12.04.13

Luca Zaia è un ottimista   [informatica]

Luca Zaia, il governatore che vuole governare anche le previsioni del tempo, oggi ha mandato una lettera al Corriere (la potete anche leggere sul Post) spiegando perché per il portale del turismo veneto ha scelto un dominio .to. Io ho a mia volta scritto a Stella, e vi lascio il testo a disposizione in modo possiate leggervelo anche voi :-)


Egregio signor Stella,

Ho letto sul Corriere di oggi la piccata risposta di Luca Zaia, che ha spiegato i motivi che l'hanno portato a registrare presso l'isola di Tonga il dominio web dedicati al turismo veneto, e al suo commento. Vorrei fare alcune precisazioni sulla "cappa asfissiante di adempimenti burocratici". Penso di avere qualche titolo al riguardo, considerando che ho fatto parte - ne sono anche stato direttore esecutivo e in seguito vicepresidente - della Naming Authority italiana, l'"ufficio complicazione affari semplici" che negli anni '90 decise le regole per l'assegnazione in uso dei dominii .it: il tutto mentre immagino che il Presidente della regione Veneto avesse al più il CD di Video On Line per connettersi a Internet.

Scegliemmo di riservare, cioè di impedire la registrazione, dei nomi a dominio corrispondenti alle regioni italiane per suggerire una gerarchia geografica degli indirizzi: un tentativo insomma di fare un po' di ordine prima del boom di Internet e dell'assalto alla diligenza, che - lo dico per Luca Zaia - avvenne ben prima del 2005: non avrebbe comunque potuto registrare quel dominio, se non spendendo parecchi soldi dei contribuenti per chiedere al legittimi titolare di cedergli i diritti d'uso.

La scelta di riservare alcuni indirizzi è stata sensata? Col senno di poi, probabilmente è stata inutile. Basti per esempio vedere che nonostante si fosse riservato il dominio gov.it che poi è stato assegnato al Governo italiano i nomi dei vari ministeri non sono sotto gov.it, e bisogna indovinarli. Ma l'inutilità è soprattutto dovuta a come Internet si è sviluppata: Zaia stesso non si è nemmeno accorto di avere detto che per cercare qualcosa in rete si digita il nome su Google e si guardano i risultati, altro che cercare di indovinare il nome a dominio! Insomma, www.veneto.it, www.veneto.to, turismo-in-veneto.quelchesivuole vanno tutti bene allo stesso modo; le tecniche per far risaltare un sito rispetto agli altri non hanno nulla a che fare col nome a dominio.

Cordialmente, Maurizio Codogno



P.S.: sono passate 24 ore e risposte non ne ho viste. Nulla di male, rispondere era cortesia ma non certo dovere; però capite perché avevo pensato di fare sapere la cosa almeno ai miei ventuno lettori.

06.02.13

backup write only   [informatica]

Io avevo dei backup, anche se vecchissimi, dei dati dei pc che mi hanno rubato a novembre. Stavano su un hard disk esterno, un Maxtor OneTouch. Beh, potrei anche usare il presente: in fin dei conti i dati ci sono ancora. Peccato che il software Maxtor non si possa installare nel mio nuovo PC, perché non è compatibile con Windows 8.
Vabbè, mi sono detto, basta scrivere a Seagate che ha comprato Maxtor: sicuramente ci sarà un upgrade. Risposta:


«Dear maurizio codogno,

Thank you for contacting Seagate.

I apologize for any inconvenience this may have caused you. Unfortunately we do not have an update for the Maxtor Software for Windows 8. I would suggest using Windows back up utility.

If you have any additional questions, please let me know.»

Certo che un'additional question ce l'avrei: che diavolo di software fate, che non riuscite nemmeno ad aggiornarlo? Oppure quelli di Maxtor all'atto della vendita hanno bruciato i sorgenti? (E comunque il mio PC non vede affatto quell'hard disk come esterno, e quindi la Windows back up utility si rifiuta di backuppare, il che è una bella scocciatura). Per fortuna che non mi ero sognato di crittare i dati in fase di backup!

02.02.13

cip cip   [informatica]

[Twitter chiede il reset]
Stamattina 250.000 persone (quorum ego) hanno ricevuto una mail di twitter che li avvisava che dei cracker avevano avuto accesso ad alcuni dati (nome twitter, password, identificativi di sessione, password crittata e "salted"); quindi loro mi hanno resettato la password e invitato a rimetterne un'altra, già che ci sono più complessa.
Per la cronaca, la quantità di gente che conosco che ha ricevuto questa email mi fa pensare che o non sono stati solo 250.000 (un millesimo degli account totali), o non sono stati scelti a caso (siamo tutti vecchi utenti, fin dal 2007). Ad ogni modo la mia vecchia password twitter non era complicatissima, ma la usavo solo qua e su Friendfeed :-)

23.01.13

Traduzioni automatiche   [informatica]

Forse a causa del post sul blog della Wikimedia Foundation a riguardo della milionesima voce di it.wikipedia, stanotte mi sono arrivate un paio di richieste di "amicizia" che ho al mio solito immediatamente cassato (non sopporto le richieste non personalizzate). La cosa buffa è che erano di due tizi tedeschi, e quindi erano scritte in tedesco: quello non è un grande problema, visto che qualcosicchia lo capisco e ad ogni modo quel tipo di richieste è così standard che probabilmente le capirei anche in ungherese (occhei, non esageriamo: diciamo in norvegese). La cosa più strana è che l'invito su Xing, pardon l'"Einladung in mein XING-Netzwerk", aveva in cima la possibilità di tradurlo, per default in inglese ma presumo anche in italiano visto che l'interfaccia era chiaramente googliana.

Intendiamoci: non mi stupisce che Google "apra" la mail, veda che è in tedesco, e si offra di tradurmela. Quello che mi stupisce è che, almeno per messaggi di questo tipo che presumo siano tradotti perfettamente perché Google "sa" come prendere la stessa frase già tradotta dai signori di Xing, siamo arrivati al punto da accettare come normale una traduzione di un'email. Io sono vecchio e mi sono fatto un mazzo tanto per imparare quelle due fregnacce nelle principali lingue occidentali per tirare a indovinare con un minimo di cognizione di causa; è un'abilità che sta diventando oramai inutile? Ovviamente parlo di questo tipo di messaggi, non di testi di narrativa o anche solo manuali; però anche solo cinque anni fa non l'avrei affatto creduto possibile.

20.12.12

dell'inutilità dei blocchi   [informatica]

Avete presente l'ordinanza di urgenza che bloccò il sito avaxhome.ws? Ne parlai qualche settimana fa.
Bene: il mercato italiano deve essere abbastanza importante per quelli di avaxhome, visto che da un po' di tempo (non saprei dirvi quanto) hanno attivato il dominio avaxhome.bz, con indirizzi DNS diversi e quindi raggiungibile anche dalla rete Telecom.
Ora glielo spiegate voi al giudice che ha approvato il sequestro di urgenza?

19.12.12

l'importanza di Faccialibro   [informatica]

Io ho un blog storico, questo (beh, non posso scartare l'ipotesi che qualcuno copi parola per parola questo post in un suo blog, visto che capita: in quel caso, l'affermazione iniziale è falsa). Ho anche una pagina Facebook: per amor di precisione, ho una pagina personale e una fan page, che contiene fondamentalmente i link ai miei post qui sul blog. Perché c'è la fan page? Perché molta gente sta in seduta stabile su Facebook, e quindi voglio dare loro una chance in più.

Ieri ho postato una notiziola sul Concorsone: notiziola che deve aver toccato qualche nervo scoperto a giudicare dalla quantità di commenti, sia sul sito che su Friendfeed. Stamattina mi è saltato l'occhio sulla pagina Facebook con quella notiziola, e ho notato che era stata vista da 38 persone. Per curiosità ho guardato le statistiche del sito, visto che stranamente erano su: ieri ci sono stati 858 accessi (non unici, diciamo un 300 persone a tenersi stretti)

Ovviamente un esempio non dice molto, soprattutto in un caso speciale come questo: ma mi fa pensare che Facebook sia molto sopravvalutato a livello della singola persona. Certo per chi si fa pubblicità è tutta un'altra cosa, ma io pubblicità mica ne voglio...

09.11.12

I grandi cracker contro Telecom Italia   [informatica]

Forse vi ricordate che qualche giorno fa è apparso un trafiletto dove si diceva che Anonymous avrebbe craccato (scusate, ma io sono della vecchia scuola: per me hacking e cracking sono due cose completamente diverse...) avrebbe craccato, dicevo, il sito di Telecom Italia e trafugato «Social Security Number, Social Insurance Number, 30000 credentials and lots of vulnerabilities exposed».

Sulle "lots of vulnerabilities" non ho nessun dubbio, spesso faccio fatica io a entrare nel sito interno a causa di certificati scaduti... tanto che mi sa che il nostro motto sia "security through mess". Per le credenziali, eccovi qua lo snippet che è stato gentilmente offerto dai sedicenti hacker:

066833617 066797364 066797366 675791142 066833617 066833617 066397366 066787639 066197362 066797366 066797368 066786643 066797366 066833617 066797366 066792602 066833617 068860931 068860931 066791986 066997361 066797366 066787366 066786814 066727366 066797366 066797366 066586814 066797166 066797366 068860931 066786634 066797366 066747366 068860932 066786861

Utilissimi, vero? Il fatto è che negli USA il Social Security Number è praticamente la tua identità elettronica, e se te lo trafugano sei messo davvero male: ma in Italia non esiste nulla del genere, e i numeri che trovi sono al più quelli del telefono...

13.09.12

Friendfeed è morto   [informatica]

Da stanotte Friendfeed (il socialcoso per fighetti, come amo chiamarlo) è irraggiungibile. O meglio, si arriva alla home page, ma poi quando si inserisce username e password appare il messaggio «Service Unavailable - We encountered an error on your last request. Our service is new, and we are just working out the kinks. We apologize for the inconvenience.»

No, Friendfeed non è affatto "nuovo", ma è da tre anni che è alla deriva: da quando insomma Facebook se l'è comprato (perché la sua interfaccia utente era semplicemente favolosa). Man mano la gente se ne andava via verso nuovi lidi: ormai le uniche due colonie rimaste erano quella degli italiani e quella dei turchi.

Il guaio, almeno per quanto mi riguarda, è che io mi ci trovavo MOLTO bene. Da un lato c'era lo scopo per cui era nato: raccogliere in un unico punto tutte le interazioni in rete di una persona (con G+ non ce la faceva, ma per colpa di Google che lo fa apposta a non mettere le API...) Ma dall'altro c'era una Vera Comunità, o forse tante Vere Comunità: con un gergo proprio, una capacità di passare dalle cose serissime alle peggio idiozie senza battere ciglio, e soprattutto il saper prendersi sul serio il giusto e l'onesto. Il tutto funzionava probabilmente perché il luogo era piccolo: in effetti non riesco a capire la logica di crare il gruppo facebook.com/groups/ffers/ per gli esuli di Friendfeed, visto che per me sono due cose completamente diverse.

Cercando l'hashtag #friendfeed su twitter ho trovato per esempio nell'ultima ora:

‏@calessina - ho letto metà di un libro.Ho svuotato la lavastoviglie. Sono andata dall'estetista. Penso addirittura di lavorare. Voglio #friendfeed
@Orizzontintorno - Comunque siam veramente sfigati. Non riusciamo nemmeno ad andare nei trend topic. Repubblica e Corriere non ci noteranno mai. #friendfeed
@Orizzontintorno - Dieci ore che sono senza #friendfeed e ho già preso due chili.
@LeonardoBlog - #friendfeed è giù proprio il giorno in cui mi serviva una dritta su Origene.
@marybaum - Morning has broken. #FriendFeed is still down. A bedraggled group of FFriends stumbles across the beaches of the interwebz, homeless.
@violascintilla - Dite a #Friendfeed che se torna non lo trascurerò mai più, mai mai più. <3

Noi si scherzava sempre, dicendo che si sperava che nessuno staccasse per sbaglio la spina dall'unico server Friendfeed: ma ormai temo che la spina sia davvero staccata. Almeno avrebbero potuto regalare il codice sorgente, che noi ci saremmo fatti il nostro serverino a casa :-(

20.08.12

Siti che scompaiono (anche dalla memoria)   [informatica]

La scorsa settimana mi è arrivata una mail che comunicava che purtroppo il gestore di Dabbleboard avrebbe dovuto chiudere il sito (per mancanza di incassi, o almeno di un compratore).
Devo dire che il gestore è stato molto carino, lasciando alcune settimane per scaricare dal sito (in versione SVG, tra l'altro) i disegni creati; e in fin dei conti si sa che non tutti i progetti possono essere fortunati. Però quello che mi ha lasciato perplesso è che non ricordo assolutamente come, quando e perché io mi sia iscritto al sito. (Sì, sono stato io: la casella email che avevo usato era con l'username dotmaudot+dabble, e la password era quella mia tipica per i servizi che non contengono dati personali importanti).

Ogni tanto mi chiedo in quanti posti sono passato, mi sono iscritto e poi ho completamente rimosso la cosa...

06.06.12

canon scanner error 5,145,61   [informatica]

Me lo segno qui sul blog, perché è il posto che controllo di più.
Oggi a un certo punto la mia Canon MP495 ha smesso di scansionare: diceva che non trovava più il device, con l'errore indicato nel titolo del post. Ho provato il classico sistema informatico "spegni e riaccendi": niente da fare. Siamo poi andati giù a cena, abbiamo messo i giovyni a dormire, ho cercato (senza trovare) qualche risposta in rete; poi ho riprovato, ed era tutto perfetto.

Come mai? La mia idea è banalissima. La stampante è connessa in WiFi. Ha smesso di funzionare quando i gemelli hanno acceso un altro PC, sempre in WiFi. Ha ripreso a funzionare quando l'altro PC è stato spento. Forse che era stato usurpato l'indirizzo IP della stampante? La prossima prova consisterà nel forzare sul DHCP un IP per la stampante, leggendo il suo MAC address: vediamo se andrà meglio.

[executive summary: if you have a Canon wireless printer and get this error, the cause may be an IP conflict with another device in WiFi. Try to assign a fixed IP address to the printer]

29.05.12

poi dicono di Linux   [informatica]

Dopo l'allagamento del mio PC, avevo pensato che i bimbi avrebbero potuto vedersi i cartoni animati sul mio vecchio netbook. C'è la fregatura che non hanno ancora imparato che il touchscreen non è contemplato, e quindi devo sempre scegliere loro un nuovo cartone; ma visto che tanto non li lascio soli non è poi un problema.
Il problema è stato che un paio di settimane fa d'improvviso anche il netbook non funzionava più: si piantava verso l'inizio del processo di bootstrap e si resettava. L'ho portato in ufficio e l'ho fatto partire via rete con una versione di Ubuntu: tutto bene. Quindi, penso io, si sarà rovinato qualche file di bootstrap: basta reinserire il sistema operativo - lì non c'erano dati importanti, era tutta roba che avevo altrove - e via. Peccato che, essendo un netbook, non avesse lettore CD.
Purtroppo non avevo ancora trovato questo programma che inserisce WindowsXP su una chiavetta bootabile, ma tanto posseggo un masterizzatore esterno DVD - più grande del netbook, ma che importa visto che l'avrò usato tre volte in tutto - e quindi la cosa era fattibile... ammesso e non concesso sapessi dov'era il disco originale. Vabbè, ho preso un altro disco e ho fatto l'installazione. Peccato che quel notebook (marchiato Hyundai, ma chissà che cos'era in realtà visto che non ho trovato dati in rete) avesse una configurazione molto personalizzata: così me lo sono ritrovato con video a 800x600 invece che 1024x600, senza connessioni ethernet e wifi, e senza audio.
Venerdì mattina ero a casa causa contratto di solidarietà e mi sono messo di buzzo buono a capire come potevo fare per ripristinare una versione decente: con la versione freeware di SIW ho scoperto i chip per la gestione Ethernet e Wi-Fi, ho cercato in rete i driver corrispondenti e li ho caricati. Per l'audio la cosa è stata un po' più difficile, perché non veniva indicato nessun nome ma solo un path: ho tirato a indovinare, presumendo che il chip fosse Realtek come quelli di rete, e il tutto è andato. Mi rimane ancora un device sconosciuto, che è quello del lettore di schede SD: visto che non l'ho mai usato in quattro anni, direi che posso anche far finta di nulla.
Morale della favola? Mai buttare via i CD di installazione :-) Seriamente, tra una storia e l'altra ci ho perso su mezza giornata, e anche se non è certo il mio campo non è che io sia l'ultimo arrivato. Ecco: mettetevi una mano sulla coscienza quando pensate che tanto rimettere a posto un PC sia una banalità che il vostro amico vi può fare in cinque minuti!

21.05.12

il futuro dell'editoria   [informatica]

Su Eraclito, Mantellini commenta un articolo apparso sul Corriere delle Comunicazioni odierno, dove viene intervistato il Telecom Practice Manager Italy (ciumbia!) di Nielsen.
Concordo con Massimo: i numeri buttati così non dicono proprio nulla. Ma io - se fossi un editore - più che gioire per il 44% che pagherebbe per avere sul tablet le news mi preoccuperei per il 74% che non pagherebbe per i libri (a parte che se "libro" è "il file pdf" li capisco perfettamente). Chissà come sarà il futuro...

18.05.12

Rapidità   [informatica]

Non ricordo se ho scritto che - istigato da questo losco figuro - mi sono comprato un tablet poraccista: cinese puro, ma commercializzato da un'azienda italiana con tutti i vantaggi del caso. Non varrà molto più dei 205 euro spedizione inclusa che ho speso, ma quei soldi almeno li vale, e quindi per il mio uso va perfettamente bene.

Nei 205 euro era anche compresa una custodia comprensiva di tastiera USB (anche perché il tablet è solo wifi, non solo non c'è il 3g ma neppure il bluetooth), una delle cose che mi fece propendere per l'acquisto. La tastiera ha il layout USA, e ciò per me è bellerrimo visto che io scrivo sempre con il layout logico americano; ma non c'è la possibilità di spiegarle che a me serve l'US-International così posso scrivere le lettere accentate. Sono così andato su Google Play e ho trovato un'app, External Keyboard Helper, che faceva al caso mio. Ho provato la demo che ha tutte le funzioni ma quando schiacci la barra spaziatrice ti scrive "This is a demo version" - un'idea fantastica, se posso esprimermi - e ho pagato volentieri i 2.30 euro IVA compresa per acquistarla.

Il firmware del tablet era però un po' bacato: per esempio la calibrazione del lato destro era sballata di un centimetro abbondante. Ho così aspettato il rilascio ufficiale di un nuovo firmware e l'ho reinstallato. Tutto bene, tranne un banale particolare: non potevo più reinstallare External Keyboard Helper, perché mi diceva che il mio sistema non lo supporta. Ci sono rimasto un po' male, ho chiesto in giro e alla fine mi sono risolto a scrivere allo sviluppatore, spiegandogli il problema. La sua risposta è stata "probabilmente la nuova versione del firmware afferma di avere bluetooth; la mia app chiede accesso al bluetooth (visto che è il modo standard per collagare una tastiera a un Android) e Google Play accorgendosi che non può attivarlo blocca lo scaricamento. Poco dopo mi arriva una nuova mail, dicendomi che ha trovato un workaround e prodotto una nuova versione: versione che effettivamente ho scaricato e funziona perfettamente. Il tutto in 72 minuti da quando scrissi la mia mail, e in 37 dalla sua prima risposta.

Confermo ancora una volta che quei due euro e trenta sono stati davvero ben spesi :-)

02.05.12

recuperare file con accesso negato da Windows XP   [informatica]

Dopo che il mio pc è defunto, ero riuscito almeno a salvare l'hard disk. Bene, dico, mi copio tutto il disco e via. E invece no: c'erano dei file (normalissimi html e jpg, mica roba di sistema... che mi sono stati vietati, col messaggio di errore "Access is denied".
Solo dopo parecchi tentativi, e aver visto con Windows7 che la colpa di ciò era che l'owner dei file era un processo ignoto, ho scoperto come si può fare. La procedura non è affatto banale, quindi me la segno qua.

(a) andare sulla cartella a livello superiore della cartella o del file non copiabile, cliccare col tasto destro e cliccare su Proprietà

(b) cliccare sul tab "Sicurezza" (sarebbe Security qui da me con una versione di Windows in inglese). Se non vedete il tab e siete su XP, dovete andare a disabilitare il "Simple File Sharing".

(c) cliccare su "Impostazioni avanzate" e poi "Proprietario"

(d) nella lista dei nomi, cliccare sul vostro nome, e già che si è lì spuntare la casella "Cambia proprietario anche per le sottocartelle"

(e) dare tutti gli OK necessari.

Naturalmente dopo che ho scoperto la cosa e ho verificato con la prima directory che effettivamente funzionasse, l'hard disk ha pensato bene di dare forfait...

13.04.12

Word e il copincolla   [informatica]

Qualche giorno fa il mio collega Damiano mi scrive segnalandomi che la procedura che avevo preparato in un documento per generare un certo tipo di report non funziona più. Con la saggezza che mi contraddistingue, rispondo "boh".
La mattina dopo Damiano mi fa "tutto a posto!" Qual era il problema? Il documento è scritto in Microsoft Word™. La procedura lancia da una finestra di comando un programma con alcuni parametri, qualcosa tipo prog -p1 -p2. Bene: copincollando quel comando il carattere "-" veniva convertito mi pare in "ù", e capirete anche voi che "prog ù1 ù2" potrebbe avere aualche problema teNNico di esecuzione.
Ora io posso capire che tra i mille "aiuti" di Microsoft Word™ ci sia quello che converte automaticamente un trattino povero e ramingo, incastonato tra due spazi, in un en-dash (o un em-dash, adesso non mi ricordo più quale). Ma quel trattino non se ne stava da solo, ma da un lato era bell'e abbarbicato al suo parametro! Perché mai toccarlo, allora, e soprattutto farlo diventare un carattere assolutamente indistinguibile dal trattino standard?
(La risposta "perché Bill Gates vuole così" viene rimandata al mittente)

02.04.12

RFC d'aprile   [link]

L'Internet Engineering Task Force è il gruppone di persone che crea gli standard dell'Internet. Quando va bene, tali standard sono anche messi in pratica :) Tali standard sono naturalmente pubblici e si possono trovare tra gli RFC: questo acronimo sta per "Request for comments", nome fuorviante perché una volta postati di commenti non se ne possono più fare.
Gli informatici hanno però il senso dell'umorismo... beh, forse bisognerebbe dire "un" senso dell'umorismo, perché in effetti è un po' peculiare. Vi basti sapere che ogni primo aprile vengono pubblicati alcuni "standard" che sono scritti con tutti i crismi ma sono delle burle. Per fare un esempio, in occasione del cosiddetto Y2K bug venne pubblicato un RFC per ovviare all'Y10K bug, cioè come scrivere le date oltre l'anno 10000.
Quest'anno i contributi sono più tecnici (beh...) e quindi meno appetibili al grande pubblico, ma sono certo che i miei ventun lettori apprezzeranno la specifica del pacchetto nullo (col paradosso del firewall che blocca i pacchetti nulli provenienti dall'esterno ma non quelli interni) e quella sul protocollo a nascondino per trovare i servizi di rete che non vogliono essere pubblici. Buona lettura!

29.02.12

Il badge del giorno bisestile   [informatica]

[badge di 4square] Oggi è il 29 febbraio. L'anno scorso non era il 29 febbraio, e l'anno prossimo non sarà il 29 febbraio. Questo lo sapete tutti. Quello che forse non sapete è che se usate Foursquare e oggi fate un check in scrivendo nel testo "leap day" allora vi verrà assegnato il badge "Leap Day".

E che me ne faccio io del badge "Leap Day", mi direte? Posso essere perfettamente d'accordo con voi: però una cosa come questa è esattamente alla base del successo di Foursquare. Insomma, come ha scritto Roberto Bernabò su Voices, alla gente piace riuscire a ottenere una gratificazione seppur minima come quella di aggiungere una medaglietta alla propria collezione, e per far ciò è persino disposta a vendere parte dei propri preziosi dati personali: in questo caso la localizzazione, cioè dire dove ci si sta trovando. (Nel mio caso a dire il vero il check in è stato in ufficio, quindi non mi preoccupo più di tanto)

Morale? chi è interessato alla cosa ha ancora qualche ora per aggiungere un badge alla sua collezione, sapendo che dovrebbe aspettare quattro anni per riuscire a riprenderselo... e chissà se tra quattro anni ci sarà ancora foursquare!

10.02.12

Splinder è morto, ma...   [italica_stampa]

Se mi state leggendo, con ogni probabilità sapete cosa è stato Splinder: una piattaforma italiana di blog che ha avuto in passato momenti di grande gloria ma che è man mano diventata meno importante fino ad essere stata ufficialmente dismessa dai suoi proprietari a fine gennaio. Requiescat in pace.

Quello che però forse non sapete è che il fantasma di Splinder continua ad aleggiare. Prendete un articolo qualunque del Corriere della Sera, chessò questa notiziona sulle auto di lusso restituite ai concessionari per paura dei controlli della Finanza, e aprite il sorgente HTML. Su Firefox e Chrome basta schiacciare Ctrl-U. Troverete una riga come questa:

[...] dc:subject="" dc:creator="" dc:date="" trackback:ping="http://www.splinder.com/trackback?source=http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/12_febbraio_9/controlli-auto-lusso-boom-restituzioni-1903204974407.shtml"/>

Questa riga servirebbe per attivare il trackback, cioè un sistema automatico che aggiunge a una pagina web - generalmente quella di un blog - un collegamento a un altro blog che ha citato quella pagina. Non ci sarebbe nulla di strano se il Corriere facesse una cosa del genere per vedere quanti blog citano i propri articoli: poi sta a loro scegliere se pubblicizzare o no tali blog. Però per fare una cosa del genere occorre usare un programma locale, non certo uno che gira su un'altra piattaforma e che naturalmente non è mai funzionato come dovuto, almeno negli ultimi anni: ogni volta che citavo un articolo del Corsera mi arrivava un messaggio di errore che io bellamente ignoravo.
Ora la cosa è ancora più comica, visto che Splinder non esiste più e qualunque accordo fosse un tempo stato in essere è automaticamente rescisso. Però credo che sia chiaro che nessuno al Corriere (non dico i giornalisti, loro hanno tutto il diritto di non saperlo, ma chi gestisce la piattaforma web) sappia assolutamente cosa stia girando sui loro server, il che non mi pare bello: io non ho problemi ad ammettere che mica so esattamente tutto quello che c'è dietro questo blog, ma io sono appunto un dilettante allo sbaraglio...

09.02.12

Paperful office   [informatica]

La scorsa settimana avevamo la rete locale un po' bloccata. A un certo punto io non riuscivo nemmeno ad aprire Microsoft Word™. Che c'entra con la rete, mi direte? Semplice. Dopo un minuto o giù di lì mi appariva questa finestra di errore di cui vi copio il testo:

La stampante non ha ancora risposto ma il programma di Microsoft Office potrebbe essere in grado di procedere senza informazioni dalla stampante. Continuare ad attendere una risposta dalla stampante? [SÌ/NO]

Qualcuno sarebbe in grado di spiegarmi perché mai io dovrei per forza voler stampare un file, e soprattutto perché un messaggio del genere mi deve arrivare all'apertura di Word e non quando clicco su "stampa"?

24.01.12

Chi genera i dati?   [informatica]

Neanche a farlo apposta, dopo il mio pippone di ieri ho scoperto che Goodreads sta per eliminare con un preavviso minimo (una settimana...) un'enorme quantità di dati presi da Amazon, perché le condizioni d'uso sono diventate nel tempo sempre più restrittive e ora sembrano impossibili da gestire. Quelli di Goodreads stanno così chiedendo ai librarian di "salvare" i libri: c'è proprio un pulsante "rescue me" che permette di riscrivere i metadati del libro, indicando se la fonte è un sito (non una libreria online...) o la propria copia del libro. Il lavoro è massacrante: tanto per fare un esempio, io avrei 243 libri da rimettere in sesto.

Alcune considerazioni sparse:
- Mi domando quali siano i diritti che Amazon accampa sui "suoi" dati, che in pratica sono quelli che gli arrivano dagli editori qualche mese prima dell'effettiva pubblicazione dei libri.
- Come corollario, i libri che verranno salvati avranno dati migliori di quelli che ci sono stati fino ad ora. Garantisco che il numero di pagine, e a volte persino il titolo nel caso di editori minori, sono spesso errati e non vengono corretti se non dopo parecchio tempo: nulla di strano, perché tanto per dire il mio libro è stato aggiunto a fine novembre 2010 quando non avevo nemmeno terminato di correggere le prime bozze!
- È vero che i contenuti generati dagli utenti (user generated content) sono generalmente di buona qualità, soprattutto in casi come questo in cui chi opererà ha un interesse personale, ma sarebbe molto più logico che Goodreads si accordasse con gli editori. Tra l'altro già adesso c'è il campo "official URL", che punta al sito dell'editore: una collaborazione di questo tipo è win-win, ancora più oggidì con i siti degli editori che fanno e-commerce.

Insomma, perché dover sempre sfruttare il volontariato senza mai pensare alla possibilità di accordarsi per generare dati semantici?

23.01.12

altro che web semantico   [informatica]

Premessa: come faccio quasi sempre, parlo di me stesso, visto che sono la persona che io conosco meglio.
Postpremessa: come sa chi mi legge, io nel mio piccolo cerco di produrre un minimo di aggregazione di conoscenza: recensisco i libri che leggo, faccio un po' di post di argomento matematico, e via discorrendo. Questa conoscenza aggregata la spammo poi un po' in giro.

Qual è il risultato pratico? Per esempio, se recensisco un libro non c'è solo il post sul blog, ma il tutto lo copio su aNobii,
Goodreads, Zazie, Amazon e Ibs (e ciascun sito ha piccole differenze, oltre a non avere a quanto ne so un'API: il che vuol dire che devo fare tutto a mano, mettendoci molto più tempo di quanto mi ci era voluto a scrivere la recensione stessa: per fortuna è ancora meno tempo di quello che ci metto a leggerlo, il libro). Per fare un altro esempio, starei cercando di raccogliere il secondo gruppo di post scritti sul Post, il che significa rimettersi a leggere quello che ho scritto, eliminare le idiozie peggiori, magari aggiungere qualche spunto dai commenti: non è un caso che stia procrastinando la cosa. Terzo e ultimo esempio: i problemini della domenica che hanno sostituito i giochi della domenica non sono solo sul blog ma anche sul mio sito, il che significa una preparazione relativamente complicata - nonostante abbia un template da copincollare per la struttura del file - e un doppio lavoro di editing.

Bene: tutte le volte che sento parlare di Web semantico, e sono più di quindici anni ormai, io continuo a chiedermi se chi ne parla ha ben chiaro tutto quello che servirebbe per fare un vero Web semantico. Io sono scettico sulla possibilità di un computer non tanto di aggregare dati (quello lo si fa egregiamente anche con metodi statistici, chiedere a Google per informazioni) quanto di estrarre effettivamente le informazioni in maniera utilizzabile da altri computer per ricavare qualcosa di diverso: e questo significa che questo lavoro lo dobbiamo fare ancora noi umani nonostante in tutto ciò di creativo non ci sia nulla. Mi sa tanto che alla fine si continuerà ad avere cose fatte alla bell'e meglio... e gli unici a guadagnarci saranno quelli che proporranno progetti sempre più arditi di Internet Molto Intelligggente.

12.01.12

Volunia   [informatica]

Qualche tempo fa è comparsa in rete la notizia del futuro lancio di Volunia, un nuovo tipo di motore di ricerca ideato da Massimo Marchiori. Essendo io una personcina curiosa, ho inserito il mio indirizzo e aspettato. La scorsa settimana mi è arrivata notizia che ero stato selezionato tra i Power Users. Bene: ho completato la procedura, e sapete cosa mi è concesso come Power User? Mandare inviti ai miei amici. Fine.

Non sono un tipo che ha sempre fretta: se il sistema è ancora fragile e gli sviluppatori preferiscono aprirlo al minor numero di persone possibile (senza che io faccia parte di tale minore numero) la cosa mi sta benissimo. Se proprio vuoi farti pubblicità, mi mandi una mail dicendo "sì, lo so che siamo in ritardo, ma non preoccuparti: non ci siamo dimenticati di te". Ma queste tecniche di multilevel marketing mi scocciano davvero...

21.09.11

sorpasso all'indietro   [informatica]

L'arrivo di Google+ ha risvegliato Facebook, che sta aggiungendo nuove feature e oggi (almeno a me, credo che queste cose vengano fatte man mano sulla base utenti) mi ha cambiato l'home page [*]. Occhei, al momento è incomprensibile, ma noi umani abbiamo questa bellissima capacità di abituarci a tutto o quasi, e tra qualche mese non mi ricorderò nemmeno di com'era fatta quella vecchia.

Una cosa però cambia. Andando nella mia fan page autoprodotta mi sono trovato questo simpatico messaggio: «We want you to connect with your fans in the most effective ways possible. That's why as of September 30th you'll no longer be able to automatically import posts from your website to your page notes. The best way to get people to interact with your content is to give them insight into the links you share on your Wall by adding personal comments and responding to feedback from fans.» Capito? Il signor FacciaLibro vuole che io passi più tempo sulla mia pagina, e non faccia cosacce altrove; esattamente come il signor GooglePiù non vuole che io passi il tempo altrove, e non ha mai abilitato l'importazione automatica dei feed. Ancora più divertente: cliccando su "Learn More" mi è arrivato questo messaggio: «You cannot import an RSS feed directly to your Facebook Page's notes, but if you'd like, you can explore external apps that provide this functionality for separate tabs on your page.». Insomma, lo si fa ma di straforo.

Beh, mi spiace per i miei fanZ, ma non ho nessuna intenzione di perdere tempo a cercare applicazioni esterne: la mia fan page dal primo ottobre risulterà tristemente vuota. Venite sul blog, http://xmau.com/notiziole/, e avrete le informazioni di prima mano!

[*] il bello è che ho provato a leggere in italiano il secondo messaggio qui sopra (e ho scoperto che c'era ancora la vecchia versione), FB ha deciso che io volevo l'italiano ovunque, e tornato sulla mia homepage il layout era di nuovo quello vecchio... sembra facile aggiornare!

15.05.11

gmail è intelligente   [informatica]

Non so se sia stato a causa della mia recensione al suo santino elettorale, ma il comitato per Manfredi Palmeri sindaco mi ha subito spedito la sua pubblicità elettorale... che è automaticamente finita nella casella di spam di Gmail.

Non avendo io mai ricevuto messaggi da loro, e non avendo quindi il motore potuto imparare le mie idee in proposito, non mi resta che dedurre che (a) il messaggio sia stato spedito a tanta gente e (b) tutti l'abbiano spostato dove si meritava.

07.03.11

sicurezza google   [informatica]

ieri mattina, mentre ancora assonnato usavo il telefonino per vedere gli ultimi messaggi di posta elettronica, gmail mi ha mandato su una pagina minacciosa che diceva che, a causa di un'insolita attività sul mio account, dovevano verificare se fossi davvero io a usarlo; cliccando sull'apposito link mi sarebbe arrivato un sms con un codice di verifica. Clicco sul link, mi arriva il codice, copio il codice, sono costretto a cambiare password... e mezz'ora dopo, quando mi riconnetto, mi ritorna di nuovo il messaggio "e cambia la tua password"; almeno stavolta non ho dovuto farmi reinviare il codice di verifica.

Ho poi controllato sul pc: l'attività delle ultime 24 ore proveniva da due soli indirizzi IP, quello del PC e quello del proxy del telefonino. Mi è restato pertanto un dubbio: cosa diavolo era successo a Google? Capisco il primo avviso, scrittomi con la scusa della sicurezza per costringermi a cambiare password, ma il secondo mi pare assolutamente inutile... boh.

03.02.11

il grande Googlello   [informatica]

Quando Google creò la Priority Inbox in Gmail, io provai a installarla. Ci pacioccai per qualche giorno, poi mi accorsi che tanto non avevo nessun interesse a perdere tempo ad affinare algoritimi per decidere quali messaggi leggere per primi, e quindi la lasciai perdere; rimaneva lì il tab ma tanto non gli cliccavo sopra.

Oggi pomeriggio vedo per caso nella barra degli avvisi un "Take Priority Inbox Survey"; essendo io malato di sondaggite mi dico "vabbè, facciamoli contenti" e ci clicco su. Mi appare una schermata con una sola domanda:

Feedback on the Priority Inbox
We've noticed that you've recently stopped using Priority Inbox. Is there a particular reason why you've stopped using it?

Sì, lo so che l'"abbiamo notato" è puramente statistico, bla bla bla; resta il fatto che non solo vengono verificate statisticamente le parole chiave nelle mail che ricevi (altrimenti come farebbero a mandarti la pubblicità contestuale) ma anche i link e i pulsanti che tu scegli di solito. Non è che forse sia un po' esagerato?

26.01.11

ce l'avrebbero quasi fatta   [informatica]

In Telecom abbiamo un'assicurazione sanitaria integrativa volontaria; chi è iscritto può richiedere un contributo per spese mediche (soprattutto dentistiche, mi sa). Da questo gennaio il modo per richiedere il contributo è completamente cambiato; la domanda viene fatta direttamente online, dopo essersi autenticati con le credenziali di posta elettronica lavorativa invece che con un numero utente da dieci cifre e una password di altre sei cifre come capitava prima. Addirittura viene spedito un SMS di conferma di avvenuta ricezione giustificativi di spesa.

Peccato che i giustificativi li si debba inviare via fax.

25.01.11

tempi di lavorazione   [informatica]

Da una pagina web che ho raggiunto dando la mia disponibilità a ricevere informazioni via email e non per posta cartacea:

«Le è stato inviato un messaggio di posta elettronica contenente un collegamento da selezionare per attivare e confermare la sua e-mail. Il messaggio le sarà spedito immediatamente, ma il tempo effettivo di consegna dipende principalmente dalla velocità e dal carico di lavoro del suo server di posta elettronica. Qualora il messaggio non le fosse recapitato entro 5 giorni, la invitiamo a chiamare il nostro call center per avere maggiori informazioni.»

Cinque giorni. Fortuna che non hanno aggiunto "lavorativi".

21.01.11

utonti   [informatica]

L'altro giorno arriva un messaggio in una delle tante mailing list che gestisco. Il tipo chiede se può essere tolto dalla lista, e mi avverte che ha provato a usare l'indirizzo indicato al fondo delle email per la cancellazione, ma che non funziona. Tolgo il tipo dalla lista, correggo l'indirizzo per cancellarsi, e per buona misura - sono abbastanza vecchio da sapere che un messaggio di quel tipo in lista fa partire la valanga - scrivo pubblicamente "ho corretto l'indirizzo in fondo; chi vuole togliersi dalla lista comunque basta che scriva direttamente a me".

Secondo voi, i cinque tipi che hanno chiesto di togliersi dove hanno scritto? (Solo dopo che ho ribadito che c'è una bella differenza tra il rispondere alla lista e scrivere una mail diretta mi sono arrivate alcune richieste sulla mia casella email)

08.11.10

Google Translate è filoberlusconiano!   [informatica]

Oggi sta girando per la rete questa notizia: La traduzione di Google Translate di "Non ho votato Berlusconi" è "I have voted for Berlusconi". E questo succede solo per Berlusconi.

L'ho appena provato, e in effetti è così; non solo per la traduzione in inglese ma anche in francese, tedesco e spagnolo (in latino fa un casino inenarrabile, e non ho testato altre lingue). Altri tempi verbali e altri politici danno la traduzione corretta, e anche "Tu non hai votato Berlusconi" è corretto, come è reso correttamente "Non ho votato per Berlusconi" (forma grammaticale che io preferirei, del resto).

Sarebbe interessante scoprire quali siano i misteriosi sistemi automatici che rendono Berlusconi così piacevole a Google Translate.. e già che ci siamo perché se mi fermo a "Non ho votato Berlusc" la traduzione è "I did not vote Berlusca". Questo uso di uno dei nomignoli del nostro PresConsMin mi fa pensare a qualche falla nei documenti usati per generare il corpus delle corrispondenze tra le lingue (o meglio nella generazione dell'albero sintattico-semantico, ho come la sensazione che Google "traduca" internamente in un suo pseudolinguaggio formale); purtroppo temo che questi algoritmi siano ancora più segreti di quello che genera gli AdSense :-)

13.10.10

la via di Microsoft all'upgrade   [informatica]

A casa mia c'è una certa qual promiscuità nell'uso dei computer tra me e Anna. Questo significa che siamo molto dipendenti dai servizi di sincronizzazione file via rete. Io personalmente mi trovo molto bene con Dropbox (se non lo conoscente, andate qui, iscrivetevi aggratis e regalate 250 MB di spazio aggiuntivo a me); avendo però la cartella condivisa praticamente piena ho dovuto cercare un altro sistema per sincronizzare i documenti di Anna.

La scelta cadde su Live Mesh Beta nonostante i miei dubbi su un prodotto Windows, è sempre andato più che bene e Anna non si è lamentata. Peccato che oggi mi sia arrivata una mail dal signor Windows Live Team che mi dice che Live Mesh Beta verrà chiuso il 31 marzo 2011 e ci sarà il bellissimo, nuovissimo, ganzissimo Windows Live Mesh. Tutto bene? Un corno. Come si può leggere dal sito ufficiale, il bellissimo, nuovissimo, ganzissimo Windows Live Mesh funziona solo sotto Vista, Windows7 e MacOX dalla 10.5 in su. A casa mia tutti i PC hanno XP, che fa benissimo il suo lavoro, e anche se mi regalassero Windows7 non lo installerei. Tra l'altro, non c'è nessuna ragione di compatibilità che impedisca di usare XP, per quanto ne so io. Accetterei la mossa di Microsoft se facesse anche qualcosa per far fuori Internet Explorer 6 (per dire, più del 3% di accessi al mio sito sono ancora via IE6): però - chissà come mai - quello rimane.

Morale della favola: che sistema di condivisione diverso da Dropbox mi consigliate?

30.08.10

Il sistema informatico Auchan   [informatica]

Ieri Anna e io siamo andati all'Auchan di Cinisello Balsamo per fare la spesa. Per amor di precisione c'erano anche i bimbi e le casse Auchan sono strette, quindi io sono uscito e passato dall'altro lato mentre lei metteva la roba sul nastro. Alla fine porgo bancomat e carta fedeltà (la Nectar) e mi sento dire "mi spiace, ma doveva darla prima che io battessi il totale, adesso il conto è bloccato". Al punto assistenza hanno confermato che non è possibile fare nulla, perché "i punti vengono caricati man mano che si passano i prodotti"; cosa che immagino sia totalmente falsa, a meno che il sistema informatico sia ancora più stupido di quanto uno possa immaginare.
Già non ha un gran senso che il sistema si blocchi nel momento in cui il cassiere pigi il tasto "totale"; nelle casse Esselunga, tanto per fare un esempio, la chiusura della transazione si ha solo dopo che l'utente ha pagato. Fateci caso: voi consegnate contanti e/o plastica, digitate eventualmente il pin, e solo allora lo scontrino appare. Nemmeno ha senso che il cassiere, che si immagina sappia di questa cosa, non chieda fin dall'inizio se uno ha la carta fedeltà; ma su questo sorvolo. Quello che però per me è proprio incredibile è che nessuno abbia pensato a un sistema di backup: lo scontrino ha un numero identificativo, basterebbe inserirlo e caricare i punti sulla carta. Il fatto che nessuno abbia pensato a una cosa simile la dice lunga su come si studino le interfacce oggidì.

17.08.10

Google-Verizon   [informatica]

Non ho commentato né penso di commentare il documento congiunto di Google e Verizon sulla "neutralita" della rete che non ci sarebbe più per un'ottima ragione. Sono in vacanza, per dieci giorni l'unica connessione che avevo era un telefonino che usavo solo per leggere la posta e anche adesso che sono a casa in ferie ci sono due bambini quasi unenni che giustamente reclamano la mia attenzione. Questo significa che non ho accesso ai documenti originali, e non mi fido certo dei resoconti di terza mano dei quotidiani.

Ciò detto, ricordo a tutti un paio di cose. La "net neutrality" è morta quindici anni fa, quando all'IETF hanno iniziato a studiare i sistemi QoS, che permettono di prioritizzare i pacchetti dati; insomma il principio "tutti i bit sono uguali" è già falso. In secondo luogo, anche se uno formatosi su Unix come me è abituato a pensare a tutto a un livello astratto, la dura realtà è che la banda wireless è molto più limitata di quella wireline. Quindi i casi sono due: o si accetta che con le reti dati wireless non si può fare quello che si può fare con l'ADSL di casa, oppure arriverà una rete wireless divisa tra poveretti e ricconi. Magari non sarà come proposto da Google e Verizon, e verranno liberate frequenze radio specializzate per coloro che vogliono pagare; ma comunque capiterà. (Io sarei per limitare per tutti l'accesso wireless, ma non faccio testo)

05.08.10

Addio Google Wave   [informatica]

Così Google ha deciso di chiudere definitivamente Google Wave. Ne leggete ad esempio o qui, ma tanto per dire ne parla anche la BBC.

Il guaio di Wave, secondo me, è che è stato buttato in pasto al grande pubblico sotto il nome di Google. L'idea dietro il prodotto non era (e non sarebbe) per nulla malvagia, anzi: non so da voi, ma quando penso alle decine e decine di mail con venti persone in copia che continuano a lasciare tutto il testo della conversazione "perché non si sa mai" (nella migliore delle ipotesi; la peggiore è "{ perché non me ne può fregare di meno", e in mezzo "perché non sappiamo toglierla") e allegare versioni su versioni di slide powerpoint da qualche mega cadauna non posso che apprezzare l'idea di una conversazione in forma di Wave. Purtroppo però il prodotto era troppo avanzato; da un lato era pertanto di una lentezza da far cadere le braccia, dall'altro chi lo vedeva come una "email con gli ormoni" non ne capiva l'utilità. Secondo me, se Google avesse fatto una piccola società di nome wavr.com e lanciato lo stesso prodotto in sordina tra gli early adopter che avrebbero potuto dare degli utili suggerimenti, e soprattutto non avrebbe intasato i server.

Chissà se qualche idea di Wave rientrerà dalla finestra di qualche prodotto: mi sa però che almeno per i prossimi anni ce lo scordiamo.

08.07.10

traduzione "intelligente"   [informatica]

Ho dato in pasto a Google Translate un brano da rendere in inglese (sono pigro, e ci metto meno tempo a correggere tutti gli errori della traduzione automatica rispetto a scrivere da zero). Nel brano c'erano dei link, che di solito elimino e ricopio a mano dall'originale, ma stavolta - sempre per pigrizia - erano rimasti nel testo. Bene, un sito "unimi.it" è diventato "unimi . com".

addavenì l'e-book!   [informatica]

Sto cercando di scrivere un ebook. Ci sarà dentro roba già postata in giro, nulla di particolare insomma; però mi piaceva l'idea di capire come funziona questa bellissima rivoluzione digitale. Però mi sto già arenando di brutto, e per fortuna che la data di "pubblicazione" dovrebbe essere fine anno.

Ci sono ovviamente problemi di formattazione varia: pur partendo da xhtml 1.1 (che so trattare) e da CSS (che non è che conosca così bene, soprattutto per quanto riguarda le versioni condizionali) ho scoperto che cose normali da vedere a video non funzionano affatto su un e-reader, e bisogna ripensarle da capo. Ma fin lì ci arrivo. Ma poi succede che la divisione in capitoli non funziona per nulla, perché si perdono tutti i link interni: e allora giù di modifiche. E poi succede che .epub, che sarebbe un sistema nato per la riformattazione libera, non ha un modo per inserire nel file le regole di sillabazione, il che è male (sono trent'anni che esistono file molto compatti per sillabare, come sa chiunque abbia usato TeX). Ma non è tutto: chi ha il Kindle non può leggere .epub, e deve avere il file in formato .mobi; non so nemmeno se sia possibile avere un CSS separato per epub e mobi, visto che mi sa che anche il rendering sia diverso. Sì, potrei offrire la versione PDF o anche direttamente l'xhtml; ma questo significa che se non sei uno smanettone il tutto non lo leggi bene. Non parliamo poi di chi dice "massì, CSS3 farà tutto perfettamente!". Certo, magari sarà così. Ma quanti anni ci vorranno prima di avere la specifica definita e i lettori che la implementino?

La mia sensazione è che in questo momento (momento che sta durando da qualche anno) l'unica cosa che sta interessando i produttori di hardware e software è mettere un DRM in modo che nessuno possa piratare i libri, e quindi gli unici ebook che si riescono a leggere bene sono le ultime novità librarie che si pagano quanto se non più la versione cartacea. Ma un povero untorello come me, che non ha nessun motivo di lucchettare il proprio testo e vorrebbe semplicemente che fosse facilmente fruibile, si trova immediatamente fregato. Altro che condivisione della cultura!

26.05.10

Posta Elettronica Certificata   [informatica]

Come forse avrete letto, qualche settimana fa il miniministro Brunetta ha lanciato in pompa magna il progetto di posta elettronica certificata nei confronti della Pubblica Amministrazione. Non sono totalmente sicuro che la cosa sia un gran vantaggio, visto che c'è la presunzione di ricezione anche se non si apre il messaggio e non si può fare in modo che noi scriviamo per PEC e l'amministrazione statale ci risponda per mezzo di una sana vecchia raccomandata; e inoltre, come forse non sapete, non è nemmeno garantita l'interoperabilità tra la PEC di diversi enti. Ma su queste cose io ci vado comunque a nozze, e così mi sono armato di santa pazienza e sono andato sul sito postacertificata.gov.it.

La procedura è abbastanza bizantina: si fa una preattivazione online, poi dopo almeno 24 ore e non più di un mese si deve andare in un ufficio postale abilitato con fotocopia e originale di un documento d'identità e del codice fiscale. Peccato che al mio primo tentativo il sistema si sia piantato per il troppo traffico, al secondo non mi era apparsa la schermata di ok e al terzo mi diceva che avevo già fatto la domanda. Passo comunque in posta (sportelli dei conti correnti, non delle operazioni con le lettere) e l'impiegato mi fa "guardi, abbiamo la procedura bloccata a terminale". Insomma, non solo erano state sottostimate le risorse lato utente, ma nemmeno quelle di backoffice erano sufficienti!

Dopo qualche giorno riprovo la preiscrizione: sembra andato tutto a buon fine, ma non c'è traccia della mail di conferma che dovrei ricevere. In effetti avevo usato un indirizzo un po' strano, tipo pippo+PEC@gmail.com; è perfettamente lecito secondo gli RFC 821 e 2821 e coincide con pippo@gmail.com, ma molti programmi non lo sanno e si lamentano per l'indirizzo "inesistente". Quando finalmente la stagione delle piogge è terminata, e passato ancora un paio di giorni per sicurezza, ripasso comunque dall'ufficio postale; consegno, firmo, torno a casa e mi trovo sull'email di casa la notifica che è tutto a posto.

Adesso resta solo da scoprire come usarla, come scrivevo sopra :-)

04.05.10

dominii, siti, indirizzi IP: la solita confusione.   [italica_stampa]

Per l'ennesima volta un articolo su uno dei maggiori quotidiani italiani, questa volta il Corsera, mostra come i nostri giornalisti non siano ancora riusciti a capire l'abc di come funzionino nomi e indirizzi in Internet.

Eva Perasso parte da una notizia direi corretta, che tra pochi mesi non ci saranno più indirizzi IPv4 a disposizione, e riesce a tirare fuori come conseguenza che "per trovare un dominio libero tra quelli di vecchia generazione si spenderà sempre di più", seguendo un percorso tutto nella sua testa.

Provo a spiegare per l'ennesima volta la differenza tra nomi e indirizzi. Queste notiziole sono ospitate all'indirizzo 80.94.113.103, e al nome xmau.com, il che significa che a xmau.com è associato l'indirizzo 80.94.113.103. Ma non è scritto da nessuna parte che l'associazione sia biunivoca, cioè che a un nome corrisponda uno e un solo indirizzo e viceversa! Un sito molto grande potrebbe avere più indirizzi, un po' come il palazzo sede di una banca potrebbe avere più numeri civici, e soprattutto a un indirizzo IP possono corrispondere molti dominii, proprio come molte famiglie di un condominio abitano allo stesso numero civico della stessa via della stessa città. Il concetto non mi sembra così complicato, ma a quanto pare non entra proprio in testa al giornalista tipo. Certo, la mancanza di indirizzi IPv4 si farà sentire, ma non certo per quelle ragioni, o per "i pacchetti di siti acquistati per compiere frodi"...

Aggiornamento: (5 maggio, 11:30) Dopo tutto lo sputtanamento ricevuto, ma soprattutto dopo che Mantellini ha raccontato che non era nemmeno stato rettificato, quelli del Corsera hanno cancellato la pagina :-)

Aggiornamento: (5 maggio, 13:30) L'articolo è tornato in linea, con l'occhiello «Il seguente articolo era stato pubblicato in una prima versione contenente alcune gravi imprecisioni. Pubblichiamo a seguire una revisione del testo e chiediamo scusa ai lettori. La redazione.» e le frasi incriminate cancellate. Resta comunque poco chiaro chi si accaparri gli indirizzi IPv4, e insomma non segnalerei certo l'articolo per chi volesse sapere cosa sta succedendo: però è giusto apprezzare la redazione del Corriere che ha scritto nero su bianco "ci siamo sbagliati".

26.04.10

io l'avevo detto   [informatica]

Il mese scorso avevo ipotizzato che Google si fosse recuperato i dati della mia ADSL, visto che quando sono nella casa nuova e mi connetto via wifi il suo Google Maps mi dice che sono nella casa vecchia.
Ora leggo dal Register che in Germania si stanno parecchio arrabbiando perché le automobili di Street View hanno scansionato le reti WLAN private registrando i MAC address dei PC.
Va a finire che ci avevo azzeccato davvero!

21.04.10

Mozilla add-on blocklist   [informatica]

Beh, prima o poi doveva capitare: ieri mattina Firefox ha aperto una finestra di avviso, dicendo che avrebbe bloccato una versione del Java Deployment Toolkit che manco sapevo di avere installato, consigliandomi molto caldamente di far ripartire il browser senza quell'estensione e suggerendomi di dare un'occhiata a questa pagina.

In effetti l'idea delle estensioni è molto utile, perché permette di avere una versione di base del browser snella (occhei, non è il caso di Firefox) mentre ciascun utente può aggiungere quello che gli serve, un po' come nelle pizze. Però in questo modo la probabilità di un malfunzionamento complessivo aumenta esponenzialmente, viste anche tutte le interazioni tra i vari add-on; e la colpa rimane sempre imputata al browser. Questo potrebbe essere l'inizio di un'inversione di tendenza.

03.04.10

Il grande Googlello   [informatica]

L'altro giorno rispondevo a una mail, e avevo lasciato una riga di citazione, il cui testo conteneva tra l'altro la frase "see attachment". Io l'allegato l'avevo visto, in effetti; ma quando ho schiacciato il tasto "send" mi è apparsa una finestrella di pop-up di GMail che diceva più o meno (in inglese, io uso sempre la versione inglese dei programmi se appena ne ho possibilità) «sei sicuro di voler spedire questo messaggio senza allegati? Ho notato che hai scritto "vedi allegato"...»

Certo, la cosa è assolutamente automatica, non c'è l'omino Google che legge il mio messaggio. Ma proprio perché la cosa è assolutamente automatica, non oso pensare a cosa potrebbe trovare nei miei messaggi. Sarà meglio che inizi ad evitare di mandare baci (scritti) alle mie amiche e conoscenti, anche se per fortuna Anna usa un altro portale per la sua posta :-)

30.03.10

Aiuto! Firefox e charset   [informatica]

A quanto pare, questo problema ce l'hanno in tanti e nessuno riesce a risolverlo, o perlomeno io non sono riuscito a trovare una risposta. Però magari qualcuno dei miei lettori sa che cosa fare.
Ogni tanto mi capita un messaggio illeggibile su GMail, visto da Firefox (3.6, su macchine XP). Ad esempio, la newsletter di Meridiano Zero mi arriva con dei rettangolini che corrispondono agli apostrofi; Chrome in compenso visualizza il tutto bene. Ho provato a toccare View → Character Encoding, mettendo di tutto (Universal/Off, ISO-8859-1/UTF-8), ma niente da fare. Guardando i sorgenti della newsletter, vedo che è un MIME multipart: la parte testuale ha come header
  Content-transfer-encoding: quoted-printable
e quella HTML
  Content-type: text/html; charset=iso-8859-1
  Content-transfer-encoding: quoted-printable
mentre però la pagina inizia con
  <!DOCTYPE HTML PUBLIC "-//W3C//DTD HTML 4.01 Transitional//EN"
"http://www.w3.org/TR/html4/loose.dtd">

  <html>
  <head>
  <meta http-equiv="Content-Type" content="text/html; charset=UTF-8">
il che mi può far immaginare che ci sia un problema di contrasto tra i due content type.

Ma ci sono cose peggiori: provate a guardare questi due messaggi che sono arrivati sul blog: good e bad. Io non riesco a vedere alcuna differenza, però il bad mostra le lettere accentate come se fossero scritte in ISO-8859-2, insomma con le lettere degli alfabeti slavi, mentre il good è perfetto.

Qualche idea, qualcuno?

18.03.10

Ricordi del passato?   [informatica]

Ho installato Google Maps sul mio telefonino. Peccato che l'APN aziendale mi blocchi la connessione, e quindi non possa usarlo se non a casa quando mi connetto alla wifi: ammetto che la cosa non è molto utile, ma fa lo stesso.

Com'è come non è, stasera ci ho giochicchiato su. Generalmente mi indicava che mi trovavo in un raggio di cinquecento metri da un paio di punti che immagino siano le basi delle antenne TIM, cosa che mi va benissimo. Stasera però mi ha dato un raggio molto più preciso (80 metri), il che sarebbe preoccupante. Ma quello che è davvero preoccupante è che la posizione dove secondo lui mi trovo è ... la vecchia casa, che è a quasi un chilometro e mezzo in linea d'aria!

L'unica cosa che mi viene in mente, a parte l'uso di una macchina del tempo, è che Google sia riuscito a recuperare i dati della mia connessione ADSL e avere una geolocalizzazione: anche se a dire il vero ho chiuso una linea telefonica e ne ho aperta un'altra, quindi la cosa sembrerebbe improbabile. Notate che anche i dati di geolocalizzazione che ci sono ad esempio nel mio blog non sono mai esatti ma approssimati, quindi non sono certo stato io a darglieli... Misteri informatici!

23.02.10

Più che di Buzz io mi preoccuperei di Google Social Search   [informatica]

In queste settimane tutti hanno parlato di Buzz e di come le opzioni di default facessero scoprire molte più informazioni di quanto si potesse immaginare.

Mi stupisco però che nessuno abbia accennato a Google Social Search, un modo - a detta di Google stessa - per «scoprire notizie rilevanti pubblicamente accessibili dal tuo circolo sociale, un insieme di amici e contatti online». Può darsi che il motivo sia banalmente che la pagina non è localizzata in italiano, e forse i risultati della "ricerca sociale" non appaiano a meno che come me voi non usiate Google in inglese.

Passi per i siti del "contenuto sociale", che in fin dei conti devi aggiungere tu esplicitamente; ma il circolo sociale vero e proprio mostra coloro che hai aggiunto alle liste "Friends", "Family" e "Coworkers" (e questi li metti in effetti tu) ma anche altri scelti non si sa bene con quali criteri. Peggio ancora, ci sono le "Secondary connections" che sarebbero gli amici degli amici: il guaio è che dalle mie 23 connessioni si arriva a 1527 (millecinquecentoventisette) connessioni secondarie!

Ora, quello che io posto è assolutamente pubblico, seguendo la massima d'oro "se non voglio far sapere qualcosa, non ne parlo"; ma magari qualcuno dei miei contatti preferisce essere meno visibile. In tal caso, l'unico consiglio che posso dargli è di cancellare il proprio Google Account, il che in fin dei conti male non fa.

17.02.10

Posterous è impazzito!   [informatica]

Avevo per sbaglio mandato un post (quello su come zittire i messaggi con cui windows chiede di riavviare) sull'account posterous che rimbalza qua invece che su quello giusto. Vabbè, dico, lo cancello e amen.
Peccato che posterous continui a ripostarlo, lamentandosi di "non aver ricevuto alcuna risposta". Mi sembra di essere Topolino apprendista stregone :-(

(Ora ho disabilitato l'autopost, speremm...)

05.02.10

Facebook e il mischione di utenti - 2   [informatica]

Ricordate che qualche giorno fa avevo parlato di come dal telefonino fossi entrato in Facebook come un altro utente? Mercoledì sera la cosa mi è ricapitata, come si può vedere dalla foto che ho scattato (il link funziona se state leggendo la notiziola dal mio sito, per la cronaca).

Stavolta però il nome della persona mi era noto, anche se non è nella mia lista di amichetti: in effetti è un mio ex collega dei tempi in cui ero a Torino a lavorare in CSELT. La mia sensazione è insomma che il signor FacciaLibro vede una richiesta da telefonino, e credendo di essere un furbastro di tre cotte manda quello che aveva in cache. Peccato che io accedo via proxy, e FacciaLibro non si accorge di questo piccolo particolare...

A onor di cronaca aggiungo che cliccando su "Posta" non ho letto i messaggi del mio collega ma sono finito sulla mia posta; solo che a questo punto non posso essere certo che il risultato sia dovuto al fatto che lui non aveva acceduto a quella pagina. E no, non vado a perder tempo ad avvisare Zuckenberg: tanto non mi fiderei comunque di avere roba importante lì dentro, quindi gli altri possono anche guardare il tutto ;-)

02.02.10

Facebook: abbiamo sbagliato utente   [informatica]

Domenica mi sono connesso a Facebook dal telefonino. Guardo i messaggi nel Wall, e mi accorgo che è di gente che non conosco affatto. Vado in fondo, e scopro di essere connesso come un altro utente, di cui ho dimenticato il nome, ma che sicuramente non conosco.
Vabbè, mi scollego e ricollego e torna tutto a posto. Vabbè, le cose che metto su FacciaLibro sono comunque pubbliche, quindi anche se uno si connettesse e venisse inviato sul mio profilo non imparerebbe nulla di nuovo. Però cosa succederebbe se qualcuno entrato per caso nel mio profilo iniziasse a fare qualcosa di illegale? come potrei dimostrare che non sono stato io? Non sono affatto cose belle.

20.01.10

Google Synonyms vs Douglas Hofstadter   [informatica]

Ieri sull'Official Google Blog è apparso un intervento ("Helping computers understand language") in cui viene spiegato l'approccio di Google al problema delle migliorie ai risultati delle ricerche, cercando di applicare tecniche di intelligenza artificiale per inserire nei risultati anche occorrenze diverse da quelle richieste - ad esempio, se uno chiede song words arrivano anche le pagine dove appaiono le parole song lyrics. Douglas Hofstadter, il cui punto di vista sull'intelligenza artificiale è sicuramente non mainstream, ha subito scritto un'email in cui senza usare mezzi termini se la prende con questo sistema che gli rende impossibile usare Google in maniera "creativamente stupida" (cercando ad esempio di capire quale tra due frasi in una lingua straniera è la più usata in pratica) e mandando in copia la mail alla cricca dei suoi amici e conoscenti che sa essere interessati a questi argomenti.
Dal mio punto di vista quello che conta esplicitamente è la semantica dietro tutto questo. Per la cronaca, Google aggiunge i sinonimi (corretti o no che siano è un'altra storia) nelle ricerche normali: se però si fa una ricerca col testo tra virgolette oppure - ho scoperto solo leggendo quel post - precedendo una o più parole con un +, la ricerca resta su quella precisa frase o parola. Io mi preoccuperei davvero se il significato semantico delle virgolette, cioè una citazione precisa - lasciamo perdere l'italica stampa e i famigerati virgolettati di Repubblica - non divenisse più quello standard; sulle singole parole sono indeciso se sia meglio fare come fa Google, cioè "default con sinonimi, occorre specificare che non li si vuole" oppure l'opposto "default senza sinonimi, occorre dire da qualche parte che li si vuole", chessò con un LIKE maiuscolo all'inizio della stringa di ricerca. C'è poi il secondo punto, quanto cioè un algoritmo puramente statistico possa dare un supporto fattivo alla ricerca del vero significato di quello che l'utonto tipico chiede. Viste certe stringhe di ricerca che capitano sul mio blog, in effetti la cosa potrebbe anche funzionare se fatta bene :-)

Voi che ne pensate?

11.12.09

la privacy secondo Facebook   [informatica]

Mercoledì mi connetto a Facebook, e mi si apre una finestrella che mi comunica che Zuckerberg ha messo in funzione le nuove regole sulla privacy, e mi chiede se voglio o no modificare le mie preferenze. Sapevo che c'era stata questa proposta che ufficialmente non era passata per mancanza di un numero sufficiente di voti, ed era stata ripescata grazie all'infinita bontà del Grande Raccoglitore di Dati Personali sulle Connessioni tra Persone. Dico "occhei", e mi appare una schermata con varie categorie di dati: posso scegliere tra i new settings e gli old settings.

Ora, io non scrivo nulla di davvero personale su FacciaLibro. C'è la copia dei post del blog, qualche commentino stupido e poco di più. Quindi ho sempre lasciato molto lasca la privacy, e molte informazioni - che tanto sono ricavabili altrove in rete - sono visibili da tutti. Addirittura la fan page che mi sono creato è assolutamente libera, cosicché non devo fare amico nessuno. Avevo fatto solo due eccezioni: la richiesta di amicizia appunto, che era bloccata perché se proprio qualcuno sentiva la necessità impellente di farlo si degnasse almeno di scrivermi due righe, e il giorno del mio compleanno. Quest'ultimo era nascosto non tanto perché sia segreto (nel mio sito c'è scritto bello chiaro), ma perché non sopporto tutti i messaggi di auguri fatti giusto perché "l'ha detto FacciaLibro". Bene, guardando la schermata di settaggio vedo che i vecchi setting sono "gli amici degli amici possono sapere quand'è il tuo compleanno" (i setting nuovi erano ancora peggio, ma lasciamo stare). Sono andato sulla pagina apposita per la privacy e ho rimesso subito a posto le cose; però non ho potuto fare lo stesso con le richieste di amicizia, le cui uniche scelte permesse sono "da parte di tutti" e "dagli amici degli amici" (occhei, gli amici sono già amici, ma avete capito il punto). Insomma, non è proprio possibile starsene un po' in pace e interagire solo con chi vogliamo noi: sappiatelo, prima di usare Facebook pesantemente!

(vedi anche xlthlx e De Biase; per la cronaca, le informazioni sulla privacy di Facebook sono qui)

05.12.09

Google public DNS   [informatica]

Forse avete sentito l'ultimo annuncio di Google: un DNS pubblico. Nel caso non sappiate cosa sia il DNS, ve lo spiego subito: è il sistema che permette al computer di scoprire dove andare a pescare il sito che stiamo cercando. Per fare un esempio, xmau.com corrisponde all'indirizzo 80.94.113.103: il computer può solo gestire i numeri e non il nome, e quindi deve cercare in un grande elenco distribuito (il DNS, appunto) quale sia il numero corrispondente a xmau.com. Generalmente ogni provider ha il suo server DNS che gli utenti usano; ma esistono anche DNS pubblici, il più famoso dei quali è OpenDNS. Google ha pensato bene di aggiungersi alla lista, con indirizzi facilmente ricordabili (anche il server DNS è un sito, no?) come 8.8.8.8 e 8.8.4.4.

Molti si preoccupano, nonostante le assicurazioni di Google al riguardo, che in questo modo il gigante californiano possa avere ancora altri dati di navigazione degli utenti. Io invece penso a un'altra cosa. Sapete, vero, che in Italia non è possibile raggiungere i siti esteri di scommesse (e che vendono sigarette...) che non hanno pagato il pizz.. ehm, non hanno stretto un accordo con i Monopoli di Stato, AAMS? Quello che non sapete è che non c'è nessun blocco degli indirizzi IP, ma banalmente i provider modificano le loro tabelle DNS dicendo che quei siti hanno l'indirizzo corrispondente ad aams.it. Come risultato pratico, se uno usa OpenDNS come server DNS vede tranquillamente i siti. Solo che la cosa, pur notissima tra gli addetti ai lavori, è abbastanza nascosta al grande pubblico, quindi il tutto funziona. Ma la forza di Google potrebbe essere tale che utenti non scafati useranno quel DNS pubblico, che non essendo di un provider italiano permetterà di saltare i blocchi logici verso i siti di scommesse/sigarette. Che succederà? Verranno bloccate le richieste DNS verso quell'indirizzo? Ai posteri l'ardua sentenza.

28.11.09

Google Wave ha terminato la sua spinta propulsiva   [informatica]

Mi è arrivato il messaggio dal signor Google che hanno accettato la mia richiesta di provarlo, richiesta che avevo fatto un mese fa quando era uscito, e mi hanno mandato il codice di attivazione. Direi che non c'è più tutto lo hype iniziale, se possono mandare inviti a cani e porci :-)

Word è un editor di m.   [informatica]

Ieri il mio collega Damiano aveva un problema con un file Word, che gli si continuava a chiudere. L'unica soluzione che ha potuto trovare è stata eliminare la DLL del controllo ortografico, che a quanto pare era la colpevole.
Mentre stava cercando nella knowledge base Microsoft se c'era qualcosa al riguardo di questo baco, ha scoperto questa chicca:
WD2002: Word viene chiuso quando il controllo di ortografia o grammatica nel testo italiano contiene la chiave "Coproduzione"
Secondo me il correttore ortografico legge COPROduzione, pensa significhi "passaggio di merda" e quindi si suicida per evitare che gli occhi del lettore possano rimanere offesi...

27.11.09

nuova interfaccia di Google   [informatica]

Ora che ne ha parlato Attivissimo probabilmente lo sapete anche voi: la notizia circolava però almeno da un paio di giorni, io l'ho vista su dotTech.org.
Se uno usa google.com (e non google.it) come motore di ricerca, può modificare l'interfaccia e avere in anteprima quella nuova. Basta aprire la pagina di google (se vi si apre google.it nella pagina c'è un lilnk piccino picciò che vi fa arrivare al posto giusto, e poi scrivere nella barra degli indirizzi questa bookmarlet:
javascript:void(document.cookie="PREF=ID=20b6e4c2f44943bb:U=4bf292d46faad806:TM=1249677602:LM=1257919388:S=odm0Ys-53ZueXfZG;path=/; domain=.google.com");
Le prossime ricerche avranno la nuova interfaccia. Se volete ritornare a "Google Classic", dovete cancellare il cookie: su dotTech ci sono le istruzioni per alcuni browser.
Quali sono le differenze nella nuova interfaccia? Che i pulsanti sono blu elettrico :-) Scherzi a parte, la pagina con i risultati permette di cercare quelli modificati entro un certo periodo di tempo, il che spesso può essere utile anche se non funziona con le pagine rigenerate automaticamente. Che poi vi serva o no, non lo posso sapere...

20.11.09

guadagnare coi bookmark   [informatica]

Sono uno dei tanti che ha installatio l'add-on Xmarks (già Foxmarks) sul proprio Firefox per avere un unico insieme di bookmark sui vari PC che uso. Ieri mi è arrivato un messaggio da Xmarks, che mi proponeva di provare in anteprima un nuovo addon, SearchTabs, che migliorerebbe il risultato delle ricerche di Google "basandosi sulla nostra attenta analisi di 800 milioni di bookmark aggregati".
Se io fossi molto paranoico, disinstallerei subito Xmarks e cambierei tutte le password salvate sui miei pc; ma probabilmente, se fossi molto paranoico, non le avrei nemmeno salvate localmente. Per la cronaca, Xmarks permette effettivamente di sincronizzare anche le password, ma io non l'ho mai fatto perché un pelino paranoico comunque lo sono; ma non è questo il punto. Mi chiedo se effettivamente ha senso un modello "vediamo che cosa gli altri considerano interessante" e soprattutto se e quanto questo modello è sicuro oppure può venire avvelenato dagli "esperti SEO"; e non ho una risposta (salvo che Xmarks ha sicuramente un enorme vantaggio competitivo, e può vendere il posizionamento di qualche bel collegamento nei risultati delle ricerche). Che ne pensate?

05.11.09

Google Dashboard   [informatica]

Google ha deciso di far vedere quante cose sa di noi, e ha preparato una nuova pagina: Google Dashboard. Cliccandoci su ci viene chiesta la password (non si sa mai...) e poi si arriva a una pagina con una sfilza di dati, almeno nel mio caso, che sono davvero tanti e fanno un po' paura, pensando com'è semplice incrociarli. È vero che nel mio caso sono più o meno tutti relativi alla stessa persona (nel senso latino del termine), però basta integrarli con altri dati pubblici e si ottiene un quadro davvero completo.
Sì, ogni sito google ha la sua informativa sulla privacy, ma non credo che la cosa possa tranquillizzarci, soprattutto se siamo paranoici. Ricordiamocelo, e agiamo di conseguenza :-)

31.10.09

Google Wave - prime impressioni   [informatica]

(no, non ho ancora inviti a disposizione, e c'è già una coda di richieste nel thread precedente ;-) ) Confesso che non mi sono messo a provare troppo Google Wave, avendo altre cose migliori e più importanti da fare. Ma un'impressione a pelle comunque me la sono fatta.

- È leeeeeento! Anche usando Chrome al posto di Firefox, immaginando che il browser Google sia più ottimizzato, a volte uno scrive e sta lì ad aspettare. Se poi l'onda è molto trafficata, tanto vale lasciare perdere.
- Usarlo come chat è probabilmente assurdo, anche perché un'onda non è una cosa lineare e ciascuno dei partecipanti può scrivere e modificare qualsiasi suo pezzo. Esiste la funzione "playback" per cercare di capire cosa è successo nel tempo, ma mi sembra più che altro l'equivalente logico della moviola.
- È anche difficile, almeno per me, riuscire a trovare al volo quali sono i thread con nuovi interventi; anche se metto nel cestino un'onda, quella continua a essere controllata e incrementare il numero di onde con nuovi interventi.
- Come sistema collaborativo invece direi che ha delle ottime prospettive: si può lavorare a parti diverse del documento multimediale, e si possono aggiungere in parallelo vari pezzi.
- È collegato a Picasa, e le immagini che si aggiungono a un'onda finiscono là. Non è collegato a gmail, il che è una fregatura: fregatura doppia, visto che l'account è del tipo nome_utente@googlewave.com e non credo sia il caso che mi sia arrivata una caterva di spam che affermava di provenire da me stesso.
- L'altro punto (futuro) di forza sono le estensioni: se non ho capito male, ci sono indirizzi email di partecipanti virtuali che se aggiunti all'onda implementano varie feature.

In definitiva, al momento è poco più di un brutto giocattolo e non credo lo userò più di tanto, ma potrebbe funzionare per il lavoro in collaborazione remota.

28.10.09

Google Wave   [informatica]

Ok, grazie a Silvia mi è arrivato un invito per Google Wave. E mo' che ci faccio?

17.08.09

Come riesce Facebook a trovare gli amici?   [informatica]

L'altro giorno, entrato in Facebook, mi è capitato di dare un'occhiata ai suggerimenti per amicizia propinatemi automaticamente dal sistema. C'erano una cinquantina di nomi, che come al solito si dividevano in tre categorie: gente che non conosco per nulla, gente "famosa" (per un'opportuna definizione di fama: immagino che anch'io entrerei nella categoria, anche se non so se il fatto che io abbia disabilitato il pulsantino per aggiungermi automaticamente come amico abbia come conseguenza che non appaio in queste liste) e gente che conosco abbastanza per evitare di aggiungerli ai miei amici.
Stavolta però c'era anche un tizio americano con cui abbiamo avuto lunghi rapporti epistolari negli anni '90, quando eravamo comoderatori del newsgroup internazionale sui Beatles. Vi dirò che la cosa mi ha preoccupato parecchio: non avevamo nessun comune amico su Facebook, credo non abbiamo nemmeno rispettivi amici che sono amici tra di loro, non parlo mai di Beatles su FacciaLibro e soprattutto, anche se ci saranno centinaia di pagine web dove i nostri nomi sono vicini, ai tempi io avevo un'indirizzo email completamente diverso. Inutile aggiungere che non ho mai permesso a Facebook di accedere alla mia email per recuperare gli indirizzi dei miei amicici, nel caso qualcuno se lo chiedesse.
Sì, lo so, potrebbe semplicemente essere una coincidenza, e io essere vittima della sindrome per cui non ci si ricorda mai delle coincidenze non capitate ma solo di quelle che effettivamente si sono verificate; ma ho dei seri dubbi. Insomma, come diavolo funziona la ricerca amici di Facebook?

11.08.09

Facebook compra FriendFeed   [informatica]

Quando ieri sera è arrivata la notizia, tra i miei amichetti telematici c'è subito stato un coro di disperazione collettiva (tranne il solito bastian contrario). Immagino che su Facebook nessuno si sia accorto di nulla, ma è così che vanno le cose. Che ne penso io? Per una (rara) volta, sono d'accordo con Zambardino: "la fabbrica di formaggini si è comprata il negozio di delikatessen". Il giudizio complessivo è però più compesso.

Innanzitutto, un utente casuale potrebbe dire che FriendFeed (FF in seguito, perché sono pigro) e Facebook (FB) sono più o meno la stessa cosa: ci sono discussioni e link vari, e anzi FB è più carino perché ci sono più immagini e la struttura è più ampia, mentre FF sembra più che altro una lista della spesa. Tralasciando per un momento il fatto che in quest'ultimo anno c'è già stato un percorso di avvicinamento delle interfacce grafiche e delle feature (il "like" nasce con FF e viene copiato in FB), la logica dietro i due sistemi è completamente diversa. FB vuole essere un posto di arrivo, il centro commerciale dove trovi tutto quello che ti serve e non hai più bisogno di uscire fuori; il punto fondamentale è crearsi il proprio giro di amici e interagire semplicemente con loro. Il successo è stato strepitoso, con centinaia di milioni di utenti.
FF è invece nato come luogo per tenere traccia degli amici che si aveva già: in un mondo dove ognuno usa una pletora di servizi online - per dire, il mio profilo FF ne segna 19... - è comodo riuscire a raggrupparli tutti in un unico posto. Addirittura c'è la possibilità di farsi un "amico immaginario" per tenere traccia di quella persona. Il cazzeggio è nato solo dopo, come sottoprodotto; e soprattutto è usato in maniera completamente diversa. Uno può "lucchettare" i propri feed, lasciandoli visibili solo a chi si è deciso essere bravi/e ragazzi/e, e molti fanno così; ma le discussioni visibili non sono solo quelle degli amici, ma anche quelle dove gli amici hanno commentato; il che è logico, perché se tu vuoi sapere cosa ha detto X anche quelle sono "conversazioni". Va così a finire che io, che sono iscritto ai feed di 28 amichetti, una mezza dozzina dei quali non condividono in realtà quasi nulla, credo di trovarmi più o meno tutto quello raccontato dalla solita cricca. Poi ci sono le "stanze", dove si possono fare conversazioni private di gruppo un po' come su IRC; concetto che mi pare manchi in FB, o almeno non sia così facilmente replicabile se non lavorando a basso livello sui permessi.
Tutto questo però è un consumo di nicchia, credo che tutti siano d'accordo: nessuno riesce a immaginare milioni di utenti su FF, e gli appassionati tendono a considerarsi parte di un'élite; magari sono anche su FB, ma giusto perché non si sa mai. Il vero amore è appunto FF.

Guardiamo però le cose dal punto di vista di chi ci mette i soldi - e assicuro che questi socialcosi costano l'iraddidio in banda e server, non è il mio semplice blogghetto. FF non fa guadagnare nulla; non che FB sia un generatore di bigliettoni verdi, ma ha iniziato da mo' la virata verso la pubblicità, e magari tra un po' riesce a raggiungere un break-even. È chiaro che un modello che vede solo spese non può durare all'infinito e che i fondatori di FF dovevano trovare un sistema per fare cassa. Magari non molta, se è vero che in quattro si divideranno 15 milioni di dollari cash e 32,5 in azioni FB, ma comunque una bella cifretta.
C'è una cosa molto più importante, però, e subito spunta l'ombra della Grande G - non per nulla i fondatori di FF arrivano da Google. Secondo Scoble, come riportato anche dalla BBC, la tecnologia FF per la ricerca di notizie in real time è di gran lunga la migliore sul mercato; e probabilmente una delle ragioni per l'acquisto da parte di FB è stata proprio questa tecnologia, mentre da parte di FF il timore per l'arrivo dell'annunciato Google Wave può avere convinto i fondatori che questo era il momento giusto.

Cosa succederà adesso? boh. Nemmeno i grandi esperti sono in grado di dare una risposta alla domanda "cos'è che rende un servizio di successo", figuriamoci io. Tornando alla metafora zambardinesca, ci possono essere varie possibilità. Non credo che FF possa essere lasciato morire per inedia; anche se non vengono aggiunte funzionalità, lo zoccolo duro degli utilizzatori continuerebbe a usarlo fintantoché da qualche altra parte non creeranno qualcosa di meglio. Se comunque succedesse qualcosa del genere non ci sarebbero grossi problemi, esattamente come non ce ne dovrebbero essere troppi se FF diventasse una specie di laboratorio R&D per FB. Il negozio di delikatessen rimarrebbe insomma tale, e gli intenditori continuerebbero a frequentarlo anche se il padrone è un altro. Quello che però temo è un'eutanasia attiva, non certo per costringere gli utenti a migrare su FB - i numeri non cambierebbero - ma per evitare di "sprecare risorse" inutilmente. Ecco, spero che non sia il caso, ma tocco ferro. Invece la questione "mi prenderanno tutti i miei dati" non mi tocca per nulla. Io ho sempre usato FF per cazzeggio, di dati personali non ce ne sono, e quello che ci ho scritto è tranquillamente usabile da tutti. Non sono mai riuscito a essere troppo paranoico...

03.08.09

il progresso avanza   [informatica]

Stasera gli aggiornamenti automatici Microsoft sul netbook di Anna consistevano in un security pack per Internet Explorer 6 (!) e nell'installazione di IE7. Le ho detto di lasciar perdere il primo e mettere il secondo; alle sue rimostranze "tanto non lo uso mai IE" ho replicato "sì, ma non si sa mai nella vita".
Gli aggiornamenti automatici Microsoft su questo mio notebook consistevano... in IE8, che ho installato e non userò; ma almeno avrò un browser quasi adatto agli standard.
Mi chiedo solo perché ad Anna non sia stato subito proposto IE8: forse perché Microsoft non facit saltus?

30.07.09

2012 - fine del mondo (informatico)   [informatica]

Non c'entra nulla il calendario Maya, Giacobbo o le tempeste solari. Parlavo un paio di settimane fa con Loris e altri informatici, e mi dicevano che il webcast di Radio105 - non mi ricordo quale trasmissione, qualcosa tipo "viva la foca" - aveva raggiunto picchi di 6 gigabit al secondo di banda richiesta, e che di questo passo tra tre anni si sarebbe saturata Internet.
Fin qua nulla di strano, ai tempi di Usenet si sarebbe detto "film at eleven"; quello che però è a mio parere demenziale è il motivo per cui le cose stanno andando così. Semplificando all'estremo, ci sono due modi diversi di mandare dati a molte persone contemporaneamente. Il primo è usare un indirizzo speciale che può essere condiviso da più persone, e inviare i dati alla "come viene viene", senza preoccuparsi di verificare che siano arrivati (multicast UDP). Il secondo prepara un canale per ogni persona, e verifica che i bit arrivino tutti regolarmente all'utente finale (flash embedded, in TCP). È ovvio a tutti che ennuplicare una trasmissione che stanno vedendo tutti è solo una perdita di banda; è meno ovvio che la verifica dei dati non serva, ma se ci pensate un attimo non state scaricandovi un file ma guardando un programma dal vivo, e quello che si è perso non lo si può certo recuperare.
Ma allora perché non si usa il primo sistema? È forse troppo recente? Macché, funzionava già trent'anni fa. Peccato però che i vari firewall aziendali sono configurati per eliminare i pacchetti UDP, e quindi chi trasmette è costretto a fare un'operazione assolutamente illogica e costosa: il tutto per mostrare le qualità intrinseche del mercato, che sceglie automaticamente le migliori soluzioni!

20.07.09

Eni e l'informatica   [informatica]

Venerdì scorso, dopo alcuni anni, ho cercato di entrare nel portale Italgas. Intanto Italgas è stata comprata da Eni, e così sono finito nel loro portale, dove c'era scritto "no te preocupe: puoi usare la tua vecchia password con l'indirizzo di posta elettronica corrispondente". Io a dire il vero mi ero salvato un nome utente e non un indirizzo email: ma tanto né il nome utente, né l'indirizzo email solito, né i tre o quattro indirizzi "di scorta" funzionavano.

Stamattina, fresco dal weekend, mi sono lanciato di nuovo all'opra. Ho riprovato tutti gli indirizzi: nulla. Ho provato a riregistrarmi: non potevo, perché ero già registrato. Finalmente ho trovato la pagina per chiedere con quale codice utente uno si è registrato: ho diligentemente digitato numero cliente e codice fiscale, e mi è apparso l'indirizzo email con cui mi ero registrato, che era quello che avevo usato fin dall'inizio.

Anzi no. Io digitavo "indi.rizzo@em.ail"; il sistema mi ha detto che il mio codice era "INDI.RIZZO@EM.AIL". E in effetti scrivendolo tutto in maiuscolo mi sono collegato. Ci deve essere, un inferno per i programmatori.

oltre il paperless   [informatica]

Sull'intranet aziendale è apparso un post che spiega che da mercoledì si «utilizzerà esclusivamente SIGEC, un Sistema Integrato di Gestione della Corrispondenza, che consente di ricevere, archiviare, distribuire e/o spedire in formato elettronico la posta in arrivo ed in partenza consentendo di eliminare, nei casi possibili, la corrispondenza cartacea negli uffici.» Beh, quasi dappertutto, visto che le due sedi direzionali di Milano e Roma continueranno ad avere la carta... ma stiamo parlando dei megadirigenti.

Il bello è però che ho scaricato il manuale di presentazione, rigorosamente in PowerPoint, l'ho aperto e ho scoperto che... Impossibile leggere la struttura da C:\Temp\Presentazione_SIGEC.ppt. Nessun convertitore di testo installato per questo tipo di file. D'accordo, tanto non ricevevo già posta cartacea da una vita: però sarebbe stato simpatico almeno ricevere gli allegati elettronici leggibili. Ma forse è un intelligente sistema per evitare che il dipendente stampi il file ricevuto, vanificando così gli sforzi per eliminare la carta?

(beh, i colleghi riescono a leggerlo. Magari il tutto è un indizio molto velato contro di me...)

15.07.09

unresponsive plugin - risolto   [informatica]

Grazie a Damiano, sono riuscito a risolvere il problema dello Shockwave Flash che non funzionava. La risposta era più semplice di quanto pensassi: è stato sufficiente tornare a un punto di ripristino del sistema precedente all'incriccamento del plugin.
C'è solo stato un piccolo problema. La scorsa settimana mi era arrivata una paccata di aggiornamenti di sistema, e tra ieri e oggi credo ce ne fossero ancora. Chiaramente il sistema remoto si è accorto che non c'erano più... e così oggi ho dovuto ribustrappare quattro volte, non perché ne avessi voglia ma perché continuava a chiedermelo. Considerata la rapidità tipica del mio PC di ufficio, è stata una gioia.

13.07.09

unresponsive plugin   [informatica]

Sul pc da cui sto scrivendo, Shockwave Flash non funziona per nulla. Se cerco di sentire musica in streaming via qualunque browser (firefox 3, ie6, chrome, opera) non succede nulla; Chrome mi dice appunto "the following plug-in is unresponsive: Shockwave Flash"
Ho installato l'ultima versione di Shockwave Flash. Ho disinstallato tutte le possibili versioni di Flash, con il disinstallatore gentilmente fornitomi da Adobe. La situazione non cambia. Che posso fare? (riformattare il PC mi sa che non sia un'opzione, a meno che non lo chieda all'assistenza interna)

21.05.09

se non è Google, è Yahoo!   [informatica]

Tra le varie informazioni che la stampa sta cercando sul passato di Noemi Letizia (che a quanto pare il 19 novembre scorso era stata invitata da Silvio Berlusconi in qualità di stagista a Villa Madama: sicuramente assieme ai genitori, perché il PresConsMin ha affermanto di averla sempre e solo vista assieme ai suoi genitori, e Berlusconi è un uomo d'onore) c'è anche il blog che la fanciulla, col nick "noemilabella", aveva tenuto in passato. Come si può leggere da Gilioli, quel blog è sparito. Ma quando dico "sparito", intendo che non c'è sul sito, non c'è sulla cache di Google, non c'è su archive.org - dove pure ci sono altri blog che erano ospitati su quel sito. Si trovano solo i nomi delle pagine, ma null'altro. Complimenti a chi ha fatto l'opera di pulizia.

Leggendo questa notizia, ho pensato di provare a vedere qualche altro motore di ricerca (oltre a Yahoo! che era stato già citato). Ho frugato nella mia memoria, e ho tirato fuori Altavista e AlltheWeb, e ho scoperto che entrambi non esistono più. Hanno il loro nome, il loro logo, la loro grafica: ma in realtà sono diventati sottomarche di Yahoo!. Cliccare - meglio, far passare sopra il mouse - per credere. Questo significa che a parte Google e Yahoo! rimangono solo ask.com e live.com tra i motori di ricerca indipendenti di dimensione non trascurabile. Eppure nessuno ne parla: tutti a controllare lo zeroequalcosa per cento di differenza di penetrazione dei browser. Mah.

08.05.09

Non si fidano nemmeno di sé stessi   [informatica]

Ieri Ugo mi ha mandato una simpatica notiziola. In una delle FAQ di MSDN si può leggere questo testo:

Q: What is a .WIM file?
A: According to Wikipedia, a .WIM file "is a file-based disk image format. It was developed by Microsoft to deploy its latest Windows operating system releases, Windows Vista and Windows Server 2008, which use it as part of their standard installation procedure. It works equally well with legacy versions of Windows however, and is used as part of Windows Fundamentals for Legacy PCs."

Detto in altro modo: Microsoft ha definito un formato in uso con i suoi sistemi operativi; però preferisce usare una fonte esterna per spiegare cos'è. Non si sa mai che qualcuno non riesca a capire la documentazione interna Microsoft...

21.04.09

sempre bloccato con Ubuntu   [informatica]

Il PC di Anna ha fatto gli aggiornamenti, e adesso è di nuovo senza wifi funzionante.
Network Manager mi dice che lui non gestisce nulla, wicd da solo non parte, se io faccio a manina ifup eth1 poi gira tutto ma a quanto pare non se lo becca dagli rc.local.

Poi uno si chiede perché la gente usi windows.

Aggiornamento: (22 aprile). Non mi vergogno a dirlo. Ho tolto l'interfaccia cablata, ho messo lo script per lanciare il demone wicd, e adesso network manager si è risvegliato. Non voglio sapere cosa sia successo, almeno fino al prossimo aggiornamento :-)
(Ah, con gli aggiornamenti di ieri, tanto per dire, la tastiera logica era diventata USA...)

13.04.09

attenti ai formati   [informatica]

Tralasciando il tono entusiasta di questo articolo (è un giornale, si deve far leggere...) il problema posto è molto importante. Le versioni ad alta risoluzione delle immagini raccolte negli anni '60 dal Lunar Orbiter sono state salvate su dei nastri (analogici...) che adesso soffrono di due problemi: il primo è che si stanno deteriorando, e il secondo è che esiste solo una macchina capace di leggerli, e nemmeno la macchina se la passa troppo bene.
Lo so che voi fate sempre copie multiple di tutta la vostra roba e non appena esce un nuovo gadget, col suo formato proprietario, siete pronti a riversare i dati; e lo so che voi siete convinti che i guai sono nati perché quei nastri sono analogici e non digitali, e quindi non si possono leggere i bit (fosse così semplice... se appena si codificano i dati occorre sapere come tradurli, i bit :-) ) Però ogni tanto forse ci conviene pensare che la nostra conoscenza dipende sempre più dall'elettromagnetismo all'opera.

30.03.09

Password ballerina   [informatica]

Dopo essere stato a pranzo con una deliziosa matematica, sono rientrato in ufficio, e ho digitato la password del mio pc. Windows mi spernacchia: "incorrect password". Digito la password con più calma: "incorrect password". Controllo tasto per tasto: "incorrect password". Provo la penultima mia password, cambiata dieci giorni fa: "incorrect password". Provo a entrare non in rete: "incorrect password". A questo punto spengo il PC tenendo premuto cinque secondi il tastone di avvio; riaccendo il PC; aspetto che si ricarichi tutto; alla schermata di avvio digito la password; entro tranquillamente.

Dopo aver deciso che l'aver visto la fanciulla di cui sopra non poteva essere la causa di tutti quei miei errori nella password, telefono all'assistenza tecnica per segnalare il problema. Risposta: "Boh, sarà stato un problema di rete, ma tanto se adesso è entrato va tutto bene". Bello sentirsi a posto.

14.03.09

PollDaddy   [informatica]

Se ricordate, il sondaggio che vi avevo proposto un paio di settimane fa era gestito attraverso PollDaddy. Devo dire che tra i vari sistemi che ho provato mi sembra il migliore, almeno per un uso amatoriale come può essere quello di un blog.
La versione gratuita dà infatti la possibilità di creare un numero illimitato di sondaggi e 100 risposte al mese ai questionari (un questionario è molto più articolato di un sondaggio, ma non so nemmeno se valga la pena farlo da queste parti). Inoltre è anche possibile localizzarsi le frasi connettive del questionario ed esportare i dati in CSV e XML (ho provato a farlo in RSS, ma non ci sono riuscito... ma magari è solo stata colpa mia).

Pagando 200 dollari l'anno non viene inserito il link pubblicitario al sito e il numero di risposte ai questionari cresce a 1000 al mese; ma devo dire che non mi è comunque parso intrusivo come in altri casi. Insomma, vale la pena usarlo se amate interrogare i vostri lettori!

28.02.09

a1proxy   [informatica]

Chiunque sia connesso a internet dietro un proxy sa che è snervante dover cercare qualcosa e scoprire che si ha l'accesso negato. Fosse solo per FacciaLibro, non mi preoccuperei nemmeno; ma ad esempio da me si possono vedere siti di informazione ma non ci si può accedere via feed, perché feedburner è considerato Estremamente Pericoloso (il passaggio definitivo a Google potrebbe darmi qualche sollievo, ma ci vorrà ancora del tempo). Gli open proxy sono utili, ma hanno una vita breve; al momento [*] trovo comodo, e soprattutto utilizzabile, a1proxy. Non so dirvi se accede ai siti porno, quelli me li posso anche vedere da casa; ma i siti (relativamente) informativi funzionano bene, e tanto mi basta. In bocca al lupo!

[*] quando cioè ho messo in canna questo messaggio, qualche giorno fa.

24.02.09

gmail non va   [informatica]

Anche se non me ne fossi accorto da solo, le parole chiave che puntano al mio blog me l'avrebbero fatto notare. (A proposito: com'è che da ieri tutti fanno la ricerca "kenken"? l'articolo di Tiscali Notizie è di oggi... è vero che è la trascrizione di un lancio Ansa, ma in genere non basta un'agenzia per una folla tale di persone che cercano informazioni)

C'è chi afferma che in Germania stia funzionando, chi dice che basta accedere in POP o in IMAP. Non so quali voci siano vere e quali leggende telematiche: tanto per il momento ci ho da lavorare, io!

Aggiornamento: (12:25) La BBC ha dato la notizia, mentre l'italica stampa tace... forse i giornalisti hanno spedito la notizia via gmail :-)

Aggiornamento: (14:40) da un'oretta gmail funziona, ma se provavo ad accedere dal telefonino mi diceva che "ho fatto una ricerca troppo simile a un virus". Adesso funziona anche di là.

22.02.09

Dropbox   [informatica]

Nell'attesa che Google tiri ufficialmente fuori il suo Google Drive, oppure per i paranoici-ma-non-troppo che preferiscono non usare troppi strumenti della Grande G ma non si preoccupano di mandare i loro file in giro per la rete, la migliore possibilità che ho finora trovato per condividere file è Dropbox (qui il referral col mio nome: se proprio volete provarlo tanto vale che lo facciate a nome mio, no?).

Entrati sul sito, si scarica il client per il proprio PC (windows / mac / linux) e lo si installa. A questo punto si hanno due GB di spazio sui server di dropbox, che verranno automaticamente condivisi con la cartella che avete scelto per il vostro PC. In pratica voi continuate a usare la vostra cartella normalmente: Dropbox si preoccuperà di sincronizzarla in background, e quando vi troverete su un altro dei vostri computer vi ritroverete (con un po' di calma) tutti i vostri file. In ogni caso sarà sempre possibile accedere ad essi con l'interfaccia web, nel caso siate su una macchina che non è vostra. Come bonus, nel caso stiate editando dei documenti, vengono salvate le varie revisioni, e potete accedere a quelle precedenti l'ultima. Infine, esiste una directory condivisa per default con tutto il mondo, e una directory "photos" di cui confesso non aver capito esattamente lo scopo, a meno che non sia un invito a lasciare lì le foto, con quali vantaggi rispetto alle altre directory non saprei.

Il sistema è ancora perfettibile. Ad esempio lo spazio disco tende a riempirsi molto in fretta, visto che l'azione di cancellazione deve essere esplicita, e al momento non è possibile cancellare più di un file per volta. Inoltre, come dicevo prima, la velocità di sincronismo non è esattamente il massimo. Ma vi garantisco che già così è diventato il mio sistema favorito per portare i file da casa all'ufficio e viceversa, invece che andare avanti con la chiavetta USB!

PS: esiste anche una versione a pagamento: per 100 dollari l'anno, lo spazio a disposizione è di ben 50 GB.

06.02.09

Ma esiste ancora il PageRank!   [informatica]

Dopo aver letto su FriendFeed questo sfogo, ho scoperto che non solo il PageRank esiste ancora, ma esistono siti, come digpagerank, che vengono usati per verificare se Google ti tratta bene oppure no.
Non so cosa significhi "essere trattato bene": però è buffo scoprire come queste notiziole abbiano un punteggio superiore alla home page del sito. Il mio animo di matematico rabbrividisce.

31.01.09

Google   [informatica]

Hanno parlato tutti, dai giornali on line ai blog, del blocco odierno di Google: una qualsiasi ricerca (vedi ad esempio qui) ritornava per ogni risultato l'avviso "questo sito potrebbe danneggiare il tuo computer", e in effetti, provando a entrare in uno di essi (esempio) arrivava questa minacciosa schermata. (roba vecchia, ne parlavo due anni fa, ma capitava appunto per pochissimi siti)
Ora, è vero che Wikipedia nuoce gravemente alla salute; ma in generale uno poteva immaginare che qualcosa non andasse. Però mi ha stupito leggere di tutti quelli che si sono preoccupati dicendo "non si può fare nulla!" A parte che Google non è l'unico motore di ricerca esistente, in quei minuti mi sono limitato a editare a mano l'indirizzo, togliendo la parte "http://www.google.com/interstitial?url=" e lavorando tranquillamente. Occhei, qualcuno mi può dire che ho fatto l'equivalente di quello che stacca il salvavita perché continua a saltare la corrente, ma a parte che ho altri controlli antivirus mi sembrava chiaro ci fosse qualcosa che non andava e che quindi il messaggio era farlocco. O forse ormai siamo troppo abituati a che tutto funzioni?

12.01.09

Rai: di tutto, di più - anche nei commenti   [informatica]

[commenti a gogo] È gennaio. È tempo di pagare la tassa annua alla Rai. C'è un bellissimo sito della Rai che spiega tutti i metodi di pagamento, perché non abbiate scuse.
Ma quest'anno c'è una possibilità in meno, e quindi il uebslave (chiamarlo webmaster mi sembra troppo) ha commentato il codice HTML, perché non si sa mai. Ora non mi lamento perché c'è scritto "richesta" invece che "richiesta": capita spesso anche a me, e poi nei commenti si può scrivere (quasi) quello che si vuole. Però sapere che i commenti si scrivono tra <!-- e -->, non tra <%-- e --%>. magari potrebbe essere un po' utile, no?

09.01.09

vivere pericolosamente con Windows   [informatica]

Nella più o meno spasmodica attesa che arrivi Windows 7 (qui una delle primissime recensioni della nuova beta) stamattina mi sono accorto che il disco C: del PC di ufficio aveva solo 200 mega liberi. Anche facendo un po' di pulizia standard ero salito solo a 600 mega, e quindi ho pensato "in fin dei conti è una partizione logica, e il disco D: ha quasi 40 giga liberi; che ci vuole a spostare un po' il limite della partizione?"
Executive summary: è tutto a posto, e ho 7 giga di spazio in più. Ma la storia non è così semplice.
Innanzitutto, occorre ovviamente avere a disposizione un gestore di partizioni. Casualmente, grazie a una vecchia offerta del beneamato GiveAwayOfTheDay, ne avevo uno installato. Le operazioni logiche da fare non sono difficili: si sposta a destra il limite della partizione D:, si fanno spostare i file, si verifica che sia tutto a posto, si sposta a destra il limite della partizione C:, e siamo a posto. Il tutto "a cuore aperto", senza nemmeno un backup. In effetti è stato così: un po' di lavorio di spostamento dati, ma per il resto nulla di male. L'unica cosa che non ho capito è come mai abbia dovuto far ripartire il PC cinque volte, invece che le due che mi sarei aspettato: però in fin dei conti è sempre Windows...

08.01.09

no LLOOGG, bad LLOOGG   [informatica]

Sono un affezionato utente di lloogg. Non che me ne faccia molto, se non divertirmi a leggere quali sono le stringhe di ricerca con cui i poveri tapini finiscono sul mio blog, ma si sa che mi accontento di poco.
Purtroppo da alcuni giorni a questa parte, salvo un breve intervallo ieri, il sistema è sempre giù. Sono uno stimato esponente della scuola "se non hai pagato, non lamentarti"; ma sono anche uno stimato esponente della scuola "evita i lavori inutili", quindi mi piacerebbe sapere se devo commentare via il codice che chiama lloogg all'interno del blog (e quindi rallenta l'apertura della pagina per chi non mi legge via feed) o posso aspettare con tranquillità la sua riapertura. Aggiungo che sarebbe stato simpatico in casi come questo inserire uno script di emergenza che non facesse nulla ma almeno chiudesse la connessione, ma vale sempre il punto scritto più sopra.

(vedi anche Cristiano Fino)

02.01.09

Google mi censura!   [informatica]

Qualche giorno fa, sul blog di beppegrillo™ era arrivata una notiziona: Google Suggest (quella roba che cerca di indovinare che cosa tu stai cercando a partire dalle sue prime lettere) censurava il comico genovese, e se iniziavi a scrivere "beppe" uscivano fuori Beppe Maniglia e Beppe Quintale. Solo dopo le segnalazioni dei lettori, dice il blog più famoso d'Italia, le cose sono cambiate. Potete leggere il tutto da lui (scusate per il link crittato, ma non voglio essere "un blog di beppegrillo™") e una simpatica discussione da PaulTheWineGuy.
Per curiosità, ho fatto qualche prova in piccolo con il mio nome-e-cognome. In piccolo, perché il numero di risultati indicati a mio nome (37800) è poco più un centesimo dei Suoi. Bene: in google.it appaio solo dopo avere digitato "maurizio co", come ultimo della lista, e divento primo (su tre) con "maurizio bod". Però già con "mau" si trova tra gli altri "Maurizio Uzzi" (che ho scoperto essere il bodyguard di Michelle Hunziker) con 5410 risultati, e con "mauri" si trova "Maurizio Abbatino" (il capo della banda della Magliana) con 7200 risultati. Su google.com la cosa è ancora peggiore: a "mauriz" appare "Maurizio Taiuti" (azienda che produce borse) con 10900 risultati e "Maurizio Remmert" (padre biologico di Carla Bruni) con 24900 risultati e io appaio solo arrivati a "maurizio co", con soli 33300 risultati tra l'altro. Aggiungo che (sempre a "maurizio co") c'è anche "Maurizio Pollini" che di C non ne ha molte.
Dov'è che vado a lamentarmi perché Google mi censura?

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