30.06.12
| _Algorithmic Puzzles_ (libro) | [recensioni] |
Molti problemi matematici possono anche essere considerati "problemi informatici". In definitiva, risolvere il problema significa trovare un algoritmo tale che anche lo stupido computer possa risolverlo. In questo libro (Anany Levitin e Maria Levitin, Algorithmic Puzzles, Oxford University Press, pag. 257, Lst 13,99, ISBN 9780199740444) ci sono per l'appunto centocinquanta problemi di questo tipo. Gli autori in un certo senso barano, perché a volte ci sono anche dimostrazioni di impossibilità in alcuni casi e quelle non sono certo algoritmiche; ma non importa. Quello che importa è che ci sono i problemi, ci sono le soluzioni, ci sono le spiegazioni delle tecniche adottate per risolverli (mi ero dimenticato: la prima sezione del libro contiene un tutorial con alcuni problemi risolti e l'elenco di tecniche classiche per risolvere questi problemi, dal divide-et-impera al togli-uno). Il tutto con un taglio più informatico che strettamente matematico, il che forse potrebbe risultare più interessante per alcuni.
Tutti i problemi hanno sempre una spiegazione che rimanda alle tecniche usate nella loro risoluzione, oltre che - per quanto possa essere possibile in un campo come quello dei giochi matematici in cui spesso ci si passavano le cose in maniera carbonara - l'indicazione di dove il problema è stato presentato per la prima volta, magari in forma leggermente diversa.
Un'opera altamente consigliabile per gli appassionati di matematica e di informatica, insomma!
28.06.12
| Cara Michela... | [pipponi] |
Io non sono un guru. Non sono un influencer. Non sono neppure una figura così nota nel mondo digitale, se non in qualche nicchia di vecchietti miei quasi coetanei. In compenso sono un noto rompicoglioni se qualcuno fa qualcosa che non va.
Pertanto, cara Michela Gastone di N-p-N Agency, ti scrivo qua pubblicamente una cosa. Non so chi tu sia, né a dire il vero me ne può importare più di tanto. Non avevo mai sentito parlare della tua agenzia, che a quanto leggo è nata alla fine del 2011 come «divisione di NetPayNet incentrata sul mondo della comunicazione digitale, del web marketing e dei social media». Se però l'idea di agenzia è andare a cercare uno a uno i blogger (perché ci vuole anche del lavoro, intendiamoci: per scrivermi, occorre andare a trovare la pagina con l'apposito modulo e compilare i campi) e scrivere loro un messaggio "personalizzato!" dal testo - nel mio caso -
il WWF ha bisogno anche del tuo aiuto. E' in corso la nuova campagna Millenium club per il Major Donors Recruitment e per realizzare, di conseguenza, importanti progetti in difesa della biodiversità.La tua attività di blogger è fondamentale per il WWF, perché permette all'Associazione di comunicare all’esterno mostrando il suo lavoro attraverso gli occhi dei suoi sostenitori.
seguito da copincolla di un comunicato stampa e con la chiusa
Sperando che la campagna possa trovare un po' di visibilità anche nel Tuo blog, Ti ringrazio per l'attenzione e, in attesa di riscontro, resto a disposizione per qualsiasi ulteriore informazione.
ti assicuro che non stai affatto facendo bene il tuo lavoro, e il WWF non dovrebbe affatto essere contento. Non esiste il concetto "i blog / i blogger", e quello credo dovrebbe essere chiaro anche a chi non si è laureato in scienze della comunicazione. Esistono tanti tipi di blogger. Ci sono quelli che non si fanno problemi a fare delle marchette, e in genere non chiedono nemmeno molto: il buonanima di Fabio Metitieri aveva celiato sull'unità di pagamento pratica, i tramezzini. Ci sono i blogger che le marchette le fanno anche gratis, se qualcosa li ispira: in fin dei conti scrivono per loro diletto e per quei quindici secondi di web-fama che chiunque potrà avere, e se un tema gli piace non vedono perché non parlarne. A me è capitato di farlo, non mi faccio mica troppi problemi. Ma i veri rompicoglioni come me non hanno nessuna voglia di essere tirati per la giacchetta. Se qualcuno mi chiede gentilmente - e magari mostrando che non mi ha semplicemente preso da una lista - se sono interessato al tema X io posso decidere sì o no, ma in ogni caso gli risponderò; sto giusto per declinare cortesemente un altro invito che mi è arrivato oggi. Ma se qualcuno arriva pensando di darmi tutta la pappa fatta e che io anzi gioisca per la Grande Opportunità Concessami... beh, quello che si trova è un post come questo.
In fin dei conti, quel minimo di autorevolezza che io ho per i miei ventun lettori da dove pensi che arrivi?
| Assistenza tecnica | [io] |
Lunedì mattina arrivo in ufficio, accendo il calcolatore, e scopro di non potermi autenticare. Orpo, penso, sta a vedere che mi è scaduta la password: eppure ero abbastanza convinto che mancasse ancora qualche giorno... Vabbè, chiamo l'assistenza per farmi resettare la password e scopro che devo inviare un fax con fotocopia di un mio documento di identità. Ottempero agli obblighi, uso il pc di un collega per cambiare la password monouso come da direttive aziendali, torno al mio pc, e scopro di non potere ancora entrare. Dopo un po' noto che in effetti l'errore è diverso da quello classico di password sbagliata, e sembra dovuto a un problema con il domain controller. In effetti posso leggere la posta via telefonino, quindi la password è corretta. Apro un nuovo ticket. Passa tutto il giorno senza che nessuno mi ricontatti: tra l'altro non posso nemmeno connettermi in locale, tanto che torno a casa a prendere il mio netbook per avere almeno un minimo supporto informatico. E fu sera e fu mattina: secondo giorno.
Martedì mattina arrivo in ufficio ricordandomi che in effetti, dopo i primi minacciosi avvisi "la tua password scade tra 14 / 13 / 12 giorni. Vuoi cambiarla ora?" non avevo più visto nulla, e quindi il problema non era nato il giorno prima: solo che durante la settimana io lascio il pc in stand-by e quindi non mi ero mai dovuto riautenticare. Arriva una chiamata dall'assistenza, racconto la rava e la fava, scopro che togliendo il cavo di rete posso accedere al mio pc (naturalmente in locale, ma tanto parte del mio lavoro lo posso fare così) e aspetto che arrivi il tecnico. E fu sera e fu mattina: terzo giorno.
Mercoledì mattina arrivo in ufficio e dopo un po' mi chiamano avvisando che il tecnico sarebbe passato in mattinata. Arriva, aggiunge un po' di file di configurazione, ed effettivamente mi collego. Non faccio caso all'errore "duplicate name found" al login; sono però costretto a far caso alle segnalazioni di errore di Symantec, che afferma che il mio PC è stato messo in quarantena perché ha dei rischi di sicurezza. La quarantena, oltre che rompere le scatole perché ogni due-tre minuti mi arriva una schermata di errore, ha un effetto interessante: non posso accedere alle risorse aziendali. Insomma, posso navigare tranquillamente sull'internet, almeno finché non accedo a siti pericolosi come youporn oppure 4squared, ma non posso leggere la posta aziendale: nemmeno via webmail, perché il sistema è molto intelligente e se ne accorge lo stesso. Chiamo l'assistenza, e mi dicono che quella non è roba loro (HP-DCS) ma è di SSC, che è un altro pezzo di Telecom deputato alla gestione delle risorse informatiche. L'"assistente virtuale" Lara mi spiega in effetti che a SSC sanno già del problema e basta aspettare un po', e che non bisogna chiamare HP-DCS. Io aspetto, ma non succede nulla; a un certo punto mi scoccio e stoppo il processo di Symantec e i servizi che controllano se il mio PC è compliant. Torna più o meno a funzionare tutto. E fu sera e fu mattina: quarto giorno.
Stamattina arrivo in ufficio, lavoro tutta la mattinata, e alle 12:30 torna il tecnico. Sì, mi ero scordato di dire che avevo scoperto che il nome del mio PC non era quello corretto! Le nostre macchine hanno un nome che corrisponde al codice asset (il che ha senso); l'asset del mio PC finisce in -82 mentre il nome finisce in -83. Il tecnico si assicura che io non abbia mai avuto un -83, e incrocia il mio sguardo da pesce lesso: con un po' di telefonate a Torino elimina il record spurio sul server e finalmente ho il nome corretto per il pc... ma non il problema del PC in quarantena.
Ora sono qua, di nuovo senza antivirus e coi servizi disabilitati, però con il computer funzionante. Aspetto che qualcuno si accorga che ho una sistema non compliant, ma mi sa che non c'è fretta... in che giorno potrò riposarmi?
27.06.12
| Cara Michela... | [pipponi] |
(il post esiste ancora, ma non a questa URL. Non mi piace cancellare cose, però posso ammettere una non-indicizzazione)
| _Aristotele e la favola dei due corvi bianchi_ (libro) | [recensioni] |
Margaret Doody ha scritto molti gialli ambientati nell'antica Grecia, e aventi come detective protagonista nientemeno che Aristotele. In questo libriccino (Margaret Doody, Aristotele e la favola dei due corvi bianchi [Aristotle and the fable of two white crows], Sellerio "La memoria - 885" 2012 [2011], pag. 95, € 11, ISBN 978-88-389-2643-3, trad. Rosalia Coci) però la parte del mistero è davvero misera, e soprattutto non può essere risolta se non si hanno nozioni piuttosto approfondite di storia antica. In questo senso, insomma, si avvicina più a Conan Doyle che a Ellery Queen. Altra simiglianza con i gialli scherlockiani è nella presenza di una spalla che fa da narratore, anche se Stefanos sembra almeno qui un po' più sveglio di Watson... e non dite che non è che ci voglia molto.
Come dicevo all'inizio, questo libro non è tanto un giallo quanto il racconto di un lunghissimo apologo, la storia dei due corvi bianchi, che come l'autrice stessa spiega nella postfazione raffigura il comportamento dei cittadini sia ai tempi dello Stagirita che al giorno d'oggi. Mi sa che parlare di queste cose mentre la Grecia moderna è ormai affondata non porti così bene, ma tant'è... Buona la traduzione di Rosalia Coci.
25.06.12
| Code che spariscono | [curiosita'] |
Ieri Anna e io stavamo rientrando dal Südtirol (Alto Adige, insomma), dopo aver sbolognato in albergo i bimbi con i loro nonni. In autostrada appaiono avvisi che danno 4 km di coda per incidente tra Egna e Mezzacorona, se non ricordo male. Decidiamo di rischiare la sorte e non uscire: in 18 minuti abbiamo percorso 800 metri, dal km 119,1 al km 119,9. Beh, una dozzina di quei minuti non sono stati di movimento; alla fine persino qualche auto oltre alla nostra aveva capito che spegnere il motore non era poi così grave. Alla fine dei 18 minuti siamo ripartiti: a velocità normale. E al km 123 (né al 122 né al 124) c'era traccia dell'incidente.
Di per sé il ripartire di colpo come nulla fosse non è così strano: immaginate di essere alla partenza della Marcialonga o della Stramilano e di avere un bel po' di persone davanti pronte anch'esse a partire. Quando la fila davanti a voi si muove, ostacoli non ce ne sono più, come si può facilmente dimostrare per induzione; quindi potete rapidamente raggiungere la velocità di crociera.
Però in un incidente il modello dovrebbe essere diverso: prima che tutta la carreggiata sia liberata si cerca di permettere il transito almeno in una corsia, con un rivolo di auto che man mano passano. Il risultato pratico resta un lento movimento finché si è lontani (le due corsie si muovono più o meno alla stessa velocità, perché gli effetti si sono persi nel tempo) e uno stop-and-go più pronunciato quando si è vicini, proprio perché la corsia che si muove diventa importante. Invece nulla. Forse che sull'Autobrennero vaporizzano le auto incidentate?
24.06.12
| Quizzino della domenica: la lettera mancante | [giochi] |
Quale sarà la lettera successiva nella successione qui sotto?
Q - S - L - L - S - N - S - Q - ___
(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/mate/problemi/p040.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì.)
23.06.12
| Cyaltroni | [politica] |
Scopro da Leonardo che i radicali, per bocca di Emma Bonino, hanno votato a favore dell'arresto del senatore Luigi Lusi: quello che ha rubato i soldi al (non più esistente) partito, insomma. Il tutto dopo che ci hanno sfracassato i maroni per anni e anni e anni (o decenni e decenni e decenni, non ricordo nemmeno più) con il garantismo più spinto, soprattutto quando erano l'ago della bilancia (Cosentino, chi era costui?).
Cialtronismo allo stato puro.
| _La matematica delle Olimpiadi_ (libro) | [recensioni] |
Sono vecchio. Il giovane autore di questo libro (Giovanni Paolini, La matematica delle Olimpiadi, La Scuola 2012, pag. 128, € 8.50, ISBN 978-88-350-2971-7) è il figlio di un mio compagno di università. Occhei, è un normalista con padre normalista e zio normalista - a volte uno si chiede se esiste un gene della matematica, o più facilmente se l'amore per la matematica si passa molto facilmente in famiglia - però la cosa fa davvero sentire out.
Venendo al libro (poche pagine ma di grande formato, visto il prezzo contenuto è un affare) Paolini riporta in cinque capitoli una serie di esercizi spesso tratti dai problemi dati alle gare matematiche per le scuole superiori. Ciascuno dei capitoli - Induzione, polinomi e disuguaglianze; Numeri interi, numeri primi e divisibilità; L'aritmetica dell'orologio; Calcolo combinatorio; Angoli e triangoli - si apre con una sezione teorica che dà un'idea del contenuto matematico e delle tecniche che si possono sare per approcciare i problemi. Se posso fare un appunto, questa parte è piuttosto arida, e si direbbe più diretta ai professori che agli studenti o alle persone appassionate di questi giochi. Ma tanto ci sono poi i problemi, che vi faranno anche capire come il senso dell'umorismo dei Veri Matematici sia perverso... In definitiva, un ottimo testo per chi ama risolvere problemi matematici.
22.06.12
| la figuraccia di Pisapia | [milano] |
Più che beppegrillo(tm), preferisco il commento di Makkox. Resta il fatto che quella del primo cittadino milanese è davvero una figuraccia. Possiamo discutere se ha senso dare la cittadinanza onoraria milanese al Dalai Lama: fosse per me abolirei questa usanza, che tanto è solo un modo per procacciarsi pubblicità. Ma una volta che si è fatta la scelta non puoi calare le braghe solo perché il governo cinese ti avvisa informalmente che col cavolo che poi loro vengono a Expo 2015 (sì, quell'Expo di cui il sindaco prima ha spergiurato di non voler più fare il commissario straordinario, salvo poi cambiare idea dopo tre giorni: un po' più lento di san Pietro, ma nemmeno troppo). E invece è quanto successo. Come si dice nei socialcosi, #FAIL.
| 99 anni e 365 giorni | [matematica_light] |
Se Alan Matheson Turing fosse vivo, oggi avrebbe 99 anni e 365 giorni. Occhei, probabilmente sarebbe comunque già morto, ma non suicida a meno di 42 anni come invece è stato.
Turing è (forse) noto per la sua attività durante la seconda guerra mondiale per la decrittazione dei messaggi che i nazisti cifravano con Enigma. Magari qualcuno ha anche sentito parlare delle macchine di Turing (un modello teorico adottato poi dai calcolatori; Turing ha anche contribuito alla progettazione del primo computer britannico) o del test di Turing che dovrebbe servire per vedere se un computer può essere davvero considerato intelligente o fa solo finta (ma lo sapete che nell'articolo dove propone il test, l'ignoto candidato ci mette trenta secondi a fare l'addizione richiestagli e poi la sbaglia? Purtroppo non si sa se l'errore fosse voluto oppure no). Spero che si sappia anche che il governo britannico lo condannò per omosessualità, costringendolo a una cura ormonale per castrarlo chimicamente ed evitare "facesse dei danni", incuranti del fatto che le sue relazioni sono sempre state con adulti consenzienti.
Ma ci sono anche tante altre cose meno note su di lui. Turing ha rischiato di essere convocato nella nazionale inglese di atletica, come maratoneta per le Olimpiadi del 1948: purtroppo si infortunò e fu scartato. Quello che si pensa essere la quintessenza del matematico teorico cercò di costruire un meccanismo analogico per trovare gli zeri della zeta di Riemann (questo prima della guerra: dopo di essa i computer digitali avrebbero fatto lo stesso lavoro molto più in fretta). Gli ultimi suoi lavori scientifici, rimasti incompiuti, trattarono della matematica applicata alla biologia.
Se volete saperne di più, vi lascio al post di Roberto Natalini - ma prendetelo con le molle, perché è un burlone! - e a quello di Michele Emmer, più serio. Oppure compratevi la biografia di Turing scritta da Andrew Hodges: rispetto a quando la lessi, il mio giudizio è molto migliorato... soprattutto perché mi è anche capitata tra le mani la biografia di Leavitt che è davvero una schifezza.
21.06.12
| battutaccia | [matematica_light] |
- Cosa fa un matematico se vuole animare una festa?
- Se ne va.
da qui
20.06.12
| Tremate, tremate, le multe son tornate! | [milano] |
Oggi sul dorso milanese del Corsera c'è un articolo che racconta delle critiche mosse dai revisori dei conti al bilancio previsionale del comune di Milano. Non so perché, ma l'articolo nel sito del giornale non c'è: e dire che ce ne sono mille versioni, tutte più o meno simili e quindi probabilmente tratte dalla stessa agenzia. Ma soprattutto non c'è l'infografica che mi ha lasciato di stucco, e che mostrava come nel bilancio la voce relativa ai proventi da sanzioni amministrative si quadruplicava rispetto all'anno scorso, passando da poco più di 100 milioni a più di 400. Per trovare il dato (459 milioni, per la cronaca) sono dovuto andare a cercarlo su Libero: può darsi infatti che io stia perdendo i colpi, ma sul sito del comune di Milano mica l'ho trovato... Non c'è in homepage, e inserendo la stringa nel campo della ricerca mi trovo solo il bilancio preventivo 2011 del quale me ne faccio poco o punto.
Mi pare di ricordare che l'anno scorso si votava e quindi Letizia avesse detto ai vigili di essere più buoni anche se non era Natale: ma quello era al più valido per i primi quattro mesi. Può darsi che i famosi soldi che le banche elargiranno al Comune - perché loro sono innocenti nella storia degli investimenti in derivati ma comprendono la tristezza dei dirigenti comunali che si sono visti azzerare quei soldini - siano stati messi in quella voce: ma la cosa mi pare strana, visto che al più dovevano finire in qualcosa tipo "proventi straordinari". Resta il fatto che un cittadino non ha la possibilità pratica di vederlo, questo benedetto bilancio, e si deve fidare delle notizie di agenzia rifritte, il che non è bello.
Vabbè: consiglio di iniziare a parcheggiare correttamente :-)
19.06.12
| Victor Spinetti | [obituary] |
Penso che alla maggior parte di voi il nome di Victor Spinetti, morto oggi per cancro, dica poco o nulla, anche se tanto per dire ha recitato con Zeffirelli in La bisbetica domata.
Io lo ricordo per aver recitato come produttore televisivo in A Hard Day's Night, oltre che aver partecipato in Help! (lo scienziato pazzo) e in Magical Mystery Tour: insomma l'associo all'allegro caciaronismo dei primi anni degli scarrafoni :-)
Lascio un link a una sua mini-intervista per una Beatlefest e a un articolo di un paio di anni fa (preferisco queste rievocazioni ai coccodrilli :-) )
18.06.12
| lavori di casa | [io] |
Chi mi conosce sa la mia abilità nel fare i lavoretti di casa. Vi lascio immaginare la mia gioia quando stasera Anna mi ha detto "ah, Cecilia grande [la tata/colf, non la figlia] mentre puliva i vetri della cucina ha fatto qualcosa di strano, dovresti vedere come rimettere a posto i fili della tenda a pacchetto".
Io odio le tende a pacchetto. Non ho mai capito come funzionino.
Ad ogni modo, dopo aver messo a nanna la gioventù sono andato a vedere la situazione: fortunatamente la tenda sull'altro mezzo vetro era rimasta indenne e quindi avevo uno specimen da controllare. Mi gratto un po' la testa e capisco perché non funzionava: nella miglior tradizione "facciamo finta di nulla" i fili sono stati messi su in modo casuale. Occhei, li tolgo e li rimetto giusti: o almeno quello è il concetto di base. Peccato che questi fili siano ormai vecchiotti e morbidi, e non passino attraverso i buchi che naturalmente sono a due metri e venti di altezza e in orizzontale.
E qual è il problema, penso? Prendo un ago da lana, ci infilo il filo e lo faccio passare. Peccato che l'ago più grande che ho trovato aveva l'asola troppo piccola. A questo punto sono andato a cercare dello scotch, ho attaccato il filo all'ago con lo scotch e con tanta pazienza (e tantissimi smadonnamenti) ho rimesso tutto in sesto. Diciamo che se anche solo metà degli smadonnamenti è andata a buon fine la tata non la vedremo per un bel po'.
17.06.12
| Quizzino della domenica: dadi | [giochi] |
Un grosso dado è posato su un tavolo. Cesare vede tre facce: quella in alto e due laterali. Anche Calpurnia, davanti a Cesare, vede tre facce: le due laterali che Cesare non vede e quella in alto. La somma dei tre numeri visti da Cesare è 14, quella dei numeri visti da Calpurnia è 10. Qual è il numero sulla faccia nascosta del dado?
(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/mate/problemi/p039.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì.)
16.06.12
| _Aquiliade_ (libro) | [recensioni] |
Come è possibile che all'inizio del IX secolo ab urbe condita - insomma, alla fine del primo secolo dopo Cristo - un generale romano e suo figlio stiano andando a vedere qualche crocifissione su una biga a vapore? Spiegarlo qui rovinerebbe la sorpresa, quindi vi lascio al libro (Somtow Sucharitkul, Aquiliade, Urania 1021 (1986), pag. 224, trad. Olivia Crosio) scritto da un ancora più improbabile autore tailandese. Vi basti sapere che Roma ha sfruttato le invenzioni di Epaminondas per attraversare l'Atlantico e conquistare (si fa per dire) alcune province indiane. Aquila, capo della tribù dei Lacotii, è stato nominato senatore e fa la sua bella figura con la toga e il cappello piumato, soprattutto quando il Watson... ehm, il protagonista, il generale Titus Papinianus (Papinianus è il secondo nome di Sucharitkul per la cronaca) è costretto a diventare governatore della Lacotia e cercare la Cina.
La prima parte di questa ucronia è probabilmente la più divertente, e anche l'ultima più direttamente fantascientifica non è male; la parte mediana è invece un po' troppo esagerata, visto che cerca di mettere insieme troppe cose senza limitarsi a far vedere il conflitto tra le usanze romane e quelle indiane. Carini alcuni riferimenti romani: i libri di scienza fantastica, Asimovius e le Fondationes li riconoscerete tutti, ma forse avrete qualche problema a capire chi è P. Josephus Agricola... che pure è un esperto di questo tipo di storie.
15.06.12
| Leoni o pecore | [pipponi] |
Io ci avevo anche pensato, ai foglietti autoadesivi da appiccicare sui parabrezza di chi parcheggia in modo altamente subottimale. Però questa qua mi pare più che altro una marchetta, di risultato pratico nullo (anzi, visto che il foglietto è plastificato, se tanto mi dà tanto aumenterà la spazzatura non biodegradabile per le strade). D'altra parte se uno fa il conto di quante pubblicità di automobili si vedono o si ascoltano non ci vuole molto a capire che la situazione non cambierà. Proprio non è possibile ottenere un attestato che permetta di fare multe previa prova fotografica da inviare al comando dei vigili urbani? Migliorerebbe anche il bilancio comunale...
| troppe elle | [spam_phishing] |
tra i messaggi di spam di oggi c'era un phishing bancario dalla sintassi generalmente corretta, anche se la semantica lascia abbastanza a desiderare e magari %USERNAME% non è proprio un nome di utente:
testo procura per avvocato Costa
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http://bancadellladriatico.com/agenzia/roma/index.php
Cordiali saluti.
Servizio Clienti Vodafone
(il mittente è un improbabile info@legnocamuna.com)
Ci ho messo qualche istante prima di capire che il link non era a http://bancadelladriatico.com/ :-)
14.06.12
| Carnevale della Matematica #50: GOTO Crescere Creativamente | [link] |
Mica ci sono solo gli Europei di calcio! Oggi è il 14 del mese, e quindi abbiamo il Carnevale della Matematica, ospitato questa volta da Rosalba, e impreziosito dai disegni dei "suoi" bambini.
Già che ci sono, ricordo che l'edizione numero 51 sarà chez Popinga, e avrà due temi, per celebrare le Olimpiadi londinesi e la festa nazionale francese che capita proprio il 14 luglio: a) La matematica dello sport, b) La matematica in Francia da François Viéte a Cedric Villani.
| Bici in itinere | [trasporti] |
Leggo sul Post questa lettera e scopro il sito Bici in itinere. Il latinorum è necessario, perché si parla proprio di un tipo di infortunio "sul lavoro". Dovete sapere che secondo varie sentenze della Cassazione chi lavora ha una copertura assicurativa particolare non solo per gli infortuni sul lavoro, ma anche nel caso di infortuni sul tragitto casa-ufficio - "in itinere" significa "durante il percorso"; questo naturalmente se si sta prendendo la strada normale e non si fanno chissà quali deviazioni. Questo vale se si va a piedi o si usano i mezzi pubblici: se uno va in automobile sono problemi suoi, a meno che non ci siano mezzi pubblici a disposizione.
Peccato che la bicicletta sia un mezzo privato, e quindi se subissi un incidente mentre vado in ufficio non ci sarebbe la copertura di incidente sul lavoro. Peggio ancora: come si legge qui (a parte il refuso :-) ) l'interpretazione attuale è che la copertura varrebbe se sto percorrendo una pista ciclabile: insomma, una presa per i fondelli doppia. La colpa non è dell'INAIL, come la FIAB spiega nel post succitato; la legge è quella, ci possono essere interpretazioni estensive ma non ci si può estendere più di tanto. Bisognerebbe cambiare la legge, equiparando l'uso della bicicletta al camminare: sarà possibile?
(p.s.: paradossalmente usare BikeMi è dunque permesso?)
| Sostituite | [curiosita'] |
A Roma hanno inaugurato la diramazione B1 della metropolitana, costringendo il sindaco a farsi una notte in piedi per poter arrivare alle 5:30 a tagliare il nastro.
Come (giustamente) capita in questi casi, la rete dei trasporti urbani viene modificata per sfruttare meglio la metropolitana: nulla di strano. Si spostano linee di bus, se ne creano magari di nuove e se ne sopprimono altre che sono diventate inutili o doppioni.
Però all'ATAC la parola "sopprimere" deve sembrare inutilmente cattiva, e "soppressa" è qualcosa che si mangia: così nella loro mappa si parla di linee "sostituite". Sostituite col nulla, ovviamente, visto che non è specificato cosa usare al loro posto...
13.06.12
| Frequenze rubate | [pipponi] |
Ieri mattina rientro in cucina per fare colazione, dopo essermi vestito, e sento che alla radio vengono pronunciate delle preghiere in forma di responsorio. Toh, dico io, una pubblicità un po' blasfema di Radio Popolare? La preghiera dura un po' troppo per essere una pubblicità, però; quando la voce guida intona l'inizio del secondo mistero doloroso capisco che sto ascoltando Radio Maria. Guardo se per caso qualcuno ha spostato la sintonia, anche se i bimbi dormono ancora e le gatte in genere non toccano la radiolina: no, siamo sui soliti 107.6 MHz. In quel momento arrivno le note della sigla della rassegna stampa, e tutto scorre poi normale. Mi faccio un appunto mentale sulla cosa, appunto che poi mi perdo come troppe cose in questi giorni.
Ieri sera scopro dal mio socialcoso di riferimento questo comunicato di Radio Popolare: «L’emittente milanese ha da ieri in programmazione gli spot della Campagna “Io scelgo”, che attraverso testimonial come Moni Ovadia, Lella Costa o Gherardo Colombo chiede al Comune di istituire il registro del testamento biologico.
Ad ogni messa in onda dello spot, sistematicamente, la frequenza di Radio Popolare “salta” dopo alcuni secondi e viene occupata per oltre un minuto da quelle di Radio Maria, rendendo impossibile ascoltare lo spot in questione e quelli successivi.»
Per quanto mi riguarda, un boicottaggio di questo tipo è una cosa gravissima, indipendentemente dalla posizione che uno può avere sul registro del testamento biologico (e sull'utilità di un tale registro su base comunale... Il registro delle coppie di fatto ha un uso pratico, perché ci sono varie possibilità per il comune di stabilire graduatorie considerando anch'esso, ma qua che fa? elimina le cure per il malato terminale che l'ha chiesto?) Se qualcuno pensa che lo spot sia illegale, ci sono i modi legali per bloccarlo: non è che facendo la voce grossa si ottenga nulla se non tanta pubblicità in più.
(poi è chiaro che se io scoprissi che tutta questa storia è stata montata da Radiopop per fare pubblicità "diversa" alla campagna, e sono loro ad autocoprirsi, allora mi incazzerei il triplo)
12.06.12
| Primo approccio con la scuola pubblica | [io] |
Come probabilmente sapete, per due anni ho mandato i miei gemelli al nido aziendale. Sono stato abituato troppo bene, mi sa.
A settembre i due futuri treenni inizieranno la scuola dell'infanzia, quella che ai miei tempi era l'asilo infantile. A marzo ho debitamente compilato le domande online, dopo essere impazzito per ottenere il magico token per l'accesso certificato. A maggio sono andato a formalizzare l'iscrizione, naturalmente di persona perché il magico token per l'accesso certificato non permetteva cose così complicate. Mentre compilavo i moduli, ho chiesto se era possibile che i gemelli restassero nella stessa classe. Naturalmente la richiesta aveva un suo senso: avevamo chiesto alle educatrici del nido, che li hanno visti per due anni in mezzo agli altri bimbi, cosa ritenevano più opportuno e loro ci avevano risposto che i due non sono così attaccati l'un l'altro, e quindi lasciarli insieme non era di nocumento per il loro sviluppo e anzi sarebbe potuto essere un vantaggio (per la serie "faccio da solo ma so che c'è un compagno se mai servisse"). Avrei dovuto immaginare che ci fosse qualcosa che non andava quando la richiesta era stata aggiunta in un foglietto a parte e non inserita nei moduli veri e propri.
Ieri pomeriggio c'è stata la riunione iniziale coi neogenitori. (Non c'entra un tubo: al nido ho sempre visto praticamente tanti papà quante mamme; qui le mamme erano in preponderanza e i pochi babbi erano in genere come accompagnatori delle mamme, tranne io, il nostro vicino di casa e un terzo papà). Danno tutte le spiegazioni burocratiche, e poi dividono i genitori tra le due classi. Solo in questo momento ho scoperto che Cecilia e Jacopo erano stati messi in sezioni diverse. Alla fine della riunione ho chiesto alla dirigente il motivo di questa scelta. Le risposte sono state "perché noi facciamo così"; "ma le educatrici del nido avrebbero potuto avvisarci di questa loro valutazione" (vi ricordo che i bimbi sono andati a un nido aziendale, e anche se la dirigente ha detto "ma loro sanno dove andranno poi i bimbi" permettetemi di dubitare della cosa e soprattutto chiedermi perché mai dovrebbero fare qualcosa); "adesso comunque ci penso e a inizio settembre vi farò sapere la decisione" (che ovviamente si traduce con "non rompetemi le palle").
Immaginiamo pure che chissà quali esperienze didattiche pregresse abbiano fatto sì che in questa scuola i bambini debbano essere divisi. Bene: quanto sarebbe costato fare una telefonata o inviare un'email mentre preparavano le classi, spiegando il motivo della loro scelta? I nostri recapiti sono indicati ben chiaramente nei moduli di iscrizione, e naturalmente ho lasciato i permessi privacy non essendo io un talebano della riservatezza. Ecco quello che intendo come "primo approccio". Chissà come peggioreranno le cose.
p.s.: abbiamo la data del colloquio di pre-inserimento per Jacopo (occhei, è la sera del primo giorno del loro inserimento, ma non disquisiamo). Non abbiamo la data del colloquio di pre-inserimento per Cecilia. Sempre per parlare di organizzazione.
11.06.12
| crolli derivati | [povera_matematica] |
Silvia mi ha segnalato questo articolo di rep.it, citato anche in homepage. Cosa dice una persona con un minimo di conoscenze matematiche, se legge un titolo "Crollano le partite Iva, aprile -25,8%"? Presumibilmente che rispetto all'anno scorso (o al mese scorso, se è un tipo molto pessimista) il numero totale di partite Iva si è ridotto di un quarto. Milioni di persone lasciate a spasso dal loro lavoro pseudoindipendente.
Una persona che conosce come i titolisti dei giornali nostrani ne sappiano di matematica inizia a leggere il testo dell'articolo, e scopre che «Nello scorso mese di aprile sono state aperte 46.337 nuove partite Iva; in confronto al corrispondente mese dello scorso anno si registra una flessione del 3%, mentre, rispetto al mese precedente, il calo è pari al 25,8%». Insomma si sbatte come titolone un dato assolutamente inutile - non sappiamo affatto se ci sono motivi congiunturali per aprire partite Iva a marzo rispetto ad aprile, per esempio, e nell'articolo non viene certo spiegato - e soprattutto un numero che è al più assimilabile a una derivata e non a un valore assoluto: per quanto ci è dato di sapere, il numero di partite Iva ad aprile 2012 può essere ben maggiore sia di quello di marzo 2012 che di quello di aprile 2011, e di nuovo dall'articolo non si può ricavare nulla visto che quei dati sono accuratamente taciuti. (Poi possiamo appunto discutere se avere più o meno partite Iva sia una cosa buona o una cosa cattiva, e neppure qua il titolo aiuta, visto che dà già una sua interpretazione)
Insomma, come al solito la matematica è negletta :-(
| timbratura in uscita | [trasporti] |
E così si sperimenta il blocco dei tornelli della metropolitana in uscita. Non nelle ore di punta, non nelle stazioni tipo quelle su viale Monza dove già adesso entrare e uscire è un incubo visto il numero infimo di tornelli, ma si inizia.
Avrei dei dubbi sul "costo zero per ATM", vista la quantità di tutor che saranno messi per spiegare ai furbetti del tornellino che hanno da pagare; ma il principio resta valido. Quello che però mi chiedo è un'altra cosa: sono così in tanti quelli che entrano con un biglietto solo suburbano e non cumulativo da fuori Milano e poi escono fischiettando in pieno centro? E allora, come fanno ad esserci così tanti portoghesi, visto che almeno in teoria per entrare devi passare dai tornelli e c'è del personale che dovrebbe controllare?
(poi c'è un'altra cosa che mi disturba un po'. Io giro con la tessera ricaricabile, il che significa che non posso assolutamente sapere se i novanta minuti di validità del mio biglietto siano o no scaduti quando esco. Naturalmente il problema pratico non si pone, nella tessera c'è sicuramente almeno un altro biglietto e quindi quando la passerò sul lettore al limite me ne verrebbe scalato un altro; però se il tutto avvenisse con segnalazione acustica per additare alla pubblica gogna il presunto portoghese allora sì che mi arrabbierei. ATM, che mi dici?
10.06.12
| Quizzino della domenica: Cifre in economia | [giochi] |
Scrivete in ordine i numeri da 1 a 60 uno a fianco all'altro:
1 2 3 4 5 6 ... 57 58 59 60
Cancellate ora 100 cifre in modo che il numero che si ottiene compattando le cifre rimaste senza spostarle sia il maggiore possibile.
(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/mate/problemi/p038.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì.)
09.06.12
| _Gemelli nel mondo_ (libro) | [recensioni] |
L'autrice di questo libro (Alessandra Piontelli, Gemelli nel mondo - leggende e realtà [Twins in the World], Raffaello Cortina - Culture e società 2012 [2008], pag. 369, € 26, ISBN 978-88-6030-442-1) è italiana, lavora anche in Italia, ma questo libro l'ha scritto in inglese (e poi se l'è tradotto in italiano): buffo, anche se non è il primo caso a me noto (ricordo l'ottimo Achille Varzi coi suoi "Buchi e altre singolarità"...)
Il libro l'ho letto perché me l'ha passato mia moglie, e perché abbiamo due gemelli quasitreenni. Beh, il mio giudizio sul testo si può condensare in una parola: inquietante. La Piontelli ha girato il mondo nell'ambito di programmi medici dedicati alle popolazioni più povere del mondo, e ha cercato ovunque notizie sui gemelli. Il quadro è sconfortante: anche quando apparentemente le cose vanno bene e i gemelli sono considerati doni divini, si scopre che sotto sotto la loro vita è peggiore di quella non certo felice dei loro compagni; e non parliamo dei luoghi in cui i gemelli vengono venduti, costretti a prostituirsi, o semplicemente ammazzati perché la loro madre non può fisicamente farcela, ad allattare e crescere due bambini. Da questo punto di vista devo ritenermi davvero fortunato a vivere nel primo mondo, e avere avuto a disposizione esami medici e cure pre- e postnatali per i miei bimbi.
Il libro è corredato da molte note - stiamo comunque parlando di un testo sociologico, in fin dei conti. Avrei però apprezzato una maggiore asciugatura, visto che alcuni concetti sono ripetuti fin troppo spesso.
08.06.12
| attraversamenti ciclistici | [trasporti] |
L'amicone di lunedì scorso non lo leggerà mai, ma - come del resto sarebbe dovuto essere chiaro a tutti - alla mia domanda ai vigili milanesi
Se io sono in automobile e c'è un attraversamento ciclabile (con cartello quadrato azzurro di avviso e strisce tratteggiate, come in via Pallavicino), quali sono le norme di precedenza da rispettare? E quali sono le norme da rispettare quando si svolta a destra attraversando la pista ciclabile (come in piazza Carbonari svoltando in via Timavo)? grazie in anticipo!
la risposta è stata
Egregio Signore/Gentile Signora, i veicoli a motore in questo caso si devono comportare come se si trovassero di fronte a strisce pedonali; la differenza è che su quel tipo di attraversamento possono circolare solo i velocipedi. Distinti saluti Redazione Web Polizia Locale/AF
07.06.12
| Uno di noi | [curiosita'] |
Ieri mi è capitato di vedere la homepage di Libero (nel senso di quotidiano, non di portale), e ho scoperto che finalmente un giornalista ha deciso di fare coming out e dire a chiare lettere quello che (quasi) tutti noi retaioli pensiamo.
L'eroe è Gianluigi Nuzzi, l'autore del libro Sua Santità con le rivelazioni su cosa sta succedendo Oltretevere. Come potete leggere in questa anticipazione, la sua (e nostra) tesi è che i suoi documenti sul Vaticano non sono stati rubati, perché «il furto presuppone che qualcuno si appropri di qualcosa» (testo dell'ignoto estensore dell'articolo) e «la cessione di fotocopie non costituisce reato perché altrimenti dovremmo impedire a tutti i giornalisti di pubblicare notizie sulla base di carte.» (parole virgolettate, e quindi immagino pronunciate da Nuzzi).
Come vedete, è esattamente la tesi da noi sempre sostenuta: l'uso di una copia di un documento a fini di ricerca o didattici non può essere considerata reato. Aspetterò quindi di scaricare una copia di Sua Santità per poterci scrivere su una recensione: vorrete mica che mi accontenti di Vaticano, il suo precedente libro?
06.06.12
| canon scanner error 5,145,61 | [informatica] |
Me lo segno qui sul blog, perché è il posto che controllo di più.
Oggi a un certo punto la mia Canon MP495 ha smesso di scansionare: diceva che non trovava più il device, con l'errore indicato nel titolo del post. Ho provato il classico sistema informatico "spegni e riaccendi": niente da fare. Siamo poi andati giù a cena, abbiamo messo i giovyni a dormire, ho cercato (senza trovare) qualche risposta in rete; poi ho riprovato, ed era tutto perfetto.
Come mai? La mia idea è banalissima. La stampante è connessa in WiFi. Ha smesso di funzionare quando i gemelli hanno acceso un altro PC, sempre in WiFi. Ha ripreso a funzionare quando l'altro PC è stato spento. Forse che era stato usurpato l'indirizzo IP della stampante? La prossima prova consisterà nel forzare sul DHCP un IP per la stampante, leggendo il suo MAC address: vediamo se andrà meglio.
[executive summary: if you have a Canon wireless printer and get this error, the cause may be an IP conflict with another device in WiFi. Try to assign a fixed IP address to the printer]
| all'incontrario va | [povera_matematica] |
Certo, nel 2011 e soprattutto quest'anno il numero di danneggiamenti gravi delle bici del BikeMi è davvero esploso, come si legge nell'articolo: ma forse sarebbe stato meglio leggere tutti i numeri prima di mettersi alla tastiera, così si sarebbe potuto scrivere una frase anche matematicamente corretta...
(non c'entra con la povera matematica, ma davvero il 5% di riparazioni al giorno del parco BikeMi è fisiologico?)
| più o meno soldi? | [italica_stampa] |
![[meno gettito?]](http://xmau.com/notiziole/files/fisco-cor.png)
![[meno gettito?]](http://xmau.com/notiziole/files/fisco-rep.png)
Cosa capisce il lettore frettoloso da questi titoli nella home page di Cor&Rep? Che il gettito fiscale è diminuito.
In realtà, leggendo gli articoli si scopre che rispetto all'anno scorso sono stati incassati più soldi, il che è già preoccupante pensando che a essere buoni rispetto a un anno fa il PIL è rimasto costante e quindi significa che ci hanno preso più tasse. Il buco indicato nei titoli è infatti calcolato rispetto al DPEF, cioè alle previsioni di incasso: in pratica sono stati incassati meno soldi rispetto alle speranze. Nulla di nuovo né di strano, considerando che il piano presentato l'anno scorso agli europei mostrava appunto le speranze: ma è necessario che i nostri giornali perpetuino la presa per i fondelli?
05.06.12
| il caldo mi fa male | [io] |
ieri pomeriggio sono rimasto quasi dieci minuti a litigare con uno che stava facendo in macchina via Pallavicino e non voleva far passare me che stavo arrivando in bicicletta sulla ciclabile che dal parco va verso piazza della Conciliazione (sono passato io, ma chi mi conosce non avrà avuto dubbi).
Secondo lui il fatto che ci fossero le strisce tratteggiate di una pista ciclabile (e che dal suo lato ci fosse il cartello quadrato di "attraversamento pista ciclabile" non aveva alcuna importanza, perché la mia era una strada come le altre e quindi dovevo dare la precedenza.
A parte che qualcuno mi deve spiegare come si fa a fare una postselezione da furbofono, perché il menu registrato dopo lo 02.02.08 mi ha bloccato, è chiaro che il caldo non mi permette di pensare bene. Quello che arrivava da destra ero io.
04.06.12
| borsa da bicicletta | [recensioni] |
Dopo svariati anni di onorato servizio, la vecchia borsa da bicicletta che avevo comprato alla Lidl era ormai impresentabile. Il guaio è che non vendono, o almeno non sono riuscito a trovare, borse come la voglio io, cioè da agganciare al portapacchi, monolato e non a sacca doppia, e magari che si possa riciclare come borsa normale.
Finalmente amazon.it ha deciso di importare dalla Germania questa borsa Profex, e me la sono acquistata. La borsa è di quella specie di plastica che si può tessere ma non è impermeabile, il che non è un grande problema visto che se piove sul serio io in bici non ci vado. Ha gli agganci laterali per il portapacchi (più uno sotto che non sono mai riuscito a capire esattamente a cosa serva) che funzionano fin troppo bene, nel senso che bisogna stare attenti a toglierla; la qual cosa è piuttosto scomoda, visto che tanto un eventuale ladro potrebbe comunque strapparla via. L'altra cosa che manca è una bella fascia riflettente sul lato esterno, una cosa che costa poco e fa sempre il suo effetto.
Dal punto di vista pratico mi sembra sufficientemente piena di tasche e con le cerniere doppie, quindi semplici da usare: non ho provato a inserirci il mio PC (mi sa che il 15" sia un po' grande) ma per il resto di spazio ce n'è abbastanza per l'uso tipico di questa borsa, cioè il tragitto casa-ufficio. Non è certo adatta per fare la spesa, ma quello lo si sapeva già...
In definitiva mi sento soddisfatto.
03.06.12
| Quizzino della domenica: Matto come un cappellaio | [giochi] |
Raymond Smullyan, nel suo libro Alice in Puzzle-land, propone un problema con protagonisti la Lepre Marzolina e il Cappellaio Matto. Uno di loro (non si sa quale dei due) è nato nel 1842, l'altro o nel 1843 o nel 1844. Inoltre sappiamo che la Lepre Marzolina è nata nel mese di marzo (mannò!). Un giorno di gennaio, a mezzogiorno in punto, i due sincronizzano i loro orologi, che non sono molto precisi: quello del Cappellaio anticipa infatti di dieci secondi all'ora, quello della Lepre ritarda di dieci secondi l'ora. "Pensa", dice il Cappellaio, "i nostri orologi segneranno la stessa ora per la prima volta il giorno del tuo ventunesimo compleanno!" Chi è il più vecchio tra i due amici?
(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/mate/problemi/p037.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì.)
02.06.12
| _Non si può dividere per zero!_ (libro) | [recensioni] |
Il sottotitolo di questo libro
(Adrián Paenza, Non si può dividere per zero! [Matematica...Estas Ahí?], Bollati Boringheri - Incontri 2012 [2005], pag. 217, € 14, ISBN 978-88-339-2284-3, trad. Enrico Passoni) è "Storie di matematica da passeggio", e confesso che non sono riuscito a capire il perché. L'originale spagnolo si intitola infatti Matematica...Estas Ahí? e il sottotitolo è "Sobre nùmeros, personajes, problemas y curiosidades", molto più aderente al contenuto: per la precisione, i personaggi citati sono generalmente amici di Paenza, e oltre ai problemi e alle curiosità c'è anche l'ultima sezione dedicata a spiegare perché a dire dell'autore bisognerebbe rivedere tutto l'insegnamento della matematica. Vi dirò, concordo con Paenza su questo. Il libro sarebbe anche carino, con quel tocco personale che ritengo un plus in opere di questo tipo - anche perché diciamolo: non è che si possa trovare qualcosa di nuovo... - se non fosse per la traduzione. Bollati Boringhieri ha pensato di creare una nuova collana a prezzi ragionevoli, e questo è bello. Ma se il primo testo della collana comprende tutti questi svarioni (ne ho raccolti un po' sul mio sito: e tenete conto che non ho avuto accesso al testo originale, ma ho fatto solo retroingegneria!), allora non è più bello. Ci sono cose che magari sono già errate nel testo originale, come affermare che Einstein è stato membro dell'università di Princeton. Ma ci sono errori nella terminologia matematica, come parlare di "insiemi coordinati" quando in italiano si dice "equipotenti"; e ci sono errori di uso dell'italiano, come definire che gli abitanti della Terra siano circa settemila milioni. In spagnolo si dice "siete mil miliones", ma per noi quel numero è "sette miliardi", e non ci vuole una laurea in matematica per accorgersene. Peggio ancora: qualcuno nella catena di creazione della versione italiana ha pensato di aggiornare la popolazione della Terra usando i dati 2012 rispetto a quelli originali del 2005, ma si è dimenticato di ricalcolare tutti i valori che partivano da quel numero... Tutte cose di cui uno un minimo scafato in matematica si accorge subito; peccato che, fatto salvo il Vostro Affezionato Recensore, quelli scafati il libro non lo prenderanno, mentre gli altri non capiranno... e poi si sentiranno confortati nel loro non capire la matematica. Sigh.
01.06.12
| Pseudociclisti | [pipponi] |
Io sto iniziando ad avere molto sulle palle quelli che sfrecciano in bicicletta sui marciapiedi. La parola chiave, ribadisco, è "sfrecciano". Pensate alla motilità che posso avere quando spingo il passeggino coi due quasitreenni, e cosa può succedere quando arrivando a un semaforo mi sposto sulla destra perché andando dritto sbatterei sul paletto e da dietro mi sta arrivando uno a tutta velocità che ha anche avuto il coraggio di lamentarsi perché avrei dovuto vedere cosa succedeva dietro di me.
Io spingo il passeggino a una velocità tra i quattro e i cinque chilometri l'ora; un camminatore arriva a sei, uno che corricchia ne fa dieci, ma ha tutto il tempo di stabilire una traiettoria. Un ciclista fa i 25 all'ora senza problemi: certo una bici è più maneggevole di un suv, ma la quantità di moto è comunque piuttosto alta. Vuoi andare veloce? Bravissimo, è quello che faccio sempre io: ma lo faccio stando sulla carreggiata. (Tra l'altro erano le 21:20 su viale Suzzani, per strada non c'era nessuno). Hai paura delle auto? O non prendi la bici, oppure vai a passo d'uomo.
Questa è la stessa ragione per cui rifuggo come la peste le piste ciclopedonali come quella di via Padova. A piedi la faccio tranquillo, standomene accuratamente sul mio lato; in bicicletta me ne vado sulla carreggiata (in spregio al codice della strada, tra l'altro). Se fossi certo che anche gli altri pedoni se ne stessero sul loro lato non ci sarebbero problemi; ma invece sono certo che non lo fanno. Ed è vero che il pedone è il soggetto più debole; ma è anche vero che se uno non è così imbecille da camminare amabilmente in mezzo a una strada non dovrebbe nemmeno essere così imbecille da camminare in mezzo a una pista ciclabile.
(scusate lo sfogo)