea.

08.12.12

_Mathematical Teasers_ (libro)   [recensioni]

[copertina] Nella mia caccia a libri di giochini matematici del passato mi è capitato tra le mani questo testo (Julio A. Mira, Mathematical Teasers, Barnes and Noble 1970, pag. 279, ISBN 0389002615) che dal titolo prometteva bene. È vero che la prefazione dice che i quizzini del libro «sono stati attentamente selezionati e assemblati specialmente per il piacere di chi non è necessariamente un genio matematico o anche solo un matematico», ma questo non vuol dire molto: un buon quizzino matematico non richiede l'uso di troppa matematica.
Però il risultato non è stato all'altezza delle aspettative. A parte i problemi diciamo classici, Mira gioca molto con i numeri romani, e poi nell'ultima sezione del libro raccoglie i problemi tipo le prove d'intelligenza della Settimana Enigmistica: se a voi il genere piace, nessun problema, ma io roba del genere la salto a piè pari.
La cosa che se volete è più strana è che mi sarei aspettato che un libro di questo tipo fosse degli anni '50 e non del 1970, come in effetti è; quasi tre lustri dopo che Martin Gardner aveva iniziato a tenere la sua rubrica di giochi matematici sullo Scientific American. O forse è per questo che c'è la parola "mathematical" nel titolo: usare solo "teasers" forse al tempo non era così di moda?

01.12.12

_Libertà vigilata_ (libro)   [recensioni]

[copertina] Internet è una gran bella cosa. Non venitelo a dire a me, che ci bazzico su da ormai quasi trent'anni. Naturalmente quello che mi sono trovato all'inizio del 1984 e che a dire il vero non si chiamava ancora Internet era qualcosa di completamente diverso da quello che avevamo all'inizio degli anni '90 con la prima esplosione commerciale, o da quello dopo la bolla del 2000, per non parlare di cosa abbiamo oggi: ma è nella natura delle cose che ci sia un'evoluzione. Al più possiamo rimarcare come la Rete abbia non solo cavalcato ma anche prodotto il cambiamento, spostandosi man mano verso nuovi tipi di interazione e inglobando nel frattempo altri "vecchi" media, dalla stampa alla televisione alle telecomunicazioni.
Parlando di telecomunicazioni, non dovrebbe esservi sfuggito che Telecom Italia è in prima fila - anche a livello europeo con ETNO, l'associazione delle società tlc "storiche" - nel richiedere una diversa regolamentazione della rete. Quello che in genere traspare è una richiesta di azioni per difenderli dagli operatori OTT (Over The Top, quelli come Google e Facebook che gestiscono servizi "sopra" la rete che vorrebbero essere un semplice tubo trasmissivo alla stregua di una linea elettrica o del gas), ma la ragione del contendere è ben più ampia, come si può leggere nel libro del presidente Telecom Franco Bernabè appena uscito per i tipi di Laterza (Franco Bernabè, Libertà vigilata : Privacy, sicurezza e mercato nella rete, Laterza 2012, pag. 166, € 12, ISBN 97888842099468).
In Libertà vigilata Bernabè non fa certo mistero di quale sia la sua visione, e neppure dei problemi degli operatori tlc storici. C'è persino un'appendice che spiega quali sono stati i guai di Telecom (multe e soprattutto perdita di immagine) per il caso Tavaroli, e la nuova struttura per la sicurezza interna e la privacy che è stata poi implementata. Ma dopo questa presentazione lui fa notare come una cosa del genere è anche il risultato dei vincoli legislativi italiani ed europei; gli OTT non hanno nessun obbligo di fare qualcosa di simile, essendo generalmente americani e quindi sottoposti a vincoli di legge ben diversi dai nostri, e anche questo diventa un punto di oggettiva debolezza nel confronto.
Il testo ha un'ampia, anche se a volte un po' troppo arida e tecnica, parte che racconta le storie dietro l'internet attuale, sia per l'infrastruttura di rete vera e propria che per i temi di sicurezza e privacy, evidenziando le differenze con un mercato maturo e regolamentato come quello delle tlc che ha già dovuto avere a che fare con essi, e mostrando come l'evoluzione event-driven di ICANN, l'organismo di autoregolamentazione di Internet, ha sì evitato l'eccessiva burocratizzazione e quindi ingessamento della rete, ma al prezzo di avere una struttura autoreferenziale e senza veri poteri. Bernabè passa quindi a presentare la sua proposta organica di riorganizzazione di tutto quello che riguarda la rete, dalla struttura di connessione a basso livello tutta flat-IP al rovesciamento del paradigma attuale in cui tutta l'intelligenza sta nei terminali e i router sono semplicemente dei passa-bit; dalla necessità di creare un'Internet 2 parallela a quella attuale che permetta servizi non best-effort ma di qualità garantita alla ridefinizione a più livelli del governo di Internet, con una separazione netta tra i temi sovrannazionali che devono avere una rappresentanza fattiva a livello di governi e quelli tecnici che devono continuare a restare tali.
Nonostante le argomentazioni siano ben espresse, e pur apprezzando la schiettezza di Bernabè che è una merce assai rara al giorno d'oggi, non credo però che le sue conclusioni possano essere così semplicemente attuate o anche solo accettate. Guardando alla parte puramente tecnica, ritengo molto più probabile uno scenario simile a quello che è successo lo scorso decennio nell'infotainment: i grandi operatori OTT tenderanno a fondersi con i grandi operatori storici TLC, per la banale ragione che ciascuno ha bisogno dell'altro, e le loro competenze sono complementari. Dal lato etico, nonostante l'attenzione di Bernabè che scrive esplicitamente che «nella Internet sicura dovrà pur sempre esserci spazio per l’anonimato», la storia ci insegna che una regolamentazione su base sovrannazionale porta in modo inevitabile all'eliminazione all'atto pratico dell'anonimato: se non ci credete, provate a prendere un aereo. I problemi sollevati nel testo non sono però affatto da sottovalutare; purtroppo però la mia sensazione è che al momento tra i pochi che si occupano seriamente del tema prevalgano visioni pregiudiziali in un senso e nell'altro, e dunque un libro come questo è prezioso per avere a disposizione gli strumenti per farsi una propria idea senza preconcetti.

24.11.12

_Matematica per gioco_ (libro)   [recensioni]

[copertina] Dopo Il matematico si diverte, direi che Federico Peiretti si è anch'egli divertito, e così è nato questo suo secondo libro (Federico Peiretti, Matematica per gioco, Longanesi 2012, pag. 220, € 14,90, ISBN 9788830433915). A differenza dell'opera precedente, nella quale il filo conduttore erano i nomi dei grandi matematici del passato e del presente, qui Peiretti ha alternato matematici e tipi di giochi. In realtà anche i matematici che Peiretti ha scelto questa volta qualcosa in comune tra loro ce l'hanno: da Tartaglia a Peano hanno tutti scritto libri sui giochi matematici. L'unica eccezione è Leibniz, che però ha scritto sul Solitario...
In definitiva, nei capitoli "personali" abbiamo esempi di come i matematici intendano i giochi matematici; nei capitoli "tematici" vediamo invece raccolte monotematiche di giochi. Per chi come me ha ormai una lunga lista di libri sul tema, è proprio quest'ultima la parte più interessante, visto che spesso è difficile ricordarsi qualcuna delle tante varianti di un problema, e così il libro può funzionare come enciclopedia. Per i lettori non compulsivi, forse è invece preferibile leggere prima le gustose pagine introduttive nei vari capitoli e poi centellinare i problemi: in questo modo si riduce il rischio di assuefazione.

17.11.12

_The Wacky Races Handbook_ (libro)   [recensioni]

[copertina] Chi come me ha una certa età sicuramente conosce i cartoni animati di Hanna e Barbera "The Wacky Races", e probabilmente avrà capito perché io mi sia procurato questo libretto (AA.VV., The Wacky Races Handbook, Warner Bros 2010, pag. 85, Lst 9.99, ISBN 978-1-4052-5202-7). Purtroppo però il risultato non è stato alla pari delle aspettative.
Innanzitutto il formato troppo piccolo non permette di vedere bene i particolari delle figure - e adesso non venitemi a dire che quei cartoni animati di particolari non ne avevano, perché allora non avete capito nulla. Inoltre direi che mancano molte scene che pure avrebbero dovuto esserci, tipo il mostrare le trasformazioni più strane delle varie macchine, o perlomeno un po' di cartine delle tappe percorse. Come bonus, due paginette sugli spinoff... e non ditemi che non avete nemmeno mai visto Stop the pigeon! perché allora avete davvero avuto un'infanzia triste.
In definitiva, un libro di cui (purtroppo) si può anche fare a meno. Però una chicca ve la lascio: ho scoperto che il nome completo di Dick Dastardly è Richard Milhous Dastardly. Non credo che nel 1967, quando la serie venne trasmessa per la prima volta, gli autori avessero esplicitato quel nome, visto che sarebbe stato chiarissimo almeno per tutti gli americani a chi si riferiva. Però nel 2010, quando il libro è stato pubblicato, probabilmente il riferimento è rimasto per pochi eletti...

10.11.12

_Un gioco da ragazzi_ (libro)   [recensioni]

[copertina] Questo libro (Roald Dahl, Un gioco da ragazzi e altre storie [The Wonderful Story of Henry Sugar], Salani 2012 [1977, 2001], pag. 207, € 9, ISBN 978-88-6256-960-6, trad. Luisa Corbetta) contiene sette storie "per adulti" scritte da Roald Dahl. Il "per adulti" è messo tra virgolette perché non sono certo vietate ai minori di diciott'anni! Semplicemente, visto che molti lo ritengono un autore per bambini, è meglio togliere subito gli eventuali dubbi.
C'è una cosa di Dahl che mi piace, che cioè scrive maledettamente bene - e la traduttrice Luisa Corbetta direi che è perfettamente riuscita a rendere il suo stile. C'è però una cosa di Dahl che non mi piace: la sua vena generalmente triste e negativa, che lo fa rifuggire dal lieto fine. Insomma, nel leggere i suoi racconti ho spesso sensazioni discordanti. In questo libro direi che le sensazioni sono complessivamente positive: anche il racconto che apre il libro, "Il ragazzo che parlava agli animali", finisce sì in maniera negativa almeno per alcuni dei protagonisti ma non ci si fa caso. "La meravigliosa storia di Henry Sugar" è però il racconto che più mi è piaciuto, insieme a "Un colpo di fortuna" che però dovrebbe essere più che altro autobiografico e quindi forse fuori tema... come autobiografico è "Un gioco da ragazzi", il primo racconto scritto da Dahl, che però è completamente diverso in stile dalla sua produzione successiva e non è che mi abbia detto più che tanto. Ho un po' meno apprezzato gli altri racconti, invece: magari solo perché io sono un brontolone nato.

03.11.12

_L'ennesimo libro della fantascienza_ (ebook)   [recensioni]

[copertina] Quelli della Barabba edizioni (o per meglio dire l'ingegner Marco Manicardi...) sono proprio dei bei tipi! Ogni tanto chiedono alle genti dell'internette un contributo, nel senso di un testo, per assemblare un ebook distribuito poi liberamente agli interessati. L'ultima fatica dei barabbisti è L'ennesimo libro della fantascienza, un omaggio a Carlo Fruttero pubblicato in quello che sarebbe stato il suo genetliaco se non avesse avuto la pessima idea di morire. Fruttero e il suo sodale Lucentini hanno indubbiamente contribuito nel bene e nel male a portare anche in Italia la fantascienza: sono stati così in tanti a rispondere all'appello, e il libro che ne è uscito contiene 80 racconti per un totale di ben 688 pagine, con una copertina che scimmiotta gli Urania del periodo d'oro ma allo stesso modo dice molto agli amici di Friendfeed.
Da un'opera collettiva senza nessun filtro editoriale ci si può aspettare un risultato estremamente disomogeneo, e in effetti è così. Confesso che io non sono riuscito a terminare il racconto "Tutto quel girato". D'altro canto, ci sono parecchi racconti di qualità; quelli che io ho trovato più godibili sono "400 anni luce senza un maledetto bar", "I nuovi ricordi", "La battaglia di Hunz", "Selezione", "Georg", "Ucronia di Natale", "Pasta al sugo non aumentata", "Chissà", "L'ultimo giorno di scuola", "Stargrave", "VitaEterna(TM)", "The UFO Incident", "Il giudizio", "Uno in meno", "Pianeta al gusto di bubblegum", "Spazio 1669", "De bello Altenarico", "(senza titolo)". Ah: c'è anche un raccontino scritto da me... (fantascienza matematica, perché a fare fantascienza con la fisica sono capaci tutti!)

27.10.12

_I frattali a fumetti_ (libro)   [recensioni]

[copertina] Devo dire che mi sarei aspettato molto di più da questo libro (Nigel Lesmoir-Gordon, Will Rood, Ralph Edney, I frattali a fumetti [Introducing Fractal Geometry], Raffaello Cortina 2010 [2000], pag. 177, € 12, ISBN 9788860303554, trad. Gianbruno Guerriero). Ha sicuramente un vantaggio, e cioè che costa poco; però dovrenmo tutti ricordarci bene che non possiamo avere un pasto gratis. Iniziamo dal titolo, che è fuorviante: non ci sono fumetti ma disegni. Capisco che parlare di disegni nel caso di frattali è ancora peggio; e infatti il titolo originale "Introducing Fractal Geometry" è per me molto più chiaro.
Il secondo punto che non mi piace del libro è la sua estrema semplificazione: ogni concetto viene trattato in poche righe e quindi non si capisce molto di che si stia parlando, soprattutto in tutti gli esempi in cui si dice "ah sì, con i frattali si potrebbe fare bla bla bla..." e ovviamente non si spiega nulla. Poi non è che io mi fidi molto di un testo che dice (pag. 68) che il piano complesso è stato inventato da John Wallis un secolo abbondante prima di Caspar Wessel e Jean-Robert Argand... qualcuno avrebbe dovuto spiegare agli autori che Wallis ha introdotto la retta dei numeri.
Anche sulla traduzione di Gianbruno Guerriero ho qualche dubbio. Capisco la difficoltà del non avere un testo ampio, ma scrivere "Bill Hirst, lo scienziato e filosofo britannico" non è esattamente italiano.
Detto tutto questo, bisogna però dare anche conto che molte spiegazioni sono sufficienti per una persona non esperta del campo ma curiosa; per costoro il libro può risultare interessante e piacevole, anche se non cambierà loro la vita.

20.10.12

_Giochi finiti e infiniti_ (libro)   [recensioni]

[copertina]La Francia è una nazione in cui la divulgazione matematica è sempre stata fatta ad alto livello. Tanto per dire, quando lo Scientific American decise di dimezzare la frequenza della rubrica di giochi matematici l'edizione francese assoldò Ian Stewart perché scrivesse per loro e si conservasse così la periodicità mensile. Anche questo libro (Jean-Paul Delahaye, Giochi finiti e infiniti : Tassellature, infografica e libri senza fine [Jeux finis et infinis], Dedalo "La scienza nuova 154" 2012 [2010], pag. 226, € 16, ISBN 978-88-220-0254-9, trad. Edoardo Rivello, editing scientifico Elena Ioli) contribuisce a mantenere questa meritata fama. Come capita ormai spesso, per "giochi" si intendono sia quelli che in inglese si chiamano "plays" che i "games" più tendenti alle scienze economiche: il capitolo ad essi dedicato è però il più scontato, soprattutto per chi è avvezzo ai paradossi che mostrano che non apparteniamo alla specie homo oeconomicus. Ma tutto il resto del libro sarà molto probabilmente una novità anche per chi ha una discreta conoscenza del tema. Persino il primo capitolo, su Life di Conway, contiene risultati ben oltre quello che si legge in genere: le pagine sulle trasformazioni non distruttive delle figure hanno anche esempi molto carini, ma la parte migliore è senza dubbio quella sui giochi (plays) infiniti, col passaggio ai ricoprimenti fini del piano e dello spazio per arrivare agli assiomi sui Grandi Cardinali.
Considerazione finale: il libro è stato pubblicato con il contributo del ministero della Cultura Francese - Centre National du Livre, che immagino abbia pagato in tutto o in parte i costi di traduzione. Edoardo Rivello ha sicuramente reso molto scorrevole e leggibile il testo italiano, mentre ho qualche dubbio sull'editing scientifico di Elena Ioli, che ha inventato una mai sentita definizione "in x2" al posto di O(x2) per gli ordini di grandezza e soprattutto mi ha fatto dannare per capire la dimostrazione a pagina 161 in basso. Che il segno di maggiore fosse un minore era chiaro, ma mi ci è voluto un bel po' di tempo per capire che i "cerchi" erano in realtà circonferenze. Sì, è colpa mia: il contesto avrebbe dovuto farmelo capire subito. Ma allora mi chiedo a che serve un editor scientifico!

13.10.12

_Drive In_ (libro)   [recensioni]

[copertina]Cerrrrrto che io venticinque anni fa guardavo il Drive In (con gli amici di gioventù, ogni settimana a casa di uno di noi). E mi sono anche comprato il libro (Antonio Ricci (ed.), Drive In, Bompiani 1987, pag. 176, lire 15000). Se volevate un altro motivo per capire come mai mi sono rovinato così, adesso ce l'avete.

Come regge la memoria a leggere i tormentoni di venticinque anni fa? E cosa si pensa dei testi? Maluccio, dirò. Mi ero completamente dimenticato per esempio che un anno ci fu anche Staino con Bobo (giusto per dire che adesso si parla male di Ricci, ma un tempo non era così), che ci fu Bold Trek (e questo avrei dovuto ricordarmelo...) e che Beruschi e Margherita Fumero avevano molti sketch diversi insieme, non solo Beruscao. Per quanto riguarda i testi, è chiaro che trovarli scritti fa perdere molto della loro forza comica: su questo bisogna dare ragione a Daniele Luttazzi. Però non mi aspettavo la grevità dei testi di Greggio e D'Angelo, mentre dall'altro lato i monologhi di Enzo Braschi erano molto migliori di quanto mi ricordassi.

Insomma: giudizio critico, tavanata galattica! Ma in fin dei conti mi manca la controprova, un libro dei Soliti Idioti... (no, grazie, non voglio sapere che esista)

06.10.12

_Una piramide di problemi_ (libro)   [recensioni]

[copertina] A una prima occhiata si direbbe che questo libro (Claudio Bartocci, Una piramide di problemi : Storie di geometria da Gauss a Hilbert, Raffaello Cortina "Scienza e idee" 2012, pag. 387, € 29, ISBN 978-88-6030-446-9) tratti dello sviluppo della geometria nel XIX secolo, come del resto recita il sottotitolo "Storie di geometria da Gauss a Hilbert". Se questo è il vostro interesse, mi sa che vi convenga prendere "Una via di fuga" di Odifreddi, che vi darà un racconto più organico e completo. Leggendo le prime pagine si può immaginare che parli del terzo dei ventitré problemi di Hilbert, l'unico di formulazione geometrica (parafrasando, "È sempre possibile scomporre un poliedro in un numero finito di parti che riassemblate opportunamente formino un altro poliedro della stessa area?", problema risolto qualche settimana dopo - o qualche settiamana prima? - dall'allievo di Hilbert Max Dehn. In realtà quello che dovrebbe essere il filo conduttore del libro è la definizione dei fondamenti della geometria, a partire dallo scossone con la scoperta delle geometrie non eudlidee fino a giungere all'accorgersi che Euclide aveva dimenticato di elencare alcuni assiomi: quelli di ordinamento ma soprattutto quello di continuità, l'assioma archimedeo. Da li si scopre la differenza tra uguaglianza, congruenza ed equiscomponibilità, fino a giungere finalmente alla dimostrazione che la continuità e quindi la misurabilità non è necessaria nel piano, ma lo diventa nello spazio.
I temi esposti sono molto interessanti, soprattutto perché anche nei testi di storia della matematica sono tralasciati; però non mi è affatto piaciuto il modo in cui sono stati trattati. È chiaro che non esiste una via regia alla matematica, e non è certo colpa di Bartocci se i temi sono delicati: persino i matematici dell'Ottocento prendevano degli sfondoni. Però quello che ho chiamato "filo conduttore" è in pratica un gomitolo dove non si trovano i capi e il discorso si avvita spesso in digressioni che fanno perdere lo scopo principale, soprattutto se il libro non lo si legge tutto di un fiato.

29.09.12

_Visti da lontano_ (libro)   [recensioni]

[copertina]Lo confesso. Venticinque anni fa mi ero comprato questo libro (Michele Serra, Visti da lontano, Mondadori - BUM 1987, pag. 156, lire 16000, ISBN 978-88-04-30033-5) dell'uomo che nasconde il suo doppio cognome (sarebbe Michele Serra Errante...) e raccoglieva i finti editoriali che l'allora giovinotto scriveva su Tango. Peggio ancora, me lo sono tenuto da parte, e ora me lo sono persino riletto, per vedere come reggeva al quarto di secolo passato e se i miei ricordi erano stati abbelliti dal tempo trascorso.
Diciamo che il giudizio attuale è molto più variegato di quello del .mau. del 1987. Alcuni dei pezzi presenti (quello di Natta in primis, ma anche Brera, Spadolini, Ronchey, Fallaci e De Crescenzo; persino Berlusconi, ricordando che ai tempi era solo il tycoon e non il politico, è stato tratteggiato bene) sono ancora godibili oggi, con il mio gusto per la satira e la parodia che si è affinato negli anni. In molti altri casi, però, devo riconoscere che Serra aveva voluto giocare troppo facile ed era caduto nel becerismo. Troppo semplice far parlare Toni Negri come l'ispettore Clouseau, o far fare il picci picci mucci mucci alla Carrà, o avere un Felice Ippolito chernobylato. Immagino che inventarsi ogni settimana un nuovo stile non sia stato così semplice, però secondo me una certa soglia di qualità non si sarebbe dovuta perdere.

26.09.12

_[mini]marketing_ (ebook)   [recensioni]

[copertina] Non ho ben capito come mai nel marketing sembra tanto di moda proporre "tesi", che secondo me sono l'equivalente dei pensierini che facevo alle elementari, o se siete più positivi di me si possono paragonare agli aforismi di cui ogni tanto si trovano raccolte in giro. Pensavo che le 95 tesi del Social Marketing Forum fossero un'idea 2012, e invece ho scoperto che già tre anni fa Gianluca Diegoli aveva scritto questo "[mini]marketing", dal nome del suo blog, mettendo come sottotitolo "91 discutibili tesi per un marketing diverso". (Gianluca Diegoli, [mini]marketing, Simplicissimus Book Farm 2008, pag. 56, ISBN 978-88-6369-002-6) Parlare di "numero di pagine" per questo libro, soprattutto per la versione in ebook, è sicuramente fuorviante: molto onestamente, l'introduzione spiega infatti che il testo è in tutto di ventiduemila caratteri, una tesi (una frase, insomma) per pagina, tesi che sono "un generatore di dubbi sul marketing e la comunicazione aziendale ai tempi della conversazione globale". Questa meta-tesi la sposo pienamente: sulle tesi effettive (ma perché proprio 91? c'è qualche ragione mistica?) ho invece qualche dubbio in più. Diegoli ha come punto centrale la conversazione, che ovviamente è un notevole salto di qualità rispetto al marketing come lo si conosce che invece è un discorso monodirezionale. Concordo che non si può pensare di fare conversazione nello stesso modo in cui si faceva la pubblicità standard; ma questo non mi pare significhi che la pubblicità classica non possa più avere un senso. Mah, decidete da soli...

22.09.12

_La cupola del mondo_ (libro)   [recensioni]

[copertina] L'Italia rinascimentale, e soprattutto Roma, è ben nota per essere patria di chissà quanti intrighi. Ma non sono in molti a vedere tali intrighi dal punto di vista artistico, o meglio dell'architettura. L'autore di questo libro (Sebastian Fleming, La cupola del mondo [Der Kuppel des Himmels], Editrice Nord 2012 [2010], pag. 587, € 18,69, ISBN 978-88-429-2006-9, trad. Paolo Scopacasa) racconta in un certo senso la storia della cupola di San Pietro, inframmezzata da quella della vita di Michelangelo Buonarroti. Almeno la base del romanzo storico è questa: ho riconosciuto vari aneddoti su Michelangelo che avevo orecchiato quando ero ragazzo e poi dimenticato. O se preferite il libro racconta l'eterna lotta di poteri nella Roma rinascimentale, iniziando con Leonardo, Bramante, Pico della Mirandola e il cardinal Giovanni de' Medici in una setta, i Fedeli d'Amore, che vuole ricreare lo stile classico di costruzione a cupola rifacendosi nientemeno che al Tempio di Salomone e al suo architetto Hiram, in contrapposizione all'Archiconfraternita de Perfecti in Segreto che vuole mantenere l'ordine attuale contro tali infiltrazioni neopagane, e ha come uomo di punta prima il (a quanto ne so inesistente) cardinal Giacomo Catalanoe poi il cardinal Carafa, papa Paolo IV. Quando papa Giulio II Della Rovere vuole crearsi un mausoleo, l'ormai vecchio Bramante e il giovane Michelangelo propongono in modo indipendente di sostituire la vecchia basilica, creando una cupola a base quadrata. Poi i decenni passano, gli architetti e i papi muoiono, Roma viene saccheggiata, l'eresia luterana e il Concilio di Trento cambiano le cose... Non ne so abbastanza di architettura per capire come sono esplicate le idee; a volte il libro indulge però un po' troppo in leziosismi che rallentano la potenza del racconto, ben tradotto da Paolo Scopacasa (che però a pagina 177 poteva anche chiamare Jacopo da Varazze e non da Varagine :) )

15.09.12

_A volte ritorno_ (libro)   [recensioni]

[copertina]Dio esiste. È un bel tipo brizzolato sulla cinquantina - anche se a dire il vero non si capisce bene come funzioni il tempo in paradiso, con un giorno celeste che dovrebbe valere 57 anni pur con la Terra che ha quasi cinque miliardi di anni. Ama farsi uno spino, ed è ancora arrabbiato con Mosè che invece di dare al Popolo Eletto il Suo unico comandamento - "FATE I BRAVI" - ha preferito inventarsi quegli altri dieci. Ora torna da una settimana di vacanza, aveva lasciato il pianeta nel fiore del Rinascimento e lo ritrova nella merda. Che fa, allora? Semplice, rimanda giù Suo figlio. Capirete che il libro (John Niven, A volte ritorno [The Second Coming], Einaudi "Stile Libero Big" 2012 [2011], pag. 381, € 19, ISBN 978-88-06-20922-3, trad. Marco Rossari) è molto dissacrante, sia con la religione - cattolica in primo piano, soprattutto verso Benedetto XVI - che col modo di vita americano... oltre che con i reality musicali alla X Factor. Nulla di particolarmente strano per uno scrittore scozzese contemporaneo, mi sa: però a volte mi sa abbia un po' esagerato per amore dello sberleffo. La storia comunque si fa leggere bene, e insomma può valere la pena di prendere il libro. Nota di demerito per il traduttore Marco Rossari, però. Accetto sulla fiducia la sua scelta del registro linguistico; presumo abbia fatto il massimo con le citazioni letterarie, da The Hollow Men al Mago di Oz; ma non è possibile che in un libro dove la religione ha un ruolo così importante si legga alla quinta riga dell'(arc)angelo Raffaello, o in genere che traduca four billion years con quattro milioni di anni... (e anche l'editor un po' di colpa ce l'ha, intendiamoci)

12.09.12

_The Colossal Book of Mathematics_ (libro)   [recensioni]

[copertina] Martin Gardner non ha bisogno di presentazione. Però questo libro (Martin Gardner, The Colossal Book of Mathematics,W.W.Norton 2001, pag. 724, $35, ISBN 9780393020236) forse sì. In pratica, assieme al suo compagno <ì>The Colossal Books of Problems, questo volume raccoglie il meglio della sua produzione apparsa nella rubrica "Mathematical Games" dello Scientific American. Chi ha doviziosamente collezionato tutti i suoi libri non trova praticamente nulla di nuovo, se non qualche rara aggiunta di nuovi risultati trovati tra la pubblicazione originaria delle raccolte e il 2001. Ha però il vantaggio di poter leggere gli articoli secondo un filo logico, seguendo le dodici sezioni in cui il libro è diviso; questo può per esempio far risaltare la vena filosofica e fors'anche teologica di Gardner, che spesso viene persa fermandosi al divertimento dei problemi e alla piacevolezza della prosa. In compenso credo che sarebbe stato utile nell'occhiello dei vari articoli indicare quale è stata la data originale di pubblicazione. Spesso è infatti utile capire come i vari temi sono nati e cresciuti: anche la matematica ricreativa ha le sue mode... In definitiva, se avete bisogno di conoscere la matematica ricreativa questo è probabilmente il libro per voi.

08.09.12

_One, Two, Three_ (libro)   [recensioni]

[copertina] AEM è l'Absolutely Elementary Mathematics: matematica assolutamente elementare. Ed è di questa matematica, anzi della "matematica del contare" che parla David Berlinski in questo libro (David Berlinski, One, Two, Three : Absolutely Elementary Mathematics, Vintage Books 2012, pag. 224, Lst. 9,59, ISBN 9781400079100). Attenzione: Berlinski non è un matematico ma un filosofo (e detto tra noi, sa persino meno di me di fisica, come si legge a pagina 96 sulle file di pezzi di domino). Anzi, per essere più precisi, lo potremmo definire un raccontatore di storie. Per lui i matematici, dagli ignoti inventori della cifra 0 e del numero 0 - mica sono la stessa cosa! - a Peano e Dedekind hanno una storia; i numeri hanno una storia; i simboli stessi hanno una storia; non parliamo poi delle parole. Che la storia raccontata da Berlinski sia sempre vera e non un po' troppo romanzata, non ci metterei la mano sul fuoco. Avete presente Eric Temple Bell? Ecco. Ma non è poi la fine del mondo, soprattutto se uno non cerca un manuale ma un libro che in un certo senso sia anche un racconto avventuroso. Andando avanti, si trovano le varie leggi che regolano l'aritmetica e la loro dimostrazione, non semplicemente tecnica ma appunto anche filosofica, fino a vedere gli interi come un anello (e i razionali come un dominio d'integrità, ma qua Berlinski glissa un po' perché non vuole far apparire i numeri reali). L'approccio è un po' strano per chi è abituato al metodo scolastico, perché mischia appunto livelli diversissimi, oltre che dare un forte peso alle manipolazioni formali. Questo può però anche essere utile per vedere le cose in altro modo, no?

06.09.12

_La Paranza Imperiale_ (ristorante)   [recensioni]

Sfruttando la momentanea assenza dei treenni, ieri sera Anna e io siamo andati a cena in via Alserio, in un ristorante di pesce che una volta aveva come nome "Acqua e sale" e adesso è diventato La Paranza Imperiale. Curiosità: la ricevuta fiscale è intestata a PARANZA s.n.c. di Zhao Jingjing & C.
Ci siamo presi due grigliate di pesce con verdure grigliate e una mezza bottiglia di Falanghina, per un totale di 65 euro. Posso garantire che le porzioni sono assolutamente generose, e ho fatto fatica a finirle: però il pesce era un po' troppo cotto, almeno per quanto mi riguarda.
Atmosfera direi tranquilla, non certo caciarona, e locale pieno anche in una serata di metà settimana, in un posto che è sì a due passi dall'Isola e con a fianco locali fighetti, ma comunque resta un po' fuori dai percorsi standard. Parcheggiare, al solito, scordatevelo.

01.09.12

_Elementi di statistica_ (libro)   [recensioni]

[copertina] Passando in biblioteca, ho provato a prendere questo vecchio libro (Peter Holl, Elementi di statistica [Quantitative Methods for Economics], Il Mulino 2003 [1987], pag. 224, € 14,80, ISBN 978-88-15-08881-9, trad. Rossella Rettaroli) per vedere come veniva trattata la statistica di base, una di quelle cose che dovrei sempre mettermi a studiare abbastanza da poterla spiegare. L'inizio del libro, dalle misure qualitative alle distribuzioni normale e binomiale, mi è sembrato ottimo, con uno stile "slow but sure" che probabilmente è il migliore per gli autodidatti. Purtroppo però si perde parecchio dopo l'ipotesi nulla, con i vari test statistici; la mia sensazione è che il numero di pagine a disposizione per il testo stava rapidamente calando, e l'autore abbia deciso di affastellare nozioni senza una loro spiegazione, ma lasciate per così dire alla fede del lettore. Poi - ma quella è forse una mia deformazione da matematico - non mi è piaciuta la mancanza di accenni ad altre distribuzioni, come minimo la poissoniana; persino la distribuzione binomiale è stata trattata solo nel caso di p=0,5, il meno interessante di tutti se si è già studiato il caso continuo. Inoltre, l'insistenza sul dire "abbiamo preso tutta l'informazione disponibile", per esempio sul metodo dei minimi quadrati, è fuorviante: la statistica per definizione comprime i dati in maniera lossy. In definitiva, mi toccherà cercare ancora. La traduzione di Rossella Rettaroli è scorevole, ma con qualche punto incomprensibile (per esempio il problema 5.13) o errato (in fondo a pagina 129 un "al più" è diventato un "almeno")

29.08.12

_Social Media Fashion_ (ebook)   [recensioni]

[copertina] Già per me il marketing è qualcosa che considero poco, e non per nulla chiamo "marchettari" chi opera nel campo. Figuriamoci che posso pensare del Social Marketing. Però devo dire di avere apprezzato questo breve saggio (Simona Melani, Social Media Fashion, 40k Unofficial, € 0,99, ISBN 978-88-98001-04-0) pubblicato da 40k Unofficial. Simona Melani non entra nel merito delle teorie, ma preferisce mostrare esempi positivi e negativi di cosa è effettivamente successo nel campo della moda. Non ci si trova chissà quale grande idea, ma semplicemente massime di buon senso; buon senso che spesso però latita nel campo. Per esempio è vero che lavorando tra i socialcosi si possono ridurre le spese per il customer care; ma bisogna tenere comunque conto di un costo iniziale di formazione, perché non ci si può improvvisare esperti e la gente se ne accorge subito. Lo stesso per la pubblicità: una pagina Facebook costa poco. ma per un'azienda piccola è fondamentale presidiarla e ringraziare uno a uno chi arriva a postare un apprezzamento, mentre per i grandi marchi la cosa è diversa perché lì si tende più a mostrarsi come fan del marchio. Consigliato a chi spera di fare affari, ma anche a chi è un semplice utente della Rete.

25.08.12

_I demoni di Gödel_ (libro)   [recensioni]

[copertina] Punto uno: se siete interessati alla produzione di Kurt Gödel come logico, o come matematico in genere, lasciate pure perdere questo libro. (Pierre Cassou-Noguès, I demoni di Gödel : Logica e follia [Les démons de Gödel. Logique et folie], Bruno Mondadori - Sintesi - 2008 [2007], pag. 272, € 25, ISBN 978-88-6159-145-5, trad. Rosella Prezzo) Fin qua non ci sarebbe ancora nulla di male: tecnicamente credo che l'intenzione dell'autore fosse di parlare del Gödel filosofo. In fin dei conti Noguès è profesore universitario di filosofia, quindi tutto tornerebbe. In effetti si vede come il grande logico, più che platonista, in realtà è più legato a Leibniz; c'è qualche punto interessante, come la spiegazione di come lui ritenesse la mente (non il cervello, attenti) intrinsecamente più potente di una macchina di Turing e da lì producesse implicitamente una prova ontologica dell'esistenza di un aldilà. Ma il tutto si basa sulle ricostruzioni dell'autore a partire da una pletora di frammenti e appunti mai pubblicati in vita, generalmente datati ma senza nessuna relazione tra di loro, rimessi in una cornice pressoché inventata e peggio ancora con una prosa ripetitiva e a tratti confusa - non credo per colpa della traduttrice Rosella Prezzo, anche se mi è sembrata un po' a disagio nella parte matematica - e con un'inutile enfasi sulla psiche di Gödel manco fossimo nello studio di uno strizzacervelli. La quarta di copertina ha ragione quando scrive che il libro è "a tratti con sapori romanzeschi", vedi ad esempio il capitolo iniziale, ma questo non è certo un bonus; sicuramente non è "ben scritta", e anche se è "accessibile a un lettore non specialista" (io: matematica ne so, logica un po' anche, ma psicologia proprio no) non la consiglio proprio.

22.08.12

_Scienza delle conseguenze_ (ebook)   [recensioni]

[copertina] A me gli interventi di Luca De Biase piacciono, soprattutto per il suo stile misurato che in questo web più che urlato è una boccata di ossigeno. Proprio per questo sono stato deluso da questo suo saggio (Luca De Biase, Scienza delle conseguenze, 40k Unofficial, €0,99, ISBN 978-88-98001-02-6) pubblicato da 40k Unofficial. Mi è servita una seconda lettura per vedere il fil rouge che dovrebbe legare le tre parti, vale a dire il fatto che i metodi di previsione che si usavano in passato non sono più validi oggi e quindi bisogna trovarne di nuovi. Però il tutto è molto labile: a me almeno non è affatto chiaro come si sposi il fatto che qualche politico dia agli economisti la colpa di aver fatto previsioni catastrofiche poi avverate con una descrizione di come siano i post-contemporanei (descrizione comunque un po' dubbiosa); la descrizione di come potrebbe essere questa "scienza delle conseguenze" che dà il titolo al saggio è fumosa. Insomma, a mio parere De Biase ci avrebbe ancora dovuto lavorare su parecchio.

18.08.12

_Il Cigno nero_ (libro)   [recensioni]

[copertina] Dopo qualche anno, mi è toccato leggere questo libro. (Nassim Nicholas Taleb, Il Cigno nero : come l'improbabile governa la nostra vita [The Black Swan], Il Saggiatore Tascabili 2008 [2007], pag. 379, € 18, ISBN 978-88-428-1478-8, trad. Elisabetta Nifosi) Io storicamente diffido dai Grandi Successi Planetari, però spesso a bocce ferme li prendo in mano, per sincerarmi di prima persona sul loro contenuto: non si può essere ultrasnob. Di per sé la tesi di fondo di Taleb, che gli eventi catastrofici non sono predicibili a priori - e lo sono a posteriori soltando scegliendo i fatti "giusti", quindi barando - è indubbiamente condivisibile, e alcuni corollari, tipo quello che dice che "gli esperti" non ne sanno proprio nulla più di noi, sono suggestivi anche se oggettivamente esagerati (tranne che nell'economia :-) ); diciamo che non ne sanno così tanto più di noi di quanto vogliono farci credere. Peccato che lo ripeta ossessivamente con ben poche varianti per trecento pagine (e sessanta di indici vari), rendendo ben chiaro che lui è praticamente l'unico essere umano contemporaneo davvero intelligente e cadendo nelle stesse fallacie da lui descritte. Pensate per esempio a quando scrive (pag. 103) "Sto ancora cercando un controesempio, cioè un'attività non noiosa che appartenga al Mediocristan", dove la definizione di "attività noiosa" è per lui "quello che a me non piace". Oppure i "consigli pratici per gli investimenti" a pagina 218 (!) dove mette il 90% sui titoli di stato perché "stabili", contraddicendo tutto quello che ha scritto sulla possibilità di un evento inaspettato.
Ho anche forti dubbi sulla traduzione di Elisabetta Nifosi, soprattutto nei brani tecnici (che comunque sono spesso sbagliati anche nell'originale). I concetti tecnici possono essere sbeffeggiati, ma devono essere tradotti correttamente! E il tutto non è certo aiutato dalla scarsa revisione del testo, almeno nella mia edizione originale.

11.08.12

_Matematica al bar_ (libro)   [recensioni]

[copertina] Una cosa che probabilmente non è nota alla maggior parte della gente è che la matematica è un campo così vasto che due ricercatori in campi diversi hanno ben poco in comune, e hanno bisogno di spiegarsi a vicenda non solo i loro lavori, ma persino il formalismo che usano. La situazione non è così tragica come potrebbe sembrare a prima vista: in fin dei conti i due hanno la stessa forma mentis, e quindi la comunicazione può essere difficile ma non impossibile. In questo libro (Roberto Lucchetti e Giuseppe Rosolini, Matematica al bar - conversazioni su giochi, logica e altro, Franco Angeli 2012, pag. 162, € 19, ISBN 978-88-204-0284-6) abbiamo un logico e un teorico dei giochi che chiacchierano amabilmente al bar. Il luogo è importante: non dovendo né fare ricerca né insegnare, i due si possono in genere permettere un linguaggio meno preciso di quanto ci si potrebbe aspettare da loro, anche se c'è almeno un capitolo pieno di formule un po' intimidatorie, tanto che in nota il duo consiglia di saltarlo se proprio non ce la si fa a seguirlo.
Il tutto funziona un po' meglio nella seconda parte del libro, perché la teoria dei giochi che è l'argomento della prima parte è comunque più ostico; più semplice in effetti darsi alla filosofia del pensiero matematico, con considerazioni tra l'altro che non mi erano mai capitate su Gödel e Turing. Vale la pena insomma di leggerlo, e magari interrogarsi sul mistero di alcuni refusi, col segno di interpunzione spostato prima dell'ultima lettera della frase.

10.08.12

_Bersani ti voglio bene_ (ebook)   [recensioni]

[copertina] In questo ebook che inaugura la collana 40k Unofficial, (Alessandro Gilioli, Bersani, ti voglio bene, 40k Unofficial, € 0,99, ISBN 978-88-98001-00-2) Alessandro Gilioli - caporedattore dell'Espresso Online e titolare di uno dei blog più letti d'Italia - scrive una sorta di lunga lettera aperta al segretario del Partito Democratico, dicendo cosa vuole e cosa non vuole dal PD. D'accordo, come dice nell'introduzione, che lui scrive solo a chi almeno in teoria dovrebbe essere vicino alle proprie idee: mica vado a scrivere alla Santanché, ribadisce. Il tutto però mi pare proprio una forzatura, visto il ruolo di Gilioli. Se io scrivessi qualcosa del genere e lo pubblicassi, questo avrebbe la considerazione che si merita, cioè zero. In fin dei conti io non faccio parte del PD, e gli assenti hanno sempre torto. Per modificare la linea di un partito devi esserci dentro, altrimenti ne fondi uno nuovo - cosa che in Italia capita molto spesso - e siamo tutti contenti. Ecco, perché Gilioli dovrebbe godere di una rendita di posizione, a prescindere dall'apprezzamento o meno delle sue idee? Sarebbe stato molto più onesto scrivere un saggio "cosa vorrei facesse il mio partito", senza fare nomi. Ma non avrebbe avuto abbastanza appeal...

09.08.12

_Diario di una battutista_ (ebook)   [recensioni]

[copertina] 40k Unofficial è una casa editrice, per la precisione una costola di 40k, che produce ebook di testi troppo lunghi per avere senso in un blog e troppo brevi per essere un libro a pieno titolo: inoltre sceglie gli autori ma poi dà loro carta bianca, con una via di mezzo insomma tra l'autoproduzione e l'editoria standard. In questo ebook (Lia Celi, Diario di una battutista, 40k Unofficial, € 0,99, ISBN 978-88-98001-01-9) Lia Celi, scrittrice satirica fin dai tempi di Cuore, racconta i problemi che si trova ad affrontare una persona, non necessariamente di sesso femminile, che si guadagna da vivere scrivendo battute, che è cosa diversa dall'essere un comico. Il testo è assolutamente serio, anche se qua e là una battuta la trovate anche; leggendolo scoprirete come tra i problemi che ci si trova ad affrontare quello di avere le idee è ben in fondo... anche perché altrimenti probabilmente non si farebbe il battutista. Lettura piacevole.

28.07.12

_Il riparatore di reputazioni_ (ebook)   [recensioni]

[copertina] Robert Chambers è un precursore di H.P. Lovecraft, mi dicono. In effetti non è il mio stile preferito, per usare un eufemismo: devo dire però che in questo racconto breve (Robert W. Chambers, Il riparatore di reputazioni [The Repairer of Reputations], Dragomanni 2012 [1895], 69 KB, € 1.99, ISBN 9788867550159, trad. Daniele A. Gewurz) ho apprezzato abbastanza la storia, anche se la mia impressione è che Chambers si fosse bevuto qualcosa di davvero buono mentre la scriveva: capisco l'oscillare tra la realtà e la pazzia, ma non sono proprio riuscito a capire come si collocano le reputazioni da riparare - che bello, sembra di essere nel presente con la pulizia delle reputazioni online! - nel contesto.
A proposito di contesto, l'enorme apparato di note di Daniele Gewurz, che non solo è il traduttore ma anche il curatore, ha alzato il punteggio che do al libro. Ammetto che le scelte di traduzione interesseranno solo pochi patiti come il sottoscritto, che sa bene quali mal di pancia può dare la ricerca della frase "giusta" (che non necessariamente è la traduzione letterale). Ma garantisco che la prefazione con il contesto storico da un lato e letterario dall'altro raddoppia il piacere della lettura, ed è l'indubbio valore aggiunto dell'opera... il che del resto è l'esplicito mandato dei Dragomanni.

21.07.12

_L'universo e la tazza da tè_ (libro)   [recensioni]

[copertina]Questo libro (K.C. Cole, L'universo e la tazza da tè - Verità e bellezza della matematica [The Universe and the Teacup], Longanesi 1999 [1998], pag. 265, € 15.49, ISBN 978-88-304-1541-6) è ormai dello scorso millennio, e per di più fuori produzione: destino abbastanza comune a buona parte dei libri, d'altro canto, il che mostra che ne scriviamo troppi.
Però in questo caso devo dire che è un po' un peccato, perché il libro è onesto, ed evidentemente pensato da uno che matematico non è per un lettore che matematico non è. L'autrice è in effetti una giornalista scientifica, e il libro raccoglie vari saggi aventi come comune denominatore la matematica, o meglio l'esistenza della matematica. Ripeto: non si parla effettivamente di matematica, e non c'è traccia del rigore che uno si aspetterebbe da un'opera matematica; e questo probabilmente spiega la quantità di voti bassi che ho trovato nelle recensioni di amazon.com. Io dissento con quei voti: andrebbero bene per un libro di divulgazione matematica, ma qua stiamo parlando di un libro a un livello diverso, oserei dire di apprezzamento della matematica. Dal mio punto di vista è come lamentarsi che un libro che racconta l'aspetto delle creazioni dei grandi cuochi non abbia al suo interno le ricette...
Il libro è diviso in quattro parti: Dove la mente incontra la matematica, L'interpretazione del mondo fisico, L'interpretazione del mondo sociale, La matematica e la verità. I vari capitoli sono di qualità variabile: a me personalmente sono piaciuti molto quelli intitolati "amplificazione esponenziale" e "scala e misura di uomini e donne", mentre "il segnale nel pagliaio" non è per nulla riuscito, nel senso che se uno non sa già di cosa si parla non riesce a capire nulla. Anche "l'onere della prova", pur spiegando direi bene la differenza tra scienziati e giudici, mi pare un po' perso in un qualche meandro, mentre "la matematica dell'altruismo" ha un titolo pessimo ma un contenuto interessante.
In definitiva il testo resta comunque interessante e valido, nonostante sia un po' datato. Al solito scorrevole la traduzione di Libero Sosio, a parte un "La teoria DI tutto" a pagina 215.

14.07.12

_È l'enigmistica, bellezza!_ (libro)   [recensioni]

[copertina]Ennio Peres è un giocologo: non provate a chiamarlo "ludologo" perché si offende. Ha scritto numerosi libri di giochi di vari tipi; questo (Ennio Peres, È l'enigmistica, bellezza!, Ponte alle Grazie 2012, pag. 297, € 13, ISBN 978-88-6220-443-9) è una specie di raccolta del meglio di quanto ha prodotto nei vari decenni. La cosa detta così però è un po' sminuente, nel senso che il libro non solo è godibile per conto suo ma non ha affatto l'aria di essere un centone. Delle tre parti di cui è composto, "lettere", "cifre", "lettere e cifre" la più riuscita secondo me è la prima, che in fin dei conti è anche quella che dà il titolo al libro stesso. Peres parla di enigmistica classica in maniera niente affatto classica, il che può aiutare chi è sempre rimasto spiazzato dai giochi in versi delle riviste enigmistiche per capire esattamente di che si parla; inoltre può permettersi il lusso di inserire giochi che farebbero storcere il naso ai puristi (ma curiosamente omette per esempio il lucchetto). Nonostante sia stato insegnante di matematica, le parti sui giochi coi numeri - con o senza lettere - li ho trovati meno interessanti; ma è vero che la numerologia per me è sempre stata indigesta.
Un'ultima segnalazione: Peres scrive in maniera piacevole, ma un giorno deve aver comprato una confezione di virgole extra-large, perché ne usa il doppio di quella che per me è una dose equa...

07.07.12

_Mangiare banane_ (libro)   [recensioni]

[copertina] Questo libretto (Giampaolo Dossena, Mangiare banane,"Intersezioni 315" - Il Mulino 2007, pag. 111, € 10, ISBN 978-88-15-11870-7) è stato l'ultimo scritto da Dossena prima di morire, ed effettivamente in un certo senso è un libro di ricordi della sua infanzia, insomma un epitaffio appropriato. Ci sono 45 "figurine", in media di due pagine ciascuna, sulle più disparate minuzie. Dovete sapere, se non avete mai letto Dossena, che il suo stile di scrittura è sempre stato minimalista: un ossimoro, se pensate che scrisse un'Enciclopedia dei giochi; forse un po' meno, se pensate alla sua Storia confidenziale della letteratura italiana. Certo che in queste pagine il minimalismo si accentua, con l'autore che recupera i ricordi peggiori della propria infanzia e si lamenta dei suoi troppi libri, che avrebbero bisogni di un cimitero (una biblioteca, fuor di metafora). Spesso i capitoli si chiudono con un anticlimax; ma è anche vero che se uno prende un libro di Dossena, in fin dei conti se lo aspetta, no?
In definitiva, una piacevole lettura di una serata (non di più, non serve).

30.06.12

_Algorithmic Puzzles_ (libro)   [recensioni]

[copertina] Molti problemi matematici possono anche essere considerati "problemi informatici". In definitiva, risolvere il problema significa trovare un algoritmo tale che anche lo stupido computer possa risolverlo. In questo libro (Anany Levitin e Maria Levitin, Algorithmic Puzzles, Oxford University Press, pag. 257, Lst 13,99, ISBN 9780199740444) ci sono per l'appunto centocinquanta problemi di questo tipo. Gli autori in un certo senso barano, perché a volte ci sono anche dimostrazioni di impossibilità in alcuni casi e quelle non sono certo algoritmiche; ma non importa. Quello che importa è che ci sono i problemi, ci sono le soluzioni, ci sono le spiegazioni delle tecniche adottate per risolverli (mi ero dimenticato: la prima sezione del libro contiene un tutorial con alcuni problemi risolti e l'elenco di tecniche classiche per risolvere questi problemi, dal divide-et-impera al togli-uno). Il tutto con un taglio più informatico che strettamente matematico, il che forse potrebbe risultare più interessante per alcuni.
Tutti i problemi hanno sempre una spiegazione che rimanda alle tecniche usate nella loro risoluzione, oltre che - per quanto possa essere possibile in un campo come quello dei giochi matematici in cui spesso ci si passavano le cose in maniera carbonara - l'indicazione di dove il problema è stato presentato per la prima volta, magari in forma leggermente diversa.
Un'opera altamente consigliabile per gli appassionati di matematica e di informatica, insomma!

27.06.12

_Aristotele e la favola dei due corvi bianchi_ (libro)   [recensioni]

[copertina] Margaret Doody ha scritto molti gialli ambientati nell'antica Grecia, e aventi come detective protagonista nientemeno che Aristotele. In questo libriccino (Margaret Doody, Aristotele e la favola dei due corvi bianchi [Aristotle and the fable of two white crows], Sellerio "La memoria - 885" 2012 [2011], pag. 95, € 11, ISBN 978-88-389-2643-3, trad. Rosalia Coci) però la parte del mistero è davvero misera, e soprattutto non può essere risolta se non si hanno nozioni piuttosto approfondite di storia antica. In questo senso, insomma, si avvicina più a Conan Doyle che a Ellery Queen. Altra simiglianza con i gialli scherlockiani è nella presenza di una spalla che fa da narratore, anche se Stefanos sembra almeno qui un po' più sveglio di Watson... e non dite che non è che ci voglia molto.

Come dicevo all'inizio, questo libro non è tanto un giallo quanto il racconto di un lunghissimo apologo, la storia dei due corvi bianchi, che come l'autrice stessa spiega nella postfazione raffigura il comportamento dei cittadini sia ai tempi dello Stagirita che al giorno d'oggi. Mi sa che parlare di queste cose mentre la Grecia moderna è ormai affondata non porti così bene, ma tant'è... Buona la traduzione di Rosalia Coci.

23.06.12

_La matematica delle Olimpiadi_ (libro)   [recensioni]

[copertina] Sono vecchio. Il giovane autore di questo libro (Giovanni Paolini, La matematica delle Olimpiadi, La Scuola 2012, pag. 128, € 8.50, ISBN 978-88-350-2971-7) è il figlio di un mio compagno di università. Occhei, è un normalista con padre normalista e zio normalista - a volte uno si chiede se esiste un gene della matematica, o più facilmente se l'amore per la matematica si passa molto facilmente in famiglia - però la cosa fa davvero sentire out.
Venendo al libro (poche pagine ma di grande formato, visto il prezzo contenuto è un affare) Paolini riporta in cinque capitoli una serie di esercizi spesso tratti dai problemi dati alle gare matematiche per le scuole superiori. Ciascuno dei capitoli - Induzione, polinomi e disuguaglianze; Numeri interi, numeri primi e divisibilità; L'aritmetica dell'orologio; Calcolo combinatorio; Angoli e triangoli - si apre con una sezione teorica che dà un'idea del contenuto matematico e delle tecniche che si possono sare per approcciare i problemi. Se posso fare un appunto, questa parte è piuttosto arida, e si direbbe più diretta ai professori che agli studenti o alle persone appassionate di questi giochi. Ma tanto ci sono poi i problemi, che vi faranno anche capire come il senso dell'umorismo dei Veri Matematici sia perverso... In definitiva, un ottimo testo per chi ama risolvere problemi matematici.

16.06.12

_Aquiliade_ (libro)   [recensioni]

[copertina] Come è possibile che all'inizio del IX secolo ab urbe condita - insomma, alla fine del primo secolo dopo Cristo - un generale romano e suo figlio stiano andando a vedere qualche crocifissione su una biga a vapore? Spiegarlo qui rovinerebbe la sorpresa, quindi vi lascio al libro (Somtow Sucharitkul, Aquiliade, Urania 1021 (1986), pag. 224, trad. Olivia Crosio) scritto da un ancora più improbabile autore tailandese. Vi basti sapere che Roma ha sfruttato le invenzioni di Epaminondas per attraversare l'Atlantico e conquistare (si fa per dire) alcune province indiane. Aquila, capo della tribù dei Lacotii, è stato nominato senatore e fa la sua bella figura con la toga e il cappello piumato, soprattutto quando il Watson... ehm, il protagonista, il generale Titus Papinianus (Papinianus è il secondo nome di Sucharitkul per la cronaca) è costretto a diventare governatore della Lacotia e cercare la Cina.
La prima parte di questa ucronia è probabilmente la più divertente, e anche l'ultima più direttamente fantascientifica non è male; la parte mediana è invece un po' troppo esagerata, visto che cerca di mettere insieme troppe cose senza limitarsi a far vedere il conflitto tra le usanze romane e quelle indiane. Carini alcuni riferimenti romani: i libri di scienza fantastica, Asimovius e le Fondationes li riconoscerete tutti, ma forse avrete qualche problema a capire chi è P. Josephus Agricola... che pure è un esperto di questo tipo di storie.

09.06.12

_Gemelli nel mondo_ (libro)   [recensioni]

[copertina] L'autrice di questo libro (Alessandra Piontelli, Gemelli nel mondo - leggende e realtà [Twins in the World], Raffaello Cortina - Culture e società 2012 [2008], pag. 369, € 26, ISBN 978-88-6030-442-1) è italiana, lavora anche in Italia, ma questo libro l'ha scritto in inglese (e poi se l'è tradotto in italiano): buffo, anche se non è il primo caso a me noto (ricordo l'ottimo Achille Varzi coi suoi "Buchi e altre singolarità"...)
Il libro l'ho letto perché me l'ha passato mia moglie, e perché abbiamo due gemelli quasitreenni. Beh, il mio giudizio sul testo si può condensare in una parola: inquietante. La Piontelli ha girato il mondo nell'ambito di programmi medici dedicati alle popolazioni più povere del mondo, e ha cercato ovunque notizie sui gemelli. Il quadro è sconfortante: anche quando apparentemente le cose vanno bene e i gemelli sono considerati doni divini, si scopre che sotto sotto la loro vita è peggiore di quella non certo felice dei loro compagni; e non parliamo dei luoghi in cui i gemelli vengono venduti, costretti a prostituirsi, o semplicemente ammazzati perché la loro madre non può fisicamente farcela, ad allattare e crescere due bambini. Da questo punto di vista devo ritenermi davvero fortunato a vivere nel primo mondo, e avere avuto a disposizione esami medici e cure pre- e postnatali per i miei bimbi.
Il libro è corredato da molte note - stiamo comunque parlando di un testo sociologico, in fin dei conti. Avrei però apprezzato una maggiore asciugatura, visto che alcuni concetti sono ripetuti fin troppo spesso.

04.06.12

borsa da bicicletta   [recensioni]

Dopo svariati anni di onorato servizio, la vecchia borsa da bicicletta che avevo comprato alla Lidl era ormai impresentabile. Il guaio è che non vendono, o almeno non sono riuscito a trovare, borse come la voglio io, cioè da agganciare al portapacchi, monolato e non a sacca doppia, e magari che si possa riciclare come borsa normale.
Finalmente amazon.it ha deciso di importare dalla Germania questa borsa Profex, e me la sono acquistata. La borsa è di quella specie di plastica che si può tessere ma non è impermeabile, il che non è un grande problema visto che se piove sul serio io in bici non ci vado. Ha gli agganci laterali per il portapacchi (più uno sotto che non sono mai riuscito a capire esattamente a cosa serva) che funzionano fin troppo bene, nel senso che bisogna stare attenti a toglierla; la qual cosa è piuttosto scomoda, visto che tanto un eventuale ladro potrebbe comunque strapparla via. L'altra cosa che manca è una bella fascia riflettente sul lato esterno, una cosa che costa poco e fa sempre il suo effetto.
Dal punto di vista pratico mi sembra sufficientemente piena di tasche e con le cerniere doppie, quindi semplici da usare: non ho provato a inserirci il mio PC (mi sa che il 15" sia un po' grande) ma per il resto di spazio ce n'è abbastanza per l'uso tipico di questa borsa, cioè il tragitto casa-ufficio. Non è certo adatta per fare la spesa, ma quello lo si sapeva già...
In definitiva mi sento soddisfatto.

02.06.12

_Non si può dividere per zero!_ (libro)   [recensioni]

[copertina]Il sottotitolo di questo libro
(Adrián Paenza, Non si può dividere per zero! [Matematica...Estas Ahí?], Bollati Boringheri - Incontri 2012 [2005], pag. 217, € 14, ISBN 978-88-339-2284-3, trad. Enrico Passoni) è "Storie di matematica da passeggio", e confesso che non sono riuscito a capire il perché. L'originale spagnolo si intitola infatti Matematica...Estas Ahí? e il sottotitolo è "Sobre nùmeros, personajes, problemas y curiosidades", molto più aderente al contenuto: per la precisione, i personaggi citati sono generalmente amici di Paenza, e oltre ai problemi e alle curiosità c'è anche l'ultima sezione dedicata a spiegare perché a dire dell'autore bisognerebbe rivedere tutto l'insegnamento della matematica. Vi dirò, concordo con Paenza su questo. Il libro sarebbe anche carino, con quel tocco personale che ritengo un plus in opere di questo tipo - anche perché diciamolo: non è che si possa trovare qualcosa di nuovo... - se non fosse per la traduzione. Bollati Boringhieri ha pensato di creare una nuova collana a prezzi ragionevoli, e questo è bello. Ma se il primo testo della collana comprende tutti questi svarioni (ne ho raccolti un po' sul mio sito: e tenete conto che non ho avuto accesso al testo originale, ma ho fatto solo retroingegneria!), allora non è più bello. Ci sono cose che magari sono già errate nel testo originale, come affermare che Einstein è stato membro dell'università di Princeton. Ma ci sono errori nella terminologia matematica, come parlare di "insiemi coordinati" quando in italiano si dice "equipotenti"; e ci sono errori di uso dell'italiano, come definire che gli abitanti della Terra siano circa settemila milioni. In spagnolo si dice "siete mil miliones", ma per noi quel numero è "sette miliardi", e non ci vuole una laurea in matematica per accorgersene. Peggio ancora: qualcuno nella catena di creazione della versione italiana ha pensato di aggiornare la popolazione della Terra usando i dati 2012 rispetto a quelli originali del 2005, ma si è dimenticato di ricalcolare tutti i valori che partivano da quel numero... Tutte cose di cui uno un minimo scafato in matematica si accorge subito; peccato che, fatto salvo il Vostro Affezionato Recensore, quelli scafati il libro non lo prenderanno, mentre gli altri non capiranno... e poi si sentiranno confortati nel loro non capire la matematica. Sigh.

19.05.12

_Drawing for the Artistically Undiscovered_ (libro)   [recensioni]

[copertina] Mah. Questa volta comprarmi il libro usato non è stata una grande idea. Infatti questo libro (Quentin Blake e John Cassidy, Drawing for the Artistically Undiscovered, Klutz 1999, pag. 106, $19.95, ISBN 978-1-57054-320-3) in originale ha anche tre matite, e soprattutto non è stato in parte disegnato dalla proprietaria originaria, che tra l'altro non sa fare lo spelling di "chicken". Mettiamola così: ho acquistato una versione di preview.
Dal punto di vista positivo bisogna ammettere che l'autore fa di tutto per cercare di mettere a proprio agio il lettore, che evidentemente disegnatore non è, spiegandogli che non c'è nulla di preoccupante e che i disegni a volte vengono bene e altre volte male, e il trucco è tenere quelli che vanno bene, prendendosene il merito fischiettando. Dal punto di vista negativo mi sa che i disegni dell'amico siano troppo complicati per un poveretto come me.. . Quando mi riescono è davvero a mia insaputa!
Come giudizio finale, consiglio di comprare il libro (nuovo viene sui 15-16 euro, non è la fine del mondo) a chi ha un interesse a imparare molto maggiore del mio, oppure per un ragazzo alla fine delle elementari.

12.05.12

_The No-Sided Professor_ (libro)   [recensioni]

[copertina] Nella sterminata produzione di Martin Gardner c'è anche della narrativa. Non molta, scritta per la maggior parte tra la fine della seconda guerra mondiale e l'inizio degli anni '60, ma c'è. Gardner stesso ne raccolse la maggior parte in questo libro (Martin Gardner, The No-Sided Professor, Prometheus Books 1987, pag. 224, $35.98, ISBN 978-0879753900). Diciamocelo: non avrebbe mai vinto il Nobel per la letteratura. Le storie hanno una buona proprietà di linguaggio, sicuramente migliore di quelle di Asimov che notoriamente era piatto; però sono troppo precisine per scaldare il cuore. È insomma la solita maledizione dello scrittore scientifico: ottimi saggi, ma scarsa narrativa. Non è un caso che il racconto giallo anti-psi Mysterious Smith non fosse stato mai pubblicato, perché rifiutato dalle riviste del campo... Ci sono però alcuni racconti che meritano: la storia che dà il titolo alla raccolta, che tra l'altro mostra come Gardner fosse interessato alla matematica già prima di dedicarsi anima e corpo alla rubrica di giochi matematici sullo Scientific American; The Loves of Lady Coldpence, racconto sull'editoria che potrebbe essere riciclato anche oggi da qualcuno che non apprezza il movimento open source perché lo vede come una catena di montaggio; The Virgin from Kalamazoo, divertente applicazione "al contrario" del telefono senza fili; e Merlina and the Coloured Ice, nulla di che come trama ma che mi ha non so come colpito. Un libro per completisti, direi.

05.05.12

_Teoria degli infiniti_ (libro)   [recensioni]

[copertina] John Banville sa scrivere molto bene, su quello non ci sono dubbi. E la traduzione di Irene Abigail Piccinini è anch'essa scoppiettante, d'accordo. Ma poi?

In questo libro (John Banville, Teoria degli infiniti [The Infinities], Guanda 2011 [2009], pag. 322, € 18, ISBN 9788860889744, trad. Irene Abigail Piccinini) c'è una storia, più o meno. Meglio, ci sono tante storie interallacciate, ambientate in un futuro non meglio identificato e di per sé inutile - o se preferite un'ucronia, visto che le non meglio identificabili teorie degli infiniti del titolo permettono di avere energia a piacere, ma l'ambientazione potrebbe essere negli anni 1930 senza nessuna differenza pratica. Per dare un'idea, a un certo punto si scopre che l'automobile con cui il Adam junior va a prendere il suo amico (conoscente? rompiscatole?) ha come fonte di energia l'acqua marina; ma la casa non ha all'interno nulla di futuristico, o anche solo di presente. La voce narrante è quella del dio Hermes, tanto per mischiare ancora di più le cose, proprio come nel libro gli dèi si mischiano agli uomini. Detto tutto questo, almeno a me il libro è sembrato più che altro un grande esercizio di stile, nulla di più.

Si legge in fretta, intendiamoci, ma una volta finito non è che ti lasci chissà cosa. Insomma, boh.

28.04.12

_Math Puzzles_ (libro)   [recensioni]

[il logo di Mind Your Decision] Presh Talwalkar è un economista matematico, o se preferite un matematico economista. Ha da cinque anni un blog, Mind Your Decisions, dove parla di "game theory and personal finance". Fin qua nulla di strano. Una delle rubriche fisse del blog di Presh è quella del problemino matematico del lunedì, un po' come i miei quizzini della domenica. A differenza mia, però, lui propone problemi da molto più tempo: ha così raccolto materiale sufficiente per scrivere un ebook, dall'eloquente titolo Math Puzzles, acquistabile qui (a 4,99$) in formato PDF senza DRM, anche se arriverà presto una versione Kindle.
L'unica vera pecca del libro è la sua minimalità: il testo non è praticamente accompagnato da nessuna figura, se non qualche schema indispensabile per spiegare il problema corrispondente: inoltre temo che il formato della pagina (un Letter, direi) sia scomodo per essere letto da un ebook reader. Io sul PC non ho avuto problemi, per la cronaca. Detto questo, il libro è assolutamente apprezzabile e godibile. I 70 problemi presenti - divisi in tre categorie: numerico/geometrici, probabilistici, strategia e teoria dei giochi - sono per la maggior parte dei classici: ma lo stesso sottotitolo del libro ("Classic riddles in counting, geometry, probability and game theory") lo ribadisce. Ho apprezzato che l'autore indichi per quanto possibile la fonte dei problemi, compresa di puntatore al sito remoto: lo so che dovrebbe essere il minimo sindacale, ma spesso non succede affatto. Ma soprattutto mi piace lo stile con cui sono esposti i problemi e spiegate le soluzioni. Presh non si limita a dare una risposta, ma si sente che quella è la "sua" risposta; c'è un tocco personale, aiutato dal raccontare come i lettori del suo blog hanno proposto alcuni problemi e dato magari risposte diverse da quelle standard. Inoltre non è un tipo che si preoccupi di non usare metodi biecamente numerici al calcolatore per risolvere i problemi, il che dovrebbe far tirare un sospiro di sollievo a chi teme che ci siano troppi conti da fare per risolverli: quando è così, Excel è più che adatto. Ma la parte più divertente, almeno per me, è quella dei giochi di strategia: a parte che i problemi sono meno noti, Presh non si limita a dare la risposta e la spiegazione ma scrive l'intero processo che porta a trovare la soluzione, partendo dai casi più semplici per aiutare il lettore a capire il perché della soluzione. Da questo punto di vista, il valore didattico è davvero alto: è vero che un libro non può mai insegnare come si pesca, ma una persona che vuole imparare a pescare può trarre molto profitto da un manuale sulla pesca... sicuramente più che andando a comprare un pesce al mercato.
In definitiva, un bel libro per tutti gli appassioanti di quizzini matematici.

21.04.12

_How to draw a radish_ (libro)   [recensioni]

[copertina]Questo vecchio libro che io mi sono recuperato usato (Joy Sikorski, How to draw a radish - and other fun things to do at work, Chronicle Books 1995, pag. 196, $15.95, ISBN 978-0-8118-0993-1), come del resto dice il titolo stesso, è indubbiamente nato per far passare il tempo in ufficio, invece che lavorare. Beh, a volte si è costretti a portarsi da casa delle cose che in ufficio non si trovano di certo: il concetto è comunque quello.

Dal mio punto di vista - ve lo confesso: cercavo un corso di disegno per imbranati i cui figli duemezzenni vogliono che il papà gli faccia i disegni, e il cui papà non sappia affatto da dove partire - non è esattamente il massimo, anche se ci sono molte immagini divertenti da disegnare in pochi tratti. Però il testo è abbastanza stupido da essere comunque apprezzabile in ogni caso: e magari qualche disegnino imparerò a farlo anch'io!

14.04.12

_Penna, numeri e fantasia_ (libro)   [recensioni]

[copertina] Anche questo libro del centro Pristem della Bocconi (Angelo Lissoni (ed.), Penna, numeri e fantasia, Centro Pristem 2011 [feb 1995], pag. 168, € 10, ISBN 978-88-96181-03-4) è una raccolta di 98 problemi dati durante i campionati internazionali di giochi matematici negli anni 1990. I problemi sono di vario tipo, risolvibili più o meno semplicemente: devo dire che nei primi, quelli più semplici almeno in teoria, le soluzioni sono più che altro delle risposte, e quindi danno pochi indizi su come arrivarci: più avanti fortunatamente la situazione migliora. In fin dei conti chi compra libri come questo spesso vuole imparare i trucchi del mestiere!
Per i professori il libro ha un altro vantaggio: ogni problema ha indicato all'inizio quali sono le tecniche matematiche da usare nella sua risoluzione, e l'indice analitico in fondo permette di trovare facilmente i problemi di un certo tipo, che potranno poi essere assegnati come compiti. Peccato per un paio di errori (problemi 76 e 94) che sono sopravvissuti nelle quattro ristampe, e fanno sbagliare la soluzione...

11.04.12

_Cyberteologia_ (libro)   [recensioni]

[copertina]Antonio Spadaro è un gesuita. È il direttore di La Civiltà Cattolica, ma oltre alle sue competenze teologiche può vantare una lunga esperienza di Internet ottenuta sul campo. In questa sua nuova opera (Antonio Spadaro, Cyberteologia - pensare il cristianesimo ai tempi della rete, Vita e Pensiero - Transizioni - 2012, pag. 148, € 14, ISBN 978-88-343-2144-7) padre Spadaro raccoglie alcuni saggi che, come dice il titolo stesso, gettano le basi per una teologia cattolica che tenga conto del nuovo paradigma che si è formato da quando la Rete è diventata non tanto una realtà parallela a quella usuale ma una realtà agganciata ("aumentata", direbbe qualcuno). Attenzione: non si parla di pastorale della rete (come usare la rete per evangelizzare), che è una cosa completamente diversa: nel libro si parla proprio di come gli studi teologici dovrebbero tenere conto che noi vediamo le cose in maniera diversa da prima, e quindi potremmo dover modificare la nostra comprensione finita dell'essenza infinita di Dio.
Alcune delle considerazioni di Spadaro mi lasciano perplesso, come per esempio considerare il "nuovo significato elettronico" del verbo giustificare - per i verbi "salvare" e "convertire" le sue riflessioni mi trovano d'accordo - e il rischio della manipolabilità del testo sacro in un'epoca di duplicabilità assoluta (pag. 110): per me è più semplice verificare oggi la corrispondenza di un testo all'originale, basta usare un hash, che sapere se un'opera a stampa pur con un imprimatur sia effettivamente identica all'originale. Anche la definizione di surplus cognitivo applicato a Wikipedia (pag. 79) mi pare troppo ottimistica: se l'accostamento non fosse un po' blasfemo direi che al più chi ci scrive su è il sale della terra. Ma queste sono pecche minori: il libro è davvero ricco di spunti interessanti, sia grazie allo spessore culturale di Spadaro che per il suo punto di vista "altro", non solo cattolico ma anche più in genere umanista, che riesce a cogliere aspetti rispetto ai quali i sedicenti guru informatici (quorum ego) sono ciechi. Segnalo tra gli altri il cambiamento dell'uomo dal Medioevo a oggi, da bussola in cerca di Dio a radar che ascolta tutto a decoder per cui occorre lanciare un segnale preciso (pag. 41), Facebook che ha cambiato la rete da insieme di pagine e contenuti a relazioni tra persone (pag. 50), la liturgia vista come un tipo peculiare di realtà aumentata (pag. 115), e la bella disanima del pensiero di Levy e Teilhard de Chardin nell'ultimo capitolo. Insomma, una lettura non semplice ma indubbiamente piacevole.

07.04.12

_Lateral Thinking Puzzles_ (libro)   [recensioni]

[copertina] Questo smilzo libretto (Paul J. Sloane, Lateral Thinking Puzzles, Sterling 1992, pag. 96, $6.95, ISBN 9780806982274) raccoglie un certo numero di problemi da risolvere usando il cosiddetto "pensiero laterale", concetto reso famoso vari decenni fa da Edward De Bono e il cui nome a dire il vero non mi è mai piaciuto troppo: fosse per me lo definirei "pensiero a tutto tondo". Nell'improbabile caso voi non ne aveste mai sentito parlare, il pensiero laterale è quello che permette di risolvere un problema i cui dati non sono definiti nel problema stesso ("Un padre ha il doppio degli anni del figlio. Dieci anni fa aveva il triplo dei suoi anni. Quanti anni hanno?") ma richiedono conoscenze esterne o la verifica di una condizione necessaria ("L'altro ieri Anna aveva 17 anni. L'anno prossimo ne compierà 20. Com'è possibile?")
I problemi sono tutti dei classici, o perlomeno io ne conoscevo la maggior parte. Non tutti sono davvero di pensiero laterale, oscillando spesso verso quello che in inglese chiamano conundrum. Esempio tipico: "Un aereo che in una missione durante la seconda guerra mondiale apre il portellone della stiva con le bombe, bombe che però non cascano. Come mai?" La parte più interessante è quella centrale con gli indizi, che sono messi sotto forma di domande con risposta sì o no, che man mano mettono sulla retta via il solutore.

31.03.12

_Alice in Puzzle-Land_ (libro)   [recensioni]

[copertina] La Dover ha da poco ristampato, come sua abitudine a prezzo abbordabile, uno dei tanti libri di Raymond Smullyan, matematico noto per essere uno dei principali esponenti della corrente "esperti di problemi di logica". In questa sua opera (Raymond Smullyan, Alice in Puzzle-Land : A Carrollian Tale for Children Under Eighty, Dover 2011 (1982), pag. 192, $12.95, ISBN 978-0-486-48200-2), come dice il nome stesso, Smullyan si ispira ai libri di Lewis Carroll con protagonista Alice: i problemi hanno pertanto come personaggi il Cappellaio Matto, la Lepre Marzolina, lo Jabberwocky, il Cavaliere Bianco, Humpty Dumpty e via discorrendo. Smullyan è delizioso e molto carrolliano nel testo: ma lo dice anche nel sottotitolo, "una storia carrolliana per bambini fino a ottant'anni". Insomma è un piacere leggerlo anche senza darsi la pena di risolvere i problemi: questo va benone per uno come me che dopo un po' si ingarbuglia nelle definizioni. Per esempio, la "logica attraverso lo specchio", con la differenza tra quello che si crede esser vero e quello che è vero, dopo un po' fa venire il mal di testa.. Tanto per cambiare, ci sono anche un paio di capitoli di "problemi per cui non serve l'algebra", semplici problemi aritmetici che possono per l'appunto essere risolti con un po' di attenzione e di conti ma senza dover scrivere un sistema di equazioni. Lettura insomma piacevole.

28.03.12

_Gli asparagi e l'immortalità dell'anima_ (libro)   [recensioni]

[copertina] A dire il vero, la mia edizione di questo libro (Achille Campanile, Gli asparagi e l'immortalità dell'anima, Rizzoli 1999 [1973], pag. 208, € 7.80, ISBN 9788817680431) è la prima edizione rilegata del 1973, che ho comprato nel marzo 1994 in un negozio di remainder: una serie di etichette avevano fatto lievitare il prezzo da 3500 a 22000 lire... e l'etichetta del penultimo prezzo di 16000 lire era comunque marcata Rizzoli, quindi non era stato accresciuto apposta per poi scontarlo. Ma bando alle ciance e passiamo alla recensione vera e propria.
Campanile aveva il suo stile inconfondibile, e anche in questi racconti tardi credo che bastino poche righe per capire che il testo è suo. Dal mio punto di vista, è un autore che io devo leggere a piccole dosi, perché dopo un po' mi annoio: il formato a storielle autoconcluse da questo punto di vista è perfetto. Le storie mostrano la loro età, ma spesso sono ugualmente deliziose, come quella della vacanza sugli sci oppure del periodo antiquario passato da lui e sua moglie; a volte però la vena di tristezza che Campanile aveva già da trentenne è un po' troppo forte e non viene nascosta dalla battuta umoristica. Ma come scrivevo Campanile è così: o lo ami o lo odi.

24.03.12

_La prova di Gödel_ (libro)   [recensioni]

[copertina] Il teorema di incompletezza di Gödel è uno dei temi più ricorrenti nella divulgazione matematica, solo che non è mai facile riuscire a trovare una spiegazione semplice. Questo breve saggio (Ernst Nagel e James R. Newman, La prova di Gödel [Gödel's Proof], Bollati Boringhieri 1992 [1959, 1974], pag. 144, € 15, ISBN 978-88-3390-309-5, trad. Luigi Bianchi e Serenella Cerrito) probabilmente è stato il primo a portare la dimostrazione al grande pubblico - grande si fa per dire, visto che comunque occorre tutta una serie di conoscenze di base. La dimostrazione è preceduta da un excursus che spiega non solo la storia di come la matematica abbia seguito una corrente formalista nata alla fine dell'Ottocento, portata in auge da Hilbert e distrutta da Gödel, ma anche di come il logico austriaco abbia probabilmente avuto l'idea della sua costruzione, oltre che una conclusione che spiega come il risultato è sì negativo, ma solo per quanto riguarda la dimostrabilità della completezza della matematica all'interno della matematica stessa.
Il libro contiene anche un saggio di Jean-Yves Girard, pubblicato per la prima volta nell'edizione francese del 1989 dell'opera, che fa a pezzi il riduzionismo e il formalismo di Nagel e Newman (che erano nel frattempo deceduti entrambi, quindi non potevano rispondere) Girard comunque ce l'ha anche con Gödel e i gödelisti, soprattutto Hofstadter di cui stronca il famose "Gödel, Escher, Bach" senza citare neppure il titolo. La cosa divertente è che l'edizione corrente in inglese è stata rivista e annotata... da Hofstadter stesso, che a dire il vero non è riduzionista neppure lui. Sarebbe bello che Bollati Boringhieri pensasse a una nuova edizione italiana con il testo attuale e una nuova traduzione: in quella di Luigi Bianchi si sente il peso degli anni, a differenza di quella di Serenella Cerrito del saggio di Girard che è per l'appunto più moderna.

19.03.12

_Una via di fuga_ (libro)   [recensioni]

[copertina] Dopo il volume dedicato alla geometria classica, Odifreddi si dedica in questo libro (Piergiorgio Odifreddi, Una via di fuga - Il grande racconto della geometria moderna , Mondadori 2011, pag. 254, € 20, ISBN 9788804613688) a quella moderna, dal medioevo con la geometria proiettiva alla fine dell'Ottocento con le geometrie non euclidee. Il mio giudizio su questo secondo volume è ancora migliore di quello sul precedente: Odifreddi ha ridotto la quantità di battutine (oltre ai cattolici tra l'altro sono entrati in gioco anche i beoti dei filosofi kantiani, bisogna dire che ne ha per tutti) e soprattutto ha fatto la trattazione più completa che io abbia mai visto sulle geometrie non euclidee, mostrando per esempio la differenza tra la geometria assoluta (euclidea e iperbolica) e le due geometrie ellittiche essenzialmente differenti tra loro. Il libro è pertanto caldamente consigliato non solo agli appassionati di matematica, ma anche alle persone curiose che vogliono saperne di più.

17.03.12

_Number-Crunching_ (libro)   [recensioni]

[copertina] I libri di Paul Nahin soffrono di un problema comune: lui pensa sempre di dover fare dei testi universitari, e così li riempie di paginate di formule che io salto a piè pari perché non ho voglia di rimettermi a fare un corso di elettrotecnica, che già non capivo trent'anni fa. È un peccato, perché lui scrive in maniera piacevole - il che è la ragione per cui mi sono comprato anche questo libro (Paul J. Nahin, Number-Crunching, Princeton University Press 2011, pag. 376, $29.95, ISBN 978-0-691-14425-2), il cui tema è come applicare i calcolatori per fare tanti conti. La scelta di usare Matlab per gli esempi è anch'essa subottimale, ma tanto uno si fida dei conti... Interessante, almeno per me, la parte relativa al problema dei tre corpi con le varie approssimazioni storici, e sicuramente piacevole il penultimo capitolo dedicato alla fantascienza (Nahin ha anche scritto racconti di sf...) In definitiva, lo consiglierei solo agli ingegneri e ai fisici che conoscono già i temi del libro e vogliono vederli trattati in maniera più interessante.

10.03.12

_1089 e altri numeri magici_ (libro)   [recensioni]

[copertina] Sottotitolo di questo libro (David Acheson, 1089 e altri numeri magici [1089 and All That], Zanichelli 2009 [2002], pag. 174, € 10.50, ISBN 978-88-08-06333-5, trad. Luisa Doplicher) è "Un viaggio sorprendente nella matematica". Il libretto, come tutti quelli della collana "Chiavi di lettura", è molto agile: i suoi capitoli sono dedicati a vari temi matematici, da quelli usuali come i numeri pi greco, e, i a quelli più esoterici come le equazioni differenziali (il campo di lavoro di Acheson), con alcune chicche tipo il problema di Malfatti - una delle affermazioni più sbagliate in matematica - e il "teorema della corda che sta in piedi da sola". I temi non sono trattati in profondità, quindi possono essere compresi anche da chi non ha una formazione specifica: occorre però un po' di attenzione per seguire la parte propriamente matematica, che comunque è presente. In compenso si può apprezzare la presenza dell'autore, che non si limita a esporre i fatti ma si mette sempre in gioco: è una buona cosa, perché fa capire come in effetti la matematica non nasce dal nulla. Buona la traduzione di Luisa Doplicher.

03.03.12

_The Big, Big, Big Book of Brainteasers_ (libro)   [recensioni]

[copertina] Vi piacciono i problemini, ma vi viene l'orticaria su quelli aritmetici e vi aggrovigliate su quelli logici? Allora questo libro (The Grabarchuk Family, The Big, Big, Big Book of Brainteasers, Puzzle Wright Press 2011, pag. 239, $14.95 , ISBN 978-1-4027-7728-8) fa per voi. 567 coloratissimi giochi, "240 pages of Big-Time Fun" come recita la quarta di copertina, la maggior parte dei quali assolutamente inedita almeno per il sottoscritto. Dal mio punto di vista i giochi sono troppo geometrici: molti di essi consistono nel suddivere una figura in parti uguali (o in parti di area tutta diversa) oppure nel calcolare il calcolo del rapporto tra due aree, per non dire di quelli tridimensionali che per me sono semplicemente arabo. Gli amanti delle piegature troveranno pane per i loro denti con le strisce da origami per produrre le lettere dell'alfabeto con il minor numero di pieghe. Molti di questi giochi sono adatti per i ragazzi, anche se fare le fotocopie a colori delle ultime pagine, con le forme da ritagliare per provare a risolvere i giochi, è sicuramente molto più costoso che procurarsi una copia del libro...

25.02.12

_Enciclopedia universale dei numeri_ (libro)   [recensioni]

[copertina] Questo libro (Georges Ifrah, Enciclopedia universale dei numeri [Historie Universelles des Chiffres], Mondadori - Doc 2008 [1981, 1994], pag. XXV+1602, € 38, ISBN 978-88-04-58333-2, trad. Paolo Frassi, Daniela Nicolò, Adriana Pancaro Sivestri, Luciano Revelli) è un'opera monumentale, ancora di più pensando che è stata composta da una sola persona. La parte più corposa del testo racconta tutti i sistemi di numerazione sviluppati dall'umanità. Sono davvero tanti, anche perché soprattutto nell'antichità questi sistemi si evolvevano e pertanto non si può parlare di un singolo sistema ma di una famiglia di sistemi. Inoltre anche il passaggio al sistema di numerazione attuale non è così semplice: si fa in fretta a dire "è stato inventato dagli indiani", ma ci sono letteralmente decine di sistemi indiani, ciascuno con i suoi bei simboli diligentemente riportati nelle numerosissime tavole. Il testo si conclude con due appendici, una sulla storia del calcolo automatico, e un saggio sul concetto di informazione. Il giudizio sul libro? beh, secondo me una cura dimagrante gli avrebbe fatto bene: non tanto per eliminare cose che potrebbero sembrare completamente fuori tema, tipo la spiegazione di come in sanscrito i numeri venivano indicati con perifrasi per evitare ripetizioni ed essere più poetici (sono cose interessanti), quanto per evitare la ripetizione multipla degli stessi concetti non solo tra i diversi capitoli ma anche a distanza di poche pagine. La lettura (sì, me lo sono letto da cima a fondo) risulta insomma pesante: probabilmente è più semplice usare il testo come una vera enciclopedia e cercare l'informazione che serve. Traduzione senza infamia e senza lode; parecchi refusi però nel testo.

18.02.12

_L'oro dell'inferno_ (libro)   [recensioni]

[copertina] Come esiste la tradizione del romanzo storico, questo libro (Eric Frattini, L'oro dell'inferno [El oro de Mefisto], Nord 2011 [2010], pag. 444, € 18.60, ISBN 978-88-429-1837-0, trad. Claudia Marinelli) potrebbe definirsi una "spy story storica". Le vicende trattate sono infatti quelle dell'operazione Odessa, che portò al sicuro all'estero molti gerarchi nazisti, intrecciate con la posizione del Vaticano che avrebbe favorito tale fuga. Oltre ai tristemente noti nomi di nazisti come Bormann, Goebbels, Eichmann troviamo così quelli di Allen Dulles, futuro direttore della CIA che in guerra fu il capo della sezione europea dell'OSS, e dei pro-segretari di Stato vaticani Domenico Tardini e Giovanni Battista Montini. Naturalmente nell'impianto storico si innestano i temi fittizi, come la fuga di Hitler ed Eva Braun verso la Danimarca prima e il Brasile poi, e soprattutto il ruolo del magnate francese Edmund Lienart, amico del Führer che fu scelto come capo di Odessa proprio perché non tedesco, e perché il proprio figlio August, allora seminarista, poteva giocare un ruolo molto importante.
Frattini (che è spagnolo, non sbagliate!) si è sicuramente divertito a raccontare dell'Entità, il servizio segreto vaticano: a dire il vero ci ha persino scritto un libro non-fantasy al riguardo. Quella, insieme con la ricostruzione dei movimenti delle varie spie, è sicuramente la parte più riuscita del libro. Ci sono però delle cose che non mi sono proprio piaciute: passino le scene di tortura piuttosto pesanti - ve le segnalo se siete deboli di stomaco come me - però dal mio punto di vista tutte le schermaglie a base di citazioni di massime da parte di un protagonista, seguite dalle relative controcitazioni del suo interlocutore sono davvero pesanti, e mi hanno tolto il piacere della lettura. Per dire, un personaggio dice "la gioventù non accompagnata dall'umiltà può portare a un insensato orgoglio" e l'altro risponde "certo, ma l'umiltà ostentata è una forma di orgoglio ancora più pericolosa". Non so se rendo l'idea: se spy story deve essere, che sia asciutta! Positiva la traduzione di Claudia Marinelli, scorrevole quanto possibile: un minimo appunto all'editor che ha lasciato sul titoletto di un sottocapitolo Lüneburg che nel testo è diventato Luneburgo.

15.02.12

_Il mondo di Escher_ (libro)   [recensioni]

[copertina]Maurits Cornelis Escher ha avuto tre fortune nella sua vita. La prima è stata il potersi divertire con le sue opere; la seconda di essere stato notato (immagino via Donald Coxeter) da Martin Gardner che l'ha reso famoso in tutto il mondo quando ancora era vivo; la terza essere stato unito a Kurt Gödel e Johann Sebastian Bach in un'Eterna Ghirlanda Brillante (buffo tra l'altro notare come i tre grandi personaggi siano un tedesco, un austriaco e un olandese: una strana troika, se ci pensate su).

Purtroppo questo libro non è più disponibile né nell'edizione Garzanti che io posseggo - almeno fino a che i miei duemezzenni me lo permetteranno: la sovraccopertina è purtroppo già stata strappata - né nella versione inglese. Posso al più consigliarvi di cercarlo su AbeBooks, la metalibreria di testi usati. E vi consiglio di prenderlo: magari non siete troppo interessati alla sua biografia - lo sapevate che da giovane aveva fatto un tour italiano e ci sono molti suoi disegni di amene località nostrane? - e agli altri saggi tra cui uno di Escher stesso e uno di Coxeter; ma le sue litografie sono davvero belle, anche se non siete interessati alla matematica che ci sta dietro. D'altra parte, almeno per le sue prime opere di carattere matematico, il Nostro ha lavorato in maniera puramente amatoriale: solo in seguito ha iniziato, grazie agli amici matematici che si era fatto, a usare un approccio per così dire più tecnico. Fortunatamente, però, la tecnicità non ha colpito l'arte: le sue opere sono belle a vedersi, come scrivevo sopra.

Se volete sapere di più su Escher, potete andare sul sito ufficiale, oppure leggere questa presentazione a cura del progetto Polymath.

11.02.12

_È la matematica, bellezza!_ (libro)   [recensioni]

[copertina] Il titolo inglese di questo libro (Tom Siegfried, È la matematica, bellezza! [A Beautiful Math], Bollati Boringhieri - Saggi Scienze 2010 [2006], pag. 276, € 24, ISBN 978-88-339-2064-1, trad. Simonetta Frediani) è molto più comprensibile: A Beautiful Math è ovviamente un gioco di parole sul titolo del film dedicato a Nash, A Beautiful Mind, e in effetti esso parla del Nobel e della teoria dei giochi. Per chi non sopporta la matematica, una buona notizia: qui non ne troverà. Persino i concetti di base della teoria dei giochi, come la tabella di guadagno per i giochi come il dilemma del prigioniero, sono relegati in soffitta... pardon, in appendice. La cattiva notizia è esattamente la stessa. Il libro è molto americano: si intervistano persone, si afferma che con la teoria dei giochi ancora un po' e si potrà fare di tutto se non di più - il filo conduttore del libro associa la teoria dei giochi alla asimoviana psicostoria, ma alla fine non è che si riesca ad avere un'idea chiara di quello di cui si sta parlando. Non si parla nemmeno più di tanto di John Nash, se per questo... Insomma, niente di che: secondo me si può vivere tranquillamente anche senza il libro. Anche la traduzione del resto ha qualche punto che chiaramente non è stato rivisto da nessuno: per esempio, tradurre "heredity" come "eredità" quando si parla di ereditarietà è imperdonabile, ma mai quanto tradurre "decline and fall of the Roman empire" come "ascesa e caduta dell'impero Romano". Anche se non si è mai letta la trilogia (esalogia? decalogia?) di Asimov, qui bastava aprire il dizionario...

04.02.12

_Il giorno del giudizio_ (libro)   [recensioni]

[copertina] Che potrebbe succedere se durante un conclave un aereo si getta sulla Cappella Sistina uccidendo quasi tutti i cardinali elettori, tranne uno cinese ferito gravemente, uno filippino molto poco religioso e comunque un fin di vita per un cancro terminale, e uno colombiano rapito dalle FARC subito prima di un conclave? Questo è il punto di partenza di questo libro scritto a quattro mani (Lucio Brunelli e Alver Metalli, Il giorno del giudizio, Fazi agosto 2011, pag. 283, € 18,50, ISBN 978-88-6411-266-4). Lucio Brunelli è un vaticanista, e difatti il libro è pieno di dettagli sui procedimenti burocratici della Santa Sede - con un erroraccio sulla possibilità di elezione di un papa, a dire il vero. Molti punti della storia, come i possibili mandanti o lo stesso svolgersi delle indagini, restano però lasciati lì a sé stessi, e soprattutto il libro avrebbe avuto bisogno di una rilettura per verificare almeno le date indicate nel corso della storia, che sono incoerenti... e non penso che questo sia colpa dei dodicimila chilometri di distanza tra gli autori. Ultima nota per chi ama leggere a spizzichi e bocconi: i capitoli del libro sono ben 56, ciascuno di poche pagine: non c'è mai problema a lasciarlo un po' da parte e riprenderlo il giorno dopo!

28.01.12

_Strano ma vero_ (libro)   [recensioni]

[copertina] Avete presente la rubrica "Forse non tutti sanno che..." della Settimana Enigmistica? Ecco. L'idea alla base di questo libro (Bill Sones e Rich Sones, Strano ma vero [Can a Guy Get Pregnant?], Vallardi 2009 [2006], pag. 185, € 12,50, ISBN 978-88-7887-201-1, trad. Lisa Scarpa) e della trasmissione da cui esso è tratto è esattamente quella: domande piuttosto improbabili a cui viene data risposta chiedendo informazioni a vari esperti interpellati al riguardo o compulsando testi, tutti citati nell'ampia bibliografia. Sulla qualità delle domande non mi pronuncio: su quella delle risposte posso dire che è molto variabile, variando dall'interessante al francamente ridicolo. Ma in fin dei conti non è sempre detto che le domande siano ben poste, e probabilmente bisogna tenere conto che non si parla di un testo scientifico ma di un programma di intrattenimento. Insomma cogliete fior da fiore, e accontentatevi. Per le qualità collaterali dell'edizione italiana, faccio un plauso ai disegni di Niccolò Barbiero che secondo me sono molto azzeccati e impreziosiscono il libro. Più dubbiosa è la traduzione, non tanto per il lessico spesso colloquiale usato - non avendo sottomano il testo originale non posso verificare qual era lo stile di scrittura originario - quanto per la struttura delle frasi che è spesso ancora troppo anglocentrica.

21.01.12

_Giochi matematici_ (libro)   [recensioni]

[copertina] Questo libro (Nando Geronimi (ed.), Giochi matematici, Centro Pristem 2009, pag. 134, € 12, ISBN 978-88-96181-02-7) è la raccolta dei problemi apparsi nei vari giochi matematici organizzati dalla Bocconi negli anni 2001 e 2002. Chi conosce i giochi sa che sono rivolti ai ragazzi dagli 11 ai 99 anni, anche se penso gli ultracentenari verrebbero comunque accettati: come si può immaginare, quindi, ci sono vari gradi di difficoltà. I problemi più interessanti, ma anche i piu complicati da risolvere, sono gli ultimi; le prime due parti sono invece alla portata di tutti, naturalmente con carta e penna per fare le prove e trovare il risultato o i risultati corretti... e se non ci si riesce, basta voltare pagina per trovare la soluzione spiegata in modo esauriente. Carine poi le "curiosità", generalizzazioni dei problemi che permettono di capire come si può sempre provare a fare qualcosa di nuovo.

14.01.12

_Il teorema dell'Apocalisse_ (libro)   [recensioni]

[copertina] A quanto pare, la fantascienza - a meno che non si parli del buonanima di Asimov, e a ondate di Dick - non tira più: resta ancora la fantasy che però nel gruppo Mauri Spagnol è spesso più appannaggio della Salani, e pertanto l'Editrice Nord ha cambiato un po' il suo catalogo. Fortunatamente, come scrisse Clarke, "ogni tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia" e così è possibile fare una buona approssimazione di hard SF ambientata nel 2011, come in questo libro (Mark Alpert, Il teorema dell'Apocalisse [The Omega Theory], Nord 2011 [2011], pag. 393, € 18,60, ISBN 978-88-429-1856-1, trad. Roberta Zuppet): secondo volume con protagonista David Swift, e il seguito dell'Ultima equazione. Abbiamo il pronipote autistico di Einstein (cose di famiglia!), i computer quantistici, le interruzioni dello spazio-tempo che in realtà è un computer cosmico, il tutto condito con Qabbalah e fondamentalismo religioso di vari tipi.. Ma se proprio dovessi incasellare il libro in una categoria, direi "thriller" se non addirittura spy story: abbiamo i servizi segreti americani e israeliani, gli iraniani, esplosioni atomiche, e soprattutto la caratteristica principale di questo tipo di libri: i personaggi tendono a morire prima o poi... più spesso prima. La traduzione di Roberta Zuppet è scorrevole: il gergo scientifico sembra essere corretto, per quel poco che io riesco a capire.

07.01.12

_Storia curiosa della scienza_ (libro)   [recensioni]

[copertina]Flavio Oreglio nell'introduzione a questo suo libro (Flavio Oreglio, Storia curiosa della scienza - le radici pagane dell'Europa, Salani 2011, pag. 209, € 14, ISBN 978-88-6256-309-3) esprime subito la sua visione: la religione è un male, i tentativi di mettere insieme scienza e religione sono peggio, e quello che si dovrebbe fare è invece mettere (di nuovo) insieme scienza e filosofia, proprio come nell'antichità. Il filo conduttore dell'opera, che arriva fino al termine dell'ellenismo, è questo: può essere condiviso o o meno, ma naturalmente quello che conta è lo svolgimento del tema. Ecco, è sullo svolgimento che ho i miei forti dubbi. Il libro è diviso in due parti ben distinte: la filosofia presocratica e classica, e l'ellenismo. Nella prima parte Oreglio prende le cose molto alla leggera: nulla di male, è quello che faccio sempre anch'io nel mio piccolo. Però non credo che andare verso il turpiloquio aiuti a capire meglio le cose... La seconda parte è molto meno scoppiettante della prima; purtroppo il risultato sembra più che altro un bignami, senza chissà quali guizzi. In definitiva, un'idea interssante purtroppo gestita male. (Ah, per quanto ne so la metafisica si chiama così solo per il suo posizionamento nelle opere aristoteliche, e se Lucio Russo ha ragione il cristianesimo forse ha dato il colpo di grazia alla scienza antica, ma la morte è di un par di secoli prima...)

31.12.11

_Pixar - 25 anni di animazione_ (libro)   [recensioni]

[copertina]Per una rara coincidenza astrale mi è capitata per le mani questa pubblicazione (AA.VV., Pixar - 25 anni di animazione, 24 Ore Cultura 2001, pag. 183, € 39, ISBN 9788866480679), joint venture tra Il Sole - 24 Ore e il PAC (Padiglione di Arte Contemporanea di Milano) sull'omonima mostra là allestita in questo periodo. La mostra è itinerante ed è nata come "20 anni di animazione"; non era mai stata in Italia, ci sono voluti appunto cinque anni perché approdasse da noi, ma almeno abbiamo avuto il vantaggio di un suo aggiornamento.
Pixar è una compagnia di visionari, come saprete bene se vi è capitato di vedere qualche loro film. Quello che magari non immaginate è che anche se il computer recita una parte da padrone nella realizzazione dei disegni la base di partenza continua ad essere il duro lavoro dei disegnatori; e qui - una volta saltate le pagine di introduzione che mi sa siano il dazio da pagare in questi casi - si possono vedere appunto tanti disegni. Ho scoperto l'esistenza dei Color script che non sono gli storyboard ma sono molto più... beh, colorati oltre che completi. Ho scoperto che sono stati fatti dei modelli tridimensionali, probabilmente per poterli filmare sotto varie angolazioni e vedere l'effetto che facevano; mi sono chiesto se certi quadri (quelli di Lou Romano, per dirne uno) sono stati fatti dopo il film, visto lo stile peculiare; e mi sono accorto come il disegno degli Incredibili è diverso da quello di Ratatouille per l'ovvia ragione che devono far ricordare (ai grandi, non certo ai bambini...) qualcosa di ben preciso.
Commento finale: magari il libro non ve lo prendete, ma la mostra può essere interessante!

24.12.11

_The Art and Craft of Problem Solving_ (libro)   [recensioni]

[copertina] Se amate risolvere i problemi matematici, non lasciatevi spaventare dal prezzo di questo libro (Paul Zeitz, The Art and Craft of Problem Solving, John Wiley & Sons 20072, pag. 366, $60.69, ISBN 978-0-471-78901-7): amazon americano al momento te lo vende anche a metà prezzo. Non preoccupatevi nemmeno della mancanza delle risposte nel libro stesso: se cercate bene in giro si trova il pdf "per gli insegnanti" (file che non è in vendita, quindi non si può nemmeno parlare di mancato introito per l'editore). Io ho apprezzato sia lo stile dell'autore, che molto onestamente spiega come il mondo dei problemi matematici non è il mondo reale e quindi la strategia del wishful thinking spesso paga, che le tecniche più "serie" per affrontare i problemi: alcune le usavo già inconsciamente, altre sono state una piacevole scoperta. In definitiva, un testo indubbiamente di nicchia, ma favoloso per chi nella nicchia ci sta già!

17.12.11

_Matematica per mamme e papà_ (libro)   [recensioni]

[copertina] A me la cosa non tocca ancora, visto che i miei gemelli sono ancora duenni: ma sono davvero tanti i genitori che si trovano da fare i compiti dei loro figli, e magari scoprono di non saperli fare. La matematica è già una brutta bestia per tanti: peggio ancora, a quanto pare i metodi che usavamo ai nostri tempi sono cambiati. Ecco dunque questo libro (Rob Eastaway e Mike Askew, Matematica per mamme e papà [Maths for Mums and Dads], Salani 2010 [2010], pag. 335, € 14.90, ISBN 978-88-6256-298-0, trad. Valentina Daniele) che racconta ai genitori cosa c'è dietro i metodi attuali. O almeno cosa c'è nei programmi britannici, non so quanto la cosa valga per le nostre classi anche se i test INVALSI credo si avvicinino. In ogni caso, le nozioni spiegate sono un utile ripasso per i genitori un po' arrugginiti, e aggiungono anche una bella dose di buonsenso che forse è ancora più importante per sapere non tanto quali sono le soluzioni (ci sono anche quelle, peccato una sia errata...) quanto come si fa a ricavarle. Peccato per alcuni punti che non sono stati localizzati: capisco i disegni all'inizio dei capitoli che spesso sono basati su giochi di parole intraducibili, ma per esempio la parte con i "messaggi alla calcolatrice" si sarebbe dovuta rendere in italiano. Ad ogni modo, tranquillizzatevi: non vi perderete nei teoremi!

10.12.11

Una certa ambiguità (libro)   [recensioni]

[copertina] Si possono mettere dimostrazioni matematiche in un romanzo? Leggendo questo libro (Gaurav Suri e Hartosh Singh Bal, Una certa ambiguità [A Certain Ambiguity. A Mathematical Novel], Ponte alle Grazie 2008 [2007], pag.361, €16.80 , ISBN 978-88-7928-983-2, trad. Alessandro Peroni) si direbbe di sì. I temi matematici trattati sono abbastanza classici nel pensiero contemporaneo: l'infinito cantoriano e le geometrie non euclidee. La storia intorno si snoda tra il presente e il 1919, e mostra da un lato un professore che ama davvero la matematica da riciclare le dimostrazioni maieutiche - anche se oggettivamente la parte sulla geometria non euclidea mi sembra un po' troppo tirata - e dall'altro una lotta tra due fedi distinte che termina in maniera inaspettata. Forse il fatto che gli autori siano indiani, e quindi abbiano una concezione della matematica (e della fede...) diversa da quella occidentale a cui siamo abituati contribuisce alla riuscita del testo. Molto piacevoli gli estratti apocrifi dei diari dei matematici dell'antichità, insieme con le spiegazioni relative messe in un'appendice: anche questo è un modo diverso dal solito per spiegare il progresso matematico. Purtroppo la traduzione non è sempre all'altezza. L'editore ringrazia Luca Umena per la consulenza matematica, e in effetti la parte più strettamente matematica è spiegata correttamente e in modo direi comprensibile anche per chi matematico non è. Ma nelle parti immagino tradotte direttamente da Alessandro Peroni ci sono almeno un paio di punti in cui il testo italiano è indubbiamente sbagliato e incomprensibile, il che non è bello. (C'è anche almeno un punto in cui l'errore sta già nel testo originale, quando nella lettera a Riemann si parla di iperbole e non di sella; ma quello non viene considerato...)

07.12.11

Midnight in Paris (film)   [recensioni]

[locandina] Sembra incredibile, ma venerdì scorso siamo riusciti ad andare al cinema addirittura per una prima, quella dell'ultimo film di Woody Allen. Dicono che sia stata l'opera del Nostro che ha avuto il maggior successo di botteghino negli USA, il che di per sé non è un ottimo viatico: devo però ammettere che a me almeno il film è piaciuto.
Woody Allen ha sempre avuto una passione per le storie raccontate nel passato, pensate a La maledizione dello scorpione di giada o Radio Days: anche stavolta la storia entra negli anni '20, con una serie di incontri più o meno credibili e qualche battuta gustosa. Rispetto al solito, il finale è inaspettatamente positivo: si direbbe quasi che Allen sia cresciuto abbastanza per accettare il fatto che non si possa sempre sognare il passato. La fotografia è ottima come sempre, ed è vero che Parigi in questo aiuta: la scelta di fare film ambientati in Europa permette di cambiare un po' il punto di vista, il che non fa male. Gli attori? Beh, non ho capito se Owen Wilson (Gil) ha di suo la faccia di quello che non sa bene dove sia capitato: se non è così allora ha fatto un'ottima prova. Carlà è lì giusto per far fare bella figura al marito, mi sa; personalmente mi è piaciuta molto l'interpretazione di Gertrude Stein fatta da Kathy Bates, ma magari sono io ad essere positivamente prevenuto :-)

03.12.11

Il grande libro dei giochi (libro)   [recensioni]

[copertina]La storia di questo libro (Giuseppe Meroni e Aldo Spinelli, Il grande libro dei giochi, Fabbri 2006, pag. 288, € 12.50, ISBN 9788845137112) è un po' strana. Le pagine erano originariamente state scritte per una raccolta a fascicoli di Fabbri collezionabili, "Il mondo dei giochi"; quelli di RCS libri han detto "beh, già che ci siamo e che è già stato pagato ce li pigliamo anche noi" il che sarebbe anche andato bene se avessero chiesto di eventuali errori da correggere o perlomeno avessero lasciato l'ordine originale delle pagine, evitando così di lasciare scritto "le soluzioni sono a pagina 17", quando sono state impaginate a pagina 25. (tra l'altro, nella mia copia manca pagina 127. Errore di stampa o pagina effettivamente inesistente?)
Detto questo, la raccolta è comunque interessante, visto che tratta giochi davvero di tutti i tipi, da quelli all'aperto ai trucchi di magia con le carte, dai giochi di scacchiera a quelli coi fiammiferi. Interessanti anche i cenni storici, che danno un'aria più "calda" alla trattazione.

26.11.11

La rivoluzione dimenticata (libro)   [recensioni]

[copertina] La tesi di questo bel lungo saggio (Lucio Russo, La rivoluzione dimenticata - Il pensiero scientifico greco e la scienza moderna, Universale Feltrinelli 20012, pag. 487, € 15, ISBN 9788807816444) rivolta come un calzino quello che ci è stato insegnato a scuola, e che gli studiosi della classicità hanno affermato per secoli. In pratica, secondo Russo il punto più alto della scienza classica si è raggiunto con il primo ellenismo, insomma dal 300 al 150 a.C.; quello che noi consideriamo il "rinascimento imperiale" (Galeno, Plinio, Vitruvio, Tolomeo...) è in realtà un regresso rispetto a quelle punte di eccellenza, con gli scienziati che avevano sì a disposizione le opere di qualche secolo prima ma non le capivano bene, e quindi si arrabattavano come potevano. Archimede non è stato un genio isolato, il "metodo scientifico" non è nato con Galileo ma quasi due millenni prima, e comunque Newton ha fatto una regressione, riprendendo temi aristotelici e teologici e allontandosi dai concetti originali della matematica. Ah, sì: Platone e Aristotele sono ridiventati di moda in età imperiale perché più comprensibili, ma in origine non valevano mica così tanto...
Praticamente tutta l'analisi di Russo si poggia su inferenze indirette, come del resto ovvio dato che non abbiamo a disposizione le fonti originali. Alcune di queste inferenze sono plausibili, come quella che afferma che a noi sono giunte - perché sembravano più carine e quindi erano più usate - le opere più divertenti come quella delle macchine giocattolo di Erone e non gli originali che erano stati creati per illustrare scopi pratici. Altre mi sembrano molto più tirate per i capelli, come l'affermazione che nel primo Rinascimento girassero per l'Italia manoscritti poi perduti, di cui non ci sono nemmeno citazioni casuali, e che erano stati accuratamente tenuti nascosti da chi li sfruttava per mostrare le proprie "nuove" idee. La lettura però è indubbiamente piacevole: non dico che il testo si legga come un romanzo perché è comunque denso, ma è certo appassionante, comprese le troppo brevi pagine finali sull'eredità perduta e la conclusione: "Attenzione, perché oggi stiamo perdendo il metodo scientifico per tornare al mito, con la gente che non capisce cosa sta dietro agli oggetti e i fisici quantistici che preferiscono parlare di fantasie". Ma leggetevelo voi, fidatevi!

19.11.11

A-ulì-ulè (libro)   [recensioni]

[copertina] Questo libro di "Filastrocche, conte, ninnenanne" (Nico Orengo, A-ulì-ulè, Salani 2011 [1972], pag. 156, € 12, ISBN 978-88-6256-515-8) non è certo nuovissimo: la prima edizione è infatti del 1972. Non per nulla mi chiedevo come facesse a essere illustrato da Bruno Munari... Il libro contiene quasi centocinquanta filastrocche, scelte con l'ottimo sistema "quelle che mi piacciono" (Orengo non aveva ancora trent'anni al tempo: non che conti molto, ma magari più in là con gli anni la sua scelta sarebbe stata diversa). Le filastrocche hanno un ovvio target, i bambini a cui raccontarle: e magari ne conoscete già qualcuna, con le parole però leggermente diverse. A me almeno è capitato così. La cosa che però mi ha stupito di più è vedere come alcuni dei testi sono davvero truculenti: un po' come i cartoni animati della nostra infanzia, dove al povero Silvestro (o Tom, o il Wile E. Coyote) capitano sempre le peggio cose. Spero che i nostri poveri bimbi non prendano delle brutte idee, insomma... ma secondo me vale comunque la pena di leggere loro una paginetta per volta!

16.11.11

Matematicaterapia (libro)   [recensioni]

[copertina] Non so quanti siano d'accordo con il sottotitolo di questo nuovo libro (Ennio Peres, Matematicaterapia, Salani 2011, pag. 123, € 11, ISBN 978-88-6256-191-4 ) di Ennio Peres, vale a dire "come la matematica può semplificarci la vita". Ed è un peccato, perché in effetti la matematica, o più precisamente il modo con cui chi ha proficuamente assimilato il metodo matematico, permette davvero di semplificare la vita, riducendo la necessità di dover ricordare troppe cose e permettendoci invece di ricavarcele da soli. A ben vedere, poi, di matematica vera e propria non ce n'è mica molta! Nei vari capitoletti, infatti, Peres parla tra le altre cose di come creare un cruciverba o comporre giochi enigmistici classici, di diventare generatori di barzellette e freddure, di imparare le tecniche mnemoniche e finanche delle dimostrazioni dell'esistenza di Dio. Chiaramente in così poche pagine tutti questi argomenti sono solo accennati, ma l'ampia bibliografia suddivisa per capitolo permette agli interessati di approfondire con relativa facilità gli argomenti trovati più interessanti. In definitiva, un ottimo libro per chi vuole capire se un po' di matematica, di logica e di abilità in piccole dosi possa effettivamente migliorare la sua vita (secondo me sì, ma mi sa che io sia di parte)

12.11.11

Alphabet Juice (libro)   [recensioni]

[copertina] Faccio subito coming out: stavo per lasciar perdere il libro (Roy Blount Jr., Alphabet Juice, Sarah Crichton Books 2009 [2008], pag. 365, $15, ISBN 978-0-374-53204-8) alla fine dell'introduzione, visto che mica sono riuscito a capirla del tutto. Troppe parole inglesi che non conosco affatto, e per di più non di origine greco-latina ma anglosassone... che per me è ovviamente pari all'arabo, visto che non ho nessun appiglio per intuirne il significato. La lettura del testo vero e proprio è stata più facile, anche se non sempre tutto mi è risultato chiarissimo e sono troppo pigro per girare con un vocabolario appresso. Roy Blunt Jr., pur essendo statunitense, scrive in maniera molto britannica - o forse segue le orme di Ambroise Bierce e il suo The Devil's Dictionary. In questo libro cerca di convincere a tutti i costi il lettore che non è affatto vero che le parole non hanno in genere attinenza con il loro suono; il tutto facendo salti mortali a cui spesso non crederei se non sotto minaccia di una pistola puntatami contro, ma che sono comunque godibili, come del resto godibili sono le digressioni varie che fa. Con questo vocabolario (da A a zyzzyva che è una specie di coleottero) costruito col succo - energia - fondamento dell'alfabeto non credo si possa imparare l'inglese, ma almeno si apprendono tante nozioni inutili... Sta poi a voi vedere se riuscite a riciclarle nella conversazione di ogni giorno.

11.11.11

Don Juan (ristorante)   [recensioni]

Venerdì scorso, lasciati i duenni al pigiama party al nido, siamo riusciti ad andare a cena fuori. Ho scelto io, e ho scelto un ristorante argentino: Don Juan. Non è stato difficile parcheggiare, il silos di Porta Romana a quanto pare è sempre sufficientemente vuoto; giusto per far notare come la sosta selvaggia sia in parte anche "sosta dove diavolo mi pare, perché io valgo?" Avevamo prenotato, ma nonostante quanto detto dall'ancora per poco PresConsMin non c'era il pienone, anche se non era certo vuoto.
Ambiente per quanto mi riguarda relativamente anonimo; la carne - noi abbiamo preso un Baby Beef che è per due persone - è molto buona, non economica (47 euro, e non ci sono contorni) ma può valer la pena. Il costo inizia a salire non appena si aggiunge qualcosa, a parte la solita barbara usanza del coperto (3 euro a testa). Non pretendete di trovare camerieri amichevoli, ma magari è persin meglio così che avere sempre qualcuno dietro di voi...
In definitiva, se siete dei puri carnivori è comunque un buon posto.

05.11.11

Spaghetti Hacker (libro)   [recensioni]

[copertina] Ha senso riproporre dopo quasi quindici anni Spaghetti Hacker? Noi di Voyager pensiamo di sì... ehm, scusate, ho sbagliato citazione. È però vero che questa nuova edizione di un classico dello scorso millennio (Stefano Chiccarelli e Andrea Monti, Spaghetti Hacker, Monti&Ambrosini 2011, pag. 320, € 20, ISBN 978-88-89479-14-8) può permettere a chi ai tempi non c'era di farsi un'idea di cosa succedeva in rete quando eravamo in pochi, giovani e pazzi, oltre a far ricordare a noi matusalemme i bei vecchi tempi. Rispetto all'edizione originale (nella quale, manco a farlo apposta, avevo come segnalibro una password per tin.it...) è stata eliminata la parte sull'aspetto giuridico nei vari periodi dell'era hacker e che ora non sarebbe stato altro che una curiosità storica; personalmente avrei però lasciato le note sugli aspetti tecnici, che spero possano essere almeno riesumate sul sito http://www.spaghettihacker.it che è stato approntato parallelamente al libro. Sono anche state aggiunte alcune nuove storie di hacker: trovate un paio di capitoletti miei, uno vecchio e uno nuovo, anche se a dire il vero non sono mai stato un vero hacker (però prima o poi racconterò di quando io con un tiger team de noantri bucai in mezz'ora Interbusiness...) Ho dei dubbi su alcune ricostruzioni di avvenimenti cui ho partecipato anch'io (VOL e TOL), ma mi rendo conto che certi dati erano e forse sono ancora troppo sensibili perché si possa riesumare la documentazione dell'epoca. Credo insomma che chi non abbia letto la prima edizione dovrebbe procurarsi questa, che è l'equivalente dei documentari di Rai Storia sul nostro recente passato. E chissà che non si capisca anche qualcosa in più dell'attuale rete in salsa italica: vi assicuro che molti personaggi della scena di vent'anni fa sono ancora vivi, vegeti e a lavorare nel campo informatico!

29.10.11

Come dire (libro)   [recensioni]

[copertina] Quando Stefano Bartezzaghi nella sua rubrica Lessico e nuvole inserisce un po' di "frasi matte" io in genere scorro il testo senza troppa convinzione. Ma trovarle in questo libro (Stefano Bartezzaghi, Come dire - Galateo della comunicazione, Mondadori "Comefare" ottobre 2011, pag. 209, € 17, ISBN 978-88-04-61146-2) è tutta un'altra cosa. Il segreto? Il contesto. Bartezzaghi è molto bravo a mettere insieme le parole e presentare così il testo in maniera a prima vista leggiadra, lasciando le battute e i sorrisi all'intelligenza del lettore che deve mettersi a capire cosa c'è effettivamente scritto.
Il libro è molto meno serio di quello che si potrebbe credere leggendo i titoli e soprattutto i sottotitoli dei vari capitoli... anzi no. Bartezzaghi è serio, ma lo è perché gioca con la lingua e le parole, e chiunque abbia visto giocare dei bambini sa che il gioco è un'attività serissima. Il libro non è un testo di grammatica, né lo vuole essere: in fin dei conti quando le parole sono il lavoro di qualcuno è molto più divertente avere esempi che esulano dallo standard codificato, perché c'è sempre materiale nuovo. D'accordo, nel capitolo sui menu "tradotti in inglese" o in italiano si sente un certo qual raccapriccio, ma in genere Stefano è più descrittivista che prescrittivista, e anche quando non è convinto di certe costruzioni come i superlativi di nomi e verbi lascia piena libertà al lettore, anzi al parlante, di scavarsi la fossa con le proprie mani; l'ultimo capitolo ha addirittura come sottotitolo "come fottersene della grammatica e vivere felici", con tanto di paginata sulla scelta di usare proprio quella parola e perché proprio in quel momento.
Non garantisco che leggere questo libro porti a un miglior uso della lingua italiana; però porta a un buon uso del tempo passato a leggerlo :-)

22.10.11

Dante e la matematica (libro)   [recensioni]

[copertina] Credo che tutti gli italiani sappiano chi sia Dante, non foss'altro che per la curiosita di sapere chi è raffigurato sul verso della moneta italiana da due euro. Non sono così sicuro che, anche limitandosi a chi ha fatto il liceo e quindi dovrebbe aver studiato la Divina Commedia, siano così in tanti a sapere che Dante, umanista ante litteram, sapeva anche di scienze e ne ha parlato all'interno delle sue opere. Il matematico Bruno D'Amore ne aveva già parlato in alcuni suoi articoli e conferenze, ma stavolta (Bruno D'Amore, Dante e la matematica, Giunti 2011, pag. 222, € 14,50, ISBN 978-88-09-75886-5) ha pensato bene di scrivere un libro... romanzando il tutto. Abbiamo così diciassette capitoli che raccontano aneddoti più o meno basati su fatti reali (che Dante andò a studiare dialettica a Bologna, che aveva un figlio di nome Jacopo, e così via), con aggiunte alcune ipotesi piuttosto azzardate anche se non impossibili a priori, soprattutto per quanto riguarda le opere che il nostro potrebbe avere studiato o almeno conosciuto. Le ambientazioni dei racconti sono sempre molto vivaci, e anche le parti più matematiche - non numerologiche, attenzione! - e logiche si amalgamano bene, facendo perdonare alcune leziosità nei commenti e qualche svista, come dire che il centimetro sarebbe stato usato sei secoli e mezzo dopo quando in realtà ne è bastato uno di meno. Il libro si conclude con tre appendici: la prima elenca i matematici e logici presenti direttamente nella Commedia oppure che hanno probabilmente influenzato Dante, l'ultima contiene spigolature (minime) matematiche, mentre la seconda è un breve saggio più accademico sul tema, in cui D'Amore non si perita di menare qualche fendente contro la separazione delle culture umanistica e scientifica e soprattutto contro gli esperti letterati che cascano nelle più semplici questioni matematiche: per esempio "quadrare il cerchio" (Par XXXIII) è assolutamente possibile, basta non pretendere di farlo solo con riga e compasso! In definitiva, lettura assai godibile. (Ah, a pagina 202 si vede come il correttore di bozze non era matematico...)

15.10.11

_Post coitum_ (libro)   [recensioni]

[copertina] Marco Dambrosio in arte Makkox e il sottoscritto a.k.a. .mau. una cosa in comune ce l'abbiamo: collaboriamo entrambi (gratuitamente) al Post, io parlando di matematica e lui facendo vignette di satira politica. Inutile aggiungere che le somiglianze si fermano qua, e che lui è molto più bravo di me.
Insomma, quando ho saputo che stava per essere pubblicata questa raccolta delle sue migliori vignette fino a ferragosto 2011 (Makkox, Post Coitum - Satira di un tardo impero, Bao Publishing 2011, pag. 256, € 24.50, ISBN 9788841871355) ho tirato fuori il codice PayPal e mi sono comprato la mia copia che mi è stata regolarmente spedita.
La satira è una brutta bestia, e anche difficile da definire come Makkox stesso spiega nella sua introduzione (c'è anche una prefazione di Luca Sofri e un'introduzione di Luca Bizzarri): ed è normale che non si apprezzino tutte le battute. Ma la percentuale di pollice recto per Makkkox è troppo alta, e rovina tutte le medie di gradimento. Ah, una cosa che magari non è chiara: non è affatto detto che si debba ridere a una battuta satirica. Essa può ottenere l'effetto voluto anche se è un pugno nello stomaco, e a volte capita anche quello.
Ultima cosa: nel margine laterale del libro, ciascuna vignetta è commentata da Makkox. La didascalia era necessaria perché a volte ci si è dimenticati del fatto di cronaca che aveva ispirato la vignetta: ma come bonus le didascalie sono spesso altre battutacce al vetriolo...

08.10.11

Metropolitana a Milano (libro)   [recensioni]

[copertina] Ricordate la Milano da bere degli anni 1980? Bene, oltre che per pagare tutte le tangenti un po' di soldi sono anche finiti per pubblicare libri interessanti, come questo (Giuseppe Severi e Roberto Vasini, Metropolitana a Milano, ATM Milano - novembre 1989, pag. 160, s.i.p., no ISBN), uscito nel 1989 mentre finalmente si stava per inaugurare (a servizio ridottissimo, ma c'era Italia 90 e bisognava far vedere che era avanzata...) la linea 3.

Gli autori hanno raccolto nella prima parte del libro la storia dei progetti della metropolitana milanese, che risalgono a più di cent'anni fa, e della effettiva sua costruzione a partire dal 1957: il tutto con una discreta documentazione fotografica. La seconda parte è molto tecnica, con le specifiche delle vetture, i vari lotti acquistati man mano e tutti questi dati probabilmente inutili per molti ma che è a mio parere giusto inserire in un testo come questo che in fin dei conti può servire come riferimento generale. Peccato insomma che non venga stampata una nuova edizione del libro, con le nuove linee: lo so, non è certo il momento storico migliore, ma permettetemi di sperare.

01.10.11

Terre di confine... (libro)   [recensioni]

[copertina] Nei primi anni 1990, con il decentramento amministrativo, molti quartieri periferici delle grandi città italiane commissionarono libri che raccogliessero le testimonianze del locale passato: tali opere venivano pubblicate in tiratura limitata a spese delle circoscrizioni e adesso si possono trovare a far polvere nelle biblioteche locali. Questo libro (Edo Bricchetti, Terre di confine..., Associazione "Gorla domani" 1994, pag. 120, s.i.p., no ISBN), che racconta dei vecchi comuni a nord-nordest di Milano inglobati nella città all'inizio del secolo scorso, non fa eccezione. I borghi milanesi considerati sono Turro, Gorla, Precotto, Greco, Crescenzago: oggi semplici nomi di stazioni metropolitane o ferroviarie, un tempo comunità di campagna o al più preindustriali e poi fagocitate dall'ampliarsi della metropoli. A parte le prime pagine con le cartine topografiche dei secoli passati e il racconto della nascita del Naviglio della Martesana, il libro è però deludente. Posso capire le ultime pagine di autocelebrazione per l'appena creato - siamo nel 1994 - percorso ciclopedonale della Martesana, ma la parte centrale è poco più di un elenco di nomi e indirizzi, a parte le fotografie d'epoca. Non è insomma che si impari nulla di nuovo.

28.09.11

I segreti di Pitagora (libro)   [recensioni]

[copertina] Questo libro (Guido Trombetti e Giuseppe Zollo, I segreti di Pitagora, Bruno Mondadori "Matematica e dintorni" 2010, pag. 149, € 12, ISBN 978-88-6159-495-1) è figlio di una rubrica tenuta dall'autore sul quotidiano napoletano "Il Mattino". Non è insomma in caso che i racconti che fanno da cornice ai problemi della prima parte del libro sono tutti ambientati a Procida! Questi problemi sono esplicitamente dei classici, e viene anche specificato da dove sono tratti, cosa che trovo molto bella: si sa che i problemi matematici sono comunque riciclati da una parte e dall'altra, e in questo modo ci si può più concentrare su come è stata fatta la dematematizzazione, almeno per gli esperti del campo.
Le soluzioni ai problemi ci sono, non preoccupatevi... e sono in fondo al libro, come ovvio. La parte centrale è invece dedicata ad alcuni brevi saggi, che prendono spunto da cose di tutti i giorni per scoprire la matematica dietro di esse. Questa è la parte a mio parere più interessante, non solo per i temi trattati ma anche per il taglio che è piuttosto diverso da quello che si trova in altri libri dello stesso tipo. In definitiva, il libro può essere interessante come testo di avvicinamento a questo ripo di problemi, oppure per i "collezionisti"; altrimenti non porta grandi novità.

24.09.11

C'è spazio per tutti (libro)   [recensioni]

[copertina] A volte uno se lo può anche scordare, ma in fin dei conti Piergiorgio Odifreddi non solo è un matematico ma ha alle spalle una lunga carriera di divulgatore, che negli anni ha lasciato un po' perdere perché guadagnava di più - e forse si divertiva di più - a fare in pamphlettaro. Non è perciò così strano che in questo libro (Piergiorgio Odifreddi, C'è spazio per tutti, Mondadori - Saggi 2011, pag. 267, € 22, ISBN 978-88-04-60331-3) torni al suo primo amore, vale a dire la matematica divulgativa. Il libro, oltre che rilegato, usa una carta di ottima qualità: la cosa è del resto necessaria, visto che è illustrato a colori, il che aiuta a "vedere" le affermazioni geometriche - non parlerei di dimostrazioni, come del resto è giusto in un testo di questo tipo. L'argomento può essere descritto come "Storia della geometria I": Odifreddi parte infatti dai risultati di egizi e babilonesi e termina con la fine del periodo ellenistico, all'alba dunque del Medio Evo. I titoli dei vari capitoli sono tutti giochi di parole, persino peggio di quelli che farei io; il testo è sempre scorrevole, con il matematico impertinente che non riesce a tralasciare le proprie battutine (e a volte prendere delle cantonate: il greco periphereia non significa mica "periferia", come scrive a pagina 169, ma "circonferenza"...) Ma oltre la scorrevolezza il libro ha il grande pregio di esporre anche temi che non vengono affatto trattati a scuola; insomma risulta interessante sia per chi è digiuno di matematica e può scoprire come funziona la geometria, sia per i più scafati che hanno la possibilità di vedere nuove relazioni.

14.09.11

Novilunio (libro)   [recensioni]

[copertina] Tra i commenti di chi come me ha letto questo libro (Fritz Leiber, Novilunio [The Wanderer], Mondadori - Urania Collezione n. 58, novembre 2007 [1964], pag. 467, € 4,90, trad. Ugo Malaguti) in edizione italiana, molti affermano che la traduzione gli ha fatto perdere la maestà del testo originale. Può forse essere così: sicuramente la prosa è piana, diciamo in stile Asimov. Non avendo però a disposizione il testo inglese, mi limito a fare alcune considerazioni sulla storia, precedute dalla considerazione banale che non ho capito perché il titolo italiano non poteva essere la letterale traduzione di quello originale, "il Vagabondo". Leiber ha tentato, come nota anche Giuseppe Lippi nella postfazione, di scrivere un libro di fantascienza che entrasse contemporaneamente in più generi: dalla space opera avventurosa degli anni '30 e '40 (non per nulla E.E. "Doc" Smith vi è spesso esplicitamente citato) alla hard SF con dati scientifici spiattellati per ogni dove al romanzo più o meno intimista incentrato sulle persone; e per fortuna che nel 1964 la fantascienza alla Brunner e Silverberg non era ancora di moda. Per ottenere questo risultato, Leiber scelse quella che oggi è una forma di scrittura relativamente usuale ma allora era probabilmente una novità assoluta: mischiare assieme storie diverse, passando da una all'altra di colpo. Non è detto che queste storie - a differenza per esempio di quello che farà Evangelisti vent'anni dopo - alla fine si riallaccino in un'unica trama, né che arrivino alla fine: alcune termineranno infatti brutalmente con la morte dei protagonisti. Questa mancanza di unitarietà globale è una pecca del libro, così come il finale, che è davvero anticlimatico e sembra quasi essere stato messo lì posticcio per darci un taglio. Per il resto, però, il libro resta una piacevole lettura per parecchie ore di svago.

10.09.11

Infinitesimal Calculus (libro)   [recensioni]

[copertina] Per una volta, il titolo di questo libro (James M. Henle, Eugene M. Kleinberg, Infinitesimal Calculus, Dover 2003 [1979], pag. 144, $ 12.95, ISBN 978-0-486-42886-4) è pienamente corretto. Quando a scuola e all'università si parla di "calcolo infinitesimale", infatti, gli infinitesimi sono in realtà tenuti ben lontani: dopo che Cauchy sviluppò la teoria degli epsilon e dei delta i matematici furono ben felici di eliminare quei "fantasmi di quantità evanescenti", come le definì il vescovo Berkeley, che permettevano di risolvere i problemi ma non si sapeva vene come. Peccato che epsilon e delta siano tutto meno che evidenti, a differenza degli infinitesimi... La situazione cambiò negli anni '60 del secolo scorso, quando Robinson riuscì a definire gli infinitesimi in maniera formale. Questo testo spiega appunto come si possono estendere i numeri reali aggiungendo gli infinitesimi (ma anche i numeri interi infiniti e tanti altri numeri...) conservando tutte le proprietà usuali e semplificando i teoremi di analisi matematica. Non essendoci un pranzo gratis, avverto subito che l'estensione non è banale, anche perché è più che altro metamatematica: il libro va insomma bene per chi è davvero interessato al tema e voglia mettersi di buzzo buono a studiare. Carina l'idea di avere una colonna principale con il testo e una laterale con digressioni ed esercizi, per alleggerire la lettura.

07.09.11

Codici nascosti (libro)   [recensioni]

[copertina] Con questo suo breve saggio (Andrea Monti, Codici nascosti - Politica e diritto della crittografia , Monti&Ambrosini - "Pamphlet", giugno 2011, 56 KB , € 4, ISBN 978-88-89479-21-6), di poco più di una ventina di cartelle, Andrea Monti inaugura per la propria casa editrice una collana di ebook che già a partire dal nome "Pamphlet" e comunque nelle esplicite intenzioni vuole raccogliere voci fuori dal coro su argomenti che sono sulla bocca di tutti, ma in realtà ben poco conosciuti. Il tema in questo caso è la crittografia: non la teoria matematico-informatica che ne è alla base, quanto piuttosto le sue implicazioni pratiche, soprattutto nei cambiamenti intervenuti nei dieci e più anni dalla pubblicazione di Segreti, spie, codici cifrati. Mentre negli anni '90 del secolo scorso la crittografia sembrava solo servire a nascondere a non si sa bene chi i propri testi oppure a mettere una firma che ne garantisse l'intangibilità, oggi (non) la si vede nelle connessioni sicure nei browser e nelle protezioni digitali, i famigerati DRM che dovrebbero impedire la copia non autorizzata di dischi e libri senza riuscirci, ma in compenso rendono a volte impossibile la legittima fruizione di un bene regolarmente acquistato. (Nota a latere: questo libro non ha DRM neppure di tipo sociale, una prova di fiducia nella maturità dei lettori). Il tutto è avvenuto in maniera spontanea, anche perché sia la legge che la giurisprudenza non si sono ancora adattate ai nuovi scenari e spesso anzi contribuiscono a complicare le cose. Punto di forza del saggio è proprio il vedere le conseguenze della crittografia in campi diversi tra loro, evitando una visione troppo ristretta della materia.

03.09.11

Breve corso di ginnastica per il cervello (libro)   [recensioni]

[copertina] Alberto Coto è uno dei pazzi che fanno - e soprattutto vincono - le gare di calcoli numerici da fare a mente. Strano a dirsi, è anche appassionato di matematica, e quindi non è un caso che in questo suo libro (Alberto Coto, Breve corso di ginnastica per il cervello [Fortalece tu mente], Vallardi 2011 [2007], pag. 193, € 10, ISBN 978-88-7887-544-9, trad. Alessandra Repossi) non si limiti a proporre giochi per migliorare le tecniche di calcolo mentale ma aggiunga anche problemini matematici più mainstream.
Il libro è diviso in sette sezioni, ciascuna terminante con una breve biografia di un matematico - ma non necessariamente, si pensi a Benjamin Franklin - famoso. Come dicevo sopra, le prime due sezioni contengono rispettivamente problemi matematici - chi ha letto il mio libro sicuramente ne riconoscerà qualcuno - e problemi da risolvere con il pensiero laterale; si passa poi agli esercizi criptoaritmetici e ci si rilassa, si fa per dire, con i paradossi in matematica. Segue una sezione sui quadrati magici (con qualche refuso di troppo...) e due serie rispettivamente di problemi di sudoku e di kakuro. Direi che la caratteristica peggiore di questo libro è proprio questo cercare di voler mettere dentro di tutto, scontentando probabilmente molti lettori che avrebbero preferito quella o quell'altra sezione. A parte questi problemi di sovrabbondanza, però, il libro è ben tradotto, scorrevole e piacevole, oltre che effettivamente utile per mantenere in forma il cervello. Buffo che nel capitolo dedicato al kakuro non vengano indicate perlomeno le strategie di base per iniziare a risolvere uno schema: chi non le conosce si potrebbe trovare a malpartito.

01.09.11

La traversata di Milano (libro)   [recensioni]

[copertina] Mi dispiace, ma non riesco ad accettare l'ipotesi di partenza di Maurizio Cucchi: che Milano sia bella. Intendiamoci, ci sono posti ben nascosti, chissà perché generalmente privati, davvero carini; ed è chiaro che le chiese della città contengono tesori artistici spesso misconosciuti, alcuni dei quali raccontati nell'ultima parte di questo libro (Maurizio Cucchi, La traversata di Milano, Mondadori - Oscar Contemporanea 2011 [2007], pag. 188, € 9, ISBN 978-88-04-60783-0). Ma affermare che le passeggiate nelle vie del centro o della periferia milanese siano piacevoli è davvero troppo.

D'altra parte anche Cucchi è costretto ad accontentarsi di uno scorcio qua e là, mentre si lamenta di tutte le altre cosacce che si vedono nella sua passeggiata senza meta precisa da vero flaneur; non si può certo esagerare. Il libro ha però la sua ragione d'essere negli intermezzi in cui si parla dei personaggi del passato, soprattutto poeti e scrittori, con affetto e direi quasi nostalgia, come quando racconta della sua infanzia e gioventù in una Milano che probabilmente era davvero più bella di adesso.

30.08.11

Quando le rette diventano curve (libro)   [recensioni]

[copertina] Questo quarto volume della collana Mondo Matematico (Joan Gómez Urgellés, Quando le rette diventano curve - le geometrie non euclidee, RBA Italia - Mondo Matematico 2011 [2010], pag. 151, € 9,99, trad. Sonia Scarfi), dedicato nominalmente alle geometrie non euclidee, ha in realtà un ambito più ampio: non per nulla il testo parte con la geometria del taxi, nota anche come geometria di Minkowski (che curiosamente riappare anche nell'appendice finale, dedicata alla geometria della relatività). Tale prolusione non è affatto fuori tema: permette anzi di dare al lettore un'idea direttamente visibile di come le regole euclidee non siano valide in tutte le occasioni, e quindi permette di capire meglio come si possa arrivare al rifiuto del quinto postulato di Euclide. Nel seguito, dopo aver raccontato come si è arrivati alla geometria iperbolica ed ellittica, Urgellés passa a elencare alcune formule di base delle due geometrie, in maniera però piuttosto confusa - non so se per colpa dell'autore o della traduttrice. La parte finale, infine, credo dovrebbe mostrare come la geometria pervada il XXI secolo, anche se non si tratta della geometria euclidea che si insegna a scuola. Diciamo che almeno per quest'ultima parte l'intenzione era buona, il risultato un (bel) po' meno. Però in definitiva l'opera mi pare più riuscita delle precedenti.

27.08.11

I giochi matematici di Fra' Luca Pacioli (libro)   [recensioni]

[copertina] Non si può negare che l'operazione che l'editore Dedalo ha compiuto con questo libro (Dario Bressanini e Silvia Toniato, I giochi matematici di Fra' Luca Pacioli, Dedalo 2011, pag. 240, € 15, ISBN 9788822068231) non è certo facile. Non solo è stato preso un libro scritto nel volgare di fine '400, tanto che oltre al testo originale viene saggiamente fornita una versione in italiano corrente, oltre al classico apparato di glossario e riferimenti vari che si trova in appendice; ma il testo parla di giochi matematici, il che fa correre il rischio di perdere immediatamente i pochi appasionati di filologia che si fossero timidamente avvicinati all'opera.

Beh, sarebbe davvero un peccato scappar via, perché il libro è davvero ben curato. Si vede bene l'attenta opera di Silvia Toniato; ma preziosissimo è anche il lavoro di Dario Bressanini che per una volta lascia da parte la sua chimica delle cose di tutti i giorni e torna al suo primo amore, la matematica. Le spiegazioni di come funzionano i giochi del Pacioli sono chiarissime e illuminanti, e chissà che non vi venga voglia di riciclare qualcuno dei "bolzoni" ivi presentati per mettere alla prova i vostri amici!

25.08.11

Regno a venire (libro)   [recensioni]

[copertina] Non sono mai riuscito esattamente a capire come mai molti considerino Ballard un autore di fantascienza. Soprattutto nelle sue ultime opere, come questo Regno a venire (J.G. Ballard, Regno a venire [Kingdom to Come], Feltrinelli - Universale economica 2009 [2006], pag. 293, € 9.50, ISBN 9788807721243, trad. Federica Aceto) l'unica cosa "fantascientifica" è l'attuale impossibilità - o almeno si spera, in realtà ho letto il libro nei giorni delle rivolte londinesi, e mi sembrava di avere un déjà vu - che avvenimenti come quelli narrati si svolgano davvero. Come altre volte, il romanzo è ambientato nell'Inghilterra contemporanea, in una cittadina nel londinese dalle parti di Heathrow che sembra più che altro essere nata come satellite di un enorme centro commerciale, il Metro-Centre (buffo che nel risvolto di copertina abbiano usato la grafia americana Metro-Center), che in un modo o nell'altro pervade le vite di chiunque si trovi da quelle parti. Il protagonista, Richard Pearson, pubblicitario appena licenziatosi, viene catapultato là a causa della morte di suo padre, tra milizie consumismo-fasciste che organizzano attacchi agli asiatici ai maggiorenti della città, che si direbbe vogliano eliminare in un modo o nell'altro il Metro-Centre. Quel che è certo è che, oltre al pessimismo che come al solito è una caratteristica di Ballard, c'è un senso di straniamento: persino il protagonista sembra cambiare idea e punto di vista da una pagina all'altra senza nessuna ragione plausibile, come se l'autore volesse aumentare il senso di incomprensibilità di questa nostra società contemporanea urbana. O almeno spero non sia stato un problema di traduzione... La storia termina come ci si poteva immaginare fin dall'inizio, anche se con una timida nota positiva.

24.08.11

The Stanford Mathematics Problem Book   [recensioni]

[copertina] Per vent'anni, dal 1946 al 1965, alla Stanford University hanno fatto una gara matematica per gli studenti dell'ultimo anno delle superiori, in modo da valutare a quali di loro poteva essere caldamente consigliato di andare a fare l'università a Stanford. Questo libro (George Polya e Jeremy Kilpatrick , The Stanford Mathematics Problem Book, Dover 2009 [1974], pag. 68, $6,95, ISBN 9780486469249), ristampato recentemente dalla Dover, raccoglie tutti i problemi dati negli anni.
I problemi sono stati scelti in maniera a mio parere perfida: è molto improbabile che uno riuscisse a risolverli tutti (che selezione sarebbe, sennò?) ma soprattutto negli ultimi anni il primo problema era sufficientemente (e relativamente...) facile, in modo che tutti avessero la possibilità di non tornare a casa del tutto scornati. La seconda cosa importante è che in molti esercizi è esplicitamente detto che non è tanto importante ottenere la risposta esatta, quanto piuttosto spiegare nella maniera più esauriente possibile perché si è arrivati a quella risposta; secondo me la cosa rispecchia l'idea di didattica che indubbiamente era alla base del pensiero di Polya.
Detto tutto questo, la scelta dei problemi a me personamente non piace. Se volete, è perché non ne so risolvere molti; ma in effetti l'enfasi per la geometria solida dal mio punto di vista è molto retrò, e anche i problemi di algebra lineare (più precisamente, la risoluzione dei sistemi di equazioni) non mi dice molto. Qualcuno dei problemi però (e non solo dei primi dell'anno...) è abbastanza carino da meritare di passarci su un po' più di tempo: e d'altra parte anche questo libro è ben corredato di aiutini!

23.08.11

Assassinio in libreria (libro)   [recensioni]

[copertina] Tranquilli. Nonostante il titolo del libro (Lello Gurrado, Assassinio in libreria, Marcos y Marcos 2009, pag. 204, € 12, ISBN 978-88-7168-508-3) Tecla Dozio è ancora viva e vegeta, anche se purtroppo la Libreria del Giallo, nota anche come la Sherlockiana, non esiste più... anche se c'era ancora due anni fa, tanto che il libro l'avevo comprato proprio là. Questo libro, anche se fondamentalmente è un giallo, lo si può più correttamente catalogare come pastiche: come vorreste definire un libro dove dieci famosi giallisti italiani - e dieci stranieri - si ritrovano tutti insieme a cercare l'assassino della povera Tecla, uccisa col cianuro durante una festa alla Sherlockiana? A dire il vero il nome del colpevole verrà trovato da un altro personaggio ben noto, di cui non faccio il nome per non togliere la suspence.
Per quanto riguarda lo svolgimento della storia, anche tenendo conto dei limiti intrinseci nel genere direi che Gurrado è ancora piuttosto debole quando si tratta di esporre il flusso dei pensieri dei personaggi: mi pare invece più a suo agio nei dialoghi, oltre che nella caratterizzazione dell'assasino come "serial writer". In definitiva, un divertissement ottimo per una serata estiva.

20.08.11

_Per la scienza, per la patria_ (libro)   [recensioni]

[copertina] A un primo impatto, potrebbe sembrare strano che ci siano stati così tanti uomini di scienza italiani che hanno partecipato in prima linea al Risorgimento italiano, e sono spesso diventati ministri, se non addirittura premier. Pensandoci un po' su, la cosa risulta meno innaturale: ricordiamoci infatti che i moti risorgimentali, o perlomeno quelli che poi sono effettivamente sfociati nell'Unità d'Italia, sono opera di una minoranza borghese e acculturata,e quindi il mero computo statistico aumenta la possibilità di trovarli tra i protagonisti. Se poi è vero che nell'immaginario collettivo i matematici non sembrano inclini a essere parte attiva - anche se in verità tale credenza è assolutamente falsa - questo non è certo il caso di Carlo Matteucci, fisico del tutto sperimentale - e che della matematica ne faceva minor uso possibile - la cui biografia è narrata in questo libro di Fabio Toscano (Fabio Toscano, Per la scienza, per la patria, Sironi - Galápagos 2011, pag. 300, € 18, ISBN 978-88-518-0137-3).
Toscano parte in medias res, parlando del battaglione di studenti (e professori...) pisani che nel 1848 combatté la prima guerra di indipendenza italiana nella battaglia di Curtatone e Montanara. Matteucci era tra loro: non come soldato, ma in qualità di commissario del granduca di Toscana. Riprende poi la biografia, partendo dall'infanzia a Forlì e dagli esperimenti giovanili condotti mentre i beni familiari si erano man mano volatilizzati e proseguendo con gli anni passati a Pisa nella locale università, dopo che i suoi risultati nel campo dell'elettrofisiologia l'avevano già reso molto noto all'estero. Man mano che passano gli anni, all'impegno scientifico si aggiunge, e anzi diventa preponderante, quello politico: Matteucci si trasferisce a Torino, e viene nominato senatore del Regno, divenendo anche ministro della Pubblica Istruzione per alcuni mesi, riuscendo a promulgare una riforma dell'università che poi è stata affossata dal governo successivo... un po' come capita ai giorni nostri.
Toscano è un po' troppo indulgente col fisico forlivese, perdonandogli praticamente tutto a partire dalla sua attività puramente sperimentale senza un corrispondente impegno teoretico per giungere ai tentativi ingenui di politica estera per la risoluzione della questione romana. Il libro però è molto interessante, sia per quanto riguarda la parte prettamente scientifica che per il racconto dell'Unità d'Italia vista da una prospettiva diversa dal solito. La grande quantità di documenti inseriti nel testo sono indubbiamente la marcia in più del libro, ma fortunatamente non lo rendono un tomo illeggibile: in definitiva, un'opera davvero valida.

13.08.11

Elementi (libro)   [recensioni]

[copertina] Anche se il titolo italiano non lo mostra, questo libro (Philip Ball, Elementi [The Elements - A Very Short Introduction], Codice 2007 [2002], pag. 197, € 12, ISBN 978-88-7578-080-7, trad. Susanna Bourlot) è la traduzione italiana di un volume della meritoria serie dell'Oxford University Press, dedicata per l'appunto alla chimica: inorganica, per gli amanti della precisione. Anzi no, perché la storia - a parte un'introduzione col pensiero degli antichi greci - prende l'abbrivio col '700 e quindi dal lento passaggio dall'alchimia alla chimica, con il lento definirsi degli elementi e la scomparsa di altri che elementi non lo erano (l'aria) o proprio non esistevano (il flogisto).
Il libro riesce ad arrivare a trattare anche la fisica atomica, vista chiaramente dal punto di vista chimico come la generazione di nuovi elementi e le lotte tra i vari gruppi di ricerca per assicurarsi la priorità delle scoperte, e ai radioisotopi; la prosa è coinvolgente e permette di farsi un'idea non scolastica di cosa possa essere la chimica degli elementi. La traduzione è scorrevole: certo che verificare le date, che in un paio di punti sono chiaramente errate, sarebbe stato meglio!

09.08.11

I numeri primi (libro)   [recensioni]

[copertina]Questa volta il titolo della collana Mondo Matematico si occupa dei numeri primi. Di numeri primi ce ne sono tanti, in fin dei conti, e raccontare come i matematici li hanno trattati è sempre interessante, anche se il misticismo che pervade il libro (Enrique Gracián, I numeri primi - un lungo cammino verso l'infinito, RBA - Mondo Matematico 3, pag. 143, € 9.99, trad. Simonetta Onesti) non mi piace affatto. Ma quello sarebbe semplicemente un mio problema, e non dovrebbe influire sulla mia valutazione se non in piccola parte. Quello che però non va affatto bene è la sciatteria ancora maggiore dell'usuale. Passino i refusi, ma l'autore - o molto più probabilmente la traduttrice - non può scrivere castronerie che si notano a una banale lettura, come a pagina 106 dove poche righe dopo avere affermato che gli zeri della zeta di Riemann (pardon, di Euler. Gracián ha le sue idiosincrasie) sulla retta critica sono infiniti aggiunge che ce ne sono circa 10 milioni; o peggio ancora a pagina 86 dove invece che fare un controesempio si fa un esempio che segue la regola... dicendo naturalmente che è un controesempio. Il libro di Marcel Du Sautoy "L'enigma dei numeri primi" è sì più difficile da seguire e comunque un po' mistico - ma sarà colpa dei numeri primi? davvero? - ma dà molte soddisfazioni in più.

30.07.11

Improv for Actors (libro)   [recensioni]

[copertina] Tra le tante cose che ho fatto nella mia vita, c'è stata anche l'improvvisazione teatrale. Insomma avevo già un'idea del contenuto di questo libro (Dan Diggles, Improv for Actors, Allworth Press 2004, pag. 247, $19.95, ISBN 978-1-58115-325-5), anche se poi c'è sempre qualcosa da imparare. Innanzitutto il libro è nato per un corso tenuto ad aspiranti attori; quindi l'improvvisazione è un mezzo, e non un fine. La seconda cosa da notare è che l'improvvisazione di cui si parla qui è quella narrativa, e non quella battutistica che generalmente abbiamo in Italia (anche se non ufficialmente). Questo si riflette sulle leggi dell'improvvisazione definite da Diggles: la prima afferma «Rispondi sempre con "Sì! e..."» (cioè, accetta le offerte dell'altro); la seconda «Dì la prima cosa che ti viene in mente» (cioè, non cercare di stupire con gli effetti speciali, la magia narrativa sta nel vedere come sfruttare le cose banali); la terza «Metti a suo agio il tuo compagno» (cioè, non cercate appunto la gara alla battuta più umoristica ma collaborate a costruire una storia). Quello che per me è stato pesante è la reiterazione continua delle cose. Diggles è sicuramente molto appassionato, e in un corso vero e proprio questo ripetersi è sicuramente utile se non addirittura necessario; ma messo per iscritto dopo un po' scoccia. In definitiva, testo molto utile se avete già un'idea di che si parla, ma non è certo un do-it-yourself.

23.07.11

_An Imaginary Tale: The Story of √-1_ (libro)   [recensioni]

[copertina] A me la storia della matematica è sempre piaciuta, anche perché ogni tanto si scoprono delle chicche niente male. Però in questo caso (Paul J. Nahin, An Imaginary Tale: The Story of √-1, Princeton University Press 2010 [1998], pag. 269, $16.95, ISBN 978-0-691-14600-3) sono stato parecchio sfortunato.

Diciamo che ho apprezzato la prima metà del libro, con i tentativi iniziali di dare un senso ai numeri insensati... pardon immaginari. Ma nella seconda parte Nahin si ricorda che la sua formazione è quella di ingegnere elettromeccanico. Potete anche dire che io sono pieno di pregiudizi, ma sono troppo abituato a vedere vagonate di conti e poi scoprire che dall'altra parte c'è un ingegnere. In un libro di testo i conti me li aspetto, ma in un'opera come questa, che afferma espressamente di non esserlo, vedere pagine e pagine di derivazioni formali che usano i numeri complessi per arrivare a dimostrare, magari in tre o quattro modi diversi, la stessa formula mi dà una crisi di rigetto. Non credo proprio mi comprerò il successivo libro di Nahin sulla costante e, insomma.

16.07.11

Un uomo che dorme (libro)   [recensioni]

[copertina] Io ho amato alla follia La vita istruzioni per l'uso. Sono convinto che sia una delle opere letterarie più importanti del ventesimo secolo. Pero ho fatto davvero fatica ad arrivare alla fine di questo libro (Georges Perec, Un uomo che dorme [Un homme qui dort], Quodlibet "Compagnia Extra - 7" 2009 [1967], pag. 170, € 12,50, ISBN 978-88-7462-242-9, trad. Jean Talon), che non è nemmeno poi così lungo. Il problema non è certo nella traduzione, con Jean Talon che ha fatto i salti mortali, alcuni dei quali sono evidenziati nella nota finale. Ho molto apprezzato ad esempio la "traduzione" delle definizioni delle parole crociate: come noto, Perec fu un bravo compilatore di cruciverba. Nemmeno la trama del libro, con un giovane che un mattino decide di continuare a dormire e non andare a sostenere l'esame, scegliendo poi di diventare il più neutro possibile, è un problema: le trame perecchiane sono spesso di questo tipo. Quello che non mi è piaciuto è la mancanza di un secondo, per non dire un terzo, livello di lettura. Perec adora la compilazione di nozioni inutili e ammonticchiate a caso, però nelle opere mature il caso in realtà non c'è e tutto è preparato per un fine non necessariamente esplicitato: qui no. L'opera è evidentemente giovanile (è il suo terzo romanzo, ma i primi due erano mainstream), e insomma è chiaro che Perec stava cercando la sua strada ma era ancora bene indietro.
La postfazione di Gianni Celati non è che aggiunga molto, se non una dozzina di pagine :)

09.07.11

Mathematics on Vacation (libro)   [recensioni]

[copertina] Magari non ci pensavate, ma l'avvento del computer ha rovinato del tutto una serie di ricreazioni matematiche che oggidì non hanno più senso, o meglio non costano più fatica perché è il computer che fa tutto. Possiamo poi chiederci se fosse davvero divertente passare giornate a fare conti a mano per trovare nuovi risultati, ma soprassediamo.
Un corollario è però che libri come questo di Madachy (Joseph S. Madachy, Mathematics on Vacation, Dover Publications 1975 [1966], pag. 251, ISBN 978-0-486-23762-6), stampato originariamente nel 1966 e ristampato dalla Dover nove anni dopo, sono ormai introvabili se non frugando virtualmente tra i distributori di libri usati. La cosa è piuttosto spiacevole; è vero che intere sezioni, come quelle sulle disposizioni scacchistiche, sui quadrati magici e sui primi di Mersenne, sono talmente datate da essere inutili; ma è anche vero che all'interno del testo si trovano simpatiche perle, come le operazioni geometriche in stile origami e le costruzioni di figure come inviluppi di corde di un cerchio. Anche gli amanti dei problemi troveranno pane per i loro denti; in definitiva, sfrondato della parte obsoleta, il libro può dare notevoli spunti agli amanti dei giochi matematici, proprio perché i temi che vi si trovano sono diversi dai soliti.

06.07.11

Il meraviglioso mondo dei numeri (libro)   [recensioni]

[copertina] Alex Bellos è un giornalista del britannico Guardian, ma ha una laurea in matematica e informatica, almeno secondo quanto afferma lui stesso in questo libro (Alex Bellos, Il meraviglioso mondo dei numeri [Alex's Adventure in Numberland], Einaudi "Stile libero" 2011 [2010], pag. 580, € 20, ISBN 978-88-06-19589-2, trad. Giuliana Lupi). L'idea di base del libro è così quella di parlare di matematica come se si dovesse fare un report giornalistico. Indubbiamente, anche se il materiale è lo stesso che si trova in altri libri divulgativi, la presentazione è sicuramente diversa: la cosa può risultare interessante non solo per il lettore casuale che di queste cose non ne sa molto ma anche per chi i fondamenti li conosce e può vedere connessioni nuove.
Tutto bene, insomma? No. Da un lato - almeno per quanto mi riguarda - lo stile giornalistico all'inglese stufa. I vari capitoli, dallo zero in poi, partono sempre con il parlare di una persona che viene intervistata da Bello e in un certo senso fa da collante sul tema del capitolo; dopo un po' uno si scoccia anche. La seconda cosa che non mi è piaciuta è il gruppo di svarioni matematici - e qui la colpa è spesso dell'autore, sono andato a verificare il testo originale - e di traduzione che ho trovato. Ci sono alcuni punti in cui non si riesce a capire di che si stia parlando: in un libro che dovrebbe fare amare la matematica a chi l'ha sempre odiata la cosa è assolutamente perniciosa. In definitiva posso dare la sufficienza, ma non allinearmi a chi inneggia all'opera miracolosa.

02.07.11

Caro Papa, ti scrivo (libro)   [recensioni]

[copertina] Come argutamente commenta Amedeo Balbi, a volte sembra che Piergiorgio Odifreddi scriva i suoi libri anticattolici per avere la facoltà di pubblicare anche quelli matematici. In effetti non ho ancora avuto il tempo di leggere Più spazio per tutti, ma mi è capitata questa sua ultima fatica (Piergiorgio Odifreddi, Caro Papa, ti scrivo, Mondadori "Strade blu" 2011, pag. 196, € 17,50, ISBN 978-88-04-61007-6), visto che sono stato invitato alla presentazione ad usum blogger. Odifreddi ha affermato che questo suo libro è stato scritto non per gli atei o gli agnostici, ma per i credenti, con il dichiarato intento di convincerli a cambiare campo; in effetti la sua foto in copertina con la camicia bianca e lo sguardo leggermente verso l'alto fa chiaramente capire il suo posizionamento al riguardo.
È ovvio che scrivere al Papa prendendo un suo testo e controbattendolo punto per punto significa darsi un vantaggio competitivo, visto che si possono scegliere i controesempi preferiti senza che l'avversario possa controbattere - a meno che uno non pensi che Ratzinger si metta a replicare; ma questo non è un problema. In fin dei conti spesso si conoscono le cose da un singolo punto di vista; è sempre bello vederle da un punto di vista totalmente opposto, e almeno per quanto mi riguarda la cosa è utile.
Il problema che io - ma non solo io, a giudicare dalle domande fatte durante la presentazione - ho è banalmente metodologico: proprio come non è che un teologo possa parlare di scienza usando le categorie teologiche o filosofiche - e qui do ragione a Odifreddi - non è che uno scienziato possa parlare di metafisica o teologia usando le categorie scientifiche. Odifreddi inizia affermando questa ovvietà, ma in pratica se ne dimentica spesso. La mia sensazione è che il testo non cambierà le credenze di nessuno; poi è ben noto che le mie previsioni sono sempre errate!

29.06.11

Poesia dell'universo (libro)   [recensioni]

[copertina] L'appunto principale che mi sento di fare a questo libro (Robert Osserman, Poesia dell'universo [Poetry of the Universe], Longanesi 2010 [1995, 1996], pag. 205, € 17, ISBN 978-88-304-2772-3, trad. Libero Sosio) è che il titolo è assolutamente fuorviante. Sì, è lo stesso dell'edizione originale, e il motivo è spiegato nella quarta di copertina: secondo Osserman la matematica che serve per spiegare la fisica è spesso bella di suo e quindi poetica. Io non sono d'accordo con l'affermazione, ma il libro è davvero bello: solo che avrei preferito fosse intitolato come il sottotitolo, L'esplorazione matematica del cosmo. L'opera tratta proprio di questo tema, e lo fa con un percorso poco standard visto che parte dalla cartografia terrestre, il che ha senso perché è un ottimo modo per spiegare con un'analogia come si può rappresentare un'ipersfera nello spazio quadridimensionale. Forse la parte finale è un po' datata (il testo originale è del 1995), ma in ogni caso il libro merita la lettura. In un paio di punti anche il grande Libero Sosio ha dormicchiato durante la traduzione, che nel complesso è però come sempre ottima.

25.06.11

Sedia a sdraio (libro)   [recensioni]

[copertina] A cosa serve una sedia a sdraio? A starsene immobili a prendere il sole in spiaggia. Il guaio è che se il corpo è immobile la mente spesso si mette a vagare. Cosa si può farle fare, tenendo conto che siamo in estate e in vacanza e quindi il corpo pretende riposo? Stefano Bartezzaghi ha pensato di mettere nero su bianco tante proposte in questo suo ultimo libretto (Stefano Bartezzaghi, Sedia a sdraio, Salani 2011, pag. 96, € 9,90). Alcuni dei giochi proposti hanno un nome che vi farà venire sicuramente in mente qualcosa di diverso, dal ping pong al gioco dell'oca a Space Invaders: ma garantisco che sono tutti giocabili senza muovere un muscolo - e quindi evidentemente da soli - con l'unica eccezione del Gratta e Vinci dove ci si concede il lusso di muovere un singolo alluce. E se non si ama la sedia a sdraio? Beh, c'è un appendice intitolata "giochi in poltrona" :-)
I capitoletti del libro sono impreziositi dai disegni di Giulia Orecchia. Il testo è assolutamente leggero, non solo come grammatura ma anche come stile, l'ideale per le vacanze; se mi è concesso esternare una sensazione, mi ha ricordato qualcuno dei libretti di Giampaolo Dossena... stessa levità :-)

23.06.11

Voci di corridoio (ebook)   [recensioni]

[copertina] Se qualcuno pensa che "fare un ebook" significhi semplicemente recuperare un po' di materiale e metterlo tutto insieme, bisogna dire che è un inguaribile ottimista. Avere il materiale è condizione necessaria, ma non certo sufficiente: bisogna innanzitutto verificare se ha un senso, e poi organizzarlo nella maniera corretta.
Tutto questo è stato fatto da Peppe Liberti, che ha convinto un po' di loschi figuri che nella vita reale fanno gli insegnanti ma in quella seria portano avanti un blog a scegliere alcuni loro post più esemplificativi della vita di professore in modo da fare una raccolta sicuramente più personale di quanto possa essere letta da un articolo di giornale, o anche solo raccontata dai figli adolescenti - che per definizione non raccontano mai nulla di quanto fanno davvero a scuola. Inoltre, come lo Scorfano racconta nell'introduzione,

è un modo possibile, per chi a scuola non ci mette più piede da tanti anni, per capire che nel frattempo le cose sono molto cambiate e che chi parla di scuola oggi sta spesso parlando della scuola di trenta o di quindici anni fa: quella che conobbe lui, appunto, e che ora non è più.

I punti di vista e gli stili di scrittura sono quanto di più diverso si possa immaginare - ah, c'è anche un infiltrato con i suoi ricordi di quando era dall'altra parte della cattedra... - e forse avevate già letto qualche capitolo nella versione originale sui vari blog; però il risultato finale è comunque assai piacevole.

18.06.11

Matematici, spie e pirati informatici (libro)   [recensioni]

[copertina] Secondo volume della collana Mondo Matematico, questo testo (Joan Gómez Urgellés, Matematici, spie e pirati informatici - Decodifica e crittografia, RBA Italia "Mondo matematico - 2" 2011 [2010], pag. 142, € 9,99; trad. Paola Rimassa) mi pare molto migliore del precedente. D'accordo, ho dei grossi dubbi sulla traduzione - ma la traduttrice veniva pagata a numero di virgole nel testo, che ce ne sono non solo di inutili ma anche di dannose? - piuttosto pesante e con svarioni tipo "i primi quattro ACCORDI della Quinta di Beethoven corrispondono alla lettera V in alfabeto Morse"; però la trattazione è fatta bene, senza entrare troppo nelle complessità matematiche ma comunque non tralasciandole e con una trattazione storica più ampia di quanto si legga di solito in opere corrispondenti. Insomma direi che è stata una piacevole lettura; chi non ama le trattazioni matematiche (ma allora perché mai ha preso in mano questo libro?) potrà divertirsi con gli aneddoti narrati e stupirsi dell'esistenza di un computer quantistico, anche se non capirà come funziona :-)

15.06.11

Ciclopedia (libro)   [recensioni]

[copertina] Si fa presto a dire bicicletta. Detto in altro modo, se siete di quelli che pensano che tutte le biciclette siano più o meno la stessa cosa - fondamentalmente qualcosa che può andare bene per fare un giretto ai giardinetti, ma che rompono solo le scatole in città - questo libro (Michael Embacher, Ciclopedia - icone e design della bicicletta [Cyclepedia: A Tour of Iconic Bicycle Designs], L'Ippocampo 2011 [2011], pag. 224, € 25, ISBN 978-88-96968-32-1, trad. Fabio Zucchella) vi stupirà. Ho visto biciclette di tutti i tipi e marche, da una BMW a una Bridgestone, dalle bici pieghevoli a un triciclo, da una bici di plastica a una in magnesio - non accendetevi una sigaretta vicino, da una bici con la gomma posteriore chiodata (!) a una a trazione integrale (!!), dalla bicicletta che sta in una valigia quando piegata, valigia che poi viene portata come rimorchio alla bicicletta a forma di valigia. Insomma un secolo di biciclette, tutte dalla collezione di Embacher che comprende esemplari da tutto il mondo; per ciascuna bicicletta c'è un paragrafo di storia e varie foto, dalla vista d'insieme ai particolari più importanti. Bello il design del libro, con sul fianco della pagina il tipo di uso della bicicletta raffigurata; peccato per la traduzione che non mi è sempre sembrata così chiara e scorrevole e per la rilegatura (made in China, per la cronaca) che vale davvero poco.

11.06.11

Numeri: divagazioni, calcoli, giochi (libro)   [recensioni]

[copertina] Liber omnis divisus est in partes tres. Insomma questo libro (Dario De Toffoli, Dario Zaccariotto, Margot De Rosa, Numeri: divagazioni, calcoli, giochi, Nuovi Equilibri 2008, pag. 246, € 20, ISBN 978-88-6222-052-1) è composto da tre parti notevolmente diverse tra di loro, pur avendo come filo conduttore il parlare di numeri (mannò!).
La prima parte, quella piu chiacchieristica su alcune proprietà di alcuni numeri - le "divagazioni", insomma - è senza dubbio la peggiore, suggerirei quasi di lasciarla perdere perché non è che dia chissà quali informazioni. A me è invece piaciuta molto la seconda sezione, che spiega alcune tecniche di calcolo mentale; capisco che sarò in netta minoranza, ma magari qualcun altro potrebbe apprezzare la cosa ed esibirsi poi in virtuosismi di fronte agli amici. Infine la parte finale contiene tanti giochi "numerici" da fare con una matita, una gomma e tanta pazienza: come bonus c'è poi in quarta di copertina una variante dell'Hex da giocarsi con i dadi che però non ho avuto occasione di provare.
Fortunatamente dopo il primo capitolo che era la fiera del refuso la situazione per quanto riguarda gli errori di stampa è migliorata... Mi stavo davvero preoccupando.

08.06.11

Journey through Genius (libro)   [recensioni]

[copertina] Di storie della matematica ce ne sono davvero tante. Ma questa (William Dunham, Journey through Genius, Penguin 1991 [1990], pag. 300, $16, ISBN 978-0-14-014739-1) è un po' particolare. Dunham ha pensato infatti di strutturarla a partire dai grandi matematici della storia e soprattutto a partire da alcuni dei loro risultati più famosi. Iniziamo così dalla quadratura della lunula da parte di Ippocrate di Chio per arrivare a Cantor e ai suoi numeri transfiniti. I teoremi sono però solo la parte centrale dei capitoli, che parlano anche della vita del loro dimostratore e del contesto sia storico che matematico in cui si pone: tanto per fare un esempio, quello in cui si parla della dimostrazione della non numerabilità dei reali affianca il cambio di prospettiva nella matematica con quello che parallelamente si aveva nella pittura. Ma quello che è davvero bello in questo libro è che i teoremi sono dimostrati. Sfido chiunque ad avere visto la dimostrazione della formula di Erone per calcolare l'area di un triangolo dati i suoi lati; Dunham te la mette lì, annotandotela man mano per far vedere l'abilità di una linea di attacco che sembra essere casuale ma invece alla fine fa scattare la trappola. Direi che il libro è perfetto per chiunque non scappi a priori davanti a una formula matematica.

04.06.11

Shi Kong: China Futures (libro)   [recensioni]

[copertina] Anche in Cina si scrive fantascienza. Forse non lo si faceva tanto durante la Rivoluzione Culturale, ma ormai il genere è stato sdoganato. Per curiosità ho così preso questa antologia di Urania (AA.VV., Shi Kong: China Futures, Urania 1564, novembre 2010, € 4.90, trad. Lorenzo Andolfatto) con racconti tratti dalla rivista cinese Kehuan Shijie.
Giudizio critico? Beh, per metà buona del libro i racconti sono francamente brutti. Notate che io amo anche la fantascienza americana dell'Età dell'Oro, insomma non chiedo chissà quale introspezione psicologica dei personaggi ma mi accontento senza problemi dei vecchi racconti con un'idea più o meno plausibile portata alle sue conseguenze. Qui non c'è nulla di tutto questo, i primi racconti mi sembrano più che altro dei compitini (non posso ovviamente sapere quanto la traduzione abbia influito sullo stile, il cinese è troppo lontano dalle mie conoscenze per potermi fare anche solo un'idea indiretta). Salverei solo La melodia della vita di Wang Jinkang, nonostante qualche incertezza stilistica, e I sei sentieri di He Xi, anche se credo di aver perso qualcosa sui riferimenti al buddismo. Le tombe del cosmo di Han Song avrebbe anche un'idea interessante ancorché crepuscolare, sui costruttori di tombe, ma appunto il tema è trattato in maniera troppo piatta per i gusti che posso almeno avere io. In definitiva non credo che mi appassionerò ancora alla fantascienza cinese.

01.06.11

Gesù e i saldi di fine stagione   [recensioni]

[copertina] Bruno Ballardini è un markettaro. Oltre alle sue opere più serie che non ho mai visto, ha scritto un best-seller, Gesù lava più bianco, che spiega come la Chiesa cattolica romana sia stata la prima a inventare il marketing, già ai tempi di San Paolo. Ballardini, che pure è ateo, è rimasto così indissolubilmente legato al successo di quel libro che probabilmente ha scritto questa sua nuova fatica (Bruno Ballardini, Gesù e i saldi di fine stagione, Piemme 2011, pag. 304, € 16, ISBN 978-88-5661-532-6) per esorcizzarla. Il tema stavolta è «Perché la Chiesa non "vende" più?»; Ballardini immagina di essere stato assoldato da un cardinale per preparare uno studio sulle misure per ovviare alla crisi di questi decenni della Chiesa Cattolica. Ora io a questa storia non ci credo affatto, ma qualche studio gli deve essere stato davvero commissionato, vista la parte centrale del libro che racconta dei vari brand attuali della Chiesa, da CL ai Focolarini, dall'Opus Dei a sant'Egidio, e delle minacce delle altre religioni e culti. Detto tra noi, per quanto interessante questa è la parte più debole del libro; molto meglio inizio e fine, anche se a mio parere se li è inventati di sana pianta. In definitiva un bel libro, direi più adatto a chi si interessa di religione che agli adepti del marketing: se volete, fa un po' pensare che sia pubblicato dalla Piemme, che adesso è nel gruppo Mondadori ma nasce comunque come casa editrice di ispirazione cattolica. E non ditemi che gli affari sono affari, qui non abbiamo Brigitta e Filo Sganga!
Curiosità finale. Nella copertina si vede un'etichetta (di un articolo in saldo, e il nome l'articolo è appunto il titolo del libro) con un EAN. Bene: quell'EAN è in realtà l'ISBN di un libro, sempre edito da Piemme, di Paul Poupard; il libro in questione è La morale cristiana nel mondo. Indagine del Segretariato per i non credenti. Carino, no?

28.05.11

L'aritmetica di Cupido (libro)   [recensioni]

[copertina] Non è la prima volta che Carlo Toffalori scrive un libro in cui cerca di mettere insieme matematica e opere letterarie. Rispetto al precedente Il matematico in giallo, però, stavolta (Carlo Toffalori, L'aritmetica di Cupido, Guanda "Biblioteca della Fenice" 2011, pag. 254, € 16,50, ISBN 978-88-6088-869-3) il risultato mi sembra molto migliore. Ho qualche riserva sul titolo; di matematici e amor letterario se ne parla giusto per un capitolo, e nemmeno tanto ampio. Il tema generale è di come la matematica e i matematici vengono visti in tutta la letteratura, da sant'Agostino al giorno d'oggi; il testo è pertanto prodigo di citazioni dei più svariati autori, immerse in quella che è una lunga chiacchierata di quelle che si potrebbero fare in una lunga sera d'inverno davanti a un caminetto. La matematica non ne esce sempre bene: anche autori come Edgar Allan Poe, che pure a parole si profondono in lodi sperticate all'Analisi, a una lettura meno affrettata si nota affastellano nozioni senza un chiaro significato: più che matematica si può quasi parlare di magia. Altri accostamenti, come quello di Pirandello, mi appaiono un po' forzati; meglio sicuramente quando si parla di Oulipo e dell'onnipresente Borges. Alla fine ci si rende comunque conto che anche la matematica fa parte della vita...

25.05.11

Cos'è la Sintropia (libro)   [recensioni]

[copertina] Il gruppo Facebook "La mucca di Schrödinger" è dedicato ai libri scientifici; creato da alcune case editrici italiane, mette periodicamente in palio alcune copie di un libro per chi voglia leggerle e recensirle. Questa volta (Luigi Fantappié, Cos'è la Sintropia, Di Renzo 2011, pag. 288, € 20, ISBN 978-88-83232-58-9) è toccato a me. Ma che cos'è in effetti la "sintropia"? Il sottotitolo del libro recita "Principi di una teoria unitaria del mondo fisico e biologico e conferenze scelte". Il punto di partenza della teoria - più filosofica che fisico-matematica, almeno in questo testo - è dato dalle soluzioni delle equazioni che descrivono la teoria della relatività e la meccanica quantistica. Queste soluzioni sono fondamentalmente di due tipi: onde generate da un punto nello spazio-tempo e onde che convergono verso un punto. Questa seconda classe di soluzioni è generalmente eliminata perché "non ha senso fisico"; Fantappié invece le tratta come esistenti, pur notando che per definizione tali fenomeni non possono essere studiati con il metodo scientifico; mostra come sono opposti all'entropia andando verso una complicazione e non una semplificazione, e li chiama per l'appunto sintropici. Da lì si giunge poi a una teoria degli universi possibili che vengono definiti a partire dai gruppi di trasformazioni dello spazio n-dimensionale e a un argomento ontologico per l'esistenza di Dio (Fantappié era cattolico).
Prima di buttar via tutto come stupidaggini pesudoscientifiche è meglio ricordarsi che uno come Feynman, insomma non esattamente l'ultimo arrivato, postulò che nell'universo ci fosse un singolo elettrone che andando avanti e indietro nel tempo ci facesse credere di essersi moltiplicato; e d'altra parte tutte le millanta teorie dell'unificazione della fisica partono proprio da gruppi di trasformazioni che "sarebbero" le particelle elementari. Anche la sua teoria della Relatività Finale, in cui le leggi fisiche non varrebbero a distanze spaziotemporali enormi, è interessante, così come la sua critica al positivismo scientifico che parte dalla considerazione che dalla metà del XIX secolo la matematica è diventata tutto tranne una scienza basata sulle percezioni sensoriali. Resto però molto scettico sulla possibilità di studiare seriamente eventuali fenomeni sintropici; in definitiva il libro mi pare più un esercizio filosofico che una teoria verificabile, nonostante l'artificio dualistico escogitato da Fantappié che studia gli eventi invertendo il senso del tempo.
Peccato infine per i numerosi refusi, probabilmente legati alla scansione OCR dei testi originali.

21.05.11

Esercizi di stile (libro)   [recensioni]

[copertina] Questo libro (Silvia Ferraris, Marco Maiocchi, Maximiliano Romero, Esercizi di stile, Libreria Clup 2007, pag. 221, € 13, ISBN 978-88-7090-921-0) è una specie di instant book; nato da un workshop di una settimana al corso di laurea in design industriale, raccoglie gli elaborati degli studenti.
Il titolo dovrebbe far ricordare all'inclito lettore quello dell'omonima opera di Queneau: anche in questo caso abbiamo un tema - uno spot pubblicitario di una barretta energetica al cioccolato - che viene rivisto e rivisitato seguendo svariati stili tra quelli proposti dai docenti e quelli tirati fuori dagli studenti stessi. Il guaio sta nell'estrema disomogeneità dei risultati, presentati così come consegnati senza un commento critico; nella stragrande maggioranza dei casi gli studenti si sono limitati a mettere in pratica la scena clou, ma in maniera non certo olistica quanto distaccata, proprio da compitino a casa.
Menzione onorevole però per lo studente che ha scelto come stile "etichette di birra" e ha detto di aver girato Milano per comprare birre di tutti i tipi: lui si è sicuramente divertito.

18.05.11

Il metro del mondo (libro)   [recensioni]

[copertina] Devo confessare che ho iniziato a leggere questo libro (Denis Guedj, Il metro del mondo [La Méridiene], Le Scienze 2009 [2004], pag. 331, trad. Mauro Raggini) con un certo qual scetticismo, memore della pessima impressione che mi fece Il teorema del pappagallo. Però mi sono dovuto ricredere: è tutta un'altra cosa. Qui il tema è la creazione, anzi direi quasi l'invenzione, del metro: come cioè nel bel mezzo della Rivoluzione Francese si decise non solo di uniformare tutte le misure, ma di crearne una completamente nuova e legata alla Natura. Guedj racconta appassionatamente la cosa, dai cahiers des doleances che si lamentavano anche perché le misure correnti venivano modificate a piacere dai signorotti alle discussioni su quale sarebbe stata la misura più certa alle misurazioni geodetiche compiute in un momento in cui la Francia repubblicana era in guerra con mezza Europa. La parte più interessante è a mio parere proprio questo interallacciarsi degli avvenimenti della Rivoluzione con quelli trattati nel libro: nomi ben noti dalle lezioni di storia compaiono qui come comparse o protagonisti, ma in ogni caso da un diverso punto di vista. La traduzione è scorrevole.

14.05.11

La sezione aurea (libro)   [recensioni]

[copertina] Gli spagnoli di RBA hanno preparato un'altra collana matematica, dopo quella dei giochi matematici; in questo caso credo che l'idea sia mostrare come la matematica pervada la vita di tutti i giorni senza però usarne troppa, in modo da non spaventare il lettore. Con questo primo volume (Fernando Corbalán, La sezione aurea - il linguaggio matematico della bellezza, RBA Italia "Mondo matematico" 2011 [2010], pag. 158, € 9,99; trad. Paola Pettinotti e Alessandro Ravera) non è che ci siano riusciti così tanto. La parte finale architettonica può essere carina, anche se io non credo a tutte quelle occorrenze del rapporto aureo φ; e ho apprezzato i riquadri di approfondimento sulle persone. Però mi resta il dubbio che tutta la prima parte,quella più propriamente matematica, risulti troppo pesante per il lettore casuale e troppo confuso per il matematico; inoltre non capisco la scelta di nascondere l'autore che non appare in copertina ma solo nel colophon. Misteri.

13.05.11

santini elettorali: Manfredi Palmeri Sindaco   [recensioni]

All'ultimo momento (è arrivata in buca ieri, come sempre indirizzata ad Anna) ma anche Manfredi Palmeri ha spedito la propria pubblicità elettorale: volantino 21x10,5cm, carta patinata 160g/m2, nome del committente responsabile scritto con un font leggibile, IBAN regolarmente presente.

Lo slogan di Palmeri è «LA PRIMAVERA DI MILANO» con i colori digradanti sui toni dell'arcobaleno, cosa che farebbe tanto anni 90 se nopn fosse che perlomeno il font è molto sottile. Il sottoslogan è poi molto terzopolista:

Né con la Moratti, la delusione
Né con Pisapia, l'illusione
Né con il non voto, la rassegnazione

Peccato che la metrica dei secondi emistichi zoppichi, soprattutto visto che i primi sono tutti senari e quindi viene da pronunciarli molto caricati. La presentazione del candidato («madre milanese, padre del Sud») nasce apposta per mostrare il non-estremismo (ma i tre fratelli delle sue figlie sono di primo letto suo o della compagna? il volantino tace a riguardo e il sito è fumoso)

Nel retro, ancora uno slogan: «Coraggio, Milano! Vota per te, vota Manfredi Palmeri». Palmeri ha vinto il premio per la maggior quantità di spot. Il resto è un appello quasi toccante: «Se invece ha già deciso di votare un'altra lista, e ne è proprio convinto, le ricordo che può comunque indicare me come Sindaco grazie al voto disgiunto», e «Le chiedo di parlare di questa opportunità per Milano - con familiari, amici, colleghi o chi comprensibilmente è sfiduciato e pensa di non votare» - segue slogan di cui sopra.

Ah, non mi sono dimenticato di riportare il programma elettorale di Palmeri. Nel volantino non ce n'è proprio traccia, a meno che non si intenda per programma elettorale «Scegliamo la persona, perché Milano torni ad essere Milano». Insomma, sarà il nuovo polo ma il personalismo continua ad essere la base su cui il suddit... l'elettore deve basare il proprio voto.

11.05.11

Maths 1001 (libro)   [recensioni]

[copertina] Può avere senso parlare di matematica dividendola in mille e una scheda da dieci-quindici righe, massimo venti? La risposta sorprendentemente è sì, come si può vedere da questo libro (Richard Elwes, Maths 1001, Quercus 2010, pag. 415, Lst 14,99, ISBN 978-1-84866-063-2) la cui versione statunitense ha come titolo "Mathematics 1001" (ah, l'inglese!) Elwes parla di tanta matematica, arrivando alla teoria delle categorie e alla fisica matematica; l'approccio matematico alla meccanica quantistica è molto interessante. Non tutto è perfetto, ci mancherebbe altro. Chiaramente non ci sono dimostrazioni, ma solo enunciati; c'è poi una certa ridondanza che però è necessaria, visto che credo che siano in pochi i pazzi come me che se lo siano letti da cima a fondo; e soprattutto i riferimenti agli altri punti sono sì visibili perché scritti in grassetto ma ben difficili da trovare se non andando nell'indice analitico finale in corpo 5 o giù di lì. Ma ritengo che il testo, nemmeno troppo caro, sia ottimo per chi voglia avere un manuale di riferimento (e sappia l'inglese). Curiosità finale: il libro è stato stampato... in Cina. Non pensavo convenisse fare così.

07.05.11

Ingenious Mathematical Problems and Methods (libro)   [recensioni]

[copertina] Occhei, questo libro non lo si trova se non nei circuiti alternativi, quindi questa mia recensione non è che sia cosi utile, non ho difficoltà ad ammetterlo. Però il testo (Lloyd A. Graham, Ingenious Mathematical Problems and Methods, Dover Publications 1959, pag. 254, ISBN 978-0-486-20545-8) ha un certo interesse storico-matematico, perché mostra quali fossero i problemi ritenuti interessanti dall'élite tecnica statunitense degli anni 1950 e vedere la differenza con quelli odierni. Innanzitutto l'ambientazione dei problemi è molto più vicina alla vita reale, tanto che spesso occorre modificare le condizioni iniziali teoriche dei problemi stessi per ottenere la "risposta reale". La seconda peculiarità che ho notato è il pesante ricorso ad analisi matematica e trigonometria (ma anche alla geometria sintetica, per dire...) per arrivare alle soluzioni. È strano, perché altri libri di quel periodo (penso per esempio a Maurice Kraitchik) erano più di stile combinatorico. Vabbè, poi è arrivato Martin Gardner :-)
Il libro contiene anche un gruppetto di "quickies", più simili ai problemi cui siamo abituati oggi, e una serie di nursery rhymes che a me non dicono proprio nulla, anche se alcune mi paiono parodie di filastrocche comuni inglesi.

04.05.11

Numeri assassini (libro)   [recensioni]

[copertina] Premessa: il sottotitolo del libro è "Come scoprire con la matematica tutti i segreti del crimine" e il titolo è scritto con un 3, "Num3ri", come il serial tv omonimo, ovviamente a meno di traduzione. In effetti l'argomento del libro (Mariano Tomatis, Numeri assassini Kowalski 2011, pag. 238, € 14, ISBN 978-88-7496-795-7) è proprio quello: applicare la matematica alla risoluzione dei casi criminali. I cinque capitoli in cui il libro è diviso si concentrano su diversi particolari. Nel primo si vedono le tecniche di inferenza statistica per restringere l'area dove presumibilmente vive un serial killer; nel secondo si parla delle tecniche per descrivere e riconoscere i criminali; il terzo racconta alcune delle tecniche usate dal RIS; il quarto ci mette in guardia dall'applicare brutalmente le stime probabilistiche quando si cerca di valutare l'innocenza o la colpevolezza di un imputato; il quinto (più l'epilogo dedicato a Ippaso) racconta di assassini reali e letterari dove le tecniche matematiche sono state rese esplicite. Il libro si legge piacevolmente, sia per la prosa leggera di Tomatis che per i problemini lasciati qua e là, e da risolvere badando bene ai possibili trucchi nella formulazione; molto utile e opportuna la sezione finale di ogni capitolo con la citazione delle fonti e alcuni approfondimenti, e parecchio interessante l'avere tra i vari casi presentati anche misteri "made in Italy", come il Mostro di Firenze o l'infanticidio di Cogne.

30.04.11

Anche tu matematico (libro)   [recensioni]

[copertina] Occhei, sono passati vent'anni dalla pubblicazione di questo libro (Roberto Vacca, Anche tu matematico, Garzanti 1989, pag. 181, € 15, ISBN 9788811739999). Gli esempi in GWBASIC sono irrimediabilmente datati, oggi probabilmente si metterebbe l'URL di un'applet; ma quello lo possiamo mettere in conto, e poi non è che fossero così essenziali nell'economia del libro. Ma è buona parte del resto che non va, e probabilmente non andava nemmeno vent'anni fa. Vacca è un ingegnere, e lo si vede benissimo; il suo punto di vista si può riassumere in "c'è questo concetto, vi mostro i conti che si fanno in un esempio qualunque, e adesso siete pronti a fare lo stesso anche voi". No, la matematica non è questa. La matematica è (dovrebbe essere) prima capire cosa sta dietro il problema, poi capire il problema, e solo alla fine fare i conti. (Un Vero Matematico li lascerebbe persino come facile esercizio al lettore, ma non sottilizziamo). Non so, ho come il sospetto che questo libro abbia allontanato più gente di quanti abbia avvicinato alla matematica, il che non è certo il massimo della vita. Degne di nota le due previsioni che fa alla fine del libro, rispettivamente sul numero di malati di Aids e sulla diffusione dei personal computer in Italia. Vacca afferma correttamente che anche se i dati a disposizione sembrano corrispondere a una crescita esponenziale la cosa è impossibile in pratica, e si otterrà probabilmente una curva logistica (una specie di S che tende a un limite massimo); poi mi casca miseramente, scommettendo che si tenderà a 2300 malati e poco più di 5 milioni di PC. Un errore solo di un fattore 10. Lo so che è facile sparlare a posteriori, ma io non mi sarei mai fidato di estrapolare una curva logistica a partire da sette soli punti... e cose come queste fanno sembrare il matematico uno stregone, perdipiù incapace. E allora chi te lo fa fare a diventare matematico?

27.04.11

L'uomo sul tetto (libro)   [recensioni]

[copertina] Sono passati sette anni dal caso di Roseanna, il primo della serie; il commissario Martin Beck ha sette anni in più, è divorziato e la figlia maggiore è già una donna, tanto che all'inizio si vedono padre e figlia a chiacchierare in un locale. Ma a parte queste considerazioni e l'accorgersi che la coppia Sjöwall-Wahlöö è sempre specializzata in descrizioni minutissime di luoghi, tanto che uno potrebbe farci un Google Maps coi loro libri, in questo libro (Maj Sjöwall e Per Wahlöö, L'uomo sul tetto [Den vedervärdigen mannen från Säffle], Sellerio "La memoria - 807" 2010 [1971], pag. 282, € 13, ISBN 978-88-389-2422-4, trad. Renato Zatti) sotto la trama del poliziesco c'è un romanzo di denuncia, come giustamente spiegato nel risvolto di copertina: si parla della violenza gratuita di molti poliziotti, e dello spirito di corpo che nasconde per quanto possibile le malefatte dei colleghi. L'altra denuncia che si legge nelle pagine è sul "rinnovamento" delle città, con edifici se non addirittura quartieri sventrati per costruire nuovi svincoli stradali e gli affitti che balzano alle stelle. Beck continua a essere un antieroe, e le tensioni interne tra i suoi colleghi sono più forti; per il resto, la struttura del libro è simile a quella dei precedenti, col caso che si dipana più o meno per conto suo e le ultime decine di pagine dedicate al redde rationem. Insomma, consigliato per chi apprezza il genere; dubbi per gli altri. E a proposito di dubbi: chissà come mai è stato scelto un titolo che ha più o meno senso con il libro ma non c'entra nulla con l'originale...

23.04.11

Discorso sulla matematica (libro)   [recensioni]

[copertina] (se vuoi una recensione più seria, va' su Galileo!)

Italo Calvino, da buon membro dell'Oulipo, è sempre stato interessato alla scienza in generale e alla matematica in particolare: ma forse rileggere il suo testamento letterario, le Lezioni americane, come se parlassero di matematica è un po' esagerato. Questa è però stata la scelta esplicita di Gabriele Lolli, che in questo libro (Gabriele Lolli, Discorso sulla matematica, Bollati Boringhieri 2011, pag. 226, € 18, ISBN 978-88-339-2193-8) si è addirittura permesso di non parlare di coerenza - il testo della sesta lezione che Calvino non ha fatto in tempo a preparare e che pure sarebbe stato un argomento perfetto quando si parla di matematica. Il risultato è molto migliore di quello che ci si potrebbe aspettare di primo acchito; Lolli, anche se ogni tanto si aspetta che i suoi lettori abbiano una conoscenza perfetta del formalismo della logica matematica ed è capace a scrivere la famosa formula di Eulero come e^2(πi) - 1 = 0, è molto bravo a cogliere similitudini molto labili, e sfruttarle per raccontare come i matematici vedono il proprio campo di studi. In definitiva, leggendo questo libro magari non imparerete molto di letteratura ma avrete un'idea abbastanza chiara di che cos'è la matematica.

16.04.11

L'orizzonte di Riemann (libro)   [recensioni]

[copertina]Lo dico subito, cosi mi tolgo il dente: da questa antologia di racconti matematici fantascientifici, o di racconti fantascientifici matematici che dir si voglia (Antonio Bellomi e Luigi Petruzzelli (ed.), L'orizzonte di Riemann, Edizioni Della Vigna "La botte piccola - 8", pag. 320, € 16,18, ISBN 978-88-6276-032-4), mi aspettavo parecchio di più. I racconti sono tutti inediti in italiano - quindi per esempio non c'è And He Built a Crooked House di Heinlein, un classico del genere - e si dividono in italiani contemporanei e in americani di annata. Può darsi che io mi sia ormai rovinato, ma devo dire che i secondi, nonostante il loro essere un po' naïf, sono di solito una spanna sopra dei primi. È anche vero che andando avanti a leggere mi è sembrato di vedere un miglioramento: La sparizione di Majorana di Antonino Fazio è un po' troppo didascalico e Orologio veneziano di Veronika Santo un po' poco fantascientifico; 1+1=4 di Francesco Perrotta ha un'ottima idea che poteva essere resa un po' meglio. Poi c'è un'eccezione notevolissima, Teorema sinfonico di Massimo Ferri (ma è il Max Ferri dei tempi fidonettiani?) che merita davvero sia come idea che come realizzazione, e migliora sicuramente l'umore del lettore, che su alcuni degli altri racconti potrebbe essere rimasto sconcertato.
Molto interessante il post scriptum di Giovanni Valerio con altri suggerimenti di lettura; il tutto fa però risaltare ancora di più l'assenza di una presentazione dei vari autori, cosa a cui mi sono oramai abituato a furia di antologie asimoviane e greenberghiane. Insomma, una buona occasione sprecata, il che paradossalmente fa ancora più dispiacere proprio perché si vede che il libro è stato curato fin nei minimi particolari (provate a chiedervi il perché di quel prezzo non arrotondato...) e direi quasi amato.

15.04.11

I cento progetti realizzati (spam elettorale)   [recensioni]

Ebbene sì, mercoledì anche a noi è arrivato il famoso libro elettorale di «Letizia Moratti Sindaco di Milano» (questa è la scritta ufficiale con cui il mittente è indicato, assieme a una righetta in fondo che sentenzia «Materiale prodotto e distribuito senza alcun costo per il Comune di Milano». Ah, quando parlo di "noi" intendo che una copia è arrivata al sottoscritto e un'altra copia ad Anna. Cecilia e Jacopo sono stati graziati, immagino perché non hanno ancora raggiunto la maggiore età e quindi non possono recarsi alle urne apportando il loro presunto contributo alla rielezione di Letizia. Una noticina tecnica: l'invio non è stato fatto come pubblicità elettorale (con le tariffe previste) ma molto più banalmente come PostaTarget Basic, codice DCOOS5661, autorizzazione NAZ/096/2008. Insomma è già da un po' che la Moratti ha questa idea di sfruttare le poste per inviare materiale.

Strappata la busta, troviamo una letterina del sindaco che Ci ringrazia perché «siete stati parte attiva nella definizione del mio programma e che siete solleciti nel segnalarmi inefficienze e nel propormi nuovi servizi utili alla comunità.» (ma non preoccupatevi, prosegue subito dicendo che tanto quelle cose mica le vuole fare). Per la cronaca, la lettera termina con le noticine in corpo 4 che ci ricordano che il Comitato Letizia Moratti per Milano, via Montebello 42 Milano tratta i miei dati al fine di inviarMi materiale di propaganda, e che il Responsabile del Trattamento è Cemit Interactive Media spa, via Toscana 9, San Mauro Torinese.

Ma basta con queste quisquilie, e passiamo alla ciccia, pardon al libro. Formato 25.5 x18.5, non è pinzato come gli omologhi che il nostro attuale PresConsMin ci ha spedito per ben due volte, ma bensì incollato. Insomma, l'aspetto estetico è molto migliore di quanto uno potesse ragionevolmente aspettarsi. A pagina 3 c'è l'executive summary con tutte le cose belle che Letizia ha fatto in questi anni, con una serie di numeri che almeno a me non dicono nulla fuori dal contesto; l'unico su cui posso mettere becco sono i 6980 lampioni in più, che diviso per i 1937 km di strade (esclusi parchi e giardini) fanno uno ogni 277 metri.

Chiaramente il libro ha tanta grafica e poche parole; non mi sono messo a contare il numero di foto in cui appare Letizia, né la quantità di ritocchi Photoshop che sono stati necessari, anche se oggettivamente sono molto minori di quanto noi milanesi vediamo nei poster. Ci sono i dati visti nei cartelloni di questo inverno, come il «-48% di reati a Milano in 3 anni» (qualcuno glielo va a dire all'Eterno Vicesindaco che è sempre lì a lamentarsi?; ci sono i dati finti, come l'inaugurazione dei "Raggi verdi" fatta l'anno scorso (nemmeno il raggio numero 1 è stato completato a oggi), e le arrampicate sugli specchi (una parola sola: Ecopass); ci sono i dati comici, come la cartina della rete metropolitana che non segna come terminati i prolungamenti di M2 (e qui almeno c'è stato uno stelloncino a fianco) e M3: nemmeno loro si fidavano di riuscire a inaugurarla in tempo.

Risultato finale? Non credo che una pubblicazione del genere sposti un solo voto. Però sicuramente muove l'economia, e potrebbe persino aumentare la percentuale di rifiuti riciclati in città (no, la mia copia me la tengo stretta, sono un feticista)

13.04.11

Verso l'infinito ma con calma (libro)   [recensioni]

[copertina]Roberto Zanasi, meglio noto in rete come Zar, è un professore di matematica; di quella specie purtroppo non così comune che la matematica la ama (cosa credete? Dietro ogni persona che dice di odiare la matematica c'è stato un professore che non l'amava neppure lui). Qualche anno fa Zanasi scrisse sul suo blog una serie di post in forma dialogica, dove un Vero Matematico - mi raccomando le maiuscole! - porta un suo discepolo a scoprire il paradiso che a detta di Hilbert è stato offerto a tutti i matematici da Cantor. Ora questi dialoghi sono raccolti in un libro (Roberto Zanasi, Verso l'infinito ma con calma, Scienza Express 2011, pag. 136, € 12, ISBN 978-88-96973-00-4) per i tipi di Scienza Express.
Della teoria dei numeri infiniti ne hanno parlato in tanti, l'ho fatto anch'io. I punti di forza di questo libro sono innanzitutto il farlo appunto con calma, permettendo al lettore di afferrare man mano i vari concetti presentati, e il non nascondere sotto il tappeto i problemi che i matematici stessi hanno quando si tratta di fondamenti. Beh, diciamola meglio: li mette sotto il tappeto, ma almeno ti avvisa che lo sta facendo. Anche la trattazione degli ordinali transfiniti non è poi così facile da trovare, e per chi ne vuol sapere qualcosa il libro sarà utile; ma a parte tutto questo la carta vincente è che è scritto bene!

09.04.11

Giovanni Keplero aveva un gatto nero (libro)   [recensioni]

[copertina]L'autore del libro (Marco Fulvio Barozzi (Popinga), Giovanni Keplero aveva un gatto nero - Matematica e fisica in versi , Scienza Express "narrazioni", pag. 132, € 9, ISBN 978-88-96973-02-8) in quarta di copertina si definisce così: "Popinga insegna davanti a una platea disattenza quando non intimamente ostile e si consola con la letteratura". Conoscendolo, mi sa che anche la prima parte della frase sia vera. In questa sua raccolta di poesie matematiche e fisiche – ma forse "poesia" è un termine riduttivo: nelle prime pagine si spiega quali tipi di versi ha usato, dai limerick alle incarrighiane, dagli haiku ai maltusiani ai fib – Popinga mette la scienza in una posizione buffa: il significato di quello che scrive è indubbiamente vero, ma il significante spiazza il lettore. O magari a volte è il significante a dare la forma più importante, come in questo esempio che riporto più giù in interezza perché mi è piaciuto davvero: se il tutto non fosse chiaro, andate a cercare che cos'è la contrazione di Lorentz, e poi rileggete il limerick (ricordandovi che le rime dovrebbero essere AABBA)



I limerick relativistici hanno la distinzione
di essere affetti da una contrazione,
che di Lorentz è detta:
non è barzelletta,
né finz.

Se devo fare un appunto alla vena poetica del nostro, sperando lui non sia come il personaggio simenoniano da cui prende il nome d'arte, è che i suoi maltusiani non hanno il ritmo che mi aspetterei da loro: anche l'orecchio vuole la sua parte. Detto ciò, correte a ripassare la vostra fisica e matematica!

06.04.11

103 curiosità matematiche (libro)   [recensioni]

[copertina] La coppia di ingegneri Balzarotti-Lava ormai ci ha preso gusto a scrivere libri per Hoepli a proposito di numeri, formule e affini. Dopo averci raccontato delle successioni di numeri interi stavolta (Giorgio Balzarotti e Paolo P. Lava, 103 curiosità matematiche, Hoepli 2010, pag. 389, € 27, ISBN 978-88-203-4556-3) il duo presenta un certo numero di "curiosità matematiche", come del resto dice il titolo stesso. A dire il vero non sono 103 ma qualcuna di più; il capitolo 102 è infatti diviso in più parti, per non oltrepassare il numero fatidico. Fatidico e non magico; secondo gli autori il 103 è stato scelto per caso all'inizio della stesura del testo. Solo che poi avevano preparato una svalangata tale di proprietà del numero, con cose di cui non mi sognavo neppure l'esistenza, che avranno pensato fosse uno spreco lasciarle perdere. Il libro è molto disuguale: sono raccontate proprietà essenzialmente numeriche e alla portata di tutti, nel senso che non ci sono grosse dimostrazioni da fare ma solo ricerche al calcolatore, ma ci sono anche proprietà analitiche che confesso di aver saltato a piè pari, anche perché non sempre la prosa degli autori è poi così scorrevole, e certi temi diventavano piuttosto ostici... il che non è bello, in un libro che si dovrebbe leggere per divertimento (non mettetevi a ridere). Ultima nota di demerito per i diversi refusi, un po' troppo per un libro che in fin dei conti costa 27 euro. In definitiva, simpatico ma non da fare salti di gioia.

02.04.11

Trappole mentali (libro)   [recensioni]

[copertina] Il nostro cervello è una gran bella cosa, e ci permette di compiere azioni incredibili. Però si è evoluto in un certo tipo di ambiente, e a volte si trova a disagio nel mondo di oggi. Peggio ancora, ci fa credere qualcosa di assolutamente falso, e ci fa sbagliare non solo in perfetta buonafede ma addirittura pensando di avere ragione. In questo suo secondo libro (Matteo Motterlini, Trappole mentali, Rizzoli 2010 [2008], pag. 307, € 10, ISBN 9788817039062) Matteo Motterlini ci presenta alcune decine di queste trappole: la differenza principale con la sua precedente opera Economia emotiva sta nella presentazione del materiale, che questa volta è suddiviso in comodi capitoletti che si possono leggere separatamente senza perdere il filo della storia. Per esempio, si può scoprire come di fronte a due opzioni assolutamente identiche la gente ne preferisca una rispetto a un'altra, solo perché sembra migliore: o peggio ancora, la scelta logica cambia con il cambiare dei dati (tra una cura che non salverà certamente 200 persone e ne farà morire certamente 400 su 600 e una che ha probabilità 2/3 di salvare ciascuna persona la gente sceglie la prima; ma tra una cura che ne farà morire certamente 400 salvandone 200 e una che ha probabilità 1/3 per ciascuna persona la gente sceglie la seconda). Oppure molta gente è convinta che ci siano più parole inglesi di 7 lettere che finiscono in ING piuttosto che parole di 7 lettere inglesi della forma ?????N?.
La prosa di Motterlini è sempre chiara e piacevole, e la bibliografia in fondo al testo è preziosa per chi voglia approfondire gli argomenti. Resta comunque importante ricordarsi che queste trappole sono per così dire "naturali", che non è vero che siamo più stupidi degli altri se ci caschiamo e che la nostra via di uscita è conoscerle e imparare alcuni trucchi per accorgerci quando ci stiamo cascando; e questo libro ci può aiutare.

31.03.11

Il gioiellino (film)   [recensioni]

[locandina] Sì, l'azienda si chiama Leda ("Latte E Derivati Alimentari", dicono, anche se mi pare strano), i nomi dei protagonisti sono diversi e la sede è Acqui Terme e non Collecchio: ma è chiaro a tutti che in questo film si parla del crac Parmalat.

Dal punto di vista della ricostruzione il film è indubbiamente fatto bene, anche se ci sono alcuni punti evidentemente nati per appassionare il pubblico e che non hanno nulla a che fare con la cronaca: non penso tanto al tentativo di penetrare nel mercato russo con le relative scene a San Pietroburgo o all'anticipo temporale del suicidio del direttore marketing Filippo Magnaghi-Lino Guanciale (il povero Alessandro Bassi), ma alla storia d'amore tra Ernesto Botta-Toni Servillo e la nipote del patron Laura Aliprandi-Sarah Felberbaum. Però quello che mi ha scocciato di più del film è la sua lentezza. È probabilmente un problema mio, d'accordo, ma la trama va avanti in maniera davvero tranquilla, senza nessun guizzo di alcun tipo. Poi è chiaro che mi addormento!

Ultima noticina: che il sito ufficiale del film sia ospitato dal Corriere della Sera è inddubbiamente strano :-)

26.03.11

Editoria digitale (ebook)   [recensioni]

[copertina] Approfittando dell'offerta di Book Republic che regala la versione ebook di questo libro (Letizia Sechi, Editoria digitale, Apogeo 2011 [2010], pag. 196, € 0, ISBN 9788850310975) ho provato a prenderlo, più che altro per valutare come si legge un libro su un reader apposito (risposta: dipende. Uno come me che tende a usare un font piccolo per evitare di dover girar virtualmente pagina troppe volte si trova poi a malpartito con le figure).
La mia sensazione alla fine del libro è che l'autrice ha voluto mettere troppa carne al fuoco. Si parla davvero di tutto, da quello che deve fare un editore per convertirsi, in tutto o in parte, al mondo digitale alla generazione del testo elettronico partendo da Word oppure OpenOffice; dall'hardware dedicato ai sistemi di protezione digitale. L'ovvio rovescio della medaglia di una panoramica così ampia è che tutti i temi sono necessariamente trattati in maniera piuttosto superficiale: spesso ci sono degli utili link - e ricordate che con un lettore ebook i link sono immediatamente raggiungibili! - però se stavate pensando di lanciarvi in una produzione elettroletteraria non dovete assolutamente sperare di limitarvi a questo libro! D'altra parte, se non ne sapete proprio nulla o peggio ancora se avete orecchiato qua e là qualcosa che poi scoprirete essere del tutto sbagliato vi conviene partire da qua; almeno saprete di che cosa si parla!

23.03.11

Piazza Fontana. Noi sapevamo (libro)   [recensioni]

[copertina] L'Italia repubblicana ha una lunga tradizione di stragi, soprattutto compiute da terroristi di destra, rimaste senza colpevoli; piazza Fontana è probabilmente la più famosa, con non so quanti processi che alla fine si sono tutti conclusi con un nulla di fatto. Dopo più di quarant'anni molti protagonisti sono oramai morti o spariti; e i pochi rimasti non sono certo facilmente raggiungibili. Tre giovani giornalisti nati nei primi anni '80 e quindi ben dopo la strage si sono recati addirittura in Sudafrica a intervistare l'ormai quasi novantenne generale Gian Adelio Maletti, numero due del Sid nei primi anni '70 e condannato per i depistaggi dei servizi segreti italiani. La parte principale del libro (Andrea Sceresini, Nicola Palma, Maria Elena Scandaliato, Piazza Fontana. Noi sapevamo, Aliberti "Yahoopolis" 2010, pag. 297, € 17, ISBN 978-88-7424-593-2) è l'intervista a Maletti: la mia sensazione è che il generale abbia giocato come un gatto con tre topolini, raccontando spizzichi e bocconi della "sua" verità mischiati a "rivelazioni" parziali e chissà quanto vere; quella sull'assassinio di Kennedy (no, non c'entra un tubo con Piazza Fontana) è probabilmente la migliore. Il tutto togliendosi un po' di sassolini dalle scarpe. Un libro inutile, insomma? Tutt'altro. I tre giornalisti si sono infatti preparati molto accuratamente sui fatti e sulle ricostruzioni giudiziarie, e così viene presentata una panoramica delle cose che sono state appurate, e delle ipotesi che non potranno mai venire dimostrate. La presenza immanente in tutto il libro (occhei, ogni capitolo inizia con una sua citazione...) è quella di Andreotti, che a dire di Maletti sa tutto e lo sapeva già allora; per il resto, sono utilissimi la cronologia in appendice e il glossario dei nomi rilevanti. Leggetevelo, se siete interessati alla storia contemporanea italiana!

19.03.11

Statistica (libro)   [recensioni]

[copertina] Negli ultimi decenni la statistica è diventata sempre più fondamentale, magari non tanto nella vita di tutti i giorni ma sicuramente negli articoli sui giornali e nelle imprese. La statistica resta però sempre un argomento ostico, sia perché c'è molta matematica sia perché non è immediato capire cosa sta dietro i modelli usati. Ho trovato questo libro (Carlo Alberto Carnevale Maffè e Teresa Carnevale Maffè, Statistica, Vallardi - Sintesi 1999 [1996], pag. 204, € 9.90, ISBN 978-88-8211-399-5) tra i remainders e l'ho preso per vedere se potesse essere utile, ovviamente non tanto come testo teorico ma come manuale pratico; però ne sono rimasto piuttosto deluso. Il libro dovrebbe nascere come testo di autoapprendimento, e segue abbastanza bene un percorso evolutivo, oltre ad avere numerosi esempi numerici; detto questo, passiamo alle pecche. Innanzitutto manca un indice analitico. Da un manuale di questo tipo non chiedo un glossario, perché basta andare alla pagina di presentazione di un concetto per leggerne la definizione, ma è davvero scomodo scorrere l'indice per trovare quello che serve. Inoltre trovo che ci siano troppe formule, spesso inutilizzabili per come sono messe nel testo; l'aggiunta di esempi legati ai fogli elettronici mi pare infine appiccicaticcia, e non dà nessun vantaggio pratico. Diciamo insomma che se uno sa già di quello che si parla può ricavarci qualcosa; ma mi sa che devo continuare la mia ricerca del buon manuale di statistica di base.

P.S.: Direi che questa è l'edizione che adesso è disponibile!

12.03.11

La famiglia imperfetta (libro)   [recensioni]

[copertina]L'autrice di questo libro (Mariolina Ceriotti Migliarese, La famiglia imperfetta, Ares Edizioni "Genitori & figli - 23", pag. 160, € 12, ISBN 978-88-8155-516-1), oltre ad essere neuropsichiatra infantile e psicoterapeuta, ha sei figli, generati in un arco di tempo di vent'anni: possiamo insomma essere ragionevolmente certi che di esperienza di dinamiche familiari ne ha anche sul campo! Il filo conduttore del testo è che in questi decenni si tende sempre più a preoccuparsi per ogni minimo allontanamento dai risultati ideali, quando invece dovremmo renderci conto che formiamo tutti delle famiglie imperfette e che nella maggior parte dei casi dobbiamo semplicemente risolvere al meglio i problemi che man mano ci arrivano, senza dover pretendere di trovare la risposta completa e assoluta. Il minimo comun denominatore dei consigli dati dalla Ceriotti Migliarese è insomma l'uso del buonsenso, e il ricordarsi che si può sempre ricominciare da capo, se lo si vuole davvero. Insomma, nessuna bacchetta magica, alcune regolette pratiche come ricordarsi che i confini esistono come anche esistono i ruoli diversi nella famiglia che non possono essere confusi e mischiati, e l'affermazione che ogni famiglia è una storia a sé e che anche nella singola famiglia la storia cambia man mano con il tempo, e la soluzione che va bene oggi non è affatto detto vada bene anche domani.

09.03.11

Numeri per parlare (libro)   [recensioni]

[copertina] «Ce li famo, du' spaghi?» Ma gli spaghetti da cuocere non sono certo due a testa! O meglio non lo sono per noi italiani, che a differenza di altri popoli usiamo il numerale "due" anche come sinonimo di "pochi". Insomma i numeri, lungi dall'essere qualcosa di estremamente preciso, nel linguaggio spesso assumono un significato sguisciante. Ecco così che in questo agile libretto (Carla Bazzanella, Numeri per parlare, Laterza - Universale 913, gennaio 2011, pag. 166, € 12, ISBN 978-88-420-9522-4) si raccontano i numeri come li può vedere il linguista. Tra i quattro capitoli, direi che il secondo ("Approssimare con i numeri nelle lingue") è quello meno riuscito, proprio perché un po' troppo approssimato e senza un filo logico almeno per il mio modo di pensare; molto belli gli altri tre, con una menzione speciale a Erling Strudsholm che nell'ultimo racconta dei numerali in una lingua come il danese, che proprio per non essere così nota o almeno orecchiata permette di vedere meglio le differenze anche culturali e toglierci quindi certi pre-giudizi legati all'abitudine di parlare nella nostra madrelingua.
Comunque non preoccupatevi se la matematica non vi piace, e se per questo non preoccupatevi se non sapete nulla di linguistica: il libro può tranquillamente venire goduto.

05.03.11

Tools of the Trade (libro)   [recensioni]

[copertina] Uno vede come sottotitolo di questo libro (Paul J. Sally, Jr, Tools of the Trade, AMS 2008, pag. 193, $49, ISBN 978-0-8218-4634-6) la frase "Introduction to Advanced Mathematics" e magari si preoccupa un po'. Preoccupazione che si accresce quando legge sulla quarta di copertina che (traduzione mia) "Il libro fornisce una transizione dagli aspetti basati sulle formule dei primi studi universitari di matematica al mondo ricco e creativo degli argomenti più avanzati". Avrei pensato quindi a materiale dell'inizio della laurea magistrale, o del secondo biennio ai lontani tempi in cui matematica la studiavo io e con quindici esami uno si laureava; invece dei cinque capitoli del libro i primi quattro seguivano esattamente l'approccio delle mie vecchie lezioni da matricola. Sarà che a Pisa sono più teorici, ma direi che l'università italiana di trent'anni fa era ben più avanti di quella americana attuale... Il materiale è ben presentato e può tranquillamente essere usato per un ripasso o per studiare da soli, nel caso si sia interessati a questi temi; ma resta comunque un semplice manuale universitario, anche nell'ultima parte sui numeri p-adici (che tra l'altro sarebbe stata più interessante se alla fine fosse stato mostrato un modello visibile dei numeri, in modo da mischiare la teoria ala pratica).

02.03.11

Impossible? (libro)   [recensioni]

[copertina]Il secondo libro di "finti paradossi matematici" di Julian Havil, dopo Nonplussed!, ha l'allitterativo sottotitolo "Surprising Solution to Counterintuitive Conundrums". Anche qui (Julian Havil, Impossible? Princeton University Press 2008, pag. 235, $27.95, ISBN 978-0-691-13131-3) i vari capitoli presentano fatti matematici più o meno noti che a prima vista lasciano perplesso il lettore, anche se non digiuno di matematica, ma che sono assolutamente veri. Il livello tecnico dei vari capitoli varia molto: temi come il teorema di Goodstein e il paradosso di Banach-Tarski sono a livello universitario, mentre la differenza tra conoscenza mutua e conoscenza comune, la legge di Benford, il paradosso di Simpson oppure il paradosso degli ascensori che vanno sempre in direzione opposta sono alla portata di chi abbia una formazione matematica a livello della scuola superiore.
Come sempre, Havil trova il giusto equilibrio tra la parte matematica "seria", quella che in genere viene sempre sottintesa nei libri classici di divulgazione matematica, e la parte per così dire più ricreativa, dove i risultati vengono presentati per stupire con gli effetti speciali. In questo modo il lettore può scegliere fino a che livello approfondire, cosa che non succede certo molto spesso.
In definitiva, un ottimo libro sia per la didattica che per i curiosi della matematica!

26.02.11

Nation (libro)   [recensioni]

[copertina]Questo ennesimo libro di Pterry (Terry Pratchett, Nation, Corgi 2009 [2008], pag. 410, Lst 6,99; ISBN 978-0-552-55780-1) non fa parte del ciclo del Mondo Disco, nemmeno nella "versione per ragazzi", credo comunque sia ufficialmente definito "for young readers", qualunque cosa cio voglia dire. Devo dire che le prime cento pagine non mi sono piaciute più di tanto; a parte la storia che sembrava un remake di Laguna blu (immagino, mica l'ho mai visto il film...) il tutto mi sembrava troppo prevedibile anche nei pratchettismi. Andando avanti, però, devo dire che la storia prende tutta un'altra strada, molto più interessante anche se un po' debole nei presupposti - ma tanto in un libro di fantasia uno può accettare la sospensione della credenza. Diciamo che, a parte essere un libro che fa vincere la scienza sulla religione, ti fa vedere entrambe sotto un'altra luce; probabilmente è una delle migliori spiegazioni di come NON funziona il metodo scientifico. Non è una critica, attenzione: Pratchett stesso spiega perché quello usato da Daphne non è metodo scientifico, anche se a prima vista lo sembra. In definitiva, non un capolavoro ma sicuramente un ottimo libro.

23.02.11

La scoperta delle emozioni (libro)   [recensioni]

[copertina] Il sottotitolo di questo libro (Antonella Tagliabue, La scoperta delle emozioni, Erickson 2003, pag. 143, € 14.50, ISBN 978-88-7946-580-9) è "Un viaggio di educazione affettiva assieme ai bambini". Di per sé la cosa è vera: quello che non è chiaro dal titolo è che questo non è un manuale per genitori ma per educatori, per la precisione insegnanti alla scuola elementare. Possiamo discutere se questo tipo di approccio psicologico sia effettivamente utile (probabilmente sì, ma ho dei dubbi che basti un libro per imparare a usarlo correttamente); possiamo glissare sulle poesie sparpagliate per il testo, che non ho ben capito quale vantaggio diano al lettore, e sul Comic Sans usato per scrivere i racconti - ma quella è una cosa maniacale mia. Resta appunto il fatto che il numero di persone a cui il libro potrà essere utile è giocoforza limitato.

 

 

19.02.11

Dracula, Platone e Darwin (libro)   [recensioni]

[copertina] Martin Gardner è generalmente conosciuto per la sua rubrica di giochi matematici che ha tenuto sullo Scientific American per un quarto di secolo; ma in realtà è stato un giornalista scientifico con un background di studi filosofici, e quindi le sue conoscenze sono molto più estese. In questo agile libretto (Martin Gardner, Dracula, Platone e Darwin, Zanichelli "Chiavi di lettura - 15" 2010, pag. 247, € 10.20, ISBN 978-88-08-06141-6, trad. Federico Tibone), oltre a un saggio introduttivo datato 1992 di Douglas Hofstadter (tradotto da Francesco Bianchini e Paola Turina) che racconta come lui vedeva Gardner, ci sono vari pezzi mai tradotti in italiano. La prima parte riporta alcuni dei racconti-problemi che Gardner scrisse per la Isaac Asimov's Science Fiction Magazine, e sono probabilmente più vicini alla nostra idea del grande divulgatore; la seconda parte è invece più saggistica e vi si possono trovare alcune recensioni, dove lui non manca comunque di rendere noto il suo pensiero. Questa seconda parte termina con due lunghi capitoli, intitolati «Perché non credo nel paranormale», che risulterà abbastanza prevedibile per i suoi fan, e «Perché non sono ateo», che invece potrebbe sconcertarne parecchi; Gardner era infatti un teista, anche se lontano dalle religioni organizzate. Federico Tibone, che è anche curatore di questa bella collana Zanichelli, ha fatto un ottimo lavoro di traduzione, anche se in questi ultimi due saggi mi è sembrato un po' meno brillante. Libro sicuramente da comprare, comunque.

16.02.11

Oltre la Bibbia (libro)   [recensioni]

[copertina] La tesi che Mario Liverani offre in questa sua opera (Mario Liverani, Oltre la Bibbia, Laterza - I Robinson, 2009 [2003], pag. 510, € 22, ISBN 978-8842091523) si può riassumere in poche parole: tutta la storia di Israele raccontata nella Bibbia, non solo la parte che riguarda i patriarchi ma anche quella da David e Salomone in poi, è una balla creata ad hoc vari secoli dopo. Per la precisione, il Pentateuco - generalmente datato intorno al 1000 a.C., viene riportato intorno al 500, dopo il ritorno dall'esilio in Babilonia; anche i libri più vecchi, alcuni dei profeti, risalgono al massimo al VII secolo. Per sostenere la sua tesi, l'opera è divisa in due parti. Nella prima viene fatta una storia archeologica di Palestina e dintorni a partire dall'età del Bronzo, senza usare nessun riferimento biblico: il tutto è necessario per avere un insieme di prove da usare nel seguito, ma garantisco che la lettura è molto pesante. Nella seconda parte, indubbiamente molto più leggibile, Liverani rilegge la storia biblica sotto quelle ipotesi, affermando che i due regni di Giuda e Israele - che non sono mai stati uniti, checché si dica - non avevano nulla di realmente diverso da tutti gli altri regni della zona; il passaggio dal culto del "Dio della propria nazione" Yahvé, l'unica cosa che i due regni avevano in comune, all'"unico Dio" fu un'invenzione creata ai tempi dell'esilio dalla casta sacerdotale per aumentare il proprio potere rispetto alla casta della stirpe di David. Il libro dà molti spunti interessanti, anche se non tutti condivisibili almeno dal sottoscritto; la bibliografia è sterminata ma solamente tecnica, e spesso occorre uno sforzo per associare i nomi di persone e luoghi scritti nella forma semitica alla versione biblica che conosciamo (secondo voi chi è Malki-Sedeq?), oltre a un pregiudizio antibiblico non solo nel testo ma anche nella presentazione (tutti gli storici sanno che il libro di Isaia è stato scritto da tre autori distinti, ma perché definirlo 1Is, 2Is e 3Is?). D'altra parte però gli indici analitici su nomi, luoghi e passi biblici, oltre alle molte cartine storiche, aiutano parecchio a farsi un'idea se uno ha già una conoscenza un po' più che abborracciata sull'Antico Testamento.

15.02.11

SushiShop (catering)   [recensioni]

Con due unenni per casa non è che ci si possa muovere più di tanto, così ieri abbiamo pensato di farci portare a casa una cena giapponese da SushiShop, una catena francese (e lo si vee, perché la localizzazione non è che sia così perfetta) che ha un singolo punto vendita italiano a Milano in via Turati.

La confezione è ben fatta, e anche la presentazione del cibo non è male (abbiamo preso un chirashi, un sashimi, dei maki, dei salmon rolls e un po' di riso, e anche il prezzo è onesto. Ciò detto, il nostro ordine, fatto a mezzogiorno per le 19.30, è arrivato alle 20 (notate che la granularità dell'ordine è di 15 minuti, quindi eravamo comunque fuori di almeno un quarto d'ora) nonostante alle 18.50 fosse già partito. Inoltre stamattina sia Anna che io abbiamo un po' di mal di stomaco; è vero che stanotte stavamo bene quando i giovini si sono svegliati ed è vero che la mia notte non è stata il massimo sempre causa giovini, ma sentire che anche Anna non era al massimo mi fa pensare che ci vorrà un bel po' prima di riprovarci :-)

12.02.11

La legge di Parkinson (libro)   [recensioni]

[copertina] «Il lavoro si espande fino a occupare il tempo a disposizione per completarlo.» Molti adi voi avranno probabilmente letto questa frase e l'avranno associata alle leggi di Murphy: ma essa ha un autore ben preciso, Cyril Northcote Parkinson (nessuna parentela con l'omonimo morbo), uno storico navale inglese che scrisse una sessantina di libri. Questo libro (Cyril Northcote Parkinson, La legge di Parkinson, Monti&Ambrosini 2011 [1958], pagine 160, € 16, ISBN 978-88-89479-16-2, trad. e note Andrea Monti) nacque da un articolo umoristico scritto per l'Economist che venne poi espanso sotto forma di libro, che divenne immediatamente un best-seller. L'autore, con uno stile umoristico tipicamente britannico, elenca le caratteristiche tipiche di un sistema burocratico, mostrando come una qualsiasi organizzazione col tempo diventa sempre più autoreferente, generando del "lavoro interno" assolutamente inutile se non per richiedere nuove persone per gestirlo. Ma ci sono anche capitoli sul funzionamento dei comitati e dei parlamenti che sembrerebbero scritti oggi e non risentono affatto dei più di cinquant'anni passati dalla prima edizione del libro.
La prima edizione italiana, curata nientemeno che da Luciano Bianciardi, è da lungo tempo fuori catalogo; è pertanto meritoria l'opera di Andrea Monti che ha ripreso il testo. La traduzione rende perfettamente lo stile britannico dell'autore, e inoltre molte note a piè di pagina aiutano a comprendere i riferimenti prettamente britannici inseriti da Parkinson, che in fin dei conti era un membro dell'élite inglese della metà del XX secolo. Una lettura che diverte ma fa anche pensare, insomma!

05.02.11

Cows in the Maze (libro)   [recensioni]

[copertina]Terza (e ultima) raccolta degli articoli di Ian Stewart sullo Scientific American (e sulla versione francese Pour la Science - non so voi, ma a me il pensiero che la rubrica di giochi matematici sullo Scientific American fosse divenuta bimestrale e che sono state le versioni nazionali a mantenere alta la bandiera della matematica ricreativa fa un po' di tristezza), in questo libro (Ian Stewart, Cows in the Maze, Oxford University Press 2010, pag. 306, Lst 8,99, ISBN 978-0-19-956207-7) troviamo quello che ci si può aspettare da un libro del genere: capitoli generalmente scorrelati, tranne il trittico sui viaggi nel tempo che in effetti sono l'espansione di un'unica colonna piuttosto lunga nell'originale, e che toccano più o meno tutti i campi, data la pervasività della matematica che i non matematici credono essere incredibile ma che in effetti per i matematici è una cosa assolutamente normale. Questo significa che ci sono capitoli (quello sulle figure di corda e sulle danze) che per me sono assolutamente inutili e altri (chessò, quello sui quadrati più che magici o sui percorsi dei cavalli su scacchiere rettangolari) il cui approccio è molto più interessante di quello che si trova in giro solitamente. Altra cosa molto bella è la sezione finale di ogni capitolo con la sitografia: perché diciamocelo, oggi come oggi il libro è il punto di partenza, non certo l'arrivo. In definitiva: carino, ma direi non essenziale.

22.01.11

Bridge at the Enigma Club   [recensioni]

[copertina] A volte a fidarsi del nome dell'autore ci si sbaglia. Dopo i due libri di problemi matematici scritti da Peter Winkler (Mathematical Puzzles e Mathematical Mind-Benders), quando vidi che aveva pubblicato un nuovo lavoro l'ho immediatamente comprato. Peccato che Winkler, oltre che matematico, sia anche un bridgista, e che questo libro (Peter Winkler, Bridge at the Enigma Club Master Point Press 2010, pag. 181, $18.95, ISBN 978-1-897106-59-4) sia appunto di bridge, gioco che io non conosco per nulla né a cui sono interessato. Gli amanti del gioco potranno scoprire un nuovo sistema di bidding proposto da Winkler, il Ricochet, che dovrebbe essere più lineare e facile da ricordare di quelli attualmente in uso; inoltre si possono vedere alcuni esempi di trasmissione crittografica di un bit, nel senso che se anche gli avversari sanno il significato del segnale non possono decodificarlo se non troppo avanti nella partita. Ma per chi il bridge non lo segue direi che è tutta nebbia.
 
 
 

15.01.11

_Nonplussed!_ (libro)   [recensioni]

[copertina] Molti di voi saranno sicuramente convinti che la matematica sia quanto di più noioso ci sia: in fin dei conti non si fa altro che dimostrare cose che sono vere, no? Ma non capita sempre così. No, le cose, quando si dimostrano, sono vere: ma non è affatto detto che lo sembrino. Nei vari capitoli di questo libro (Julian Havil, Nonplussed!, Princeton University Press 2010 [2007], pag. 196, $16.95, ISBN 978-0-691-14822-9) Julian Havil presenta "dimostrazioni matematiche di idee implausibili", come del resto scritto nel sottotitolo; il titolo stesso significa "perplesso, imbarazzato". Non si tratta di paradossi nel senso usuale del termine, ma proprio di teoremi controintuitivi, come quello che dice che esistono due giochi entrambi in perdita ma tali che, scegliendo opportunamente quale giocare volta per volta, si può ottenere un guadagno. Il libro presenta le dimostrazioni dei teoremi, il che potrebbe far scappare chi matematico non è ma permette a chi è interessato di capire finalmente la ragione dietro alcuni risultati che magari aveva orecchiato su qualche testo di matematica ricreativa; inoltre l'esposizione è molto chiara e permette di cogliere affinità e collegamenti inattesi, nel migliore spirito matematico. Insomma, lettura altamente consigliata!

08.01.11

Il matematico si diverte (libro)   [recensioni]

[copertina] Federico Peiretti, oltre a insegnare matematica e fisica in un liceo classico torinese, è l'anima della sezione piemontese di Mathesis, e uno dei più convinti sostenitori della teoria che la didattica della matematica sarebbe da rivedere da capo a piedi. Lo si vede bene in questo suo libro (Federico Peiretti, Il matematico si diverte, Longanesi 2010, pag. 328, € 18, ISBN 978-88-304-2739-6), che presenta una serie di problemi all'interno di una cornice, direi quasi un fil rouge, di "matematici" che come dice il titolo si sono divertiti. Non è necessario che siano matematici; si pensi ad esempio a Martin Gardner. L'idea è ottima, anche perché permette di capire come si possa essere un po' pazzi ma comunque non pericolosi; però la mia impressione è che la parte finale sia stata tirata via, e avrebbe forse avuto bisogno di una rilettura. In generale, però, il libro è apprezzabile anche e soprattutto per i non matematici.  
 

24.12.10

Io quella volta lì avevo 25 anni (teatro)   [recensioni]

Dopo due anni sono finalmente riuscito ad andare di nuovo a teatro (in compagnia tutta femminile...), a vedere questo inedito della coppia Gaber-Luporini, recitato da Claudio Bisio con Carlo Boccadoro che lo accompagnava al piano. Lo spettacolo è formato da sei scene, che partono da un episodio della seconda guerra mondiale per finire all'alba del nuovo millennio: il narratore ha sempre 25 anni, perché come spiega all'inizio "è l'età migliore per essere lì in prima persona".

Devo dire che il risultato non è che mi abbia entusiasmato molto. Il testo era indubbiamente gaberiano, ma il guaio era Bisio. Non che lui non sia bravo, intendiamoci, né che non mi piaccia come stile. Semplicemente mi pare che il suo modo di fare l'attore sia troppo diverso, e quindi avevo come la sensazione di vedere qualcuno che indossava un vestito altrui di una taglia completamente diversa. Ma è possibile che sia solo io ad essere prevenuto...

18.12.10

Strange Curves, Counting Rabbits, and other Mathematical Explorations (libro)   [recensioni]

[copertina] Libri di matematica ricreativa ce ne sono tanti, però è sempre possibile trovarne qualcuno di cui non si era sentito parlare. Almeno per me è stato il caso di questo libro (Keith Ball, Strange Curves, Counting Rabbits, and other Mathematical Explorations, Princeton University Press 2007 [2003], pag. 251, $ 23,95, ISBN 978-0-691-12797-2). Ball l'ha scritto a partire da un ciclo di conferenze che aveva preparato su temi matematici non trattati solitamente a scuola. Quello che ho trovato interessante è che, nonostante i temi siano abbastanza standard, la spiegazione si sposta su proprietà non certo note, tipo la trattazione matriciale dei numeri di Fibonacci oppure le procedure esplicite per costruire le curve di Peano. In pratica, insomma, ci si muove tra la matematica ricreativa e quella più seria, secondo la scuola che afferma che tutta la matematica è sempre matematica, e che certe divisioni sono artificiali. Intendiamoci, la trattazione non è esattamente elementare, e non lo consiglierei come libro introduttivo; però sono sicuro che chi ha già un background matematico lo troverà interessante.

15.12.10

Eccomi! Tu chi sei? (libro)   [recensioni]

[copertina] Il sottotitolo di questo breve saggio (Jesper Juul, Eccomi! Tu chi sei? [Her er jeg! Hver er du?], Feltrinellli "Universale economica 2092" 2009 [1998], pag. 94, € 7, ISBN 978-88-07-72092-5, trad. Lucia Cornalba) è "Limiti, vicinanza, rispetto tra adulti e bambini"; curiosamente l'originale danese ha un ordine diverso (vicinanza, rispetto limiti), a differenza della traduzione tedesca che è stata la base per questa versione italiana. Chissà se è un caso o il tutto rivela una differenza culturale... A parte questi dubbi esistenziali, il libretto soffre almeno dal mio punto di vista di un problema fondamentale. Visto che l'autore non si risparmia nel dire che non può esistere un metodo educativo, ma ogni coppia di genitori deve riuscire a trovare il proprio, alla fine non sono riuscito a capire cosa a suo dire dovrei fare e cosa no. Sicuramente il testo è tarato sul vissuto scandinavo, passato in meno di cinquant'anni da un'educazione rigidamente patriarcale a una "rigidamente liberale", e perora una via di mezzo; ma non riesce a convincermi la sua tesi che i bambini sono adulti che semplicemente non sanno come esprimere i propri bisogni e pensieri intimi. Magari chi ha figli più grandi riesce a riconoscersi: io coi miei due gemellini di sedici mesi no. La traduzione è scorrevole, ma ogni tanto - forse a causa del doppio passaggio di lingua - ci si perde un po'.

11.12.10

Dio è un matematico (libro)   [recensioni]

[copertina] Ci sono cose il cui recondito significato ammetto mi sfugge. Com'è che il titolo originale di questo libro (Mario Livio, Dio è un matematico [Is God a mathematician?], Rizzoli 2009 [2009], pag. 397, € 20, ISBN 978-88-17-00999-7, trad. Carlo Capararo e Andrea Zucchetti) è in forma di domanda, mentre nella traduzione italiana abbiamo un'affermazione chiara e tonda? Abbiamo forse più certezze o credenze? A parte questo dubbio esistenziale, il libro cerca di dare una risposta alla ormai classica domanda su come mai la matematica abbia "un'irragionevole efficacia" (sono parole del fisico Eugene Wigner) nel descrivere i fenomeni fisici: e peggio ancora, scoprire che tecniche matematiche studiate per conto proprio dopo vari anni (o secoli...) entrano prepotentemente in scena adattandosi a una nuova teoria. La prima parte, dove si parla dei grandi geni che hanno dato una vera svolta alla matematica del loro tempo, è molto ben trattata e davvero piacevole; l'ultimo capitolo, in cui si passa dalla storia alla filosofia matematica, mi pare molto più debole. Livio, a differenza della maggior parte dei matematici, non è un platonista. Detto in altri termini, non crede nell'esistenza dei concetti matematici astratti in una specie di iperuranio; o se preferite, luipensa che la matematica sia fondamentalmente inventata, e non scoperta. Come ogni concetto filosofico, è ben difficile riuscire a convincere qualcuno della bontà delle proprie idee: anche esempi come quello dei matematici indiani che non avevano il concetto di numero primo e di rapporto aureo portano piu che altro a una critica del concetto di nominalismo. Una cosa esiste anche se nessuno la vede o le dà un nome... Non garantisco infine sulla qualità della traduzione, visti almeno un paio di svarioni che non sarebbero affatto dovuti essere.

04.12.10

Polli contro balene (libro)   [recensioni]

[copertina]I "polli contro balene" del titolo italiano di questo libro (Robert H. Frank, Polli contro balene e altri piccoli enigmi quotidiani [The Economic Naturalist], Longanesi 2009 [2007], pag. 281, € 17.60, ISBN 978-88-304-25736, trad. Libero Sosio) si riferiscono a una delle domande a cui viene data risposta nel libro: "perché ci si preoccupa della possibile estinzione delle balene e non di quella dei polli?" Il titolo inglese in effetti è "il naturalista economico", anche se confesso di non averlo capito: Frank dice che noi siamo stati plasmati dall'evoluzione per raccontare e comprendere storie, e quindi è meglio spiegare l'economia per domande e risposte, piuttosto che con formule matematiche. Nulla da eccepire sulla logica, e nemmeno su alcuni dei temi dei vari capitoli, come gli "sconti a ostacolo" (gli sconti offerti solo a chi ha voglia di perdere tempo o fare fatica, gente generalmente più attenta ai prezzi) e le "corse agli armamenti", situazioni in cui tutti gli attori compiono azioni non ottimali perché se uno non lo facesse ci perderebbe ancora di piu. In altri capitoli, come l'economia del design, il gioco di domanda e offerta, il mondo del lavoro, le risposte alle domande mi sembrano piuttosto questionabili. Frank lo sa bene, tanto che i due esempi iniziali che fa vengono poi demoliti qualche pagina dopo; però mi sembra che la cosa non gli importi più di tanto. Nella traduzione ho stranamente trovato un paio di punti strani, come il "condizionatore" per auto che in realtà è un riscaldamento o al limite un climatizzatore: da Libero Sosio non me lo sarei aspettato.

27.11.10

La scienza dei Simpson (libro)   [recensioni]

[copertina] I Simpson non sono semplicemente un cartone animato. Almeno per i loro moltissimi aficionados, sono una parte del nostro universo reale. In fin dei conti non hanno nemmeno tutti i torti: il cartone animato è proprio nato per mettere alla berlina i nostri comportamenti, e le decine di guest star che sono apparse nelle ormai cinquecento puntate lo dimostrano. Molti degli sceneggiatori hanno poi un background scientifico: non è così strano che Marco Malaspina abbia scritto al riguardo una tesi di laurea che poi è divenuta questo libro (Marco Malaspina, La scienza dei Simpson, Sironi - "Galápagos 25" 2007, pag. 189, € 16, ISBN 978-88-518-0092-5), anche se occorre tenere bene a mente che né qui né nei cartoni si vuole avere un libro di testo ma piuttosto si preferisce mettere alla berlina alcuni stili. Lo stile di scrittura è molto piacevole, e i temi trattati interessanti: man mano che si va avanti nella lettura, però, si notano alcuni guai: in primo luogo una certa ripetitività tipica di chi non si stanca di ritornare sempre sugli stessi particolari, e poi il punto di vista del fan che non riesce a trovare brutto nulla e al limite definisce un episodio "meno riuscito". Utili le note a piè di pagina, ma ho trovato incomprensibile il ripetere il nome italiano degli episodi invece di quello originale, anche se in questo caso il problema può essere la mia deformazione personale. In definiitiva chi ama i Simpson si ritroverà a casa e rivedrà il cartone animato con occhio un po' più esperto; gli altri rimarranno invece freddini.

20.11.10

Il potere segreto dei matematici (libro)   [recensioni]

[copertina]Questo libro (Stephen Baker, Il potere segreto dei matematici [The Numerati], Mondadori 2010 [2008], pag. 230, € 18.50, ISBN 978-88-04-59687-5, trad. Donatella Laddomada) ha un sottotitolo che sembra stato scritto da Lina Wertmüller: "Chi sono i Signori dei numeri che controllano il nostro comportamento: cosa compriamo, come votiamo, come amiamo". Eppure chi ha scelto il titolo dell'edizione italiana non ha avuto il coraggio di lasciare intatto quello originale e scrivere "I Numerati", ma ha scelto di usare qualcosa a effetto, incurante del fatto che più che altro si parla di statistici e informatici. Ma si sa, i matematici hanno sempre una brutta nomea mentre gli statistici non se li fila nessuno e gli informatici devono essere tipi tosti. Uno potrebbe però anche passare oltre il titolo e andare sul contenuto vero e proprio, no? Ecco, sì. Ma a questo punto scopre l'altra grande pecca. Non è per nulla colpa della traduttrice, intendiamoci. Lei ha fatto un ottimo lavoro. Ma l'autore è un giornalista americano, e scrive esattamente con la stragrande maggioranza dei giornalisti anglosassoni: l'articolo, pardon il capitolo, parte sempre da una persona con cui si parla e che viene messa in relazione con il tema che si vuole trattare. Tema poi che è sempre lasciato in sospeso: capisco che anche se si volesse raccontare gli algoritmi usati da queste aziende loro non li divulgherebbero certo, ma l'impressione che si ha leggendo il libro è che ci siano delle cose bellissime, che adesso funzionano poco ma a breve rivoluzioneranno la vita. Un po' come la traduzione automatica negli anni 1950, insomma :) In definitiva, ci si può trovare qualche spunto interessante, ma non vale la pena di acquistarlo se non si è proprio appassionati di questo stile di inchieste.

17.11.10

Insalate di matematica2 (libro)   [recensioni]

[copertina]Quando ho preso questo libro (Paolo Gangemi, Insalate di matematica2, Sironi - Galápagos 22, 2007, pag. 157, € 14.50, ISBN 978-88-518-0084-0) ero parecchio prevenuto; poi mi sono detto che tanto il libretto era piccolo e l'avrei finito in fretta. Devo dire che mi sono completamente ricreduto. Innanzitutto il testo non è per matematici, e nemmeno per appassionati di matematica, ma è proprio pensato per chi matematico non è e non ha nessuna intenzione di diventarlo. Questo significa che non c'è nulla che possa intimidire il lettore; è vero che qualcuno potrebbe tacciare il testo di qualunquismo, ma io resto dell'idea che ogni libro nasce per una categoria di lettori, e che è molto meglio iniziare almeno a dare l'idea che in matematica ci possano essere cose strane ma non del tutto spiacevoli. Inoltre non ci sono giochini matematici - la matematica di cui si parla è insomma seria - ma la trattazione non è affatto seriosa. Passare dal Don Giovanni ai numeri di Erdős e da lì alla differenza tra i tipi di grafi a seconda del tipo di connessioni che hanno, per esempio, non è affatto una banalità, e il lettore mediamente intelligente capirà subito la differenza... e probabilmente anche un po' di matematica, o perlomeno un po' di quello che sta alla base della matematica. Magari non userà mai quella nozione, ma non è poi così importante... In casi come questo, ciò che conta è il metodo. Ricordo che - come dall'esponente 2 nel titolo - esiste anche un primo volume, scritto da Robert Ghattas; e a quanto pare Sironi ha appena pubblicato un terzo volume, di Silvia Benvenuti.

13.11.10

L'arte di non dire la verità (libro)   [recensioni]

[copertina] Nonostante le ottime recensioni, non è che questo libro (Adam Soboczynski, L'arte di non dire la verità [Die schonende Abwehr verliebter Frauen oder die Kunst der Verstellung], Feltrinelli 2010 [2008], pag. 206, € 14, ISBN 978-88-07-49094-1, trad. Stefano Zangrando) mi abbia detto chissaché. Non è sicuramente da leggere a spizzichi e bocconi, visto che i vari personaggi sono tutti interallacciati tra loro, un po' come nel perecchiano La vita - istruzioni per l'uso; ma ho trovato il contrasto tra le azioni contemporanee e lo stile di scrittura (ben reso nella traduzione) di centocinquant'anni fa piuttosto stridente. L'arte di dissimulare - e non "di non dire la verità": ma si sa che il titolo di un libro non è colpa del traduttore - viene mostrata per esempi didascalici, riusciti e no, ma è più che altro il canovaccio sul quale Soboczynski racconta le piccole miserie della vita quotidiana, dalla madre che cerca di far venire sensi di colpa al figlio all'agente immobiliare che è stato fregato dal collega e si trova a dover vendere case in un quartiere lontanissimo dal centrocittà a tutte le storie di amori e flirt più o meno interessati. Non sarà certo un'opera che ricorderò negli anni a venire.

06.11.10

La congettura di Poincaré (libro)   [recensioni]

[copertina] Quando Grigori Perelman rifiutò il milione di dollari che il Clay Institute gli aveva assegnato per la dimostrazione della Congettura di Poincaré, la notizia raggiunse le prime pagine di tutti i giornali. Non che la gente sapesse che diavolo fosse questa congettura, a dire il vero; ma l'idea di tutti quei soldi li stuzzicava. Fortunatamente ci sono stati alcuni matematici che hanno pensato non tanto di raccontare la dimostrazione quanto di riuscire a dare uno sguardo generale sui temi trattati, per dare almeno un'idea di quello di cui si stava parlando. Donal O'Shea ci è riuscito benissimo con questo suo libro (Donal O'Shea, La congettura di Poincaré [The Poincaré Conjecture], Rizzoli - BUR, 2008 [2007], pag. 360, € 10,80, ISBN 978-88-17-02357-3, trad. Daniele Didero): dopo l'incipit molto americano ero un po' prevenuto, ma lo stile del resto dell'opera è molto chiaro, e conduce man mano il lettore a capire il contesto in cui il problema nacque e fiorì, comprese le implicazioni con la relatività generale; il tutto con un ampio apparato di note utili per chi volesse saperne di più. In fin dei conti la congettura di Poincaré parla anche del nostro universo: afferma infatti che se il nostro universo non è infinito e si comporta come pensiamo faccia allora è in un certo senso l'equivalente quadridimensionale di una sfera. Servirà a qualcosa? Probabilmente no, ma la matematica non si preoccupa certo della cosa. La traduzione è scorrevole, ma in qualche punto (non matematico, a dire il vero) mi ha dato l'idea di essere stata tirata un po' via, come nelle "poesie in cinque versi" che probabilmente sono limerick. Troppa semplicità fa male...

30.10.10

_e: the Story of a Number_ (libro)   [recensioni]

[copertina] Il pi greco lo conoscono tutti o quasi; ma non è il solo numero "molto interessante" per i matematici. Secondo a ben poca distanza c'è infatti il numero e, che vale circa 2,718 e appare anch'esso nei punti più diversi della matematica; dal calcolo dell'area sotto un'iperbole a quello degli interessi composti, dai logaritmi alle funzioni trigonometriche. Nella sua bella collana a basso prezzo che recupera varie opere di storia della matematica, la Princeton University Press ha recuperato questo testo (Eli Maor, e: the Story of a Number, Princeton University Press 2009 [1994], pag. 227, $15.95, ISBN 978-0-691-14134-3) dedicato per l'appunto a e. Il libro è scritto molto bene; richiede qualche competenza matematica ma risulta facilmente leggibile e interessante. La parte storica è molto completa che parte dalla nascita dei logaritmi, con divagazioni all'indietro verso Archimede e i problemi della quadratura, per arrivare alla scoperta della trascendenza del numero. I concetti vengono spiegati in maniera molto chiara, oserei dire meglio che quanto viene fatto a scuola da noi. Naturalmente ci sono anche divagazioni su altri numeri famosi, π e i prima di tutti; d'altra parte tutti questi numeri sono (stranamente?) correlati tra loro...

29.10.10

io Spio (free press)   [recensioni]

È dura la vita del recensore di free press. Ero riuscito a passare quasi tutto il mese di ottobre senza trovare una copia di io Spio, il sedicente "settimanale di gossip" che esce il venerdì per fare penitenza, ma stamattina mentre portavo i bimbi al nido me le sono viste davanti e non ho resistito alla tentazione.

Trentadue pagine di cui sedici di pubblicità, quasi tutte a pagina intera e di nomi anche grossi, da Vodafone a Trenitalia; chiunque siano quelli di Visibilia che sono i concessionari di pubblicità hanno fatto un ottimo lavoro. Anche il tempismo non è affatto male, se stamattina sono riusciti ad avere copertina e paginone centrale dedicati a Ruby, la diciassettenne marocchina che è arrivata agli onori delle cronache politico-erotiche solo mercoledì mattina. Tutto questo tempismo si paga con un controllo piuttosto basso della qualità ortografica degli articoli (sul resto non metto becco), come si può notare ad esempio a pagina 5 dove in corpo 24 si parla dell'ex presidene del Consiglio D'Alema. D'altra parte non sono certo i testi il punto forte di un giornale di gossip, come ben sa chi abbia mai letto una copia di Novella 2000 e simili; il passaggio al free press ha portato a una loro ulteriore contrazione, non dico a livello di lunghe didascalie alle foto ma poco di più.

Menzione particolare alla pagina di pubblicità del "primo sito di incontri extraconiugali pensato per le donne", roba di cui non immaginavo nemmeno l'esistenza (non che la vita mi cambierà)

25.10.10

Mixa (free press)   [recensioni]

Mixa (http://www.mixamag.it/) è uno degli ultimi free press apparsi a Milano: il numero di ottobre che mi è capitato tra le mani è infatti il quarto per il mensile. Il sottotitolo recita "Il magazine dell'italia multietnica"; a vedere il colophon è milanese (Coop. Cartacanta, per la cronaca; almeno due delle collaboratrici so chi sono) e non so se viene distribuito fuori Milano e dove; io ho trovato un po' di copie nella biblioteca di quartiere, ma è vero che oramai frequento poco i luoghi classici.

Nelle 32 pagine c'è pochissima pubblicità, tre pagine e un quarto; gli articoli tendono ad essere più ampi della media dei free press, superando anche a volte quelle che sembrano essere le colonne d'Ercole della lunghezza massima consentita, vale a dire la pagina. Come facilmente immaginabile, il punto di vista degli articoli è presentare agli italiani la vita degli immigrati (di "successo", nel senso di regolari e più o meno integrati), il tutto da una prospettiva generalmente di sinistra; basti pensare che c'è una paginata dedicata a cosa pensano riguardo all'immigrazione i candidati alle primarie del centrosinistra per le comunali 2011, e non ho visto interviste a esponenti dichiaratamente di centrodestra. Questo potrebbe forse essere un limite, perché si rischia di finire in una situazione "me la canto e me la suono" che non portrebbe grandi vantaggi; peccato, perché un punto di vista diverso dal solito sensazionalismo dei media e che non scade nel patetico sarebbe davvero utile.

23.10.10

Dizionario del Corano (libro)   [recensioni]

[copertina] Anche se per noi occidentali, di radici giudaico-cristiane oppure ateo-agnostici, il mondo islamico è un monolite questo non è affatto vero. Quest'opera, tradotta dal francese (Mohammad Ali Amir-Moezi (ed.), Dizionario del Corano [Dictionnaire du Coran], Mondadori 2007 [2007], pag. 987, € 28, ISBN 978-88-04-56660-1, trad. Barbara De Poli, Silvia Di Donato, Martino Diez, Gabriele Ferrario, Marco Aurelio Golfetto, Anna Maria Paoluzzi, Davide Tacchini), raccoglie 400 brevi saggi su altrettanti temi visti non solo dal punto di vista del Corano ma anche della tradizione islamica, con dovizia di riferimenti alle varie sure; nei saggi ci sono molto spesso riferimenti filologici, e del resto l'introduzione racconta proprio della nascita del Corano come testo scritto, dopo la sua origine che fu per scelta orale. Almeno per quanto riguarda le voci che ho preso a caso, ho trovato piuttosto difficile l'associazione tra quanto scritto e quello che si vede in pratica, anche perché per esempio non è chiarissima nemmeno la differenza tra sciiti e sunniti. In definitiva, l'opera è più utile da un punto di vista storico che da quello di attualità. Insomma, vale la pena di averlo come opera di consultazione, visto anche il prezzo contenuto, ma non è il libro da usare per avere una conoscenza non dico completa ma almeno ampia dell'islamismo. Attenzione alla traduzione; è rimasto qualche svarione di italiano, probabilmente per la rapidità richiesta nel preparare la versione italiana a pochi mesi dall'uscita dell'originale francese.

20.10.10

Colossal Book of Wordplay (libro)   [recensioni]

[copertina] Martin Gardner è universalmente noto per i suoi libri di matematica ricreativa. Ma chiunque abbia letto qualcuno dei suoi libri (soprattutto se in lingua originale, per ovvi motivi) sa che Gardner amava indulgere anche ai giochi di e con le parole. Questo libretto, smilzo nonostante il reboante nome (Martin Gardner, Colossal Book of Wordplay, 2010, pag. 160, $8.95, ISBN 978-1-4027-6503-2) raccoglie per l'appunto i giochi sparsi nelle sue varie opere; Gardner stava riguardando le bozze quando in maggio morì, e l'opera è stata completata da Ken Jennings che stava già collaborando con lui per la preparazione del testo. Ora, è vero che molti appassionati di giochi matematici sono anche appassionati di giochi con le parole, anche se il il viceversa non è necessariamente vero; però è chiaro che Gardner, per quanto bravo, non era il top per questo tipo di giochi. Il risultato è comunque godibile anche per chi come me non è madrelingua inglese e quindi si perde parecchi giochi, a volte anche quando legge la loro soluzione. D'altra parte il libro è essenzialmente intraducibile, per ovvie ragioni, anche se si può riciclare qualcuno dei giochi di parole trovandone un equivalente italiano.

16.10.10

Problem Solving Through Recreational Mathematics (libro)   [recensioni]

[copertina] L'idea di questo libro (Bonnie Averbach e Orin Chein, Problem Solving Through Recreational Mathematics, Dover 1980,2000, pag. 457, $15.95, ISBN 978-0-486-40917-7) è di parlare di matematica a partire dai problemi ricreativi. Nei vari capitoli si inizia a presentare alcuni di questi problemi, invitando il lettore a cercare di risolverli; poi vengono man mano introdotti i concetti che sono nascosti dietro i problemi stessi e si termina con una serie di esercizi (alcuni, ma non tutti, hanno un aiuto, una traccia di soluzione oppure una risposta).

Di per sé l'idea non è affatto stupida, tenuto anche conto che alcuni degli argomenti trattati - i grafi e le equazioni diofantine, per esempio - non fanno certo parte dei programmi scolastici, penso nemmeno negli USA. La sua messa in pratica però mostra parecchi difetti, primo tra tutti la ripetitività di dover fare più volte lo stesso tipo di ragionamento, che stufa in breve tempo anche se la formulazione dei problemi è sempre piacevole. Diciamo che a mio parere il libro è piu utile per un insegnante che voglia proporre ai suoi studenti un'esposizione un po' diversa e quindi si metta a scegliere quello che ritiene più importante.

13.10.10

The Alphabet (libro)   [recensioni]

[copertina]Anche questo libro (David Sacks, The Alphabet, Arrow Books 2004, pag. 395, ISBN 978-0-09-943682-9) era fuori commercio, e l'ho acquistato di seconda mano dai fondi di una biblioteca (dello Stoke-on-Trent College), dove in effetti non era mai stato chiesto in prestito. Il tema, come dice il titolo stesso, è l'alfabeto, inteso come insieme delle 26 lettere che lo compongono; dopo un capitolo introduttivo che racconta come dal primo alfabeto (semitico ma egizio, precedente a quello fenicio) l'idea sia stata man mano presa da altre popolazioni che se lo adattavano ai propri suoni, segue un capitolo per ciascuna lettera, che mostra la sua evoluzione e il mutamento delle sue caratteristiche (grafiche ma anche di suono) nell'inglese. Uno dei due grandi svantaggi del libro è proprio il suo essere anglocentrico; si parla un po' del francese perché in fin dei conti il normanno è una delle sorgenti della lingua inglese, e c'è qualche accenno allo spagnolo probabilmente perché è praticamente la seconda lingua statunitense, e basta. L'italiano non è praticamente mai citato e in quei rari casi Sacks colleziona strafalcioni, come a pagina 193 dove scrive "Gésu" e spiega che la G è dura solo davanti a A ed U. Il secondo problema è la ripetitività del testo: molte cose sono dette e ridette in tutti i capitoli, e dopo un po' uno si stanca anche... In definitiva, una lettura interessante ma non so se la consiglierei.

09.10.10

Fascio e martello (libro)   [recensioni]

[copertina] Molti sanno che Littoria (pardon, Latina) è stata fondata da Mussolini, durante la bonifica dell'Agro Pontino. Magari, pensandoci un po' su, qualcuno si ricorda anche di altre città: Sabaudia, Aprilia, Carbonia. Ma nessuno probabilmente immagina che ci siano quasi 150 "città del Duce", che a quanto pare amava porre la prima pietra su e giù per la penisola. In questo libro (Antonio Pennacchi, Fascio e martello - viaggio per le città del Duce, Laterza - "Economica 527" 2010 [2008], pag. 346, € 11.50, ISBN 978-88-420-9229-2), che nacque come rubrica su Limes ed ebbe una prima edizione nel 2003, Antonio Pennacchi parla di alcune di queste città. Premessa: si parla di architettura, ma non è un manuale di architettura. Pennacchi, nato a Latina, sente chiaramente proprio il tema. Aggiungete che scrive molto bene, con uno stile personale, e capirete che il libro non lo si legge come un saggio ma quasi come un romanzo storico... ehm, architettonico. D'altra parte le sue idee architetturali molte volte sembrano nascere dall'essere contro la storiografia ufficiale, e secondo me Pennacchi stesso non sempre crede a quello che dice ma lo dice lo stesso perché l'idea, anche se sbagliata, è carina. Il giudizio sulle opere del fascismo è molto disarticolato, soprattutto nella parte sociale (che fosse una dittatura è dato per scontato). Non è che si possa dare un valore positivo al fascismo solo perché hanno fatto queste città, ma non si può nemmeno negare la loro esistenza, no?

07.10.10

Scienza Express   [recensioni]

In quest'epoca di ebook e in cui molti scambiano la trasmissione di Giacobbo per scienza, ha senso produrre libri di carta che parlano di scienza, e soprattutto fatti per i cittadini-che-non-leggono-ancora? Daniele Gouthier e Luciano Celi pensano di sì, tanto che hanno fondato una nuova casa editrice scientifica, Scienza Express. Leggendo il loro Manifesto, oltre a quella punta di pazzia si può notare come non pensino tanto ai best seller (anche se poi immagino sarebbero ben felici di averne in catalogo!) quanto ai long seller. I libri di scienza non hanno infatti un'esondazione di vendite che poi si blocca dopo pochi mesi, ma hanno un flusso continuo per degli anni, o almeno lo avrebbero se fossero disponibili. Ecco il perché di una struttura dove l'informatica non serve per convertire i libri in bit ma dà la possibilità di mantenere un catalogo negli anni.

Nel 2011 sono previste undici uscite: è possibile fare un - diciamo - abbonamento e averli tutti per 95 euro. E per chi non può fare a meno di FacciaLibro c'è anche la pagina relativa. Buone letture!

06.10.10

L'incredibile viaggio di Pomponio Flato (libro)   [recensioni]

[copertina] Eduardo Mendoza è un giallista, potremmo dire. Ma dobbiamo dirlo con molta attenzione, visto che è forse meglio parlare di parodista. Tanto per dire, in questo libro (Eduardo Mendoza, L'incredibile viaggio di Pomponio Flato [El asombroso viaje de Pomponio Flato], Giunti 2008 [2008], pag. 192, € 12.50, ISBN 978-88-09-06159-0, trad. Francesca Lazzarato) il protagonista, un patrizio romano dell'ordine equestre che soffre pesantemente di problemi intestinali, viene ingaggiato da un ragazzino palestinese per dimostrare l'innocenza del padre Giuseppe, il falegname della cittadina di Nazaret, accusato di avere ammazzato il ricco Epulone. Come avrete intuito, il bimbo è Gesù, e la storia è piena di personaggi e brani evangelici, che in quel contesto suonano molto strani. Le abilità di Pomponio come detective ricordano quelle del dottor Watson, ma alla fine tutto si risolve per il meglio. Ottima la traduzione, che mantiene lo stile di una versione dal latino (ma la Lazzarato è la curatrice della collana, quindi immagino che se si è scelta questo libro l'aveva apprezzato); non concordo solo con la scelta del termine "inculare", che nel contesto mi pare stridere troppo.

02.10.10

Mathematics - The Loss of Certainty (libro)   [recensioni]

[copertina] La matematica è la quintessenza del ragionamento deduttivo, ed è l'unica scienza che ci dia delle certezze, no? Falso. In questo saggio di filosofia della matematica (Morris Kline, Mathematics - The Loss of Certainty, Oxford University Press 1980, pag. 366, $19.95, ISBN 978-0-19-50385-3) Morris Kline mostra non solo che la matematica non ha certezze, come forse molti hanno intuito cercando di capire il significato del teorema di incompletezza di Gödel, ma che il suo sviluppo è stato molto meno "matematico" di quello che ci vogliono far credere, che Euclide si è dimenticato una mezza dozzina di postulati, che le stagioni del rigore sono state brevi e che il rigore di ieri non è quello di oggi e quello di oggi non sarà quello di domani, che non è vero che la matematica modelli il mondo reale e che curiosamente la perdita della fede in Dio si sia riflessa sulla perdita della fede nella matematica stessa. Kline ritiene inoltre un fallimento lo sviluppo della matematica dell'ultimo secolo, avvitata in sé stessa; secondo lui la fecondità della matematica sta nel modellare, ancorché imperfettamente, il mondo reale. In definitiva, un libro piuttosto pessimista, anche se c'è una nota positiva sul fatto che si può fare matematica (e la si fa) anche in maniera più intuitiva.

29.09.10

La trama lucente (libro)   [recensioni]

[copertina] La creatività è una specie di araba fenice: la differenza è che di quest'ultima non si sa dove sia, mentre della prima non si sa cosa sia. Vi anticipo che nemmeno in questo libro (Annamaria Testa, La trama lucente, Rizzoli 2010, pag. 475, € 19.50, ISBN 978-88-17-03989-5) troviamo la risposta, nonostante il sottotitolo dica "Che cos'è la creatività - perché ci appartiene - come funziona". Ma di per sé è giusto così: in fin dei conti, come l'autrice dice fin dall'inizio, la creatività non si può insegnare ma al limite tirare fuori, e quindi non si puo definire. Una delle due cose più belle del libro è indubbiamente la stragrande quantità di informazioni presenti; un approccio olistico, che secondo me è l'unico modo decente per riuscire ad afferrare un concetto così complesso e sfuggente come la creatività. La seconda cosa più bella è lo stile di scrittura di Testa, che oscilla tra una parte descrittiva e quasi manualistica e una molto più personale, che favorisce la lettura senza che uno si addormenti oppure non ottenga le informazioni che cercava. In definitiva, un'opera valida anche come manuale di riferimento.

25.09.10

Professor Stewart's Hoard of Mathematical Treasures (libro)   [recensioni]

[copertina] Dopo che nel 2008 il Cabinet del professor Stewart entrò prepotentemente nella Top Ten dei libri più venduti nel Regno Unito - si vede che lì la matematica ogni tanto riesce ad arrivare al grande pubblico - l'accademico britannico fa il bis con questo "tesoretto" (Ian Stewart, Professor Stewart's Hoard of Mathematical Treasures, Profile Books 2009, pag. 339, Lst 12.99, ISBN 978-1-84668-292-6), sempre costruito mischiando fatti e fattoidi matematici senza troppo ordine, anche se a dire il vero alcuni di essi sono opportunamente posti uno a fianco dell'altro. Vi sembrerà strano, ma per una volta ho trovato il sequel meglio dell'originale! Da un lato Stewart non ha fortunatamente esagerato con i giochi di parole, dall'altro - avendo già sfruttato molte delle curiosità matematiche per così dire "comuni" - è stato costretto a pescare novità che spesso lo sono davvero, almeno per uno come me che pure di matematica ricreativa ne mastica parecchia. Per i non angolofoni non resta che sperare che Codice traduca anche questo volume, e lo affidi allo stesso traduttore :)

24.09.10

tablet aPad- MID   [recensioni]

In un impeto di consumismo, ho provato a comprare un clone cinese di un tablet: questo aPad-MID, da LightInTheBox.

Iniziamo a dire le cose buone: mi è arrivato in una settimana, e l'ho pagato 130 euro comprese spese di spedizione. Per il resto? Beh, non mi interessava un iPad, quindi il fatto che il monitor fosse 7" e non 9" mi stava più che bene. Né mi importava l'assenza di una videocamera, e la risoluzione 800x480 non sarà il massimo, ma è sufficiente. Purtroppo non solo non c'è un accelerometro, ma non sono nemmeno riuscito a trovare un sistema per ruotare lo schermo a mano, e questo non è bello.
La connessione wi-fi richiede un router di una certa potenza, ma poi regge bene; la tastiera virtuale è qualcosa a cui non mi abituerò purtroppo mai, e il touchscreen (non capacitativo) mi pare lentuccio. Ammetto di non aver provato siti flash; gmail si vede benino, e nal Market Android ho trovato come lettore ebook Aldiko, che - una volta che si mettono per bene le impostazioni avanzate - mi pare davvero buono. Ah, la versione di Android è la 1.6, e non sembra sia possibile fare un upgrade alla versione 2. I video si vedono - o almeno io li ho visti - nelle versioni ridotte per telefonino; l'audio è decente. Non basatevi sul "manuale di istruzioni", più o meno delle dimensioni di un paio scarsi di fogli A4 e scritto in Engrish.

Insomma, non un grande risultato; aggiungiamo poi che adesso con dieci euro in più avrei potuto prendere questo modello in offerta... ma si sa che la sfiga in questi casi è sempre in agguato.

21.09.10

Caso e caos (libro)   [recensioni]

[copertina] Si sente subito che questo relativamente vecchio testo sulla casualità, dal titolo che sicuramente rende meglio in italiano che nell'originale (David Ruelle, Caso e caos [Hasard et chaos], Bollati-Boringhieri "Saggi scientifici" 1992 [1986], pag. 192, € 21, ISBN 9788833906836, trad. Libero Sosio) è stato scritto da un fisico. Lo stile è indubbiamente diverso da quanto avrebbe fatto un matematico, e credo che il lettore curioso lo troverà sicuramente accettabile, ancora di più al giorno d'oggi: avere capitoli brevissimi, di poche pagine ciascuno, aiuta la lettura. L'approccio alla matematica del caos è a mio parere reso molto bene, partendo dal caso e mostrando come caso e caos non sono affatto la stessa cosa. Ho trovato molto interessante la parte centrale, dove il concetto di entropia è spiegato in maniera diversa dal solito e soprattutto viene fatto un parallelo molto interessante tra la visione classica e quella quantistica; non ho capito perché anche Ruelle - ma dev'essere una mania dei fisici - decida poi di fare metafisica nelle ultime pagine del libro, che si possono tranquillamente trascurare. Nulla da eccepire sulla traduzione: ma com'è che Libero Sosio ha anche tradotto dal francese, e non solo dall'inglese?

18.09.10

50 grandi idee di matematica (libro)   [recensioni]

[copertina] Ci sono molte collane divulgative, e anche per quanto riguarda la matematica la Very Short Introduction di Timothy Gowers è insuperabile. Però ogni collana ha un pubblico di riferimento, e secondo me queste "50 grandi idee" sono più adatte al grande pubblico. I temi, in questo caso (Tony Crilly, 50 grandi idee di matematica [50 mathematical ideas you really need to know], Edizioni Dedalo 2009 [2007], pag. 208, € 16, ISBN 978-88-220-6809-5, trad. Laura Bussotti) quelli matematici, sono infatti trattati in pillole, quattro pagine cadauno; la trattazione è naturalmente di base, ma arriva anche a temi non banali tipo l'ultimo teorema di Fermat e l'ipotesi di Riemann (con un erroraccio non so se nel testo originale o nella traduzione, che comunque è scorrevole). Molto bella l'idea della linea temporale in fondo nelle prime due pagine, che dà un'idea di quando e come i concetti si sono sviluppati; meno indovinate a mio parere le frasi chiave che terminano i capitoletti, frasi che a volte mi sembravano piuttosto stupide. Ma a parte questa pecca il libro è assolutamente consigliabile se avete sempre avuto paura che la matematica sia troppo complicata e avete il coraggio di provare a cambiare idea.

14.09.10

Math Jokes 4 Mathy Folks (libro)   [recensioni]

[copertina] Le barzellette sui matematici (da soli o in compagnia di altre categorie) sono tante, anche se chi non è del campo magari non le conosce. Tanto per dire, anch'io nel mio blog ne ho raccolte alcune. C'è però chi è arrivato a un livello superiore: G. Patrick Vennebush ha preparato un intero libro (Patrick Vennebush, Math Jokes 4 Mathy Folks, Robert Reed Publishers 2010, pag. 117, $11.95, ISBN 9781934759486 ) trascrivendo queste battute e barzellette. Devo subito avvisare il possibile lettore: non solo bisogna avere una conoscenza di matematica, ma bisogna sapere l'inglese molto bene perché parecchie delle battute sono delle freddure che si basano sulla pronuncia delle parole. (Non sempre: la battuta che apre il libro è "- Cosa dice lo 0 all'8? - Che bella cintura che hai!" Il caso classico è quello di π che si pronuncia come "pie", torta, ma ce ne sono molti altri. Probabilmente è meglio centellinarsi la lettura, anche perché il troppo stroppia... oppure, se preferite, iscrivetevi al suo blog e leggete cosa viene raccontato man mano :-)

11.09.10

Unseen Academicals (libro)   [recensioni]

[copertina] Nell'ennesimo capitolo del Discworld, (Terry Pratchett, Unseen Academicals, Transworld 2010, pag. 544, LST 7,99, ISBN 9780552153379) questa volta Pratchett prende in giro il mondo del calcio, o meglio dei tifosi e di tutto quello che sta intorno. Lord Vetinari ha pensato di addomesticare le partite tra squadre (bande?) rivali introducendo una serie di regole (bellissima la spiegazione del fuorigioco); potete immaginarvi il risultato finale, conoscendo l'attitudine tipica dei cittadini di Ankh-Morpork e l'attitudine parallela delle bande di tifosi calcistici, non solo in Italia ma anche in Inghilterra. Il tutto condito dalle lotte in punta di parola tra l'antica Unseen University e i parvenu di Brazeneck, e dalle citazioni di autori fintotedeschi... pardon, di Uberwald. Devo però dire che il risultato mi pare un po' deludente; anche la figura del protagonista di questo libro, Mister Nutt, evolve troppo a salti. Ciò detto, vale sempre la pena di leggere Pratchett per gli spaccati di vita del nostro mondo, come la scena della carrozza notturna.

04.09.10

Nuova fisica per tutti (libro)   [recensioni]

[copertina] Seguito di un libro scritto nel 1990, l'autore stavolta (Carlos Fiolhais, Nuova fisica per tutti [Nova Física Divertida], Tropea - Easy 2010 [2007], pag. 158, € 12.90, ISBN 978-88-558-0107-2, trad. Cristiana Spitali) racconta in tre amplissimi capitoli ("Il paradosso della fisica quantistica", "Le meraviglie della relatività", "Dai nuclei alle stelle") i grandi temi della fisica del ventesimo secolo. Lo stile di scrittura è molto colloquiale; Fiolhais è interessato a dare un'idea di cosa hanno studiato i fisici del secolo scorso, non certo a fare un manuale tecnico. Peccato però che l'origine del libro, iniziato partendo da alcuni articoli divulgativi, si rifletta in una certa ridondanza soprattutto nella seconda parte; ridondanza che non è che serva a capire meglio gli argomenti trattati. Traduzione scorrevole, se pur con qualche errore (anche se non posso garantire che "il numero di pianoforti", e non di accordatori di pianoforti, calcolato da Fermi non sia già presente nell'originale)

02.09.10

Il parlar figurato (libro)   [recensioni]

[copertina] Bice Mortara Garavelli da decenni cerca di raccontare agli italiani come funziona la retorica. Stavolta con questo agile libretto (Bice Mortara Garavelli, Il parlar figurato - Manualetto di figure retoriche, Laterza 2010, pag. 178, € 12, ISBN 978-88-420-9213-1) forse ci è riuscita sul serio. Il problema principale quando si trattano questi temi, in effetti, è quello di trovare il modo per passare dall'esempio al nome; se qualcuno (qualcuno a caso...) parla infatti di anadiplosi si può sempre prendere il vocabolario e cercare il lemma corrispondente, ma partire dall'esempio per arrivare al nome è irrealizzabile. In questo caso invece l'indice serve proprio a dare un nome alla figura; nel testo c'è poi la spiegazione anche storica, terminata da una definizione vocabolariesca. Nel caso vi chiediate perché mai serva conoscere le figure retoriche, la risposta è banale: le dichiarazioni di politici e persone altolocate sono fatte apposta per nascondere la realtà per mezzo di esse, e quindi è opportuno accorgersi di quello che ci sta dietro.

28.08.10

Legends - volume 2 (libro)   [recensioni]

[copertina] A leggere questo libro (AA.VV., Legends - volume 2 [Legends], Sperling&Kupfer 2002 [1998], pag. 435, € 19, ISBN 978-88-200-3389-7, trad. Marina Deppisch e Francesco Di Foggia) ho scoperto una cosa: la fantasy (vera e propria, Harry Potter non c'entra) è una palla. Mettere insieme i racconti di vari grandi del settore mi ha fatto vedere come con tutte le variazioni possibili ci sia sempre la stessa storia dietro, e che quindi io debba prendere questa roba con le molle. Faccio eccezione per Terry Pratchett, il cui racconto apre il libro; ma Pterry notoriamente non scrive fantasy, anche se ne usa i personaggi. Granny Weatherwax e Nanny Ogg, le protagoniste del racconto, sono due streghe; ma la storia è a dire il vero un racconto di psicologia sociale.

Traduzione buona, tranne proprio nel racconto pratchettiano dove mi è rimasta la sensazione che la traduttrice abbia sbagliato registro linguistico; ma forse è perché sono abituato a leggerlo in inglese.

25.08.10

La quarta rivoluzione (libro)   [recensioni]

[copertina] La "quarta rivoluzione" che dà il titolo a questo libro (Gino Roncaglia, La quarta rivoluzione, Laterza - i Robinson 2010, pag. 287, € 19, ISBN 978-88-420-9299-5) segue quelle che dall'oralità ha portato alla scrittura, dal rotolo (il volumen) al libro (il codex), e dal manoscritto alla stampa. E cosa ci riserverà il futuro del libro, ciò di cui se ne parla nelle sei "lezioni" di quest'opera? Ma del libro elettronico, l'e-book insomma. L'analisi di Roncaglia è molto acuta e spazia su tutti i temi legati anche indirettamente al libro elettronico, dalla differenza di fruizione ("lean forward", delle opere da consultare; "lean back", per le letture piu leggere, mobilità) all'evoluzione degli ebook reader ai progetti di digitalizzazione di Google. L'unico appunto che posso fare al testo è che spesso ripete un po' troppo lo stesso concetto, un metodo più da lezione universitaria che da testo scritto. Il libro è comunque assolutamente consigliato per chiunque voglia capire cosa sta succedendo con i libri elettronici; poi possiamo chiederci se le previsioni di Roncaglia della nascita di un nuovo oggetto, dalla fruizione diversa da quella di un libro e legata a una tecnologia ancora diversa da quelle attuali, si avvererà.

21.08.10

Franz Kafka: Tutti i racconti (libro)   [recensioni]

[copertina] Uno dei guai di essere un compratore compulsivo di libri e non avere tempo per leggerli è che finisce che me ne può capitare uno tra le mani dopo quindici anni. I cinque euro attuali (Franz Kafka, Tutti i racconti, Newton Compton 2005, pag. 368, € 5, ISBN 9788854103795, trad. L. Coppè e G. Raio) erano 3900 lire... A parte queste considerazioni secondarie, devo dire che Kafka non fa per me. Non so se il problema è esacerbato dalla traduzione, vecchiotta e quindi un po' pesante; ma è proprio la struttura del racconto kafkiano, che oscilla tra la disperazione e l'inconclusione, che mi mette a disagio. Prendiamo "Nella colonia penale", per esempio. C'è questa ineluttabilità delle esecuzioni, che si fanno senza che nessuno sappia esattamente la ragione; e anche il visitatore, che pure sembrerebbe uno dei protagonisti, è come se non esistesse davvero. Tra i molti racconti postumi inseriti nella raccolta, spicca "Il maestro di scuola del villaggio", dove l'incomunicabilità così cara a Kafka arriva a un livello persino comico; "Blumfeld, un vecchio scapolo" inizia benissimo con le due palle che seguono il protagonista, ma poi la trama si perde. Inutile: in generale non riesco ad appassionarmi a questo tipo di racconti.

18.08.10

Un marziano a Roma (libro)   [recensioni]

[copertina] Flaiano sarà stato bravissimo come sceneggiatore, ma l'opera teatrale che dà il titolo a questo libro (Ennio Flaiano, Un marziano a Roma, Rizzoli 1985 [1960], pag. 261) non mi dice proprio nulla. L'unico momento divertente di una trama alquanto sconclusionata è quando il marziano si lamenta che dal bagno il panorama di Roma non è quello cui è abituato, e gli viene risposto "sì, è migliore da quest'altro lato; lì c'è il panorama di servizio. Probabilmente il racconto omonimo è più interessante di questa trasposizione teatrale. Molto più divertenti le farse seguenti. "La guerra spiegata ai poveri", pur essendo del 1946 e quindi risentendo del fascismo appena terminato, resta ancora attualissima, se solo le guerre si facessero ancora qui in Italia. "La donna nell'armadio" è una classica farsa dell'assurdo, mentre "Il caso Papaleo", a parte qualcosa sulla commedia degli equivoci, ha forse un fondo più serio. Nemmeno l'ultima opera, "La conversazione continuamente interrotta", mi dice molto. Ha forse qualcosa degli Angry Young Men britannici, ma è il concetto di opera inconclusa per scelta che non mi piace.

31.07.10

Mathematical Recreations (libro)   [recensioni]

[copertina] La mia generazione, e penso anche quella prima della mia, ha assorbito il concetto di "matematica ricreativa" dai libri di Martin Gardner. E prima di lui? Questo libro (Maurice Kraitchik, Mathematical Recreations (second revised edition), Dover 2006 [1953], pag. 328, € 19.95, ISBN 978-0-486-45358-3) dovrebbe essere stato uno dei più importanti e famosi: posso assicurarvi che non è esattamente un'opera che induca il lettore ad apprezzare la materia. Dal mio punto di vista, l'unico capitolo di un certo interesse è stato quello sulle terne pitagoriche, con una trattazione ben più completa di quanto avessi mai visto in giro. Ma ad esempio la trattazione sui quadrati magici, con pagine e pagine di formule generatrici di alcuni tipi di quadrati ma senza alcuna - del resto inesistente - generalità, me la sono saltata a piè pari: la vita è troppo breve per fare tutto.

Il libro comunque mi ha fatto imparare qualcosa: che Martin Gardner è stato davvero un genio della comunicazione, e scusate se è poco.

24.07.10

Il matematico curioso (libro)   [recensioni]

[copertina] Beh, della geometria del calcio (metà del sottotitolo) non se ne parla molto, ma l'algoritmo dei tacchi a spillo in effetti c'è. Giovanni Filocamo, fisico prestato alla divulgazione matematica e impegnato nel progetto genovese MateFitness, in questa sua opera seconda (Giovanni Filocamo, Il matematico curioso, Kowalski 2010, pag. 223, € 13, ISBN 978-88-7496-777-3) ha come programma proprio quanto scritto nel titolo: come cioè un matematico curioso può trovare più o meno ovunque tracce della scienza che lui (o lei) ama. Lo stile di scrittura è molto, molto personale: per dare un'idea a chi mi conosce, io in confronto sono assolutamente asettico. I temi trattati sono più o meno noti, e risultano più o meno interessanti forse anche a seconda di quanto Filocamo li senta suoi; i primi capitoli mi sono sembrati più scoppiettanti, mentre poi è forse subentrata un po' di stanchezza. Il libro è comunque in grado di far venire (spero!) un po' di curiosità al lettore, soprattutto perché di formule non ce ne sono e quindi non c'è necessità di spaventarsi.

16.07.10

Il grande elenco telefonico della terra e pianeti limitrofi (Giove escluso) (libro)   [recensioni]

[copertina] Che dire di quest'opera prima (almeno come romanzo) di Gianluca Neri, che generalmente bazzica più su Internet, dai tempi di Cuore prima, del portale Clarence poi e oggi di Macchianera? Opera prima nata a sua detta una notte in cui non riusciva a dormire (come se dormisse di notte, lui che ha il fuso orario settato sulla West Coast)? Beh, nel bene e nel male il libro (Gianluca Neri, Il grande elenco telefonico della terra e pianeti limitrofi (Giove escluso), Bur 24/7 2010, pag. 290, € 9.50, ISBN 9788817037266) è un omaggio / plagio / riscrittura (cancellate le voci che non interessano) di Douglas Adams, e questo penso sia chiaro a tutti. Ma la telefonata lunga 42 capitoli che costituisce il libro, più che per gli spunti umoristici che pure non mancano - il modo con cui il protagonista si salva tra i capitoli 31 e 32 è il mio preferito - è più interessante per le cose serie che vengono esposte sotto la patina umoristica. D'altra parte, se non ricordo male il tutto iniziò ai tempi del caso Englaro... La parte più debole del libro? Come prevedibile, il finale. Non è nemmeno un anticlimax, purtroppo; come tanti nomi anche piu blasonati, si pensi a Stefano Benni, iniziare è facile, continuare abbastanza, terminare no. Io non ci provo nemmeno, a scrivere un libro!

10.07.10

Proofs from THE BOOK (libro)   [recensioni]

[copertina] Che cos'è Il Libro? Forse la Bibbia? In un certo senso sì. Secondo Paul Erdös, Dio (o The Great Fascist, come lo chiamava lui) aveva un libro con tutte le dimostrazioni matematiche più belle ed eleganti, e ogni tanto qualche mortale riusciva a dargli un'occhiata e trovarne una... che suscitava ammirazione e invidia negli altri matematici. Occhei, il 99,9% degli esseri umani non capisce la differenza, ma da quando in qua questo è motivo per lasciare perdere?
Questo libro (Martin Aigner e Günter M. Ziegler, Proofs from THE BOOK, Springer 20094, pag. 274, $49.95, ISBN 978-3-642-0855-9) raccoglie alcune dimostrazioni che a detta degli autori possono stare nel Libro. Attenzione! Non è affatto detto che queste dimostrazioni siano "facili", diciamo alla portata di uno studente delle superiori; spesso gli autori hanno preferito lavorare sull'inaspettatezza, e sull'usare tecniche che a prima vista non abbiano nulla a che fare con i problemi di partenza. Però ci sono delle chicche davvero belle, che meritano davvero la lettura e l'ammirazione almeno di chi apprezza la matematica come un'arte (quale in effetti è...) e non come una scienza.

06.07.10

Design potenziale (libro)   [recensioni]

[copertina] Partendo dal principio che voi sappiate cosa sia l'OuLiPo (con la versione italiana Oplepo e la costola scissionaria Opelpo), immagino non vi sarà difficile capire che di Opifici di X Potenziale ce ne possono essere molti, o meglio ci sono molte X che possono potenzialmente fare parte di un Opificio. In questo caso (Marco Maiocchi, Design potenziale, Luca Sossella 2006, pag. 119, ISBN 9788889829097) si parla di OpDIPo: Opificio di Design Industriale potenziale. Maiocchi insegna appunto design industriale al Politecnico di Milano, e ha raccolto in questo libretto alcuni esempi di vari designer, presentati a Milano al FuoriSalone 2005 e 2006. Come richiesto dalle rigide regole oulipane, la creatività deve nascere dai vincoli, e i vincoli devono essere più scollegati possibile dall'opera (che vuol dire, "fare un divano che ricordi uno dei quadri «Le tre età» di famosi pittori?) Il risultato verrà probabilmente apprezzato solo da puri intenditori del genere, ma il procedimento è comunque interessante.

05.07.10

Manuale a uso dei genitori dei gemelli (libro)   [recensioni]

[copertina] Il problema di questo libro (Audrey Sandback, Manuale a uso dei genitori dei gemelli [Twins and the Family], Raffaello Cortina 1994 [1988], pag. 260, € 16, ISBN 978-88-7078-618-7, trad. Studio Norma) non è tanto la sua vetusta - l'edizione originale è del 1988 - e nemmeno il suo contenuto: i consigli che dà sono sicuramente utili, almeno per l'ancora minima esperienza gemellare che io ho. Il guaio è che il testo è tropo prolisso e ripetitivo: a rileggere sempre le stesse cose a distanza di una pagina mi sembrava di ritrovarmi in una highway americana, costellata di cartelli stradali che continuano a ricordarti che non puoi superare le 55 miglia l'ora, di fare attenzione, e così via.

Aggiungiamo poi che la traduzione - ma da quando in qua è uno studio che la fa, e non una o più persone? - spesso dà l'aria di non essere perfetta, ed è sicuramente meno che scorrevole. Insomma, non certo un'idea meravigliosa, anche se come dicevo qualcosa di utile c'è sempre.

02.07.10

Riddles of the Sphynx (libro)   [recensioni]

[copertina] Terza e ultima raccolta della rubrica tenuta da Martin Gardner sull'Isaac Asimov Science Fiction Magazine, il risultato finale di questo libro (Martin Gardner, Riddles of the Sphynx, MAA 1987, pag. 164, $15, ISBN 978-0-88385-632-1) è però a mio parere un po' inferiore rispetto alle raccolte precedenti: non tanto per i problemi basati sui giochi di parole, che sono sempre stati una caratteristica di questa serie, quanto per quelli matematici che spesso mi sono sembrati davvero troppo semplicistici.

Sono pochi i giochi per cui vale davvero la pena di mettersi su a studiarli, anche se queste eccezioni meritano comunque il lavoro. Detto questo, non dovrebbe comunque essere necessario aggiungere che la prosa gardneriana è sempre così piacevole da essere un valore aggiunto di suo. Il libro è praticamente fuori catalogo, però; solo Amazon USA sembra averne qualche copia, forse recuperata da un wormhole. L'unica speranza, oltre che andare sul mercato dei libri usati, è che la MAA decida di ripubblicarlo, probabilmente a prezzo più elevato - ma non si può pretendere tutto dalla vita, no?

28.06.10

Einstein's Riddle (libro)   [recensioni]

[copertina] Una mia regola aurea sulla qualità dei libri da leggere è "se sono in carta patinata, lascia perdere". Diciamo che sono più attento al contenuto che alla forma del contenitore; la regola chiaramente non si applica ai libri d'arte o di fotografia dove c'è la necessità di una carta di migliore qualità per vedere le immagini, ma per l'appunto queste sono le eccezioni e non la regola.

In questo caso (Jeremy Stangroom, Einstein's Riddle, Bloomsbury 2009, pag. 144, Lst 9.99, ISBN 978-1-4088-0149-9) la regola è stata regolarmente rispettata. Bisogna dare atto a Stangroom di avere creato delle nuove storie intorno ai classici problemi e paradossi in quel mare magnum che sta tra la matematica e la filosofia; è però anche vero che tutti i problemi presenti dovrebbero essere ben presenti a chi è avvezzo a questi temi. Per quello che mi riguarda - anche se probabilmente io non faccio testo - l'unico paradosso che non conoscevo è l'ultimo, quello sulla bella addormentata. Se però il paradosso di Simpson e quello di Newcomb vi sono sconosciuti, forse può valere la pena di procurarvi il libro.

22.06.10

La Milano della memoria - Zona 9 (libro)   [recensioni]

[copertina] Alcuni anni fa il comune di Milano, con il contributo della Banca Popolare di Milano, preparò una serie di volumetti che raccoglievano le testimoniandze dei vecchi abitanti della città; volumetti che immagino ora siano solo rintracciabili nelle biblioteche di zona. Quello dedicato alla zona dove abito io (AA.VV., La Milano della memoria - Zona 9, Comune di Milano - Assessorato al Decentramento 2003, pag. 215, s.i.p.) racconta di una parte della città che da contadina è rapidamente diventata operaia, di un tessuto sociale relativamente coeso e cooperativo - forse non è un caso che nelle elezioni del 2006 l'unica zona vinta dal centro-sinistra sia appunto stata la 9 - e di tutti i problemi legati a una tumultuosa immigrazione dal sud prima e dall'estero poi. Ho scoperto così per esempio che la Bovisasca è stato un quartiere abusivo che non aveva nulla da invidiare alle borgate romane, e che ancora nel 1959 il matrimonio era giusta causa di licenziamento per una donna. Quello che secondo me manca al libro è l'altra faccia delle testimonianze, cioè un racconto storico di come si è evoluta la zona; le poche righe dedicate non sono certo sufficienti.

12.06.10

El gamba de legn (libro)   [recensioni]

[copertina]"El gamba de legn" è il nome che i vecchi milanesi davano ai primi tram. In questo libro (Francesco Ogliari, El gamba de legn - Milano dal cavallo al vapore, Meravigli 2006 [1991], pag. 107, € 10, ISBN 978-88-7955-034-5) l'autore racconta dello sviluppo iniziale dei trasporti urbani e suburbani milanesi nei cinquant'anni che vanno dall'Unità d'Italia al 1910. Più che per i fanatici dei trasporti pubblici quale io sono il libretto risulta interessante per gli amanti della storia locale, date le numerosissime foto d'epoca e il racconto fatto più che altro a episodi. Scopriamo così come Milano non intendesse affatto che le linee per i comuni vicini partissero dalla città, esigendo i capolinea oltre i bastioni; vediamo anche che il primo progetto di una metropolitana risale nientemento che al 1863 (!) e come ai primi del '900 circolassero come curiosità dei filobus e fosse stata approntata una linea sopraelevata! Possiamo infine leggere di come i tram a cavalli siano man mano stati soppiantati da quelli elettrici, e dell'omnibus... a vapore.

09.06.10

Science Fiction Puzzle Tales (libro)   [recensioni]

[copertina] Chiunque sappia chi fosse Martin Gardner sa che ha tenuto per 25 anni la rubrica di giochi matematici sullo Scientific American. Ma non sono in molti a sapere che per una decina d'anni tenne anche una rubrica simile per la Isaac Asimov's Science Fiction Magazine. Questo libro (Martin Gardner, Science Fiction Puzzle Tales, Penguin 1983 [1981], pag. 148, ISBN 978014006466) raccoglie la collaborazione dei primi tre anni. Non che lo troviate in giro, se non in una costosissima nuova edizione della MAA col titolo Mathematical Puzzle Tales; la mia copia l'ho recuperata in un negozio online di libri usati. Rispetto allo Scientific American, qui i problemi sono molto più semplici, anche perché il lettore tipico è ovviamente diverso; e naturalmente hanno tutti una cornice fantascientifica. Non ci sono solo giochi matematici ma anche linguistici; inoltre quasi sempre la risposta ai problemi porta una seconda domanda, e spesso anche una terza. In definitiva un piacevole divertissement, che sarebbe alla portata di tutti... ammesso naturalmente che fosse ristampato e/o tradotto in italiano :-)

05.06.10

Beatles for Sale (libro)   [recensioni]

[copertina] Biografie dei Beatles ce ne sono tante. Questa (Marco Bonfiglio, Beatles for Sale, Fermento 2005, pag. 409, € 16, ISBN 978-88-89207-28-4) ha la peculiarità di essere sotto forma di romanzo, con Doctor Robert, uno S.T.A.R.R. (Supervisore Tutelare per Artisti Rock'n'Roll, entità eterea inviata sul pianeta Terra per sviluppare la musica) che decide di dedicarsi a quelli che intuiva sarebbero divenuti i musicisti pià grandi di tutti. La storia segue più o meno la biografia ufficiale del quartetto, compresi gli errori fattuali che oramai sono entrati a fare parte del folklore (esempio banale: la targa della Volkswagen nella copertina di Abbey Road non termina con 28IF ma con 281F).
Diciamo che se uno non conosce la storia dei Beatles può valere la pena di leggerlo, almeno come curiosità; altrimenti lo si può tranquillamente tralasciare.

03.06.10

_L'uomo che sapeva troppo_ (libro)   [recensioni]

[copertina] Questa biografia di Alan Turing (David Leavitt, L'uomo che sapeva troppo - Alan Turing e l'invenzione del computer [The Man Who Knew Too Much], Codice edizioni 2007 [2006], pag. 247, € 19, ISBN 978-88-7578-069-2, trad. Carolina Sargian) ha un unico pregio: convincere il lettore a comprarsi quella scritta da Andrew Hodges. Turing era omosessuale, e la sua omosessualità è stata la causa del suo suicidio, quindi è chiaro che essa è un tema fondamentale. Ma questo non dovrebbe significare leggere tutta la vita del matematico inglese in chiave omosessuale, a meno che uno non voglia farsi ridere dietro scrivendo ad esempio che "la strategia attuata da Turing di aprire il suo lavoro riassumendo tutte le rivendicazioni degli oppositori prefigura i manifesti per i diritti dei gay degli anni Cinquanta e Sessanta" (pag.189; ma avrei potuto scegliere tanti altri esempi). Aggiungete che Leavitt, a differenza di Hodges, non è un matematico e quindi non riesce a spiegare chiaramente l'Entscheidungproblem oltre a prendersi qualche topica sulla zeta di Riemann, e rincarate la dose con i danni di traduzione ed editing che riescono a scrivere la lista dei numeri naturali invece che quelli primi e a non accorgersi che se stai parlando di cifratura di una frase in inglese non puoi tradurla lasciando identica la frase cifrata, sennò l'esempio non ha alcun senso; come potete capire il risultato finale è che dalla lettura di questo libro non guadagnerete nulla.

27.05.10

The Riddles of the Sphinx (libro)   [recensioni]

[copertina] Il mercato librario è qualcosa di incredibile. Questo libro (David J. Bodycombe, The Riddles of the Sphinx, Penguin 2007, pag. 588, ISBN 978-0-14-311275-4) è del 2007 e della Penguin: eppure me lo sono dovuto procurare con Abebooks, cioè pescando tra i remainders. Non ho capito il motivo di un'accoglienza così fredda; l'unico appunto che gli potrei fare è che non è né carne né pesce, perché i capitoli storici sono inframmezzati da capitoli di giochi, scontentando più o meno tutti; da chi come me non osa nemmeno cimentarsi in un cryptic puzzle, cioè nelle parole crociate con definizioni in salsa britannica, a coloro a cui non potrebbe importare di meno sapere che il gioco del 15 non è affatto una creazione di Sam Loyd, come si legge ovunque, e il grande enigmografo statunitense aveva la cattiva abitudine di appropriarsi dei giochi altrui senza citare la fonte. Dal mio punto di vista la parte per così dire storica, con i ritratti dei più importanti "giochisti", è quella riuscita meglio: faccio però una piacvole eccezione per l'ultimo capitolo, dove viene presentata una pletora di giochi logici giapponesi almeno metà dei quali mi era totalmente sconosciuta.

19.05.10

I milanesi e l'umorismo (libro)   [recensioni]

[copertina] La mia biblioteca di zona ha inaugurato una sezione di libri su Milano. Da buon immigrato nella metropoli, ho provato a darci un'occhiata in modo da potere sostenere conversazioni facendo finta di essere autoctono, e ho recuperato, basandomi fondamentalmente sul titolo, questo vecchio libro (Alberto Lorenzi, I milanesi e l'umorismo, Libreria Meravigli editrice 1973, pag. 294).
Peccato che il libro non mantenga le promesse, ma sia più che alto una garbata - e anche un po' umoristica, d'accordo, ma nulla di più - raccola di aneddoti sui milanesi della prima metà del secolo scorso. Alberto Lorenzi, già direttore della Biblioteca d'Arte del Castello Sforzesco, ha indubbiamente una penna leggera e una prosa piacevole; però avrei appunto preferito che il titolo fosse qualcosa tipo "Milano d'antan - ritratti umoristici e affettuosi".

13.05.10

Star Trek - Federazione (libro)   [recensioni]

[copertina] Se non vado errato, questo libro (Judith e Garfield Reeves-Stevens, Star Trek - Federazione [Federation], Fanucci Economica 69 - 1997 [1994], pag. 507, ISBN 9788834705834, trad. Carlo Borriello) è la versione su carta di una sceneggiatura parallela che ha portato a Star Trek - Generations; e ho come l'impressione che qualcosa del testo faccia parte di uno dei film che avevo visto ai tempi. La storia però qui è molto più ampia, con tre narrazioni parallele a distanza di un secolo l'una dall'altra legate dalla figura di Zefram Cochrane, il primo uomo a viaggiare più veloce della luce... e naturalmente da Kirk e Picard. Io sono un trekkie di seconda scelta, e soprattutto sono molto più esperto della serie originale che della Next Generation; però mi sono trovato a mio agio a leggere la storia, e l'unico appunto che potrei fare agli autori è che non hanno trovato un modo di far risaltare il latin lover che c'è in Kirk. Chiaro che però se non amate lo stile è meglio che lasciate perdere il libro: come space opera farebbe acqua da tutte le parti. Sulla traduzione dovrei stendere un velo pietoso, ma non sarebbe giusto nei confronti dei bravi e onesti traduttori. Passi il "casuale" invece che "causale" ripetuto due volte a pagina 494, che magari è spuntato in redazione; ma i telescopi a vuoto liquido di pagina 37 e il Mozzo Centrale Thorsen di pagina 87 (su, nel 1997 si parlava già di hub aereoportuali...) gridano vendetta al cospetto del dio dei traduttori, chiunque Egli (o Ella) sia.

04.05.10

Il tarlo della lettura (libro)   [recensioni]

[copertina] Anobium punctatum è il nome scientifico del tarlo della carta. aNobii è invece il nome di un social network per gli amanti dei libri; non l'unico né il maggiore, ma quello che ha più seguito in Italia. Gli iscritti ad aNobii hanno la loro libreria virtuale dove inserire i libri che hanno letto e le loro reconsioni: questo libro (aNobii, Il tarlo della lettura, Rizzoli 2009, pag. 495, € 18, ISBN 978-88-17-03692-4) raccoglie proprio le recensioni più votate dagli stessi partecipanti dei cento libri più presenti nelle varie librerie. Date queste premesse iperdemocratiche è chiaro che il risultato è troppo diseguale, sia nella scelta delle opere dove prevalgono gli ultimi besteller che nelle recensioni stesse. Per dire, io sono presente nelle schede di tre libri (La compagnia dei Celestini, Se una notte d'inverno un viaggiatore, Il piccolo principe) con recensioni che ho buttato giù in tre minuti anni dopo averli letti, semplicemente perché agli inizi del social network avevo inserito alcuni classici e l'horror vacui mi impediva di non commentare; così le mie recensioni sono apparse tra le prime e hanno continuato a ricevere voti semplicemente perché erano là in bella vista. Nelle varie recensioni insomma si passa dal pregevole al deplorevole. Fortunatamente però la redazione ha scelto altri cento libri tra quelli preferiti dai recensori (nel mio caso, L'elmo di don Chisciotte di Stefano Bartezzaghi) e ha pubblicato anche quelle recensioni; il lettore può insomma scoprire qualcosa di nuovo. Pregevole infine la scelta di riassumere in un SM (160 caratteri) i libri: l'arte della brevità è sempre utile!

27.04.10

Due cuori e un fornello (libro)   [recensioni]

[copertina] Premessa: conosco la signorina Fiamma - anche se a dire il vero conosco meglio il Convivente - e abito a trecento metri da casa loro. Premessa due: ho saltato a piè pari tutte le ricette. Diciamo che non sono certo il target dei lettori probabili di questo libro (Ilaria Mazzarotta, Due cuori e un fornello, Kowalski 2010, pag. 255, € 13.00, ISBN 978-88-7496-778-0), dove il cibo e la cucina sono non solo il filo conduttore ma il vero e proprio perno intorno al quale tutto il resto gira. Detto questo, lo stile di scrittura della Mazzarotta è davvero piacevole. Non garantisco l'autenticità di tutto quello che ha raccontato, ma l'ha sicuramente scritto bene, ed è venuta voglia persino a me di mettermi a provare alcuni dei suggerimenti - quelli che non richiedono di entrare in cucina e usarla per preparare qualcosa, claro!
P.S.: la foto in terza di copertina è somigliantissima!

23.04.10

Math Hysteria (libro)   [recensioni]

[copertina] La prolificità come autore di Ian Stewart non raggiunge quella di Martin Gardner, ma sicuramente è difficile non imbattersi in un suo libro se si amano le ricreazioni matematiche, anzi i giochi matematici come lui si affretta a ribadire nell'introduzione. Questo libro (Ian Stewart, Math Hysteria, Oxford University Press 2004, pag. 235, Lst. 9,99, ISBN 978-0-19-861336-7) è una raccolta delle rubriche di giochi matematici apparsi sullo Scientific American alla fine degli anni 1990.
Per fortuna stavolta i pessimi giochi di parole di Stewart sono limitati, con il peggio che si trova nel capitolo "Domino Theories"; tra gli altri capitoli, a parte la teoria del Monopoli che vi spiegherà perché non vale troppo la pena di dannarsi per Parco della Vittoria, ho trovato più interessanti gli utlimi capitoli, con un'analisi del numero di persone necessarie per costruire le piramidi, quello che dà i rudimenti per giocare a dots-and-boxes - e non crediate la cosa sia semplice! - e l'analisi della suddivisione di un tesoretto tra un gruppo di pirati che viene portata ben oltre le estreme conseguenze. Come chiosa Stewart, "solo i miti (forse) erediteranno"...

21.04.10

La sovrana lettrice (libro)   [recensioni]

[copertina] Uno si può lamentare per spendere 12 euro per 95 pagine (lorde, il racconto inizia a pagina 9 e l'ultima pagina ha tre righe). Ma non può certo lamentarsi per la storia... Il titolo originale del libro (Alan Bennett, La sovrana lettrice [The Uncommon Reader], Adelphi 2007 [2007], pag. 95, € 12, ISBN 978-88-459-2209-1, trad. Monica Pavani), "The Uncommon Reader", era davvero intraducibile, essendo un gioco di parole tipicamente britannico: la "lettrice non plebea" non è nient'altro che la regina Elisabetta II, che trovandosi per caso dietro le Reali Cucine il furgone della biblioteca circolante entra, prende in prestito un libro... e diventa un'accanita lettrice. Leggendo il libro, si avverte chiaramente l'origine teatrale di Bennett; sembra quasi di vedersi davanti le varie scene, soprattutto quelle comiche. Ma naturalmente, proprio come in una rappresentazione teatrale, ci sono anche considerazioni diverse; da quelle sull'utilità della letteratura forse alla fine un po' stucchevoli alla visione del governo e delle incombenze regali da parte di Sua Maestà. Ottima traduzione, che permette di mantenere il ritmo anche nel caso di lettura ad alta voce.

20.04.10

La formula segreta (libro)   [recensioni]

[copertina][se vuoi una mia recensione più seria di questo libro, va' su Galileo!]
Non vi siete mai chiesti perché a scuola ci abbiano insegnato la formula per risolvere le equazioni di secondo grado, ma non quella per le equazioni di terzo grado? La formula esiste, come anche esiste quella per le equazioni di quarto grado (per il quinto grado no, ma quella è un'altra storia...), ma non è che sia così utile in pratica. Ma quello che è davvero importante in quella formula è un'altra cosa: né i greci né gli arabi erano riusciti a trovarla, e quindi è stata un trionfo della matematica rinascimentale, ancora più prezioso considerando che non esisteva ancora la notazione algebrica simbolica. La caccia alla formula risolutiva avvenne in Italia: Scipione Dal Ferro, Niccolò Tartaglia, Girolamo Cardano e Lodovico Ferrari sono i protagonisti. Toscano racconta in questo libro (Fabio Toscano, La formula segreta Sironi 2008, pag. 205, € 18, ISBN 978-88-518-0124-3) la storia dietro la scoperta di questa soluzione; si vede così che i matematici non sono affatto persone con la testa nelle nuvole, ma gente che si fa la guerra tra loro. In questo caso, poi, le cose sono spesso narrate con la voce stessa dei protagonisti, di cui conserviamo le opere scritte nel volgare dell'epoca e che Toscano cita a profusione. Insomma, la matematica non è nemmeno la parte più importante del libro...
Il mio unico dubbio è se diciotto euro non siano un po' troppi per quello che non è certamente un tomo da lanciare come arma contundente.

12.04.10

Più o meno quanto? (libro)   [recensioni]

[copertina] [se vuoi una mia recensione più seria di questo libro, va' su Galileo!]
La spannometria è la regina delle scienze approssimate, come scrissi a suo tempo sul mio Gergo Telematico. Un po' più seriamente, quella di stimare i risultati a partire da dati apparentemente incompleti è un'arte che ha anche dei risvolti pratici, visto che permette di verificare con carta e penna se i numeri che si ottengono sono coerenti con quelli che sono stati indicati. In questo libro (Lawrence Weinstein e John A. Adam, Più o meno quanto? [Guesstimation], Zanichelli "Chiavi di lettura" 2009 [2008], pag. 263, € 11.80, ISBN 978-88-08-06281-9, trad. Luisa Doplicher) abbiamo così un gran numero di "Problemi di Fermi", chiamati così negli States perché il grande fisico amava porli ai suoi collaboratori. Le domande sembrano assurde, spaziando da "quanti accordatori di pianoforte ci sono a Roma?" a "quant'è l'equivalente energetico in lattine di Coca-Cola della benzina consumata da tutti gli autoveicoli in Italia?". Ma quello che conta sono altre cose: imparare a suddividere il problema in passi gestibili, sapere quali sono gli arrotondamenti fattibili, e anche mettere in pratica le formule fisiche (Weinstein è un fisico e tiene un corso universitario proprio su questi temi, mentre Adam è matematico). Il testo è scritto in maniera umoristica, o per meglio dire fredduristica; siete avvisati. Ultima nota di merito per la traduttrice Luisa Doplicher e per la "rilettrice" Marinella Lombardi, che hanno fatto un bel lavoro nell'italianizzare i riferimenti. Non c'è nessuna differenza tecnica nel valutare il numero di chilometri percorsi dagli italiani o il numero di miglia percorse dagli americani; ma per un lettore nostrano la prima stima è molto più interessante.

09.04.10

Stardust (libro)   [recensioni]

[copertina] Neil Gaiman ha un modo tutto suo di scrivere fantasy; un suo marchio di fabbrica è prendere le frasi che si usano tutti i giorni e dar loro un significato non solo reale ma anche piuttosto truculento, non certo annacquato come nelle fiabe di oggi. In questo caso, però, (Neil Gaiman, Stardust [Stardust], Mondadori 2004 [1999], pag. 245, € 15, ISBN 978-88-04-53037-4, trad. Maurizio Bartocci) il risultato è molto più simile a una classica storia di fate, tipo quelle raccolte da Yeats. Questo non significa che la storia sia una scopiazzatura di chissà quale racconto popolare, intendiamoci. La quest è assolutamente originale, pur con tutti i riferimenti alle opere classiche che penso saltino subito agli occhi di un lettore madrelingua, mentre per noi italiani rimangono purtroppo oscure; non certo per colpa del traduttore, visto che Bartocci ha fatto un ottimo lavoro anche nella scelta del lessico, ma proprio per la diversità dei punti di partenza. La magia ovviamente la fa da padrona, ma a differenza chessò di Harry Potter qui non si tenta di dare una sua spiegazione scientifica, ma la si assume come costante, come del resto è sempre stato. Un libro insomma che si legge d'un fiato e con piacere.
(Come sia il film, naturalmente non lo so... queste cose non dovete chiederle a me!)

02.04.10

Il riflesso del tempo (libro)   [recensioni]

[copertina] Dopo il suo primo libro Abuyon non cadrà Michele Lerda ha proseguito il suo ciclo di Gu con questa seconda opera (Michele Lerda, Il riflesso del tempo, Araba Fenice 2008, pag. 206, € 15, ISBN 9788895853253). Nella postfazione Michele scrive che non è più la persona di prima, e che il libro era rimasto chiuso nel cassetto per due anni prima che venisse pubblicato.
In effetti rispetto al romanzo di esordio mi pare proprio di notare un'involuzione: il testo è più harrypotteriano e meno fresco, con l'aggiunta di una serie di citazioni pseudozen che dovrebbero essere la chiave portante della storia ma sembrano essere sparse più o meno a caso, e soprattutto troppo didascalico. Posso anche immaginare che i suoi pensieri fossero rivolti altrove, ma continuo a pensare che una sessione di editing avrebbe giovato molto.

27.03.10

Errori da non ripetere (libro)   [recensioni]

[copertina]Una delle maggiori fregature del diventare genitore è che prima della nascita del pupo si giura a sé stessi che non ci si comporterà certo come i nostri genitori hanno fatto con noi... salvo poi accorgersi che ricadiamo esattamente negli stessi errori. La cosa non è poi così strana, se uno ci pensa su un attimo: in fin dei conti conosciamo fin troppo bene quel modo di comportarci. In questo libro (Daniel J. Siegel e Mary Hartzell, Errori da non ripetere [Parenting from the Inside Out], Raffaello Cortina 2005 [2003], pag. 241, € 20, ISBN 978-88-7078-951-5, trad. Maria Luisa Madeddu) gli autori mostrano come è possibile accorgerci dei nostri comportamenti e applicare delle strategie per riuscire effettivamente a cambiarli. I temi trattati sono molto interessanti; i vari capitoli terminano poi con una serie di "esercizi" e una sezione sulle ultime scoperte delle neuroscienze che ampliano sicuramente il punto di vista del lettore. Purtroppo però la parte principale del testo soffre di un tecnicismo psicologico estremo, che la rende di difficile comprensione per il povero genitore che pur armato di buona volontà si trova a malpartito nel vedere in pratica i temi trattati, nonostante la traduzione accurata.

24.03.10

Alice in Wonderland (film)   [recensioni]

[locandina] Dopo aver sbolognato i gemelli al mare dai nonni, come prima cosa abbiamo dormito: la seconda è stata però andare al cinema, per vederci l'ultima fatica di Tim Burton, Alice in Wonderland. Siamo dei tradizionalisti e ce lo siamo visti in 2D, nonostante la cassiera del cinema ci abbia guardato con aria stranita dicendoci "ma lo sapete che lo spettacolo delle 19:10 non è in 3D?"
Ah sì, il cinema. Siamo andati per la prima volta all'UCI Bicocca, arrivati una decina di minuti in anticipo (senza nemmeno farci convalidare il biglietto... non c'era la maschera all'ingresso), entrati nella sala da 260 posti... e l'abbiamo trovata completamente vuota, come da foto. (La persona che si vede è Anna) A dire il vero, alla fine il pubblico è triplicato, perché alle 19:25 è entrata una coppia con due figli. Sicuramente loro sono più esperti per quanto riguarda la programmazione rispetto a noi, ma sono stati comunque fregati. Alle 19:10 è iniziata la pubblicità, che è durata venticinque minuti. Una cosa incredibile. Sì, abbiamo visto lo spot elettorale della Lega Nord che in effetti è stato fatto molto bene, ma il tutto è qualcosa di incredibile...

Ah, ma magari vorreste sapere qualcosa sul film? Beh, è molto bello. Tim Burton ha fatto bene a fare quello che in realtà è un sequel, che dell'Alice carrolliana mantiene più che altro un gioco di citazioni. D'altra parte ha così potuto lasciare quell'ambientazione gotica che gli piace tanto, rovinata giusto dal fatto che la sceneggiatura è quella di una storia di iniziazione: un sempreverde, vedi tutto il ciclo di Harry Potter, ma alla fine un po' stucchevole.
Attori: Mia Wasikowska è un'Alice ventenne troppo carina, Helena Bonham Carter è semplicemente favolosa come Regina Rossa, mentre Anne Hathaway è stucchevole come Regina Bianca. Per quanto riguarda il Cappellaio Matto, Johnny Depp ha semplicemente rifatto un Willy Wonka giusto con gli occhi verdi. Diciamo che mi sarei aspettato di più da lui.
Gli effetti speciali sono a mio parere favolosi, nel senso che non si notano (come ho scritto, non so se e come il 3D modifichi la percezione: tanto in questo caso è una postproduzione, quindi non è un problema). Visto che è ovvio che ci sono, vuol dire che sono perfetti, no?
In definitiva, vale la pena di vederlo, perlomeno se siete amanti dei film di Tim Burton e/o carrolliani. Non ve ne pentirete.

20.03.10

I cinque libri (libro)   [recensioni]

[copertina] Credo di non essere l'unico della mia generazione ad essere stato allevato con racconti e filastrocche di Gianni Rodari. Ricordo la mia copia di Favole al telefono che avevo rovinato a furia di leggermela e rileggermela. In questo libro (Gianni Rodari, I cinque libri, Einaudi [ET Scrittori 316], pag. 755, € 24, ISBN 978-88-06-17959-5) Einaudi ha raccolto i cinque principali libri per bambini del famoso scrittore - Filastrocche in cielo e in terra, Favole al telefono, Il libro degli errori, C'era due volte il barone Lamberto, Il gioco dei quattro cantoni - impreziositi dagli "scarabocchi" di Bruno Munari. In questi mesi mia moglie ed io abbiamo man mano letto il libro ai nostri due neonati, anche se ovviamente sono troppo piccoli per apprezzare altro che non sia il suono delle nostre voci; ma intanto ci siamo sollazzati noi; uno capisce perché l'aggettivo "favoloso" derivi da "favola"... Tra l'altro, sono stato piacevolmente stupito dalla storia C'era due volte il barone Lamberto che non conoscevo, e che è in un certo senso una "favola didattica", come in parte lo sono i racconti di Il gioco dei quattro cantoni. Ci sono infatti molte scene in cui vengono spiegate con dovizia di particolari le varie nozioni che appaiono, però Rodari lo fa in modo così piacevole che nessuno se ne accorge. Una cosa che da piccolo non avevo notato era il tono dichiaratamente politico - Rodari era un militante del PCI - delle chiuse di alcune storie; l'ottimismo che traspare purtroppo non è stato corrispondente alla realtà pratica, ma forse non è che ci possiamo aspettare più di tanto da una favola. Quello che invece mi sarei aspettato da Einaudi è una cura migliore del testo: ho infatti trovato decine di refusi. Dal tipo di errori, s direbbe quasi che abbiano preso un OCR per ottenere il testo in formato elettronico da una loro vecchia versione...

16.03.10

Fratture d'Italia (libro)   [recensioni]

[copertina] Dopo Denis Mack Smith, ecco un altro storico inglese che si occupa della storia italiana moderna e contemporanea. John Foot in questo libro (John Foot, Fratture d'Italia [Divided Country], Rizzoli 2009 [2009], pag. 553, € 25, ISBN 978-88-17-03435-7, trad. Natalia Stabilini) ha scelto un punto di vista che probabilente per noi è abituale visto cosa succede tutti i giorni, ma può suscitare sconcerto all'estero: la mancanza di memorie unitarie condivise dagli italiani. Si comincia con la prima guerra mondiale e si finisce con piazza Fontana e il sequestro Moro (e non col G8 di Genova come scritto nel sottotitolo: non so se questo sia stato un taglio dell'ultimo momento oppure una scelta voluta per attirare più pubblico. D'altra parte anche la quarta di copertina parla dell'attentato di Gaetano Bresci, ma il libro no), e Foot fa un lavoro esplicitamente legato alle micromemorie che spesso non sono entrate nella Storia ma sono sopravvissute in modo più o meno carsico nella tradizione orale. Il libro presenta dei temi ignoti anche per chi è ragionevolmente informato; per esempio, la storia dei monumenti socialisteggianti dopo la fine della prima guerra mondiale e poi distrutti dai fascisti. Notate però che in tutto il resto del libro l'impressione mi è parsa quella di un "visto da destra"; può darsi che la ragione sia che le memorie di sinistra sono più note e quindi non è necessarsio scriverne troppo, ma la cosa è comunque curiosa. Il tema della distruzione dei luoghi della memoria è tra l'altro un leit-motiv della trattazione: la mancanza di memorie è l'altra faccia delle memorie doppie, si pensi alle due targhe su Pinelli in piazza Fontana. L'apparato di note è anche amplissimo, come del resto ci si può immaginare in un lavoro storico. Purtroppo però è chiaro che il testo avrebbe avuto bisogno di un pesante lavoro di editing; è costellato di ripetizioni a distanza di poche pagine, e ci sono anche alcuni errori fattuali che saltano all'occhio. Credo che molti di questi problemi siano già presenti nell'originale, ma anche la versione italiana fatta uscire in tutta fretta avrebbe avuto bisogno di una revisione più attenta.

13.03.10

Il grande Fred (libro)   [recensioni]

[copertina] Sono giusto passati cinquant'anni dalla morte di Ferdinando Buscaglione, in arte Fred. Ma cos'è rimasto come immagine del "duro di Porta Pila"? Questo breve saggio del 1999 ripubblicato in questi mesi (Maurizio Ternavasio, Il grande Fred, Lindau "Le comete" 1999, pag. 158, € 10.33, ISBN 978-88-7180-226-8) racconta la vita di Buscaglione, dalla lunghissima gavetta iniziale fino ai pochi, frenetici anni del suo successo. Buscaglione ne esce fuori con un'immagine completamente diversa dal maledetto che sembrava essere l'originale da cui venivano tratti i personaggi delle sue canzoni; lui era invece quasi timido, e sicuramente interessato solamente alla musica, suo amore corrisposto fin da ragazzo; strumentista polivalente, jazzista in grado di fare jam session nientemeno che con Louis Armstrong, arrangiatore maestrale oltre che naturalmente compositore sopraffino, in coppia con il suo amico e vicino di casa Leo Chiosso. Ma ne esce fuori anche un ritratto della Torino prima e dopo la seconda guerra mondiale, con luoghi che ancorché cambiati sono comunque riconoscibilissimi a un bogia nen emigrato quale io sono. L'unico appunto che posso fare è che il libro qua e là soffre di ripetitività, il che è un peccato; a me sarebbe poi piaciuto vedere qualche analisi musicale, ma capisco che era forse chiedere troppo.

10.03.10

Le più belle fiabe dell'Europa   [recensioni]

[copertina] Questo libro (a cura di Rita Marchiori, Le più belle fiabe dell'Europa, Edicart 2003, pag. 52, ISBN 978-88-8328-111-2) fa parte di una collana di fiabe da varie parti del mondo; essendo presumibilmente destinate alla lettura dei bambini insieme ai genitori il volume è di grandi dimensioni, con caratteri grandi e parecchie figure - non delle più riuscite, a mio parere; ma tanto i miei figli sono troppo piccoli, mi limito a leggere loro le storie perché sentano la mia voce. La cosa più interessante di questo volume è che i nove racconti contenuti non fanno parte del corpus standard, e quindi risultano interessanti anche per un adulto. Strana tra l'altro una storia come "Tom Tit Tot", che non segue affatto la trama usuale delle favole; la protagonista non è bella e brava, non ha voglia di far nulla però ha tanta fortuna e quindi le va bene tutto. Chissà cosa avrebbe detto Propp al riguardo!

06.03.10

La fisica del cristianesimo (libro)   [recensioni]

[copertina] È una sorta di par condicio. Avendo letto a suo tempo (e non apprezzato per nulla...) Il Tao della fisica di Fritjof Capra con l'associazione delle religioni orientali alla fisica contemporanea, mi è sembrato interessante vedere l'altra campana religiosa: la fisica vista dagli occhi di un cristiano, o meglio il cristianesimo visto dal punto di vista di un fisico. Frank Tipler, l'autore di questo libro (Frank J. Tipler, La fisica del cristianesimo [The Physics od Christianity], Mondadori 2008 [2007], pag. 361, € 19, ISBN 978-88-04-57599-3, trad. Tullio Cannillo) è noto per aver scritto con John Barrow Il principio antropico, e questa è la sua seconda opera al riguardo. Tipler non è certo uno che usi mezze misure. Parte dalle leggi fisiche validate dagli esperimenti come la relatività generale, la legge elettrodebole, il modello standard e l'interpretazione dei molti mondi, che per lui è la realtà dei molti mondi. Da qui deduce che devono per forza esserci due singolarità in cui non valgono le leggi fisiche, una alla fine dei tempi (Dio Padre) e una all'inizio (lo Spirito Santo). Poi c'è una terza singolarità che pervade - non ho capito bene come) tutto il multiverso; questa è il Figlio. Da qui parte tutta la sua visione sincretica tra fisica e religione. Devo dire che alcuni punti teologici sono interessanti. Per esempio, l'onniscienza di Dio deriva dal vedere lo spazio-tempo-multiverso come un tutt'uno che a livello superiore è statico; il libero arbitrio deriva dal fatto che se ci sono tutti gli universi possibili, ci saranno quelli in cui farò un'azione e quelli in cui non la farò, e la Singolarità può sapere le percentuali ma non i risultati della singola persona a causa delle leggi quantistiche. Anche i miracoli sono correttamente indicati come fatti non impossibili ma semplicemente assai improbabili. Detto questo, la maggior parte delle idee esposte non hanno fondamenti validi, soprattutto dal punto di vista matematico; l'equivalenza delle diverse successioni di Cauchy - e non del punto limite - oppure l'irrigidirsi sulla definizione di probabilità solamente come misura dell'ignoranza servono alla sua tesi, ma sono difficilmente accettabili aprioristicamente. Non parliamo poi del suo atteggiamento dove il principio antropico è portato a estremi letteralmente incredibili o degli esperimenti che propone per dimostrare la validità delle sue ipotesi, al di fuori delle possibilità attuali e quindi non invalidabili, oltre che essere spesso confusi. Ad esempio per verificare che l'Uomo della Sindone sia un maschio XX dove i geni tipici dell'Y si sono spostati in un X (cosa di per sé possibile) dice di cercare alleli X senza pensare alle possibili contaminazioni. Ah, Maria sarebbe nata senza un gene codificante il comportamento violento (il peccato originale!) e Gesù sarebbe il risultato di una specie di autofecondazione per quanto riguarda la materia fisica... Insomma, come Hard SF siamo messi bene, ma come scienza molto, molto meno. Noticina: Tipler non è antisemita, ma in compenso è antimusulmano... La traduzione è scorrevole; ho solo trovato un paio di punti non troppo chiari.

19.02.10

Mi si è ristretta la macchina!   [povera_matematica]

[siamo allo stretto?] Damiano mi segnala questa chicca dal sito di Quattroruote. Il salone dell'auto di Ginevra si apre in grande, ma così in grande che la superficie espositiva totale è di... 80 metri quadri. Come dice Damiano, l'avesse saputo prima avrebbe offerto loro casa sua: sì, sarebbe stato un po' scomodo far salire le scale alle auto ma ci sarebbe stato più spazio.
È abbastanza chiaro che mancano tre zeri (80000 metri quadri sono una quindicina di campi da calcio, per dare un'idea delle dimensioni). È meno chiaro perché nessuno si accorga mai di questi errori marchiani.

L'uomo al balcone (libro)   [recensioni]

[copertina] Terzo romanzo del ciclo dell'ispettore Beck, l'ambientazione di questo libro (Maj Siöwall e Per Wahlöö, L'uomo al balcone [Mannen på balkongen], Sellerio "La memoria - 686" 2006 [1967], pag. 276, € 11, ISBN 978-88-389-2135-3, trad. Renato Zatti) continua a essere la Stoccolma degli anni '60; per amor di precisione, l'inchiesta sugli omicidi di alcune bambine si svolge tra giugno e luglio 1967. Come già in Roseanna, abbiamo un poliziesco più che un giallo, e il protagonista non è né un eroe né un antieroe, ma solamente uno sbirro che cerca di fare il proprio lavoro al meglio. La trama all'inizio è un po' troppo spezzata per i miei gusti, ma col passare delle pagine migliora molto. Credo che la minuziosa descrizione delle vie e dei parchi della città potrebbe incuriosire un turista in visita; un lettore come me è più interessato però al chiaro intento di protesta che traspare nelle pagine; non tanto per la rilassatezza dei costumi sessuali (immagino rispetto agli anni '50...) quanto nei dettagli come la ristrutturazione delle forze di polizia o dell'azienda di trasporti e la progressiva scomparsa dei negozietti. Lettura comunque sempre apprezzabile. Traduzione discreta, anche se con uno svarione proprio all'inizio, con un'aurora che si è trasformata in un crepuscolo.

Aggiornamento: (3 marzo) Il traduttore mi ha segnalato che in italiano crepuscolo ha il significato originario di luce tenue del cielo prima del sorgere del sole o dopo il tramonto. I stand corrected, ma continuo a pensare che negli ultimi trent'anni nessun altro abbia usato "crepuscolo" per le primissime ore del mattino.

16.02.10

Matematica in camicia nera (libro)   [recensioni]

[copertina] Questo (Angelo Guerraggio e Pietro Nastasi, Matematica in camicia nera, Bruno Mondadori "Matematica e dintorni" 2005, pag. 279, € 26, ISBN 978-88-424-9863-6) non è un libro di matematica. Non è neppure un libro di storia della matematica. Al più, lo si può definire un libro di storie di matematici: i matematici italiani dall'inizio del XX secolo - con una minima prefazione postrisorgimentale per avere un contesto - fino all'inizio della seconda guerra mondiale. Se volete, è un modo un po' diverso dal solito di leggere la nostra storia, anche se i risultati finali non è che siano così diversi da quelli usuali; voltafaccia e appiattimento sempre maggiore sulle posizioni del regime da parte di quasi tutti, con una china che giungerebbe al ridicolo con l'espunzione dei nomi degli ebrei in nome dell'autarchia, se non fosse che dietro c'era qualcosa di molto più tragico. Il testo è molto interessante, anche leggendolo tra le righe; la "scuola italiana" che agli inizi del secolo scorso era la terza mondiale in realtà era costituita da poche punte di vera eccellenza - ma in fin dei conti non servono grandi investimenti in matematica... - ma non è stata in grado di essere una vera e propria scuola: un po' come in tanti altri campi, insomma.
L'appunto che farei agli autori, oltre a non aver parlato se non di sfuggita di cosa è successo nel secondo dopoguerra (i due piu importanti matematici sopravvissuti, Severi e Picone, si sono riciclati senza problemi...) è che ci hanno messo troppa matematica; certe formule di equazioni differenziali alle derivate parziali non è che servissero a far comprendere meglio il contesto in cui si stava operando!

13.02.10

Famous Problems in Geometry and How to Solve Them (libro)   [recensioni]

[copertina] Lo dico subito, a scanso di equivoci: il titolo di questo libro (Benjamin Bold, Famous Problems in Geometry and How to Solve Them, Dover 1982 (1969), pag. 128, $6.95, ISBN 978-0-486-24297-2) è in effetti fuorviante. È infatti vero che si parla dei tre problemi classici irrisolti della geometria greca, vale a dire la duplicazione del cubo, la trisezione dell'angolo e la quadratura del cerchio, oltre che alla costruzione dei poligoni regolari di un numero qualunque di lati; ma non viene raccontato come li si risolve, o se si preferisce si racconta di come si possono risolvere "barando", cioè senza limitarsi a usare riga e compasso, la prima senza graduazioni e il secondo che non può riportare distanze.
Il testo, almeno per noi italiani, risulta interessante per alcuni punti che generalmente non vengono insegnati nei corsi della matematica, come la traccia della dimostrazione che ha portato Gauss a costruire l'eptadecagono regolare; nel complesso però non è che sia chissaché. D'altra parte, le dimostrazioni più complicate vengono omesse, quindi è comprensibile anche per uno studente all'ultimo anno del liceo o al primo anno di una facoltà scientifica che abbia una buona infarinatura di analisi e non si spaventi a vedere l'equazione ciclotomica.

12.02.10

Google Buzz   [recensioni]

In questi giorni - non senza polemiche sulla privacy violata - Google ha tirato fuori il suo socialcoso, Buzz. Ma come, diranno i più attenti, non c'era già Google Wave a fare da socialcoso? Beh, stendiamo un velo pietoso (e speriamo che non lo usi più quasi nessuno, così potrebbe forse essere un po' più veloce e quindi utile come sistema collaborativo) e passiamo al nuovo prodotto.
Buzz ha un vantaggio competitivo: è integrato in Gmail. Quelli di Google, però, sono riusciti a farlo diventare uno svantaggio, visto che per default quando l'utente lanciava per la prima volta l'applicazione tutti i suoi contatti mail apparivano pubblicamente nella lista; sembra che adesso ci abbiano messo una pezza, ma tanto io ho per prima cosa cancellato un po' di persone dalla lista e reso impossibile agli altri di sapere chi seguo e chi mi segue. La seconda cosa che ho fatto è stata eliminare le notifiche di buzz nella casella di posta che è già intasata di suo; basta creare un filtro con "label:buzz", fregarsene degli avvertimenti della grande G, e dire di archiviarli come già letti senza passare dall'inbox.

Detto questo, la logica di Buzz ricorda non tanto Facebook quanto FriendFeed, e credo che questo sia voluto. Anche la grafica è simile, a parte l'effetto di fadeout quando si nasconde un post (pardon, si fa mute) che è abbastanza scocciante. Ci sono però alcune differenze:
- si è visibili per nome e cognome e non per nick scelto (MALE, è una questione di principio per non dire che potrebbero esserci grossi problemi di privacy)
- per quanto riguarda sopra, è obbligatorio avere un profilo con nome e cognome per scrivere dei buzz o dei commenti; per riceverli, bontà loro, non è obbligatorio farlo (MALE)
- i singoli commenti, e non solo il capofila, hanno indicata la data (BENE)
- non ci sono gli amici degli amici (BENE)
- non è possibile nascondere una categoria di messaggi - chessò, quelli da un altro socialcoso - per non leggere doppioni e triploni (MALE; ad esempio ho smesso di importare da Google Reader perché altrimenti certe notizie erano doppie)
- è possibile fare buzz ristrette a un certo gruppo di persone (BENE, è molto più comodo che fare una mail a N persone nel caso si debba fare una discussione)

Ci sono ancora molte cose che non vanno, come il fatto che non si riesce mai a capire se effettivamente ci sono buzz o commenti nuovi oppure non si è riusciti a marcarli come letti; l'impressione è che più che una beta stiamo parlando di una versione alfa, e ci vorrà ancora un po' di tempo prima che questi bachetti vengano corretti.

Risultato finale? Bah. Per uno come me che tanto ha un profilo Google noto a cani e porci, l'unico problema di Buzz è che è l'ennesimo socialcoso e soprattutto l'ennesimo generatore di doppioni in giro. Per uno più attento alla privacy che non usa Gmail l'alternativa è creare un account con un nickname e non col nome, ma i vantaggi dell'integrazione si perdono. Infine chi usa gmail ma non vuole rendere noti i suoi dati urbi et orbi probabilmente farà meglio a evitarlo.

11.02.10

Scritti scelti male (libro)   [recensioni]

[copertina] Come spiegano le note di copertina, Rocco Tanica suona la pianola nel simpatico complessino di Elio e le Storie Tese, oltre a essere stato quasi mio vicino di casa (gli "studi di posa Oldofredi" dove si afferma essere stato scritto il libro). Cosa troviamo nella sua opera prima? (Rocco Tanica, Scritti scelti male, Bompiani 2008, pag. 187, € 14, ISBN 978-88-452-6089-6) Raccontini vari, raccolti in vari filoni. Chiaramente nessuno si aspetta di avere un nuovo Leo Tolstoj, questo è il classico libro che si legge quando ci si vuole riposare e uno ne deve tenere conto. Ciò detto, il risultato finale è comunque parecchio disuguale. Ad esmpio, la serie delle interviste rifiutate a mio parere è parecchio noioso, e il riassunto in cento parole dei classici della letteratura usando Word ha un interesse oulipiano ma nulla più. Tanica riesce molto meglio quando si applica alle modifiche ai luoghi comuni; l'elenco delle leggende metropolitane è esilarante, così come la favola della principessa e del mugnaio. In conclusione, il testo è molto disuguale; prendetevi quello che vi piace e lasciate perdere il resto. Ah: nota di merito alla copertina, con la raffigurazione del quadro "La fucina di Mercurio visitata dalla Finanza".

09.02.10

Dietro lo specchio (libro)   [recensioni]

[copertina] Come dice il mio amico Fabio (occhei, anche lui è un matematico, anzi un docente universitario...), il tempo di validità di un articolo con un nuova teoria in fisica teorica è leggermente inferiore a una settimana. D'accordo, esagera un po'; ma è vero che nell'unico secolo sono state proposte decine di teorie più o meno simili tra loro e sempre piuttosto esoteriche. In questo libro (Lawrence M. Krauss, Dietro lo specchio [Hiding in the Mirror], Codice Edizioni 2007 [2005], pag. 289, € 19, ISBN 978-88-7578-070-8, trad. Sergio Orrao) Krauss usa come filo conduttore le proposte di aggiungere dimensioni (spaziali) addizionali per far quadrare i conti nelle teorie di unificazione delle forze fondamentali. L'autore la prende molto alla lontana, con Faraday e la sua nozione di campo che a detta sua è stato il primo esempio di una teoria che dà come esistente qualcosa che in effetti non c'è, e continua con un racconto scritto in modo appassionante di come le varie teorie sono sorte, messe nel dimenticatoio, riciclate perché come per il maiale non si butta mai via nulla. Non garantisco che, nonostante l'ottima traduzione, alla fine uno abbia capito come funzionino le varie teorie delle stringhe; ma quello mi sa sia un problema della fisica e non nostro.

26.01.10

Why do Buses Come in Threes? (libro)   [recensioni]

[copertina] Primo libro di una serie piuttosto fortunata (in Italia sono stati tradotti dalle edizioni Dedalo, questo in particolare col titolo Probabilità, numeri e code) questo testo (Rob Eastaway and Jeremy Williams, Why do Buses Come in Threes?, Portico 2005, pag. 211, Lst 7.99, ISBN 978-1-86105-862-1) vuole raccontare, come dice il suo sottotitolo, la matematica nascosta nella vita di tutti i giorni. I primi capitoli del libro sono un po' deboli, ma poi gli autori ingranano e il risultato è davvero piacevole, sia per lo stile di scrittura con il famoso humour britannico che per i temi trattati. Potrete finalmente scoprire come mai capita sempre che il bus nella direzione opposta passi prima del vostro, oppure perché a volte ci sono gli ingorghi senza alcun incidente, o ancora imparerete alcuni giochi di prestigio matematici. Curiosità: il capitolo 13 non esiste, e il 14 si intitola appunto "dov'è finito il capitolo 13?" Trovo anche adatta la scelta di presentare alcune formule matematiche complesse, naturalmente senza la dimostrazione di come si ricavano; in questo modo il lettore può essere introdotto all'analisi qualitativa dei risultati, cosa generalmente utile nella vita di tutti i giorni ma che spesso non viene insegnata a scuola.

23.01.10

Singloids - la raccolta delle prime 300 strisce in B/N (libro)   [recensioni]

[copertina] I PersichettiBros sono tre loschi figuri (almeno quello dei tre che io conosco lo è) che da un annetto abbondante hanno iniziato una striscia quasiquotidiana, pubblicata dal lunedì al venerdì sul loro sito http://singloids.com/, che racconta le avventure dei loro tre alter ego, che nel fumetto condividono da scapoli una casa. Questo libro (PersichettiBros, Singloids - la raccolta delle prime 300 strisce in B/N, ilmiolibro.it, pag. 88, € 10, no ISBN) è la raccolta autoprodotta delle prime 300 strisce; esiste anche la versione tutta a colori, per chi vuole spendere un po' di più (17 euro, per la cronaca).
Per dare un'idea della validità del fumetto, vi racconto un aneddoto. Io non sapevo che il mio amico fosse uno dei Singloids. Sapendo però che suonava in un gruppo rock, il giorno che uscì una delle strisce dove il suo alter ego cercava di far suonare a tutti lo stesso brano la striscia mi piacque così tanto... che gliela segnalai! Caustici quanto basta, i Singloids sono una voce davvero meritevole nel fumetto comico italiano.

19.01.10

La matematica spiegata alle mie figlie (libro)   [recensioni]

[copertina] Denis Guedj è noto per il suo libro "Il teorema del pappagallo". Questa volta (Denis Guedj, La matematica spiegata alle mie figlie [Les Mathématiques expliquéez à mes filles], Longanesi 2009 [2008], pag. 139, € 12, ISBN 978-88-304-2639-9, trad. Pietro Gianinetti) continua a spiegare la matematica, ma come un dialogo tra un padre e la figlia, giovane scolara a cui la materia non va proprio giù per il dispiacere del genitore. Il risultato, almeno per quanto mi riguarda, è piuttosto deludente. La colpa non è certo della traduzione; il problema non è nemmeno il modo in cui sono introdotti i vari temi, che per quanto io possa capire sono effettivamente a un livello adatto per un preadolescente. Però il libro mi sembra troppo disuguale: ogni tanto sono inseriti dei pensieri del padre, ma senza alcuna logica distribuzione all'interno del testo, come se ci fosse stata l'idea di fare un libro a due livelli ma poi Guedj si sia scocciato. In definitiva, una scelta infelice, che non credo possa portare nuovi adepti o almeno simpatizzanti per la matematica.

15.01.10

Complexity - A Guided Tour (libro)   [recensioni]

[copertina](se vuoi una mia recensione più seria di questo libro, va' su Galileo!)
La complessità è una cosa complicata. Fin qui non ci piove. Ma lo è forse ancora più di quanto si pensi: anche se esiste la Teoria della Complessità, se si chiede a due ricercatori in questo campo di definirla si otterranno con ogni probabilità almeno due risposte diverse. Melanie Mitchell, probabilmente nota ai fan di Douglas Hofstadter visto che è stata una sua studentessa, ha raccolto in questo libro (Melanie Mitchell, Complexity - A Guided Tour, Oxford University Press 2009, pag. 349, $29.95, ISBN 978-0-19-512441-5) una serie di informazioni sulla complessità. Cose positive: il libro è sicuramente comprensibile per una persona interessata ai temi ma senza una cultura specifica: alcune sezioni, come il capitolo sugli algoritmi genetici, sono molto ben fatte. Cose negative: onestamente non sono riuscito a capire cosa sia in pratica la teoria della complessità. Forse la cosa è naturale, proprio perché è una disciplina così multifunzionale che non si può dare una visione coerente d'insieme; però il risultato finale è un po' deludente.

06.01.10

Al suono di una musica aliena (libro)   [recensioni]

[copertina] Come capita spesso, anche questo volume dei Millemondi Urania (David G. Hartwell (ed.), Al suono di una musica aliena [The Year's Best SF vol. 4], Urania - Millemondi 25 - giugno 2000 [1999], pag. 429, € 5.11, ISSN 977-1123076203-00025, trad. ??) è la traduzione di un'antologia dei migliori racconti di fantascienza, in questo caso del 1999. In questi casi bisogna solo sperare che la produzione dell'anno sia buona e che il curatore abbia gusti simili ai propri, il che non è stato il caso. Occhei, per un beatlesiano come me "Il dodicesimo album" di Stephen Baxter è una chicca, anche se non ho capito perché il traduttore abbia deciso di chiamare l'album "Dio." e non "God." lasciando però la canzone omonima ovviamente non tradotta; "Storia della tua vita" di Ted Chiang è favoloso ma l'avevo già letto; e "Maneki Neko" di Bruce Sterling è davvero delizioso. Ma per il resto non è che mi siano giunti dei fremiti. "Decifrare la trama" di Jean-Claude Dunyach è carino, ma non è fantascienza; "Il mio amico Clunky" di Ron Goulart è spiritoso, ma nulla più; "Vivere al limite" di David Brin ha un attacco facoloso, ma poi si perde un po'. Non parliamo del racconto di Gregory Benford che dà il titolo della raccolta; è Hard SF, ma così dura che sembra un sasso.
Nota finale di demerito per Mondadori e Lippi; io non sono riuscito a trovare il nome o i nomi dei traduttori, cosa che non mi è piaciuta affatto.

05.01.10

A Concise Introduction to Pure Mathematics (libro)   [recensioni]

[copertina] Questo libro (Martin Liebeck, A Concise Introduction to Pure Mathematics Chapman & Hall/CRC 20062, pag. 204, Lst. 24.95, ISBN 978-1-58488-547-4) è fondamentalmente un'introduzione all'analisi matematica e all'algebra che si studiano (negli USA) nel primo anno di università, il che significa che è tranquillamente alla portata di un liceale nostrano dell'ultimo anno, tenuto conto che le dimostrazioni più complicate sono omesse.

Rispetto a quello che ricordo io del mio primo anno di matematica, il livello è molto più basso; sarà che la facoltà di Pisa voleva mantenere la sua fama e teneva corsi molti teorici, però garantisco che non lo si può certo usare come libro di testo, o forse sì ma per informatica. Ciò detto, non è che sia da buttare: è scritto in maniera molto scorrevole e quindi permette una lettura agevole. Non garantisco sulla difficoltà degli esercizi, che ovviamente non ho nemmeno provato a risolvere, non avendone al momento necessità alcuna; dateci comunque un occhio, perché alcuni sono carini almeno come formulazione... sempre che apprezziate i giochi di parole matematici.

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