| il governo del fare (ridere) | [politica] |
| A sinistra si sta proprio stretti! | [politica] |
Il quotidiano di famiglia glissa, ma ieri all'assemblea PPE Berlusconi ha detto esplicitamente che gli ultimi tre presidenti della Repubblica consecutivi sono di sinistra (oltre ad affermare che la Suprema Corte abroga le leggi: ma non possiamo pretendere da Lui sottili considerazioni linguistiche o legali).
Vediamo un po' in dettaglio. Il presidente attuale è Giorgio Napolitano: per quanto sia sempre stato l'"ala destra" del Partito, non si può negare che sia stato un comunista. Occhei. Il presidente precedente è stato Carlo Azeglio Ciampi. Un banchiere, e si sa che le banche sono tutte comuniste, visto che rubano i soldi ai ricconi che gleli danno in deposito per darli ai poveretti che hanno bisogno di un prestito. Però Silvio ha la memoria lunga, sono praticamente certo che da piccolo per fargli paura il papà Luigi gli raccontava del giovane ufficiale che nel 1943 se ne andò a fare il partigiano con gli amici del partito d'Azione. (Sì, lo so che è nel gruppo PD. Ma lì c'è anche Paola Binetti, giusto per dire). Il presidente ancor prima, però, è Oscar Luigi Scalfaro, e definire lui di sinistra è davvero troppo. A questo punto avrebbe potuto dire che gli ultimi quattro presidenti della Repubblica sono di sinistra :-)
| macché TFR scippato! | [politica] |
Mica l'ho capita, io, tutta questa levata di scudi contro l'ipotesi di passare al Tesoro i fondi TFR.
Innanzitutto, il vero scippo c'è stato quando l'INPS si è presa dalle aziende con più di 50 dipendenti questi fondi, che erano sì formalmente dei dipendenti ma servivano in pratica per avere denaro quasi liquido a un tasso di interesse sicuramente conveniente. In secondo luogo, questa mi sembra più che altro una partita di giro... a meno che non serva per poter dire che l'INPS è in rosso (cosa più o meno vera, anche se non a brevissimo termine) e quindi aumentare i contributi per i lavoratori e/o allungare l'età pensionabile. Quello che però è strano è che nessuno sembra aver fatto questa ipotesi. Voi che ne pensate?
| Secondi fini | [politica] |
Quale sia il gioco del presidente della Camera non lo so. Una possibilità è che stia guardando al 2013 quando Napolitano se ne andrà, perché vuole diventare lui Presidente della Repubblica; oppure sa che faranno fuori Silvio B. e si sta preparando per un governo istituzionale. In teoria alcune sue dichiarazioni potrebbero persino essere legate al fatto che sta prendendo sul serio il suo ruolo istituzionale.
Io più che altro mi chiedo come mai un fuorionda del 6 novembre sia stato reso pubblico il 30. Mi sembra come se qualcuno l'avesse ascoltato e avesse deciso di tenerlo da parte per il momento buono, e tutto questo non mi piace affatto. Che ne pensate?
| processo breve | [politica] |
Anche ammesso che siano veri - notate che si parla di "processi a rischio", non "processi che non si svolgeranno" - il 50% di processi eliminati dalla nuova legge Alfano a detta dell'ANM ci sarà solo nelle procure più ingolfate, come si vede leggendo più attentamente il comunicato. D'altra parte l'1% millantato da Alfano non può assolutamente essere vero, perché altrimenti non avremo un "problema giustizia" e non avremo dunque bisogno di fare una legge al riguardo. (Faccio ovviamente finta che al PresConsMin la promulgazione di questa legge non importi affatto).
Il guaio è che il problema c'è, ma la soluzione non è certo quella. Non so chi ha detto che è l'equivalente di dire "l'Eurostar Milano-Roma deve impiegare al più quattro ore; dopo duecentoquaranta minuti si deve fermare e fa scendere i passeggeri ovunque ci si trovi". E tralasciamo incongruenze come l'esclusione del reato di immigrazione clandestina dalla lista dei processi accorciabili, tanto per far piacere alla Lega. Un processo di quel tipo si risolve in un attimo, quindi non ha certo problemi di fretta.
Ma perché i processi in Italia sono così lunghi? Ci sono almeno quattro motivi. Pochi giudici (e cancellieri e personale dei tribunali); farraginosità delle procedure; pubblici ministeri che cercano di allungare i tempi; difensori che cercano di allungare i tempi. Preso atto che questo governo, come del resto i precedenti, non si sogna nemmeno di fare qualcosa per i primi due punti, restano gli altri due. Come sa chiunque abbia studiato un po' di ottimizzazione, occorre trovare un modo per mettere l'un conto l'altra le due parti con interessi opposti. Difficile? Nemmeno troppo. Ad esempio il rito abbreviato serve proprio a quello. L'imputato sa che se si dichiara subito colpevole ha comunque uno sconto non indifferente di pena, e se è convinto di non avere troppi cavilli legali da giocare la cosa gli può convenire; il PM vede comunque condannato il reo, cosa che dal suo punto di vista dovrebbe essere l'unica davvero importante.
Il processo breve potrebbe essere ad esempio concepito in questo modo: si dà un tempo anche minore dei due anni proposti ora per il primo grado di giudizio, ma escludendo il tempo concesso alla difesa (e modulando il tempo totale per la gravità del reato e per il numero di imputati). In questo modo l'accusa dovrebbe selezionare quelle che ritiene prove e indizi davvero importanti, mentre la difesa non potrebbe più sfruttare tattiche dilatorie, che tra l'altro sono inerentemente ineguali visto che chi ha più soldi può permettersi il lusso di far perdere tempo e soldi. Ma chissà perché non credo che una riforma simile sia di interesse.
| Elezioni anticipate? Mavalà! | [politica] |
Mi sa che Renato Schifani abbia frainteso il testo della Costituzione. È vero che in caso di impedimento del presidente della Repubblica è lui, in qualità di presidente del Senato, a farne le veci, ma la visita in Turchia di Napolitano non è certo un impedimento tale da fargli assumere l'interim e spiegare urbi et orbi che se la (sua) maggioranza non è coesa non gli resta che sciogliere le Camere. D'altra parte esiste una corrente di pensiero che ritiene che Schifani sia stato scelto per rivalutare la figura di Marcello Pera.
Quello che mi stupisce è che ci sia gente convinta che effettivamente Berlusconi possa voler fare elezioni anticipate adesso (leggasi a marzo 2010, assieme alle regionali). Sì, è probabile che le vinca e che possa fare fuori un po' di fronda interna; e in questo modo è anche ragionevolmente certo che quando a giugno 2013 scadrà il mandato di Napolitano lui avrà una maggioranza sufficiente per diventare presidente al posto del presidente, se ne avrà voglia. Ma c'è un piccolo problema: i processi in corso. Un governo in corso solo per gli affari correnti non può certo mettersi a fare leggi salvaSilvio, e gli avvocati non possono nemmeno usare il legittimo impedimento per rimandare sine die i processi. Insomma, la partita si gioca da un'altra parte, e questo lo sanno tutti. Ma allora perché i giornali riprendono tutta questa storia?
| maggioranze | [politica] |
Mi stupisco di non aver visto così tanti commenti alla solita esternazione berlusconiana: «Se mai dovesse verificarsi un cambiamento di maggioranza, ma è un'ipotesi che non esiste, ci tengo a dirlo chiaro, sarebbe inevitabile il ricorso ad elezioni anticipate».
Non credo nemmeno io ci sarà un cambiamento di maggioranza; su questo sono d'accordo col PresConsMin. Ai suoi deputati e senatori non conviene affatto cambiare casacca, e non ce la vedo la Lega a fare un ribaltone come quindici anni fa. Ma se così non fosse, e un altro PresConsMin ottenesse la fiducia dei due rami del Parlamento, chi è Lui per impedirlo?
È anche vero che mi sa che non siano più in molti a dare una qualche considerazione alle sue esternazioni: mi sa che sta arrivando anche per Lui l'effetto Cossiga, con la differenza che il Presidentte Emeritto degli Italianni ha una cultura indubbiamente superiore ed è più divertente da leggere.
| Perché dovrebbe dimettersi? | [politica] |
Leggo da Mantellini che Pippo Civati si lamenta perché Rutelli se ne vuole andare dal PD. No, un momento: perché se ne vuole andare senza dimettersi da parlamentare, che è il vero punto dolente a quanto pare, visto che è stato«eletto nel Pd, nelle nostre liste bloccate». E allora?
Lo so che a partire dall'alto ("Il PresConsMin è stato eletto dal popolo!") c'è il revisionismo strisciante della Costituzione, ma al momento l'articolo 67 recita ancora «Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.» Certo, è vero che con le liste bloccate nessuno ha votato effettivamente per Rutelli o per chiunque altro degli eletti, ma dal mio punto di vista questo significa semplicemente che il Porcellum è anticostituzionale... e non mi pare che il PD abbia fatto nulla per eliminarlo tra il 2006 e il 2008. Ergo, Cicciobello ha perfettamente ragione a tenersi stretto il suo cadreghino.
(No, io non voterei mai per Rutelli: ma i principii sono principii)
| Berlusconi fuorilegge! | [politica] |
Ritorno sulla telefonata di Berlusconi a Ballarò per segnalare la (ennesima?) violazione della legge da parte del nostro PresConsMin.
Probabilmente sapete che i sondaggi elettorali non possono venire divulgati nelle due settimane precedenti alle elezioni. Forse sapete anche che esiste un sito apposito, dal nome indubbiamente evocativo "Sondaggi Politico-Elettorali", a cura della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Ma quasi sicuramente non avete mai letto il comma 3 dell'articolo 8 della legge n. 28/2000, che riporto qui sotto.
3. I risultati dei sondaggi realizzati al di fuori del periodo di cui al comma 1 possono essere diffusi soltanto se accompagnati dalle seguenti indicazioni, delle quali è responsabile il soggetto che ha realizzato il sondaggio, e se contestualmente resi disponibili, nella loro integralità e con le medesime indicazioni, su apposito sito informatico, istituito e tenuto a cura del Dipartimento per l’informazione e l’editoria presso la Presidenza del Consiglio dei ministri:
a) soggetto che ha realizzato il sondaggio;
b) committente e acquirente;
c) criteri seguiti per la formazione del campione;
d) metodo di raccolta delle informazioni e di elaborazione dei dati;
e) numero delle persone interpellate e universo di riferimento;
f) domande rivolte;
g) percentuale delle persone che hanno risposto a ciascuna domanda;
h) data in cui è stato realizzato il sondaggio.
Sono andato a verificare: non c'è traccia del supposto sondaggio silviesco sbandierato spensieratamente. Come si fa a sporgere denuncia?
| Analisi (non mia) del voto alle primarie PD | [politica] |
Termometro politico ha un interessante grafico sulla distribuzione per fasce d'età del voto alle primarie PD. Mentre non è poi così strano vedere come il consenso per Marino scende uniformemente al crescere dell'età dei votanti e che gli anziani - molti dei quali probabilmente vecchi comunisti - votino più per Bersani, è incredibile notare come nella fascia 16-24 anni Franceschini sia il candidato più votato.
Supponendo che i dati non siano falsati dall'essere stati calcolati su una parte soltanto dei voti espressi, mi chiedo il motivo di questo boom dell'ex segretario autoreggente tra i giovani. Immagino che non ci sia dietro un'attenta analisi dei messaggi politici dei tre candidati, né una voglia di ritorno alla diccì. Così a prima vista Franceschini ha una faccia più simpatica, e fa battute più comprensibili, mentre quelle Bersani sono meno sanguigne ma più perfide (e Marino non l'ho mai sentito fare battute); ma sarà solo questo?
| Perché Marrazzo sì e Berlusconi no? | [politica] |
Dal mio punto di vista, la situazione di Piero Marrazzo non è affatto parallela a quella di Silvio Berlusconi. La differenza non è naturalmente il fatto che il governatore del Lazio preferisse frequentare transessuali e non fanciulle più o meno giovani; quello è tanto utile per fare i titoloni sui giornali e solleticare il telespettatore tipico con tutta una serie di dico-ma-non-dico, ma le preferenze sessuali non c'entrano nulla. Il fatto è che Marrazzo era ricattato e ha taciuto il tutto, e questo tacere per quanto mi riguarda è gravissima e incompatibile con una posizione di governo. A quanto ne so, Berlusconi non è ricattato, quindi non vedo perché si sarebbe dovuto dimettere.
Invece non mi curo del berciare a destra sul fatto che Marrazzo non si sia dimesso (= elezioni a dicembre) ma autosospeso (= elezioni a marzo alla scadenza naturale del mandato). Anche in questo caso c'è una differenza sostanziale col caso precedente, quello dell'Abruzzo. Lì c'è stato uno scandalo di (presunte) tangenti, quindi essenzialmente politico, e Del Turco e la giunta tutta non avevano più la legittimità politica. Qui lo scandalo (il ricatto, ribadisco) è privato, quindi riguarda Marrazzo come persona e non Marrazzo come politico; la giunta non c'entra nulla. Che la legge elettorale regionale attuale sia fatta per dire "un uomo solo al comando" lo trovo irrilevante.
Infine una considerazione: com'è possibile che un giornalista sia così ingenuo da credere che una volta pagato e ottenuto il video che lo immortalava non ne rimanessero in giro altre copie? È una cosa ancora più incredibile del pensare che Berlusconi sia il mero proprietario di Mediaset e Mondadori ma nessuno chieda mai il suo parere in casi come questo.
| Silvio e Vladi | [politica] |
Vado controcorrente, ma non vedo nulla di strano nella privatissima visita di Silvio Berlusconi a Vladimir Putin, visita che poi tanto privata non è, almeno da quanto riportano i giornali.
Diciamocela tutta: l'Italia ha un bisogno terribile di gas e petrolio. La politica energetica di Berlusconi è perfetta: due fonti distinte (Russia e Libia) sapendo che comunque siamo noi nella posizione più debole; e a questo punto ci mette pure la faccia facendo le figuracce col resto del mondo (come con Gheddafi e le frecce tricolori). Diamogliene almeno atto.
| Voli di Stato | [politica] |
Il caso montato sui voli di Stato mi è sempre sembrato piuttosto pretestuoso, visto che quell'andazzo c'è sempre stato; trovo quindi naturale che il Tribunale dei ministri abbia archiviato l'inchiesta a carico di Berlusconi per l'arrivo dei suoi amici a Olbia per andare poi a divertirsi a Villa Certosa. Un conto è il giudizio morale, altra cosa l'osservanza della legge.
Detto ciò, però, c'è una cosa che mi turba; nella sentenza è stato scritto che l'ipotesi di abuso di ufficio «deve essere necessariamente esclusa per la mancanza del presupposto della violazione di norme di legge e di regolamento, essendo la materia interamente regolata da direttive della Presidenza del consiglio dei ministri». Questo significa in pratica che è solo il PresConsMin a decidere quali voli sono di Stato e quali no, e la cosa non mi sembra affatto bella. Possibile che non se ne sia accorto nessuno, e nessuno continui a parlarne?
| Due cosettine ormai vecchie | [politica] |
A mente fredda vorrei aggiungere alcune considerazioni su due fatti della scorsa settimana. Si sa che i miei processi mentali sono lenti...
Per la bocciatura del lodo Alfano, è verissimo che già oggi non tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge: vedi ad esempio l'immunità per il presidente della Repubblica, che nelle sue funzioni può essere processato solo per alto tradimento. Ma la Corte non ha affermato che il Lodo viola l'articolo 3, ma la coppia data dal 3 e dal 138, quello delle modifiche costituzionali. Traduzione in italiano: visto che la Costituzione prevede l'uguaglianza di base salvo eccezioni nella Costituzione stessa, l'unico modo per fare delle differenze tra cittadini è farlo per legge costituzionale, fine della storia. Scritto così non mi pare così complicato, no? (Ah, pensare che Napolitano senta i giudici costituzionali prima di promulgare una legge per quanto importante è più o meno equivalente a pensare che esiste Babbo Natale. Il presidente può prendersi la responsabilità di non controfirmare una legge se la ritiene manifestamente incostituzionale (oltre che senza copertura di spesa, ma questo esula dal nostro discorso); se come sembra la Corte Costituzionale ha votato a maggioranza significa che qualche dubbio poteva anche esserci a priori.
Sulla frase rivolta da Silvio Berlusconi a Rosy Bindi durante Porta a Porta il problema non è banalmente l'insulto sulla sua intelligenza (sulla bellezza non eccessiva dell'esponente del PD credo siano tutti d'accordo). Se ne sentono di peggiori insulti, dalle accuse di pompinarità alle battute sull'intelligenza di Maurizio Gasparri. Quello che però sembra essere sfuggito è il contesto in cui è stata pronunciata: all'interno di una discussione politica dove tra l'altro il premier non era nemmeno invitato. Chiudere così la discussione significa affermare implicitamente di non avere argomenti per controbattere, un po' come il bambino che se ne va portandosi via il suo pallone se non gli piace come sta andando il gioco. Riconosciamogli però una grande abilità: nessuno se n'è accorto.
| Non l'odo più | [politica] |
Continuo a non essere un fine costituzionalista, ma mi pare che la sentenza di bocciatura del lodo Alfano (che poi lodo non è, ma semplice legge) è stata davvero pesante, e la Corte Costituzionale, sia pure a maggioranza, ha calato i carichi.
La bocciatura dell'articolo 1 in toto (a questo punto gli altri articoli diventano irrilevanti, visto che l'insieme delle persone cui si può applicare la legge è l'insieme vuoto) è già un punto forte: io mi sarei ad esempio aspettato che ci si concentrasse sulla frase «La sospensione si applica anche ai processi penali per fatti antecedenti l’assunzione della carica o della funzione.». Ma soprattutto sono stati citati due articoli non certo facili: il 138 che dice che quelle cose devono essere fatte con legge costituzionale (quindi in pratica quattro letture e rischio di referendum) e soprattutto il 3, nonostante gatto Pecorella e volpe Ghedini si fossero affannati a spiegare come Silvio B sia super pares.
Da come leggo io le cose, il PdL si era messo a studiare bene i motivi della bocciatura del lodo Schifani, e aveva costruito il lodo Alfano proprio per ovviare ai rilievi della Suprema Corte; il fatto stesso che sia stato reiterato che la legge comunque lede il principio di uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge sta a significare un "non riprovateci più".
Adesso vediamo cosa succederà: non credo alle "manine ammmericane" evocate dal miglior comico della famiglia Guzzanti, e ho dei forti dubbi sulla volontà della destra di fare una Grande Manifestazione Popolare, il cosiddetto "Corruption Day". Più facile non succeda nulla, e si lasci finire il processo Mills in prescrizione con qualche nuovo trucchetto. Agli italiani va bene così. (No, non è un caso che non abbia parlato del sedicente centrosinistra)
| Partes Super | [politica] |
Non sono certo un fine costituzionalista, ma non sono proprio riuscito a capire l'uscita di Gaetano Pecorella, che nella sessione della Corte Costituzionale riguardante il Lodo Alfano ha affermato «il premier non è più solo un 'primus inter pares', ma è indicato e votato come capo della coalizione presentata agli elettori. Quindi ora c'è una investitura diretta dalla sovranità popolare». Questo è un argomento che va bene a Porta a Porta o Annozero; ma se l'articolo 92 della Costituzione afferma che "Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri", affermare che non è sua prerogativa scegliere in autonomia sarebbe un precedente troppo forte per venire accettato così facilmente. Paradossalmente ha più ragione Niccolò "Mavalà" Ghedini che dice «La legge è uguale per tutti ma non necessariamente la sua applicazione», cosa che è verissima; magari si è scordato che quando si parla di funzioni particolari l'applicazione delle leggi è sì disuguale, ma in peggio e non in meglio.
Ma a parte queste schermaglie legali, immaginiamo pure che sia vero il motivo presentato per la promulgazione della legge, che cioè chiunque potrebbe intentare una causa farlocca contro un'alta carica dello Stato e così indebolirlo. E immaginiamo anche che ci sia un'alta carica dello Stato che non faccia Silvio di nome e Berlusconi di cognome: poverini, gli avvocati del PresConsMin al momento non hanno la possibilità di trovare altri esempi nella storia repubblicana e quindi sono costretti a parlare sempre di lui. Facciamo così l'ipotesi che a novembre nasca il governo Vespa I e vediamo cosa succede. Se a dicembre qualcuno denunciasse il premier perché avrebbe corrotto coloro che preparavano i plastici da presentare in trasmissione in modo da alzare gli ascolti e ottenere più soldi dagli sponsor, potrei capire il rimandare il processo (congelando i tempi di prescrizione, come scritto nel Lodo Alfano) al termine del suo mandato come premier, proprio per le ragioni di cui sopra. Ma immaginiamo ora che la denuncia fosse già stata sporta un anno fa, e l'istruttoria fosse andata avanti. Perché mai bisogna fermare qualcosa che c'è già? Forse che Vespa e tutta l'opinione pubblica non lo sapeva? Senza contare che - per come è fatto adesso il lodo - il taccone è molto peggio del buco. Nel processo, infatti, verrebbe solo stralciata la posizione di Vespa; quindi continuerebbe la causa nei confronti di Davide Mulini, il plastichista che si è preso le mazzette per modificare le ricostruzioni di Cogne e Garlasco e ha improvvidamente chiesto in giro come nascondere il "regalino" del noto conduttore televisivo. Se costui venisse condannato, tutti si chiederebbero "Chi ha corrotto Davide Mulini?" e la sentenza lo espliciterebbe pure. Vi sembra forse che Vespa non sarebbe indebolito?
(occhei, l'ultima frase è fantascienza, ma spero sia chiaro il concetto: sto parlando della legge senza entrare ad personam)
| L'opposizione che piace a Silvio | [politica] |
Nel discorso di ieri di Berlusconi Cav. Silvio al suo "popolo della Libertà", durante la festa milanese, il PresConsMin tuona che è una vergogna «un'opposizione che brucia in piazza le sagome dei nostri soldati, che inneggia a meno sei... Non ci stiamo, è inaccettabile avere un'opposizione di questo tipo nel nostro paese».
In Parlamento, a parte i cani sciolti come Paolo Guzzanti, l'opposizione è formata dall'UDC, da IdV e dal PD, tre partiti che se non ricordo male hanno sempre votato a favore della missione in Afghanistan e che non si sono mai sognati di bruciare in piazza neppure la sagoma di Berlusconi, almeno a quanto ne so io. Del resto, Bonaiuti (non si sa a che titolo, visto che adesso il portavoce PdL è Daniele "sciarada incatenata" Capezzone) si è trovato costretto a chiosare il pensiero del Capo, spiegando che «Dopo avere ricordato il sacrificio dei nostri soldati in Afghanistan, il Presidente Berlusconi ha voluto semplicemente deprecare alcune scritte vergognose da attribuire non ai partiti della sinistra parlamentare ma a frange estreme della sinistra extra parlamentare»
Tralascio che il povero PierFerdy Casini è stato cooptato nella sinistra; non è un problema mio, al limite è suo. Mi chiedo invece quanti degli adoranti fan hanno sentito la precisazione, o comunque avevano capito da soli a chi Lui si riferisse. Temo molto pochi. D'accordo che c'è il lodo Alfano, ma siamo proprio sicuri che la diffusione di notizie sediziose non si possa configurare come reato?
| Qualcosa sta cambiando | [politica] |
Supponiamo di trovare un titolo sulla homepage di un grande quotidiano italiano: "Guardian e El Pais su Berlusconi: «Paga la rabbia delle donne italiane»", e che il riassunto reciti "Due articoli sulle vicende del premier e la situazione italiana nella quale i partiti cominciano a muoversi con diverse strategie in vista del dopo-Berlusconi. Il quotidiano britannico: «E' il momento della reazione femminista». Dalla Spagna: «Il declino è evidente»". Credo che chiunque sia un minimo abituato all'italica stampa dirà "stai leggendo Repubblica. E invece no: è il Corrierone, come potete vedere dalla scansione (i font diversi dei giornali li riconoscete, no?)
Ecco. Io non mi sono stupito più di tanto dell'intervista alla D'Addario: era un modo come un altro per cercare di recuperare copie vendute con uno scoop. Ma vedere il Corsera, quotidiano governativo quanto non mai, riprendere articoli esteri contro il nostro PresConsMin mi fa tanto pensare che ci sia qualcosa sotto. Non per niente Brunetta, che di "sotto" ci capisce bene, è così nervoso...
| Povero Silvio, povero Bruno! | [politica] |
Leggo da un noto quotidiano farabutto e comunista: lo speciale di Porta a Porta con la consegna delle case (finanziate dalla Croce Rossa, messe su dalla provincia di Trento e con i frigoriferi riempiti dal PresConsMin) «ha avuto un ascolto del 13,47%, per un totale di 3.219.000 spettatori». Brutta storia, considerando che «Di solito il programma di Vespa ha un ascolto del 18,30% per le prime serate e del 17,50% per le seconde (dati ufficio stampa Rai 2008-2009)». Storia ancora più pessima, considerando che Canale 5, con la fiction L'Onore e il rispetto, «ha raggiunto il 22,61% con 5.750.000 spettatori».
Persino Piersilvio rema contro il babbo.
| è facile fare causa | [politica] |
Io in linea di principio capisco Berlusconi che si lamenta perché "la libertà di stampa non è libertà di insulto". La diffamazione è trattata nell'articolo 595 del Codice Penale ed è esplicitamente scritto che «Se l'offesa è recata a un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, o ad una sua rappresentanza o ad una autorità costituita in collegio, le pene sono aumentate.». Se quindi il PresConsMin è convinto che la stampa cattocomunista (così ad occhio tutti, tranne quelli da lui foraggiati direttamente o indirettamente) lo stia insultando, ha tutti i diritti di adire le vie legali; sarà poi il giudice a decidere se è vero o falso.
Essendo i miei ventun lettori molto attenti, avranno sicuramente notato qual è la parola chiave in tutto il mio ragionamento qui sopra: penale. Le cause intentate da Silvio B. non sono penali ma civili, come del resto fanno oramai tutti in Italia: un ottimo modo per intimidire l'avversario senza grosse spese (gli avvocati in genere sono pagati in ogni caso, e averli lì a far nulla può far loro venire strani pensieri). Diciamo che la situazione sarebbe già un po' più sostenibile se chi intende andare a giudizio - nel caso perdesse la causa - fosse costretto a pagare a chi è stato ingiustamente citato il 20% della somma richiesta; ma a parte il fatto che una legge del genere non verrebbe mai promulgata, per Berlusconi sarebbero comunque noccioline. Bella nazione, vero?
(PS: non ho nulla a priori contro una richiesta danni in sede civile dopo che in sede penale si è deliberata la colpevolezza del diffamatore)
| E se anche non gli tirasse? | [politica] |
So bene che nessuno dei miei ventun lettori si è stupito che Berlusconi abbia citato a giudizio L'Unità, perché quelle cattivone di Concita e amichette si sono comportate male «… presentando l’on B. come soggetto che certo non è, ossia come una persona con problemi di erezione», e non abbia fatto lo stesso con Feltri, che scrisse la stessa cosa. È chiaro a tutti che nel secondo caso stiamo parlando di un vecchio sodale che si rivolge affettuosamente al compagno di mille avventure, mentre giornalilste e opinioniste del quotidiano fondato da Gramsci sono evidentemente rancorose e dettate dall'invidia del pene.
C'è però qualcosa che mi disturba più in generale. Mentre capisco che Berlusconi possa sentirsi offeso per la domanda di Repubblica sulle sue condizioni di salute, domanda che neppure troppo velatamente punta a indicare una satiriasi del premier, in questo caso stiamo parlando di una possibilità assolutamente nello stato delle cose: un settantatreenne operato alla prostata non è esattamente un ventenne. Purtroppo però in Italia il machismo dei leader è sempre stato di moda: anche settant'anni fa c'era Qualcuno che era noto per le mille sue avventure sessuali. L'unica differenza era che non c'erano escort che spiattellavano tutto, anche perché i registratori portatili non erano ancora stati inventati...
| domanda affermativa | [politica] |
Cito (via voglioscendere) una parte del testo con cui il nostro PresConsMin di sua propria mano ha accompagnato la querela al gruppo editoriale l'Espresso per le famigerate "dieci domande" che tutti i giorni appaiono su Repubblica.
«Il lettore è indotto a pensare che la proposizione formulata non sia interrogativa, bensì affermativa ed è spinto a recepire come circostanze vere, realtà di fatto inesistenti.»
Traduciamo dal legalese in italiano: secondo i silvioavvocati, anche in cima alla lista ci sia scritto "Dieci domande" e che ciascuna delle frasi termini con un punto interrogativo non significa nulla: i telespettatori medi - quelli che in tempi non sospetti il signor B. definì "undicenni neppure troppo intelligenti" - non si accorgono della cosa e pensano che quelle siano delle realtà vere e proprie. Mi domando se l'undicenne italiano sia così poco sveglio: ma se lo dice Lui allora dev'essere vero.
E adesso non venitemi a dire che Berlusconi avrebbe potuto semplicemente rispondere alle domande e farla finita lì, ché tanto non è sotto giuramento e comunque può sempre spergiurare di essere stato frainteso. Io sono ragionevolmente convinto che la querela sia stata fatta solo e unicamente perché il PresConsMin ha visto troppi film e vuole avvalersi della facoltà di non rispondere :-)
| Videocracy | [politica] |
C'è questo "documentario creativo" di Erik Gandini (nato e cresciuto in Italia, ora vive in Svezia) che racconta di trent'anni di un grande "esperimento televisivo" avvenuto in Italia. Che il sottotitolo sia "Silvio Berlusconi", non c'è nemmeno bisogno di dirlo.
C'è questo trailer (due minuti e dieci, tante donne nude, qualche immagine di Silvio vestito, mai accoppiate nello stesso frame o in frame vicini) che non vedremo in tv: Mediaset, o meglio Publitalia, l'ha rifiutato dicendo che vedevano film e trailer come attacco alle tv commerciali; non posso dare loro tutti i torti. E la Rai?
Secondo Repubblica, la casa distributrice ha ricevuto una lettera in burolegalese di cui viene dato uno stralcio. Purtroppo non ho trovato la lettera originale, e il testo della Maria Pia Fusco che accompagna il virgolettato sembra uno dei miei post scritti mentre sto facendo tre altre cose; quindi non posso garantirvi la correttezza. Ve lo lascio comunque per il vostro sollazzo: "dato il proprietario delle reti e alcuni dei programmi «caratterizzati da immagini di donne prive di abiti e dal contenuto latamente voyeuristico delle medesime si determina un inequivocabile richiamo alle problematiche attualmente all'ordine del giorno riguardo alle attitudini morali dello stesso e al suo rapporto con il sesso femminile formulando illazioni sul fatto che tali caratteristiche personali sarebbero emerse già in passato nel corso dell'attività di imprenditore televisivo»".
Io non so chi di voi abbia mai usato la parola "latamente". A parte questo, raducendo in italiano il tutto direi che il risultato è più o meno "dal trailer non solo sembra che il PresConsMin sia un puttaniere, come sono in tanti ad affermare in questo momento; ma che lo sia stato in tutti questi decenni". Onestamente, è possibile, oserei quasi dire probabile, che il film presenterà una tesi del genere; ma dal trailer io non me ne sono proprio accorto. Solo che in Rai sono tutti amici del giaguaro, e quindi avranno pensato che è meglio non fare nemmeno sapere che un film del genere esista; meglio perdere un po' di soldi rifiutando di far passare il trailer.
Purtroppo la possibilità più semplice per rifiutarlo "ci sono troppe donne nude" se l'è giocata già da troppo tempo :-)
| Chi sono i discriminati? | [politica] |
Uno dei tanti miei sogni nel cassetto è quello di riuscire finalmente a far insegnare seriamente la matematica a scuola. Vorrei tanto creare una congrega sovrannazionale di matematici - il problema mica è solo italiano - che verifichi l'abilità didattica dei professori; e vorrei poi costringere lo Stato italiano ad assumere solamente quei professori in grado di appassionare alla materia gli studenti: naturalmente agli stipendi ci penserà Brunetta, visto che fanno un lavoro per la nazione, però almeno tra una dozzina d'anni avremo una popolazione un po' meno innumerata di adesso.
Essendo i miei ventun lettori notoriamente intelligenti, hanno sicuramente capito dove voglio andare a parare. Dal mio personale punto di vista l'ora di religione non è affatto un problema (Leo può stare tranquillo, non gli voglio togliere il posto). Chi la vuol fare la fa, sperando che si trovi un professore bravo. Chi vuol fare l'"ora alternativa" la fa, sperando che si trovi un professore bravo. Chi non vuole fare nulla non fa nulla, e la sua vita non cambia. Il problema per me è che se c'è una materia insegnata a scuola e l'istruzione è pubblica, allora è lo Stato che deve decidere chi la insegna, non qualcun altro.
Detto questo, la polemicuccia ferragostana personalmente mi pare davvero ridicola, e tra l'altro mal spiegata (ci è cascato anche leonardo, che però insegnando alle medie è forse più giustificato). I professori di religione o di materia alternativa continueranno a dare i loro voti, ma semplicemente non decideranno sulla sorte complessiva dello studente. Non so se aumenterà leggermente il numero di bocciati, o detto in altro modo se il professore di religione e quello "alternativo" abbiano così tanto potere: mi sa di no, un po' per la scarsa considerazione in cui sono tenuti quegli insegnanti e un po' perché oggettivamente non è la materia più importante del corso di studi. La sentenza del Tar dice semplicemente che c'è una discriminazione tra chi segue religione oppure l'ora alternativa e chi invece preferisce non fare nulla e quindi non ha un avvocato difensore in più; la cosa è tecnicamente verissima e immagino non potessero fare nulla di diverso, salvo al limite suggerire di rendere obbligatoria l'ora alternativa. Peccato che qua da noi non si possa battere ciglio su certe materie :-(
| Salari ingabbiati | [politica] |
I casi sono due. O la boutade estiva dei salari differenziati per regione serve per gli scopi fatti intuire da Maramotti nella sua vignetta di ieri, oppure sono giusto polverone che la Lega ha sparso per coprire il suo vero scopo: differenziare i salari dei dipendenti pubblici. Nel privato la differenza c'è già, non foss'altro che perché la contrattazione aziendale è molto più forte al nord; lo stipendio nella funzione pubblica invece è al momento per definizione uguale ovunque. Epperò...
Considerando che non penso sia costituzionale fare concorsi pubblici su base regionale, e considerando che comunque non possono vietarti di prendere la residenza in un'altra regione, come può ragionevolmente finire la cosa? Il lavoratore viene a nord, vince il concorso, e dopo un po' chiede il ritorno al sud. Non possono decurtargli lo stipendio ad personam (non ci sarebbe un'"indennità nord", ma proprio uno stipendio diverso), quindi tornerebbe giù con uno stipendio più alto. Tradotto in altri termini: i più furbi guadagneranno di più.
Mi resta solo da capire se i legaioli ci sono arrivati da soli.
| Guzzantone e cadreghino | [politica] |
Lascio più che volentieri ad altri il discettare sui problemi sessual-erettivi. Io personalmente trovo molto più interessante un altro punto dell'ultimo sfogo di Paolo Guzzanti: la sua spiegazione di perché non si è dimesso.
Intendiamoci: è verissimo che per la Costituzione italiana ogni parlamentare rappresenta solo e unicamente sé stesso. Ma è anche vero che il Porcellum non ci permette di scegliere nessuno, quindi il dettato costituzionale è già virtualmente invalidato. Ma soprattutto, anche se è vero che «per prassi consolidata le Camere NEGANO in linea di principio il voto favorevole alle dimissioni» se non in casi eccezionali, è anche vero che l'attuale maggioranza non ci penserebbe due volte su a sovvertire il principio, quindi non sarei così certo dell'affermazione guzzantesca «io avrei potuto fare il beau geste che sarebbe tanto piaciuto ai miei nemici, di proporre le mie dimissioni, per vedermele regolarmente respinte come da manuale» non è poi un teorema così certo.
Però Guzzanti riesce a dirlo molto bene, vero? ;-)
P.S.: non c'entra nulla, ma devo dire che da quando aprì il sito Guzzanti è riuscito a crearsi un suo stile, dai titoli wertmülleriani ai commenti con risposta puntuale in grassetto. Da questo punto di vista, un'ottima prova giornalistica.
| attenti all'ordine! | [politica] |
Oggi il Presidente della Repubblica ha promulgato il disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 78 del 2009, "recante provvedimenti anticrisi, nonché proroga di termini e della partecipazione italiana a missioni internazionali", come ci spiega il sito del Senato.
Contestualmente o quasi, il Presidente della Repubblica ha emanato il decreto-legge correttivo della legge suindicata. Napolitano ha dovuto fare molta attenzione all'ordine in cui ha firmato - anzi, prego notare la finezza dei verbi: una legge si promulga, un decreto si emana - per evitare che la Cronopolizia venisse a fare storie perché era in vigore una modifica a qualcosa che non esisteva; ma non poteva fare aspettare troppo tempo, altrimenti qualche furbetto del codicillo si sarebbe intrufolato nell'interregno.
Siamo arrivati a un nuovo minimo storico persino per il nostro parlamento: si approva una legge sapendo che è sbagliata ed è da correggere mentre la si porta alla controfirma. (Occhei, c'è chi dice che "il Governo ha ascoltato il Parlamento". Ma stiamo parlando di Gasparri.) Una persona ingenua avrebbe potuto chiedersi perché mai la legge non è stata modificata direttamente a Palazzo Madama; la risposta ovviamente è che facendo così sarebbe dovuta ritornare alla Camera, e i deputati se ne stavano già a godersi le meritate ferie. Una persona forse ancora più ingenua avrebbe potuto chiedersi come mai, se il decreto legge originario era del primo luglio e la Camera l'ha approvato con modificazioni il 28 luglio, queste modifiche non erano staste messe subito. La risposta è semplice: come ho già scritto più volte, il governo Berlusconi IV non solo lavora per decreti legge e ddl di iniziativa governativa, ma non fidandosi della sua maggioranza bulgara non si perita di chiedere la fiducia a ogni piè sospinto, previo singolo maxiemendamento preparato evidentemente in fretta e furia senza valutarne le conseguenze.
Il tutto esacerba un'altra pessima abitudine italiana, quella delle leggi che contengono tutto e il contrario di tutto. Qualcuno deve aver pensato che visto che abbiamo troppe leggi conviene promulgarne di meno; ma in pratica non cambia nulla, visto che nella stessa legge possiamo trovare ad esempio norme anticrisi e rifinanziamento delle missioni militari italiane, oppure trovare strani emendamenti (quando non viene chiesta la fiducia) che non c'entrano nulla col testo della legge cui sono applicati ma aggiungono lacciuoli o prebende sperando che almeno per un po' nessuno noti la cosa. E mi sa che sia questa la vera ragione per cui si lasciano le cose in questo modo: è un peccato, perché altrimenti sarebbe più semplice riuscire a fare delle leggi coerenti e non errate a priori come adesso. Lo so, non succederà. Lasciatemelo però chiedere.
| teatrino ceppalonide | [politica] |
In questi giorni qualche bloggher si è messo a sparlare di Clemente Mastella per questa intervista su Repubblica, dove il neo-eurodeputato si lamenta perché la diaria è solo di 290 euro. Seguono annessi e connessi, frizzi e lazzi.
Naturalmente io non ci credo neppure per un momento che Mastella non sapesse che da questa legislatura gli stipendi a Bruxelles non sono più parificati a quelli nazionali, ma sono uguali per tutti: e d'altra parte Mastella è stato votato, visto che le preferenze alle Europee ci sono ancora.
E poi, scusate, perché l'ex Guardasigilli sarebbe andato a farsi intervistare per un giornale che ce l'ha con lui? su, è tutto un teatrino: volete cascarci sempre?
| Uno stato, due monete | [politica] |
La provocazione su noiseFromAmerika è tristemente divertente: avere due monete diverse all'interno dello stato Italiano. Al nord si continuerebbe a usare l'euro, mentre nel centro-sud (e per il debito pubblico...) si tornerebbe alla lira, libera di svalutarsi.
Inutile dire che un'idea del genere è irrealizzabile, e l'articolo di Pizzati spiega semplicemente che qualunque cosa facciamo (vendere tutto il patrimonio pubblico oppure uscire dall'euro) non serve sostanzialmente a nulla. Vi invito però a guardare le due tabelline in alto, quella dello storico decennale diviso per trimestri e di quanto è successo all'inizio del 2009. Come si può notare, le entrate - calcolate rispetto al PIL, quindi scontando inflazione e recessione - sono più o meno costanti, anzi addirittura leggermente migliori; quelle che sono aumentate sono le spese, cresciute di ben tre punti percentuali. Se fate un rapido conto, significa che sono maggiori di quelle dell'anno scorso (trimestre preelettorale, quando si sa che il governo cerca sempre di dare le ultime prebende...) anche al netto dell'inflazione, e lasciamo stare il PIL che crolla (tanto fabbriche lo Stato non ne ha più, quindi non può certo tagliare quelle spese). Il tutto senza nemmeno un piano di stimoli all'economia, nel qual caso si sarebbe potuto dire "vabbè, sappiamo dove sono stati spesi i soldi" (bene o male che siano stati spesi)... o forse qualcuno pensa che sia la Social Card a fare tutta quella differenza?
Ecco, la mia preoccupazione sullo stato dell'economia italiana è riassunta da quelle due tabelline.
| avanti perplessi | [politica] |
Il presidente della Repubblica ha firmato la legge sul pacchetto sicurezza, ma ha inviato alle Camere e al governo una lettera in cui manifesta "perplessità e preoccupazioni", rompendo un po' le palle a tutti (tranne probabilmente Berlusconi): basta leggere Repubblica - che immagino faccia parte del gruppone dei "delusi da sinistra" - ma anche l'icastico Jena o Lia Celi. Ci sono anche i "delusi da destra", che tuonano perché Napolitano non si doveva permettere di fare una cosa del genere, ma di quello parliamo dopo.
Credo che valga la pena di leggere questo fondo di Marcello Sorgi, anche per capire cosa sta succedendo dietro le quinte. La Costituzione (articolo 74, primo comma) dice semplicemente che «Il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, può con messaggio motivato alle Camere chiedere una nuova deliberazione.» Tecnicamente, quindi, quello che ha fatto Napolitano non esiste, e quindi i politici della maggioranza avrebbero potuto fare finta di nulla e incassare il risultato. È anche vero, però, che storicamente il presidente della Repubblica ha rimandato indietro le leggi in due soli casi: non c'era adeguata copertura finanziaria, o erano manifestatamente incostituzionali. Non basta insomma una "probabile" incostituzionalità: e questo è corretto, perché nel sistema di contrappesi della Costituzione c'è un organo apposito che deve decidere a riguardo. Il messaggio alle Camere è regolato dalla Costituzione (non che serva a molto, intendiamoci); il messaggio al governo è assolutamente irrituale - ed è quella la cosa che ha irritato molti a destra - ma credo derivi da una scelta politica molto precisa. Il disegno di legge sulla sicurezza era di iniziativa governativa (Berlusconi - Maroni - Alfano; a chi è che ha scritto Napolitano, oltre che ai presidenti delle Camere?) ed è stato approvato a colpi di voti di fiducia. Non ricordo quale esponente del centrodestra si sia lamentato perché scrivere al governo significa svilire il Parlamento che è quello che fa le leggi; devo però dargli atto che è riuscito a dirlo senza fermarsi sghignazzante a metà della frase.
Insomma, non so se Napolitano stia cercando di spostare la Repubblica italiana verso una forma più presidenziale (facendo un implicito favore a Berlusconi), oppure se stia semplicemente cercando il proprio stile, esattamente come hanno fatto tutti i suoi predecessori. Non ritengo che avrebbe potuto rinviare la legge alle Camere; però possiamo discutere sull'utilità pratica del messaggio, se proprio volete :-)
| E se fosse stato il compagno Gianfranco F.? | [politica] |
La mia sensazione è che beppegrillo™ abbia annunciato la sua candidatura a segretario del Piddì per un semplice motivo: non si parla più tanto di lui, quindi la gente non va ai suoi spettacoli né compra i suoi dvd, quindi guadagna meno soldi; occorreva pertanto un colpo di scena. E i maggiorenti del PD, boccaloni come sono, hanno subito abboccato: esca, amo, lenza e finanche la canna.
Quella di Grillo era ovviamente una provocazione: se uno è iscritto al PD è poco probabile che sia intenzionato a votarlo come leader. La risposta logica sarebbe stata rimandare il tutto al mittente: fare un comunicato in cui si diceva che eccezionalmente si accettava la candidatura anche se erano già scaduti i termini di iscrizione al partito, ma naturalmente si chiedeva l'accettazione esplicita dei valori del partito (ce ne devono pur essere, da qualche parte...) visto che in passato il popolare comico ne ha sempre parlato male. La stessa cosa, insomma, che si sarebbe potuta fare se Fini avesse improvvisamente chiesto di candidarsi lui a segretario PD; cosa che, diciamocelo pure, sarebbe stata molto più pericolosa per gli attuali leader che avrebbero potuto davvero essere scalzati via.
Inutile dire che ciò non è successo: ma se hanno fatto la solita figura da cioccolatai il problema non è certo mio. In fin dei conti stiamo parlando di un partito il cui suo primo segretario ha ricordato come "Craxi aveva di fronte due grandi partiti, uno sempre al governo — la Dc — e uno sempre all’opposizione — il Pci — in un sistema che stava bene a entrambi: massimo di stabilità e massimo del debito pubblico" e ha terminato con: «Craxi decise che bisognava cambiare gioco, porre la sinistra di fronte al problema di una nuova leadership ». Esercizio per il lettore più attento: quand'è che il debito pubblico italiano è schizzato dal 60% al 110%? Qui un aiutino.
| governo tecnico all'italiana | [politica] |
Tremonti ha ragione. Fare un governo tecnico non ha nessun senso: chi lo voterebbe? PD, UDC e Lega? O forse il PdL butterebbe a mare Berlusconi, facendo avverare la profezia di Ferrara su un nuovo 25 luglio? Siamo seri, sarebbe molto più probabile tornare alle urne, e comunque non credo nemmeno a questo. Resta il fatto che se i giornali parlano di governo tecnico allora c'è qualcuno a cui piacerebbe tanto mandare a casa l'attuale PresConsMin. Ecco, a me piacerebbe sapere esattamente chi sono costoro :-)
Altra noticina: com'è che i governi tecnici in Italia sono sempre e solo di (ex) governatori e vice della Banca d'Italia? Carli e Baffi sono stati tenuti da parte (anche se il primo ha fatto il ministro del Tesoro) perché ai tempi nessun politico avrebbe ceduto il massimo cadreghino, ma poi ci sono stati Ciampi e Dini (che era il vice di Tonino Fazio... beh, lui per fortuna non è stato cooptato), e adesso si parla di Draghi. Mi chiedo se tutto questo significhi che il liberismo è tale che si possa solo parlare di economia se non si vuole fare politica, o cos'altro.
| l'eredità di Berlusconi | [politica] |
No, non parlo del suo patrimonio, ma di quello che avrebbe trovato.
Ieri il Corsera riporta che il PresConsMin ha affermato «Il programma è tutto da realizzare. Ci sono cose impossibili perché abbiamo ricevuto una eredità che è pesante. Quando uno ha il 110% del Pil come debito tutto diventa difficilissimo». È davvero così? Vediamo.
Qui ci sono i link storici dal 1999 al 2006 (lasciate perdere le previsioni). Fonte: Ragioneria dello Stato. Qui ci sono invece i dati 2005-2008. Fonte: Dipartimento del Tesoro. C'è una discrepanza di 0,4-0,5 punti percentuali, credo perché sono state modificate le regole per calcolarlo: per comodità aumenterò i dati di questi anni dello 0,4% per uniformarli.
È vero che Berlusconi ha ricevuto un'eredità di rapporto debito/PIL intorno al 110%: nel suo governo Berlusconi II. Se guardiamo il risultato di due legislature fa i dati sono questi: tra il 2000 e il 2005 il rapporto debito/PIL è passato dal 109.2% al 106.2%. Tra il 2005 e il 2007 il passaggio è stato dal 106.2% al 103.9%. Quasi lo stesso miglioramento in due anni invece che cinque. Per la cronaca, nel 2008 è stata tolta l'ICI, così siamo tornati al 106.2%.
Diciamo insomma che a Berlusconi piace restare sulle cose difficilissime?
| Utilizzatore finale | [politica] |
Tecnicamente Niccolò Ghedini ha ragione. Nel nuovo pseudoscandalo di giro di fanciulle più o meno simpatiche dalle parti di Palazzo Grazioli, il PresConsMin è soltanto un "utilizzatore finale". È vero che - lasciando da parte l'affronto alla lingua italiana che avrebbe la parola "utente" - la sua frase significa che la considerazione per le donne è scesa ancora: nemmeno più "donna oggetto" quanto "donna servizio". Ma è anche vero che l'elettore medio del PdL probabilmente non si accorge nemmeno della cosa, non rivestendo alcuna novità.
Ma non voglio parlare di Silvio: mi interessano altre cose. Innanzitutto, com'è che il Corriere, che pure quando era partito il Noemigate sembrava essere dalla parte del Cavaliere, adesso esce fuori con questa storia? A pensare male si potrebbe dire che né a Rep né a Cor interessa alcunché del tutto, solo che il primo scoop era del fogliaccio scalfariano e quindi a via Solferino se ne stavano zitti e buoni in attesa di poter trovarsi il "loro" scoop. (No, non è così, a Repubblica stanno comunque montando il caso perché fa loro comodo).
Inoltre, com'è che è uscito di nuovo fuori Minimo D'Alema? Non sono riuscito a capire se è un'astuta manovra della destra per fare in modo che lui torni ad essere il Capo dei Riformisti - e garantire un'altra strepitosa vittoria al PdL - oppure un'ancora più stuta manovra della sinistra per fare in modo che lui torni ad essere il Capo dei Riformisti - e garantire un'altra strepitosa vittoria al PdL. Se qualcuno mi sa spiegare la cosa, gliene sarei grato.
Resta sempre l'ipotesi più dietrologica: si continua a parlare di donnine allegre per fare in modo che si taccia su altro. Però non saprei cosa sia questo "altro" (e infatti non se ne parla...): la crisi la vediamo lo stesso e di Mills non gliene frega nulla a nessuno. Boh.
| nulla di nuovo dal fronte berlusconiano | [politica] |
Onestamente, che Berlusconi affermi "c'è stato un piano eversivo contro di me" è una non-notizia: se volete, potete ricordarvi che Silvio parla sempre in prima persona e riferisce tutto a sé stesso (nulla di male, visto che lo faccio sempre anch'io...) e le accuse che fa sono spesso dei wishful thinking di quello che vorrebbe davvero fare.
Quello che però, anche se è un suo leit motiv, mi lascia sempre perplesso è il suo essere fissato sull'"essere stato eletto dal popolo". Cito: le «calunnie», sarebbero parte di un progetto eversivo che vuole far decadere un presidente del consiglio legittimato dal voto popolare «per mettere al suo posto un'altra persona non eletta dagli italiani» (grassetto mio). Ora, giusto per mettere le cose in prospettiva, anche Mussolini e Hitler sono stati legittimati dal voto popolare. Lungi da me paragonare Berlusconi a quei due dittatori: non ne ha certo la caratura. Resta il fatto che la legittimazione popolare non significa poi chissà che cosa: immaginate ad esempio che un presidente regolarmente eletto impazzisca improvvisamente... (no, di nuovo non è il caso del nostro PresConsMin. Ho qualche dubbio al limite sul Presidente Emerito Francesco C.)
Insomma, non faceva più in fretta a continuare a dire di essere l'Unto del Signore? Almeno lì era una verità di fede e non ci si scappava!
| Referendum elettorali | [politica] |
Chi mi legge abitualmente sa bene cosa farò ai referendum; d'altra parte l'informazione in giro è così frammentaria che penso sia cosa utile raccogliere quello che ho trovato, prima di reiterare la mia posizione al riguardo.
Domenica 21 dalle 8 alle 22 (e lunedì 22 giugno dalle 7 fino alle 15) si vota per tre referendum. Due di essi sono virtualmente indistinguibili, se non per il colore della scheda (viola nel primo caso e beige scuro nel secondo caso: non credete a quanto artatamente[*] colorato nel sito dei promotori) e si occupano della Camera dei Deputati, con 1756 parole, e del Senato della Repubblica, con sole 1007 parole. Il terzo è su una scheda verde chiaro, è ugualmente incomprensibile ma è almeno molto più corto, visto che recita
«Volete voi che sia abrogato il Decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, nel testo risultante per effetto di modificazioni ed integrazioni successive, titolato “Approvazione del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei Deputati”, limitatamente alle seguenti parti:
art. 19, limitatamente alle parole: “nella stessa”,
art. 85.»
Nel seguito per semplicità tratterò assieme i primi due, chiamandoli "Porcellum"; del terzo, "Candidature multiple", parlo a parte.
Cominciamo proprio col terzo referendum, che è il più semplice. Come forse vi siete accorti, in questo momento è possibile candidarsi in più circoscrizioni; nel caso si venga eletti in più di una circoscrizione, si può scegliere la preferita e lasciare il posto al primo escluso nelle altre. Se a quel referendum vincerà il SÌ, la cosa sarà impossibile: uno si potrà candidare in un solo posto per volta.
I referendum "Porcellum" tendono invece a cambiare - il primo per la Camera e il secondo per il Senato - la legge elettorale, amichevolmente nota col nomignolo che gli diede il suo estensore Calderoli. In questo momento, la legge è proporzionale con premio di maggioranza (il 55% alla coalizione che ottiene più voti) e con sbarramento. Più precisamente, alla Camera una coalizione o un partito singolo deve ottenere il 4% su base nazionale, e un partito in coalizione (se la coalizione ha il 4%) deve ottenere il 2% sempre su base nazionale per essere rappresentato; al Senato le percentuali sono raddoppiate (8% e 4%) ma si applicano regione per regione. Se i referendum passeranno, non ci saranno più coalizioni; quindi il partito (e non la coalizione) di maggioranza relativa otterrà il 55% dei seggi, e saranno rappresentati solo i partiti con il 4% nazionale (Camera) o l'8% regionale (Senato).
Ci sono fondamentalmente quattro modi diversi per esprimesi con un referendum:
- non votare. A parte i menefreghisti e gli impossibilitati, sceglie questa opzione chi spera che il quorum (50%+1 degli aventi diritto al voto) non venga raggiunto, e quindi il risultato non conti un tubo. È possibile anche non ritirare la scheda di uno o più referendum e votare per gli altri; il risultato è come quello di non votare.
- astenersi, o annullare la scheda. Questa opzione è scelta da coloro ai quali non importa assolutamente nulla vedere un risultato o l'altro. Notate la differenza con il non voto: nel primo caso si cerca di andare sotto il quorum, nel secondo si contribuisce a raggiungerlo.
- votare SÌ. Lo fa chi vuole cambiare la legge.
- votare NO. Lo fa chi non vuole cambiare la legge, però vuol vedere cosa ne pensa la popolazione tutta.
Al momento in cui scrivo, il sito del ministero dell'Interno non riporta nulla di citabile al riguardo: i promotori dei referendum hanno il loro sito. Fine della parte per così dire "istituzionale"; inizia ora il mio pippone personale.
Premetto che io sono contrarissimo all'astensionismo per fare fallire il quorum; lo ero per i referendum passati e non vedo perché cambiare idea. In realtà una volta mi è capitato di non ritirare una scheda (abolizione del ministero dell'Agricoltura, per la cronaca) ma stiamo parlando di 15 anni fa in una situazione ben diversa. Potrei prendere in considerazione la cosa se si passasse da una legge decente a una legge pericolosa: ma la legge attuale è già pericolosa, quindi cambia poco.
Per quanto riguarda le candidature multiple, il mio è un sì convinto; presentarsi in più circoscrizioni toglie addirittura ancora più libertà di voto, perché poi è il multiplo eletto che sceglie dove accettare la propria elezione. Se io sono eletto chessò in Piemonte e Lombardia, e ci sono due altri candidati, entrambi primi esclusi in una delle due regioni, che aspettano la mia scelta per sapere chi sarà graziato, vi pare una cosa bella? L'unica cosa da aggiungere è che è una vergogna che la norma non sia già stata autonomamente abolita.
Sul Porcellum, il mio voto è un no ancora più convinto. A parte le voci che ho sentito in giro che sostengono che in caso di vittoria dei sì allora si abolirà l'attuale legge elettorale (palle, come ho spiegato sopra: e mi chiedo se siano state lanciate apposta per convincere l'elettorato meno attento) non solo la vittoria al referendum non migliorerebbe la situazione, ma anzi la potrebbe peggiorare. Se i partiti rimanessero separati come adesso, infatti, il premio di maggioranza sarebbe più elevato, schiacciando tutti gli altri. Basta fare due conti: se adesso con il 45% dei voti hai il 55% dei seggi, significa che l'altro 55% ha il 45%. Ma se ottieni il premio con il 35%, allora l'altro 65% dei voti prende il 45%, e quindi si starà più stretti... a parte il fatto che prima un partito con il 2% poteva sopravvivere alleandosi a uno più grande, mentre poi dovrà per forza fare il 4%.
Guzzetta e amici affermano "sì, ma così i partiti si dovranno per forza alleare prima delle elezioni". Certo. Ma naturalmente nessuno ti obbliga a restare alleati un minuto dopo la chiusura delle urne. Inoltre c'è un piccolo particolare su cui i referendari casualmente tacciono. Con il Porcellum, non si possono dare preferenze ("per risparmiare sulle spese di campagna elettorale": dev'essere). Questo significa che quello che conta è l'ordine in cui i candidati sono posizionati sulla lista: se il Partito Qualsiasi prende sette seggi, vengono eletti i primi sette in lista. Chi è che definisce l'ordine in lista? le segreterie dei partiti. Quindi possiamo anche immaginare di avere due listoni che imbarchino praticamente tutti chi da una parte chi dall'altra, ma così non avremo nemmeno quel barlume di scelta di dire "voto X invece che Y, perché il candidato in bilico di X mi piace, mentre quello in bilico di Y mi fa schifo". Bel risultato, vero?
Poi intendiamoci, già la legge attuale fa sufficientemente schifo da non farmi decidere per un'astensione mirata, ma come si vede non c'è limite al peggio.
Questo è quanto: fate poi quello che volete, ma siate almeno informati. E ricordate che non è un problema di schieramento: se non ci credete, guardate come se fosse solo per loro sia il PD che il PdL sarebbero per il sì.
[*] colorare i quesiti come fossero una bandiera italiana, oltre a rendere difficile capire poi quali sono le schede reali, porta un significato implicito ma chiarissimo.
| fine del "fattore amministrative"? | [politica] |
A differenza dei post precedenti, questo non è basato su nessun numero, ma solo su sensazioni a pelle: tenetene conto.
Quando ero ragazzo e giovane, insomma negli anni '70 e '80, in Italia capitava un fatto curioso: nelle elezioni amministrative in genere il PCI prendeva più voti che alle politiche. Il motivo? Boh, c'è chi diceva che nel territorio, i comunisti governassero meglio, chi diceva che la gente non si fidava di un governo comunista, ecc. ecc.
Poi i comunisti sono scomparsi ed è arrivata Forza Italia. Negli ultimi quindici anni, capitava che FI pigliasse molti più voti nelle politiche che nelle amministrative. Il motivo? Boh, c'è chi diceva che essendo un partito di plastica non aveva gente sul territorio, chi diceva che la gente voleva Silvio, e se non c'era in lista era meno interessata a votare, ecc. ecc.
Quest'anno mi pare che i voti alle europee siano in linea con quelli alle provinciali. Il motivo? Beh, oserei affermare con tutta la mia forza un forte e chiaro "boh". Diciamo che se fossi un maggiorente del piddì proverei a pensare anche a questo, oltre che al non avere più rappresentanti di lista ai seggi. (ai tre milioni di voti persi in un anno forse qualcuno ci sta già pensando, anche se non si può mai esserne certi :-) )
Rileggendo (la traduzione del)l'editoriale odierno di El País, mi è venuta in mente una cosa.
In Europa hanno perfettamente ragione a preoccuparsi della deriva peronista italiana. Ma non è quello che dovrebbe preoccupare noi in Italia: c'è qualcosa di ancora peggiore. Il Berlusconi "privato" monopolizza tutti i discorsi e impedisce di vedere quello che manca: un governo e un'opposizione, il tutto in un periodo di crisi economica mondiale. Che manchi il governo, è cosa più che nota; ma anche l'opposizione si è ormai acquietata sullo sparlare di Sìlviolo - cosa molto facile, in effetti - e al limite fare "proposte" evidentemente impossibili da mettere in pratica e quindi farlocche esattamente come le reboanti affermazioni secondo cui tutto sta andando nel migliore dei modi possibili. Ecco, io comincerei a lavorare su questo.
Repubblica (cartacea) scrive che il PresConsMin si lamenta perché i signori della stampa estera prendono le notizie dai signori della stampa di sinistra, che insufflano falsità. Il tutto immagino a causa di questo editoriale del Times.
Diciamo che pensare il Times come covo di comunisti o di sempliciotti pronti a farsi fregare dai comunisti è un po' difficile. Sarebbe più facile lanciarsi verso il complottismo: il proprietario del Times è Murdoch, che con la sua Sky sta facendo una lotta serrata contro Mediaset, e potrebbe mettere in campo anche i suoi quotidiani. Ma per fortuna Silvio Berlusconi non ha nulla a che fare con Mediaset.
| Lontanissimo dal comune sentire | [politica] |
Dario Franceschini ha toppato alla grande. La sua frase «Fareste educare i vostri figli a un uomo come Silvio Berlusconi?» è servita a ricompattare tutta la destra meglio ancora della mozione di sfiducia che Di Pietro non è riuscito a presentare per mancanza di sufficienti firme.
Un autogol davvero incredibile, inammissibile da chi dovrebbe conoscere gli italiani non foss'altro che per cercare il loro voto. Insomma, credo che la maggior parte dei miei connazionali avrebbe risposto di sì anche alla domanda «Lascereste andare la vostra figlia diciassettenne a casa di un uomo come Silvio Berlusconi?»
(ricordo che a diciassette anni l'età per il consenso sessuale è già stata raggiunta: se anche il signor B. si fosse fatto la fanciulla il comportamento non avrebbe rilevanza penale)
| Dipendenti | [politica] |
Visto che il PresConsMin si è dimenticato di rispondere alle dieci domande fattegli da Repubblica, ieri al Giornale Michele Brambilla ha pensato bene di applicare la par condicio e fare dieci domande a Dario Franceschini.
Il problema, pardon l'opportunità, è che Franceschini ha immediatamente risposto: d'altra parte lui non deve mica governare una grande nazione, e quindi probabilmente ha molto più tempo a disposizione. Immediatamente - notate il numero d'ordine dell'articolo... - Brambilla ha commentato le risposte. Il bello di un giornale è cheil giornalista può sempre avere l'ultima parola: ma questo lo sappiamo tutti e quindi non conta. C'è però un piccolo particolare che stona. Brambilla ha costruito tutto il suo articolo sull'assioma "Franceschini e Repubblica stanno facendo il gioco del poliziotto buono e del poliziotto cattivo". Partendo dall'assunto che il vicedirettore del Giornale non confonda Dario con Enrico Franceschini, che appunto è un giornalista di Repubblica, la logica conseguenza è che ritiene che il foglio scandalistico scalfariano sia a libro paga del PD. Non so, magari lo è davvero: ma allora perché lunedì l'ex capo di Brambilla Maurizio Belpietro si è così lamentato di essere stato definito "dipendente di Berlusconi"? Lo ritiene forse una tara da nascondere a tutti i costi?
| Eccellenza | [politica] |
Ho visto questo video di Ballarò. Occhei, ho ascoltato l'audio mentre facevo dell'altro.
Vedere Franceschini che, dopo che Sandro Bondi sempre più paonazzo gli urla di non dargli del tu, risponde serafico "Mi scusi. Eccellenza, Ella..." e dopo l'altro sfogo bondiano prosegue "Eccellenza è il termine che il protocollo riserva ai ministri" mi ha fatto capire perché è nato il PD. L'avete mai visto voi un segretario comunista-postcomunista-excomunista fare una battuta?
Attenzione: non è con le battute che si guadagnano consensi o si vincono le elezioni, a meno forse che non siano battute grevi. Chi apprezza battute così è poi una minoranza nemmeno troppo ampia, tranne forse tra i miei lettori; però lasciatemi almeno sorridere un po'.
| Io la politica non la capirò mai | [politica] |
Quando leggo che Italia dei Valori intende chiedere una mozione di sfiducia contro Silvio Berlusconi, io penso che sia una tavanata galattica, visto che figuriamoci se la maggioranza blindata che ha lo farebbe fuori, e in questo modo il PresConsMin potrebbe dire che anche il Parlamento, non solo il popolo, è al suo fianco e quindi che lo lascino lavorare e trovare le sue amiche. Però posso immaginare che siamo in campagna elettorale, e magari Di Pietro pensa che qualche elettore di sinistra decida di votare lui perché è l'unico che alza la voce.
Ma quando Dario Franceschini propone una mozione perché il Cavaliere rinunci al lodo Alfano, davvero non lo capisco. Se l'è fatto preparare e votare proprio per questo processo, e ora dovrebbe rinunciare ad esso? Aspettate che vado a vedere se la fatina del dentino mi ha lasciato dei soldini pregressi!
Il titolo non l'ho inventato io: è sul sito del governo, e quindi posso immaginare che rifletta esattamente quanto pronunciato dal PresConsMin.
Essendo io notoriamente una persona di parte, mi limito a commentare la terzultima e la penultima delle domande fattegli dalla CNN (chi vincerà mercoledì non è un mio problema). Sul caso Mills, posso dare il beneficio del dubbio sulla sua affermazione che «hanno inventato che il presunto reato si sarebbe compiuto non nel momento del ricevimento dei soldi da parte del signor Mills, ma nel momento in cui il signor Mills ha cominciato a spendere questi soldi». Non sono un esperto legale. Certo che vedere che una persona più che innocentissima - come il PresConsMin si dipinge - si lamenti che non può avvalersi la prescrizione non getta una bella luce. Ma si sa, da noi abbiamo dei giudici «che non sono semplicemente di sinistra, ma militanti della sinistra» e che non hanno affatto voluto sentire come sono andati i fatti dalla viva voce dei suoi avvocati. (Come? mi state dicendo che visto il lodo Alfano quegli avvocati non potevano presentarsi? Ecco, l'ho sempre detto io che il lodo Alfano è incostituzionale, visto che limita i diritti di alcune persone!)
L'altra domanda è stata «Come reagisce alla vicenda diventata pubblica del divorzio?» La risposta di Berlusconi non parla della vicenda in questione, se non nella prima riga: «Trovo indegno il comportamento di chi entra in una vicenda privata per farne motivo di attacco politico.» (Domanda seria, visto che salto a pie' pari la maggior parte delle notizie di gossip: chi è che ha attaccato il Cavaliere per il suo divorzio?) ma del caso Noemi, che sarebbe stata la trappola che "ha fatto cadere in errore sua moglie". Come magari non sapete, andare a letto con una ragazza sedicenne consenziente non è affatto un reato (codice penale, articolo 609-quater). In una nazione come l'Italia, puritana solo a parole, il signor B. in effetti avrebbe solo da guadagnare nella considerazione di molti uomini e parecchie donne se mostrasse il suo machismo. Ma quello che io aspetto è quanto minacciato da Lui: «Adesso tuttavia mi hanno accusato di avere mentito nelle dichiarazioni che ho fatto ai giornali, allora di fronte a un’accusa di questo genere reagirò, spiegherò esattamente com’è la situazione e avrò ancora una volta tutti gli italiani con me, e ancora una volta quest’accusa sarà un boomerang nei confronti di coloro che me l’hanno fatta.» Le sue dichiarazioni sono state "ho visto Noemi tre-quattro volte", "non ho mai incontrato Noemi senza i suoi genitori", "conosco la famiglia Letizia da anni", "ho deciso di andare alla sua festa di compleanno all'ultimo momento".
Io non credo agli scoop di Repubblica, o meglio non credo che tutto quello raccontato dai testimoni sia vero (non foss'altro che per le contraddizioni interne); ma credo ancora meno all'attuale "verità" affermata dal PresConsMin. Ma se proprio devo fare una scommessa, non penso che Berlusconi darà mai una "esatta spiegazione" dei fatti. Tanto se ne dimenticheranno tutti.
| "Voglio vedere se non lo votano" | [politica] |
Naturalmente è assolutamente inutile fare una proposta di legge popolare (per cui comunque bastano 50000 firme, ricordo), quando si ha un'ampia maggioranza al Parlamento. E comunque non è che una proposta di legge debba necessariamente diventare legge con quel testo, anche se Berlusconi si guarda bene dal ricordarlo.
Ma naturalmente la manovra è chiara: si comincia con leggi che strizzano gli occhi al popolo per far passare il concetto che non è necessario perdere tempo, e basta che Qualcuno pensi per noi.
| Il fard di Silvio | [politica] |
Da ieri circolano in reti alcune immagini dove si vede che Silvio Berlusconi, con la scusa di prendere un fazzoletto, tira fuori del cerone per rifarsi il trucco.
Il mio commento al riguardo è lapidario: chissenefrega. Anzi, no. Non solo trovo che se una persona voglia truccarsi ne ha pieno diritto, ma ritengo anche che chiunque stia facendo girare l'immagine per mostrare come Berlusconi non sia adatto a governare l'Italia sia un emerito imbecille, e stia contribuendo a non so quanti altri anni di suo dominio.
| L'umanità di Ignazietto | [politica] |
Dopo il weekend di rimpallamenti vari tra il ministro della difesa e l'alto commissario ONU, Ignazio La Russa ha rilanciato, affermando di ritenere «più umana l’azione che stanno svolgendo meritoriamente i nostri marinai nel riaccompagnare come vuole la legge del mare nel porto più vicino i migranti che vengono intercettati in acque extraterritoriali piuttosto che sottoporli a un lungo viaggio, una lunga permanenza nei Cie per poi espellerli».
A prima vista la frase sembra sensata: poi magari uno ci pensa un po' su e vede le assunzioni implicite che sono state fatte. Innanzitutto che nei CIE si sta ancora peggio che nei barconi, il che non fa molto onore al nostro esecutivo; e in secondo luogo che per definizione se uno arriva da clandestino in Italia non abbia nessuna possibilità di richiedere asilo politico, e quindi rimanerci. Sbaglio o nessuno dei grandi media italici ha fatto queste banali constatazioni?
| Leggi razziali | [politica] |
Matteo Salvini - e la tassista celodurista Raffaella Piccinni - si sentono sicuramente spiazzati, e quindi se ne sono usciti con l'ideona: vagoni della metro riservati ai milanesi.
In effetti non sarebbe una pessima idea: obblighiamo i milanesi ad andare in giro con la croce biancorossa sul petto e vietiamo loro di frequentare negozi non gestiti da milanesi: il tutto ovviamente per il loro bene, visto che altrimenti potrebbero inquinare il loro sangue puro anche solo con l'avvicinarsi agli esseri inferiori.
L'unico guaio è che se Salvini mai leggerà questa notiziola potrebbe scipparmi l'idea.
Magari qualcuno si chiede come sia possibile che tra gli operai, secondo questo sondaggio del Sole-24 Ore, il PdL avrebbe il doppio delle intenzioni di voto del PD. A parte che io mi stupisco che tra i laureati il PD abbia il 28,2% contro il 27,2 del PDL, e che i primi dati del sondaggio non dicono quanti tra gli operai votino davvero a sinistra e non al centro, la mia sensazione è che la cosa non è così strana.
Faccio un esempio molto personale: in questi giorni si stanno svolgendo in Telecom le elezioni delle RSU. Ho visto soltanto un sindacato fare volantinaggio: l'UGL, insomma il sindacato azzurro. CGIL e CISL si sono limitati a mandare un po' di volantini, la UIL (e stranamente i Cobas, ma forse la mia sede è un po' fuori dagli standard) nemmeno quello. La forza del PCI erano le sezioni, e i volontari che andavano a fare proselitismo implicito con il loro esempio: adesso al più forse vanno a fare i volontari agli stand gastronomici delle feste dell'Unità, e il loro posto sul territorio è stato preso da altri. Ora, già la gente in genere preferisce chi dà loro ragione: ma soprattutto preferisce coloro con i quali riesce a parlare, e non per nulla la Lega sta crescendo a livelli ancora maggiori del 1994.
| Le vere notizie importanti | [politica] |
Come potete leggere ad esempio da noiseFromAmeriKa, la sera del primo maggio è stata pubblicata sul sito del ministero dell'Economia la Relazione Unificata sull'Economia e la Finanza pubblica. Sono quattro mega di PDF, ve lo dico subito. Bisogna dire che al ministero sono dei veri stakanovisti, che non rispettano nemmeno la festa del lavoro...
Le previsioni di Tremonti, che immagino essere ottimiste per contratto esattamente come lo sono sempre state, parlano di PIL 2009 pari a -4.2% di quello del 2008, con stime di crescita per il 2010 dello +0,3% e per il 2011 del +1,2%. Stime ben superiori a quelle del Fondo Monetario Internazionale (che è pessimista per contratto, d'accordo) che danno il 2010 ancora a crescita negativa e un più epsilon solo nel 2011 (c'erano ieri i grafici su Repubblica cartacea). Il rapporto deficit/PIL è previsto essere del 4.6% quest'anno e il prossimo, e del 4.3% nel 2011; il tutto se non si alzeranno i tassi di interesse, cosa assolutamente probabile considerando che la Banca Centrale Europea lo farà non appena l'economia del resto dell'Europa ripartirà e con essa l'inflazione. Le previsioni del FMI danno un rapporto debito/PIL che dal 103 e rotti percento del 2007 schizzerà al 120%, rimanendoci per dieci anni almeno.
Da noi intanto i quotidiani parlano del divorzio del PresConsMin, rubando il lavoro a Novella2000.
| Non firmo, ma voglio esserci lo stesso | [politica] |
Tra le notizie che mi sa non siano passate troppo sui giornali, c'è quella dell'intesa per riforma del modello contrattuale nella pubblica amministrazione, firmata ieri chez Brunetta da tanti sindacati, ma non dalla CGIL; la quale, nella persona del segretario confederale Guglielmo Epifani, si lamenta con un comunicato stampa denunciando la "grave violazione delle regole democratiche".
Sarà. Ma da quanto ho capito io, questa è semplicemente la ratifica dell'accordo del 22 gennaio, accordo che la CGIL ha deciso di non firmare. Non entro nel merito della validità o meno della scelta. Mi limito a notare che la CGIL non ha cambiato idea e continua ad essere contraria a tale accordo; quindi non aveva certo senso invitarla giusto per salutare il mininistro e chiederle di scattare le foto di rito ai firmatari. Epifani aveva ragione di arrabbiarsi per non essere stato invitato lo scorso novembre alla cena di palazzo Grazioli; tecnicamente quello sarà stato un incontro privato, ma sicuramente aveva un significato ben preciso. Ma non ha ragione di lamentarsi per non essere stato invitato a una cosa che tanto non avrebbe fatto.
| troppi gradi di libertà | [politica] |
Come forse ricordate, la legge attuativa del dettato costituzionale sui referendum prevede che essi siano svolti tra il 15 aprile e il 15 giugno. Naturalmente la scelta del 7 giugno non è stata approvata, e nessuno credeva davvero che si potesse votare il 14. Prima non se ne parla nemmeno, quindi si è detto a Camera e Senato di fare una leggina ad horas, come direbbe il PresConsMin.
Bene, la legge c'è stata. Solo che non hanno detto "per l'anno 2009 i referendum si terranno il 21 giugno", cosa che sarebbe stata troppo semplice. No. «I referendum previsti dall'articolo 75 della Costituzione da tenersi nell'anno 2009 sono indetti per una domenica compresa tra il 15 aprile e il 30 giugno del medesimo anno.» Che il 19 e il 26 aprile siano già passati, non importa. Che comunque ci siano dei tempi tecnici, nemmeno. Ma a questo punto non sarebbe stato più semplice dire che i referendum si terranno in una domenica compresa tra il 15 e il 27 giugno?
P.S.: mentre per le europee si vota in due giorni, sabato pomeriggio e domenica, il secondo turno delle amministrative e il referendum si svolgerà solo la domenica. Vediamo quanto spesso ce lo ricorderanno.
| Povero Silvio! | [politica] |
Non riesco a capire gli alti lai di certa stampa che ha tuonato contro le affermazioni di ieri di Berlusconi, che ha detto che non c'è bisogno dell'opposizione per cambiare la Costituzione e che lui voterà sì ai referendum perché non è mica masochista. Non sto scherzando: un conto è condividere certe affermazioni, altro conto è ritenerle possibili.
Iniziamo dal referendum. Il Guzzettum darebbe un enorme vantaggio al PdL, che potrebbe finalmente avere da solo una maggioranza schiacciante alla Camera (altro che la legge truffa del 1953, che equivale all'attuale Porcellum e appunto prevedeva un premio di maggioranza per le coalizioni) e probabilmente la maggioranza assoluta anche al Senato. Se si aggiunge che potrebbe andare al Colle a chiedere lo scioglimento delle Camere "perché è cambiata la legge elettorale" e trovarsi così una maggioranza ancora più ligia e che voterà il successore di Napolitano, sarebbe davvero matto ad essere contro le proposte referendarie. Affermare il contrario sarebbe stato da ipocrita.
Sulle modifiche alla Costituzione, basta leggersi la Carta per vedere che Berlusconi ha perfettamente ragione. La si può cambiare a maggioranza semplice, anche se in questo caso - come già accaduto due volte in questo decennio - è praticamente certo che le modifiche vengano sottoposte a referendum... per il quale non c'è quorum. L'unica caduta di stile nel suo discorso è stata la frase dove ha ricordato che l'attuale opposizione ha fatto la stessa cosa nel 2001: caduta di stile perché non ha ricordato che il suo partito aveva votato a favore nelle prime due letture e poi aveva cambiato idea, dato che la Lega aveva minacciato di non allearsi per le imminenti elezioni politiche. Ma ciò non toglie che il principio enunciato da Berlusconi sia costituzionalmente corretto.
Tutto questo pippone per dire che so bene che questa pessima personalizzazione della res politica è stata portata alle estreme conseguenze - se non creata - dall'attuale PresConsMin. Ma ciò non mi pare un'ottima ragione per seguirlo. Io voterò no ai due referendum sul premio di maggioranza, e sono contro le modifiche proposte alla Costituzione: ma le mie scelte non sono certo legate a quello che dice un qualsivoglia politico.
| il regimicchio sa essere buono | [politica] |
A quanto pare sabato erano quasi tutti felici e contenti: e quando Franceschini ha detto a Berlusconi "sì, però dovresti fare ritirare dal tuo gruppo parlamentare la legge che equipara repubblichini e partigiani" Lui ha subito risposto «Non sapevamo che fosse stato presentato questo disegno di legge, che sarà certamente ritirato».
Qui io non seguo Marco Travaglio, che riporta il discorso di presentazione della legge in Commissione, dicendo tra le righe che Lui non poteva non sapere. Non mi interessa nemmeno il plurale majestatis. C'è però una piccola cosa che mi turba.
Cicchitto e Bocchino, capogruppo e vice del PdL alla Camera, avevano detto che il governo non c'entra nulla, visto che quello era un disegno di legge di iniziativa parlamentare e bipartisan. Guardando la pagina relativa al progetto di legge si direbbe che sia proprio così (oltre a scoprire che il 12 novembre si è detto "rimandiamo l'esame in altra data" e poi ci si è dimenticati del progetto... tanto per dire quanto era considerato importante). A quanto pare i deputati PD hanno ritirato la loro firma il mese scorso; logica costituzionale vorrebbe che Berlusconi avesse detto qualcosa tipo "Chiederemo ai nostri deputati di ritirarlo", che era quanto chiesto da Franceschini. È possibile che sia io ad essere prevenuto, ma la frase a me fa pensare che B. fosse convinto che il progetto di legge fosse uscito da qualche consiglio dei ministri e quindi lo potesse bloccare direttamente. Dire che pensavo che dopo quindici anni lo conoscesse meglio, l'iter!
| Lui verrà? O non verrà? | [politica] |
Berlusconi certe cose le sa fare davvero bene. Per anni e anni e anni ha fatto parlare di sé rifiutandosi di andare al corteo del 25 aprile; adesso che la gente si era finalmente stufata della cosa gli è bastato buttare lì un "stavolta forse scenderò in campo" e subito le discussioni si riaccendono.
Scommetto che alla fine non lo vedremo certo non dico sfilare ma nemmeno sul palco, con la scusa che i comunisti–excomunisti–postcomunisti coglierebbero l'occasione per fare un attentato contro di lui. Pur tenendo conto dell'imbecillità di certa gente, la cosa è assolutamente incredibile, ma almeno metà degli italiani lo crederà lo stesso. Molto più probabilmente, sarebbe stato subissato di fischi; un delitto di lesa maestà per Lui, un modo per esprimere la propria disapprovazione per me (diciamo che io non sarei stato certo a sentirlo e comunque non l'avrei fischiato in continuazione, ma mi sarei riservato il diritto di farlo ogniqualvolta avesse detto una fola). Ma tanto il punto non è quello, visto che non verrà :-)
| referendum e rinvii | [politica] |
Naturalmente non ci sono impedimenti costituzionali a fare una leggina che rinvii di un anno i referendum elettorali. L'articolo 75 della Costituzione dice semplicemente "La legge determina le modalità di attuazione del referendum"; quello che viene fatto per legge ordinaria può venire modificato per legge ordinaria.
Ma ammesso che una simile legge si faccia, sarebbe un'ulteriore pietra contro i referendum: pensati per un mondo completamente diverso da quello attuale, tirati per la giacchetta in tutti i modi con i tagliuzzamenti creativi delle leggi esistenti, infilati nelle date più sfigate pur di garantire che la gente non vada a votare in modo da non raggiungere il quorum, e ora messi sotto il cassetto "per il bene dei cittadini".
(Che poi io voterò no ai primi due quesiti, ammesso e non concesso che mi facciano votare, è ininfluente: qui si parla di princìpi, come spesso mi accade)
| coda di paglia cementata | [politica] |
La Stampa dice che Vauro è stato licenziato - occhei, la Rai non si avvarrà più della sua collaborazione per Annozero, a causa di questa vignetta. Copincollo il comunicato:
«È stata valutata gravemente lesiva dei sentimenti di pietà dei defunti e in contrasto con i doveri e la missione del servizio pubblico la vignetta di Vauro Senesi "Aumento delle cubature. Dei cimiteri". Il direttore generale ha quindi comunicato ai direttori Antonio Di Bella e Antonio Marano e allo stesso Senesi che la Rai in via cautelativa e da subito non intende avvalersi delle prestazioni dello stesso Vauro Senesi».
Mah, a me non sembrava una vignetta così lesiva, evidentemente sono un uomo senza pietà. Però mi chiedo se magari la vera ragione per la defenestrazione di Vauro non sia un'altra vignetta: questa, questa, ma soprattutto questa e questa. Vignette insomma lesive di ben altri interessi, e soprattutto di interessi di persone vive e vegete.
| L'immagine dell'Italia | [politica] |
Sul sito della BBC (e sul feed RSS, quindi non esattamente nascosto) c'è questo articolo. Il riassunto: "Gaffe-prone Italian Prime Minister Silvio Berlusconi holds up the start of a key Nato summit - by talking for too long on his mobile phone."
L'articolo è compreso di video. Non so se le risate siano state aggiunte ex post, né chi è stato a fare il montaggio: però è indubbio che il nostro PresConsMin deve avere studiato attentamente i sondaggi sull'immagine degli italiani all'estero, e ha pensato di farsi accreditare come uno di noi.
| I DC sì, che sono intelligenti | [politica] |
Magari sarò smentito di grosso tra neanche un giorno, ma devo dire che mi ha stupito leggere che il segretario autoreggente «non intende raccogliere il guanto di sfida di Silvio Berlusconi che lo aveva invitato a candidarsi alle elezioni europee.» Intendiamoci: solo un imbecille avrebbe accolto la sfida, sapendo che sarebbe stata persa in partenza e soprattutto avrebbe legittimato la scelta di Fidel Silvio di fare la bandiera. Ma il piddì ci aveva abituati a questo e ad altro, ed è toccato avere un segretario diccì per vedere qualcosa di diverso. Peccato che abbia rovinato tutto, dicendo che la legge sul conflitto di interessi «Sarebbe dovuta arrivare in Aula nel gennaio del 2008, ed è una delle ragioni per cui Berlusconi si è impegnato ad acquisire senatori che poi ha candidato con il Pdl». Fare il piagnina non è mai bello, e quella legge sarebbe dovuta arrivare un anno prima, se non qualche legislatura fa.
A questo punto, però, voglio vedere come gli yesmen del PresConsMin risponderanno a Franceschini, che ha detto «Lancio una sfida a Berlusconi a fare con me tre dibattiti: uno davanti a mille disoccupati, un altro davanti ad insegnanti e studenti e un altro davanti agli imprenditori» Se devo fare delle previsioni, o faranno finta di nulla, oppure Bonaiuti o chi per lui dirà che fino a che il PD non avrà un segretario regolarmente acclamato, o al limite eletto, chi è alla guida è solo un facente funzione. Vediamo...
| Quando il popolo non segue Berlusconi | [politica] |
C'è un punto nel discorso di autoinvestitura di Fidel Sílvio che credo sia sfuggito alla maggior parte dei commentatori. Riporto il testo verbatim dal Giornale di famiglia:
«Ci troviamo però in una curiosa situazione, e a questo mi riferivo quando parlavo delle contraddizioni della sinistra. Noi la riforma istituzionale l’avevamo fatta e completata nel 2005. [...] Ma come si comportò allora la sinistra, quella sinistra che proprio oggi, attraverso alcuni suoi esponenti di primo piano, plaude alla richiesta di riforme? Rifiutò di contribuire a quella importante riforma, impedendo così di raggiungere il consenso dei due terzi del Parlamento. E da lì a meno di un anno indisse addirittura un referendum, che cancellò quelle fondamentali innovazioni, dopo una campagna strumentale e manipolatoria con la quale ci si accusò addirittura di attentato alla democrazia.»
A prima vista sembra il solito discorso del PresConsMin, che attacca frontalmente "i signori della sinistra"; ma non è esattamente così. C'è innanzitutto la frasetta dove spiega che la sinistra "rifiutò di contribuire", mostrando così che la Sua ideologia politica non è quella del partito unico ma del pensiero unico (il Suo); ma soprattutto c'è la chiara ed esplicita affermazione che quello che dice "il popolo", che fino a prova contraria è andato a votare per il referendum costituzionale, non conta un tubo. Nulla di così incredibile, intendiamoci; credo che la stragrande maggioranza dei miei ventun lettori, anche quelli che votano a destra, non avessero dubbi al riguardo. Ma forse qualcuno lo credeva ancora... e si è dimenticato che le "vittorie popolari" ai referendum ultimamente sono state ottenute sfruttando il menefreghismo di chi non aveva comunque interesse a votare. Il signore della destra queste cose le sa; ricordatevele anche voi.
p.s.: tutto ciò è indipendente dai meriti o demeriti della riforma bocciata nel 2006. A dirla tutta, mi pento di avere votato a favore delle modifiche approvate dal centrosinistra nel 2001; il guaio non era il maggiore o minore federalismo, ma l'ipertrofia delle modifiche alla Costituzione, che dovrebbe semplicemente contenere le linee guida del nostro ordinamento.
| Lui è uno di noi | [politica] |
Leggevo questo articolo di Repubblica, e a un tratto sono stato illuminato.
Quando Silvio Berlusconi dice, rispondendo a Franceschini che gli aveva detto "annunci che non si candiderà perché la legge lo costringerebbe a dimettersi appena eletto", declama "Pensiamo di diventare il primo gruppo all'interno del Ppe. Per questo mi candido come fa un vero leader. Un vero leader che chiama a raccolta il suo popolo, sarebbe bello che anche il leader dell'opposizone (se ne ha uno) facesse altrettanto", esprime il Sìlviopensiero in maniera perfetta. Non è affatto vero che si candidi ovunque ci sia un posto perché pensa di guadagnare così qualche voto in più: lo fa unicamente perché è convinto che sia suo dovere farlo, perché il Principe deve metterci la faccia.
Del resto ha ragione: non credo che ci sia alcun italiano che a giugno penserà di mettere una crocetta sul nome di Berlusconi perché così lui andrà a Bruxelles, dovunque sia quel posto, a portare il Suo credo in mezzo a quegl'ignorantoni di europarlamentari. D'accordo, tutta questa gente magari crederà anche alle parole di Ignazietto La Russa che spiega che Berlusconi dovrà trattare a livello europeo e, quindi, è giusto che si candidi alla Ue, e non verrà loro in mente che in nessun'altra nazione europea pensano che per trattare a livello europeo il loro capo dello Stato si debba candidare; ma anche quelli che hanno il loro neurone ancora funzionante non trovano nulla di male a vedere Berlusconi in lista come simbolo. In fin dei conti l'hanno sempre fatto tutti, diciamo anche questo.
Forse poi è anche inutile dipingere il nostro PresConsMin come il dittatore nordcoreano, come oggi hanno fatto Robecchi (Silv-Il-Sung) e Gilioli (Kim-il-Silv); a parte che sarebbe più corretto chiamarlo Fidél Sìlvio, se non si prende atto che la maggioranza relativa se non assoluta degli italiani ammira e vuole l'Uomo Forte non si potrà mai fare altro che assistere alle sue millemila vittorie sull'italico suolo.
| Lavorare in meno, lavorare pochi | [politica] |
A parte la battutaccia che mi è venuta in mente a leggere le affermazioni di Sìlvio, c'è un punto che non riesco proprio a capire.
Passi l'affermazione "io non me ne starei con le mani in mano", con il chiaro sottinteso "ci sono tante cose che si possono fare in nero per racimolare un po' di soldini": questo è il classico Berlusconipensiero, e mettersi a discettarne ora è un po' tardi. Ma affermare che «Deve lavorare di più chi ha la possibilità di farlo» in un momento in cui l'occupazione sta iniziando a precipitare non mi sembra una grande idea nemmeno per lui... a meno che non sia il prodromo a «Così le mogli potranno restare a casa perché saranno i mariti a guadagnare per entrambi». Come direbbe Paolo Rossi: "Non l'ha detta? Davvero? Ma la dirà ..."
| dita rubate all'agricoltura | [politica] |
Leggo e rileggo che il nostro PresConsMin, mentre inaugurava un inceneritore pensando magari ai mille suoi usi possibili, ha spiegato perché nella Sua infinita saggezza aveva proposto che in Parlamento fossero i capogruppi a votare per tutti. Copincollo: «Adesso sei lì con due dita (il premier mima il gesto della votazione, ndr) ad approvare tutto il giorno emendamenti di cui non si conosce nulla.»
Ora, un parlamentare viene pagato per fare il parlamentare. Direi che viene pagato sufficientemente bene per non dover cercare un secondo lavoro per sbarcare il lunario. Il suo lavoro consiste nello schiacciare i bottoni, possibilmente solo della propria postazione, ma anche nel sapere almeno a grandi linee quello riguardo a cui schiaccia i bottoni. Nel mio piccolo io almeno ho sempre fatto così, e l'ho sempre trovato il minimo sindacale.
Poi ho pensato ai nostri parlamentari; e ho capito che Berlusconi non ha tutti i torti.
| Causa, effetto e Gasparri | [politica] |
Sembra che finalmente sia stato trovato il nuovo presidente della Rai (no, non è lei). Magari avremo qualche trasmissione in più sulle biciclette.
La cosa non mi interessa molto, visto quanto conta il presidente Rai; è sempre molto più interessante leggere le chiose di Maurizio Gasparri, che spiega che si diverte ed è soddisfatto perché «la legge Gasparri non solo non è stata modificata, ma è stata giudicata conforme alla Costituzione in una recentissima sentenza della Corte Costituzionale e viene applicata a beneficio di un ottimo giornalista di Repubblica».
Mi piacerebbe avere un link alla sentenza della Corte Costituzionale in questione, ma non è così importante: invece sono molto curioso di capire secondo quale logica gasparriana il fatto che sia stato scelto un ottimo presidente per la Rai implicherebbe che la legge Gasparri sia ottima. Le mie conoscenze di logica mi dicono che se la legge è ottima allora la scelta è ottima; se la scelta è pessima allora la legge è pessima, ma dato che ex falso quodlibet potrebbe benissimo darsi che da una legge pessima esca una scelta ottima. Qualcuno sa tradurre il ragionamento in gasparriano?
| la linea di Franceschini | [politica] |
Finalmente ho capito cosa Franceschini pensa di fare. Il gioco è quello di Berlusconi: fare tante affermazioni, in modo che si abbia sempre il pallino e siano gli altri a dover inseguire e commentare. Tra l'altro, ha anche il vantaggio che non c'è neppure bisogno di dover spiegare perché le idee non sono state messe in pratica, ammesso che qualcuno se ne ricordi ancora dopo due settimane: essendo il PD all'opposizione, non può certo imporle alla maggioranza. Inoltre, per la prima volta da non so quanti anni, dalla parte che non è la destra cercano di fare qualcosa di nuovo, invece che riciclare male quanto proposto da Lui.
Tutto questo sevirà ad arrestare la deriva dei voti? Probabilmente no. Però è almeno qualcosa di nuovo, vedere l'attor giovine cimentarsi nella parte del capocomico :-)
| Più che Camere, un pied-à-terre | [politica] |
Le malelingue lo dicono già: Sìlviolo ha sparato la sua nuova proposta perché si eviti di fargli domande scomode sullo stato dell'economia italiana e sulle azioni intraprese dal governo. Tutte bugie: se leggete il Giornale di famiglia, che si suppone abbia le notizie di prima mano, il PresConsMin ha innanzitutto detto «Proporrò una legge popolare per dimezzare il numero di parlamentari», ottenendo così due risultati: dimostrare che Lui è il popolo e risparmiare risorse pari a 3 centesimi al mese per ogni italiano.
E quella storia secondo cui dovrebbe votare solamente il capogruppo? No, non è per risparmiare vieppiù affittando Montecitorio e Palazzo Madama per i ricevimenti e facendo le riunioni del parlamento in un pied-à-terre. Mascellino sa benissimo che una simile modifica ai regolamenti richiede una maggioranza dei due terzi dei parlamentari, e che neppure con tutta la buona volontà il piddì la potrebbe votare, visto che sarebbe costretto a scegliere un capogruppo che voti per tutti loro. Forse ha persino letto la Costituzione, e sa che l'articolo 67 vieta espressamente una cosa simile. La frase effettivamente detta è diversa: «Ovviamente chi non è d’accordo si presenta in Aula e si astiene oppure vota contro». Detto in altro modo, quello che Lui vuole è solo evitare che si perda tempo a discutere le leggi che Lui ritiene siano da approvare; nella Sua illimitata bontà, lascia amabilmente ai parlamentari la possibilità di esprimere il loro ininfluente dissenso, basta che facciano in fretta. Come potete avercela con Lui? Siete forse degli scansafatiche?
Dimenticavo: chi ha corrotto David Mills?
| Le impronte digitali di Paolo Guzzanti | [politica] |
Il capocomico della famiglia Guzzanti, dopo essere stato eletto vicesegretario del Partito Liberale Italiano (sì, esiste ancora. Penserete mica che i partiti che possono fare i congressi in una cabina telefonica siano appannaggio della sola sinistra?) ieri ha tuonato contro il sistema che prevede che per votare in Parlamento occorra l'impronta digitale dell'onorevole, come avevo scritto a suo tempo.
A parte la facile battuta che comunque molti di loro le impronte le dovrebbero già aver lasciate da qualche parte (ma se è solo per questo, è capitato anche a me...) mi piacerebbe sapere quale sarebbe esattamente la dignità che si perde, o meglio se possiamo considerare i nostri pianisti parlamentari degni esponenti del nostro Paese. È vero che le Camere sono un semplice votificio (dallo scorso aprile c'è stata una legge di iniziativa parlamentare: il resto sono conversioni in legge di decreti e approvazioni di leggi di iniziativa governativa), ma sarebbe doveroso fare il proprio dovere di schiacciabottoni in maniera onesta. Arrabbiarsi contro l'uso interno delle impronte digitali è semplicemente populista, e forse proprio per quello la campagna di Guzzanti avrà successo.
(Ah, lo sapete che dopo lo scandalo Tavaroli adesso chi in Telecom deve trattare dati per conto dell'autorità giudiziaria è obbligato a connettersi con il riconoscimento biometrico? I miei colleghi dovrebbero chiedere a Guzzanti di fare fronte comune...)
| legge fascistissima sullo sciopero | [politica] |
(il titolo che ho dato al post è tecnico, vedi la legge 3 aprile 1926)
Come sapete, in Italia l'organo preposto a preparare i disegni di legge è il Governo. Ora che il ministro Sacconi non deve più pensare a come idratare, ha così preparato un disegno di legge che disciplina lo sciopero. Fin qua nulla di male: lo dice anche la Costituzione, che «Il diritto di sciopero si esercita nell'ambito delle leggi che lo regolano.» Andiamo però avanti.
Innanzitutto, che si applichi soltanto al comparto dei trasporti è una chiara bufala; diciamo che quella sarà la testa di ponte, e il passo successivo sarà ampliarne la portata a tutti i settori in cui già oggi la legge prevede una presenza minima garantita. Sì, perché magari voi non lo sapete, ma lo sciopero è già ben regolamentato; la «procedura di “raffreddamento” e conciliazione» che Sacconi ha buttato lì come fosse il deus ex machina ce l'abbiamo da anni, come anche esistono le fasce protette dove i lavoratori dei trasporti devono garantire il servizio. La legge attuale dovrebbe essere la 146/1990, integrata con la 83/2000.
Ci sono poi le cose che nel comunicato governativo non ci sono, ma sono scritte dai giornali: ad esempio, il Corsera afferma che lo sciopero potrà essere proclamato solo da chi rappresenta almeno il 50% dei lavoratori (quindi praticamente da nessuno, vista la penetrazione attuale) oppure previo referendum interno (campa cavallo che l'erba cresce). Anche qua, naturalmente, non è che oggi io potessi svegliarmi e dire "proclamo uno sciopero da tenersi tra due settimane"; ci vuole comunque una certa rappresentatività Fortuna che hanno tolto il paventato obbligo per il lavoratore di annunciare in anticipo se vuole o no scioperare (cosa che stanno cercando di fare da una vita: in occasione degli ultimi scioperi proclamati in Telecom mi sono arrivate richieste da Risorse Umane di dire cosa avrei fatto, richieste a cui ho risposto "ve lo dirò il giorno dopo lo sciopero".
L'unico punto su cui non sono così contrario a priori è l'istituzione dello sciopero virtuale. Ad esempio quando negli anni '90 lavoravo in Cselt avrei preferito di gran lunga dire "io vengo a lavorare, l'azienda mi trattiene lo stipendio e aggiunge di suo il doppio. Questi soldi andranno in beneficenza, o in un fondo di solidarietà". In effetti il nostro sciopero faceva risparmiare soldi all'azienda, visto che tanto la produzione veniva semplicemente spostata un po' nel tempo. Ben venga una regolamentazione formale di questo tipo, fintantoché è volontaria e sia comunque visibile anche alla gente; personalmente apprezzerei vedere sul bus che prendo un cartello "l'autista è in sciopero virtuale". Ma mi sa che nella proposta governativa lo sciopero virtuale sarà l'unica cosa concessa, e su questo non ci sto per principio.
La sensazione che ho è che si sta facendo partire la solita campagna mediatica. Si spiegherà con grande dovizia di mezzi che si vogliono fare delle modifiche assolutamente garantiste e introdurre cose che in realtà ci sono già; e si sfrutterà il polverone per eliminare i diritti residui (residuati...)
| Il segretario autoreggente | [politica] |
Nella sua iniziale uscita pubblica (in casa, perché non si sa mai) Dario Franceschini - il primo democristiano a capo di quelli che una volta erano i comunisti - fa la sola cosa che onestamente era possibile. Cerca disperatamente che cosa abbiano in comune gli ex DS e gli ex Margherita, e scopre che la risposta si dà molto in fretta: la Costituzione e l'antiberlusconismo. Ecco dunque che giura sulla Costituzione - assolutamente inutile, ma fa tanto cine - e che attacca Sìlviolo. A parte che si è dimenticato di terminare col tormentone, mi domando cosa inizierà a dire da oggi...
| Sorpasso in retromarcia? | [politica] |
Nota: questo era nato come una risposta al commento di Antonella, ma era un po' troppo fuori tema per una notiziola sulla Giornata del Gatto.
Non sono riuscito a verificare il numero di voti ricevuti dai vari partiti e vedere se il PdL in Sardegna ha fatto un sorpasso in retromarcia come in Abruzzo. Tra l'altro, come potete vedere, in Sardegna non hanno ancora terminato lo spoglio delle schede delle elezioni 2004 :-) Confrontando i risultati 2004 con quelli 2009, e limitandoci alle percentuali di voto, mi sembra però di poter dire che l'incremento della destra c'è stato eccome. È vero che rispetto ai dati sardi per la Camera 2008 alla coalizione vincente mancano 116000 voti (no, un po' di meno perché manca ancora quasi il 10% delle sezioni mentre sto facendo i conti); ma a quella perdente mancano 180000 voti (sempre con la stessa nota).
Se pensate che in questo momento un qualunque governo al potere sarebbe oggettivamente in difficoltà, e quindi i suoi elettori possono aver più voglia di stare a casa, mi sa che si possa parlare di disfatta del centro(sinistra), ma anche di vittoria per il (centro)destra. Io non sono un politologo né un politico, e non saprei nemmeno da dove iniziare per farmi seguire dalle masse; però mi sembra ovvio che i possibili elettori di sinistra e di centrosinistra sono così sfavati che occorre avere un programma davvero tosto per riuscire a smuoverli. E mancano solo quattro anni alle prossime politiche
| Repubblica Bolscevica d'Italia | [politica] |
Lo si è capito: Berlusconi sta invecchiando - anche se lui vivrà fino a 120 anni - e sta pensando al suo futuro: quindi la Costituzione s'ha da rifare tutta come piace a lui.
Anche sabato ha reiterato la dose, spiegando che la Costituzione è «una legge fatta molti anni fa sotto l'influsso di una fine di una dittatura e con la presenza al tavolo di forze ideologizzate che hanno guardato alla Costituzione russa come un modello». Le stesse parole sono riportate dal Giornale, posso immaginare che sia proprio quello che ha detto. Poi si può immaginare che domenica ha detto di essere stato frainteso: ormai lo conosciamo tutti, le cose che escono dal cuore sono sempre le prime.
Cosa possiamo evincere da questa semplice frase? Un sacco di cose. Innanzitutto, il nostro PresConsMin è un integralista. Io non riuscirei a dire che per definizione tutto quello scritto nella costituzione sovietica (non "russa") sia sbagliato a priori. Chessò, l'articolo 21 dice che "I membri del parlamento rappresentano la nazione tutta. Non devono seguire altro che la loro coscienza e non sono legati a vincoli esterni"... ehm, forse ho fatto l'esempio sbagliato. Proviamo con l'articolo 14: "le leggi federali sono messe in esecuzione dalle autorità statali, a meno che esse non definiscano altrimenti". Converrete che non c'è nulla di male. Ecco, per Lui invece sì. Non ci può essere nulla di buono: d'altra parte noi italiani siamo esperti e possiamo anche lavorare autarchicamente, vedi Lorenzago.
In secondo luogo, il nostro PresConsMin (forse) non sa oppure (con maggiore probabilità) fa finta di non sapere che dei 556 Costituenti i comunisti erano 104. I 115 socialisti erano divisi sulla vicinanza all'URSS, tanto che subito dopo ci fu la scissione di Saragat. Insomma, una minoranza nemmeno troppo ampia, che avrebbe intortato a tal punto Einaudi, La Pira, De Gasperi per far sì che uscisse fuori una costituzione in stile sovietico? Dai, di battute ce ne hai fatte di migliori. Sfòrzati un po'.
Ciò detto, non è che tutto questo sia poi così importante: è comodo per fare le battutine, ma porta lontano dal vero problema dell'esternazione del PresConsMin: che cioè sia naturale che Lui (con i suoi yesmen, ma fondamentalmente Lui) possa per grazia di Dio e volontà della Nazione riscrivere la Costituzione, esattamente come le linee guida aziendali che da noi si rifanno daccapo più o meno ogni anno o due.
Intendiamoci: non sono della scuola che dice che la Costituzione sia intoccabile, anche se con gli anni ho capito che entrambe le Grandi Modifiche votate con referendum (uno passato, l'altro no) sono state più che altro una iattura. Il mio è un approccio matematico: la Costituzione è l'insieme degli assiomi da cui poi discendono le leggi, e scrivere articoli come il 117 è molto peggio che infilare il postulato delle parallele nella geometria euclidea. Se insomma la si dovesse riscrivere potrei anche accettare la cosa in linea di principio. Però su un principio credo non si possa transigere: la Costituzione non è una semplice legge a maggioranza. La Costituente del 1946 è stata eletta col proporzionale, ed è giusto ne facessero parte i trenta qualunquisti, i sedici monarchici e finanche il rappresentante del Partito dei Contadini (!), perché quello che serviva era il concorso delle idee di tutti. Anche dei bolscevichi, sì. L'altra cosa che poi occorre è la volontà di fare un lavoro lontano dagli interessi di parte e pensato al futuro, come è stato fatto nel 1946. Ci sono stati tanti compromessi, molte cose sono state demandate a un tempo più o meno futuro (presente l'articolo 40? credo che fino al 1970 non ci sia stata una legge che regolamentasse il diritto allo sciopero, pur previsto dalla Costituzione), ma l'impianto c'era. Ora no: per Berlusconi bisogna fare tutto subito, senza nessuno che rompa i marroni, e naturalmente secondo i Suoi dettami. Solo che magari tra una quindicina d'anni Silvio non ci sarà più, ma la Costituzione resta; ed è di quello che mi preoccupo.
| Demagoghi sono gli altri? | [politica] |
Vi ricordate dell'ineffabile Gianpiero D'Alia? Su, ne ho scritto solo ieri. È il senatore UDC che ha fatto aggiungere al decreto sicurezza l'articolo "antifacebook".
Bene, leggo da Quintarelli via un commento da Mantellini che D'Alia avrebbe votato contro il decreto e si sarebbe "dissociato". Cito verbatim:
Con amarezza e profondo rammarico, il sen. D'Alia (UDC-SVP-Aut) ha dichiarato voto contrario al provvedimento che, pur apprezzabile in molte parti, è frutto di un modo caotico di legiferare ispirato spesso a finalità propagandistiche e dimostra il ruolo egemone della Lega Nord all'interno del Governo. Se convicono le misure di contrasto alla criminalità mafiosa, di inasprimento del regime di cui all'articolo 41-bis dell'Ordinamento penitenziario, di prevenzione nei riguardi dell'associazionismo contiguo al terrorismo e di contrasto all'uso distorto e criminogeno di alcuni social network su internet, forte contrarietà suscitano invece le misure demagogiche sull'uso dei militari, il modo disarmonico ed irrazionale con cui è stato ampliato il novero dei reati per cui è prevista la detenzione preventiva obbligatoria in carcere, l'inutile e crudele istituzione del reato di immigrazione clandestina che intaserà gli uffici giudiziari.
Insomma, l'uso dei militari è demagogico, mentre permettere di censurare senza entrare nel merito (ripeto quanto ho scritto ieri: non c'è scritto, proprio perché non è necessario, di cercare chi sarebbero i pericolosi sovversivi che hanno creato il gruppo "Uccidiamo D'Alia". Si blocca tutto Facebook e via) no, perché "l'ho pensato io". Anzi, è favoloso: posso votare contro perché tanto loro hanno la maggioranza, e così me ne lavo le mani. Mi sa che qualcuno dalle parti del PD stia attentamente studiando le mosse di D'Alia, per fare "un'opposizione costruttiva".
| ipse dixit | [politica] |
Ecco qua alcuni stralci dal video della conferenza stampa di ieri del nostro PresConsMin. Ho trascritto esattamente le parole, quindi è chiaro che la forma italiana non è corretta come sempre capita quando si parla a braccio. Questo non è importante.
Ho limitato i miei commenti al minimo, e indicato anche il minuto esatto in cui la frase è pronunciata. Aggiungo qualche commento iniziale, da pseudocostituzionalista quale io sono:
- il PresConsMin ha tutti i diritti di emanare decreti, in caso di necessità e urgenza; il Presidente della Repubblica ha il dovere di verificare se sono manifestatamente incostituzionali e verificare la necessità e l'urgenza.
- il Parlamento ha tutti i diritti di scrivere una legge che modifica lo status quo: in questo caso non andrebbe contro la sentenza della Cassazione sul caso Englaro, che ha deliberato in mancanza di legge specifica.
- la sentenza è di quindici mesi fa: il Parlamento aveva tutto il tempo per promulgare una legge.
47'05" ... una persona che potrebbe anche per ipotesi generare un figlio ...
49'43" ... Il parlamento di fronte a un decreto legge - la cosiddetta "decretazione di urgenza", che anche da più parti veniamo accusati di utilizzare troppo ed è invece lo strumento unico, vero di governo che dentro il nostro ordinamento costituzionale noi abbiamo ...
50'23" ... il governo può cambiare il decreto, il governo può bocciare il decreto [qui si ferma] il *parlamento* può bocciare il decreto... [lapsus freudiano?]
52'21" Non vedo nessuna possibilità di potere essere parte della collaborazione internazionale, del concerto istituzionale, e internazionale, di rappresentare autorevolmente il mio paese all'interno dei consigli europei e degli altri fori internazionali se noi non avessimo la possibilità tornati a casa di introdurre nell'ordinamento del Paese ciò che viene deciso in questi consigli, in questi fori. La partecipazione per esempio al G8 che ha in questa snellezza il fatto che gli otto rappresentanti degli otto paesi più industrializzati assumano lì degli impegni e tornati a casa li facciano diventare in modo coordinato, conformemente leggi del proprio Paese è dovuta soltanto al fatto, alla possibilità di una decretazione di urgenza. [contiamo il numero di procedure di infrazione UE per mancato recepimento leggi?]
54'47" Dico subito che se non ci fosse la possibilità di usare sotto la responsabilità e il giudizio del governo della decretazione di urgenza io ritornerei dal popolo a chiedere un cambiamento della Costituzione e chiedere anche un cambiamento del Governo. [Questo è il vero punto eversivo. Rileggete il mio commento iniziale]
57'40" ma soprattutto ripeto che come padre non mi sentirei mai di adottare una decisione che potrebbe anche portare a sofferenze della cui esistenza e della cui gravità noi non potremo avere assolutamente notizia, sedazione o non sedazione, e poi vai a vedere qual è il grado di sedazione. [Un presidente medico]
58'22" ...questo è venuto fuori da un'indagine veloce che abbiamo effettuato attraverso un istituto di ricerca... [io ve l'avevo detto]
58'27" ..molti pensano che il padre non potesse più sopportare una situazione di diciassette anni, perché c'è la disinformazione che sia proprio questo padre, la sua famiglia a dover provvedere a questa figlia. No, il padre non ha avuto nessun gravame in questo senso perché ci sono state delle generose suore che hanno provveduto e vogliono continuare a provvedere ad Eluana... [No comment sul volere intortare l'opinione pubblica]
59'07" perché non c'è stata una vera e propria discussione in quanto non ci sono stati elementi - anche ministri che avevano posizioni diciamo difformi da quella che io vi ho espresso come posizione mia circa lo stato vegetativo di Eluana, e ringrazio in questo senso anche il ministro dell'Ambiente che era su questa posizione - però hanno ritenuto, trattandosi di anche materia più grande che riguarda la funzionalità del governo, la possibilità di governare il paese, hanno ritenuto di dare il loro voto e quindi è stato espresso all'unanimità da tutti i ministri del governo. [Faso tutto mi]
1h07'12" [Domanda di giornalista: Ma questo che significa?] Significa che sono assolutamente
convinto che il Paese è un paese avanzato nella sua modernità per certi versi, con una costruzione, un'architettura istituzionale non adeguata ai tempi. [la giornalista: Ma è anche una specie di avvertimento?] Si può arrivare a una riforma, a una scrittura più chiara della Costituzione.
1h07'55" Noi abbiamo dei rapporti che sono sempre stati cordiali col Capo dello Stato, e ci auguriamo di potere mantenere la cordialità di questi rapporti [qui è da ascoltare il tono di voce]. C'è qui una diversa visione su un caso, che deriva anche dall'apprezzamento di certe eccezioni. che si vuole trasformare in prassi. da parte di precedenti presidenti della Repubblica: noi riteniamo che il ritorno al testo base della Costituzione sia assolutamente necessario per poter governare. [esattamente l'opposto di quanto scritto un minuto fa]
| Un altro passo verso lo stato di Polizia | [politica] |
Il Senato ha approvato il cosiddetto "pacchetto sicurezza" (ma cos'è, la sicurezza si compra al supermercato come la farina?), che adesso passa all'esame della Camera. Seguendo le sue nobili tradizioni delatorie, la Lega è riuscita a far passare l'emendamento che cancella la norma secondo cui il medico non doveva denunciare eventuali clandestini che si fossero sottoposti a cure mediche: è vero che non c'è l'obbligo e sono certo che la maggior parte dei medici non si sognerà comunque di fare una cosa del genere, ma la probabilità che un clandestino portatore di qualche malattia infettiva possa venire convinto a farsi visitare sarà nulla. Non riescio poi nemmeno a parlare delle ronde padane, pardon "della collaborazione di associazioni tra cittadini", muniti solo di nodosi bastoni da passeggio visto che non possono girare armate.
Vorrei spendere però qualcosa in più sull'"emendamento Facebook", presentato dal senatore Gianpiero D'Alia. Innanzitutto D'Alia è riuscito a compiere un'operazione che molti ritenevano impossibile: far sì che il governo correggesse un testo dal punto di vista legale. Il suo testo originale lasciava infatti piena discrezionalità al ministero dell'interno di decretare il filtraggio di un sito che facesse «attività di apologia o di incitamento di associazioni criminose in generale, di associazioni mafiose, di associazioni eversive e terroristiche, ovvero ancora attività di apologia o di incitamento della violenza in genere e della violenza sessuale, della discriminazione o dell'odio etnico, nazionale, razziale o religioso». Detto in altro modo, se io avessi scritto "terroni di merda", Maroni avrebbe potuto farmi oscurare queste notiziole senza chiedere niente a nessuno. Noticina: il senatore D'Alia afferma nella sua scheda biografica di essere avvocato cassazionalista. Complimenti per gli studi di giurisprudenza.
L'emendamento approvato è ora formalmente corretto, nel senso che è il magistrato che deve far partire l'azione che verrà poi fatta eseguire dal ministro; e infatti l'articolo ora afferma «Quando si procede per delitti di istigazione a delinquere o a disobbedire alle leggi, ovvero per delitti di apologia di reato, previsti dal codice penale o da altre disposizioni penali,», cioè si deve prima aprire un fascicolo di inchiesta e solo dopo procedere al filtraggio. Ma anche se dal punto di vista legale il testo non fa più troppa acqua (anche se Enzo Fogliani continua a trovarci molte magagne - ma in fin dei conti io non sono un avvocato, ho solo qualche conoscenza assolutamente di base - resta sempre il piccolo problema che tecnicamente tutto questo non funziona come il legislatore crede. Mi spiego con un altro esempio. Immaginiamo che qualcuno crei su Facebook il quarantaduesimo gruppo "Uccidiamo Silvio Berlusconi", e per puro caso qualcuno lo noti e sporga denuncia contro ignoti per apologia di omicidio. Il fascicolo finisce all'unica toga non rossa d'Italia, che avvisa subito il ministero dell'Interno, il quale fa a sua volta partire Escopost; entro 24 ore tutto Facebook dovrà essere oscurato. Non che io personalmente mi preoccupi di FacciaLibro; ma questo è il terzo passo verso la censura ufficiale, dopo il blocco dei siti di scommesse che non passano per i canali ufficiali e siti pedopornografici. Notate che in nessun caso si dice "andiamo a cercare i colpevoli", che è quello che una persona naif penserebbe sia la cosa da farsi. No, si blocca tutto, e soprattutto si fa in modo che la gente si convinca che quello sia il modo corretto di fare, così ci si può preparare a censurare tutto senza che nessuno possa protestare, Niemöller docet. (Per la cronaca, il secondo passo è stato fatto dal governo Prodi II, giusto per rilevare che questo non è un comportamento limitato al centrodestra: ma credo che i miei ventun lettori lo sapessero già)
Insomma, potremo finalmente evitare di citare la Cina e censurare tutto da soli autarchicamente. Volete mettere, in questi tempi di crisi?
Aggiornamento: (22:00) Marco d'Itri mi segnala che questo è stato il quarto passo, visto che ci sono anche i siti produttori di sigarette, di cui avevo anche scritto.
| I radicali non cambieranno mai | [politica] |
Io ritengo sacrosanta la visita che Rita Bernardini e Sergio d'Elia hano fatto ai detenuti per lo stupro di Guidonia, per verificare se sono stati effettivamente maltrattati; fortunatamente in Italia la giustizia faidate non è ancora assurta a norma di legge.
Non mi stupisco che ci siano centinaia di persone imbecilli che siano andate a scrivere al sito dei radicali augurando ogni peggior male alla Bernardini, come non mi stupisco che non l'abbiano fatto con d'Elia: si sa, un ex terrorista potrebbe sempre essere pericoloso, soprattutto per uno che appunto ritenga la giustizia faidate un'ottima cosa.
Che i radicali abbiano deciso di metterle in linea tutte queste email fa parte della loro storia. Ma fa anche parte della stessa loro storia (ricordate il primo spam politico, quello della Bonino?) la modalità con cui mettono in linea le mail. Iniziano dicendo che non pubblicano gli indirizzi email per il rispetto della normativa sulla privacy, ma poi dicono «pubblichiamo con nome e cognome del mittente le email che sono giunte firmate, in ossequio al diritto di cronaca». Se qualcuno mi volesse spiegare cosa sarebbe in questo caso il diritto di cronaca, e soprattutto come fanno a sapere che il signor "Giambattista Selvaggi" o la signora "Anna Rivarola – Genova" abbiano scritto davvero loro quei messaggi, o non ci sia stato qualcuno che abbia ben pensato di usare un nome a caso - o quello del proprio vicino di scrivania - perché "non si sa mai".
Chicca finale: «per le email che sono giunte da indirizzi email falsi al fine di evitare la identificazione, le pubblichiamo, riservandoci, nel caso in cui decidessimo di adire le vie legali, di rintracciare, tramite la polizia postale, l'indirizzo IP di provenienza» . Vuoi sporgere denuncia contro ignoti per minacce? liberissimo, per quanto idiota la cosa mi sembri. Ma a questo punto non dovresti pubblicare il testo. Vabbè, non si può pretendere chissà che cosa da Pannella e C.
| Alifrancia | [politica] |
"Malpensa: qualcuno ha barato". Questo è il titolo della Padania di oggi. Naturalmente bisogna intenderci sui termini. È vero che l'anno scorso Berlusconi tuonava che dopo che sarebbe stato eleto non avrebbe mai svenduto l'azienda ai francesi, "che poi i turisti li manderanno a Parigi"; ma è anche vero che nessuna persona dotata di un sia pur minimo raziocinio aveva davvero creduto a quelle frasi, che non solo erano da campagna elettorale ma erano così farlocche che non potevano proprio essere credute vere. Persino io, che come previsore valgo poco o nulla, lo sapevo; come sapevo che tutti i pianti greci, da donna Letizia in giù, erano giusto per la forma e per riempire qualche pagina di giornale.
La cosa che però mi farebbe più ridere, se non ci fosse in ballo qualche miliardo di euro che noi tutti dovremo pagare, è il leggere persone che rimpiangono che l'accordo non fosse stato fatto nel 2008, "a condizioni molto più favorevoli". Lasciamo perdere i piloti e gli assistenti di volo, che erano i primi a conoscere la reale situazione dell'azienda: tanto sapete benissimo cosa penso di loro. Tutti gli altri mi pare si siano dimenticati di un piccolo particolare, forse perché se ne è parlato il minimo indispensabile: o piu probabilmente se ne è parlato il minimo indispensabile proprio perché la gente se ne dimenticasse. Il Particolare ha un nome: AirOne.
Cai non si è infatti presa solo Alitalia, ma anche AirOne; compagnia aerea che aveva svariate centinaia di milioni (c'è chi dice un miliardo) di debiti e quindi si trovava esattamente nella stessa situazione di Alitalia, con la piccola differenza che era un'azienda privata e lo Stato non aveva alcun obbligo di salvarla. Possiamo discutere se la cosa sarebbe comunque stata opportuna: io penso di no, ma in ogni caso un simile salvataggio doveva essere fatto aperamente, e non camuffato in questo modo. D'altra parte, la banca con cui Toto era di gran lunga più indebitato era Intesa-Sanpaolo. L'advisor nominato da Berlusconi per scoprire qual era la miglior linea di operazioni "a favore di Alitalia" era una banca. Domanda: quale banca? Avete detto Intesa-Sanpaolo? Siete proprio perspicaci!
Insomma, bisogna sempre leggere i giornali molto attentamente per trovare le notizie: e non si può certo sperare di sapere queste cose dai telegiornali. Come esercizio, vi lascio il controllare come Passera ringrazierà Silvio in futuro.
| Peggio el tacon del buso | [politica] |
Rosetta Iervolino ha iniziato a registrare cosa si raccontava con i colleghi di partito: si sa, dai nemici mi guardi Iddio. Poi è andata a spiattellare che quelle registrazioni le avrebbe tirate fuori e fatte sentire a chi di dovere. Poi si è accorta che forse c'erano dei piccoli problemucci legali, e così ha indetto una bella conferenza stampa dove ha fatto vedere i registratori usati (due, uno analogico e uno digitale, evidentemente perché non era sicura se ci fosse già stato lo switch-off), ha fatto ascoltare dei brani scelti, e poi ha platealmente tagliuzzato il nastro... e premuto "ERASE" per eliminare il file digitale.
Visto che tanto nessuno crede che non ci siano altre copie dei file, forse sarebbe stato meglio evitare tutta la sceneggiata napoletana, no?
| Silvio dove sei? | [politica] |
Abbiamo una carneficina a Gaza, e l'amico Sarkozy è lì a girare come una trottola (senza grandi risultati, in effetti, ma almeno ci tenta).
La Gazprom (indirettamente) dell'amico Putin taglia i rifornimenti di gas all'Ucraina, che a sua volta blocca il gas verso Europa e Italia.
Ci sarebbero anche cosettine di secondaria importanza, come una crisi economica per la quale l'ottimismo non è che sia proprio sufficiente.
Eppure non v'è traccia del nostro PresConsMin. L'ultima volta che ho sentito parlare di lui è stata la sera del 31, quando si è affrettato a dirci che aveva telefonato a Napolitano per complimentarsi del bel discorso agli italiani. Stamattina il feed di repubblica.it aveva sputato questo, ma era una replica appunto del 31 dicembre. Il tutto da un presenzialista spinto, che in condizioni normali avrebbe subito convocato i giornalisti per dire che lui è stato un presidente spalaneve, per racimolare i primi soldini alla base del suo impero mediatico.
Non è la prima volta che nei primi giorni dell'anno Berlusconi scompare. Dite quello che volete, ma secondo me Silvio non è a divertirsi alle Bahamas o chissà dove, ma più prosaicamente in clinica a rimettersi in sesto.
| "pienamente in linea" | [politica] |
Secondo il Corsera, il fabbisogno del settore statale nel 2008 è stato di 52,9 miliardi di euro. Ma Tremonti ci rassicura: «In base ai dati oggi disponibili, i conti di chiusura dell'esercizio 2008 sono pienamente in linea con gli impegni assunti in Europa dalla Repubblica italiana.»
Ora, io lo so che il fabbisogno dello stato non è il deficit: ma gli si avvicina molto. So anche che non è stato affatto tolto il limite del 3% di deficit sul PIL (io avrei permesso di sforarlo per investimenti pubblici, ma questa è un'altra storia). Ho verificato (pagina 10, ultima riga) che nel 2007 il PIL è stato di 1535 miliardi di euro, e quindi posso immaginare che l'anno scorso sia stato intorno ai 1575 miliardi (più 3% di inflazione, meno 0.5% di recessione). Il tutto dà un rapporto deficit/PIL tra il 3.3 e il 3.4%.
Non trovate che la linea debba essere un po' troppo spessa, per esserci pienamente dentro?
Aggiornamento: (3 gennaio) Secondo il Corsera cartaceo odierno, la crescita del fabbisogno è anche dovuta all'avere spostato alcune entrate al 2009 (ottima mossa, a mio parere); il deficit si attesterà al 2.6%, quasi quanto promesso all'Europa. Su quest'ultimo punto avrei dei dubbi: sette decimi di punto del PIL vuol dire più di dieci miliardi di euro, che non so come si possano nascondere nei bilanci. Aspetto qualche commercialista che me lo spieghi.
| Tanto non se ne va | [politica] |
Non state a leggere la versione tagliuzzata di rep-punto-it ("aver minacciato di «cambiare Paese se uscirà una mia telefonata»"). È molto meglio leggere la frase completa, ad esempio da Adnkronos: «Io continuo a telefonare, se viene fuori una mia telefonata di un certo tipo cambio Paese. Non accetto di vivere in un Paese in cui non sia rispettata la privacy», dalla quale si capisce molto di più.
Che significa tutto questo? Innanzitutto che Berlusconi non è così stupido da parlare al telefono di cose potenzialmente di rilevanza penale (e se ci pensate su, nemmeno la famosa telefonata di Zerbino Saccà lo era, almeno dal punto di vista del PresConsMin), e quindi è inutile sperare di tirare fuori chissà quale file. Ma soprattutto che sta sfruttando al massimo il momento in cui i suoi amichetti del piddì si sono trovati intercettati e quindi sono presumibilmente felicissimi di vietare le intercettazioni (salvo in caso di Olocausto, come chiosa Spinoza). Il tutto con il favore dell'opinione pubblica, che quando sente la parola "privacy" magari non sa come pronunciarla correttamente ma rizza immediatamente le orecchie e si preoccupa più che per i mutui; tanto per dire, nelle ultime quattro ore sono arrivate a questo blog 14 persone, tutte da IP diversi, tutte che hanno fatto la ricerca "facebook privacy" da Google. Non che queste persone si lamentino dei callcenter che chiamano rigorosamente all'ora di cena, ma non si può essere sempre coerenti.
Termino dichiarandomi assolutamente d'accordo con la chiusa di Gilioli: D. Ma poniamo, per ipotesi, che le intercettazioni su Berlusconi escano: lascerebbe davvero il paese? - R.Eddai, non scherziamo.
| Che Simplificius l'abbia fatta giusta? | [politica] |
È abbastanza noto ai miei lettori che il mio giudizio sul dentista amante dei maiali (e attualmente ministro per la Semplificazione) non è esattamente dei migliori. Però il decreto di ieri - che pure è semplicemente la reiterazione di quanto fatto sei mesi fa con la legge 112, come si può leggere dalla relazione illustrativa - a me continua a sembrare un'ottima cosa.
Siamo d'accordo che ad esempio la LEGGE 1 GIUGNO 1861, N. 38. - CHE FISSA LA MAGGIORE ETÀ NELLE PROVINCIE LOMBARDE è già stata implicitamente abrogata; però sapere che effettivamente non c'è più fa risparmiare fatica nel caso un qualche avvocato ostruzionista volesse iniziare a far perdere più tempo del solito in un processo. 29000 leggi in meno sono tante persino per una legislazione ipertrofica come quella italiana.
La seconda cosa interessante è che tra sei mesi dovrebbe partire Normattiva, una "banca dati pubblica e gratuita di tutta la normativa statale vigente". Questo in una nazione dove oggi non è possibile consultare online ufficialmente e gratuitamente la Gazzetta Ufficiale di più di sessanta giorni fa. Non che ci creda alla data di "giugno 2009": se andate a leggere qua, scoprirete che Normattiva è stata prevista dalla legge finanziaria per il 2001 (governo Amato II). Insomma, la speranza è sempre l'ultima a morire, e questa volta voglio essere speranzoso.
Per la cronaca, la tabella excel coi titoli delle leggi abrogate la trovate qua.
| elezioni abruzzesi | [politica] |
Se siete qua a leggere l'analisi del voto alle regionali 2008 in Abruzzo, i casi sono due: siete finiti qua via un motore di ricerca (e allora andate avanti a vostro rischio e pericolo) oppure mi conoscete e sapete che le cose le guardo da un punto di vista un po' diverso da quello dei media, basandomi più che altro sui numeri e facendoli mentire come piace a me :-)
♦ Innanzitutto, fa ridere l'affermazione del neogovernatore Chiodi: "Ha vinto la maggioranza silenziosa". O meglio, in effetti ha fatto vincere davvero la destra, ma per sottrazione e non per addizione. Controllate pure: nel 2005 FI e AN facevano 199000 voti, adesso il PdL ne ha 191000. È vero che ci sono i 40000 della lista civica, ma è anche vero che l'UDC che quest'anno è fuori dalla coalizione ne perde 31000. Insomma, il totale dei voti in quel bacino resta costante; considerando che si può ben immaginare che un elettore di simpatie per il centro-destra abbia colto l'occasione per dare una spallata, direi che l'astensione è praticamente tutta a sinistra (il famoso "effetto vomito").
♦ Non è che Tonino Di Pietro abbia preso il 15% perché giocava (quasi) in casa. Tre anni fa l'Italia dei Valori aveva preso il 2.4%. In numero assoluto di voti, è passato da meno di 18000 a più di 81000, non so se rendo l'idea. Né immagino che importi poi molto che il candidato governatore fosse IdV. Da questo punto di vista, è vero che Di Pietro sottrae voti a sinistra (ammesso che si possa parlare di sinistra per il PD), e non certo dalla destra. Ma mi sa che se non ci fosse stato lui, molti dei suoi elettori non sarebbero nemmeno andati al seggio.
♦ Dalla sinistra vera, solo conferme. Due partiti che si sono presentati da soli, di cui non ho mai capito la differenza ideologica, e che hanno entrambi preso percentuali da prefisso telefonico: la sinistra "classica" che conferma di essere più che dimezzata. Io non piango, ve lo dico subito.
♦ Il PD ha preso meno voti di quelli che tre anni fa andarono ai DS oppure alla Margherita (non alla somma, si badi bene). Qualcuno se ne accorgerà, da quelle parti, o si limiterà a lamentarsi del fedele alleaten Di Pietren? Io scommetto per la seconda.
♦ Quindici punti percentuali di calo dell'affluenza sono un segnale pesante. Molto pesante. E questo soprattutto per la sinistra: non solo perché, come dicevo sopra, chi è stato a casa proviene probabilmente dai loro (ex-)simpatizzanti, ma anche perché sono convinto che nel ventesimo secolo la sinistra aveva come uno dei suoi scopi il creare una cultura politica di partecipazione, ed è chiaro che ha abdicato a questo scopo.
Rimane poi da commentare la notizia dell'arresto del sindaco di Pescara. Beh, se la cosa vi giunge improvvisa è solo colpa vostra, visto che il Marziano a Pescara parlava da mesi delle "attività" di Luciano D'Alfonso. Al limite ci si può stupire del tempismo: ma mi sa che questa non è solo una cosa italiana.
Aggiornamento: (11:15) Vedo ora, e aggiungo per completezza, l'analisi di Sandro Brusco da noiseFromAmerika, su posizioni leggermente diverse dalle mie.
Lo so che a leggere i giornali stranieri si fa peccato e il buon Silvio piange, però mi è capitato questo articolo del Financial Times, noto quotidiano britannico di estrema sinistra che è contro la proprietà privata e quindi specifica con sdegno che Il Giornale è «the Berlusconi family-run newspaper».
Ho scoperto così che in Italia le immatricolazioni di automobili lo scorso mese sono scese del 20% rispetto a novembre 2007: strano che non l'abbia letto su Cor&Rep[*]. Ma ho anche scoperto che Terna ha comunicato che in ottobre e novembre il consumo di corrente elettrica è calato del 30%. È vero che sono stati due mesi non troppo freddi, ma un calo così forte in un paese dove le politiche di risparmio energetico non esistono se non come scherzo di carnevale è sintomo di una recessione pesantissima. Ma gli italici quotidiani continuano a sfornare titoloni sull'aumento dell'Iva a Sky, seguendo evidentemente i nostri politici: notiziole come questa non meritano nemmeno una righetta nel feed RSS.
Ah, su una cosa il FT dà ragione a Tremonti. Secondo loro, infatti, «Analysts say conservative lending practices have helped shelter Italian banks from the worst of the global financial storm». Peccato che la crisi globale non sia ormai più finanziaria, ma reale: ma quello non è colpa sua.
[*] ho appena fatto una ricerchina: Repubblica.it ne ha parlato, relegandolo però nella sezione Motori che non leggo mai e non in quella Economia. L'ultima notizia contenente "immatricolazioni" del Corriere è quella con i dati di ottobre.
Aggiornamento: (15:00) Sono andato sul sito di Terna, e i dati sono ben diversi. Non si parla di novembre, ma per ottobre il calo è stato del 2.8% - con un picco del 6.9% in Lombardia. Mo' scrivo ai comunisti.
| la versione berlusconiana del "ma anche" | [politica] |
Secondo il foglio scandalistico scalfariano, ieri Berlusconi ha detto queste cose a proposito della normativa UE sul clima: «C'è la crisi economica, mi sembra esagerato che l'Europa voglia farsi portabandiera nella battaglia sul clima. Non c'è un accordo con gli altri Paesi come la Cina, gli Stati Uniti: [quella dell'UE] mi sembra un'opera donchisciottesca.» Un punto di vista che personalmente mi appare un po' miope, pensando alla spinta propulsiva data dalle ricerche per riuscire a raggiungere gli obiettivi per il 2020, ma che comunque ha il suo senso. In fin dei conti a un italiano medio non verrebbe mai in mente di pulire il proprio pezzetto di marciapiede quando si continua a buttare sporcizia nel resto delle strade.
Però poi il premier aggiunge «Si tratta comunque di un giusto obiettivo da perseguire ed è fondamentale perseguirlo», cioè esattamente l'opposto di quanto pronunciato prima. Silvio dovrebbe vergognarsi: sta togliendo il lavoro a Uòlter.
| Nicola Latorre | [politica] |
Uno potrebbe pensare che il senatore diessino tanto amico di Minimo D'Alema l'avesse imparata, la lezione, dopo essere stato cuccato nelle intercettazioni Unipol. Ah, per la cronaca non era stato rinviato a giudizio, perché la Giunta per le Autorizzazioni ha scelto un'interpretazione molto estesa dell'articolo 68 della Costituzione. Invece a quanto pare no.
Come ormai sapete tutti, qualche giorno fa Latorre era a una trasmissione tv dove si parlava della commissione di vigilanza Rai. Con lui c'erano due deputati: il compagno di opposizione Massimo Donadi dell'Italia dei Valori, e il vicecapogruppo del PdL alla Camera Italo Bocchino. Donadi picchiava duro contro Bocchino, e Latorre - gli amici sono amici - è corso a favore dell'aennino prendendogli il giornale e la penna che aveva, e scrivendo sul margine la frase «Io non lo posso dire. E la Corte Costituzionale? E Pecorella?». Poi ha strappato via il pezzo di giornale: peccato che non se lo sia messo in tasca per eliminarlo del tutto, ma l'ha buttato per terra, da dove è stato prontamente raccolto alla fine della trasmissione. Come vedete, è molto importante imparare a non gettare i rifiuti per terra.
Il più bastardo a commentare il fatto stavolta è stato Jena ("Se non fosse Nicola Latorre verrebbe accusato di intelligenza col nemico"); ma anche Gramellini ("il senatore Latorre, che pur essendo dalemiano è di centro-sinistra") ci ha messo del suo. Io non ho nemmeno la forza di commentare: tanto, in effetti, sarei costretto ad ammettere che Latorre è un perfetto rappresentante della nostra classe politica, e sono certo che sia benvoluto dai suoi sodali proprio per questo. Mi limito ad aggiungere che una persona intelligente come lui è... avvocato. Mi chiedo come consigli i suoi assistiti.
| Il popolo sovrano | [politica] |
Fabio Forno aveva ragione.
Ricordate la storia del senatore alaskano corrotto? È notizia di oggi che l'ottantacinquenne Ted Stevens non è stato rieletto. La votazione è stata sul filo del rasoio, e infatti ci hanno messo due settimane per avere la certezza dell'esito, però gli elettori non l'hanno eletto per la settima volta al Senato USA.
In effetti però c'è un'altra piccola differenza con l'Italia: lì potevano scegliere tra due specifiche persone, mica come da noi.
| che poi, cosa diavolo fa il presidente? | [politica] |
Per prima cosa, vi lascio un'anticipazione: tutto quello che sta accadendo sulla nomina del presidente della Commissione di vigilanza Rai [*] verrà riciclato dalla nostra emittente pubblica per fare una miniserie TV di quattro puntate da trasmettersi in primavera, durante il periodo in cui vengono calcolati ufficialmente gli ascolti. In questo modo si potrà evitare di spendere soldi nell'acquisto di format esterni, anche se alcuni disfattisti sussurrano che questa sarà la mossa definitiva per affossare la Rai.
A quanto si legge, dopo che Veltrusconi ha fatto fuori Leoluca Orlando, finalmente è stato trovato l'accordo su un giovanotto: Sergio Zavoli, classe 1923. Perlomeno, se non è stato colpito da Alzheimer o demenza senile, di televisione lui ne capisce. Rimane il piccolo problema che un presidente al momento c'è, e Villari da buon esponente cresciuto nel sottoscuola DC si è già avvitato alla poltrona. Certo, il PD potrebbe espellerlo dal partito: ma i suoi amici all'UDC lo prenderebbero a braccia aperte, e vi ricordo che l'UDC in questa legislatura è all'opposizione, quindi sarebbe tutto regolare come da prassi.
Detto tutto questo, c'è un punto che non mi torna. A che diavolo serve, questo presidente? Ovviamente nelle votazioni resta in minoranza, fin qua non ci piove. A me vengono in mente solo i nomi di due esponenti del centrodestra che in passato sono stati presidenti della Vigilanza: Storace e Landolfi. (Tra l'altro, erano entrambi di AN: si vede che il Capo non osava mettere uno dei suoi). Non ricordo assolutamente chi l'abbia fatto tra il 2001 e il 2006: forse Petruccioli prima di fare il presidente RAI, ma non ci giurerei. Insomma, una posizione assolutamente inutile, che può forse servire per mettere una medaglietta sul petto del fortunato, ma nulla più. Continuo a chiedermi che paura facesse Orlando.
[*] che poi ufficialmente non si dovrebbe occupare solo di RAI, come avevo già scritto.
| La TV italiana è proprio malata | [politica] |
Dopo mesi di stallo per il rifiuto di votare Leoluca Orlando come presidente della commissione di Vigilanza Rai, il PdL ha deciso di fare per conto suo, e non appena la maggioranza qualificata non era più necessaria è stato eletto il senatore PD Riccardo Villari, prendendosi anche due voti della minoranza evidentemente molto coesa. Mfisk afferma che la colpa è dell'opposizione, che ha deciso di impuntarsi per ragioni puramente politiche su un nome che tra l'altro non è nemmeno un esperto di televisione trincerandosi dietro un concetto, quello di "prassi", che per definizione non è catalogato. Sarà. Però, se uno va a vedere la scheda personale del senatore, scopre che è "Docente universitario (malattie infettive epatologia); medico (medicina interna - epatologia)". Immagino che di tv ne sappia più di me, ma semplicemente perché ogni tanto gli capiterà di accenderla. Sarà insomma divertente vedere se si dimetterà come il PD spergiurava ieri o se andrà avanti facendo finta di nulla; e sarebbe ancora più divertente sapere quali sono stati i contatti segreti tra PdL e PD :-)
(p.s.: adesso la voce di Wikipedia riporta l'elezione di Villari: ma quando ho iniziato a scrivere questa notiziola era desolatamente vuota. Deve proprio avere un curriculum favoloso)
| niente grilleferendum | [politica] |
Oggi la Cassazione ha comunicato che i referendum proposti da beppegrillo™ non si terranno, perché non è stato raggiunto il numero richiesto di firme. Cosa è successo esattamente, visto che sembrava ci fosse tutta quella folla di firmanti? Mah, ci sono varie possibilità.
- I grillini non sono poi così tanti. Possibile, ma improbabile: anche se non sono moltissimi, sono molto convinti di quel che fanno, e quindi sempre pronti a mobilitarsi.
- La folla c'era, ma non andava a firmare per i referendum. Io non so esattamente come fosse la situazione (per la cronaca, a suo tempo avevo espresso il mio parere negativo su due dei referendum, quindi non mi straccio certo le vesti), ma non ne sarei così certo.
- La folla il 25 aprile ha sì firmato, ma quelle firme sono state considerate nulle, per i motivi che spiegai a suo tempo. (Per chi non ha voglia di cliccare: occorreva iniziare la raccolta il 6 maggio, cioè tre mesi dopo la convocazione dei comizi elettorali). Dalla scarna ricostruzione che il Corsera ha in questo momento, sembrerebbe di sì: l'altra ipotesi, che non ci fossero notai a certificare le firme, mi pare anch'essa imp[robabile,
Visto che, come avevo scritto ad aprile, beppegrillo™ sapeva perfettamente della nullità delle firme raccolte il 25 aprile già quando è andato a presentare i quesiti in Cassazione, diciamo che ipotizzo che in realtà non gli importasse più di tanto che i referendum si tenessero (e probabilmente non raggiungessero il quorum di votanti), e fosse solo interessato alla bufera mediatica che ne sarebbe sorta per la sua manifestazione. Insomma, il buon lavoro di uno showman quale in fin dei conti lui stesso afferma di essere. Mi spiace solo un po' per chi ha firmato in buona fede: magari adesso hanno imparato qualcosa in più.
| so di essere imbecille, ma... | [politica] |
... ma lo so che nonostante tutto mi volete bene e quindi mi spiegherete tutto.
Leggo su Repubblica che il PD romano ha preparato un manifesto con la foto di Gasparri, la sua dichiarazione di mercoledì, una fascia rossa con scritto "Vergogna!" e la frase "Il mondo esulta, la destra diffama". Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati PD PdL, tuona: «Un manifesto incredibile, con tanto di fotografia per indicare un bersaglio da colpire. Un manifesto di autentica barbarie che può provocare pericolosissime conseguenze.»
La mia povera mente, come dicevo, è limitata. Però non riesco proprio a capire quali siano le "pericolosissime conseguenze" (a parte che forse qualcun altro avrà un'idea di quale sia il Gasparri-pensiero) e soprattutto perché una foto dovrebbe "indicare un bersaglio da colpire", o come dice Maurizio "chi? io?" Gasparri stesso «È uno stile più da Brigate Rosse che da partito democratico. Indicare un obiettivo con una foto in un momento in cui nelle piazze ci sono tensioni è irresponsabile». A parte che io tensioni in piazza non ne vedo, non mi pare proprio che in quel testo ci sia scritta una qualunque cosa che possa far pensare a qualcuno di prendere una pistola e andare a sparare. Né credo che il problema sia la parola "vergogna", anche se forse la fascia rossa sì. E non sto nemmeno a prendere in considerazione i manifesti del loro Fedele Alleaten celtico per fare un confronto.
Ma come ho detto, aspetto di essere illuminato da voi: sicuramente sono sulla cattiva strada.
| Grande conquista della tecnica | [politica] |
Leggo sul Corsera che con la modica spesa di 450000 euro (700 a persona, insomma...) dal prossimo febbraio i voti alla Camera si faranno col riconoscimento dell'impronta digitale dei singoli deputati, per stroncare una volta per tutte il fenomeno dei "pianisti".
Tre rapide considerazioni. Innanzitutto mi chiedo se finalmente fiorirà il mercato delle maschere in lattice con le impronte digitali. In secondo luogo ricordo che il sistema è già in uso nei parlamenti di Messico, Brasile e Albania, giusto per dare un'idea della portata di questa innovazione. Infine c'è la nota positiva di una certa qual sinergia; nel caso un deputato venga poi incriminato, le impronte gliele hanno già prese.
| Un posto al sole | [politica] |
Una piccola curiosità: la pagina sul sito BBC dove si raccolgono le reazioni dei leader europei alla vittoria di Obama. Nell'ordine si riportano le affermazioni del presidente francese Nicolas Sarkozy; del primo ministro britannico Gordon Brown; del cancelliere tedesco Angela Merkel; del presidente UE Jose Manuel Barroso (!)l del viceministro degli Esteri (!!) russo, Grigory Karasin. Fine.
Dal punto di vista dell'Italia, la cosa non è così negativa per almeno due ragioni: che non sono state raccolte le dichiarazioni di Gasparri, e che non hanno nemmeno intervistato Zapatero :-)
| E un bel tacere, proprio no? | [politica] |
Maurizio "chi? io?" Gasparri lo conosciamo tutti. Secondo me, Silvio B. lo apprezza perché lo fa sentire un uomo di cultura. Insomma, non c'è per nulla da stupirsi se stamattina è riuscito a dire che «Su Obama gravano molti interrogativi; con Obama alla Casa Bianca forse Al Qaeda è più contenta», dimostrando tra l'altro di non avere nemmeno chiaro come funzionino i meccanismi di un terrorismo guerrigliero.
Cosa fare in casi come questo, se appartieni allo schieramento politico opposto? Evidenzi quella frase, ed eviti di commentare: tanto quelli che non riescono a capire le conseguenze di una frase simile non li schiodi certo con un discorso articolato. Anna Finocchiaro no. Se ne va ad affermare che «si tratta di parole che rischiano di minare i rapporti dell'Italia con il nostro maggiore alleato e che il governo con questa affermazione si trova in una gravissima situazione.» (ah: in questa legislatura Gasparri è il capo dei senatori PdL, quindi non fa parte del governo: ma si sa che queste minuzie costituzionali sono solo fastidiose.) Immagino che (lo staff di) Gasparri non abbia creduto alle proprie orecchie e abbia esultato per la possibilità di rigirare la frittata.
Poi ci stupiamo di chi abbiamo al governo: non è che da noi il cambiamento porterebbe chissà cosa!
| Predizioni elettorali USA | [politica] |
Oggi si vota negli USA per eleggere il presidente. È vero che in tutto il mondo se ne parla, mostrando come gli americani nel bene e nel male siano sempre il centro del nostro pianeta: è anche vero che da noi se ne parla quasi più delle nostre elezioni, non so se per la nostra esterofilia standard, perché sogniamo di essere il cinquantunesimo stato dell'Unione, o perché sia meglio non pensare ai nostri politici. La mia ragione per parlarne è semplicemente il non avere null'altro da dire :-)
Secondo me, Barack Obama probabilmente vincerà. Per essere più preciso: eliminando dal conteggio finale tutti gli stati in cui il margine tra i due candidati sarà inferiore al 2%, nessuno otterrebbe il numero magico di 270 grandi elettori, e su margini così ridotti non me la sento di fare previsioni. Per quanto riguarda il voto popolare, ci saranno cinque punti di vantaggio per Obama su McCain, ma chiunque sa di cosa si sta parlando dovrebbe sapere anche che questo non conta un tubo in un'elezione dove ci sono cinquanta (più uno: il District of Columbia, non l'Italia) scelte secche. Un'ultima cosa: i primi risultati saranno più favorevoli a Obama rispetto all'esito finale (il famoso "effetto Silvio" che abbiamo visto nelle ultime nostre elezioni)
Perché dico questo? Il punto di base non è il cosiddetto Bradley Effect, che tradotto in brianzolo fa più o meno "Obama l'è un negher, dico che voterò per lui perché mi non sun razzista, ma poi voto l'altro". (A proposito, avete notato come negli USA si possono pubblicare sondaggi fino al giorno prima delle elezioni, mentre da noi scatta il Blocco Ufficiale in modo che si possano solo far filtrare notizie - vere o false che siano - senza nessun controllo?) Il vero punto di base è che i media USA sono in buona parte schierati per i democratici, e quindi mostrano le notizie da un certo punto di vista. Lasciamo poi perdere i siti come quello di cui mi sono dimenticato l'URL che mostrava come in tutto il pianeta avrebbero votato per Obama. Il loro "sondaggio" è l'equivalente di quelli di Cor&Rep;: mostra solo che tra quelli che hanno un PC, una connessione a Internet e la voglia di votare, la maggior parte vorrebbe il candidato democratico. Chi conta è chi vota davvero. E nonostante tutta la crisi, sono sempre dell'idea che l'America rurale non sia stata così rappresentata in questi mesi, e si muoverà compatta per la coppia McCain-Palin. Non perché Obama sia mulatto, ma perché lo ritengono esattamente uguale a Kerry: uno che non potrebbe né saprebbe dare loro nulla. Così le grandi città daranno un ampio margine a Obama, ma non è detto che gli basterà.
Per la cronaca, io sceglierei Obama, ma non mi faccio certo chissà quale idea su un vero cambiamento della politica estera USA. Ci sarà giusto un po' meno di isolazionismo imperialista, ma nemmeno troppo, fidatevi. Hanno troppo bisogno di materie prime per non avere la tentazione di "aggiustare" un minimo le cose.
PS: Per inciso, Real Clear Politics dà al momento 278 seggi sicuri o quasi per Obama (contro 132 per McCain e 128 in bilico), quindi sono più sicuri di me. Vedremo :-)
PPS: Il nostro PresConsMin tifa per McCain per due motivi. Uno, Obama è troppo alto. Due, McCain è un mese meno giovane di lui.
Aggiornamento: (5 novembre) Ho sbagliato praticamente su tutta la linea. Il margine totale di vantaggio per Obama è stato dell'8%, c'è stato un solo stato con un margine risicato (l'Indiana: Missouri e North Carolina sono ancora adesso in bilico, ma anche finissero a McCain non cambierebbe nulla) e i primi risultati CNN davano in vantaggio McCain. Insomma, potrei fare l'opinionista televisivo in Italia :-)
| Ghe Pensi Mi | [politica] |
Leggo su ePolis le frasi pronunciate da S.E. il Cav. Silvio Berlusconi per spiegare come mai voglia, sempre voglia, fortissimamente voglia le liste bloccate anche alle prossime elezioni europee: «Voglio che in Europa vada gente altamente qualificata e che in tutte le ventitré Commissioni ci siano professionisti di ciascuna materia [...] solo scegliendo noi chi va in lista saremo sicuri di avere una rappresentanza capace di difendere gli interessi italiani».
Se io fossi un grossolano bastardo, avrei due possibilità: chiedermi se quel "noi" è un plurale maiestatis da riferire appunto a Silvio B. o al limite ai suoi sodali del Popolo delle Libertà, oppure tiene conto della possibilità di qualche inciucietto con Uòlter. Ma non lo sono. Più che altro, ho un piccolo dubbio: nel 2009 l'Italia eleggerà 73 deputati. Questo significa che il numero totale nazionale di candidati per una singola lista non può superare 73. A sua volta, questo significa che S.E. il Cav. Silvio Berlusconi ritiene che in tutto il Popolo delle Libertà non ci siano 73 persone "altamente qualificate" e quindi si correrebbe il rischio che i propri elettori, pur dotati delle migliori intenzioni - votano il PdL, no? - scelgano persone non sufficientemente qualificate. (E non venitemi a dire "appunto")
Lo so, lo so: anche solo limitandosi alla politica italiana di questi giorni ci sono cose ben peggiori. Però quando io vedo certi insulti all'intelligenza dei propri sudditi non ce la faccio proprio a tacere. Che Berlusconi dica "Il capo sono io e decido io chi merita di stare a Bruxelles": tanto non cambierebbe nulla :-(
| Il Parlamento va d'amore e d'accordo | [politica] |
Qualcuno stava ancora temendo per i tagli delle sovvenzioni all'editoria? Nema problema!
Leggo da Mantellini che, zitti zitti, nella Commissione Cultura della Camera è passato un simpatico emendamento (è il primo sotto il titoletto "ALLEGATO 5" qua che rimpolpa il fondo per l'editoria, portandolo a 142 milioni di euro per il 2009 e 2010 e a 100 milioni per il 2011. Perché un emendamento sia approvato in commissione significa che sono tutti d'accordo: in effetti c'era anche un controemendamento della minoranza, il 1713/VII/Tab. C. 7: i fondi in questo caso erano però di 150 milioni per i primi due anni, e quindi dobbiamo ringraziare la maggioranza per aver contenuto le spese.
Sempre istruttivo leggere il resoconto della seduta: non tanto per la votazione (è a pagina 125: dopo avere fatto una pausa per un rapido spuntino hanno votato molto rapidamente) quanto per quello che si legge prima quando prende la parola il ministro Sandro Bondi. Credo che qualche sua frase meriti di essere ripresa anche da queste notiziole:
«Il ministro Sandro BONDI segnala che si è in presenza di una crisi economica internazionale grave, della quale non si conoscono ancora gli esiti esatti. Ritiene che se l'Italia ha potuto affrontare bene la crisi, ciò è dovuto al fatto che il Governo ha previsto la crisi in anticipo e l'ha gestita; [...] Per quel che riguarda i temi della Commissione, esprime la convinzione che la cultura sia legata sia allo sviluppo economico che alla democrazia. Aggiunge, a tal proposito, che il mercato librario italiano e quello dei giornali è uno dei primi al mondo, anche se esso è sostenuto da una piccola parte dei cittadini.»
Eppure, sembra incredibile ma è così, subito dopo queste illuminanti frasi Bondi ne ha pronunciata una che faccio mia di tutto cuore: Evidenzia quindi che solo una piccola parte della popolazione si occupa di cultura e ciò si riverbera sulla democrazia. Vedete che si può essere d'accordo anche da posizioni politiche diverse?
| protezionismo all'italiana | [politica] |
Quei cattivoni di noiseFromAmeriKa fanno notare una cosa che almeno a me era sfuggita, anche perché confesso di non leggereIl Sole - 24 Ore. In pratica, Lorenzo Cardia, presidente della Consob, ha chiesto al Parlamento di rendere più difficile l'acquisizione del controllo di una società comprando in Borsa le sue azioni. Più precisamente, l'obbligo di indicare una partecipazione significativa scatterebbe quando si ha l'1% delle azioni (e non il 2% come ora), e i dirigenti di un'azienda avrebbero le mani più libere per cercare di bloccare le acquisizioni.
Tra le righe, nemmeno troppo nascosto, si può leggere la parola PROTEZIONISMO. Vorrete mica che qualcuno si compri per un (metaforico) tozzo di pane le nostre grandi e sane aziende, vero? E magari faccia fuori gli attuali manager? Non fia mai! Da noi le aziende si passano di mano con accordi extramercato. L'unico momento di vivacità si è visto dieci anni fa, quando il ragionier Colaninno ha comprato Telecom con i soldi di Telecom. Vabbè, adesso non dite che non lo sapete.
Aggiornamento: (h 21) Toh. Lo dice anche Silvio. Secondo me, qualcuno dei suoi sottoposti legge VoiceOfAmeriKa.
| Frattini e le tappe intermedie | [politica] |
A quanto pare, la Commissione Europea vuole che tutti gli stati membri dell'Unione riducano del 20% le emissioni di inquinanti. A quanto pare, il nostro governo non è affatto d'accordo, il che mi pare strano visto che l'obiettivo è così lontano che sembrerebbe poter essere nascosto sotto il tappeto nella miglior tradizione italica.
Ma forse il problema è che non si vuole solo fissare un risultato finale, ma anche tutta una serie di tappe intermedie: così almeno si evincerebbe da quanto detto dal nostro ministro degli Esteri, che chiede di "rinegoziare" il tutto «tenendo conto dell'impatto effettivo sull'economia reale» (e beccandosi le pernacchie di Barroso che probabilmente lo conosce bene da quando è stato Commissario UE).
Il nostro ministro avrebbe infatti detto che chiedere maggiore flessibilità «significa chiedere un diverso timing». E poi spiega per i minus habens: «Chi, come l'Italia, parte da un'efficienza energetica maggiore, ha più difficoltà nel raggiungere gli obiettivi intermedi. Allora bisogna introdurre flessibilità sui tempi, salvaguardando gli obiettivi finali». Supponiamo pure che l'Italia parta da un'efficienza energetica maggiore, anche se mi piacerebbe vedere dei dati a riguardo: a questo punto sarebbe in effetti vero che è più difficile scendere da 50 a 40, piuttosto che da 100 a 80. Se non ci credete, provate a fare un chilometro di corsa, vedere quanta fatica fate per riuscire a ridurre il tempo di un 20% e quanta ne fate per un altro 16%. Però la difficoltà relativa di raggiungere un obiettivo intermedio dovrebbe essere pari a quella di raggiungere quello finale, non trovate? Se siete d'accordo con me non siete dei minus habens.
Naturalmente quello che Frattini avrebbe voluto dire era "Il principio della riduzione del 20% ci trova d'accordo, ma non vogliamo arrivarci in soli 12 anni. Diciamo che noi tendiamo a quel risultato: che si abbia nel 2020 o nel 2050 non vi cambia nulla, vero?". Solo che così sembrava troppo plateale, e ha cercato di indorare la pillola. In Commissione non hanno certo mangiato la foglia: il telespettatore medio probabilmente sì.
| Il mercato e la sinistra | [politica] |
Dalla fine dell'anno scorso hanno cominciato a sventrare la zona intorno a piazzale Lagosta per i lavori della metro 5. Oltre ai casini generali generati dalle vie chiuse, ristrette e altro, in questo caso c'è stato un problema in più: il martedì e il sabato lì c'è (c'era) il mercato. In pratica è un anno e mezzo che tutti si chiedono dove diavolo spostare i banchi: li abbiamo visti prima in viale Zara, poi verso via Pollaiuolo, sempre tra gli alti lai dei commercianti da un lato e degli abitanti della zona dall'altri.
Ora, a quanto leggo da DNews, sembra che sia stata trovata una soluzione: il mercato si sposterà sul cavalcavia Bussa (quello che avevano trasformato in parcheggio per i locali). Considerato che è capitato già abbastanza spesso di vedere dei mercatini, l'idea non mi sembra male, anche se so già che non ci potranno stare tutti i banchi ma immagino solo quelli degli alimentari: meglio comunque che il caos attuale. D'altra parte, se 123 ambulanti su 126 hanno accettato l'ennesimo spostamento si direbbe che non sia poi la fine del mondo. Peccato che - sempre secondo DNews - i "partiti della sinistra radicale" (Prc e Pdci, per la cronaca) non siano d'accordo. Perché? boh. Leggere l'articolo di DNews, viste le tendenze politiche del quotidiano, chiaramente non dà informazioni utili. Leggere il volantino appiccicato in giro forse sì: però la rapida scorsa che gli detti ieri mentre con Anna tornavamo a casa non mi ha permesso di capire nulla, nella miglior tradizione della sinistra italiana dove è richiesta un'attenta esegesi per riuscire a distillare l'eventuale significato del testo.
Quello che dico io è "se è vero che gli ambulanti sono d'accordo, ed è vero che gli abitanti locali sono d'accordo, perché buttarla in politica?" Poi mi ricordo che in effetti io di politica non ne faccio :-)
| Manco me n'ero accorto | [politica] |
Oggi S.E. il PresConsMin Cavalier Silvio Berlusconi, mostrando ancora una volta che Giorgino Bush e le sue gaffe sono da dilettanti, è arrivato ad affermare che «È il momento di comprare Eni e Enel, perché le azioni con quei rendimenti dovranno ritornare al loro vero valore» e che «si parla di una nuova Bretton Woods per scrivere nuove regole e di sospendere i mercati per il tempo necessario per formulare queste nuove regole». Per la seconda frase, gli è subito fatto notare che magari una smentita era d'uopo, e ha così cercato di tappare il buco dicendo che «la sospensione dei mercati è una voce che circolava già da tempo», l'equivalente berlusconiano di "me l'ha detto mio cuggino". Per quanto riguarda la prima frase, nulla di nulla: è scivolata via nell'indifferenza, come se il PresConsMin avesse tra i suoi compiti istituzionali quello di specificare quali sono le società più salde. Persino Uòlter ha espresso il suo dissenso, il che è incredibile se ci pensate su un po'.
Ma questo è ancora niente. Mercoledì, infatti, la persona che dovrebbe essere al governo di tutti gli italiani ci ha detto - e faccio notare che la citazione l'ho presa dal Sole-24 ore, che spero non faccia parte dalla "stampa comunista" - «Ho visto i corsi azionari di aziende come Eni, Enel, Mediaset, che continuano a guadagnare come prima. E' un momento di bolla speculativa all'incontrario, che rientrerà sicuramente, anche se nessuno di noi può dire quando. Ma certamente -aggiunge il premier - il mercato tornerà a valutare le aziende per quello che valgono». Eni ed Enel, magari perché sono società dove lo Stato ha ancora un'ampia fetta di azioni, sono ripetute. Ma c'è stato un altro esempio, sicuramente non casuale: Mediaset. Esatto: la società di cui Sìlviolo possiede la maggioranza. Un conflitto d'interessi grosso come una casa, dove B. cerca di convincere i suoi sudditi a dargli soldi in maniera praticamente diretta. Una vergogna grossa come una casa.
Ma la vergogna mia è che non mi ero nemmeno accorto della cosa. Mi sto anestetizzando anch'io, e questo non è per nulla bello.
Aggiornamento: (12 ottobre) Nei commenti potete trovare il link al video con la conferenza stampa e la mia trascrizione della frase incriminata.
| Qualcosa non mi tornava | [politica] |
Tremonti afferma: «Tuteliamo i consumatori, non i manager che hanno sbagliato». Poi uno scopre che nella legge di conversione del decreto salva-Alitalia "per essere perseguiti penalmente per una mala gestione aziendale è necessario che l'impresa si trovi in stato di fallimento." (e la legge serve apposta a impedire i fallimenti delle grandi aziende, commissariandole prima). Geronzi e soprattutto Tanzi ne saranno sicuramente felici. Non notate una piccola discrepanza?
Poi mi sono letto cosa ha davvero affermato Tremonti: si prevede la «tutela del contribuente il cui capitale viene integrato nelle banche. Ma non il sostegno ai manager che hanno sbagliato nella gestione». Detto in altro modo, se proprio proprio proprio va bene il manager verrà gentilmente invitato a farsi da parte. Probabilmente lasciandogli la buonuscita, ma senza fornirgli un fondo di compensazione per la disoccupazione.
Aggiornamento: (11:00) Tremonti non ci sta. Vediamo che succede adesso, e se ci sarà un emendamentino all'emendamentone.
| Cossiga mi preoccupa | [politica] |
Come forse ricordate, se uno legge gli editoriali della Stampa dal feed RSS non sa chi sia l'autore. Ma in questo caso non c'erano dubbi: l'autore era il Presidente Emerito degl'Italiani. Per me leggere un testo di Cossiga è sempre un divertimento: non tanto per quello che dice direttamente - ad esempio, in questo caso l'articolone si può riassumere nella frase del titolo, "Io davo soltanto buoni consigli", con la chiosa "e il presidente della Repubblica deve fare solo quello e non il decisionista, a differenza di Scalfaro e Ciampi" - ma per tutte le chiose che aggiunge, e che continuo a pensare essere messaggi trasversali. Su alcuni punti, tipo il fatto che il Regno di Sardegna, partito come "costituzionale" (nel senso che Carlo Alberto aveva graziosamente promulgato una costituzione) si tramutò man mano in sistema "parlamentare", dove si risponde al Parlamento e non al Capo dello Stato, sono sostanzialmente d'accordo. Su altre, come quando dice «l’opposizione o anche la maggioranza di sinistra è sempre a favore di un’espansione dei poteri del Capo dello Stato per limitare i poteri del governo», non concordo: è più corretto dire che dipende dal carattere del Presidente, si veda ad esempio con Einaudi che di sinistra proprio non era.
Stavolta però mi sono preoccupato per le cantonate che ha preso Cossiga. Iniziamo con l'incipit dell'articolo, letterariamente perfetto: «Sia per i miei studi che per aver avuto una certa esperienza pratica delle nostre istituzioni repubblicane, penso di potere fare una chiosa a quanto scritto nel quotidiano da lei diretto, che mi è caro perché pubblicato nell’Antica Capitale del nostro regno: il Regno di Sardegna, cui sia lei che io apparteniamo anche se per non antiche annessioni per via diplomatica, ma pur sempre importanti dato che la Sardegna, Genova e il Genovesato, oltre che il Principato del Piemonte e il Ducato d’Aosta erano ben più grandi dello Stato originale, e cioè il Ducato di Savoia, che esse fecero regno.». Ora, Genova e il Genovesato furono annesse al Regno dopo Napoleone, e quindi non c'entrano un tubo. E soprattutto nessuna di quelle terre fecero regno il Ducato di Savoia: il titolo di re arrivò nel 1713, con la pace di Utrecht, e l'assegnazione... della Sicilia. Nel 1718, con uno swap diplomatico, la Sicilia fu poi scambiata con la Sardegna. Ma anche più giù, quando afferma «così il presidente del Consiglio italiano, unico caso credo al mondo, può nominare i ministri ma non revocarli!», Cossiga mi casca su una buccia di banana. Il PresConsMin, a dire il vero, non nomina ma propone i ministri, che sono nominati dal Presidente della Repubblica: vedi articolo 92 (no, la Costituzione non ve la linko. Dovreste averla tutti tra i vostri favoriti).
Mi devo preoccupare? La sanità mentale intellettiva di Cossiga sta davvero vacillando?
Se leggete questo post significa che è andato tutto bene, e che la trattativa Alitalia è terminata positivamente. (Altrimenti avrei cancellato il post: ogni tanto bisogna correre dei rischi)
- Sìlviolo ha mostrato che lui sì che sa gestire una trattativa.
- Uòlter ha mostrato che senza di lui Silvio non saprebbe che cosa fare.
- Guglielmo (Epifani) ha mostrato che esiste, ed è capace a fare aggiungere agli accordi le lettere di intenti.
- L'UGL ha mostrato che nella Seconda Repubblica anche l'ex CISNAL ha piena dignità di esistere.
- La CAI ha mostrato che la tecnica dei multimatum porta tanti vantaggi.
- Air France ha mostrato che basta aspettare il giusto e si possono risparmiare tanti soldi. (Beh, se poi arriverà Lufthansa la cosa cambierà un po', ma nemmeno troppo)
- Intesa/Sanpaolo ha mostrato che se si fanno le cose per bene nessuno si accorge che tutta questa manfrina è stata inventata per salvare AirOne e Carlo Toto.
E voi siete ancora lì a lamentarvi per poche centinaia di euro a testa di debiti?
| semplificazione? insomma... | [politica] |
Vi ricordate il Grande Decreto Semplificativo del nostro ministro Calderoli? Il 112/08? Ne avevo parlato a suo tempo.
Bene. Ho scoperto (per caso, ormai trasferte non ne faccio più da anni) che adesso «La detrazione dell’IVA potrà essere realizzata solo a condizione che la spesa (per i pasti o per il pernottamento) sia documentata da fattura emessa dal fornitore del servizio e intestata a Telecom Italia S.p.A.» Questo significa che devo per forza chiedere fattura, e quindi scegliere posti presumibilmente più costosi. Il tutto, come avrete intuito, «In conseguenza delle disposizioni contenute nel Decreto-Legge n. 112/2008 (convertito, con modificazioni, in Legge n. 133/2008)».
Qualcuno potrebbe spiegarmi cosa diavolo viene semplificato in questo caso? E il qualcuno che sicuramente stava per rispondere "no, questa misura è stata fatta per evitare gli abusi visti in passato" mi spiega perché mai una legge che è stata venduta come "togliamo tutte le leggi inutili" aveva in mezzo cose completamente diverse?
| la scelta giusta per la ragione sbagliata | [politica] |
Ricapitoliamo: il 25 aprile scorso, durante il No Cav Day, la signora Guzzanti Sabina ha detto delle cose brutte brutte sul Papa, l'unico magistrato non komunista l'ha subito denunciata, ma ieri Angelino il Guardasigilli ha detto che non se ne fa nulla. Questa è la notizia. Ora passo ai commenti.
Innanzitutto, sembra che il reato di offesa al Papa sia equiparato a quello di offesa al Presidente della Repubblica ancora dai tempi del Concordato del 1929, e che la revisione craxiana non toccò quel punto. Per quanto riguarda questo punto, quindi, il problema è altrove: la commistione tra Stato e Chiesa, che fa sì che ingiuriare Benedetto XVI sia più grave che ingiuriare Giorgino Bush.
Ma c'è stata poi davvero offesa? A mio parere, no. Personalmente trovo più offensive le parole di beppegrillo™ che in quell'occasione ha dato del Morfeo a Napolitano, accusandolo dell'unica cosa per cui può venire incriminato come Presidente della Repubblica: alto tradimento (alla Costituzione). Detto tra noi, questa è una delle rare volte in cui non sono in disaccordo con beppegrillo™, ma non divaghiamo. Insomma, se Sabina Guzzanti non si fosse limitata a mandare B16 all'inferno in mezzo a diavoli frocioni attivissimi, ma avesse aggiunto qualcosa tipo "anzi no, perché poi gli piacerebbe" allora sì che si sarebbe potuto parlare di offesa.
Angelino Alfano insomma era in una situazione nient'affatto piacevole. A seconda di che tipo di dietrologhi siate, potete scegliere come ragione per cancellare il tutto questa oppure questa: io penso più banalmente che il PresConsMin si sia reso conto che un processo non avrebbe portato vantaggi nei sondaggi. Se però il cattolico Angelino fosse stato attento quando a scuola gli insegnavano catechismo, saprebbe che la sua frase «Ho deciso di non concedere l'autorizzazione a procedere conoscendo lo spessore e la capacitá di perdono del Papa che prevale sulle offese» non è sostenibile nemmeno dal punto di vista religioso: il perdono, attraverso la confessione, ti ridà la grazia ma non cancella la pena. Vedi alla voce "indulgenza" per maggiori informazioni.
Ma tanto ognuno guarda con i propri paraocchi :-)
Aggiornamento: (h 14:45) visto che qua nessuno si è messo a fare la ricerchina, mo' vi spiego come mai Alfano doveva dare l'ok al procedimento.
- Il Concordato del 1929 diceva (articolo 8, comma 2) che "Le offese e le ingiurie pubbliche commesse nel territorio Italiano contro la persona del Sommo Pontefice con discorsi, con fatti e con scritti, sono punite come le offese e le ingiurie alla persona del Re" (diventato automaticamente del Presidente della Repubblica con il 1946)
- La revisione del Concordato non dice nulla al riguardo, ed essendo appunto una "modificazione consensuale" e non un nuovo concordato, l'articolo originale resta intatto
- Il Codice Penale, articolo 278, recita "Chiunque offende l'onore o il prestigio del presidente della Repubblica, è punito con la reclusione da uno a cinque anni".
- Sempre il Codice Penale, all'articolo 313, recita "Per i delitti preveduti dagli articoli 244, 245, 265, 267, 269, 273, 274, 277, 278, 279, 287 e 288 non si può procedere senza l'autorizzazione del ministro per la giustizia."
Nota: quella che è stata abrogata è l'offesa a capo dello Stato "generico", ex articolo 297 del C.P.
| Legaioli del Sud. Epperò... | [politica] |
Leggo su La Voce un articolo di Tito Boeri e Massimo Bordignon che si lamentano perché nella nuova bozza di federalismo preparato da Simplificius Calderoli ci sarebbe un commino che lascia alle regioni a statuto speciale parte delle accise sui carburanti raffinati nel loro territorio. Il motivo politico di questa aggiunta, come Boeri e Bordignon spiegano, si chiama Raffaele Lombardo, o se preferite MPA; il motivo tecnico non ci sarebbe perché l'accisa è un'imposta sul consumo e non sulla produzione, e quindi si giungerebbe al paradosso che la benzina consumata dai piemontesi darebbe soldi ai siciliani.
Sulla parte politica non credo ci sia molto da dire. Su quella "tecnica", però, vorrei fare un paio di considerazioni.
1. Una raffineria non è esattamente una bella cosa per chi ci abita vicino, esattamente come un rigassificatore o una centrale a carbone. Da questo punto di vista, l'idea di lasciare parte delle imposte sull'uso di un materiale a chi ha dovuto subire una produzione necessariamente inquinante non è così stupida.
2. Il federalismo fiscale mette però in evidenza la contraddizione che ormai si ha con la differenza tra le regioni a statuto speciale e quelle ordinarie. Perché io residente in Lombardia devo dare dei soldi alla Sicilia (o al Friuli-Venezia GIulia, o alla provincia di Trento)? Qual è il razionale? Nel caso particolare, perché la norma di cui sopra è fatta solo per le regioni a statuto speciale?
Mi piacerebbe che qualcuno di più importante di me chiedesse le stesse cose su un media più importante di queste notiziole, ma intanto inizio da qua.
| Alitalia e gli smacchi | [politica] |
Berlusconi, almeno in questo momento, non sembra essere molto sicuro di riuscire a ottenere qualcosa per Alitalia. Basta vedere la sua dichiarazione odierna: «Il destino di Alitalia è messo in forse dal comportamento irragionevole da alcune categorie di dipendenti: in questo noi vediamo la forte influenza della sinistra che, pur di dare smacco al governo, non esita a considerare poco importante il disastro che arrecherebbe a tutto il Paese se Alitalia dovesse portasse i libri in tribunale: spero che questo non accada».
Nulla da eccepire sul comportamento di alcune categorie di dipendenti (i piloti in primis, giusto per non fare nomi di categorie). Chi però non ha ancora la mente obnubilata del tutto può ricordarsi che a fine marzo, durante la trattativa con Air France, la situazione fu esattamente la stessa (sempre con i piloti). Immagino che il nostro PresConsMin sia convinto che ai tempi ci fu la forte influenza della sinistra che, pur di dare smacco al governo, ecc. ecc... pur essendo la sinistra al governo. Beh, a rileggermi potrebbe anche avere ragione :-(
Ah, una notizia che non mi pare nessuno abbia rimarcato. Nelle trattative al momento le sigle sindacali presenti, delle nove in cui i piloti sono divisi, sono la Triplice CGIL-CISL-UIL e l'UGL. Insomma abbiamo avuto lo sdoganamento dell'ex CISNAL. I tempi sono davvero cambiati.
| Ignazio La Russa | [politica] |
Chissà se il nostro attuale ministro della difesa pensa che le SS «soggettivamente, dal loro punto di vista, combatterono credendo nella difesa della patria, opponendosi nei mesi successivi allo sbarco degli anglo-americani e meritando quindi il rispetto, pur nella differenza di posizioni, di tutti coloro che guardano con obiettività alla storia d'Italia».
Mi sa di sì.
| Recessione | [politica] |
Occhei, ufficialmente non siamo in recessione - occorrono due trimestri consecutivi con crescita negativa, e noi ne abbiamo solo due su tre, con quello in mezzo positivo - ma anche il secondo trimestre 2008, come il quarto 2007, è stato negativo, come si può leggere dalla BBC. Probabilmente l'hanno anche scritto da noi, ma non
Immagino che Tremonti abbia già fatto sapere a tutte le agenzie di stampa che il deficit è "un'evedità del pvecedente govevno", oltre che "colpa della congiuntuva mondiale" e pvesum... ehm, presumo dei cinesi e della globalizzazione. Io mi preoccuperei invece di un'altra cosa. In teoria il cambio di governo, con una maggioranza anche ampia del paese che ha dato fiducia a PdL e Lega, avrebbe dovuto dare una botta di ottimismo che si sarebbe dovuta ripercuotere anche sul prodotto interno lordo. Poi magari sarebbe stata una breve fiammata, ma almeno ci sarebbe stata. Invece no. Mezzo punto in meno di PIL. Per fare un paragone più comprensibile a metà degli italiani, è come quando il presidente di una squadra di calcio caccia l'allenatore "perché lo spogliatoio non lo vuole", e nella prima partita con il sostituto finisce sconfitta 4 a 0. Che si pensa? che è una squadra di brocchi, e l'allenatore non c'entrava nulla? Appunto. Peggio ancora: è come se tutti noi italiani (tranne i pochi superricchi) ormai non avessimo più fiducia in nulla.
| la cultura della fretta | [politica] |
Farebbero persino sorridere, le giustificazioni del leghista Bragantini, su come il parlamento sia riuscito a fare in modo che l'assegno sociale (istituto assistenziale, quindi pensato per chi non ha prodotto reddito) sarà erogato solo a chi ha avuto dieci anni continuativi di contributi - ma meno di 15 totali, visto che altrimenti arriva la pensione. Farebbero sorridere, si intende, se non fosse che quei nemmeno quattrocento euro al mese sono per molti l'unico reddito. Per chi non lo sapesse, la pensione sociale nacque con la legge 30 aprile 1969, n. 153, ed è avversata da chi tuona contro gli sporchi extracomunitari.
Tralasciamo il banale fatto che sarebbe bastato togliere l'estensione agli extracomunitari dell'assegno (che è appunto per i cittadini italiani e quindi comunitari) e legaioli e neofiammisti sarebbero stati tanto felici; e cerchiamo di vedere le cose in una prospettiva più ampia. Avevo già scritto qualche giorno fa del governo a colpi di fiducia. Sarà che Sìlviolo si sente invecchiare, sarà che si è scocciato di dovere fare il mediatore - cosa che non gli è mai venuta troppo bene, in effetti - ma il risultato finale è che il governo Berlusconi IV è partito alla carica, con enormi decreti legge contenenti di tutto e di più, tipo il 112/08. (Il lodo Alfano non c'entra, la storia dietro di esso è un'altra) Peccato che un decreto legge debba essere convertito in legge in 60 giorni, il che significa che le Camere non possono mettersi a guardare attentamente quello che c'è scritto, e hanno al più una possibilità di fare qualche modifica prima che il tempo inesorabilmente scada. Così c'è l'assalto alla diligenza, e alle cinque del mattino si mischiano le cose più invereconde pensando di essere dei figaccioni.
Forse in un'azienda un approccio del genere può funzionare, perché tanto l'amministratore delegato può buttare tutto all'aria quando vuole; ma il nostro Parlamento non è (ancora) un'azienda, e magari le cose si potrebbero fare in modo diverso. Qualcuno glielo potrebbe spiegare?
| ostruzionismo della maggioranza | [politica] |
Il governo Berlusconi IV è partito a tamburo battente, forte della netta maggioranza di voti ottenuti alle elezioni e della ancor più ampia maggioranza nei due rami del parlamento. Ha delocalizzato la rumenta napoletana, ha cancellato col decreto legge 112 non so quante centinaia di leggi tendenzialmente inutili o dannose (almeno per qualcuno); ha fatto approvare il decreto sicurezza, sospendendo "per sicurezza" i processi non d'interesse; ha fatto in modo che il PresConsMin possa lodare il Lodo, grazie a quell'angelino di Angelino. È vero, con Alitalia sta ancora traccheggiando, ma la colpa è sicuramente di Intesa-Sanpaolo che non si decide a presentare il piano di salvataggio.
Epperò c'è ancora una Commissione Parlamentare che non è ancora riuscita a costituirsi. Per l'ennesima volta, la nomina del presidente della Vigilanza Rai è andata buca.
Piccola parentesi per chi non è esperto di politica. La prassi prevede che la maggioranza lasci alla minoranza la presidenza delle commissioni parlamentari di controllo: ad esempio nella scorsa legislatura la Vigilanza Rai era presieduta dall'aennino Mario Landolfi. In effetti, al Copasir (Comitato parlamentare per la Sicurezza della Repubblica, ex Co.pa.co.) nel maggio scorso è stato eletto all'unanimità Piacione Rutelli, che evidentemente piaceva a tutti. L'altra commissione bicamerale, per l'appunto la Vigilanza Rai, non ha avuto questa fortuna. Come mai? Semplice.
PD e IdV si sono accordati per proporre come presidente Leoluca Orlando. La cosa non è piaciuta affatto alla maggioranza di governo, che è anche maggioranza all'interno della commissione: così tutte le volte che viene convocata una riunione i rappresentanti di PdL e Lega si guardano bene dall'andare a partecipare, non si arriva al numero legale, e ai pochi presenti non resta che salutarsi e andare in buvette a bersi qualcosa.
Se a qualcuno non fosse ancora chiaro che il Pdl-pensiero si può riassumere in "voi scegliete chi vi pare, basta che scegliate quello che vi segnaliamo noi" vi cito letteralmente le parole di Alessio Butti, capogruppo PdL in commissione, come riportate da Repubblica: «Non essendoci state novità sostanziali il Pdl non parteciperà al voto e continuerà su questa linea fino a quando non vi saranno le condizioni per procedere, di comune accordo, sia all'elezione del presidente della Vigilanza sia al rinnovo del cda Rai con la condivisione del presidente». Come volevasi dimostrare.
C'è solo una cosa peggiore di questo ennesimo aspetto del rispetto delle minoranze da parte dell'accoppiata PdL-Lega: il silenzio dei quotidiani non politici (rep.it da questo punto di vista è chiaramente schierato, quindi non fa testo). Chissà, forse conviene anche a loro che in Rai stiano tutti bloccati e zitti.
| La fiducia è una cosa seria | [politica] |
Il voto di fiducia è sempre stato usato e abusato nella politica italiana per zittire i malumori interni alla maggioranza che di volta in volta governa il nostro paese. Spesso produce l'effetto opposto, chiedere a Romano Prodi per informazioni, ma in genere permette di allungare almeno un po' la vita dei governi.
In questa legislatura non si direbbe che ci sia bisogno di chiedere voti di fiducia: la maggioranza ha un solido margine sia alla Camera che al Senato, e almeno al momento non si notano grandi scollature tra i partiti della coalizione. Eppure, come si può anche leggere in questo fondo del Corsera, Berlusconi l'ha già chiesta per tre volte - tralasciando quella formale per l'approvazione del nuovo governo.
Può darsi che la ragione sia "perché abbiamo fretta di fare le cose", anche se non mi pare che l'attuale opposizione brilli per capacità ostruzionistiche; a me però pare più che altro un ennesimo segno della "visione aziendale" del nostro attuale PresConsMin, che si può sintetizzare come "Io decido, voi dovete semplicemente approvare". In effetti, visto che i nostri parlamentari non sono stati scelti da noi elettori ma piazzati in lista al posto giusto, mi sa che i conti dal suo punto di vista tornino perfettamente; ma tutto ciò non fa che aumentare il mio sconforto.
| più impronte per tutti | [politica] |
Leggo in giro (ecco ad esempio il Corsera che con un emendamento al "pacchetto sicurezza" approvato in modo bipartitico in commissione Bilancio e Finanze - avete letto bene: Bilancio e Finanze - con il plauso del piddì abbiamo finalmente superato il problema delle impronte digitali da prendere agli zingari. Infatti entro capodanno 2010 - meno di un anno e mezzo da oggi - tutti noi dovremo apporre nella nostra carta d'identità i nostri ditini. Più precisamente l'articolo che raddoppiava da 5 a 10 anni la validità della carta d'identità ora dice «La carta di identità ha durata dieci anni e deve essere munita della fotografia e delle impronte digitali della persona a cui si riferisce». Tanto, dice il deputato PD Giulio Calvisi (il cui sito è in ristrutturazione dallo scorso 25 aprile), "esiste una direttiva comunitaria che porterà tutti gli stati ad avere questa novità".
A me avere o no il dito spiaccicato sulla carta d'identità cale poco o punto. Posso poi immaginare che l'Unione Europea abbia detto in maniera più o meno ufficiosa a Sìlvolo che se voleva togliersi dal vespaio in cui si era cacciato l'unica soluzione decente per non perdere la faccia era questa. Peccato però per parecchi piccoli particolari:[*]
- si vuole raddoppiare la durata della carta d'identità, immagino per risparmiare un po' di soldi, e poi si obbliga comunque la gente a rifarla e perdere tempo... a meno naturalmente che il 2010 sia il limite dell'introduzione delle nuove carte.
- naturalmente quello che succederà in pratica è che prima tutti i cattivi neocomunitari verranno schedati (tanto sono quelli da schedare sul serio, no?) e poi, con mooooolta calma, si può vedere cosa fare degli altri.
- per quello che ricordo, la carta di identità la si può fare dai quindici anni in poi. I bambini sinti e rom, che bisogna schedare "per la loro tutela" (e sto aspettando ancora che qualcuno mi spieghi come effettivamente sarebbero tutelati) quindici anni non ce li hanno certo. Dobbiamo aspettarci un altro emendamento per obbligare anche i neonati ad avere la carta d'identità?
- può darsi che le moderne tecniche informatiche permettano di confrontare un'impronta digitale con sessanta milioni di altre impronte in un tempo breve, ma ne dubito. In pratica, insomma, cinquantanove milioni e mezzo di file rimarranno lì a fare nulla e si verificheranno solo i brutti e cattivi. Però l'uguaglianza di fronte alla legge è chiarissima.
Capisco che qua da noi abbiamo un'opposizione di lotta e di governo: ma almeno provare a dire che cosa non va, invece che aprire con gioia la bocca per ricevere la zolletta? È davvero chiedere troppo?
[*] non ce la faccio proprio ad essere serio, se vedo la possibilità di un gioco di parole, come una frase allitterativa, non riesco a evitarlo.
| googlismo-leninismo | [politica] |
Nella nostra Camera dei Deputati abbiamo una Commissione Cultura, Scienza e Istruzione. Visto che si tratta del Parlamento Italiano, non c'è nulla di strano che tra i membri della commissione ci sia Renato "Betulla" Farina, che indubbiamente è un esperto di editoria. Per quanto riguarda il resto, può essere istruttivo leggere questo resoconto, della seduta della commissione del 18 giugno scorso. Rimarcando subito che «Il livello degli interventi si è attenuto su questioni specifiche, oppure a livello del sistema» (Aristotele non gli fa un baffo), naturalmente ha scelto di parlare a quest'ultimo livello, toccando finalmente il conflitto di interessi che ci troviamo in casa («è curioso che Di Pietro, che gestisce uno dei blog più importanti d'Italia, chieda un sostegno ai blog». Che sia un «piccolo conflitto di interessi» lo dice lui, non io) e arrivando a insospettabili punte di Cultura, Scienza e Istruzione. Non posso esimermi dal citare letteralmente questi due paragrafi:
«Se digitate il vostro nome su un motore di ricerca e siete di centrodestra, verranno fuori le cose più atroci del mondo. Se siete di sinistra, vedrete le cose migliori. (Commenti) Ve lo garantisco. Google Italia è così, provate. Ci saranno al suo interno certi algoritmi che permettono questo.»
«Faccio un esempio che mi riguarda: esistono siti che vengono divisi equamente, ma quelli che appaiono nella prima pagina sono tutti contro di me, dicendo in proposito peste e corna, tanto che, se mi vedessi per strada, mi prenderei a schiaffi.»
Devo aggiungere che subito dopo l'intervento del nostro miglior internettologo, il sottosegretario all'Editoria (Bonaiuti, mica uno qualunque) si è ricordato di un suo impegno al Governo e la sessione si è immediatamente conclusa.
(via Mantellini)
| Lodo Alfano e legge salvapremier | [politica] |
Sono in tanti, da Sìlviolo in giù, a cercare di convincerci che le leggi sulla giustizia che il governo Berlusconi IV ha proposto e il parlamento sta approvando a tamburo battente non c'entrano assolutamente nulla con l'attuale PresConsMin, e che anzi non bisognerebbe dire "legge salvapremier" perché tanto Lui non la utilizzerà mai. Il guaio è che il primo a mettere tutto sul personale è proprio l'Uomo di Arcore, ed è difficile riuscire a distinguere le cose quando lui è nato per la contaminazione (leggi Confiltto di Interessi). Ma proviamo a immaginare uno strano mondo parallelo, dove Sìlviolo abbia guardato il calendario, si sia accorto che ormai la settantina l'ha passata, e ha deciso che non vale la pena che si sacrifichi ancora per il bene dell'Italia: se n'è andato così alle Bahamas e ha lasciato il suo alter ego Uòlter Weltroni a promulgare queste due leggi. Prometto che da qua alla fine non si parla più di Berlusconi. Non posso invece promettere di spiegare correttamente le due leggi, visto che anche i media sembrano fare melina e cambiare le definizioni in ogni momento.
Il Lodo Alfano (chi lo lodi non si sa) afferma che “salvi i casi previsti dagli articoli 90 e 96 della Costituzione, i processi penali nei confronti dei soggetti che rivestono la qualità di Presidente della Repubblica, Presidente del Consiglio dei Ministri, Presidente del Senato, Presidente della Camera sono sospesi [...] La sospensione si applica anche ai processi penali per fatti antecedenti l’assunzione della carica o della funzione.” Buffo notare come il PresConsMin è diventato la seconda carica dello Stato, sopravanzando i presidenti delle Camere, ma quella è solo una curiosità. Qualcuno si chiede se una simile legge debba essere una modifica costituzionale: probabilmente no, visto che si parla di una sospensione, non di un'immunità vera e propria; e se non ho capito male, vale solo per una legislatura. Posso anche comprendere la logica che sta dietro il Lodo: se uno ce l'ha con te e inizia a inquisirti per cose che non c'entrano un tubo con la politica, la Carica Importante dello Stato è azzoppata, e ciò non è bello per la Nazione tutta. Il limite a una legislatura è un po' un controsenso: l'unica Alta Carica dello Stato che ha una sorta di consenso popolare (implicito) è il PresConsMin, e quindi per lui si può dire "se la gente lo ha votato, vuol dire che a loro non importa niente di quello che ha fatto". Ma a questo punto logica vorrebbe che si limitasse la sospensione ai processi che iniziano nella legislatura in corso; se ti hanno eletto anche se eri inquisito, vuol dire che non ci sono problemi, no?
Per la legge salvapremier il commento è ancora più lapidario. Ma ci sono davvero così tanti processi che possono dare condanne oltre i dieci anni da richiedere uno stop di un anno a tutti gli altri processi? Se sì, siamo messi davvero male. Se no, è una misura assolutamente demagogica che serve solo a svuotare per un po' le carceri senza fare indulti o amnistie.
| sfiducia | [politica] |
Su Repubblica di oggi ci sono i risultati di un sondaggio sul gradimento di politici e istituzioni varie. Il commento di Ilvo Diamanti è molto sintomatico. Diamanti infatti fa notare come la fiducia in Berlusconi in tre mesi è scesa dal 61 al 44%: in pratica, un quarto di consensi in meno. Glissa poi per quanto possibile sulla fiducia a Veltroni, che è crollata dal 65 al 40%: più di un terzo delle persone che ancora a marzo, indipendentemente dalle loro opinioni politiche, lo consideravano affidabile ha cambiato idea. Direi un ottimo risultato politico, tenuto conto che a fare l'opposizione (come sa il Bertinotti) dovresti avere dei vantaggi.
A dire il vero è ancora peggio vedere che la magistratura è considerata affidabile solo dal 35%. Anche qua mi sembra che ci sia un capitale completamente perso: nemmeno troppo per "la magistratura giacobina" (altrimenti il gradimento del premier sarebbe maggiore) quanto proprio per le lotte interne che certo non aiutano.
In definitiva, una brutta situazione, un regimicchio rassegnato.
| chissenefrega | [politica] |
Qui sono due giorni che tutti (e quando dico tutti non parlo dei blogh, ma dell'italica stampa) parlano del vero motivo per cui Sìlviolo vuole bloccare le intercettazioni: perché ci sono telefonate in cui si vanta/bea/compiace di essersi fatto qualche signora o signorina che ora fa parte dell'esecutivo Berlusconi IV. Secondo il Corsera lo dice lui stesso («fango gettato sul presidente del Consiglio e sui ministri»); D'Avanzo su Repubblica ci fa sapere che lui ha sentito tutto, ma ormai la parte più "succosa" è stata cancellata dal GIP milanese Marina Zelante (che bel cognome che ha).
Mi secca dirlo, ma sono quasi d'accordo con il pippone odierno di Paolo Guzzanti: quasi, perché il suo elogio della fica-con-la-c-perché-noi-siamo-romani (e quindi prendiamo l'originale greco) è piuttosto ridicolo. È però vero che non è un problema mio né di sessanta milioni di altri italiani con chi afferma di essere andato a letto l'attuale PresDelCons; al limite è un problema di donna Veronica... e quelli sono affari loro, comunque. Gli affari miei e degli altri 60 milioni di italiani sono il fatto che perché Lui non deve far sapere ufficialmente che dice di aver messo le corna (cosa che non mi pare sia un reato civile o penale) allora bisogna bloccare tutte le intercettazioni... e tanto le voci circolano lo stesso. Bellino, vero?
| l'evoluzione di Tonino | [politica] |
Leonardo, come spesso capita, ha ragione: l'attuale leader del centrosinistra (e quindi di tutta la parte della nazione meno a destra di Casini, visto che dalle parti de La Sinistra - L'Arcobaleno non c'è proprio più nessuno) è Antonio Di Pietro. Una delle tante anomalie italiane è che il leader del centrosinistra è un uomo di destra, ma non ci si può fare molto; prendiamo già come dato positivo il fatto che stavolta, a differenza delle due ultime legislature, non mi pare si siano verificate delazioni dall'Italia dei Valori a Forza Italia, il che significa che Tonino sta imparando a scegliere i suoi uomini.
D'altra parte, mi sa che Di Pietro stia anche imparando a posizionarsi correttamente. Basta vedere il "magnaccia" affibbiato a Berlusconi, e se vogliamo anche le mussolinesche pose bucoliche, che sono l'unica risposta possibile alla retorica del "presidente operaio" che non dia l'aria di essere una trita scopiazzatura; scopiazzatura che è il modo con cui negli ultimi anni il centrosinistra ha sperato di attirare i voti moderati, senza riuscire a capire che non ha senso prendere un succedaneo quando puoi scegliere l'originale.
Detto tutto questo, aggiungo che sono quasi completamente d'accordo con l'analisi di Alessandro Gilioli, che tra l'altro dice le cose in maniera sicuramente più comprensibile di un casinista come me. Il "quasi" è dovuto al fatto che io i flosci tizi non li ho votati, come forse ricorderete. È inutile fare i fighetti "da circoscrizione 1" e prendere in giro Di Pietro per i suoi congiuntivi, per il suo modo di vestirsi o per quello che dice: i fighetti da circoscrizione 1 sono e saranno la minoranza, come si vede dagli apprezzamenti per le uscite "politicalli scorrect" non solo di Bossi e Calderoli ma anche di illustri esponenti del Popolo delle Libertà che tanto si sono indignati per avere sentito apostrofare così Il Loro Capo. E poi, scusate, "magnaccia" è praticamente una parola già sdoganata di suo: per indicare le richieste da parte di Sìlviolo per piazzare qualche soubrettuccia, "pappone" sarebbe stato peggio, no? (Ovviamente un termine come "lenone", anche se magari lo conosce, non sarebbe mai stato potuto pronunciare da Di Pietro. Sono lemmi da Padri Nobili della sinistra.)
| Giulio Tremontischioppa | [politica] |
Qualche giorno fa avevo scritto della differenza fondamentale di visione nelle scelte dei governi italiani degli ultimi quindici anni (o meglio, nelle scelte di Berlusconi e dei non-Berlusconi) per abbassare il deficit di bilancio. Secondo questo articolo di lavoce.info, però, non ho capito nulla. Infatti, a quanto parrebbe, l'unico punto veramente innovativo (e apprezzabile in modo bipartitico) di Giulio Tremonti è stato quello di indicare nel DPEF anche i punti in cui si intende operare per tenere a bada il deficit, invece che limitarsi a dichiarazioni di principio.
Peccato però che questi punti comprendano un aumento della pressione fiscale, una compressione delle spese per investimenti e non tocchino le spese correnti. Sul primo punto vedo sì una discontinuità, ma con le promesse elettorali del PdL, non con le manovre del precedente governo; il terzo punto è un leggero miglioramento rispetto alle ultime finanziarie dove anche la spesa corrente cresceva, mentre il taglio (tre miliardi, non saranno tantissimi ma sono sempre un segnale) degli investimenti fa a pugni con la retorica delle Grandi Opere che ci è stata propinata due legislature orsono.
Liberisti liberali e libertali tengano presente la cosa, prima di lamentarsi con me :-)
| In attesa di papa Silvio I | [politica] |
Vengo a scoprire da una fonte di gossip solitamente ben informata (il Corsera) che il nostro attuale PresDelCons si è lamentato con il vescovo di Tempio Pausania perché Lui, che è divorziato, non ha il diritto di fare la comunione come tutti i fedeli cattolici.
Prendendo per buona la ricostruzione del quotidiano, le cose non devono essere andate proprio così: se Silvio ha fatto la domanda al vescovo «che gli stava porgendo l'ostia» (e che immagino l'abbia riconosciuto) e poi «ha rifiutato cortesemente la comunione», è chiaro che stava cercando il caso. Sospendo il giudizio sul vescovo che stava comunque facendo finta di niente e alla fine gli ha consigliato di rivolgersi «a chi è più in alto»: potrebbe essere un incrocio tra don Abbondio e Agostino Saccà, oppure più banalmente avere deciso che essendo Silvio già in peccato mortale era meglio evitare ulteriore scandalo (in senso evangelico, non novelladuemilistico).
Vorrei però farvi notare un simpatico parallelo con le ultime leggi ad personam sbucate dal cappello del nostro, come quella sul rinvio dei processi: anche in quel caso la giustificazione ufficiale è che in realtà Lui sta pensando al volgo in ambasce, e il fatto che la stessa legge si possa - favorevolmente - applicare a lui è un puro accidente, senza alcuna correlazione. Anche qua si parla "dei divorziati": mica è colpa sua se anche a lui è capitato di vedere che «L'amore si trasforma in sincera amicizia» e quindi che lui e Carla, «di comune accordo, decidono di continuare la loro vita seguendo ognuno le proprie aspirazioni». O forse non è così? Chissà, magari tutta la profferta d'amicizia verso il Vaticano serve solamente a spingere questa leggina, e far sì che Silvio non si senta più un cattolico di serie B quando i fedeli si accodano per la comunione!
| taglia tu, che mi viene da ridere | [politica] |
Un governo, come una famiglia, ha tre possibilità quando scopre di spendere più di quanto guadagni: spendere meno, guadagnare di più, o indebitarsi. Negli ultimi quindici anni, quando proprio era impossibile usare la terza opzione, il trend è abbastanza chiaro: i governi Berlusconi scelgono la prima ipotesi, i governi non-Berlusconi la seconda.
Personalmente sono dell'idea che - salvo in casi particolari - sia meglio iniziare a eliminare le spese inutili, e quindi in linea di principio dovrei apprezzare quest'ultima finanziaria. Peccato però che ci sia un piccolo problema di fondo. Dire "tagliamo le spese" non significa nulla: tornando all'esempio della famiglia, bisogna mettersi con calma e capire quali sono le spese che si possono evitare; e soprattutto ognuno deve pensare alle proprie uscite. L'idea che appare anche questa volta, invece, è quella di fare in modo che siano gli altri a tagliare, come nel caso della sanità dove i bilanci sono regionali e non nazionali. Altra cosa fondamentalmente giustissima... se ci fosse già un vero federalismo fiscale, così che gli enti locali non abbiano la scusa per piangere sulla mancanza di trasferimenti. Peccato che il federalismo fiscale tolga fondi e scuse allo stato centrale, e a quanto pare questo è cassato in modo bipartisan.
In definitiva, tanto fumo e ben poco arrosto come al solito... ma forse uno lo immaginava già.
| Irlanda sì, Irlanda no (buona la seconda) | [politica] |
A quanto pare, quei cattivoni degli irlandesi hanno affossato le residue speranze di avere una Costituzione Europea. O almeno è quello che viene detto più o meno ovunque, tranne che per i leghisti che immagino temano che se il Trattato di Lisbona venisse approvato non ci sarebbe più la possibilità di una Padania Libera Indipendente e soprattutto Fatta Di Soli Padani. Ah sì, poi c'è Marcello Pera che sulla Stampa di oggi spiega che questa è la vendetta dei cristiani (immagino perché nel preambolo del trattato non si fa menzione delle radici giudaico-cristiane), ma questa è solo la controprova che in Italia chiunque può diventare presidente del Senato. All'estero, dimostrando un enorme tatto, i commenti sembrano andare da "sì, ma gli irlandesi sono solo quattro milioni, che volete che contino" a "brutti ingrati, con tutti i fondi che vi abbiamo dato in questi anni".
Che penso io della cosa? In una parola, boh. Sono andato a dare un'occhiata al sito sul Trattato di Lisbona. Poi sono andato a cercare il testo del trattato: è qua. Anzi no: quello è l'indice che porta ai vari capitoli. Il totale è di 230 pagine, più 41 delle note fatte da ogni singola nazione (per la cronaca, l'Italia ha messo a protocollo che lei deve sviluppare il Mezzogiorno; che assieme ad altre quindici nazioni le va bene l'inno e la bandiera attuali, più qualcosa sulla rappresentanza al parlamento europeo che è garantita in modo "degressivamente proporzionale", qualunque cosa significhi questa espressione). Questa non è una Costituzione, è un'arma contundente da lanciare contro chi non è d'accordo, vista la mole di carta necessaria per scriverla in tutte le lingue dell'Unione.
A questo punto trovo demagogica anche la proposta dell'eurodeputata Pasqualina Napoletano, quella di fare sì un referendum ma con tutti i cittadini europei, non divisi per nazione. L'idea in effetti sarebbe fortemente suggestiva, ma comunque insensata, visto che nessuno saprebbe esattamente per cosa vota. Una Costituzione deve essere snella, un po' come la nostra fino a dieci anni fa (e no, non è colpa di Sìlviolo, anche se lui ci ha tentato non ce l'ha fatta a peggiorarla ancora). Tutto il resto si può fare poi a parte: ma se il mio voto serve a rendere ufficiale una euroburocrazia di questo tipo, lascio volentieri perdere.
| non è censura (solo idiozia) | [politica] |
Chi mi legge sa che sono un assiduo lettore del blog di Paolo Guzzanti, che secondo me è quasi più divertente del figlio Corrado (con Sabina e Caterina non c'è storia, il padre vince a man bassa). Non fermatevi ai titoli wertmülleriani, o meglio da romanzo d'appendice settecentesco; la parte migliore è il modo in cui Paolo il Rosso viene a patti con i suoi lettori e commentatori.
Oggi, dopo una lunga serie di tirate contro quelli buttati fuori e riapparsi sotto falso nome, Guzzanti ha emesso il suo ukase.
«Da oggi funzionerà così: chi si iscrive riceverà una mia mail in cui verranno chieste le generalità controllabili, un numero di telefono fisso e un indirizzo postale.
Chi fosse senza fissa dimora e avr soltanto un cellulare anonimo - che peccato - non potrà stare qui.»
Non so, né me ne importa, se questa procedura sia lecita: probabilmente sì, perché è strumentale al servizio offerto "postare sul blog Rivoluzione Italiana", e quindi il rifiuto di conferire i dati richiesti impedisce semplicemente il servizio. Resta il fatto che, nonostante il parere opposto di Guzzanti, quella è censura. Nulla di cui stracciarsi le vesti, anch'io censuro i commenti (nel senso che li verifico prima di accettarli); ma a parte l'ipocrisia del nostro, faccio notare che lui è un Senatore della Repubblica Italiana e che potrebbe tranquillamente permettersi qualcuno che verifichi i commenti ed elimini quelli dei «professionisti guastatori che vagano di blog in blog portando zizzania, distruzione, insinuazioni, scherno, derisione, perdite di tempo, sabotaggio», senza schedare nessuno. O magari il Grande Progetto di Guzzanti senior richiede necessariamente un insieme di obbedienti e rintracciabili sodali?
(nel caso qualcuno arrivi qua da Rivoluzione Italiana: non ho mai postato alcun commento da quelle parti, perché dal mio punto di vista la registrazione necessaria era già troppo invasiva. Non è un problema di anonimato: chi frequenta il mio sito sa che ci sono tutti i dati che permettono di sapere chi sono)
Aggiornamento (13 giugno) Guzzanti ha pubblicato la sua richiesta di dati, dove spiega che Rivoluzione Italiana «non è dunque un forum, non è una mailing list, ma una pubblicazione che ha un direttore» (attenzione!) e contnua spiegando che «Come direttore ho la responsabilità di una omogeneità di stile che garantisca una completa libertà di espressione di opinioni politiche e di qualsiasi altro genere.» Non che io capisca come l'omogeneità di stile possa essere lesa dai commenti, ma ribadisco: io non sono Senatore della Repubblica Italiana, quindi mi mancano i fondamentali.
| L'ultimo regalo di Prodi | [politica] |
Ricordate che due mesi fa vi avevo parlato del debito pubblico italiano e dei conti di gennaio 2008? Bene, sono passati appunto due mesi, ed ecco che i giornali parlano dei dati di marzo. Occhei, il Corsera ha dei problemi nello spiegare le cose: scrivere «Il debito sale così per il terzo mese consecutivo. Si tratta, in ogni caso, di una crescita in valore assoluto, mentre ai fini del patto di stabilità europeo è il rapporto percentuale del debito rispetto al Pil ad avere valore» è formalmente corretto ma assolutamente incomprensibile. Ma tanto io mi baso sui dati ufficiali ISTAT (PDF), e mi preoccupo. Marzo 2008 è stato l'ultimo vero mese del governo Prodi, in teoria dedicato agli affari correnti. Ci sarà stato anche un aumento dei costi legati al petrolio schizzato in alto. Ma un passivo nel mese di 23 miliardi (mentre nel 2007 fu di 7 miliardi e mezzo) è davvero pericoloso, anche tenendo conto che febbraio non era andato così male. Per dirla in modo diverso: tra ottobre 2006 e marzo 2007 il debito pubblico è rimasto costante. Tra ottobre 2007 e marzo 2008 è aumentato di diciassette miliardi. (Nota: quando Tremonti parlerà del buco del governo Prodi, sappiate che la sua dimensione è più o meno questa). La situazione è molto peggiore di quanto scrissi due mesi fa: non ci sono stati trucchi contabili per abbellire i risultati 2007, ma le cose stanno proprio andando male. Sappiatelo.
| La politica dello "speriamo che schiatti" | [politica] |
Ieri SilvioB. ha chiesto un bicchier d'acqua per il caldo eccessivo - si vede che non era qui a Milano - e subito Repubblica ha preparato una galleria fotografica - dove non si vede nulla, a dire il vero - intitolandola "lieve malore per Berlusconi".
A me pare tanto che cose come queste mostrino quale sia la strategia politica attuale della sinistra-ombra: aspettare che SilvioB. muoia - o almeno si prenda un ictus un po' più forte di quello che ha avuto Bossi - perché così miracolosamente tutta l'alleanza a destra si romperà in mille pezzi e loro potranno uscire dal governo ombra per ritornare al governo vero. Un programma molto interessante, vero? Eppure a me non pare di avere sentito nessun'altra idea arrivare dall'opposizione. Viene quasi da augurare lunga vita al nostro PresDelCons: almeno lì sappiamo il male che ci arriverà.
| Perché la sinistra è extraparlamentare | [politica] |
Se qualcuno si stesse ancora chiedendo dove sono finiti tutti i voti che ad aprile la Sinistra - l'Arcobaleno ha perso, o peggio ancora se qualcuno fosse convinto che siano finiti tutti da Uòlter, sarebbe meglio che leggesse la "verità dell'Ernesto", il capo del raid al Pigneto. (Prima di andare avanti: lo so che la persona ha un nome e cognome, che è già stato spiattellato pubblicamente almeno da rep.it. Il non indicarlo è una mia scelta precisa).
Il tipo arriva, mostra il suo bel tatuaggio col Che, spiega di essere nato il primo maggio (il che non si capisce bene che c'entri con il non essere di destra) ed è il prototipo del borgataro sinistrorso. Però ti metti poi a leggere che ce l'ha col "Mustafà" (il magrebino che avrebbe rubato il portafoglio alla tipa), Mustafà che se ne sta sempre lì dall'"infame" (il bengalese cui hanno sfasciato il negozio), e quindi è andato a farsi giustizia da sé: casualmente si è trovato una ventina di gente che sicuramente conosceva Ernesto - perché al Pigneto Ernesto lo conoscono tutti - e che però non sa dire chi siano perché erano tutti a volto coperto; ma sicuramente non erano nazisti, perché non avevano addosso un badge con la svastica.
Una volta forse la sinistra aveva abbastanza carisma per tenere a bada persone come Ernesto, o comunque riusciva a incanalarli a pestare i fasci (che tanto erano perfettamente d'accordo a pensare che un bel pestaggio fa sempre bene). Oggi non più, la patina è stata tolta, e rimane quello che stava sotto: ras di quartiere che sono convinti di essere perfettamente in grado di gestire tutto da loro. Dati certi leader della sinistra, in effetti non posso nemmeno dare a questi ex-sinistrorsi tutti i torti, a dire il vero; ad ogni modo, forse qualcuno dovrebbe iniziare a chiedersi quando ha iniziato a sbagliare, politicamente parlando.
| Dopo le elezioni | [politica] |
Pestaggio neonazista contro un immigrato del Bangladesh. (dieci contro uno, non si sa mai...)
Conduttore di DeeGay.it pestato perché gay.
Certo che il tipo che ha ammazzato i due scooteristi col suo Mercedes avrebbe potuto aspettare un paio di giorni, così almeno Alemanno avrebbe potuto dire che il problema è di tutti....
| Ragione di (un altro) Stato | [politica] |
Ricordate che a dicembre Romano Prodi spiegò che non avrebbe incontrato il Dalai Lama perché c'è la ragione di stato? Ne avevo parlato anch'io, lamentandomi della cosa. Bene, oggi leggo che il ministro dell'economia tedesco ha avuto un incontro ufficiale con il Dalai Lama. In Germania si sono lamentati che né la cancelliera Merkel né il ministro degli Esteri abbiano accettato di fare un incontro; io però mi sarei già accontentato di vedere TPS come rappresentante del vecchio governo.
Ora però si aprono interessanti prospettive. Non è che Giulio Tremonti, storicamente contro il "predominio cinese" e propugnatore di dazi, vorrà seguire le orme della signora Heidemarie Wieczorek-Zeul? Oppure le sue sono state solo chiacchiere ad uso elettorale?
| Ancora su Travaglio e Schifani | [politica] |
Dopo l'annunciata querela da parte di Schifani, e il successivo silenzio della Seconda Carica dello Stato, tocca anche segnalare l'"attacco da sinistra" portato a Travaglio da Giuseppe d'Avanzo. Per chi non avesse voglia di leggere tutto il pippone, il riassunto è che Travaglio vuole «persuadere un ascoltatore innocente che il presidente del Senato sia in odore di mafia.»
Interessante concetto. Io a dire il vero sono solo rimasto persuaso che trent'anni fa Schifani abbia avuto frequentazioni con persone che diciotto anni dopo sono state indagate per mafia, il che onestamente non significa nulla, a meno che non si riesca a dimostrare che Schifani sapesse già allora che quelli erano mafiosi. E quindi mi aspetterei semplicemente che la Seconda Carica dello Stato ribadisse "sì, ho fatto una società con loro, ma non avevano nulla di mafioso". Se tra vent'anni diventerò Presidente del Senato, e mi rinfacceranno che nel 2012 Marco d'Itri sarà stato incriminato come rappresentante di spicco della famigerata Mafia del Ponente, io non avrò certo problemi ad ammettere la mia frequentazione con lui durante la fine degli anni '90.
Occhei, io non sono un ascoltatore innocente, mi sa tanto. Ma io resto della mia idea che la gente non deve mettere all'ammasso il cervello e verificare le cose; e ad ogni modo, se tutti quelli che scrivono verità a metà dovessero essere querelati arriveremo davvero a bloccare l'italica giustizia. Vabbè, aspettiamo il processo :-)
| La seconda carica dello Stato | [politica] |
Dopo avere sentito tutte le polemiche bipartisan contro l'intervento di Travaglio sabato sera da Fazio, ho deciso di sapere esattamente cos'era successo, e sono andato a vedermi il video. Per chi avesse fretta e non volesse sorbirsi il video, ecco qua sotto la trascrizione delle parti che riguardano Schifani. La prima, quella che mi pare sia stata taciuta da tutti i commentatori nei giornali:
[alla domanda se ci sono dei motivi di originalità, parlando appunto di Schifani:] «questa parabola a precipizio... dopo c'è solo la muffa, probabilmente. [pausa a effetto, e ripresa meditabonda:] dalla muffa si ricava la penicillina, però: è un esempio sbagliato.» [risata sguaiata in platea]. Non so, ma a me questa frase mi pare molto più pesante di quelle incriminate.
Nella seconda parte, dove si parlava dei giornalisti (notare la frase sulle notizie: «La gerarchia la decidono i politici», spiegando che Commissione di Vigilanza, CdA e Authority sono tre organismi politici e i giornalisti sanno che ci sono loro sopra di essi), parte l'attacco.
«È chiaro che se il clima politico induce... a un rapporto diciamo di distensione tra l'opposizione e la nuova maggioranza? Schifani ha avuto delle amicizie con dei mafiosi? Io non scrivo che Schifani ha avuto delle amicizie con dei mafiosi [Fazio in sottofondo: "È stato scritto"] perché non lo vuole né la destra né la sinistra. E io che c'entro con la destra e con la sinistra? Loro prendano le posizioni politiche che vogliono, ma io devo fare il giornalista. Io devo raccontarlo. L'ha raccontato Lirio Abbate nel libro che ha scritto con Gomez [è questo - .mau.] e viene celebrato giustamente come un giornalista eroico minacciato dalla mafia. Allora: o hanno il coraggio di dire che Lirio Abbate è un mascalzone, è un mentitore, oppure hanno il coraggio di prendere nota di quello che scrive della seconda carica dello Stato e chiedere semplicemente alla seconda carica dello Stato di spiegare quei rapporti con quei signori che sono stati poi condannati per mafia. Invece noi andiamo purtroppo a rimorchio del clima politico. Se ci fosse scontro qualcuno dice "vabbè, alla sinistra fa comodo, lo scrivo". Oggi che nemmeno la sinistra vuole sentir parlare di queste cose non ne parla più nessuno. È un dramma.»
Fazio replica: «Sai qual è la certezza? La certezza con te è che si rispetta sempre la par condicio. Cioè che non c'è mai qualcuno che esce bene, e questo ci aiuta, perché siamo in tempi ancora di par condicio perché noi sino alla stagione prossima non possiamo avere uomini politici anche per replicare a te. Quindi rimandiamo l'appuntamento, natural... a cominciare dalla seconda carica dello Stato, all'autunno prossimo.» e senza nessuna pausa continua «Tifi ancora Juventus?», al che Travaglio risponde «Ho smesso per quindici anni quando c'era Moggi» e finisce tutto lì.
Quello che mi viene da dire dopo avere visto il dialogo è innanzitutto che Fazio sapeva perfettamente che cosa avrebbe detto Travaglio, e da questo punto di vista mi chiedo che cosa significhino le sue scuse di ieri. Tanto sono certo che i politici sanno benissimo che dietro il faccino così gentile ed educato Fazio dev'essere un mastinaccio. Sulle altre frasi, Travaglio ha sicuramente gettato il sasso nascondendo la mano. Notate il periodo ipotetico implicito, la successiva attribuzione delle frasi ad Abbate, e il dire "ma queste cose non le si possono dire". Naturalmente, però, nessuno si è chiesto se le frasi in questione siano vere o false - immagino siano vere, visto che non ho notizia di denunce per diffamazione nei confronti di Abbate. Per la precisione, la "notizia" è che qualcuno abbia affermato che ci siano state queste frequentazioni: non avendo letto il libro di Abbate e Gomez non so se c'è stata a riguardo una sentenza di qualunque grado di giudizio. Mi sarebbe però piaciuto che i politici di destra e di sinistra, invece che fare i soliti alti lai contro Travaglio, fossero entrati nel merito della questione, e avessero chiesto esplicitamente dell'esistenza o no di questi contatti (o, nel caso di Schifani, un'affermazione esplicita e ufficiale di non avere mai avuto contatti con tali persone: troppo banale limitarsi ad affermare «Si tratta di fatti inconsistenti o manipolati che non hanno nemmeno la dignità per generare sospetto». Così sono solo chiacchiere inconsistenti). Ma questo come al solito è troppo per la nostra Italietta. Molto più redditizio parlare di Grandi Sistemi e Grandi Attacchi!
| Primo giorno di governo | [politica] |
Stamattina, sul treno regolarmente in ritardo da Milano a Torino, ho avuto un po' più di tempo del solito per riuscire a leggere il giornale (la Busiarda, claro) e scoprire cosa vogliono fare i ministri del Silvio IV. Tralascio solo la coppia Simpli(fi)cius-Bossi e il loro siparietto con Gheddafi, anche se mi sa che il Senatur abbia ragione quando afferma che è Tripoli a favorire i flussi dei migranti.
Ignazio La Russa, costretto a fare un commento sulla situazione in Libano, riesce a dire «Quand'ero solo un politico ho detto che le regole d'ingaggio andavano modificate. Ora, prima di ripetere quella frase ho bisogno di informazioni piu approfondite». Detto in altro modo, un politico può dire tutte le idiozie che vuole, tanto si sa che non contano un tubo. Ci ha messo qualche decina d'anni per accorgersene, ma meglio tardi che mai.
Renato Brunetta, al grido "Banda larga per tutti", inizia col dire che vuole dare al cittadino la possibilità di svolgere tutte le pratiche pubbliche per via telematica, e ciò è molto bello. Peccato che poi, novello Napoleone, si faccia prendere la mano e affermi di volersi tagliare i ponti alle spalle, eliminando l'accesso tradizionale: «sarà la piu grande rivoluzione, una rivoluzione gioiosa e giocosa». Io penso alle persone anziane e mi auguro che la cosa faccia il paio con l'occhettiana "gioiosa macchina da querra" del '94. (ah: con il suo piano, parte della struttura pubblica diverrà "eccedentaria". Anche parte del lessico italiano, mi sa)
Secondo Ugo Magri, poi, correrebbe la voce che i sottosegretari che Berlusconi vorrebbe nominare (solo 38) siano troppo pochi, perché bloccherebbero il lavoro delle commissioni - dove a quanto pare deve esserci necessariamente un membro del governo, a fare non si sa bene cosa: dare l'augusta benedizione ai lavori? Spero non si superino i centoun membri del governo Prodi II, ma sappiate già sin d'ora che la colpa non è di Silvio!
Per par condicio dovrei anche parlare del monocolore ombra creato da Uòlter: non vorrei però farmi troppo del male. Il governo ombra funziona (forse) nel Regno Unito, dove c'è un gentlemen's agreement tra maggioranza e opposizione e quindi il ministro ombra ha dei dati su cui lavorare per fare delle proposte: qui da noi è al massimo un modo per far credere ai trombati che contano ancora qualcosa...
Aggiornalmento (12 maggio): per completezza devo aggiungere che non ho nulla da dire contro l'intervista a Giorgia Meloni.
| Silvio IV | [politica] |
Diamo atto a Silvio non solo di avere presentato il governo a tempo record (sì, lo so che per la Costituzione il PresConsMin propone i nomi al Presidente della Repubblica, bla bla) ma soprattutto di avere davvero solo dodici ministri con portafoglio, come da legge non rispettata né da Silvio II, né da Silvio III, né da Prodi II. Lo so, le donne - tranne la Prestigiacomo e la per me ignota Gelmini - sono lì a fare tappezzeria o calendario, ma non mi aspettavo nulla. Sì, il Guardasigilli non c'entra un tubo, ma su questo - e su tante altre cose - ha scritto meglio Leibniz*, di cui linko anche i giudizi monoriga sui ministri (ma Zaia non è uno sconosciuto, è quello pescato a 192 all'ora in autostrada).
E ora? boh. L'unica cosa che mi viene in mente è che potrò chiamare Calderoli "Simpli(fi)cio".
| gravità relativa | [politica] |
| Alitalia oggi | [politica] |
A parte la battutina di stamattina, credo sempre più nell'imminente fallimento di Alitalia, e devo dire che la cosa non è che mi impedisca di dormire la notte. Mi sono anche oziosamente chiesto di chi è la colpa, e le risposte che mi sono dato credo non siano completamente in linea con gli altri commentatori più o meno augusti.
Ad esempio, secondo me Berlusconi non ha colpa. Occhei, messa così è un po' brutale, visto che le sue dichiarazioni dell'ultimo mese sono state la base per tutto quello che è successo. Ma una qualunque persona raziocinante sapeva perfettamente che stava raccontando delle balle giusto per recuperare un po' di voti, e se si è basato su queste balle pensando di ottenere chissà che cosa il problema è suo, non di Sìlviolo. Chissà se adesso costoro si sono accorti che avere l'Expo a Milano non cambia assolutamente nulla; a dire il vero, magari ad Air France questa cosa rompeva anche più le scatole. Tanto non importa, se uno non ha ancora capito come opera Berlusconi non potrà certo cambiare idea.
Tutto questo porta subito al sindacato, anzi ai sindacati. Non so quante sigle sindacali siano presenti in Alitalia, tra confederati, autonomi e altro. So solo che sono troppe, e che mi sembrano più occupate a lottare tra loro che a farlo per i lavoratori. Nessuna sigla che abbia avuto il coraggio di dire "Non va bene, ma capiamo di dovere accettare: negoziamo solo un'uscita [ribadisco, uscita] soft per chi non si può tenere". Al limite, però, avrei anche apprezzato qualcuno che rifiutasse chiaramente di trattare, per la serie "si muore tutti insieme". Invece no: tutti a dire "la proposta è irricevibile" sperando in chissà quale folgorazione di Spinetta sulla via di Malpensa. Il risultato lo si è visto.
Restano infine i tempi infiniti di Prodi e Padoa Schioppa per far partire la cerca delle offerte. È vero che alla fine ce l'hanno fatta, il che non si è certo potuto dire di Berlusconi: ma quando una compagnia è così malmessa non sarebbe meglio cercare una cura il prima possibile? No? Aggià, siamo in Italia.
| Rutellata | [politica] |
È una vergogna che questi intracomunitari di rumeni si mettano a violentare donne africane proprio adesso che c'è il ballottaggio per le comunali di Roma, si deve essere detto Rutelli. E si è dovuto scervellare per trovare una risposta da dare immediatamente in pasto ai media. Risultato? Eccolo qua. (Notate che ho preso il testo da un quotidiano che dovrebbe essere filorutelliano).
Tra le Misure Di Sicurezza Molto Forti spicca indubbiamente la proposta di "braccialetti SOS per donne e anziani". In pratica, sei tu cittadino onesto che devi abdicare alla tua privacy, invece di fare sì che tu possa girare per le vie in maniera relativamente tranquilla. Almeno avesse poi azionato in precedenza il cervello, e suggerito qualcosa dal nome diverso da "braccialetto" che fa venire subito in mente quello messo ai detenuti. No. I suoi neuroni probabilmente sono in agitazione permanente. Inutile dire che Alemanno ha subito colto l'assist rispondendo «Ritengo che il braccialetto sia umiliante per le donne perché rappresenta la resa da parte delle istituzioni incapaci di garantire la sicurezza dei cittadini». Non posso nemmeno dargli torto.
Poi Alemanno ha esagerato, affermando che Roma ha bisogno di un «commissario governativo per la sicurezza» perché «I poteri del sindaco non sono sufficienti». Ma è anche vero che chi è probabilmente intenzionato a votare per lui apprezza queste uscite, a differenza del popolo di centrosinistra. Chissà, forse l'ex piacione ha subconsciamente deciso che non vuole più fare il sindaco.
| inutile prendere un'imitazione | [politica] |
In Italia, le uniche due volte dopo la seconda guerra mondiale in cui la sinistra (in un'accezione molto ampia del termine) è andata al governo sono state quelle in cui a capo di una coalizione molto - troppo - ampia c'era Romano Prodi, con la sua aria di parroco di campagna.
In Paraguay, dove il partito di destra dei Colorados era al governo dal 1947 (!), devono avere pensato qualcosa di simile, ma facendo le cose in grande. Nelle elezioni di ieri il leader dell'"Unione" locale, che ha anche vinto, era così Fernando Lugo, di professione ex-vescovo cattolico. "Ex" perché è stato sospeso a divinis, il che però - a quanto mi consta - in casi come questo è più o meno un'aspettativa forzata: persino Baget Bozzo, dopo che ha smesso di fare il deputato, è stato reintegrato nella possibilità di dire messa e amministrare i sacramenti.
Secondo la BBC, Lugo è un novizio della politica, anche se non sono riuscito a capire se è sottinteso che non ne capisca un tubo oppure hanno fatto una semplice constatazione. Io invece mi chiedo se la sua coalizione durerà più di quella prodiana
| Election Day After | [politica] |
Dopo la batosta alle politiche, il centro e la sinistra sono stati bastonati anche alle elezioni locali che si sono tenute in contemporanea: Brescia e Friuli-Venezia Giulia passate alla destra, ballottaggio a Roma città e provincia, e via discorrendo (la Sicilia non conta, lì non c'è mai stato gusto). Qualche politico locale si è così lamentato con Uòlter, dicendo che è stata colpa sua che ha voluto fare l'Election Day e così il crollo alle politiche si è portato dietro il crollo alle comunali provinciali regionali.
Non so voi, ma quando leggo queste cose mi viene sempre da chiedermi se i politici pensano davvero che gli italiani siano così stupidi da non riuscire a votare due partiti diversi su due schede diverse - se ritengono naturalmente che il secondo partito localmente si sia comportato bene: ma in caso contrario non lo voterebbero lo stesso, no? - oppure se gli italiani sono effettivamente così stupidi.
| analisi post voto | [politica] |
Come sapete bene, le analisi post voto sono il modo con cui i politologi (e i tuttologi, che in quanto tuttologi sono anche politologi) dimostrano che in realtà non sono stati loro a ciccare le previsioni ma il mondo che non si è adeguato, e per fare ciò sbagliano a indicare le cause. Inutile dire che non c'è dubbio che io mi butti a pesce, sono le cose che mi riescono meglio.
Cosa penso io di questi risultati, insomma?
Il PdL ha vinto. Nonostante il Porcellum, ha una maggioranza sufficientemente ampia, naturalmente tenendo conto che dovrà seguire la Lega al Senato... ma direi che visti gli ultimi sette anni non è certo quello il suo problema. Le piazzate di Sìlviolo sul "voto utile" sono servite per arginare la diaspora dei voti soprattutto a destra.
Il PD ha perso, ma anche vinto. Il suo risultato al 33% è mediocre, però non è una disfatta: e credo che Uòlter, sotto sotto, non sia poi troppo scontento del quadro parlamentare che si è delineato. Certo che avere dei dubbi se l'eletto più a sinistra sia Emma Bonino o Rosi Bindi è un po' sconcertante, ma vedrete che ci si abitua presto.
La Lega ha stravinto. L'8.3% su base nazionale è un'enormità, ma vederla al 12.3% in Piemonte e al 7.1% in Emilia dal mio punto di vista è ancora più sconcertante del 20% lombardo e del 26% veneto. Un milione di votanti in più non sono bazzecole. Se così tanti italiani votano un partito dichiaratamente xenofobo una ragione c'è: ho dei dubbi che le soluzioni che loro propongono servano a qualcosa, visto ad esempio che molti rom sono nati in Italia e quindi cittadini italiani, ma tanto non credo che se ne accorgeranno.
Di Pietro ha vinto. Ha quasi raddoppiato i consensi: in parte immagino da gente che ha paura di cosa incontra in città ma non arriva a votare Lega. Anche questo la dice lunga.
L'UDC ha perdicchiato. Nemmeno troppo, a dire il vero, e credo che sotto sotto Casini e i suoi non siano troppo tristi. Barcamenarsi come vaso di coccio non è mai facile. (Ferrara non è nemmeno riuscito a farsi pubblicità andando in giro a raccogliere fischi per qualche titolone di giornale, ma non mi aspettavo nulla di diverso)
La Destra ha perso. Non tanto sul piano nazionale, dove non mi aspettavo un risultato tanto diverso - diciamo che pensavo un 3% - quanto in regioni come il Lazio dove credevo davvero avessero un seguito maggiore. Forse la Santanchè avrebbe dovuto promettere di darla a un po' di fortunati sorteggiati tra i suoi elettori.
La sinistra ha straperso. Ma di più. I socialisti, nonostante le tonnellate di pubblicità, sono tornati alle loro percentuali da prefisso telefonico, ma questo me lo aspettavo; il Partito Comunista dei Lavoratori, più Sinistra Critica, più Per il Bene Comune messi insieme hanno raggiunto l'1.4% che poi è il classico risultato della sinistra pura e dura (e spezzettata come i frammenti di marron glacés), ma il 3.1% di La Sinistra - L'Arcobaleno era assolutamente imprevisto da tutti, tranne The Right Nation; inutile, a destra hanno i sondaggisti giusti. Ma ancora più sconcertante è vedere le loro percentuali nelle regioni (ex?) rosse: Emilia 3.8%, Toscana 5.1%. O se preferite, a Sesto San Giovanni, con il 5.17% (al Senato, alla Camera ancora meno) contro il 10.88% della Lega. Non sono d'accordo con chi ha commentato che è tutta colpa di Uòlter, a meno che per "colpa di Uòlter" si intenda non avere voluto la coalizione. Onestamente, la sua campagna elettorale guardava al centro, e non l'ho mai sentito parlare di "voto utile" o cose del genere. Che molti possibili elettori se ne siano stati a casa, o abbiano scelto un altro schieramento, significa che non solo i loro leader hanno perso credibilità come forza di governo - e fin qua non ci voleva molto - ma anche come forza di lotta, visto che chi li votava sapeva benissimo che a questo giro sarebbero stati all'opposizione. Io personalmente non sono per nulla intristito dalla cosa, visto quei rappresentanti. Non che immagini che oggi come oggi in Italia ci sia spazio per una sinistra moderata seria (il PD è un partito di centro, ricordo). Ma magari ci sono dei trentenni svegli, anche se non credo.
Ultima nota: gli exit poll hanno cannato anche questa volta alla grande. Ricordiamocelo :-)
| il risultatone della Lega | [politica] |
Prima che tutti si chiedano come mai la Lega sia così alta negli exit poll, ricordo che è allegato con l'MPA (quelli siciliani di Lombardo... magari si sono confusi col nome del leader), che da solo potrebbe portare loro quasi l'1% su base nazionale.
| E se Uòlter vincesse alla Camera? | [politica] |
A giudicare da quanto si legge tra le righe sulla stampa (non sto parlando di rep.it, ma de Il Giornale... grazie a Paolo Beneforti per la segnalazione), potrebbe persino capitare che si arrivi al sorpasso alla Camera, e Uòlter superi "il leader dello schieramento avverso". Non ci credo, ma non si sa mai nella vita.
Cosa succederebbe in tal caso? Un pastrocchio assolutamente unico. Infatti tutta la campagna di Uòlter è stata fatta picchiando con molta forza sul tasto "noi corriamo da soli perché vogliamo vincere e governare da soli, con un programma senza veti incrociati che possa dunque essere rispettato". Cerrrrrrto... Sempre a causa del Porcellum e del premio di maggioranza regionale al Senato, anche se il PD si prendesse 340 seggi alla Camera andrà a finire che al Senato anche nella più rosea ipotesi avrebbe sì la maggioranza relativa (e ci credo ancora di meno), ma sicuramente non quella assoluta. Risultato? un simpatico governo di coalizione, o al limite un tentativo di strategia dei due forni che mi sembra ancora più improbabile allo stato attuale delle cose.
Meditate, gente, meditate.
| Porcellum: l'elettore marginale | [politica] |
Visto che l'avevo promesso, ecco qua una rapida spiegazione della teoria dell'elettore marginale, come definita da Sapere Lavoro. La nozione non è affatto stupida, e anzi è l'unica che si può anche applicare alla Camera, forse ancora meglio che al Senato.
Una premessa: nella lingua corrente, una cosa è marginale quando è di poca importanza, e sta appunto ai margini. DI per sé nel caso dell'elettore marginale la cosa è anche vera, però il termine non viene usato in quel senso, ma con il significato che ha in economia. Non so se avete mai sentito parlare di "costo marginale": in parole molto povere, è quanto costa produrre un esemplare in più di un bene, o se preferite la differenza tra produrre N copie di un oggetto e N+1. Ad esempio, pensate a una litografia: inciderla costa una certa fatica, ma una volta preparata stampare una, due o tre copie costa praticamente lo stesso, quindi il costo marginale di un'ulteriore copia è di pochissimi centesimi. Lo stesso con la telefonia: mettere i cavi e le fibre ottiche costa, ma poi una chiamata in più è praticamente gratis.
Con il Porcellum succede una cosa simile. Quando tu voti il partito X, alzi la percentuale di voti che ha avuto X e quindi la possibilità che ottenga un seggio in più nella tua circoscrizione. Ma tu sai esattamente a chi viene assegnato il seggio in più: se con il tuo voto il partito passa da N seggi a N+1, l'eletto sarà quello o quella in posizione N+1 in lista. Quindi cosa dovrebbe fare l'elettore coscienzioso (e un po' tafazzista, in effetti)? Guardare quali sono le probabilità date dai sondaggi ai partiti nella sua circoscrizione e il numero presunto di seggi dei partiti che potrebbe di per sé votare, guardare l'ultimo dei probabili eletti e il primo dei probabili non eletti, stabilire chi gli garba di più (in positivo o in negativo) e votare cercando di spostare in quel modo il totale. Sono d'accordo, non è banale, ma certamente avrete la vostra sezione di partito, movimento, MeetUp o quel che vi pare cui chiedere i dati, no? Oppure fate come me e scegliete la frase da scrivere sulla scheda (che non sia insultante nei confronti degli scrutatori, però)
| scommesse elettorali clandestine | [politica] |
Via Stefano Scardovi, scopro l'ultima trovata di quelli di The Right Nation, che ieri hanno pubblicato i risultati delle corse ippiche clandestine: vari "Gran Prix" regionali e soprattutto il Grand Prix Nazionale di Mount Citor (and Ms. Palace), di cui vedete il risultato nel riquadro in alto a sinistra.
In effetti l'avevano anche detto, che loro erano assolutamente contrari alla legge sulla par condicio che blocca la pubblicazione dei sondaggi... come del resto da ordini della loro scuderia :-). Possiamo discutere se ha senso o no questo blocco della pubblicazione dei sondaggi (che tanto vengono commissionati e fatti lo stesso...), ma il punto qua è un po' diverso. La famigerata legge sulla par condicio mette dei paletti molto stretti su come deve essere predisposto e presentato, il che permette almeno in teoria di capire se e come il sondaggio stesso è farlocco. Ammetto che in pratica la cosa è un bel po' più complicata, ma magari prima o poi imparerò abbastanza statistica da potervi spiegare le cose in maniera comprensibile :-). In questo caso, proprio perché il sondaggio è clandestino, non ci vuole nulla a taroccarlo nella maniera preferita, in modo da convincere gli indecisi a fare "la scelta giusta": il tutto sotto la patina dei numeri che fanno credere all'ignaro lettore Una Verità Assoluta, vale a dire l'esatta antitesi di quello che un sondaggio è (anche perché altrimenti si potrebbe davvero evitare le elezioni e usare il sondaggio per stabilire la ripartizione dei seggi. Pensate a quanti soldi si risparmierebbero!)
Ad ogni modo, il contrappasso ideale sarebbe vedere che l'AAMS faccia bloccare The Right Nation perché ha presentato scommesse clandestine senza l'autorizzazione :-)
| Il blackout dei sondaggi | [politica] |
La legge italiana vieta la pubblicazione di sondaggi nei quindici giorni precedenti le elezioni. Fin qua nulla di male, anche perché un sondaggio bene esposto può cambiare di molto le carte in tavola, convincendo molta gente che andare a votare è inutile.
Più precisamente, la legge 28/2000 all'articolo 8, comma 1 recita:
«Nei quindici giorni precedenti la data delle votazioni è vietato rendere pubblici o, comunque, diffondere i risultati di sondaggi demoscopici sull’esito delle elezioni e sugli orientamenti politici e di voto degli elettori, anche se tali sondaggi sono stati effettuati in un periodo precedente a quello del divieto.»
A me sembra chiaro che lo spirito della legge è di dire "non è che tu puoi fare un sondaggio sedici giorni prima del voto, tenertelo in saccoccia e pubblicarlo tre giorni prima del voto". Però, se il sondaggio è stato reso pubblico prima dello stop ufficiale, non vedo nulla di male a lasciarlo pubblico. Per la PresConsMin, invece, non è così. Come potete vedere andando su www.sondaggielettorali.it, trovate questo avviso: «L'attività del sito www.sondaggipoliticoelettorali.it è sospesa in applicazione dell'art.8 della legge 22 febbraio 2000, n.28 e delle delibere dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni n. 33/08/CSP del 21 febbraio 2008, pubblicata sulla G.U. n.47 del 25 febbraio 2008 e n. 34/08/CSP del 6 marzo 2008, pubblicata sulla G.U. n.59 del 10 marzo 2008.. Sono andato anche a leggere la delibera del Garante, che continua a dire semplicemente "è vietato rendere pubblici o comunque diffondere i risultati, anche parziali, di sondaggi demoscopici sull’esito delle elezioni e sugli orientamenti politici e di voto degli elettori". A questo punto tutte le mie notiziole sugli scenari possibili nelle varie regioni sono evidentemente fuorilegge, visto che sto "diffondendo" i risultati. C'è qualche avvocato che mi può fare da patrocinatore?
Ah, la legge 28/2000 è quella della par condicio. Una ragione in più per SilvioB per eliminarla.
| Porcellum ligure: un thriller | [politica] |
Dopo Umbria e Lombardia, termino il mio bucherellato giro d'Italia ai tempi del Porcellum con i risultati possibili in Liguria. Questa regione è una di quelle in bilico, ed effettivamente non saprei nemmeno consigliare a nessuno cosa fare.
Ho trovato due sondaggi relativi alla Liguria: secondo SWG (citata da il Velino, via Toqueville) il PdL e i suoi alleati avrebbero il 42.5% delle intenzioni di voto contro il 37.5% di PD+IdV, e nessun'altra forza supererebbe il quorum dell'8%. In questo caso i conti sono semplici: gli otto seggi da assegnare verrebbero spartiti 5 contro 3. (Come nota collaterale, guardate come il 55% del premio di maggioranza sia diventato il 62.5% grazie agli arrotondamenti). Secondo Ipsos, invece (citato da Destra di Popolo) al Senato PD+IdV avrebbe il 40.7% contro il 40.2 di PdL e alleati; inoltre anche Sinistra Arcobaleno raggiungerebbe il quorum, con un 8.8%, mentre l'UDC si fermerebbe invece al 5.7%. Il tutto corrisponderebbe a 5 seggi al PD, 2 al PdL e uno a SA. In genere, se la SA fa il quorum prenderà un seggio; chi vincerà tra i due grandi partiti ne prenderà cinque; l'altro grande partito ne prenderà due o tre a seconda del risultato della SA.
Per prima cosa, con un numero di indecisi che va dal 25 al 30% degli interpellati questi valori sono da prendersi molto con le pinze; ricordo anche che in Liguria l'1% dei voti equivale a circa 10000 persone. Dal punto di vista dei sostenitori di destra, quello che dice il loro leader Silvio B. è indubbio: un qualunque voto a Casini o alla Santanchè è contro di lui. Dal punto di vista del centro - io continuo a non vedere nulla di sinistra nel PD :-) - la situazione è anche chiara: il voto va a Uòlter, e per una volta il "ma anche" lo si lascia perdere. Dal punto di vista della sinistra, la situazione è molto più delicata: conviene dare il voto alla Sinistra Arcobaleno per assicurarsi il quorum, oppure rischiare di perdere il quorum ma contribuire a una vittoria possibile per il PD? Qua forse può essere utile la teoria dell'elettore marginale (vedi Sapere Lavoro). Guardate il terzo in lista PD e il primo SA (quello dell'Italia dei Valori non conta, non credo che supereranno il 10%...), decidete quale dei due buttereste per primo giù dalla torre, e votate per l'altro schieramento :-)
Aggiornamento: (7 aprile) C'è gente meno pigra di me. Su noiseFromAmerika avete tutta la situazione regione per regione. Un'altra tabellina riassuntiva la trovate qua (PDF).
Non è un caso che abbia posposto al due aprile la data di questa notiziola: assomiglia troppo a un pesce d'aprile, e qualcuno potrebbe non crederci. Invece è tutto vero, e con dati verosimili: in Lombardia lo spostamento di voti tra PdL e UDC, oppure tra PD e SA, dà dei risultati incredibili, ancora più che in Umbria.
Premessa: la Lombardia assegna 47 senatori. La coalizione di maggioranza ne ha almeno 26 (il 55% arrotondato per eccesso); se il riparto dei voti glieli dà, bene, altrimenti glieli si assegna a forza e gli altri 21 seggi vengono divisi tra il resto dei partiti.
Premessa 2: quando scrivo "PdL" intendo la coalizione con la Lega: non mi interessa come saranno divisi i seggi al loro interno. Lo stesso per "PD", dove c'è la coalizione con IdV.
Premessa 3: dai sondaggi ho ricavato come plausibile, almeno alla scorsa settimana, questa distribuzione: PdL 51%, PD 32%, SA 7%, UDC 6%, altri 4%. Calcolerò i seggi secondo quattro scenari: questo, quello in cui due punti percentuali passano da PdL a UDC, quello in cui un punto percentuale passa da PD a SA, quello in cui capitano entrambi questi spostamenti di voto.
Scenario 1: in questo caso solo PdL e PD raggiungono il quorum; i seggi rispettivi (compresi i resti) saranno 28+1 e 18.
Scenario 2: il quorum è raggiunto da PdL, PD e UDC; i seggi rispettivi saranno 25+1, 16+1 e 4. In pratica i quattro seggi dell'UDC sono presi tre dal PdL e uno dal PD. Fin qua nulla di strano.
Scenario 4: (sì, 4 e non 3. I fuochi d'artificio vanno alla fine). il quorum è raggiunto da PdL, PD, SA e UDC. Il riparto proporzionale darebbe solo 24 seggi al PdL, e quindi scatta il premio di maggioranza; la ripartizione definitiva sarà PdL 26, PD 13+1, SA 3+1 e UDC 3. La differenza tra SA e UDC è dovuta al sorteggio, visto che hanno lo stesso numero di voti :-) Anche in questo caso non c'è nulla di strano: l'UDC ha preso i seggi persi dal PdL e la SA quelli persi dal PD. È vero che quest'ultimo ha perso meno voti, ma si sa che il maggioritario è spesso perfido.
Scenario 3: i partiti che prendono seggi sono PdL, PD e SA. I seggi assegnati saranno 26+1, 16 e 4 rispettivamente. Questo significa che i quattro seggi vinti dalla SA sono stati rosicchiati equamente ai due partiti maggiori: detto in altre parole, la differenza relativa tra PdL e PD è rimasta costante, ma chi ci ha perso è stato il PdL, per cui magari quei due senatori in più avrebbero fatto comodo. Uno spostamento di voti tra due partiti in minoranza ha fregato così quello di maggioranza; notate la differenza con il caso dell'Umbria, dove si regalavano semplicemente dei voti perché la maggioranza era ampia.
Ma se uno vuole raggiungere davvero il top, può provare lo Scenario 3a: i punti percentuali che passano da PD a SA sono due, e quindi le percentuali diventano PdL 51%, PD 30%, SA 9%, UDC 6%, altri 4%. In questo caso i seggi calcolati diventano 26.63, 15.66 e 4.70; i due resti vengono assegnati a PD e SA e in totale si ha 26, 16, 5 seggi rispettivamente. Il PD ha perso voti, ma ha ridotto il distacco dal PdL. Niente male, vero?
P.S.: per chi ci stesse pensando davvero su, l'1% dei voti al Senato in Lombardia sono 60000 (sessantamila).
| Chi verrà eletto al Senato | [politica] |
Mentre tutti parlano, a NoiseFromAmeriKa agiscono, e hanno preparato la tabella con i seggi che verranno ripartiti tra i vari partiti al Senato e i corrispondenti eletti - a meno di modifiche nelle intenzioni di voto e a seconda di dove i pluricandidati opteranno di essere eletti.
Guardando i vari sondaggi, si nota che se si votasse oggi il PdL e il Fedele Alleaten (la Lega) avrebbero comunque la maggioranza assoluta: nella peggiore delle ipotesi, il sondaggio SWG, arriverebbero a 158 seggi dei 315 assegnati. In quel caso, effettivamente, i due senatori UDC sarebbero forse utili, e occorrerebbe comunque vedere il comportamento dei senatori a vita: ma a parte Rita Levi Montalcini e Oscar Luigi Scalfaro che immagino sarebbero contro a priori, non so cosa farebbero gli altri. Ma in tutti gli altri sondaggi il PdL raggiungerebbe almeno i 162 senatori che gli darebbero in ogni caso la maggioranza assoluta... se non metteranno un loro uomo alla presidenza del Senato.
Ma cosa potrebbe cambiare, in queste due settimane? Beh, ad esempio in nessun sondaggio la Destra ottiene il quorum. Ma se nel Lazio salisse all'8%, a scapito del PdL, i berluscones potrebbero anche perdere la maggioranza relativa, e i risultati cambierebbero piuttosto pericolosamente per Silvio. Dall'altra parte, la variabilità dei seggi assegnati alla Sinistra Arcobaleno implica che in molte regioni i sondaggi dicono che il partito patchwork è intorno all'8%: anche in questo caso un piccolo spostamento di voti effettivi potrebbe dare un risultato piuttosto diverso, pur non cambiando i rapporti in gioco a meno che - simmetricamente al caso precedente - siano voti spostati dal PD e facciano loro perdere la maggioranza, oppure sono voti in regioni rosse che erodono il bottino "di minoranza" del PdL.
In pratica, considerando che in queste ultime due settimane preelettorali i sondaggi non possono essere pubblicati, probabilmente i vari partiti si concentreranno più che altro sulle regioni in bilico. In Lombardia sentirò insomma quasi solo quelli della Sinistra Arcobaleno :-)
| Parliamo un po' di Silvio | [politica] |
È vero: ultimamente, oltre che contro rep.it, sembra che ce l'abbia solo contro Uòlter. Per par condicio, prendo allora questo articolo su Silvio e lo commento un po'.
Innanzitutto, se i suoi sondaggi «confermerebbero un vantaggio del Pdl sul Pd dell'8,6%», direi che in effetti la differenza attuale stimata è sul 5%, forse anche un po' meno. Andando avanti, è interessante leggere «Tutti i sondaggi ci dicono che nessun partito minore raggiungerà la soglia dell'8% necessaria per andare in Senato». I casi sono due: o Calderoli non ha detto a Silvio che la soglia al Senato è regionale, oppure lui lo sa benissimo però fa finta di nulla... in modo da poter dire «ogni voto dato ai partiti minori rappresenta un voto tolto al Pdl, l'unico che ha le possibilità di vincere e quindi un voto dato a Veltroni», dove ovviamente i "partiti minori" sono i traditori dell'UDC e di Tabacci/Baccini e i bravi ragazzi traviati da Storace. Infatti dai komunisti è tutto diverso: c'è «pericolo di accordo tra Veltroni e la Sinistra estrema, la Sinistra Arcobaleno in alcune Regioni». Mi chiedo solo cosa sia Sinistra Critica, se la Sinistra Arcobaleno è quella estrema...
Vabbè, l'avete capito: con Silvio non c'è mai storia, non è che un quotidiano si debba mettere a fare i salti mortali: bastano già le sue dichiarazioni!
| Votometro | [politica] |
Ho anche provato a fare il Votometro, creato da emigrati italiani dell'università di Westminster - almeno credo siano "cervelli all'estero" - e che ti fa le solite trenta domande: questa volta però c'è anche la possibilità di dare un voto all'importanza della domanda stessa, possibilità che ho subito sfruttato. I risultati del mio questionario sono i seguenti:
SA +20.2, PS +17.57, PD +16.25, IDV +15.2, Destra +6.51, PdL +1,51, Lega -11.38, UDC -11.64
Confesso di non essere riuscito a capire una cosa: non tanto come mai io risulti così sinistrorso, quanto il significato di punteggi positivi per tanti partiti con una media che è tra l'altro ben lontana da zero. Ci sarà sicuramente una logica dietro, logica che però mi sfugge, e non sono riuscito a trovare nessuna spiegazione, nemmeno nelle FAQ.
Interessante - ma questo capitava anche su iosonoqui - il fatto che il "centro" in realtà se ne sta ben lontano dal centro, come è abbastanza naturale visto che le idee di Casini non sono facilmente sintetizzabili come sinistra-destra, nel bene e nel male (ok, per me più nel male, ma questo è un giudizio personalissimo!)
D'altra parte, mentre compilavo il questionario su Firefox ho aperto Opera, sono andato sul sito del Votometro, e ho compilato un controquestionario: il peso che ho assegnato alle varie risposte è stato esattamente lo stesso, mentre la risposta è stata esattamente quella opposta (per la cronaca, non ho poi compilato la parte sui dati demografici, così non dovrei avere inquinato più di tanto i loro risultati). Essendo io un matematico dentro, mi sarei aspettato un risultato esattamente simmetrico: invece no. Ecco qua il risultato di .uam.:
UDC +13.62, Lega +11.51, Destra -1.38, PdL -6.38, IDV -14.8, PD -19.8, SA -19.8, PS -26,12
Stavolta sono molto negativo; l'ordine relativo è più o meno lo stesso ma con una differenza di dieci punti relativi esatti tra Destra e PdL - e i numeri troppo esatti mi sanno sempre di qualche errore - e i quasi dieci punti di differenza relativa per i socialisti. Non che mi aspetti molto da questi sondaggi, diciamo che li prendo come i quissss per vedere quale personaggio dei Simpson io sono, però forse sarebbero da tarare un po' meglio :-)
Aggiornamento (31 marzo): rispetto a quando ho fatto il test io, adesso i risultati sono un po' diversi: la scala di punteggi è più alta, e in teoria potrebbe arrivare a 100 se uno rispondesse proprio come il politico intervistato, e i valori sono arrotondati all'intero. Ho riprovato a fare il test: sarà che dopo un weekend uno ha le idee un po' diverse e quindi non ho dato le stesse risposte della prima volta, ma il nuovo risultato è
PD +46, IDV +31, SA +22, PS +12, PdL 0, UDC -9, Destra -11, Lega -18
che direi rispecchia abbastanza quello che credo di pensare. L'ho sempre detto, che sono una persona di centro ;-)
| finalmente i quisss elettorali! | [politica] |
Mentre quest'anno si sono messi tutti a disquisire sul Porcellum, notavo che - a differenza di due anni fa - non si erano ancora visti i quiz che ti permettevano di sapere dove ti ponevi nel panorama politico italiano. Invece voisietequi.it, in collaborazione con openpolis.it, riaggiorna in salsa 2.0 il programma che aveva già preparato due anni fa.
Ci sono ancora dei problemi, e in effetti mi sa che il link sia ancora a una versione alfa: ad esempio gli approfondimenti non ci sono e quando ci sono non si vedono con Firefox, e l'immagine da mettere nel blog punta a un sito inesistente. Ma sono quisquilie: i curiosi che vogliano vedere la mia posizione politica - che del resto è abbastanza nota a chi mi legge - possono cliccare qua oppure sulla mia copia locale. Il quiz si compone di 25 (brevi) domande, con sei risposte possibili: numero pari per far fuori gli indecisi, chiaramente. Le posizioni di tutti i partiti sono indicate chiaramente nel sito, il che aiuta anche chi vuole avere delle idee un po' più chiare rispetto ai comunicati tv: manca purtroppo l'idea di un questionario a doppia risposta (quanto uno è o meno favorevole, ma anche quanto uno è o no interessato al tema: un giudizio pesato è molto più importante di uno semplice).
Chicca finale che sarà sfuggita a molti: il pallino violetto con la strana sigla BCdL è in realtà la sovrapposizione di PCdL (Partito Comunista dei Lavoratori) e SC (Sinistra Critica). In pratica i due partiti danno esattamente le stesse risposte alle 25 domande poste loro: ma seguendo le migliori tradizioni della sinistra se ne stanno ciascuno per contro proprio :-)
(via Ipazia, che di per sé è un po' più in alto di me)
Uno dei tanti effetti malefici del Porcellum è che ci sono regioni in cui a un elettore può convenire votare un partito diverso da quello che vorrebbe, per migliorare il risultato complessivo per la sua parte. La cosa è piuttosto complicata, e anche se sul sito del Senato c'è il testo unico della legge elettorale (inutile guardare la legge stessa, che è composta da una serie di modifichine qua e là alla legge precedente) ci si può perdere. Come servizio pubblico, alla facciaccia di ciaoFabio, ho pensato di fare un esempio numerico per spiegare cosa succede.
Prendiamo ad esempio l'ultimo sondaggio sulla regione Umbria - la scelta è stata fatta solo perché era il più recente sondaggio regionale che ho trovato - e guardiamo le intenzioni di voto al Senato. In questo momento le intenzioni di voto danno PD: 43.5%, PdL: 36%, S.Arc.: 7.5%, Rosa Bianca: 6%, altri: quisquilie (oltre a un 26% di indecisi... ma questa è un'altra storia).
Se il risultato finale fosse effettivamente questo, le uniche due coalizioni che oltrepasserebbero la soglia di sbarramento all'8% sarebbero PD e Pdl. Quindi l'ufficio elettorale rinormalizzerebbe le loro percentuali relative normalizzate[1] a 54.7% e 45.3%. Ci sono sette seggi in palio: il riparto proporzionale dà 3.8 e 3.2 relativo, ma c'è il premio di maggioranza che porta immediatamente a 4 i seggi per il PD, lasciandone 3 al PdL. Già qua si capisce com'è che nonostante ci sia una legge maggioritaria il risultato finale al Senato sarà meno netto che alla Camera: non c'è un "il primo prende tutto" ma un "il primo prende un po' di più".
Ma adesso arriva il divertente. Supponiamo che l'1.5% di persone NON voti PD ma Sinistra Arcobaleno. (Basta anche lo 0.5%, in realtà, ma avevo voglia di avere un po' di cifre tonde). Adesso avremo tre liste che raggiungono il quorum, e per la precisione PD: 42%, PdL 36%, S.Arc. 9%. Rifacciamo i conti: le percentuali normalizzate sono 48.3%, 41.4%, 10.3%. Ma c'è il premio di maggioranza, quindi il PD continua a prendere quattro dei sette seggi. Gli altri tre seggi devono essere divisi tra gli altri due partiti. La divisione dà 2.4 e 0.6 seggi rispettivamente; l'articolo 17 comma 5 della legge dice che si assegnano prima i valori interi (2 e 0 rispettivamente), e quello che resta va dato ai resti più alti. Lo 0.6 di S.Arc. è maggiore dello 0.4 del PdL, quindi l'ultimo seggio va alla Sinistra Arcobaleno.
Risultato finale: spostando dei voti dal PD alla Sinistra Arcobaleno, il PD rimane uguale mentre il PdL perde un senatore. Detto ancora in altro modo: l'elettore umbro del PD che vuole fare una differenza (non tanto come persone, visto che il Porcellum lo vieta, ma come schieramenti) dovrebbe controllare i sondaggi al Senato e spostare il proprio voto sulla Sinistra Arcobaleno. Semplice, no? No, non è affatto semplice, lo so: altrimenti non mi sarei messo a scrivere il pippone.
Per la cronaca, non vale la stessa cosa a destra: o meglio, se gli elettori PD votano la Rosa Bianca e le fanno raggiungere il quorum tolgono un senatore al PdL ma a vantaggio dei centristi, e se i votanti del PdL si spostassero al centro farebbero perdere il loro partito. In pratica, il gioco lo si può fare se (a) il proprio partito è quello di maggioranza relativa e (b) la differenza con il secondo partito è sufficientemente grande per non rischiare che il premio di maggioranza passi all'altro partito.
Spero di essere stato abbastanza comprensibile... sennò provate a chiedere nei commenti :-)
[1]tutti i voti per i partiti che non hanno raggiunto il quorum vengono tolti dal totale, proprio come si tolgono le schede bianche e nulle: insomma è come se nessuno avesse votato per loro... salvo il fatto che se hanno raggiunto l'1% i partiti ricevono le prebende i rimborsi elettorali. Uno statistico parla appunto di percentuali rinormalizzate.
Aggiornamento: (2 aprile) In Lombardia la situazione è ancora più divertente - o tragica, a seconda del punto di vista.
| Vendita voti pro Uòlter | [politica] |
Sabato scorso Alberto Biraghi (l'anima di OneMoreBlog, voce molto dura della sinistra milanese) ha pubblicato un appello, anzi "una proposta che non si può rifiutare", a Uòlter Weltroni e di conserva al PD. In poche parole, dice "io - e chi mi vorrà seguire - vendo il mio voto che altrimenti annullerei a te se prometti che farai queste cinque cose". Le cose sono: (1) vere primarie locali per il PD milanese; (2) commissione di inchiesta sul G8 del 2001; (3) fine del baciapilismo; (4) una legge vera sul conflitto di interessi; (5) far fuori (politicamente) Filippo Penati. Chi vuole saperne di più, vada a leggere il tutto.
Al momento ci sono già più di 400 persone che hanno promesso di "vendere il loro voto". Io non ci sono, perché ho già affermato che fino a che ci sarà il Porcellum non voterò, ma magari qualcuno dei miei lettori può essere interessato... L'evoluzione della storia si trova qua, per la cronaca.
| Rialzati, Alitalia! | [politica] |
Il líder lo si riconosce da quanto è troppo avanti rispetto a noi. Nessuno aveva capito che "Rialzati, Italia!" stava in realtà per "Rialzati, Alitalia!".
Il líder lo si riconosce da come è capace a far parlare d'altro, per distogliere la gente dalle vere domande. Prendiamo la famosa risposta alla "precaria", «ma che sposi un milionario». Tralasciamo che la precaria è figlia di una famiglia abbastanza nota della Capitale, e notiamo invece che nessuno si è messo a parlare delle proposte di Berlusconi al riguardo. D'altra parte, si sarebbe dovuto ad esempio parlare del previsto "quoziente familiare", un modo molto carino per dire "se la femmina se ne sta a casa a fare la calza, pagherete meno tasse"... Il punto è che però avere i giornali anti-Silvio che lo sbertucciano non sposta nemmeno un voto, visto che chi si adonta per la "pessima figura" del nostro tanto non l'avrebbe votato mai, e chi lo vota è gente che apprezza quel tipo di battute.
Ma torniamo ad Alitalia, un'azienda che sta perdendo da anni almeno un milione di euro al giorno, e sta facendo piangere Letizia e Formicone perché quei cattivoni di Air France non vogliono Malpensa impedendo ai padani di andare all'estero. Non so voi, ma io ci sono sempre riuscito... e vorrei anche sapere quanti milanesi amano Malpensa, oltre ai due di cui sopra che speravano di farci su tanti soldi con le prebende alla Sea. Alitalia è già virtualmente fallita, e in quel caso altro che i duemila posti di lavoro che si perderanno.
Bene. Che dice Silvio? Si sveglia una sera, alla festa di compleanno del suo amicone Maroni - che si tiene a Roma, perché lì sono ladroni ma sanno come divertirsi - e dice "nema problema, Alitalia la salvo io, anzi i miei figlioli che sono quasi meglio di me". Uno magari si chiede perché non si è svegliato nell'ultimo anno e mezzo: beh, a parte che c'erano spallate da dare, la ragione è molto banale: non ha nessuna voglia di cacciare l'euro. Non per nulla, quando il mattino dopo si è svegliato, è subito andato a dire "massì, i soldi ce li mette Intesa-Sanpaolo" (che subito hanno detto "vabbè che siamo ancora in Quaresima, ma non ce n'è proprio") e poi "ma il governo Prodi potrebbe fare un prestito-ponte, che poi tra qualche mese glielo ridiamo indietro" (facendo finta di dimenticare che il giorno prima la UE ha ricordato che non si potevano fare aiuti di Stato). Di nuovo, dov'è il problema? o meglio, dov'è il problema per Silvio? Lui fa il suo lavoro, che è ricordare al suo potenziale elettore quanto è bravo, strafregandosene di quelli che tanto potenziali suoi elettori non sono (oltre che strafregandosene di dire qualcosa di fattibile in pratica). Visto che nessuno vede i suoi bluff ma tutti si limitano a tirare fuori le macchiette, riesce a fare in modo che anche gli avversari facciano il suo gioco. Chiamatelo stupido.
Beh, ammetto che all'inizio avevo letto che la proposta di cambiare subito la legge elettorale fosse di Maroni, e la cosa mi pareva abbastanza ironica, visto che la legge in questione è del suo amicone Calderoli. Poi ho controllato meglio, il propositore è il povero Marini che dopo solo due anni ha perso il suo posto di lavoro, e mi sono tranquillizzato.
Detto questo, faccio notare che per due anni ci hanno rotto i cosiddetti spiegando che la legge elettorale non la si può cambiare se non a fine legislatura, perché delegittimerebbe gli attuali eletti. Io non sono mai stato convinto della cosa, ma non importa. Quello che importa, adesso, è un'altra cosa: con che faccia cambierebbero idea, i nostri líder minimi?
| Previsioni elettorali | [politica] |
Alberto Biraghi in questo giro è decisamente schierato per il non-voto alle prossime elezioni (di per sé lo sono anch'io, ma si sa che non sono un tipo militante). Oggi presenta due link al riguardo. Uno (purtroppo) è di beppegrillo™, che afferma di sapere già chi verrà eletto. Effettivamente il Vate Telematico ha ragione, nel senso che anch'io potrei indicare tranquillamente cinquecento deputati e duecento senatori che saranno "premiati" dalla votazione "popolare". Ricordatemi che prima delle elezioni devo fare un post sull'"elettore marginale" e uno sul "meglio non votare per il mio partito", tra l'altro.
Avrei invece dei dubbi sulla seconda citazione, da Peter Gomez: non tanto perché dice che al Senato non ci sarà una maggioranza certa - questo lo sappiamo già in tanti, anche se alla tivù non lo dicono - né perché dice che Sìlviolo deve stare attento perché sondaggi troppo alti potrebbero portare a un'astensione del suo elettorato - cosa possibile. Quello su cui non concordo è la frase finale: «il rischio ingovernabilità non è un effetto perverso del porcellum. È invece il secondo obiettivo di una riforma pensata e votata nel 2005 quando tutti davano per certo il trionfo del centro-sinistra». Scusate, ma non vedo proprio B. a farsi da parte per avere un governo tecnico. Secondo me lui contava su una riforma elettorale fatta dal centrosinistra per ritornare ad avere un premio di maggioranza nazionale e fare fuori gli altri anche al Senato... Vedremo tra poco più di un mese.
| Ieri sì. Oggi no. Domani? | [politica] |
Giulio Tremonti, ministro dell'economia in pectore, confessa a rep.it che i condoni, lui, non li avrebbe mai voluti. Ecco il virgolettato: «Oggi non ci sono più le condizioni per farli, non li ho certo fatti volentieri, ma perché costretto dalla dura necessità. I condoni sono una cosa del passato».
Indubbiamente i condoni sono stati una cosa del passato e non del presente, nel senso che il governo Prodi II di condoni non ne ha fatti. Però io sono un malfidato, e salvo questo post per vedere cosa succederà a fine 2009 (forse quest'anno ce lo sfanghiamo, ma non è detta l'ultima parola, fino a dicembre di tempo ce n'è ancora tanto!)
| divisi non si vince, ma magari si pareggia | [politica] |
Ieri sono state presentate ufficialmente le liste per le prossime elezioni. Se uno sta a leggere i giornali (tranne Repubblica, che sta spudoratamente copiando le politiche berlusconiane di marketing cercando di convincere il suo elettorato che se ppo' ffa') si direbbe che comunque non c'è storia: la scelta di Uòlter Weltroni di correre da solo è suicida nel breve, e serve solo per una rifondazione del grande partito di centro (il piddì, se non ci siete arrivati) senza le pastoie della sinistra. Ma è davvero così?
Beh, alla Camera non ci saranno storie, ma al Senato potrebbero esserci delle sorprese per molti.
Il mese scorso Sandro Brusco, che potrei definire "un cervello emigrato", ha pubblicato questa analisi del voto. È partito dall'ipotesi, assurda ma nemmeno troppo, che le percentuali di voto ai singoli partiti saranno le stesse del 2006. Bene, con queste ipotesi si scopre che PdL+Lega nel nuovo Senato avrebbero 154 seggi, che sommati ai 4 dell'UDC darebbero un totale di 158 al centrodestra contro i 156 del centrosinistra (124 a PD e alleati, 32 alla Sinistra Arcobaleno). Pallaro completerebbe il tutto.
Ma come, vi chiederete? A centrosinistra ci si divide e non cambia praticamente nulla? È il Porcellum, ragazzi. Al Senato il premio di maggioranza è su base regionale, e nelle regioni rosse il PD riesce lo stesso a mantenere la maggioranza relativa, guadagnando così gli stessi seggi di prima ma senza la sinistra, e quindi togliendo seggi alla destra. Certo, ci sono regioni come la Campania che cambieranno maggioranza, ma i vari effetti regionali si annullano quasi del tutto. Ma leggetevi tutto l'articolo di Sandro, e il suo aggiornamento della scorsa settimana sull'"effetto soglia" che non solo può far cambiare di parecchio i risultati, ma anche in modo assolutamente imprevisto. Tanto per darvi un'idea, se il PdL e la Lega non si fossero apparentati in Lombardia e in Veneto ma avessero corso autonomamente, le stesse proiezioni avrebbero dato al centro-destra sette seggi in più al Senato. Questo perché in quelle regioni il centro-destra unito supera di parecchio il 55% e quindi non ottiene premio di maggioranza, mentre diviso si cuccherebbe anche quello.
Due noticine mie: i giornali continuano a parlare del gap PD-PdL, cosa che almeno al Senato è assolutamente irrilevante come spero abbiate compreso. La seconda cosa è che mi sa che Uòlter sapesse fin dall'inizio di questo effetto del Porcellum, e sia stato apposta zitto perché non se ne accorgessero anche a destra. In fin dei conti, le liste civetta del Mattarellum, che anch'esse sfrtuttavano le magagne di una legge elettorale artatamente complicata, da chi sono state inventate? No, non dal Polo, che pure le sfruttò (sin troppo, tanto che non potè eleggere tredici deputati perché non ne aveva più a disposizione...) nel 2001. Le prime liste civetta apparvero nelle elezioni 1996, e furono del centro-sinistra. Non sono capaci a governare, però sono intelligenti :-)
| Silvio B. e la carta straccia | [politica] |
Ugo mi chiede di scrivere qualcosa contro i giornali che scrivono tutte falsità riguardo a Berlusconi che straccia il programma del PD. Beh, contro i giornali ci scrivo oggi pomeriggio per cose molto più minimali: chi legge le mie notiziole può documentarsi al riguardo guardando direttamente il video postato da Daw, che ho trovato via farfintadiesseresani.
Ho dato un po' la scorsa ai giornali che scorro di solito. Nulla da stupirsi su rep.it che è in campagna elettorale totale, e se riesce a dire che i sondaggi stanno andando meno a sfavore del piddì può scrivere di tutto. Abbastanza da stupirsi su La Stampa, che scrive "Comincia il Cavaliere che demolisce, dal palco del Palalido di Milano, il programma del Pd definendolo «carta straccia» e sottolineando le sue parole con il gesto di stracciare alcuni fogli di carta.". Parecchio da stupirsi sul Corsera, che - dopo avere presentato quanto accaduto nel comizio senza schierarsi - il giorno dopo inizia l'articolo con le testuali parole "Stracciare il programma dell'avversario non è cosa da tutti.".
Ora, è indubbio che quando Silvio ha stracciato quel foglio (bianco) stesse dicendo "Ecco che cosa fa la sinistra del proprio programma" e non "ecco cosa faccio io del programma della sinistra". Stavolta non è stato frainteso, è stato proprio citato in maniera (volutamente?) sbagliata. Detto questo, andiamo però un po' avanti. Nel metodo, dire e mostrare così platealmente che "gli altri" sono dei voltagabbana è per me la stessa cosa di vedere qualcuno che brucia le bandiere italiane o qualcun altro che vorrebbe i padroni al muro, giusto per non fare nomi in maniera bipartisan.
Nel merito, è vero che molti dei punti del programma dell'Unione sono stati assolutamente disattesi (gli esempi eclatanti sono i Dico e la legge elettorale, sul resto si potrebbe anche dare il beneficio del dubbio). Ma a parte che definire l'Unione "sinistra" tout court è un banale artificio retorico, visto che quel programma era stato siglato dalla sinistra, da DS+Margherita e da gente come Dini e le truppe mastellate che ora sono dentro il PdL, non è che Silvio abbia poi fatto cose tanto diverse tra il 2001 e il 2006. Non lo dico io, ma lavoce.info: nella pagina che sto citando ci sono anche bufale dette da Uòlter Weltroni e generalmente il sito è nopartisan, giusto per dire che non ho scelto opportunisticamente le fonti.
Come nota a margine, noto che Uòlter è furbo. Sa benissimo che con Silvio non vincerebbe mai a spararle più grosse, e quindi sta ostentatamente abbassando i toni.
Aggiornamento: (14:20) il Corsera è ondivago, e adesso scrive nel titolo: "Un gesto discutibile e la tregua svanita - Stracciata insieme ai fogli che Silvio si è gettato alle spalle platealmente, mimando ciò che a suo avviso fa il Pd" (grassetto mio).
| quanto costa candidarsi | [politica] |
Leggo da cfdp (che cita Sofri il giovane) che una clausola del Contratto con i Candidati del Piddì direbbe che i candidati devono partecipare alle spese della campagna elettorale con un contributo dai 30000 ai 50000 euro.
Boh, ricordo quando ero ragazzo che ad esempio gli eletti nel PCI dovevano versare al Partito metà dello stipendio da parlamentare, qua mi pare che si cerchi di anticipare il tutto perché non si sa mai, basta un Dini o un Mastella qualunque e bisogna iniziare da capo.
Ciò detto, e lasciata da parte la battuta obbligatoria "ma guadagnano poi così tanto, per permettersi un simile esborso", ho un paio di domande retoriche.
La prima è facile: ma c'è una clausola "soddisfatti o rimborsati"? Perché qua si sa come vanno le cose, col Porcellum se non sei in posizione giusta non sarai mai eletto. Ma immagino che almeno per le riempitive in fondo lista la clausola non ci sia.
La seconda è un po' più complicata. In Italia i partiti ricevono un rimborso elettorale proporzionale al numero di voti ottenuti. Nella mia ingenuità, pensavo che fossero quelli i soldi per le spese, senza doverli chiedere ai candidati. Invece no, a quanto pare. Eleggere costa, soprattutto quando tanto i nomi non contano nulla (e dire che la ragione principale per cui tutti sono ufficialmente felici del Porcellum è che così i costi della campagna elettorale si riducono...)
A questo punto però istituzionalizzerei il pagamento del pizzo al partito: la generosissima prebenda dei nostri rappresentanti viene suddivisa a monte in una quota che resta al rappresentante e nel resto che viene consegnato al partito a cui afferma di appartenere. Costo ulteriore per la collettività: zero. Vantaggi? il parlamentare italiano guadagnerà lo stesso, visto che non deve pagare la tassa di candidatura, ma potrà dimostrare che non guadagna poi così tanto. Semplice, no?
| onorevoli soprammobili | [politica] |
Leggo sul Corsera che Emma Bonino si è adirata col Uòlter perché «emerge chiaramente che la proposta da loro fatta dei nove eletti non è mantenuta». Nel caso non fosse completamente chiaro, lo ribadisce: «la certezza che siamo eletti tutti noi non c'è».
È il Porcellum, signori. Qui si stanno tutti affannando a calcolare le percentuali di voti nei singoli collegi, tenendo conto del fatto che l'80% delle posizioni in lista che portano alle elezioni sono praticamente sicure, e che sono ben pochi i casi borderline, a meno di improbabili crolli o incredibili successi.
Il problema non mi tocca, di per sé, ma non posso che divertirmi a leggere l'ultima dichiarazione della Bonino, che dopo tutto questo conteggio da salumiere si mette a fare grandi dichiarazioni di principio: «Non intendo candidarmi in Piemonte perchè non sono un soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono.» Sì, perché gli altri otto invece soprammobili lo possono tranquillamente essere, basta che li si metta in bella vista...
| Il mondo alla rovescia | [politica] |
In questi giorni (a dire il vero, il mio collega francese dice che da loro e in Germania se ne parlava già da almeno una settimana) si sta parlando anche da noi degli elenchi di evasori fiscali che sono usciti fuori dal Liechtenstein. Devo dire che stamattina scoprire che il titolone di Libero era "La lista del Liechtenstein - FUORI TUTTI I NOMI" mi ha stupito non poco, ma poi leggendo il sottotitolo tutto è diventato più chiaro: «C'è un elenco di presunti evasori italiani che hanno depositi all'estero. È in mano a Visco, ma il sospetto è che la sinistra lo usi per scopi elettorali. Per questo va subito pubblicato».
Ora, possiamo seguire il ragionamento di Alessandro Gilioli, che squarta amabilmente quell'editorialistone di Oscar Giannino che cerca di convincere il lettore che "chi fa la spia non è figlio di Maria" (i termini usati sono "è vera barbarie" e "è profondamente immorale", ma spero mi perdoniate questa chiosa) e fa un peccato molto più grave di chi, poverino, è stato costretto a portare i soldi all'estero perché le banche italiane fanno schifo.
Però vorrei portare all'attenzione di lorsignori un altro punto. Sicuramente tutti quei soldi sono stati portati all'estero seguendo scrupolosamente tutte le leggi italiane, e senza dubbio, se davvero i nomi spuntassero fuori ad esempio nella settimana prima del voto e ci fossero dei maggiorenti politici, costoro potrebbero avere dei problemi. Però una soluzione c'è, e non è nemmeno così difficile da trovare. Quei galantuomini ingiustamente additati come evasori possono fare coming out, e portare oggi al pubblico le prove dell'innocenza dei loro conti esteri. E anche se proprio così innocenti non fossero, come Feltri fa astutamente notare, chi vuoi che se ne ricorderà dopo quaranta giorni?
Aggiornamento (15:40) Sono proprio un maître à penser! Guardate chi si ispira alla mia prosa!
| Com'è difficile la vita di un senatore! | [politica] |
Viviamo in un mondo difficile. I quindici minuti a testa di popolarità pronosticati da Andy Warhol finiscono troppo in fretta, un po' come gli stipendi dei lavoratori dipendenti. Così ieri abbiamo dovuto assistere a un fatto tragico. No, non la prima giornata del Festival di Sanremo: parlo di Fernando Rossi, senatore ex Pdci e fondatore / demiurgo / leader della lista "Per il bene comune" che si è incatenato alla statua di Garibaldi all'interno di Palazzo Madama. Motivo? Il suo movimento / partito / quel che l'è non è stato esentato dal presentare le liste per le prossime elezioni, visto che la leggina "liberi quasi tutti" prevedeva che l'esenzione fosse solo per i gruppi attualmente rappresentati da due persone, e lui sta facendo tutto da solo.
Su una cosa il Fernando - non lo chiamo Rossi perché è un cognome troppo comune e lui non è certo persona comune - ha ragione, in effetti: quella leggina è una porcatina, perché allarga artificiosamente le esenzioni, epperò fa una liberalizzazione col braccino corto. Diciamo che io costringerei tutti i partiti partitini e partitucoli a cercare le firme, almeno poi risparmieremmo sulla carta per fare le schede elettorali. Ma affermare che nessuno abbia mai parlato di lui, con tutto il casino che ha fatto in questi due anni, mi pare piuttosto azzardato. Non è che gli venga in mente che la magari gente lo conosce, ma non ha nessuna voglia di riaverlo, nelle migliori tradizioni del frazionamento atomico delle particelle... ehm, dei partiti di sinistra?
P.S.: devo dire che i senatori leghisti sono meglio di quanto pensassi: nessuno si era mai messo a fare qualche scherzo alla statua del loro nemico Garibaldi.
| Che bello, definire le regole | [politica] |
Io mi chiedo sempre perché uno deve guardare gli spettacoli del Bagaglino, che non sono altro che delle brutte copie della realtà.
Ieri Uolter Weltroni aveva detto che il PD non avrebbe candidato persone condannate in via definitiva. Gianfranco Fini, pensando forse che tutti i condannati di AN se ne sono già andati con Storace, ha ripreso l'idea anche per il PdL. Che poteva fare allora Sandro "James" Bondi? Poteva forse restare al palo? Mannò, figuriamoci. Solo che in politica non si può semplicemente copiare, ma bisogna sempre rilanciare. Quindi, con squilli di trombe e fanfare, il nostro bel faccione ha affermato a gran voce "Puah, dilettanti! Noi del PdL non candideremo nemmeno gli inquisiti!"
Prima che qualcuno potesse chiedersi come avrebbero fatto a completare le liste, Bondi si è affrettato ad aggiungere «esclusi naturalmente quelli che, come sappiamo, hanno un'origine di carattere politico[*]». Presumo che con questa clausoletta potrebbero persino candidare Anna Maria Franzoni, dove è chiaro che il caso di Cogne è stato tutta una montatura mediatica perché la signora ha lo stesso cognome della moglie di Prodi e quindi le si voleva impedire di seguire la propria vocazione politica per il partito che rappresenta davvero gli italiani. D'altra parte, perché mai il PdL si chiama "Popolo delle libertà?
La cosa più triste di tutto questo cinema è che io per principio considererei il semplice fatto di essere inquisito assolutamente irrilevante. Sono addirittura abbastanza garantista da non volere impedire la candidatura, nemmeno con il Porcellum, a persone condannate in primo grado per corruzione, anche se credo che una persona con un minimo di serietà si farebbe da parte di suo per cercare di dimostrare la propria innocenza... ma mi sa che il garantismo per alcuni sia a senso unico con obbligo di svolta a destra.
[*] Di per sé non dovrei mettere il virgolettato, perché ho modificato la citazione di rep.it. Però non ce la faccio proprio a scrivere "un'origine" senza apostrofo.