| Il badge del giorno bisestile | [informatica] |
Oggi è il 29 febbraio. L'anno scorso non era il 29 febbraio, e l'anno prossimo non sarà il 29 febbraio. Questo lo sapete tutti. Quello che forse non sapete è che se usate Foursquare e oggi fate un check in scrivendo nel testo "leap day" allora vi verrà assegnato il badge "Leap Day".
E che me ne faccio io del badge "Leap Day", mi direte? Posso essere perfettamente d'accordo con voi: però una cosa come questa è esattamente alla base del successo di Foursquare. Insomma, come ha scritto Roberto Bernabò su Voices, alla gente piace riuscire a ottenere una gratificazione seppur minima come quella di aggiungere una medaglietta alla propria collezione, e per far ciò è persino disposta a vendere parte dei propri preziosi dati personali: in questo caso la localizzazione, cioè dire dove ci si sta trovando. (Nel mio caso a dire il vero il check in è stato in ufficio, quindi non mi preoccupo più di tanto)
Morale? chi è interessato alla cosa ha ancora qualche ora per aggiungere un badge alla sua collezione, sapendo che dovrebbe aspettare quattro anni per riuscire a riprenderselo... e chissà se tra quattro anni ci sarà ancora foursquare!
| Georgia's on my mind | [spam_phishing] |
Cosa direste voi se vi trovaste tra i commenti del blog uno il cui testo recita così?
OMG , vedete quello che accade in Siria ? A dispetto di una brutale repressione del governo , le manifestazioni continuano
E che direste se scopriste che questo commento è stato fatto a un post di tredici mesi fa, che parlava di un errore che io avevo involontariamente introdotto in Wikipedia?
Immagino che pensereste subito a uno spam fatto anche relativamente bene dal punto di vista sintattico, anche se con ancora qualche piccolo problema semantico per essere associato a un messaggio pertinente, o almeno recente. La cosa più interessante è però che non ci sono link specifici: anche l'URL indicata dal mittente è un http://travel.yahoo.com/ che di per sé immagino esista, e non credo che il signor Yahoo! abbia bisogno di spammarmi così. L'unica idea che mi viene in mente è che il messaggio sia un'esca: dopo un giorno o due qualcuno fa una googlata con quel testo e vede chi l'ha approvato ed è spammabile. Altre idee?
Ah, se qualcuno si chiedesse il perché del titolo di questo post: l'IP da cui proviene il commento è assegnato a JSC "Silknet" Ana Nakashidze 95 Tsinamdzgvrishvili Str. 0112 Tbilisi GEORGIA.
| Qual è lo scopo di un'enciclopedia? | [wikipedia] |
Ieri ho ricevuto una email che iniziava così (ho eliminato i nomi perché non sono quelli che mi interessano:
Wikipedia e' un'enciclopedia libera e collaborativa o un posto dove vandalismi e prepotenze autoritarie restano impunite ?Caro amministratore di Wikipedia,
scrivo a te ed agli altri amministratori dell'enciclopedia per segnalare alcuni brutti casi di vandalismo perpetrati dall'utente XXXX ed un' ancor piu' grave serie di prepotenze e di decisioni arbitrarie e unilaterali attuate dal tuo collega amministratore YYYY ai danni dell'utente ZZZZ che da anni contribuisce a Wikipedia oltre che contro me stesso (WWWW).
Io ho una politica molto precisa in questi casi: se uno scrive a N persone, significa che non è interessato alla mia risposta e quindi non rispondo. Nel caso di Wikipedia uno potrebbe dire "sì, ma se l'utente è stato bloccato non può che usare le email private per comunicare"; certo, ma allora sceglie una singola persona, o un piccolo gruppetto esplicitato nel soggetto della email.
Il motivo del contendere, ad ogni buon conto, è il trattamento riservato alla voce sul Centro Ricerche per le Energie Non Convenzionali - Istituto Eni Donegani. Ora, anche se non rispondo a un'email ciò non significa che io non dia almeno un'occhiata a cosa è successo: qui c'è la voce come mi è apparsa, voce che mi sembrava assolutamente normale nonostante gli indiscriminati tagli che sarebbero stati fatti alla voce stessa. A questo punto ho provato a vedere la cronologia, per capire cosa fosse successo: un mesetto fa la voce era così, e qualche settimana fa addirittura così.
Beh, non posso dare torto a chi ha asciugato pesantemente la voce. Tanto per darvi un'idea, ora la sua dimensione è leggermente inferiore ai 14 KB; la versione del 3 febbraio era di 66 KB e quella del 24 gennaio di quasi 93 KB. Per fare un confronto, la voce dedicata alla FIAT consta di circa 53 KB. Certo, ci sono voci molto più ampie: Italia, per esempio, tocca i 173 KB. Però ha senso inserire l'elenco di tutti i premi vinti dal CRENC, inserire la lista di tutte le collaborazioni del CRENC, inserire un capitolo per ciascun tipo di ricerca fatta dal CRENC? A mio parere, no.
C'è una storiella, raccontata da Lewis Carroll in Sylvie and Bruno concluded, in cui una nazione voleva avere una mappa sempre più dettagliata del proprio territorio, finché ne venne proposta una in scala 1:1. Cito: "I contadini si opposero: dicevano che avrebbe coperto l’intero paese e chiuso fuori il sole! Così adesso usiamo il paese stesso come mappa, e vi assicuro che funziona altrettanto bene!" (Sì, ne ha anche parlato Borges, ma io sono più fighetto e più matematico, quindi vi prendete questa citazione qui)
Ecco: la voce sul CRENC stava diventando l'equivalente della mappa 1:1, e questo per un'enciclopedia, una qualunque enciclopedia, è un male. L'enciclopedia è un compendio, cioè un riassunto: deve essere un punto di partenza, non di arrivo. Riassumere è un'arte complicata e che richiede molto tempo, lo diceva già Pascal: ma il valore aggiunto di un'enciclopedia è proprio quello di permettere al consultatore di farsi un'idea abbastanza in fretta. Il bello di un'enciclopedia in Rete è che si ha comunque la possibilità di approfondire le cose con un semplice clic; è quello il vantaggio competitivo, non il "ma tanto i bit costano poco, quindi possiamo mettere tutto quello che vogliamo". I bit costano poco, ma il tempo di chi la consulta continua a essere lo stesso!
[Giusto per la cronaca: non entro nel merito delle "prepotenze e decisioni arbitrarie e unilaterali" indicate nel messaggio. Non ho dati a disposizione, e mettermi a spulciare tutte le pagine di discussione è troppo per me. D'altra parte la soluzione non dovrebbe essere scrivere a tutti i sysop di Wikipedia, di questo sono certo]
| dati.camera | [link] |
Gli amichetti di Wikimedia Italia mi segnalano il sito dati.camera. Citando dalla home page del sito, «una piattaforma di pubblicazione e condivisione di Linked Open Data sull'attività e gli organi della Camera, da scaricare o interrogare liberamente».
Ma la cosa migliore è che i dati sono rilasciati secondo una licenza CC-BY-SA: per i non addetti ai lavori, è possibile riutilizzarli ovunque, anche in ambito commerciale, purché se ne indichi la fonte e si lasci gli stessi diritti nella propria opera. Insomma, le stesse regole (purtroppo spesso disattese soprattutto dai media) che usa Wikipedia. Per l'Italia è una rivoluzione copernicana: una bellissima iniziativa che merita una più ampia pubblicità oltre che il doveroso plauso.
La figura disegnata qui sotto può essere suddivisa in tre parti uguali seguendo la quadrettatura, come si può vedere. Esiste però una seconda possibile suddivisione, sempre seguendo la quadrettatura. Le tre parti possono essere ruotate o anche rovesciate: quello che conta è che siano identiche.
(un aiutino lo trovate sulla pagina http://xmau.com/mate/problemi/p013.html; la risposta verrà postata mercoledì, a partire da quel link)
| Scommessina | [politica] |
Dopo il proscioglimento di Berlusconi per prescrizione nel caso Mills, il suo avvocato:«Longo non nasconde la propria insoddisfazione per la prescrizione del proprio assistito: "Una sentenza così è da impugnare tutta la vita...". »
Non so come, ma non credo che ci sarà un ricorso in appello da parte della difesa, anche se il quotidiano di famiglia cerca di intorbidire le acque scrivendo che «i tempi per un nuovo processo sarebbero strettissimi anche se la Suprema corte dovesse accogliere il ricorso della procura. La pubblica accusa aveva, infatti, fatto coincidere la prescrizione col giorno 17 luglio 2012». Cosa faccia l'accusa è un conto: la difesa avrebbe pieno diritto di andare in secondo e terzo grado per chiedere una revisione del processo e togliere la "macchia infamante" della prescrizione, chiedendo un'assoluzione piena. Ma sono pronto a scommettere che non ci sarà alcun ricorso... o meglio sarà fatto immediatamente dopo l'eventuale ricorso dell'accusa (che io, se fossi nei panni del PM, non farei per manifesta inutilità)
Poi comunque qualcuno mi spiegherà perché adesso siano arretrati al 1995 con l'atto di corruzione. Mentre capivo la logica che dice "la corruzione si ha quando sono stati dati i soldi, non quando sono stati usati", quella di "bastava interrogarlo prima" non ha un grande senso, se soldi a Mills gliene sono stati dati anche dopo...
| _Enciclopedia universale dei numeri_ (libro) | [recensioni] |
Questo libro (Georges Ifrah, Enciclopedia universale dei numeri [Historie Universelles des Chiffres], Mondadori - Doc 2008 [1981, 1994], pag. XXV+1602, € 38, ISBN 978-88-04-58333-2, trad. Paolo Frassi, Daniela Nicolò, Adriana Pancaro Sivestri, Luciano Revelli) è un'opera monumentale, ancora di più pensando che è stata composta da una sola persona. La parte più corposa del testo racconta tutti i sistemi di numerazione sviluppati dall'umanità. Sono davvero tanti, anche perché soprattutto nell'antichità questi sistemi si evolvevano e pertanto non si può parlare di un singolo sistema ma di una famiglia di sistemi. Inoltre anche il passaggio al sistema di numerazione attuale non è così semplice: si fa in fretta a dire "è stato inventato dagli indiani", ma ci sono letteralmente decine di sistemi indiani, ciascuno con i suoi bei simboli diligentemente riportati nelle numerosissime tavole. Il testo si conclude con due appendici, una sulla storia del calcolo automatico, e un saggio sul concetto di informazione. Il giudizio sul libro? beh, secondo me una cura dimagrante gli avrebbe fatto bene: non tanto per eliminare cose che potrebbero sembrare completamente fuori tema, tipo la spiegazione di come in sanscrito i numeri venivano indicati con perifrasi per evitare ripetizioni ed essere più poetici (sono cose interessanti), quanto per evitare la ripetizione multipla degli stessi concetti non solo tra i diversi capitoli ma anche a distanza di poche pagine. La lettura (sì, me lo sono letto da cima a fondo) risulta insomma pesante: probabilmente è più semplice usare il testo come una vera enciclopedia e cercare l'informazione che serve. Traduzione senza infamia e senza lode; parecchi refusi però nel testo.
| trascinamento | [povera_matematica] |
Oggi il Corriere della Sera è stata una fonte molto interessante per chi va a caccia di errori. A pagina 5, in un articolo sul costo dei carburanti che potrebbe vanificare la minima riduzione dell'inflazione che si è avuta questo mese, era presente la frase che ho ritagliato e mostrato qui sopra.
Che c'è di strano, magari vi state chiedendo? Semplice. L'effetto trascinamento esiste, in effetti: ed è vero che anche se i prezzi al consumo rimanessero costanti per tutto il resto dell'anno avremmo un tasso medio annuo dell'1,6%. Ma non è affatto vero che "di meno non si potrà fare"! Chi è che dice che i prezzi al consumo possono solo salire? Abbiamo avuto un caso di "inflazione negativa" (l'avevo chiamata deflazione, ma il termine ancorché corretto etimologicamente non ha proprio quel significato pratico) non più tardi di tre anni e mezzo fa, non nel Giurassico.
Vi dico subito che spero non accada di nuovo una cosa del genere, perché significherebbe trovarsi in una crisi ancora peggiore dell'attuale, ma almeno in teoria la cosa funziona così. Insomma, la matematica non è un'opinione nemmeno sulle pagine di un giornale!
| insegua quel twit! | [italica_stampa] |
Quello qui sopra è il ritaglio di un articolo del Corsera odierno (pagina 6 taglio basso, per la cronaca), in un articolo dove si parlava degli strani messaggi spediti ieri su Twitter dall'account della CGIL. Per quanto mi riguarda i messaggi non erano nemmeno così strani, ma non importa: quello che mi ha lasciato basito è la nota della redazione che ha "spiegato" come i follower dell'account Twitter siano gli inseguitori. Mi chiedo perché un qualsivoglia componente di una redazione decida che una parola inglese non sia comprensibile ai lettori del quotidiano, decida di inserire una traduzione esplicativa, e sbagli completamente questa traduzione: tra l'altro "inseguitore" non è nemmeno una traduzione di "follower", se non nell'ambito della meccanica.
Capisco che "seguace" possa sembrare un po' esagerato, "ammiratore, discepolo" non siano necessariamente veri, "aderente" sia troppo formale: ma allora che si usi una perifrasi, "coloro che seguono gli aggiornamenti"... oppure si scriva "lettori abituali" o qualcosa del genere!
(per i grammar nazi: usare il plurale per follower è invece corretto, visto che la parola è stata scritta in corsivo e quindi segue le regole della lingua di partenza non essendo un prestito ma una citazione)
Tra qualche settimana devo andare a Torino con il cappellino Wikimedia Italia. Ho pensato "prenotiamo ora il biglietto, magari spendo meno". In effetti il nuovo sito Trenitalia mi mostrava un bellissimo Frecciarossa con tariffa mini a 9 euro, meno che il regionale. Bene, dico, faccio la transazione via carta di credito: peccato che mi si pianti il sito per le "transazioni business". Riapro il sito, e come nelle migliori tradizioni il biglietto a nove euro non c'è più. Amen, lo compro a 19 euro, e casualmente la transazione questa volta funziona.
Però ci sono due cose che non ho capito: perché il sito è tutto in inglese, e perché l'inglese del sito è stato scritto da uno che evidentemente l'inglese non lo sa. Lo so, dovrei ritenermi fortunato di averlo avuto, il biglietto.
(ah, vabbè: se proprio la devo dire tutta non mi è stato possibile acquistare un biglietto volgare per il ritorno, visto che i regionali ancorché veloci non sono considerati: ma quello è praticamente ovvio)
Io parlo spesso di matematica. Lo sapete fin troppo bene. Però, come potete immaginare, non sono certo l'unico a farlo, e non sono nemmeno l'unico italiano: basta vedere quanta gente partecipa ai vari Carnevali della matematica, della fisica, della chimica, dei libri di scienza...
Bene: Emiliano Peña, dopo avere conseguito un master in Comunicazione della Scienza all'università di Padova, ha pensato di prendere il materiale usato per il master e creare un sito dove raccogliere l'elenco di tutti coloro che si occupano di comunicazione online della scienza in lingua italiana. Il sito si chiama per l'appunto Osservatorio sulla Comunicazione della Scienza Online (OCSO) e direi che è già molto ampio, almeno dalla scorsa che sono riuscito a dargli. Potete trovare due schede su di me: questo sito, xmau.com, e il blog di matematica sul Post. Ma naturalmente voi li conoscete già, il massimo che potete ottenere in più è vedere la mia brutta faccia in una foto di una decina di giorni fa: perché non fate un giro e scoprite qualcuno di nuovo?
| Morso papà | [giovyni] |
In questi giorni Cecilia ha un'irritazione dovuta al pannolino. L'altra sera, mentre la cambiavo, mi diceva che le faceva male; mentre prendevo la crema, mi dice "qui morso papà". Naturalmente questo di per sé non è un problema: anche se fossero passati quelli del Telefono Azzurro avrebbero notato che di morsi non c'era traccia e che il motivo di quegli arrossamenti è tutt'altro. Però mi chiedo cosa succederebbe se avesse un livido perché correndo ha sbattuto da qualche parte e a domanda rispondesse in quel modo. Come farei a dimostrare che non sono stato io, che notoriamente i bambini li mangio e quindi potrei benissimo picchiarli?
| semicompleanno | [giovyni] |
Oggi i gemelli compiono cinque anni in due. (Con Jacopo malato, oggi lo devo portare dalla pediatra). Fate loro gli auguri!
(Eccezionalmente ecco anche una loro foto...)
| Offerte ancora crescenti | [curiosita'] |
Non so se ricordate il post dello scorso luglio. Per i curiosi, il latte della Centrale del Latte di Milano è sempre in offerta, ma oggi (beh, sabato scorso) l'offerta era a 1,52 euro.
| Problema della domenica: Insonnia | [giochi] |
Quest'estate, mentre ero in vacanza in un paesino sulle montagne svizzere, mi sono svegliato di colpo, e ho sentito un rintocco del campanile della vicina chiesa. Quell'orologio è sincronizzato via radio con Francoforte e perciò esattissimo; batte le ore, con un rintocco ogni due secondi, e le mezz'ore. Era buio e non sapevo che ore fossero, ma non avevo voglia di accendere la luce, o di dormire se per questo: ho aspettato con calma. Dopo un po' - molto, molto più di due secondi! - ho sentito un singolo rintocco. Dopo ancora un altro po' di tempo ho sentito un singolo rintocco, il terzo. Dopo un ulteriore altra lunghissima pausa - no, non mi sono mai addormentato nel frattempo - ho udito un singolo rintocco, il quarto: al che mi sono detto che l'orologio del campanile si era rotto. A che ora mi sono svegliato?
(un aiutino lo trovate sulla pagina http://xmau.com/mate/problemi/p012.html; la risposta verrà postata mercoledì, a partire da quel link)
| _L'oro dell'inferno_ (libro) | [recensioni] |
Come esiste la tradizione del romanzo storico, questo libro (Eric Frattini, L'oro dell'inferno [El oro de Mefisto], Nord 2011 [2010], pag. 444, € 18.60, ISBN 978-88-429-1837-0, trad. Claudia Marinelli) potrebbe definirsi una "spy story storica". Le vicende trattate sono infatti quelle dell'operazione Odessa, che portò al sicuro all'estero molti gerarchi nazisti, intrecciate con la posizione del Vaticano che avrebbe favorito tale fuga. Oltre ai tristemente noti nomi di nazisti come Bormann, Goebbels, Eichmann troviamo così quelli di Allen Dulles, futuro direttore della CIA che in guerra fu il capo della sezione europea dell'OSS, e dei pro-segretari di Stato vaticani Domenico Tardini e Giovanni Battista Montini. Naturalmente nell'impianto storico si innestano i temi fittizi, come la fuga di Hitler ed Eva Braun verso la Danimarca prima e il Brasile poi, e soprattutto il ruolo del magnate francese Edmund Lienart, amico del Führer che fu scelto come capo di Odessa proprio perché non tedesco, e perché il proprio figlio August, allora seminarista, poteva giocare un ruolo molto importante.
Frattini (che è spagnolo, non sbagliate!) si è sicuramente divertito a raccontare dell'Entità, il servizio segreto vaticano: a dire il vero ci ha persino scritto un libro non-fantasy al riguardo. Quella, insieme con la ricostruzione dei movimenti delle varie spie, è sicuramente la parte più riuscita del libro. Ci sono però delle cose che non mi sono proprio piaciute: passino le scene di tortura piuttosto pesanti - ve le segnalo se siete deboli di stomaco come me - però dal mio punto di vista tutte le schermaglie a base di citazioni di massime da parte di un protagonista, seguite dalle relative controcitazioni del suo interlocutore sono davvero pesanti, e mi hanno tolto il piacere della lettura. Per dire, un personaggio dice "la gioventù non accompagnata dall'umiltà può portare a un insensato orgoglio" e l'altro risponde "certo, ma l'umiltà ostentata è una forma di orgoglio ancora più pericolosa". Non so se rendo l'idea: se spy story deve essere, che sia asciutta! Positiva la traduzione di Claudia Marinelli, scorrevole quanto possibile: un minimo appunto all'editor che ha lasciato sul titoletto di un sottocapitolo Lüneburg che nel testo è diventato Luneburgo.
| library.fu | [pipponi] |
Non so quanti dei miei lettori sapessero dell'esistenza del sito library.nu: un posto dove si trovavano copie illegali di centinaia di migliaia di libri, e la cui esistenza era indubbiamente un segreto di Pulcinella. Da martedì il sito non esiste più: i tentativi degli ultimi mesi di chi lo gestiva di confondere le acque sono falliti, e oggi la meta-pagina ha un eloquente - e fors'anche con un doppio senso - "rip lnu".
La cosa più interessante è che oggi la notizia è apparsa sul Corsera cartaceo - qui e qui la scansione per chi sta leggendo questa notiziola direttamente dal mio sito; oppure se preferite potete leggere dal blog letterario del Corriere. Chi invece vuole qualche notizia più seria (penserete mica davvero che il sito fosse attivo solo "da ottobre"?) può leggere l'Huffington Post. Il sito della Publisher Association al momento mi dà ironicamente un Database Error: Unable to connect to the database:Could not connect to MySQL...
Io conoscevo bene il sito: dove credete che abbia scoperto libri come Nonplussed! e The Art and Craft of Problem Solving? A dire il vero non sapevo ci fossero anche libri italiani, anche perché quello che non si evince bene dall'articolo è che la stragrande maggioranza dei testi ivi presenti, non solo metà, erano tecnici e accademici. A differenza di musica e film, infatti, il mercato degli ebook pirata mi sa sia molto ristretto, non solo in Italia dove si sa che non legge nessuno ma anche all'estero. E a dire il vero mi chiedo come quelli di library.nu fossero riusciti a guadagnare otto milioni di euro: passi gli annunci, ma non ci credo che qualcuno pagava l'accesso high-speed... Un pdf di un libro, quando arriva direttamente dall'editore come capitava spesso, occupa da 3 a 5 megabyte. E a differenza di un disco e di un film ci vuole il suo tempo per leggere un libro, tempo che è la vera variabile limitante... anche se nel caso delle edizioni accademiche in effetti anche il loro costo è un limite.
(p.s.: i "file modificabili, di seconda generazione" non sono altro che gli .epub e i .mobi. Ma scritto così sembra chissà cosa, vero?)
Aggiornamento (14:30) Ne parla anche Bibò, pardon Repubblica. Il comunicato stampa ha fatto scuola.
| ricongiunzione | [pipponi] |
Bisogna dire che questi ministri tecnici, salvo le solite eccezioni (ciao Michel! comunque no, io non sono uno sfigato almeno da quel punto di vista...), sono molto bravi a parlare e intortare la gente. Prendiamo la lettera che il ministro del Welfare Elsa Fornero ha scritto al Corsera in risposta alle domande fattele da Milena Gabanelli sui doppi contributi pensionistici; la lettera la trovate qua.
Fornero non spiega perché ci dovrebbe essere un «beneficio che si ottiene dal conseguimento di una pensione in un’unica gestione». Beh, un beneficio c'è, nel senso che devi avere un numero minimo di anni di contribuzione per avere la pensione: ma non ci sono dei bonus dopo aver superato tot anni di contribuzione, tipo dire "dopo trent'anni al fondo X, ti diamo un 5% in più". Quindi la cosa non ha un grande senso.
Fornero ha ragione quando afferma che la differenza con chi ha avuto la ricongiunzione gratuita solo qualche mese fa «è però una caratteristica che si presenta ogni qual volta viene abolito un "privilegio"»: sono cose che capitano, e non si può fare molto. Beh, sì, si sarebbe per esempio potuto fare la riforma Dini mettendo il sistema pro-quota per tutti: adesso non ci sarebbe stato tutto quel problema. In compenso mi chiedo come sia riuscita a scrivere una frase come «per non produrre ingiuste differenze, la totalizzazione dei contributi, che è l’alternativa alla ricongiunzione, è gratuita, ma dà origine a pensioni calcolate interamente con il metodo contributivo» senza scoppiare a ridere. Secondo me si è dovuta fermare almeno dieci minuti per prendere fiato. Il metodo retributivo era assolutamente insostenibile, sono il primo a dirlo: però era il metodo in vigore fino al 1995 e non puoi certo convertirlo così magicamente, per almeno due motivi: la percentuale contributiva era molto più bassa di quella attuale (che per un lavoratore dipendente arriva al 33% dello stipendio tra quota lavoratore e quota azienda) e perché non credo proprio ci sia una forma di rivalutazione equivalente a quella del metodo contributivo.
Ancora: Fornero ha ragione quando afferma che «Le diverse gestioni previdenziali si sono inoltre storicamente contraddistinte per una grande eterogeneità nelle aliquote previdenziali, nei criteri di accesso alle prestazioni e nelle regole di calcolo delle pensioni». Avendo io fatto parte del Fondo Lavoratori Telefonici, posso assicurare che per esempio i primi anni avevo una percentuale di calcolo della pensione del 2.25% per anno invece che del 2% standard, e se non ricordo male la gente poteva arrivare al 90% dell'ultimo stipendio invece che all'80% dell'Inps. Quelli erano privilegi, erano legati a una banale considerazione storica (il fondo telefonici, come quello elettrici, era nato negli anni '60; quindi nei primi decenni ad andare in pensione erano pochini, e pertanto il fondo sembrava prosperare quando invece era destinato a diventare una voragine), e capisco perfettamente che la ricongiunzione gratuita avrebbe perpetuato questo privilegio. Ma la soluzione sarebbe stata semplice: la ricongiunzione gratuita si potrebbe avere alle condizioni peggiori tra i due sistemi; quindi per esempio perdere lo 0.25% di valore ricavato in quei lontani anni, o cose simili. Insomma, il "privilegio" che si toglie è appunto la differenza rispetto al trattamento standard, cosa ben diversa da quello che si fa ora con la legge 122/2010.
Io sono disilluso. Non mi aspettavo nulla del genere da Sacconi, che magari non sapeva nemmeno di che cosa si stava parlando. Non mi aspettavo nulla del genere nemmeno da Fornero, che sa perfettamente di cosa si sta parlando. Però essere anche preso per i fondelli così mi pare francamente un po' troppo.
| Il conto arancio spamma | [spam_phishing] |
Mi sono appena arrivati due commenti spammosi sul blog. Testo praticamente identico, visto che uno scrive «Grazie, questo post mi da la capacità di segnalare la cosa ad una mia confidente che ci teneva considerevolmente.» e l'altro «Grazie a, questo post mi da la possibilità di comunicare la cosa ad una mia amica che ci teneva considerevolmente.» (ah, "dà" si scrive con l'accento!). Generalità del sedicente mittente praticamente identiche: marco.antonelli@gmail.com e malosso.antonelli@libero.it (ma vivaddio, almeno scrivi lo stesso nome, e non rispettivamente Matteo Di Maggio e Mollo Raffaele! cosa ti costava?). Indirizzo IP di spedizione praticamente identico: 50.115.163.160 e 50.115.163.161 (dati del Whois: OrgName: DNSSLAVE.COM / OrgId: VIRPU-1 / Address: 324 E 11th Street Ste 1000, Kansas City).
I due link nelle generalità del messaggio (non nel testo, sarebbe troppo facile sgamarli) sono depositofelice.blog.kataweb.it e ziopaperone.blogs.it : entrambi con una pubblicità al Conto Arancio; o meglio il primo lo fa direttamente mentre il secondo ha un link a tags/conto-deposito e un utente www.blogs.it/user/diopaperone/ . I soliti misteri dello spam.
| _Il mondo di Escher_ (libro) | [recensioni] |
Maurits Cornelis Escher ha avuto tre fortune nella sua vita. La prima è stata il potersi divertire con le sue opere; la seconda di essere stato notato (immagino via Donald Coxeter) da Martin Gardner che l'ha reso famoso in tutto il mondo quando ancora era vivo; la terza essere stato unito a Kurt Gödel e Johann Sebastian Bach in un'Eterna Ghirlanda Brillante (buffo tra l'altro notare come i tre grandi personaggi siano un tedesco, un austriaco e un olandese: una strana troika, se ci pensate su).
Purtroppo questo libro non è più disponibile né nell'edizione Garzanti che io posseggo - almeno fino a che i miei duemezzenni me lo permetteranno: la sovraccopertina è purtroppo già stata strappata - né nella versione inglese. Posso al più consigliarvi di cercarlo su AbeBooks, la metalibreria di testi usati. E vi consiglio di prenderlo: magari non siete troppo interessati alla sua biografia - lo sapevate che da giovane aveva fatto un tour italiano e ci sono molti suoi disegni di amene località nostrane? - e agli altri saggi tra cui uno di Escher stesso e uno di Coxeter; ma le sue litografie sono davvero belle, anche se non siete interessati alla matematica che ci sta dietro. D'altra parte, almeno per le sue prime opere di carattere matematico, il Nostro ha lavorato in maniera puramente amatoriale: solo in seguito ha iniziato, grazie agli amici matematici che si era fatto, a usare un approccio per così dire più tecnico. Fortunatamente, però, la tecnicità non ha colpito l'arte: le sue opere sono belle a vedersi, come scrivevo sopra.
Se volete sapere di più su Escher, potete andare sul sito ufficiale, oppure leggere questa presentazione a cura del progetto Polymath.
Un carnevale carnascialesco, quello ospitato oggi dai Rudi Matematici. Non sono riuscito a rovinarglielo neppure con due miei post mandati all'ultimo minuto :-)
Quattordici contributori, quindici coi padroni di casa, e un numero inconcepibilmente alto di post. La quaresima inizierà più tardi, se rimanete a leggere tutto!
| Elmar o Enrico? | [matematica_light] |
Tra ieri e oggi nei media britannici sono state pubblicate due notizie che riguardano la matematica.
La BBC racconta che è stata prevista matematicamente l'equazione della coda di cavallo, parametrizzata rispetto al tipo di capelli (lisci o mossi, ispidi o morbidi) e dalla forza di gravità. Per quanto mi riguarda materiale da IgNobel, ma tant'è.
Ieri Ian Stewart sul Guardian ha raccontato della formula di Black-Scholes, quella alla base dei derivati di Borsa e indirettamente delle crisi economiche di questi ultimi anni (no, non è colpa della formula, ma di chi la usa). Spero di aver tempo per leggermi con calma l'articolo e magari tirarci fuori qualcosa per chi si spaventa tra inglese e fisica matematica, ma non garantisco nulla.
Il mio dubbio al momento è semplice: Rep&Cor riporteranno - rigorosamente senza collegamenti esterni, noi mica siamo come gli sporchi albionici - una o l'altra di queste notizie? E a chi faranno scrivere l'articolo? Burchia & Franceschini saranno già sul pezzo?
Giovedì scorso sono andato al supermercato a fare la spesa. Avevo dimenticato il bancomat, e avevo con me esattamente cinquanta euro in contanti: così ho sommato attentamente i prezzi degli oggetti che mettevo sul carrello per non superare il mio budget.
Arrivato alla cassa tutto felice perché il totale della spesa era 49 euro e 90, mi sono accorto che non potevo pagarla. Come mai?
(un aiutino lo trovate sulla pagina http://xmau.com/mate/problemi/p011.html; la risposta verrà postata mercoledì, a partire da quel link)
| _È la matematica, bellezza!_ (libro) | [recensioni] |
Il titolo inglese di questo libro (Tom Siegfried, È la matematica, bellezza! [A Beautiful Math], Bollati Boringhieri - Saggi Scienze 2010 [2006], pag. 276, € 24, ISBN 978-88-339-2064-1, trad. Simonetta Frediani) è molto più comprensibile: A Beautiful Math è ovviamente un gioco di parole sul titolo del film dedicato a Nash, A Beautiful Mind, e in effetti esso parla del Nobel e della teoria dei giochi. Per chi non sopporta la matematica, una buona notizia: qui non ne troverà. Persino i concetti di base della teoria dei giochi, come la tabella di guadagno per i giochi come il dilemma del prigioniero, sono relegati in soffitta... pardon, in appendice. La cattiva notizia è esattamente la stessa. Il libro è molto americano: si intervistano persone, si afferma che con la teoria dei giochi ancora un po' e si potrà fare di tutto se non di più - il filo conduttore del libro associa la teoria dei giochi alla asimoviana psicostoria, ma alla fine non è che si riesca ad avere un'idea chiara di quello di cui si sta parlando. Non si parla nemmeno più di tanto di John Nash, se per questo... Insomma, niente di che: secondo me si può vivere tranquillamente anche senza il libro. Anche la traduzione del resto ha qualche punto che chiaramente non è stato rivisto da nessuno: per esempio, tradurre "heredity" come "eredità" quando si parla di ereditarietà è imperdonabile, ma mai quanto tradurre "decline and fall of the Roman empire" come "ascesa e caduta dell'impero Romano". Anche se non si è mai letta la trilogia (esalogia? decalogia?) di Asimov, qui bastava aprire il dizionario...
| Splinder è morto, ma... | [italica_stampa] |
Se mi state leggendo, con ogni probabilità sapete cosa è stato Splinder: una piattaforma italiana di blog che ha avuto in passato momenti di grande gloria ma che è man mano diventata meno importante fino ad essere stata ufficialmente dismessa dai suoi proprietari a fine gennaio. Requiescat in pace.
Quello che però forse non sapete è che il fantasma di Splinder continua ad aleggiare. Prendete un articolo qualunque del Corriere della Sera, chessò questa notiziona sulle auto di lusso restituite ai concessionari per paura dei controlli della Finanza, e aprite il sorgente HTML. Su Firefox e Chrome basta schiacciare Ctrl-U. Troverete una riga come questa:
[...] dc:subject="" dc:creator="" dc:date="" trackback:ping="http://www.splinder.com/trackback?source=http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/12_febbraio_9/controlli-auto-lusso-boom-restituzioni-1903204974407.shtml"/>
Questa riga servirebbe per attivare il trackback, cioè un sistema automatico che aggiunge a una pagina web - generalmente quella di un blog - un collegamento a un altro blog che ha citato quella pagina. Non ci sarebbe nulla di strano se il Corriere facesse una cosa del genere per vedere quanti blog citano i propri articoli: poi sta a loro scegliere se pubblicizzare o no tali blog. Però per fare una cosa del genere occorre usare un programma locale, non certo uno che gira su un'altra piattaforma e che naturalmente non è mai funzionato come dovuto, almeno negli ultimi anni: ogni volta che citavo un articolo del Corsera mi arrivava un messaggio di errore che io bellamente ignoravo.
Ora la cosa è ancora più comica, visto che Splinder non esiste più e qualunque accordo fosse un tempo stato in essere è automaticamente rescisso. Però credo che sia chiaro che nessuno al Corriere (non dico i giornalisti, loro hanno tutto il diritto di non saperlo, ma chi gestisce la piattaforma web) sappia assolutamente cosa stia girando sui loro server, il che non mi pare bello: io non ho problemi ad ammettere che mica so esattamente tutto quello che c'è dietro questo blog, ma io sono appunto un dilettante allo sbaraglio...
| #copiaeincrozza | [pipponi] |
Io sono una persona fortunata: non guardo la tivù. Così mi sono perso la "copertina di Ballarò" di Maurizio Crozza. Poi Twitter non mi piace nemmeno troppo, quindi non lo uso quasi mai e mi sono perso il trend topic #copiaeincrozza con tutti che sbertucciavano il comico genovese perché tre delle sue battute (dicono anche tra la meno divertenti) erano copiate da quel social network. Crozza (o chi gli scrive i testi) si è impuntato e ha inviato una lettera al Corriere dove ironizza sul fatto che già a scuola copiava da Twitter, e anche quel comunicato era stato copiato da lì; ma le copertine di Ballarò no, quelle le copia da Facebook.
La cosa per quanto mi riguarda sarebbe finita lì, ma l'apologia di Crozza che Anna Masera ha scritto sulla Stampa mi ha fatto decidere di perdere qualche minuto della mia pausa pranzo per rispondere. Masera dal punto di vista strettamente giornalistico è impeccabile: a parte la battuta sulla citazione della fonte del comunicato generalmente lei le fonti le cita eccome. Sul merito della sua difesa ho però forti dubbi. Anche solo per i testi - le immagini fanno storia a parte, salvo per l'essere anch'esse usate in spregio a ogni riconoscimento di proprietà intellettuale - non c'è nulla che arriva "dalla Rete". Tutto arriva da un'entità ben precisa. Scrivo "entità" perché tanto per dire ".mau." corrisponde sì a una persona - Maurizio Codogno, se non ve ne foste mai accorti - ma ha una sua certa qual vita propria. Inoltre il copincolla della rete in genere lascia traccia della fonte originale, mica per altro ma perché è più facile fare un "inoltra" o un retweet piuttosto che effettivamente copiare e incollare: quindi l'anonimato è sempre molto relativo, o meglio è una scusa per chi non vuole fare il proprio lavoro. Certo, nessuno richiede che in un monologo siano citate tutte le fonti; ma ci sono i titoli di coda apposta per farlo.
Trovo poi ironico che Masera scriva «bisognerebbe andare orgogliosi di cotanto "omaggio"» e nel paragrafo successivo «è davvero triste constatare che il Twitter nostrano si abbassi a chiedere la citazione per un attimo di gloria in tv»: un "omaggio anonimo" per quanto mi riguarda non è affatto un omaggio, sono cose che lascio volentieri ai cardinali in pectore. Per dire le cose in altro modo, sono ragionevolmente certo che Crozza abbia qualcuno che collabori a scrivergli i testi, e anche se lui fa tutto da solo ci sono altri comici che hanno collaboratori regolarmente citati nei rulli finali. Proviamo anche a eliminare quei nomi? Il ragionamento fila esattamente allo stesso modo.
Un'ultima cosa: leggendo il testo, credo che Masera abbia volutamente mischiato due temi che lei sa bene essere distinti. Il copyright è una cosa ben precisa: è giusto che i collaboratori che ho citato prima siano pagati per il loro lavoro, titoli di coda o no. Qui non stiamo però parlando né di soldi né di copia, ma di proprietà intellettuale: per quanto mi riguarda una fonte ha comunque il diritto di essere citata. Sono certo che quando Crozza prende una battuta poi la migliora, se non nel testo nel modo di proporla, e nessuno gli vuol negare quel suo valore aggiunto: ma il valore è appunto aggiunto, proprio come nell'IVA. Aggià, ma siamo in tanti che appena possiamo l'IVA non la paghiamo...
(p.s.: come ben sanno i miei ventun lettori, se mai Crozza o chiunque altro prendesse una mia battuta vorrebbe dire che non è alla frutta, ma ha già pagato il conto e digerito il pranzo. Il mio è un discorso generale)
| Paperful office | [informatica] |
La scorsa settimana avevamo la rete locale un po' bloccata. A un certo punto io non riuscivo nemmeno ad aprire Microsoft Word™. Che c'entra con la rete, mi direte? Semplice. Dopo un minuto o giù di lì mi appariva questa finestra di errore di cui vi copio il testo:
La stampante non ha ancora risposto ma il programma di Microsoft Office potrebbe essere in grado di procedere senza informazioni dalla stampante. Continuare ad attendere una risposta dalla stampante? [SÌ/NO]
Qualcuno sarebbe in grado di spiegarmi perché mai io dovrei per forza voler stampare un file, e soprattutto perché un messaggio del genere mi deve arrivare all'apertura di Word e non quando clicco su "stampa"?
| Gioco: Cave Puzzles | [giochi] |
Per i nostalgici dei giochi della domenica vi segnalo Cave Puzzles, gioco pubblicato da Smart-Kit con ventisei livelli. Cito, traducendo, dalla pagina iniziale: «È un gioco del tipo "secondo le leggi fisiche", con 26 livelli, ciascuno con una sfida diversa. Troverete molti oggetti interattivi e mini-quiz.»
Buon divertimento, anche se non è domenica :-)
| elitismo ambasciatoriale | [pipponi] |
Purtroppo a quanto pare la pagina delle lettere del Corriere della Sera non viene indicizzata, o almeno non sono riuscito a trovare la risposta che ieri Sergio Romano ha dato a un lettore che chiedeva come mai oggi in Italia ci fossero contemporaneamente immigrazione e disoccupazione. Invece di limitarsi a dare la risposta più semplice (che non è "ci sono lavori che gli italiani non vogliono più fare" ma "ci sono lavori che vengono dati in nero, ed è più facile trovare un immigrato senza permesso di soggiorno che è costretto a prendere i du' euri che gli danno"), Romano ha iniziato a lamentarsi della riforma del '68, dicendo che «le Università e lo Stato italiano hanno alcune responsabilità» (Notare l'"alcune": purtroppo non conosco abbastanza retorica per dare il nome alla figura del discorso simile alla litote, ma che invece che affermare con forza un concetto negando il contrario lo fa con un testo affermativo ma riduttivo).
Più precisamente, «Quando nuovi ceti sociali cominciarono a chiedere maggiore istruzione, sarebbe stato utile introdurre l'esame di ingresso nelle università e rafforzare contemporaneamente le scuole di formazione professionale», mentre invece «le università hanno spalancato le loro porte a chiunque avesse terminato la scuola media superiore». Di nuovo: l'esame di ingresso potrebbe forse scoraggiare qualcuno - ne dubito - ma sarebbe più semplice fare una vera scrematura durante gli esami, e il risultato finale sarebbe lo stesso. Io penso sempre male, ma leggere certe cose scritte da uno che è stato ambasciatore mi fa immediatamente pensare a chi non si sarebbe dovuto preoccupare dell'esame di ingresso nelle università...
| spam quasi sensato | [spam_phishing] |
In questo weekend mi sono arrivati parecchi messaggi di spam sul blog, e alcuni hanno anche passato il controllo automatico antispam... quello che invece la scorsa settimana ha bloccato alcuni commentatori reali. No, non ho cambiato i filtri :-)
I testi sono molto interessanti, dal punto di vista di un cacciatore di spam, perché sono sensati tranne che per alcune parole scritte "scrambled", insomma anagrammate, e che mi sa servano per vedere se i messaggi vengano effettivamente approvati: ecco perché adesso che le cito gli metto in mezzo un asterisco o due. Un paio di esempi:
Io l’ho s*tup*ao solo oggi di questo blog, dalla newsletter di RM.*Mi serve qualche giorno per mettermi in pari.*Ma non c’e’ un link per i feed?
(RM è naturalmente Rudi Mathematici)
@leorotundo: spero s*mr*pe*e che i non-matematici si appalesino e mi dicano cosa non hanno capito, così imparo a semplificare!
(Leo Rotundo ha commentato sul mio blog, e sicuramente io faccio finta di essere un matematico)
Il meglio è sicuramente quello di tale Cristina, sulla mia recensione di Spaghetti Hacker: (l'avesse messo da qualche altra parte ci sarei cascato...)
Ciao Maurizio,il blog è molto bello e b*nven*euto. Mi dico c*e magari potresti nel futuro mettere in evidenza la dimensione “epica” che talvolta assume la ricerca matematica.*Per dire, altri argomenti interessanti potrebbero derivare dalla storia “non tecnica” di come alcuni risultati notevoli siano stati finalmente dimostrati. Per esempio un ritratto di Andrew Wiles e di come sia arrivato a dimostrare il teorema di Fermat. Perelman che dimostra la congettura di Poincaré e rifiuta la medaglia Fields, con Yao che dice che l’aveva dimostrata lui e rosica ancora. Un ritratto di Laurent Schwarz, inventore delle distribuzioni e attivista politico hors normes, è altra materia da post.(E a un certo punto potresti raccontare che Dieudonné(matematico francese) alla domanda ‘Perchè dobbiamo occuparci di matematica?’ rispondeva ‘Pour l’honneur de l’esprit humain’)Comunque, complimenti.
Tutti questi commenti, a parte avere nomi ed email fasulle, mettono come link profili facebook del tipo http://www.facebook.com/profile.php?id=nnnn. Alcuni numeri di questi profili, sempre scritti asteriscati per sicurezza, sono 10000*34053*91298, 10000*34053*97100, 10000*34054*00218 . Come vedete, sono probabilmente stati creati tutti assieme, visto che sono abbastanza vicini tra loro.
Qualcuno ne sa qualcosa in più? Visto questo, la cosa non è solo italiana, ma sicuramente è a un livello molto più alto di quanto successo in passato, con messaggi scritti da persone reali.
beh, è passato ormai un mese e dovreste aver capito quali sono i problemi che sto postando la domenica mattina. Che ne pensate? Vi piacciono? Devo impedire a stark di postare la risposta subito dopo che io pubblico il problema? Avete altre idee? Commentate, commentate...
Dimostrate che dato un qualunque numero intero k, il prodotto di k interi consecutivi è divisibile per k!, dove il punto esclamativo indica il fattoriale e cioè il prodotto dei numeri da 1 a k. Per esempio, il prodotto degli undici interi da 13 a 23 è divisibile per 11!.
(un aiutino lo trovate sulla pagina http://xmau.com/mate/problemi/p010.html; la risposta verrà postata mercoledì, a partire da quel link)
| _Il giorno del giudizio_ (libro) | [recensioni] |
Che potrebbe succedere se durante un conclave un aereo si getta sulla Cappella Sistina uccidendo quasi tutti i cardinali elettori, tranne uno cinese ferito gravemente, uno filippino molto poco religioso e comunque un fin di vita per un cancro terminale, e uno colombiano rapito dalle FARC subito prima di un conclave? Questo è il punto di partenza di questo libro scritto a quattro mani (Lucio Brunelli e Alver Metalli, Il giorno del giudizio, Fazi agosto 2011, pag. 283, € 18,50, ISBN 978-88-6411-266-4). Lucio Brunelli è un vaticanista, e difatti il libro è pieno di dettagli sui procedimenti burocratici della Santa Sede - con un erroraccio sulla possibilità di elezione di un papa, a dire il vero. Molti punti della storia, come i possibili mandanti o lo stesso svolgersi delle indagini, restano però lasciati lì a sé stessi, e soprattutto il libro avrebbe avuto bisogno di una rilettura per verificare almeno le date indicate nel corso della storia, che sono incoerenti... e non penso che questo sia colpa dei dodicimila chilometri di distanza tra gli autori. Ultima nota per chi ama leggere a spizzichi e bocconi: i capitoli del libro sono ben 56, ciascuno di poche pagine: non c'è mai problema a lasciarlo un po' da parte e riprenderlo il giorno dopo!
| giudici (ir)responsabili | [pipponi] |
L'emendamento passato ieri alla Camera (proponente il leghista Gianluca Pini, alla Lega sì che sanno fare le cose) sarebbe chiamato dalle mie parti un tipico atteggiamento mafioso. Giusto per spiegarsi: attualmente la legge Vassalli afferma che se un magistrato inquirente agisce per dolo o per colpa grave, allora chi poi è stato ingiustamente accusato ed è stato poi riconosciuto innocente può ricorrere contro lo Stato per un risarcimento. Possiamo discutere se sia lo Stato o il giudice stesso che debba pagare: però ritengo che il principio per cui se qualcuno fa un danno non in buona fede costui debba pagarne poi le conseguenze.
Peccato che l'emendamento Pini reciti (grassetto mio) «chi ha subito un danno ingiusto per effetto di un comportamento, di un atto o di un provvedimento» di un magistrato «in violazione manifesta del diritto o con dolo o colpa grave nell’esercizio delle sue funzioni o per diniego di giustizia», può rivalersi facendo causa sia allo Stato che al magistrato per ottenere un risarcimento. Che vuol dire "in violazione manifesta del diritto"? tutto e niente. Se non vuol dire niente, cioè è una ripetizione di "dolo o colpa grave", però, non aveva alcun senso aggiungerlo; quindi mi sa che voglia dire "tutto". Ordunque: chi glielo fa fare un magistrato a indagare non dico un poveretto come me ma chessò John Elkann, sapendo che quello lì può fargli poi un mazzo tanto? Deve forse sperare nella solidarietà di casta?
| La monotonia del posto fisso | [pipponi] |
Il PresConsMin ci ha tenuto a informare, con la sua voce monocorde, che «il posto fisso è una monotonia».
Vediamo: io ho il posto fisso da un quarto di secolo abbondante (e Telecom non mi ha neppure invitato al Seniores Day, una vergogna). Dal 1986 al 1991 ho fatto riconoscimento del parlato. Dal 1991 al 1994 software engineering (uno dei periodi peggiori della mia vita). Dal 1994 al 2001 mi sono messo a fare internet in tutte le salse. Dal 2001 al 2008 sono passato a supporto di backoffice per i sistemi SMSC, e adesso cerco di convincere i miei colleghi a scrivere una qualsivoglia documentazione dei prodotti del nostro gruppo e rendere il tutto quasi decente. Non mi sembra poi tutta quella monotonia...
| No, non è la BBC | [politica] |
Essendo questa la Rai, quello di cui si parla è la politica: sia nella versione "anti" di Adriano "750000 euro, ma in beneficenza" Celentano che in quella del consiglio di amministrazione in quota Cencelli e con le votazioni più prevedibili che gli aumenti di sigarette e benzina. Così avrete sentito tutti che il neopensionato Alberto Maccari, il cui interim alla direzione del TG1 scadeva ieri causa appunto pensionamento, è stato prorogato fino a fine anno. Voti a favore: i cinque consiglieri nominati dalla ex-maggioranza. Voti contro: i quattro consiglieri nominati dalla ex-opposizione. Per sicurezza, il consigliere Antonio Verro ha rinunciato al posto al Parlamento che si era appena procacciato: sapendo come vanno le cose non è detto che la rinuncia sia così definitiva, ma sicuramente rende ben chiaro come il CdA Rai sia assolutamente apolitico, apartitico e atarassico.
In tutto questo, anche a causa del mio non guardare la tv, mi sfugge una cosa: mentre di Minzolini si sapeva di tutto e di più, io non so assolutamente come sia il TG1 targato Maccari. Perché è vero che la politica rompe e bla e bla e bla: però io sarei dell'opinione che prima si verifichino in pratica le capacità di un direttore e poi ci si chieda della sua affiliazione politica...
Aggiornamento: (13:30) Leggo dal Post che Maccari è già in pensione dal 4 gennaio.