31.12.11

[recensioni]     _Pixar - 25 anni di animazione_ (libro)

[copertina]Per una rara coincidenza astrale mi è capitata per le mani questa pubblicazione (AA.VV., Pixar - 25 anni di animazione, 24 Ore Cultura 2001, pag. 183, € 39, ISBN 9788866480679), joint venture tra Il Sole - 24 Ore e il PAC (Padiglione di Arte Contemporanea di Milano) sull'omonima mostra là allestita in questo periodo. La mostra è itinerante ed è nata come "20 anni di animazione"; non era mai stata in Italia, ci sono voluti appunto cinque anni perché approdasse da noi, ma almeno abbiamo avuto il vantaggio di un suo aggiornamento.
Pixar è una compagnia di visionari, come saprete bene se vi è capitato di vedere qualche loro film. Quello che magari non immaginate è che anche se il computer recita una parte da padrone nella realizzazione dei disegni la base di partenza continua ad essere il duro lavoro dei disegnatori; e qui - una volta saltate le pagine di introduzione che mi sa siano il dazio da pagare in questi casi - si possono vedere appunto tanti disegni. Ho scoperto l'esistenza dei Color script che non sono gli storyboard ma sono molto più... beh, colorati oltre che completi. Ho scoperto che sono stati fatti dei modelli tridimensionali, probabilmente per poterli filmare sotto varie angolazioni e vedere l'effetto che facevano; mi sono chiesto se certi quadri (quelli di Lou Romano, per dirne uno) sono stati fatti dopo il film, visto lo stile peculiare; e mi sono accorto come il disegno degli Incredibili è diverso da quello di Ratatouille per l'ovvia ragione che devono far ricordare (ai grandi, non certo ai bambini...) qualcosa di ben preciso.
Commento finale: magari il libro non ve lo prendete, ma la mostra può essere interessante!

30.12.11

[wikipedia]     il cardinale e wikipedia

Ieri Gianni Barbacetto ha scritto un articolo sul Fatto Quotidiano, lamentando come il Vaticano e l'arcidiocesi di Milano fossero intervenuti sulla voce di Wikipedia del cardinale Angelo Scola per eliminare "fatti scomodi". È stato fatto un accurato controllo su cronologia (quando è stato scritto e cancellato che cosa sulla volce), fonti e fatti; i risultati si possono leggere qui. Consiglio caldamente la lettura, perché ci sono nomi e cognomi.

Per chi ha fretta, un riassunto. Barbacetto scrisse che Scola fu cacciato dal seminario milanese (è stato ordinato a Teramo) per un veto dell'allora rettore del seminario che lo riteneva troppo ciellino e troppo poco presbitero, e la notizia venne debitamente risportata su wikipedia. Negli anni varie persone (financo l'attuale direttore di Civiltà Cattolica, mica susine subsahariane!) cercarono di correggere la voce, partendo dalla banale constatazione che il presunto colpevole divenne rettore solo qualche mese DOPO l'ordinazione di Scola: le modifiche vennero sempre cancellate, e si arrivò anche ad ammonire chi e faceva. Ieri Barbacetto ha tirato di nuovo fuori la cosa, che ha avuto così più pubblicità ed è stata verificata una volta per tutte. Ci sono tante morali da questa storia: eccone alcune.

- non è vero che un'affermazione sia automaticamente vera perché è stata pubblicata su un giornale, o un libro.
- Wikipedia è di un conservatorismo estremo: se c'è un'informazione con un link, è difficilissimo toglierla anche se si hanno le prove della sua falsità, c'è sempre qualuno che pensa di saperne di più.
- i giornalisti dovrebbero ricordarsi che è loro dovere verificare le notizie, ed evitare di autocitarsi come Verità Assoluta.
- più si dà notorietà esterna alle voci di wikipedia, più è facile che vengano scrutinate ed eventualmente corrette: notizia in chiaroscuro, come potete facilmente intuire, legata al fatto che a contribuire sistematcamente all'enciclopedia sono in pochi e non possono essere ovunque
- Può benissimo darsi che Scola sia stato mandato via dal seminario per le sue simpatie cielline: ma non ci sono prove, e quindi il tutto non può avere rilevanza enciclopedica, essendo a oggi niente più di un pettegolezzo.

E voi che ne pensate?

29.12.11

[giovyni]     canta!

Tra i millanta regali di Natale ricevuti dai gemelli, ci sono stati due librini con CD raffiguranti una canzone dello Zecchino d'Oro. Popoff l'ho tenuto da parte perché mica me la ricordo, ma 44 gatti è nel mio repertorio, soprattutto dopo un congruo ripasso forzato. Così facevo lo show, mostrando le pagine e intanto cantando. Risultato? Ora Jacopo mi porta il libro e mi intima "canta!"

A parte le prodezze filiali (e ricordando che io sono capace a cantare :-P ) ho improvvisamente notato comt 44 gatti abbia la stessa struttura ritmicadi Lucy in the Sky with Diamonds! La strofa infatti è in 3/4, mentre il ritornello è in un tempo binario (4/4 per i Beatles, qua è una marcia in fila per sei quindi direi un 2/4). La struttura armonica è meno estrema, ma non si può pretendere tutto...

28.12.11

[admin]     auguri a tutti

Me ne vo per qualche giorno a Chiavari a far respirare ai giovyni un po' d'aria meno inquinata. Comportatevi bene mentre non ci sono :-)

27.12.11

[pipponi]     "non rubavo per me, ma per il partito"

Il calcio è uno di quegli sport che non mi sono mai interessati: credo potrei guardare con più gusto un match di curling. La versione dicembre 2011 dello scandalo calcioscommesse insomma non mi fa né caldo né freddo. Però mi tocca sentire qualcosa, e la mia mente parte subito a cercare le coincidenze. Così se trovo scritto che Doni «ha ammesso di aver "aderito" all'iniziativa illecita delle scommesse "solo per la passione che mi legava alla mia squadra e la speranza di poterla portare all'obiettivo di quella stagione"», subito il pensiero va a Tangentopoli e ai segretari amministrativi (e già è buffo pensare che ci sia un ente che come Humpty Dumpty paga le parole per far dire loro quello che vuole lui, e quindi far diventare un semplice segretario il padre-padrone richiedendo una specificazione per quello che fa il segretario) che appunto non prendevano tangenti per sé, ma solo per il partito. E il parallelo è perfetto, visto che il partito... pardon, la squadra dell'Atalanta si affretta a prendere le distanze dal suo ex-capitano. Ecco, quello che trovo tristemente costante è proprio questo scaricabarile all'italiana, che pervade ormai tutto.

26.12.11

[giochi]     gioco per Santo Stefano: Catalan

Catalan è un gioco di logica, l'ideale per riposarsi dalle fatiche natalizie. Ogni volta che si clicca su un cerchietto con esattamente tre vicini, questi vengono inghiottiti, con un piacevole effetto grafico. Scopo del gioco, dalla grafica davvero minimalista, è rimanere con un unico cerchietto.

(via Passion for Puzzles)

25.12.11

[pipponi]     quando il pubblico e il privato si incontrano.

Ricordate la storia del cancello dei giardinetti con catena spezzata, e la relativa risposta del comune che nel miglior burocratese Mi informava «che provvederemo a breve ad inoltrare apposita comunicazione ai soggetti di cui sopra»?
Dall'8 dicembre non mi era più capitato di passare di là, ma stamattina era una bellissima giornata, dovevo tirare un po' fuori di casa i giovini e quindi mi sono recato coi loro nonni lì. C'era una differenza rispetto a due settimane fa: la catena non c'era più. Inutile aggiungere che il cancello non era chiuso ma solo accostato. Mi spiace solo per la mancanza della catena, perché altrimenti mi sarei divertito a comprare un lucchetto, chiudere il tutto, e lasciare un simpatico cartello con le istruzioni per trovare la chiave.

[giochi]     gioco per Natale: Let It Slide

Non avendo trovato un Let It Snow, vi dovete accontentare di questo Let It Slide, un classico solitario "sposta i pezzi per mettere gli obiettivi al loro posto" con in più la possibilità di vedere quanto si è stati bravi rispetto alla miglior soluzione teorica.

(via Passion for Puzzles)

24.12.11

[recensioni]     _The Art and Craft of Problem Solving_ (libro)

[copertina] Se amate risolvere i problemi matematici, non lasciatevi spaventare dal prezzo di questo libro (Paul Zeitz, The Art and Craft of Problem Solving, John Wiley & Sons 20072, pag. 366, $60.69, ISBN 978-0-471-78901-7): amazon americano al momento te lo vende anche a metà prezzo. Non preoccupatevi nemmeno della mancanza delle risposte nel libro stesso: se cercate bene in giro si trova il pdf "per gli insegnanti" (file che non è in vendita, quindi non si può nemmeno parlare di mancato introito per l'editore). Io ho apprezzato sia lo stile dell'autore, che molto onestamente spiega come il mondo dei problemi matematici non è il mondo reale e quindi la strategia del wishful thinking spesso paga, che le tecniche più "serie" per affrontare i problemi: alcune le usavo già inconsciamente, altre sono state una piacevole scoperta. In definitiva, un testo indubbiamente di nicchia, ma favoloso per chi nella nicchia ci sta già!

23.12.11

[io]     Natale

stamattina sono uscito per andare a lavorare e c'era meno della metà del solito traffico. Sicuramente qualcosa ha fatto la chiusura delle scuole, ma sono uscito alle 9:05 quando immagino che gli studenti siano già in aula... Diciamo che questo è stato il regalo di Natale che ho preferito.
Quest'anno sono davvero alla frutta, e credo che lo si veda anche dal poco che scrivo: a parte il lavoro (mi tocca anche questo...) i duenni mi prosciugano le forze sia quando rientro a casa che la notte non permettendomi di una dormita tirata - e quando non sono loro ci sono le gatte che raspano, o Anna che urla alle gatte che raspano. Spero tanto di recuperare un po' di forze, ma non ne sono molto convinto :-(

(no, non ho in progetto nuovi libri, non preoccupatevi)

21.12.11

[io]     Voices

Oggi è ufficialmente partito Voices, il nuovo corporate blog di Telecom Italia. Come qualcuno di voi avrà magari immaginato, ci scrivo anch'io (senza alcuna autorizzazione formale del mio capo... applico un "don't ask, don't tell" personale su queste cose).
Voices nasce con uno scopo strano. La considerazione di base degli amici di Comunicazione Esterna che l'hanno voluto è semplice: tra le 50000 persone che lavorano in Telecom, non foss'altro che per ragioni statistiche, ce ne sono parecchie che eccellono in vari campi, non necessariamente legati al loro lavoro :-), e hanno più o meno notorietà in rete. éerché non farli parlare su temi reali in modo serio, sotto il cappello di Telecom Italia ma senza i vincoli aziendali classici? [*] Se fossimo all'estero credo che questa idea di contaminazione sarebbe molto apprezzata: qui da noi temo che da un lato si rischia di trovarsi solo commenti contro Telecom (ecco, magari metteteli qua, tanto neppure su Voices verrebbero comunque passati a Quelli Che Contano Davvero) e dall'altro nessuno avrà magari voglia di portare seriamente avanti le discussioni con noi - ma questo capita fin troppo spesso in rete. Però è anche vero che se non si prova a fare qualcosa non si può mai sapere cosa potrà succedere: e noi ci vogliamo appunto provare, anche se siamo sotto Natale.
Avete voglia di darci un po' di fiducia e seguirci?

[*] occhei, come su Eraclito bisogna sempre cliccare sulle caselle di accettazione dei termini di servizio. Io avrei trovato piu semplice fare una registrazione una volta per tutte, ma capisco i maldipancia degli avvocati Telecom.

20.12.11

[pipponi]     i temi dell'internette

leggendo il post odierno di De Biase, mi è venuta voglia di fare qualche commento sulla seconda delle tre parti lì esposte, "Quanto durano i temi che dominano il presente?". Sulle altre due non avrei molto da dire, quindi vi risparmio anche quel poco :-)

(a) Facebook oramai si è posta come strato di interfaccia internet, riuscendo in quello che a fine anni '90 era l'inconfessata ambizione dei portali - ve la ricordate ancora questa parola? Ci sono aziende che evitano di farsi un sito, e si interfacciano direttamente con Facebook; altre che scelgono per gli utenti la registrazione via Facebook invece che farla direttamente sul sito. La mia sensazione è che sarà ben difficile per i prossimi anni scalzarlo da questa sua predominanza; occorrerà che qualcuno si inventi un modello diverso.

(b) email overloading: conosco fin troppo bene il problema, ma lo allargherei anche anche a un generale communication overloading. Nel mio piccolo cerco di fare l'unica cosa possibile (a parte smettere di scrivere...), cioè premettere un mio miniriassunto - commento a quanto mando in giro. Poche righe che dovrebbero permettere ai miei corrispondenti di capire se vale o no loro la pena di proseguire nella lettura.

(c) sindrome di disattenzione continua: sono un gran peccatore. Lo ero anche vent'anni fa. Inutile, non ce la faccio proprio a fare una cosa per volta. Non oso nemmeno scusarmi con i miei interlocutori, non sarebbe serio... posso solo aggiungere che però ascolto seriamente, con un algoritmo TDMA ma ascolto :-)

(d) aggregatori e contesti: boh, è roba per pubblicitari. Mi taccio.

Voi invece che ne pensate?

19.12.11

[curiosita']     prezzi

Ieri siamo passati al Brico per comprare un bastone per tende. Oltre al bastone ovviamente ci vogliono i ganci da attaccare al muro; tra i vari modelli ce n'erano due della stessa azienda, uno più corto e uno un po' più lungo ed estensibile. Il primo costava 10.90€; il secondo 3.90. Sì, quello più complesso costava poco più di un terzo dell'altro, e non era un problema di miniaturizzazione.

Considerando che gli altri modelli di gancio costavano tutti tra i tre e i quattro euro, abbiamo pensato che ci fosse un errore e siamo andati a chiedere lumi; hanno fatto un po' di telefonate e ci hanno risposto che il prezzo era così anche in sede, e probabilmente la differenza era dovuta al fatto che uno dei due modelli era molto più venduto. Sarà, a me quello che pare manchi sia il buonsenso.

18.12.11

[giochi]     gioco della domenica: Colliderix II

In Colliderix II, ovviamente seguito di Colliderix, bisogna buttare giù i pezzi dello stesso colore accoppiandoli (tranne gli arancioni, che si ammazzano per conto loro), e sfruttando la gravità. Attenzione, che conta anche la velocità nel terminare i ventisei schemi, se si vuole fare tanti punti!

(via Passion for Puzzles)

17.12.11

[recensioni]     _Matematica per mamme e papà_ (libro)

[copertina] A me la cosa non tocca ancora, visto che i miei gemelli sono ancora duenni: ma sono davvero tanti i genitori che si trovano da fare i compiti dei loro figli, e magari scoprono di non saperli fare. La matematica è già una brutta bestia per tanti: peggio ancora, a quanto pare i metodi che usavamo ai nostri tempi sono cambiati. Ecco dunque questo libro (Rob Eastaway e Mike Askew, Matematica per mamme e papà [Maths for Mums and Dads], Salani 2010 [2010], pag. 335, € 14.90, ISBN 978-88-6256-298-0, trad. Valentina Daniele) che racconta ai genitori cosa c'è dietro i metodi attuali. O almeno cosa c'è nei programmi britannici, non so quanto la cosa valga per le nostre classi anche se i test INVALSI credo si avvicinino. In ogni caso, le nozioni spiegate sono un utile ripasso per i genitori un po' arrugginiti, e aggiungono anche una bella dose di buonsenso che forse è ancora più importante per sapere non tanto quali sono le soluzioni (ci sono anche quelle, peccato una sia errata...) quanto come si fa a ricavarle. Peccato per alcuni punti che non sono stati localizzati: capisco i disegni all'inizio dei capitoli che spesso sono basati su giochi di parole intraducibili, ma per esempio la parte con i "messaggi alla calcolatrice" si sarebbe dovuta rendere in italiano. Ad ogni modo, tranquillizzatevi: non vi perderete nei teoremi!

16.12.11

[link]     zazie.it

I bibliofili con manie di classificazione saranno contenti di sapere che ai due sistemi web di catalogazione aNobii e GoodReads (occhei, c'è anche LibraryThing, ma quello è più commerciale) se n'è aggiunto un altro made in Italy: Zazie.
La caratteristica principale di zazie, gestito da quelli di BookRepublic, è di poter assegnare un mood, o se preferite un'icona, ai libri che avete letto, indicando il "come-quando-dove" leggerlo oltre a un vostro giudizio più che altro di pancia. Ci sono anche i badge per chi si diverte a collezionarli: per i Grandi Lettori ricordo che è possibile importare la vostra libreria da uno degli altri programmi, sperando in bene (la mia a quanto pare aveva un bachetto, e ci hanno messo un paio di giorni per venirne a capo...).
Siamo ancora a una versione beta, e mancano molte cose, probabilmente anche a causa del successone di iscrizioni di questi giorni: la speranza è che - vista l'estrazione dei suoi sviluppatori - ci sarà una forte inclinazione verso gli ebook, che al momento gli altri siti considerano più o meno i fratellini poveri dell'edizione cartacea principe!

14.12.11

[link]     Carnevale della Matematica #44: GOTO Popinga!

L'ultimo Carnevale della Matematica del 2011 è ospitato dall'ottimo Popinga, e garantisco che il piacere è doppio! Non solo per leggere i contributi, ma anche per il contorno...

13.12.11

[politica]     Educazione civica

Lo so che non bisognerebbe infierire sugli infermi. Però non è che qualcuno potrebbe spiegare a Umberto Bossi che è il Parlamento a essere eletto, e non il governo?

[milano]     ilcomunerisponde

ricordate il mio tentativo di segnalazione al comune di Milano? Quello che non avevo detto è che giovedì, tornato a casa, avevo fatto una segnalazione via internet. Bene: ieri pomeriggio (ma la risposta mi è arrivata alle 9 di sera... ) ho avuto una risposta, dall'indirizzo ilcomunerisponde@comune.milano.it . Allego mia domanda e loro risposta:

Oggetto messaggio: segnalazione giardinetti via Benefattori dell'Ospedale
Testo messaggio: Qualcuno ha spaccato con un tronchesino la catena che bloccava l'ingresso carraio ai giardinetti, che quindi risultano aperti a tutte le ore (oltre che essere pericolosi, perché un bambino può uscire di lì e finire sotto il tram)
Con riferimento alla nota pervenuta, si segnala che i giardinetti di via Benefattori dell'Ospedale non risultano fra i carichi manutentivi dello scrivente Settore, ma altresì assegnati fino a metà del 2013 all'operatore privato che li ha realizzati a scomputo degli oneri di urbanizzazione. Il concessionario dovrà pertanto provvedere ad eseguire tutte le operazioni relative alla gestione e manutenzione del giardino. Premesso ciò, La informiamo che provvederemo a breve ad inoltrare apposita comunicazione ai soggetti di cui sopra. A disposizione per qualsiasi chiarimento, distinti saluti. Redazione Internet Settore Arredo Urbano e Verde Servizio Manutenzione del Verde

Io ho due lauree e una certa qual esperienza di burocratese, e non ho problemi a comprendere la risposta. Però mi chiedo perché non sia stato scritto qualcosa tipo «Grazie della segnalazione. Avviseremo il gestore privato dei giardinetti di via Benefattori dell'Ospedale, che sono stati realizzati a scomputo degli oneri di urbanizzazione; la gestione rimarrà privata fino a metà 2013, prima di passare al nostro Settore. Restiamo a disposizione per qualsiasi chiarimento, ecc. ecc.». Concedo loro di scrivere dello "scomputo degli oneri di urbanizzazione", perché spiegare cosa significa prenderebbe troppo tempo ed è comunque irrilevante per il signor Giuseppe che chiede un'informazione; ma per il resto è troppo chiedere la frequenza di un corso di comunicazione?

12.12.11

[politica]     ICI, Chiesa & affini

In queste settimane è rimontata la polemica contro la chiesa cattolica che non pagherebbe l'ICI sulle sue proprietà: basta che abbiano una piccola cappella al loro interno. Ho letto tutto e il contrario di tutto, dal nonsolismo (anche sindacati e onlus non pagherebbero) a post come questo in cui Sandro Magister riesce a buttare all'aria duemilacinquecento anni di logica da Aristotele in poi e convincersi che avendo trovato un (1) esempio di ICI pagata da un ente religioso anche in eccesso questo significa che tutta la chiesa dà a Cesare quel che è di Cesare...

No, in effetti questa non è la metafora giusta: se è vero che la legge permette di non pagare in certi casi è corretto che non paghi. Solo che io, e penso la maggior parte di noi, non posso sapere cosa è vero e cosa no. A questo punto mi è venuta in mente un'idea: se qualcuno conosce direttamente il PresConsMin gliela può mica suggerire? (ah, naturalmente la mia idea si applica a tutti coloro attualmente esenti dall'ICI, mica devo fare favoritismi).

L'idea: ora che si passa dall'ICI all'IMU, gli immobili esenti diventino immobili ad aliquota zero. E qual è la differenza, direte? Semplice: occorrerà comunque fare la dichiarazione, dichiarazione che dovrà necessariamente essere fatta per via telematica. Tutti questi enti non sono certo la vecchina, quindi non avranno problemi a usare l'internette. Inoltre tutte queste dichiarazioni verranno rese pubbliche: le attuali esenzioni sono per immobili privati ma di uso pubblico, quindi non è che ci sia chissà quale problema di privacy a rendere noto quali siano. Solo a questo punto sarà effettivamente possibile capire di che ordini di cifre si sta parlando e soprattutto se si può davvero parlare di elusione oppure no. Troppo semplice?

11.12.11

[giochi]     gioco della domenica: Kamikaze Blocks

Per una volta i kamikaze si possono lanciare senza problemi: in Kamikaze Blocks infatti tutto quello che si ammazza sono i cubi colorati. Ci sono due modalità, puzzle e arcade, e ben 53 livelli da risolvere!

(via Passion for Puzzles)

10.12.11

[recensioni]     Una certa ambiguità (libro)

[copertina] Si possono mettere dimostrazioni matematiche in un romanzo? Leggendo questo libro (Gaurav Suri e Hartosh Singh Bal, Una certa ambiguità [A Certain Ambiguity. A Mathematical Novel], Ponte alle Grazie 2008 [2007], pag.361, €16.80 , ISBN 978-88-7928-983-2, trad. Alessandro Peroni) si direbbe di sì. I temi matematici trattati sono abbastanza classici nel pensiero contemporaneo: l'infinito cantoriano e le geometrie non euclidee. La storia intorno si snoda tra il presente e il 1919, e mostra da un lato un professore che ama davvero la matematica da riciclare le dimostrazioni maieutiche - anche se oggettivamente la parte sulla geometria non euclidea mi sembra un po' troppo tirata - e dall'altro una lotta tra due fedi distinte che termina in maniera inaspettata. Forse il fatto che gli autori siano indiani, e quindi abbiano una concezione della matematica (e della fede...) diversa da quella occidentale a cui siamo abituati contribuisce alla riuscita del testo. Molto piacevoli gli estratti apocrifi dei diari dei matematici dell'antichità, insieme con le spiegazioni relative messe in un'appendice: anche questo è un modo diverso dal solito per spiegare il progresso matematico. Purtroppo la traduzione non è sempre all'altezza. L'editore ringrazia Luca Umena per la consulenza matematica, e in effetti la parte più strettamente matematica è spiegata correttamente e in modo direi comprensibile anche per chi matematico non è. Ma nelle parti immagino tradotte direttamente da Alessandro Peroni ci sono almeno un paio di punti in cui il testo italiano è indubbiamente sbagliato e incomprensibile, il che non è bello. (C'è anche almeno un punto in cui l'errore sta già nel testo originale, quando nella lettera a Riemann si parla di iperbole e non di sella; ma quello non viene considerato...)

09.12.11

[io]     Come scrivo

Spinto da questo post dello Scorfano (lui parla difficile perché ha studiato letteratura, con me vi dovete accontentare di molto meno) stamattina vi racconto di come scrivo i miei post.

Innanzitutto un tuffo nel passato. Sono una persona molto pigra, e all'inizio del liceo decisi che non aveva un gran senso scrivere un tema in brutta e rifarlo in bella copia. Tanto, pensai, ogni volta che rileggo quello che ho scritto lo modifico; il lavoro sarebbe infinito e allora tanto vale lasciar perdere, scrivere una sola volta in bella calligrafia pensando un attimo prima di scrivere una frase, e non dannarsi l'anima. Il buonanima del mio professore di italiano del biennio per un po' morse il freno: la mia non era una classe di gran letterati, i miei temi erano sempre nello scarno gruppetto dei migliori, e quindi non poteva dirmi nulla. Un giorno però diede un tema unico sui Promessi Sposi, che come al solito non avevo studiato (me li sono letti poi con calma e gusto in quarta per conto mio): annaspai il giusto, presi un cinque e mezzo, e mi venne intimato di ricominciare a scrivere la brutta. Io per principio continuai a fare i temi in bella per poi ricopiarli in brutta.

Passarono gli anni. Il tema della maturità mi venne una sbrodolata: abituato a scrivere quattro facciate (non protocollo, ma con una scrittura minuta) in un'ora e mezzo, il trovarmi ben sei ore a disposizione unito alla voglia di far vedere come sapevo tutto del 1848 mi fece sbracare. La tesi di matematica l'ho scritta per un terzo l'ultima notte prima della consegna, in sala terminali della Normale: e quando dico "scritta" intendo che non avevo nessun appunto, solo le formule alla base dei programmi che avevo scritto - per soprammercato usai un Mac SE senza hard disk e soprattutto senza tasti cursore, quindi a ogni errore di battitura dovevo spostare la mano dalla tastiera, prendere il mouse, coordinare i miei movimenti e correggere. Poi chiedetevi perché non sopporto più Apple. Quella tesi è una palla unica. La tesi di informatica l'ho scritta per un terzo l'ultima notte prima della consegna, chiuso nell'ufficio: essendo più preparato, ho terminato un'ora prima di quanto avessi previsto. Usai LaTeX su un monitor non grafico: un mezzo delirio e un paio di risme di carta sprecate, ma almeno potevo correggere un refuso usando solo la tastiera. Quella tesi è un po' più divertente, almeno nell'introduzione e nella conclusione che erano state preparate un paio di settimane prima.

Passarono ancora alcuni anni (gli articoli per i convegni non fanno testo perché erano in inglese). Iniziai a scrivere per qualche rivista scientifica. Di nuovo testi di una palla unica: corretti, utilizzabili, ma in stile maestrino che ficca tutto in un ammasso bello ordinato ma gelido. Poi iniziò la prima incarnazione di questo blog: brevi comunicati stampa o temini per commentare qualche notizia. Solo che a furia di scrivere, e di volere essere seguito almeno dai famosi ventun lettori, il mio stile è cambiato parecchio.

Continuo a scrivere di getto. È possibile che mi rimugini in testa il contenuto di un post - con questo per esempio l'ho fatto - ma è praticamente certo che quello che ne esce non è il testo da me pensato, e spesso il post parte per una qualche tangente man mano che lo scrivo. Le parole si sussegono, e io mi limito ad osservarle. Non rileggo mai quello che ho scritto, a meno che il post non l'abbia scritto sul palmare e mi serva verificare che non sia saltata qualche lettera. Non guardo nemmeno la tastiera: le dita sanno dove andare, a meno che non mi fermi a pensare dove si trovi una certa lettera. Una scrittura lineare, insomma? per nulla. C'è sempre qualche sottoprocesso mentale che guarda quello che viene scritto e avvisa che occorre una correzione: in questo post avevo per esempio scritto «e di volere essere letto almeno dai famosi ventun lettori», alla parola "letto" ho pensato «no, farà ripetizione con "lettori": vediamo se poi mi viene in mente un sinonimo» e due righe dopo ho trovato il termine e l'ho modificato in "seguito". Poi l'occhio mi è caduto sulla frase «ma almeno potevo correggere», mi sono accorto che mancava qualcosa e ho aggiunto «usando solo la tastiera»; e mentre scrivevo questa frase ho deciso di aggiungere anche «un refuso». Il tutto dando un'occhiata al Frenfi e scrivendo un paio di risposte a mail che nel frattempo mi arrivavano.

Così non arriverò mai a fare letteratura: però spero mi apprezziate lo stesso :-)

08.12.11

[milano]     non provate a segnalare qualche problema!

Stamattina, come faccio spesso, ho portato i bimbi a giocare ai giardinetti di via Benefattori dell'Ospedale. Non sono comodissimi, ma hanno due vantaggi: sono quasi sempre vuoti, e hanno una sola uscita sulla traversa interna chiusa, il che mi permette di gestire da solo due duenni sapendo di dover controllare solo un punto pericoloso. A dire il vero ci sarebbe anche un ingresso carraio sulla via, ma è chiuso con una catena e quindi non l'ho mai considerato preoccupante.

Stamattina, dicevo, ero lì con i giovini. Mentre controllavo cosa stava facendo Jacopo con la maniglia dell'ingresso - oramai è cresciuto e ci arriva perfettamente - vedo Cecilia che apre il cancello carraio. Corro immediatamente lì: per fortuna non stava uscendo, anche perché di per sé subito a quell'altezza passano i tram. Do un'occhiata al cancello, e vedo che la catena è stata tagliata con un tronchesino. Non era chissà quale catena, quella della mia bici è molto peggiore, ma comunque non lo si fa così con le cose che ti trovi in tasca.

Telefono allo 02.02.02 per segnalare la cosa: mi comunicano "tempo di attesa previsto: 6 minuti". Vabbè, aspetto, tanto i due erano tornati sull'altalena: spiego la cosa all'operatrice che mi dice di sentire i vigili urbani. Faccio lo 02.02.08: mi ascolto il menu vocale, compongo l'opzione 1 "richiesta intervento" che era l'unica vagamente sensata rispetto alla mia segnalazione, mi viene detto che le linee sono momentaneamente occupate, sento una ventina di squilli e la linea mi viene buttata giù (che è cosa diversa da "la chiamata viene terminata").

Capisco che è un giorno festivo e ci sia poco personale, e infatti non mi sono per nulla arrabbiato delle attese: ma quello che ritengo inconcepibile è che sia impossibile fare una segnalazione. È vero che se ci fosse stato qualcosa di più serio uno avrebbe chiamato il 112 e non i vigili, ma visto che "la chiamata verrà registrata secondo le normative sulla privacy" e il mio numero di telefonino è inviato in chiaro sarebbe bastato avere un'opzione del menu vocale "registri la sua segnalazione", io avrei lasciato detto tutta l'informazione necessaria e al limite qualcuno avrebbe potuto contattarmi. Non so, a me sembra una cosa così banale, così poco costosa (la segnalazione la ascolti in differita) e così "civile". Mi sbaglierò.

[giochi]     gioco per l'Immacolata: Orange Alert

Orange Alert non c'entra con le arance intese come frutti, ma solo come colore. Bisogna far cascare tutti i pezzi arancioni badando a non far cascare quelli verdi - è chiaramente stato creato dal Trota contro Pisapia - e alla direzione in cui i pezzi cascano (andassero tutti in verticale sarebbe troppo facile, no?)

(via Passion for Puzzles)

07.12.11

[recensioni]     Midnight in Paris (film)

[locandina] Sembra incredibile, ma venerdì scorso siamo riusciti ad andare al cinema addirittura per una prima, quella dell'ultimo film di Woody Allen. Dicono che sia stata l'opera del Nostro che ha avuto il maggior successo di botteghino negli USA, il che di per sé non è un ottimo viatico: devo però ammettere che a me almeno il film è piaciuto.
Woody Allen ha sempre avuto una passione per le storie raccontate nel passato, pensate a La maledizione dello scorpione di giada o Radio Days: anche stavolta la storia entra negli anni '20, con una serie di incontri più o meno credibili e qualche battuta gustosa. Rispetto al solito, il finale è inaspettatamente positivo: si direbbe quasi che Allen sia cresciuto abbastanza per accettare il fatto che non si possa sempre sognare il passato. La fotografia è ottima come sempre, ed è vero che Parigi in questo aiuta: la scelta di fare film ambientati in Europa permette di cambiare un po' il punto di vista, il che non fa male. Gli attori? Beh, non ho capito se Owen Wilson (Gil) ha di suo la faccia di quello che non sa bene dove sia capitato: se non è così allora ha fatto un'ottima prova. Carlà è lì giusto per far fare bella figura al marito, mi sa; personalmente mi è piaciuta molto l'interpretazione di Gertrude Stein fatta da Kathy Bates, ma magari sono io ad essere positivamente prevenuto :-)

06.12.11

[italica_stampa]     incentivazioni

Leggo sul dorso torinese di Repubblica che anche nella mia città natia il biglietto del tram passerà a un euro e mezzo, come già capitato a Milano. Succede, soprattutto visto che quello dei trasporti pubblici è uno dei pochissimi modi che gli enti locali hanno per ottenere soldi.
Però una qualunque persona raziocinante dovrebbe saltare sulla sedia quando legge che gli abbonamenti annuali aumenteranno del 67%. Tra Diego Longhin e l'ignoto impaginatore, a nessuno è proprio venuto in mente di rileggere l'articolo e accorgersi di quel numero? Considerando tutto il resto dell'articolo, posso immaginare che l'aumeno per gli abbonamenti sarà del 6-7% (il matematico numerico che è in me non riesce a credere che qualcuno abbia potuto scrivere "6,7%" con una precisione inutile nel contesto). Però mi immagino l'infarto che potrebbe avere avuto un abbonato annuale...

[pipponi]     TIM: sperate solo che vada tutto bene

Lo so, lavoro nel gruppo Telecom. Però tante volte avrei voglia di strozzare quelli che hanno creato le procedure di gestione. (Non ce l'ho con i colleghi del Customer Care, loro fanno quel che possono e anche di più...)

Tralasciamo "cosucce" tipo il fatto che il telefonino di Anna sia di nuovo bloccato perché risulta mancante un pagamento di 10 (dieci) euro. Non solo la bolletta è domiciliata, ma la scorsa settimana, quando è arrivato l'avviso e Anna ha telefonato al 119, le hanno detto "no, non paghi, che a video c'è scritto che stanno facendo un ricalcolo!". La storia stavolta è un po' diversa.

Venerdì Anna ha deciso di comprarsi un iPad2 (era un mesetto che lo stava lumando...) e mi telefona per chiedere che piano fare. Io ero sovrappensiero (a dire il vero stavo pensando a cose di lavoro...) e ho calcolato sulla settimana e non sul mese, e le ho risposto "prendi quello piccolo da 1 GB". Poi abbiamo fatto due conti e pensato che per cinque euro il mese in più tanto valeva prendere il 5GB/mese... anche perché TIM non ha il tappo, e quando superi la quota mensile paghi 50 centesimi ogni Megabyte, il che è un furto ancorché legale (notate che non è nemmeno possibile chiedere che venga bloccato l'accesso internet fino alla fine del mese).

Bene. Non è possibile cambiare il contratto (e pagare di più). Risultato pratico? Tim perderà soldi, visto che non saremmo mai arrivati a saturare i 5 GB/mese e al momento l'iPad sta girando solo in modo wifi. Non mi sembra una grande idea, no?

[giovyni]     Non vuole

I giovini sono nel periodo in cui le cose non le vogliono. Nulla di strano. È però un po' più strano sentirli parlare in terza persona: non dicono "non vojo" ma "non vuole". Chissà qual è il recondito significato!

05.12.11

[milano]     sms antismog

Oggi sia il dorso milanese di Repubblica che quello del Corriere si aprono con una notiziona: Giuliano Pisapia che manda un SMS agli assessori chiedendo «qualche idea e proposta realizzabile in tempi brevi». In pratica, una delle cose più stupide che poteva fare e soprattutto pubblicizzare.

Gli assessori ne sanno probabilmente quanto me e voi su quali misure prendere. L'unica differenza che vedo è che loro possono, almeno in teoria, mettersi tutti insieme con gli uffici comunali a vedere quali sono le conseguenze delle varie idee: se per esempio si chiude il centro alle auto eccetto al più i carpool, le strade della periferia reggerebbero le auto che parcheggerebbero là? e l'ATM ce la farebbe a gestire il servizio aggiuntivo? Oppure se si bloccasse il traffico sugli assi di penetrazione, rinforzando i bus su quegli assi, si otterrebbe qualcosa? Io sicuramente non lo so, non credo lo sappia neppure Maran che pure è quello istituzionalmente incaricato di sapere le cose, e figuriamoci gli altri per cui non è il proprio lavoro. Questo sul merito.

Ma è sul metodo che cascano davvero le braccia. Vuoi convocare la giunta? Fallo. Lo vuoi fare via sms perché sai che non ti leggerebbero l'email? Fallo. Ma non far scrivere dal tuo addetto stampa ai giornali dicendo "guardate che figo il sindaco!". Sennò io mi sento preso per i fondelli.

04.12.11

[obituary]     Vittorio Curtoni

Con due colpevoli mesi di ritardo ho scoperto la morte di Vittorio Curtoni. Nel piccolo mondo dell'italica fantascienza (mondo del quale io non faccio parte, come avrete capito) Curtoni era noto per essere stato il deus ex machina di Robot, oltre ad aver scritto qualche libro e parecchi racconti - per me sono meglio i racconti, ve lo dico subito. Magari qualcuno sa anche che è stato un traduttore, credo sia stato lui a fare le prime versioni italiane delle opere di Philip K. Dick. Il mio ricordo personale è più su queste ultime righe, ma con una particolarità: chi volesse saperne di più può leggere il suo ricordo su fantascienza.com.
Conobbi Curtoni alla fine degli anni '80 per via telematica: ci siamo trovati sull'area Fidonet SF.ITA. Stiamo parlando di quasi venticinque anni fa, persino tra i miei lettori ce n'erano ben pochi ad avere idea che si potesse comunicare in modo elettronico. Curtoni aveva un carattere ambivalente: litigare con lui era molto facile, è capitato anche a me, ma era anche prontissimo a fare di tutto. Un giorno andammo a trovarlo a casa sua a Piacenza: la tipica casa dove ovunque hai scaffali di libri, rigorosamente in doppia e tripla fila per occupare tutto lo spazio possibile. Lì capii per la prima volta cosa significasse essere un traduttore: c'erano pacchi di vocabolari specialistici delle materie più incredibili, perché per tradurre l'uno o l'altro libro magari gli era servito sapere di nautica o di araldica.
Sarà stato il 1990 o 1991: "old Vic" (si firmava così già allora) non aveva certo a disposizione Google o tutta l'internet di adesso, e si arrabattava come poteva per fare il suo lavoro al meglio: la "matrix" (la posta elettronica via Fidonet) era un enorme miglioramento rispetto al passato, perché in tre-quattro giorni poteva avere una risposta ai suoi dubbi sul testo di un'opera direttamente dall'autore. Ecco, vorrei ricordarlo così, come un vero artigiano delle parole.

[giochi]     gioco della domenica: Switchman 2

Ancora giochi coi trenini, dopo quello della settimana scorsa! Alcuni anni fa avevo già parlato di Switchman: ora c'è anche una nuova versione, sempre con la sua bella grafica pastello :-) e la fregatura che non puoi stare a pensare come muovere gli scambi, perché i treni non ti aspettano :-(

(via Passion for Puzzles)

03.12.11

[recensioni]     Il grande libro dei giochi (libro)

[copertina]La storia di questo libro (Giuseppe Meroni e Aldo Spinelli, Il grande libro dei giochi, Fabbri 2006, pag. 288, € 12.50, ISBN 9788845137112) è un po' strana. Le pagine erano originariamente state scritte per una raccolta a fascicoli di Fabbri collezionabili, "Il mondo dei giochi"; quelli di RCS libri han detto "beh, già che ci siamo e che è già stato pagato ce li pigliamo anche noi" il che sarebbe anche andato bene se avessero chiesto di eventuali errori da correggere o perlomeno avessero lasciato l'ordine originale delle pagine, evitando così di lasciare scritto "le soluzioni sono a pagina 17", quando sono state impaginate a pagina 25. (tra l'altro, nella mia copia manca pagina 127. Errore di stampa o pagina effettivamente inesistente?)
Detto questo, la raccolta è comunque interessante, visto che tratta giochi davvero di tutti i tipi, da quelli all'aperto ai trucchi di magia con le carte, dai giochi di scacchiera a quelli coi fiammiferi. Interessanti anche i cenni storici, che danno un'aria più "calda" alla trattazione.

02.12.11

[trasporti]     intersezione semaforizzata

Ieri hanno riaperto la carreggiata centrale di piazzale Istria. Fino all'altro ieri il semaforo della piazza era spento o al più lampeggiante: io arrivavo da via Slataper o via Intra e attraversavo senza nessun problema. Ieri sera (e stamattina) no. Non ho nemmeno avuto bisogno di arrivare in piazza per sapere cosa era successo: le auto bloccavano gli incroci con via Arbe, e anche in bicicletta non era così facile passare.
Considerato che non credo che gli automobilisti sapessero già della novità e avessero cambiato i loro percorsi per sfuttare quei duecento metri in più, non è che forse i tempi dei semafori sono stati calcolati un po' male?

[pipponi]     Milano Today

Ero iscritto da un bel po' di tempo al feed di Milano Today: lo trovavo un modo comodo per avere informazioni sulla città in cui vivo.
Ho accettato che in mezzo alle notizie arrivassero dei redazionali (il modo "in" con cui si declina la parola pubblicità): in fin dei conti qualche soldo avranno bene il diritto di recuperarlo, e i posti indicati erano comunque milanesi.
Però c'è un limite a tutto. Da una decina di giorni frammischiate alle informazioni milanesi arriva una selezione di "notizie" recuperate paro paro da una qualche versione USA di Cronaca Vera. Esempi odierni:
- Parrucchiere nude tagliano i capelli ai clienti maschi. Ecco le foto! - Hot Cuts questo è il nome presente in Polonia, in cui diverse [...]
- Studentessa posa nuda e scandalizza Cambridge: ecco le foto! - La rivista Varsity del prestigioso ateneo di Cambridge ha pubblicato [...]
Nulla contro queste notizie, però se mi interessano vado a cercarmi un feed apposta, e garantisco non farei fatica. Risultato pratico: da stamattina ho un feed in meno da scorrere :-)

[milano]     via Stresa, auto e piste ciclabili

Ieri sulla rubrica delle lettere del dorso milanese del Corriere Isabella Bossi Fedrigotti ha risposto a una lettera che lamentava la nuova pista ciclabile (è stato uno degli ultimi regali della giunta Moratti) su via Stresa: pista tracciata su entrambi i marciapiedi e che ha eliminato svariate decine di posti auto sul marciapiede stesso, dove le macchine venivano "parcheggiate sempre rispettosamente nei riguardi dei pedoni" (la citazione non è letterale, ma il senso è quello), e dove passerà una bicicletta ogni tre quarti d'ora. La signora Bossi Fedrigotti ha risposto in maniera direi ottima, considerando che non poteva avere così chiara la situazione; ha fatto anche notare come rispettosamente o no sul marciapiede non si parcheggia.

Visto che qualche volta mi è capitato di percorrere in bici via Stresa vorrei aggiungere qualche notizia di prima mano. A parte che nei primi mesi macchine parcheggiate sulla pista ciclabile ne ho trovate, concordo su un punto: avere due piste una per direzione è assolutamente inutile. Mentre la direzione via Melchiorre Gioia - Piazza Carbonari permette di evitare di usare viale Marche o via Cagliero, quella opposta ti lascia in un punto dove sei costretto a rientrare verso viale Marche oppure percorrere contromano il controviale di Melchiorre Gioia. Sarebbe stato molto più logico lasciare solo una direzione, e crearne una opposta in via della Maggiolina rendendo a doppio senso il tratto di pista ciclabile su Melchiorre Gioia nel tratto da lì fino a via Stresa (e togliendo magari il banchetto di fiori: spesso preferisco andare sulla carreggiata perché è meno pericoloso che fare lo slalom). Non so se fare parcheggi a pettine sull'altro lato di via Stresa stringendo il marciapiede sarebbe stato tecnicamente possibile, però l'idea poteva essere interessante.

Ma il vero guaio è che via Stresa è usata dalle automobili per tagliare viale Marche, ed è lì a mio parere il vero problema. Se non ci fosse quel traffico improprio, la strada sarebbe tranquilla come via della Maggiolina e non ci sarebbe bisogno di farci una pista ciclabile: si pedalerebbe tranquillamente sulla sede stradale. Occhei, poi le auto parcheggerebbero comunque sul marciapiede, ma spero che la pista non sia stata fatta come metodo piuttosto costoso per rafforzare il divieto di sosta... In definitiva la vera domanda è "ma chi è che decide gli interventi sulla mobilità?", e la risposta credo sia il nuovo terzo segreto di Fatima :-)

01.12.11

[minimalia]     inutilità

Ho appena scoperto che il mio numero di telefonino è il prodotto di tre fattori, uno di tre cifre, uno di quattro e uno di cinque, tutti inizianti per 1 e terminanti con tre cifre diverse. Ci dev'essere un significato nascosto in tutto ciò.

[povera_matematica]     indice di saturazione dei mezzi e delle banchine

A quanto sembra, una delle Grandi Idee di ATM per potenziare i mezzi pubblici è farli pagare di più nelle ore di punta, invitando così in pratica la gente a sfruttarli per tutta la giornata e ottimizzando il loro uso. Potrei commentare che non tutti hanno la possibilità di cambiare orari e che è vero che nelle ore di morbida ATM potrebbe aggiungere mezzi ma dovrebbe prima assumere autisti: ma quelle non sono considerazioni matematiche, a meno che non abbia un modello numerico.

Quello che invece vorrei commentare è la seguente frase del neopresidente di Atm Bruno Rota: «Il problema è l'indice di saturazione dei mezzi e delle banchine, il numero di persone per metro quadro (al massimo sei), che in certe ore sono del 75%. Questo significa che ci sono quarti d'ora in cui la concentrazione è superiore al 100%». D'accordo, magari non è stata proprio proniunciata così, ma sicuramente così è stata scritta. L'affronto alla logica non è dovuto alla possibilità che la concentrazione sia superiore al 100%, come qualcuno potrebbe ingenuamente penare: gli esseri umani, a differenza dei liquidi, non sono incompressibili e per sperabilmente brevi periodi si può immaginare che di sardine nel bus ce ne siano più di sei per metro quadro, persino in inverno con cappotti e giacconi. Non è nemmeno dovuto ai "quarti d'ora" messi lì quasi come abbellimento: è presumibile che la granularità delle statistiche in mano ad ATM sia di quell'ordine di grandezza.

L'affronto alla logica è nell'immaginare che da un indice medio del 75% in certe ore segua necessariamente che ci siano certi quarti d'ora in cui si superi il 100%. È come dire "sto andando in autostrada, e nell'ultima ora ho tenuto la media dei 75 all'ora; pertanto in certi quarti d'ora ho superato i 100 all'ora". Chi lo dice? Nessuno, anzi lo dice Bruno Rota o il giornalista che ha riportato il suo pensiero. La cosa può essere vera, messa in quel modo è probabilmente falsa (immagino che l'occupazione al 75% non sia sulle singole ore ma su una fascia tipo 7-20; altrimenti è difficile riuscire a superare il 100% in un quarto d'ora) ma comunque non è dimostrabile logicamente.

E nessuno mi venga a dire che non è possibile sperare in una qualsivoglia logica quando si parla di trasporti pubblici.

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