29.04.12
| Quizzino della domenica: Lettura del pensiero | [giochi] |
Alla cassa del negozio MediaUniverse oggi ci sono tre offerte del giorno: un ferro da stiro, una stampante e un pacchetto di app per l'iQualcosa. Le offerte sono tutte dietro le casse, quindi chi ne vuole acquistare una deve chiederla in cassa. Una cliente arriva con cinquanta euro e fa "vorrei comprare l'offerta speciale". Il cassiere le chiede "quale?", la cliente risponde "la stampante"; il cassiere batte lo scontrino e le consegna la stampante. Dopo un paio di minuti si presenta un altro tipo, sempre con cinquanta euro in mano, e fa "vorrei comprare l'offerta speciale". Il cassiere, senza fare alcuna domanda, gli consegna il ferro da stiro. Come faceva a sapere che il cliente voleva proprio il ferro da stiro?
(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/mate/problemi/p032.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì.)
28.04.12
| _Math Puzzles_ (libro) | [recensioni] |
Presh Talwalkar è un economista matematico, o se preferite un matematico economista. Ha da cinque anni un blog, Mind Your Decisions, dove parla di "game theory and personal finance". Fin qua nulla di strano. Una delle rubriche fisse del blog di Presh è quella del problemino matematico del lunedì, un po' come i miei quizzini della domenica. A differenza mia, però, lui propone problemi da molto più tempo: ha così raccolto materiale sufficiente per scrivere un ebook, dall'eloquente titolo Math Puzzles, acquistabile qui (a 4,99$) in formato PDF senza DRM, anche se arriverà presto una versione Kindle.
L'unica vera pecca del libro è la sua minimalità: il testo non è praticamente accompagnato da nessuna figura, se non qualche schema indispensabile per spiegare il problema corrispondente: inoltre temo che il formato della pagina (un Letter, direi) sia scomodo per essere letto da un ebook reader. Io sul PC non ho avuto problemi, per la cronaca. Detto questo, il libro è assolutamente apprezzabile e godibile. I 70 problemi presenti - divisi in tre categorie: numerico/geometrici, probabilistici, strategia e teoria dei giochi - sono per la maggior parte dei classici: ma lo stesso sottotitolo del libro ("Classic riddles in counting, geometry, probability and game theory") lo ribadisce. Ho apprezzato che l'autore indichi per quanto possibile la fonte dei problemi, compresa di puntatore al sito remoto: lo so che dovrebbe essere il minimo sindacale, ma spesso non succede affatto. Ma soprattutto mi piace lo stile con cui sono esposti i problemi e spiegate le soluzioni. Presh non si limita a dare una risposta, ma si sente che quella è la "sua" risposta; c'è un tocco personale, aiutato dal raccontare come i lettori del suo blog hanno proposto alcuni problemi e dato magari risposte diverse da quelle standard. Inoltre non è un tipo che si preoccupi di non usare metodi biecamente numerici al calcolatore per risolvere i problemi, il che dovrebbe far tirare un sospiro di sollievo a chi teme che ci siano troppi conti da fare per risolverli: quando è così, Excel è più che adatto. Ma la parte più divertente, almeno per me, è quella dei giochi di strategia: a parte che i problemi sono meno noti, Presh non si limita a dare la risposta e la spiegazione ma scrive l'intero processo che porta a trovare la soluzione, partendo dai casi più semplici per aiutare il lettore a capire il perché della soluzione. Da questo punto di vista, il valore didattico è davvero alto: è vero che un libro non può mai insegnare come si pesca, ma una persona che vuole imparare a pescare può trarre molto profitto da un manuale sulla pesca... sicuramente più che andando a comprare un pesce al mercato.
In definitiva, un bel libro per tutti gli appassioanti di quizzini matematici.
27.04.12
| basta che sia calda | [pipponi] |
Scopro da Orientalia che l'Egitto starebbe discutendo dell'approvazione di una legge, denominata "Farewell Intercourse", che permetterebbe al marito di fare sesso con la propria moglie fino a sei ore dopo la morte della moglie stessa.
In realtà, se comprendo correttamente quanto scritto da Al Arabiya (edizione inglese, naturalmente...), si direbbe che il progetto di legge non ci sia, e che Mervat al-Talawi abbia usato l'affermazione di due anni fa dell'imam marocchino Zamzami Abdul Bari - un tipo piuttosto eccentrico, che se per quello afferma anche che le donne islamiche durante la gravidanza possono bere alcol... - come esempio per impedire che il nuovo parlamento egiziano a maggioranza islamica riduca i diritti delle donne. Però il solo pensiero di far sesso con un morto mi fa rabbrividire...
26.04.12
| i negozi, il 25 aprile | [pipponi] |
Ieri ho fatto acquisti, nonostante fosse il giorno della Grande Festa Laica del 25 aprile. Siamo andati in farmacia a prendere degli antistaminici e del Fluimucil, e passati da Muzza dove abbiamo preso un caffè (io e Anna) e due focaccine (Cecilia e Jacopo). Non siamo andati alla manifestazione, come non ci andremo per un po' di tempo... almeno fino a che i giovyni non saranno abbastanza grandi da poterci seguire (o poter stare da qualche parte per conto loro)
Quello che però non capisco è perché ci siano state molte più polemiche per l'apertura (facoltativa, e pagando a chi lavora il supplemento festivo) il 25 aprile che per quella in ogni domenica. Evidentemente ci sono feste e feste, e in fin dei conti di domeniche ce ne sono così tante...
25.04.12
| Gioco per il dì di festa: Untouchable 11 | [giochi] |
Avete presente la battaglia navale? Se sì, dovreste sapere che incrociatore, fregate, sottomarini non potevano mai essere disposti nello schema in modo che si toccassero, anche solo per un angolo.
Ecco, qui è la stessa cosa. In Untouchable 11 avete 11 esamini che devono essere messi nella scacchiera quadrata a destra senza che nessuno si tocchi. Secondo l'autore Carl Hoff ci sono solo due soluzioni possibili, a meno di rotazioni e riflessioni. Io non ho nemmeno iniziato a cercarle.
24.04.12
| Cura dimagrante a Gmail | [link] |
GMail è nato per "salvare tutta la posta". All'inizio era persin difficile trovare il tastino per cancellare un messaggio, poi qualcuno si deve essere accorto che si stava esagerando un po'.
Il guaio è che i 7 giga e rotti di spazio non sono mica poi così tanti, considerando le bieche abitudini di inviare messaggi con allegati di tanti mega: cancellare il messaggio può far perdere il testo, che invece si vorrebbe tenere. Come fare allora per prepararsi alla fine dello spazio?
Eccovi alcune soluzioni possibili, tutte tratte da Digital Inspiration: più o meno semplici, più o meno sicure.
La prima soluzione richiede di avere fiducia, e andare sul sito findbigmail. La fiducia consiste nel dargli accesso alla vostra posta (con un OAuth, il che significa che non dovete dare la password, ma sapete com'è...) Findbigmail scansiona tutti i vostri messaggi e mette dove opportuno delle etichette "Big Mail", "Really Big Mail", "Ultra Big Mail"; a questo punto voi accedete nuovamente alla webmail, cercate quei messaggi e decidete cosa fare.
Un'alternativa è sfruttare la possibilità di connettersi via IMAP4 al server di Google: scaricando e installando l'applicazione IMAPSize ci si connette al server di Google, si seleziona la dimensione minima dei file considerati "grandi", e poi li si può cancellare oppure eliminare gli allegati - magari salvandoseli prima in locale, non si sa mai. I paranoici non accetteranno comunque il lanciare un'applicazione sconosciuta; dal mio punto di vista questo è però il miglior compromesso.
Infine Digital Inspiration presenta un sistema che sfrutta GDocs per accedere a GMail. In questo caso non c'è nessuna nuova autorizzazione da dare: però le istruzioni mi sembrano sufficientemente complicate per non tentarci nemmeno... Vabbè, potete fare la vostra scelta!
23.04.12
| ladri di biciclette, again | [io] |
A differenza di quest'autunno, non posso darmi nessuna colpa. La bicicletta era nel cortile di casa, legata alla rastrelliera con una catena bella spessa.
Peccato che stamattina la bicicletta non ci fosse più, e fossero rimasti il caschetto e la catena (col lucchetto chiuso, il che significa che i ladri sono arrivati col tronchesino da un metro, hanno tagliato la catena e se ne sono andati). Ah: la mia è stata l'unica bici fregata nella rastrelliera.
Ora mi tocca una nuova denuncia (off-line, rigorosamente) e un nuovo acquisto: a questo punto una bici da 150 euro massimo, che almeno non mi arrabbio più di tanto.
22.04.12
| Quizzino della domenica: Cassaforte | [giochi] |
La mia cassaforte ha tre serrature; ogni serratura si apre con una chiave a forma di scheda. Le schede sono indistinguibili tra loro; se una scheda viene inserita nella chiave sbagliata la serratura si chiude, se viene inserita nella serratura corretta questa cambia stato (se era aperta diventa chiusa, se era chiusa diventa aperta). Io tengo le tre schede in tre tasche diverse, per riconoscerle: esteriormente sono infatti identiche.
Stamattina sono arrivato e ho scoperto che mio figlio Jacopo ha preso le tre schede e le ha inserite a caso, non so quante volte, nelle serrature. Dopo che avrò finito di punire meritatamente il vandalo, riuscirò ad aprire la cassaforte?
Alcune precisazioni:
- Io vedo la cassaforte o chiusa o aperta, non posso sapere se alcune ma non tutte le serrature sono aperte
- Perché la cassaforte si apra, tutte e tre le schede devono essere inserite.
(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/mate/problemi/p031.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì.)
Il gioco mi è stato presentato da Marcello Semboli, che mi ha detto che è stato ideato intorno al 1990 da Francesco Antoni
21.04.12
| _How to draw a radish_ (libro) | [recensioni] |
Questo vecchio libro che io mi sono recuperato usato (Joy Sikorski, How to draw a radish - and other fun things to do at work, Chronicle Books 1995, pag. 196, $15.95, ISBN 978-0-8118-0993-1), come del resto dice il titolo stesso, è indubbiamente nato per far passare il tempo in ufficio, invece che lavorare. Beh, a volte si è costretti a portarsi da casa delle cose che in ufficio non si trovano di certo: il concetto è comunque quello.
Dal mio punto di vista - ve lo confesso: cercavo un corso di disegno per imbranati i cui figli duemezzenni vogliono che il papà gli faccia i disegni, e il cui papà non sappia affatto da dove partire - non è esattamente il massimo, anche se ci sono molte immagini divertenti da disegnare in pochi tratti. Però il testo è abbastanza stupido da essere comunque apprezzabile in ogni caso: e magari qualche disegnino imparerò a farlo anch'io!
20.04.12
| Pareggio di bilancio | [pipponi] |
E poi dite che in Italia non si riescono a fare le leggi. Probabilmente non ve ne siete accorti, visto che c'erano cose sicuramente molto più importanti: ma martedì scorso il Senato ha definitivamente approvato la modifica alla Costituzione (mica noccioline) che introduce il pareggio di bilancio nella nostra legge fondamentale. Trovate l'iter completo sul sito del Senato: tre mesi e mezzo per quattro passaggi parlamentari, e una maggioranza sufficientemente bulgara (oltre i due terzi) per evitare anche il possibile referendum confermativo.
Occhei, non c'è scritto proprio "pareggio di bilancio"; il testo dell'articolo 81 diventa infatti
«Art. 81. – Lo Stato assicura l'equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio, tenendo conto delle fasi avverse e delle fasi favorevoli del ciclo economico.Il ricorso all'indebitamento è consentito solo al fine di considerare gli effetti del ciclo economico e, previa autorizzazione delle Camere adottata a maggioranza assoluta dei rispettivi componenti, al verificarsi di eventi eccezionali.
Ogni legge che importi nuovi o maggiori oneri provvede ai mezzi per farvi fronte.
Le Camere ogni anno approvano con legge il bilancio e il rendiconto consuntivo presentati dal Governo.L'esercizio provvisorio del bilancio non può essere concesso se non per legge e per periodi non superiori complessivamente a quattro mesi.
Il contenuto della legge di bilancio, le norme fondamentali e i criteri volti ad assicurare l'equilibrio tra le entrate e le spese dei bilanci e la sostenibilità del debito del complesso delle pubbliche amministrazioni sono stabiliti con legge approvata a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera, nel rispetto dei princìpi definiti con legge costituzionale»
mentre fino a oggi era
«Le Camere approvano ogni anno i bilanci e il rendiconto consuntivo presentati dal Governo.L'esercizio provvisorio del bilancio non può essere concesso se non per legge e per periodi non superiori complessivamente a quattro mesi.
Con la legge di approvazione del bilancio non si possono stabilire nuovi tributi e nuove spese.
Ogni altra legge che importi nuove o maggiori spese deve indicare i mezzi per farvi fronte.
(notato come continua l'abitudine ad allungare la broda... pardon, il testo della Carta? Nel 1947 si era appena usciti dalla guerra e bisognava risparmiare anche sulle parole, probabilmente...)
A me il tutto sembra molto stupido. Già prima c'era un obbligo di avere copertura di spesa per le leggi, copertura sempre disattesa. Adesso, a parte gli "eventi eccezionali", si parla di pareggio "strutturale" (ricalcolato non si sa ben come rispetto al ciclo economico). Phastidio ha ragione quando scrive che è una roba voluta dai tedeschi, e ancora grazie che l'abbiamo scritta in maniera sufficientemente confusa. Però continuo a pensare che non sia una grande idea legarsi le mani in questo modo: evidentemente sono in minoranza.
| Let's CC | [link] |
Lo sapete tutti cosa sono le licenze CC, immagino. Aggiungo molto velocemente che, invece che lamentarsi perché quei cattivoni di Rep&Cor scopiazzano le foto dalla rete aggratis, sarebbe bello che noi tutti dessimo il buon esempio, usassimo solo immagini a licenza libera e citassimo correttamente la nostra fonte.
È però vero che non sempre si riesce a capire tra le mille immagini ritornate da Internet quali siano utilizzabili liberamente e quali no. Certo, si può andare su Wikimedia Commons: ma magari il taglio non è quello che vogliamo. Niente paura! Quelli di Creative Commons Corea hanno creato un moore di ricerca, Let's CC, che non solo ti permette di cercare le immagini libere ma anche di selezionare quelle che permettono un uso commerciale oppure la loro modifica. Quando ho saputo la notizia sono stato felicissimo. Voi?
18.04.12
| rassegne stampa offline | [pipponi] |
Ho letto il testo di Mario Tedeschini Lalli sulla chiusura delle rassegne stampa online. Forse non ve ne siete accorti, o forse sì: ma in queste settimane la FIEG sta man mano facendo bloccare l'accesso pubblico alle rassegne stampa prodotte da enti pubblici e privati, con la giustificazione che tali rassegne danneggerebbero le loro vendite.
Le considerazioni di Tedeschini Lalli sono indubbiamente corrette: peccato siano parziali. Il Vicedirettore del Gruppo Editoriale L’Espresso, direzione Innovazione e Sviluppo, dimentica infatti almeno un paio di cose. La prima è che le rassegne stampa non sono copie verbatim dei quotidiani: quella della Camera, tanto per dire, nella giornata di ieri raccoglieva 197 articoli da credo una ventina di giornali, e le sezioni Prima pagina; Primo piano (Delega Fiscale, IMU, Lavoro); Parlamento e istituzioni; Attualità politica; Politica interna da sole assommavano a 127 articoli. No, non c'era lo sport né la cronaca cittadina. Insomma, il numero di articoli per testata è confrontabile con quello che i quotidiani stessi lasciano a disposizione sul loro sito. La seconda è molto pragmatica: il governo elargisce fondi per la stampa, non si capisce perché non possa avere in cambio la possibilità di fare un servizio per tutti i cittadini... eppure la rassegna stampa di Palazzo Chigi è stata una delle vittime.
Per ovviare a tutto questo, la soluzione più semplice mi parrebbe un accordo tra governo/parlamento ed editori; la rassegna stampa potrebbe diventare "diffusa", e gli articoli ospitati direttamente sui siti degli editori (con tutto quello che consegue). In questo modo si stabilirebbe il diritto "politico" a offrire contenuti, temperato da un limite alla quantità dei contenuti, e con il vantaggio di una (sia pur piccola) raccolta pubblicitaria per i produttori di contenuti. Il tutto naturalmente legato ai contributi per l'editoria: se non vuoi che ti si legga a sbafo, non prendi i soldi. Troppo semplice?
17.04.12
| notizie che non lo erano | [pipponi] |
Dopo tutte le lamentele giornalistiche e non sul fatto che le parti civili avrebbero dovuto pagare le spese processuali per l'assoluzione degli inquisiti per la strage di Piazza della Loggia, una nota di Palazzo Chigi comunica laconicamente che tali spese saranno a carico dello Stato.
La parte più interessante è la seconda metà del comunicato, che cita la «vigente legislazione sulla tutela delle vittime del terrorismo» per cui «in base alla legge 3 agosto 2004, n. 206, e alla direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27 luglio 2007, le vittime e i familiari di eventi stragisti beneficiano dell'assistenza processuale pubblica in "ogni procedimento giurisdizionale"». Questa legge è precedente alla sentenza fotocopia di assoulzione per la strage di Piazza Fontana, che è del 2005: giusto per ricordare agli amici della Stampa di controllare le date prima di scrivere gli articoli.
Ma c'è un ma: l'articolo 10, comma 1 della succitata legge afferma «Nei procedimenti penali, civili, amministrativi e contabili il patrocinio delle vittime di atti di terrorismo e delle stragi di tale matrice o dei superstiti è a totale carico dello Stato.» (grassetto mio). Patrocinio dovrebbe significare "pago gli avvocati", non "pago le spese processuali", giusto? e in effetti spulciando il mio blog scopro che sette anni fa avevo scritto le stesse cose.
Insomma, chi è che ciurla nel manico? il governo che dice che doveva farlo per forza, i giornalisti che non si ricordano le cose, o altri ancora?
16.04.12
| Carnevale della Matematica #48: GOTO MaddMaths! | [link] |
Lo sapevate che aprile è il mese della consapevolezza matematica?
Che lo sapeste o no, andate a vedere cosa i blog matematici hanno prodotto il mese scorso: questa volta l'ospite del Carnevale della Matematica è MaddMaths!, e di dati e statistiche (che poi sarebbero il tema di quest'anno) ce ne sono tanti.
A maggio il Carnevale lo ospito io qui, e parleremo di numeri strani... e di tutto il resto come al solito.
15.04.12
| Quizzino della domenica: Sequenza | [giochi] |
Come scrisse Wittgenstein, chiedere qual è il valore successivo in una sequenza numerica è una domanda senza senso, perché dato un qualsivoglia numero è sempre possibile inventarsi una regola ad hoc che dia come risultato proprio quel numero. Questa però è la teoria: nella pratica la risposta dovrebbe apparire naturale, almeno se i processi mentali del solutore sono sufficientemente simili a quelli del proponente.
Non so se questo sia il caso, ma potete provare a cimentarvi con questa sequenza (infinita). Qual è il termine successivo?
13 - 92 - 78 - 12 - 43 - 72 - 92 - 18 - 76 - ??
(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/mate/problemi/p030.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì)
14.04.12
| _Penna, numeri e fantasia_ (libro) | [recensioni] |
Anche questo libro del centro Pristem della Bocconi (Angelo Lissoni (ed.), Penna, numeri e fantasia, Centro Pristem 2011 [feb 1995], pag. 168, € 10, ISBN 978-88-96181-03-4) è una raccolta di 98 problemi dati durante i campionati internazionali di giochi matematici negli anni 1990. I problemi sono di vario tipo, risolvibili più o meno semplicemente: devo dire che nei primi, quelli più semplici almeno in teoria, le soluzioni sono più che altro delle risposte, e quindi danno pochi indizi su come arrivarci: più avanti fortunatamente la situazione migliora. In fin dei conti chi compra libri come questo spesso vuole imparare i trucchi del mestiere!
Per i professori il libro ha un altro vantaggio: ogni problema ha indicato all'inizio quali sono le tecniche matematiche da usare nella sua risoluzione, e l'indice analitico in fondo permette di trovare facilmente i problemi di un certo tipo, che potranno poi essere assegnati come compiti. Peccato per un paio di errori (problemi 76 e 94) che sono sopravvissuti nelle quattro ristampe, e fanno sbagliare la soluzione...
13.04.12
| Word e il copincolla | [informatica] |
Qualche giorno fa il mio collega Damiano mi scrive segnalandomi che la procedura che avevo preparato in un documento per generare un certo tipo di report non funziona più. Con la saggezza che mi contraddistingue, rispondo "boh".
La mattina dopo Damiano mi fa "tutto a posto!" Qual era il problema? Il documento è scritto in Microsoft Word™. La procedura lancia da una finestra di comando un programma con alcuni parametri, qualcosa tipo prog -p1 -p2. Bene: copincollando quel comando il carattere "-" veniva convertito mi pare in "ù", e capirete anche voi che "prog ù1 ù2" potrebbe avere aualche problema teNNico di esecuzione.
Ora io posso capire che tra i mille "aiuti" di Microsoft Word™ ci sia quello che converte automaticamente un trattino povero e ramingo, incastonato tra due spazi, in un en-dash (o un em-dash, adesso non mi ricordo più quale). Ma quel trattino non se ne stava da solo, ma da un lato era bell'e abbarbicato al suo parametro! Perché mai toccarlo, allora, e soprattutto farlo diventare un carattere assolutamente indistinguibile dal trattino standard?
(La risposta "perché Bill Gates vuole così" viene rimandata al mittente)
12.04.12
| a volte (troppo spesso) ritornano | [io] |
Non so se qualcuno si ricorda delle mie peripezie nel vendere la mia vecchia casa torinese e acquistare quella in cui abitiamo ora. I pochi capelli bianchi che ho derivano da quel periodo.
Bene: qualche mese fa mi contatta l'amministratore torinese dicendo che avevo ancora da pagare una barcata di soldi di spese condominiali, e che le raccomandate speditemi erano sempre tornate indietro. Scopro che - mi sa che nel casino me ne ero dimenticato - non avevo segnalato il mio nuovo indirizzo: mi faccio spedire il tutto, vedo che effettivamente per come erano calcolate le spese condominiali non avevo pagato (perché a dicembre 2009 non avevano ancora preparato i bollettini...) quelle da maggio a dicembre, vedo che mi voleva far pagare anche il saldo 2008-09 che avevo già pagato, invio bonifico pro-rata e copia del bonifico fatto a suo tempo, e dimentico la cosa.
Qualche minuto fa mi telefona di nuovo l'amministratore e mi chiede "ma lei ha venduto l'alloggio a dicembre 2009 o 2010?" Io rispondo "2009, perché?" E lui "Perché il nuovo condomino afferma di essere entrato a dicembre 2010 e non vuole pagare quelle rate".
Io gli ho semplicemente suggerito di farsi mandare copia del rogito. Resta il fatto che mi è ritornata tutta l'incazzatura di due anni e mezzo fa, e quella non me la toglie più nessuno.
(Ah. Volete sapere l'unica parte comica in tutto questo? Il condomino in questione come lavoro fa l'insegnante di matematica)
| QUI NON SI PARLA ITALIANO | [pipponi] |
Voi potete pensarla diversamente, ma per me la decisione del Senato accademico del Politecnico di Milano, che ha stabilito che dall'anno accademico 2014-15 tutta l'"offerta formativa" per il biennio magistrale (il "più due" del 3+2) verrà erogata in lingua inglese, è un'idiozia.
Un paio di premesse: (a) trovo assolutamente corretto che il dottorato sia tenuto in inglese, essendo più internazionale in scopo; e (b) la situazione attuale, con corsi in italiano e in inglese, non mi sembrava così brutta. Però, anche immaginando di avere torme di studenti pronti a venire a studiare sotto la Madunina ora che possono sentire le lezioni in inglese, mi resta un dubbio di base: non è che qualcuno stia confondendo la necessità di conoscere l'inglese con quella di usarlo? O si sta subliminalmente spiegando ai futuri ingegneri che chiunque sia così pazzo da laurearsi in Italia e voglia trovare un posto di lavoro se ne deve andare via, e quindi tanto vale prepararsi prima?
| più volume | [curiosita'] |
Due settimane fa ci avevano portato i (ridotti) elenchi telefonici.
Ieri ce li hanno riportati.
Mistero.
11.04.12
| Facciamoci conoscere | [pipponi] |
Se Silvio Berlusconi avesse le tette farebbe anche l'annunciatrice, diceva il buonanima di Enzo Biagi. Però anche Lui non può certo essere ubiquo, e comunque ha sempre detto che con Mediaset non c'entra più nulla. Ma si sa che delegare può sempre essere problematico: è così successo che qualcuno si è dimenticato di pagare i dieci euro per mantenere il dominio mediaset.com (tanto si usa sempre il .it...), la disponibilità è scaduta l'anno scorso, e il dominio è stato messo all'asta. Il 19 marzo 2011 (sì, 2011, non 2012) se l'è cuccato tale Didier Madiba, statunitense del Delaware.
Dopo un po' di tempo, a Cologno Monzese si sono accorti della cosa: l'8 novembre 2011 è stata aperta una procedura di riassegnazione presso il WIPO. Tra l'altro, non era nemmeno la prima: già nel 2008 Mediaset aveva ottenuto la riassegnazione del dominio, che era stato squattato ancora nel 2002. Vabbè, il mese scorso il WIPO ha sentenziato che il signor Madiba ha pieno diritto a usare il nome a dominio, che tra l'altro si era prenotato ancora nel 2006. Ah: i signori Mediaset non hanno nemmeno mai pensato a spostare il gestore del dominio a un'azienda italiana.
Sembrerebbe insomma che il dominio non fosse poi ritenuto così interessante: e invece no. Gli avvocati Mediaset sono andati a pietire aiuto a Roma Ladrona, e... colpo di scena! La nona sezione del Tribunale Civile di Roma ha accolto il suo ricorso e imposto alla società Fenicius Llc di cessare l'uso del dominio, imponendo anche una multa di 1000 euro per ogni giorno di mancata ottemperanza. Avete capito bene: un tribunale italiano emette una sentenza su un fatto (l'acquisto di un dominio) avvenuto fuori dal territorio italiano da parte di una persona che non è un cittadino italiano. Secondo voi, quale può essere la probabilità di ottenere qualcosa che non sia una pernacchia?
Poi diciamocelo: il "sito Media Set" del signor Madiba a oggi è questo. Nessuno sano di mente può credere che il dominio sia stato effettivamente acquistato per costruirci su un servizio, e non per farsi sganciare un po' di soldini dai malcapitati ex-proprietari. Ma non è certo con quella sentenza che ci riusciranno: tutt'al più i provider italiani saranno caldamente invitati a far risolvere in altro modo quell'indirizzo... spero non a mediaset.it, perché altrimenti partirà un vespaio incredibile.
| _Cyberteologia_ (libro) | [recensioni] |
Antonio Spadaro è un gesuita. È il direttore di La Civiltà Cattolica, ma oltre alle sue competenze teologiche può vantare una lunga esperienza di Internet ottenuta sul campo. In questa sua nuova opera (Antonio Spadaro, Cyberteologia - pensare il cristianesimo ai tempi della rete, Vita e Pensiero - Transizioni - 2012, pag. 148, € 14, ISBN 978-88-343-2144-7) padre Spadaro raccoglie alcuni saggi che, come dice il titolo stesso, gettano le basi per una teologia cattolica che tenga conto del nuovo paradigma che si è formato da quando la Rete è diventata non tanto una realtà parallela a quella usuale ma una realtà agganciata ("aumentata", direbbe qualcuno). Attenzione: non si parla di pastorale della rete (come usare la rete per evangelizzare), che è una cosa completamente diversa: nel libro si parla proprio di come gli studi teologici dovrebbero tenere conto che noi vediamo le cose in maniera diversa da prima, e quindi potremmo dover modificare la nostra comprensione finita dell'essenza infinita di Dio.
Alcune delle considerazioni di Spadaro mi lasciano perplesso, come per esempio considerare il "nuovo significato elettronico" del verbo giustificare - per i verbi "salvare" e "convertire" le sue riflessioni mi trovano d'accordo - e il rischio della manipolabilità del testo sacro in un'epoca di duplicabilità assoluta (pag. 110): per me è più semplice verificare oggi la corrispondenza di un testo all'originale, basta usare un hash, che sapere se un'opera a stampa pur con un imprimatur sia effettivamente identica all'originale. Anche la definizione di surplus cognitivo applicato a Wikipedia (pag. 79) mi pare troppo ottimistica: se l'accostamento non fosse un po' blasfemo direi che al più chi ci scrive su è il sale della terra. Ma queste sono pecche minori: il libro è davvero ricco di spunti interessanti, sia grazie allo spessore culturale di Spadaro che per il suo punto di vista "altro", non solo cattolico ma anche più in genere umanista, che riesce a cogliere aspetti rispetto ai quali i sedicenti guru informatici (quorum ego) sono ciechi. Segnalo tra gli altri il cambiamento dell'uomo dal Medioevo a oggi, da bussola in cerca di Dio a radar che ascolta tutto a decoder per cui occorre lanciare un segnale preciso (pag. 41), Facebook che ha cambiato la rete da insieme di pagine e contenuti a relazioni tra persone (pag. 50), la liturgia vista come un tipo peculiare di realtà aumentata (pag. 115), e la bella disanima del pensiero di Levy e Teilhard de Chardin nell'ultimo capitolo. Insomma, una lettura non semplice ma indubbiamente piacevole.
10.04.12
| bici contromano? | [trasporti] |
Leggo solo oggi questo articolo, che riprende immagino un lancio di agenzia: la direzione generale per la sicurezza stradale del ministero Infrastrutture e Trasporti avrebbe ammesso la possibilità di marcia contromano delle biciclette «su strade larghe almeno 4,25 metri, in zone con limite di 30 km/h, nelle zone a traffico limitato e in assenza di traffico pesante». I curiosi possono leggere i tanti commenti sul Giornale (nota: su questi temi in genere la dicotomia destra-sinistra non si applica, sono molto trasversali).
Naturalmente nessuno dei giornali da me consultati è andato a verificare cosa fosse stato effettivamente scritto: ci devo al solito pensare io. I miei ventun lettori potranno così leggere l'interpretazione autentica del ministero, «la competente Direzione Generale del Mit ha infatti specificato che, solo nel caso in cui ricorrano particolari circostanze (traffico modesto sulla tratta, velocità limitata, strada di larghezza ridotta) sarà possibile istituire un doppio senso di circolazione, di cui uno riservato alle biciclette, così da estendere ulteriormente i percorsi ciclabili nei centri storici ed aumentare le condizioni di sicurezza per il transito dei ciclisti.», e soprattutto «Eventuali relative variazioni del traffico dovranno essere, in ogni caso, evidenziate da un’apposita segnaletica stradale.»
Voi magari non ci crederete, ma quando ho letto la notizia originale non avevo pensato a null'altro. Non so se voi siete stati in Olanda: ci sono le strade con un cartello di divieto d'accesso e poi sotto qualcosa tipo "uitzondering fietsen", cioè "tranne biciclette"; e dall'altro lato c'è l'equivalente cartello di "attenzione, biciclette contromano". Niente strisce per terra, ma almeno un minimo di notifica: altrimenti mi pare ovvio che bisogna modificare il codice della strada per rendere la cosa il default, anche se solo nei casi suindicati. Ciò detto, la proposta mi pare ottima, soprattutto se ci si deciderà a multare seriamente chi parcheggia in divieto in quelle strade. Ci sono vie sufficientemente larghe per lasciare andare contromano le biciclette, ed è molto meglio fare così che occupare i marciapiedi. (Faccio coming out: in alcuni miei percorsi faccio un tratto di una cinquantina di metri contromano, e non mi sogno proprio di farlo sul marciapiede. È anche vero che quei tratti di strada, oltre che essere abbastanza larghi per permettermelo, sono usati solo da chi in quel pezzetto di strada ci abita...)
09.04.12
| Gioco per Pasquetta: Spring Breeze | [giochi] |
Con la storia dei quizzini della domenica ho lasciato perdere i giochi... ma ogni tanto, come oggi, posso anche fare un'eccezione. Spring Breeze, di Smart Kit, è molto semplice: nei vari schemi - ce ne sono almeno sedici, non ho avuto voglia di provarlo tutto - sono nascoste delle parole (inglesi) che bisogna scrivere per passare di livello. Se uno è bloccato, può chiedere un aiutino all'ape, previo pagamento di un certo numero di punti.
Nulla di complicato, dicevo: ma può essere utile per qualche istante di divertimento.
08.04.12
| Problema della domenica: Fiammiferi | [giochi] |
Spostate un solo fiammifero, e ottenete un quadrato.
![[quattro fiammiferi collocati a forma di croce]](http://xmau.com/mate/problemi/q019a.png)
(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/mate/problemi/p019.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì)
07.04.12
| _Lateral Thinking Puzzles_ (libro) | [recensioni] |
Questo smilzo libretto (Paul J. Sloane, Lateral Thinking Puzzles, Sterling 1992, pag. 96, $6.95, ISBN 9780806982274) raccoglie un certo numero di problemi da risolvere usando il cosiddetto "pensiero laterale", concetto reso famoso vari decenni fa da Edward De Bono e il cui nome a dire il vero non mi è mai piaciuto troppo: fosse per me lo definirei "pensiero a tutto tondo". Nell'improbabile caso voi non ne aveste mai sentito parlare, il pensiero laterale è quello che permette di risolvere un problema i cui dati non sono definiti nel problema stesso ("Un padre ha il doppio degli anni del figlio. Dieci anni fa aveva il triplo dei suoi anni. Quanti anni hanno?") ma richiedono conoscenze esterne o la verifica di una condizione necessaria ("L'altro ieri Anna aveva 17 anni. L'anno prossimo ne compierà 20. Com'è possibile?")
I problemi sono tutti dei classici, o perlomeno io ne conoscevo la maggior parte. Non tutti sono davvero di pensiero laterale, oscillando spesso verso quello che in inglese chiamano conundrum. Esempio tipico: "Un aereo che in una missione durante la seconda guerra mondiale apre il portellone della stiva con le bombe, bombe che però non cascano. Come mai?" La parte più interessante è quella centrale con gli indizi, che sono messi sotto forma di domande con risposta sì o no, che man mano mettono sulla retta via il solutore.
05.04.12
| Articolo 18: sarebbe una vittoria? | [politica] |
Sto cercando di capire perché il leader del maggior partito non di destra gioisca per le modifiche alla formulazione del nuovo articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori. Magari il testo del disegno di legge sarà completamente diverso dalle anticipazioni lette qui, ma se così non fosse tali modifiche sarebbero assolutamente ininfluenti. (Nota: qui non sto prendendo posizione su "articolo 18 sì, articolo 18 no; il discorso sarebbe molto più ampio. Parlo solo di come l'articolo 18 in pratica non esisterà più).
Secondo questa nuova formulazione, «Nel caso dei licenziamenti per motivi economici, quindi, il giudice potrà continuare a disporre il reintegro, ma solo in caso di “manifesta insussistenza” delle ragioni economiche. Altrimenti potrà disporre un indennizzo» da 12 a 24 mensilità. Bene. Supponiamo che Telecom Italia dica "guardate, devo far fuori nei prossimi tre anni 5000 dipendenti, perché altrimenti i miei conti vanno ancora più in rosso di quest'anno [1]: però in compenso assumo 5000 nuovi ingegneri [2]". Supponiamo ora che un, cento, mille licenziati vadano dal giudice. Che fa il giusto giudice? Così ad occhio accetta le ragioni economiche proposte dall'azienda, che possono essere riassunte in "io in realtà non licenzio, ma aggiorno la forza lavoro", e si limita a far pagare un po' di soldi a quei cinquemila, che di lavoro non ne troveranno comunque più. Non mi pare una grande vittoria.
Tra l'altro non sono mai riuscito a capire quanto sia stata applicata la parte "riposizionamento" legata al contratto di solidarietà. Non garantisco che sia facile portare gente che magari abbia fatto la segretaria su Open Access: però mi sarei aspettato più notizie sia dall'azienda che dal sindacato. A quanto pare, invece, nessuno ne vuole parlare...
[1] Il bilancio Telecom 2011 vede 4,5 miliardi di rosso. L'unica differenza con il bilancio Telecom 2010, 2,5 miliardi di utile, è che nel 2011 sono state svalutate per 7 miliardi le quote di avviamento, praticamente il valore delle proprie azioni che erano a bilancio a valori fuori dal mondo.
[2] La realtà dovrebbe essere un po' diversa: i boatos dicono che nel piano triennale sono previsti 5000 neoassunti ma 9000 uscite, e in pensione in questi tre anni non ci può andare nessuno.
04.04.12
| Inizia la concorrenza? | [link] |
Le voci corrono: sembra che Google voglia creare un suo GDrive, uno spazio "in the cloud" (sulla nuvola, o se preferite tra le nuvole...) che può venir visto come una propria cartella in tutti i nostri dispositivi, e ci permetta di salvare i documenti o i file multimediali che abbiamo in modo trasparente e utilizzabile da tutti i propri dispositivi.
Ma se siete dei miei affezionati lettori, saprete benissimo che questo è il core business di Dropbox. Bene, sembra che gli amichetti di Dropbox, forse ringalluzziti perché Vasco Bono e The Edge hanno investito nell'azienda, hanno deciso di correre ai ripari preventivamente. Così se qualcuno si iscrive adesso otterrà un bonus di 500 MB oltre ai 2 GB della dotazione base; e inoltre darà lo stesso bonus a me che ho fatto da referrer.
Bisogna dire che sono stati gentili: stamattina avevo visto in effetti che lo spazio a mia disposizione si era accresciuto perché anche i "vecchi" referrer hanno raddoppiato il premio dai 250 MB di prima. Bon. Sapevatelo.
| Nurikabe | [giochi] |
Siete tra quelli che trovate il Kakuro troppo semplice? Beh, allora il Nurikabe fa per voi!
Uno dei millanta giochi giapponesi, il Nurikabe si appalesa al pubblico come una matrice quadrata con alcuni numeri inseriti. Scopo del gioco è annerire alcune caselle in modo che ogni numero rimanga in un'area il cui numero di caselle è pari al numero stesso: inoltre le caselle nere devono essere tutte connesse e non dev'esserci un quadrato 2x2 tutto nero. Le caselle si anneriscono con il tasto sinistro del mouse; quello destro mette un puntino per indicare una possibilità che non è ancora certezza. Quando si ritiene di aver trovato la soluzione, occorre premere il pulsante "ready" (si vede che il sito è stato progettato da un giapponese?); se la soluzione è corretta si può inserirla nella hall of fame, previa registrazione del proprio indirizzo email.
03.04.12
| piccoli e grandi fan | [pipponi] |
Passate alcune settimane dall'affaire Private Outlet, credo di poter fare alcune constatazioni che almeno dal mio punto di vista sono interessanti.
Innanzitutto è relativamente normale che dall'azienda si siano presi la briga di farsi pubblicità tra i commenti del mio sito (la definisco pubblicità perché non è stata data nessuna risposta né alle proteste mie né a quelle degli altri commentatori). È vero che il mio post è solo il quindicesimo con una googlata sul nome dell'azienda, e quindi nel buco nero della pagina due: ma in caso di emergenza tutto fa brodo. Quello che ho trovato meno normale è la quantità di persone che si è lamentata dell'oscuramento del sito, e l'ha fatto in un posto - queste notiziole - che non ha nulla a che fare con esso. Prima di approvare i commenti arrivatimi, ho sempre verificato che non ci fosse qualche baro: almeno a un controllo rapido, sono tutti genuini.
Perché uno deve perdere del tempo a scrivere che si è trovato benissimo con quell'azienda? Cos'è che fa scrivere a qualcuno «e in alcuni casi è vero che la merce(scarpe)risultava di una misura errata ma con i prezzi praticati valeva comunque la pena,le scarpe le regalavo e comunque ci avevo guadagnato con il resto dell'ordine arrivato correttamente» senza che a questo qualcuno venga in mente l'illogicità della cosa? Se hai comprato un paio di scarpe l'hai fatto perché ti servivano, o perché costavano poco e non si sa mai?
Ecco: in questi casi ho sempre la sgradevole sensazione di essere io quello fuori posto.
02.04.12
| RFC d'aprile | [link] |
L'Internet Engineering Task Force è il gruppone di persone che crea gli standard dell'Internet. Quando va bene, tali standard sono anche messi in pratica :) Tali standard sono naturalmente pubblici e si possono trovare tra gli RFC: questo acronimo sta per "Request for comments", nome fuorviante perché una volta postati di commenti non se ne possono più fare.
Gli informatici hanno però il senso dell'umorismo... beh, forse bisognerebbe dire "un" senso dell'umorismo, perché in effetti è un po' peculiare. Vi basti sapere che ogni primo aprile vengono pubblicati alcuni "standard" che sono scritti con tutti i crismi ma sono delle burle. Per fare un esempio, in occasione del cosiddetto Y2K bug venne pubblicato un RFC per ovviare all'Y10K bug, cioè come scrivere le date oltre l'anno 10000.
Quest'anno i contributi sono più tecnici (beh...) e quindi meno appetibili al grande pubblico, ma sono certo che i miei ventun lettori apprezzeranno la specifica del pacchetto nullo (col paradosso del firewall che blocca i pacchetti nulli provenienti dall'esterno ma non quelli interni) e quella sul protocollo a nascondino per trovare i servizi di rete che non vogliono essere pubblici. Buona lettura!
01.04.12
| Problema della domenica: Lavori pubblici | [giochi] |
Una notte la Sirius Cybernetics Corporation piazzò un tratto di binario lungo esattamente un chilometro su un percorso ferroviario di un pianeta vicino a Betelgeuse, bloccandolo strettamente ai due estremi. Purtroppo i tecnici non hanno tenuto conto che in quel pianeta le temperature durante il giorno sono molto alte, e il metallo del binario si allungò di due metri, alzando così le rotaie da terra. Riuscite a stimare di quanto si è alzato il binario nel suo punto più alto? È sufficiente dare una cifra significativa, come per esempio "5 millimetri" oppure "7 centimetri".
(un aiutino lo trovate sul mio sito, alla pagina http://xmau.com/mate/problemi/p018.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì)