28.02.11

[curiosita']     CAPTCHA matematico

Chi ha provato a inviarmi un messaggio con l'apposito form sa che deve aggiungere un controllo antispam. Il controllo è molto semplice, visto che dice "quanto fa tre più cinque in lettere?", e in effetti dovrebbe essere alla portata di un qualunque italiofono, e dei non italiofoni più intelligenti e capaci a scrivere sulla barra di ricerca di Google "tre più cinque".

Però il sistema usato da matematicamente (vedi per esempio qua) è ancora più divertente. C'è il solito CAPTCHA numerico e poi in piccolo c'è aggiunto «Inserireilcodiceaumentatoditredecine» scritto così, tutto attaccato. Mi chiedo cosa succede nel 3 per mille dei casi in cui il codice è maggiore di 99969... probabilmente un refresh è la cosa più semplice.

27.02.11

[giochi]     gioco della domenica: Lego Brick Buster

Il gioco di oggi è sponsorizzato dalla Lego. No, non ci guadagno nemmeno una scatola di costruzioni: è pubblicità gratuita. In Brick Buster bisogna lasciar cadere i blocchi (abbastanza in fretta, perché sennò vanno giù da soli) in modo da fare gruppi di almeno tre pezzi dello stesso colore che verranno eliminati. Vengono anche eliminati i terzetti di blocchi con la bocca e i terzetti con gli occhi, indipendentemente dal colore; se poi si costruisce una faccina mettendo gli occhi sopra la bocca si vincono punti extra. Quello che posso aggiungere è che almeno i primi livelli sono davvero semplici; ma in fin dei conti se l'URL è duplo.lego.com cosa ci si può aspettare?

(da Passion for Puzzles)

26.02.11

[recensioni]     Nation (libro)

[copertina]Questo ennesimo libro di Pterry (Terry Pratchett, Nation, Corgi 2009 [2008], pag. 410, Lst 6,99; ISBN 978-0-552-55780-1) non fa parte del ciclo del Mondo Disco, nemmeno nella "versione per ragazzi", credo comunque sia ufficialmente definito "for young readers", qualunque cosa cio voglia dire. Devo dire che le prime cento pagine non mi sono piaciute più di tanto; a parte la storia che sembrava un remake di Laguna blu (immagino, mica l'ho mai visto il film...) il tutto mi sembrava troppo prevedibile anche nei pratchettismi. Andando avanti, però, devo dire che la storia prende tutta un'altra strada, molto più interessante anche se un po' debole nei presupposti - ma tanto in un libro di fantasia uno può accettare la sospensione della credenza. Diciamo che, a parte essere un libro che fa vincere la scienza sulla religione, ti fa vedere entrambe sotto un'altra luce; probabilmente è una delle migliori spiegazioni di come NON funziona il metodo scientifico. Non è una critica, attenzione: Pratchett stesso spiega perché quello usato da Daphne non è metodo scientifico, anche se a prima vista lo sembra. In definitiva, non un capolavoro ma sicuramente un ottimo libro.

25.02.11

[trasporti]     pre-esercizio

Domenica 6 marzo apre il prolungamento da Porta Nuova al Lingotto della metropolitana torinese. Pomeriggio di giri gratuiti, taca banda e via discorrendo. Ma non è di questo che voglio parlare.

Ieri ero a Torino e ho visto che dal 21 gennaio i treni fanno pre-esercizio: insomma, fanno anche il pezzo "nuovo", anche se naturalmente senza nessuno a bordo (nemmeno il conducente, essendo treni automatici...) per vedere se funziona tutto. Sei settimane di test. La scorsa settimana a Milano è stato inaugurato il prolungamento della verde da Famagosta ad Assago: quanto è durato il pre-esercizio? quattro giorni.

Com'è che qui a Milano sono così bravi ed efficienti?

[pipponi]     forum nucleare: pubblicità ingannevole

Ricordate la pubblicità del Forum Nucleare, che era apparsa un po' dappertutto intorno all'inizio dell'anno? Bene: come potete leggere ad esempio su Galileo, il Giurì dell'Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria la settimana scorsa ha sentenziato che quella era una pubblicità ingannevole. Non che ci fossero chissà quali dubbi, intendiamoci.

Tutto bene? Per nulla. Quella campagna pubblicitaria è già terminata un mese e mezzo fa, quindi "imporre la sua terminazione" è semplicemente una barzelletta. Peggio: in questo modo ritorna della nuova pubblicità - e gratuita! - alla società fontata da Enel ed Edf e presieduta da Chicco Testa. Insomma, come capita spesso con i gruppi di autodisciplina la risposta è più che altro formale, e non serve certo a riequilibrare il danno fatto.

Insomma, ha probabilmente ragione Greenpeace, quando dice che la punizione dovrebbe essere una campagna di segno opposto pagata da chi è stato sanzionato...

24.02.11

[io]     centocinquanta

Stamattina ero a Torino per un funerale: avevo poi un po' di tempo prima che partisse il treno di ritorno e dovevo anche fare una commissione sulla strada, così sono andato verso Porta Susa a piedi. Mentre camminavo, ho notato che c'erano parecchie bandiere tricolori appese ai balconi; considerando che i mondiali di calcio sono stati l'anno scorso e le bandiere non viravano verso il grigio smog ho immaginato che fossero lì per celebrare i 150 anni dall'Unità d'Italia, e che qualcuno le avesse offerte agli interessati.
Devo dire che ho apprezzato la cosa :)

23.02.11

[politica]     affittopoli e Pisapia

Giuliano Pisapia non ne sta uscendo affatto bene dalla storia dell'affitto "a condizioni di assoluto favore" che la sua compagna Cinzia Sasso ha (aveva?) ottenuto dall'amministrazione del Pio Albergo Trivulzio. Le spiegazioni di Pisapia sono qua, per la cronaca; ma secondo me non sono sufficienti.

Giusto per spiegare: non credo che Pisapia sapesse della storia della casa, ma il punto non è quello. Avete presente il detto «La moglie di Cesare deve essere al di sopra di ogni sospetto»? Ecco. Non puoi pensare di fare una campagna elettorale in una città come Milano (a meno naturalmente che tu non la stia facendo per la destra) senza verificare accuratamente non solo la tua irreprensibilità, ma anche quella delle persone a te vicino. Senza contare poi che è almeno un mese che si parla degli affitti di favore: tu (Cinzia Sasso) non puoi arrivare al giorno prima della consegna ufficiale dei nominativi ad "anticipare" la notizia, perché in realtà non la stai affatto anticipando. E comunque non puoi inventarti come scusa «Dal 2008 il mio contratto è scaduto; nel frattempo ho trovato un'altra casa e ho mandato al Pat una lettera di disdetta del contratto di affitto». Se il contratto è scaduto tu non devi fare alcuna disdetta; e se comunque hai fatto una disdetta entro sei mesi massimo devi essere fuori dalla casa. Quando hai fatto la disdetta? il 17 febbraio 2011? Avresti dovuto farla al più tardi il giorno dopo le primarie, e pubblicizzarla immediatamente, senza sperare di far finta di nulla fischiettando qua e là.

Detto in altre parole, quella (indiretta) di Pisapia non è stata «una leggerezza», ma un perfetto autogol per fare in modo che la destra non debba più parlare della sua gestione (indiretta) del patrimonio immobiliare e possa permettersi editoriali come questo... Vediamo se e come saprà scusarsi davvero.

(p.s.: sarò un po' controcorrente, ma a me non dà fastidio più di tanto che le case siano state affidate ad amici degli amici, quanto che le abbiano date in affitto, e in certi casi vendute, ben al di sotto del prezzo di mercato. Lo so, sono snob.

[recensioni]     La scoperta delle emozioni (libro)

[copertina] Il sottotitolo di questo libro (Antonella Tagliabue, La scoperta delle emozioni, Erickson 2003, pag. 143, € 14.50, ISBN 978-88-7946-580-9) è "Un viaggio di educazione affettiva assieme ai bambini". Di per sé la cosa è vera: quello che non è chiaro dal titolo è che questo non è un manuale per genitori ma per educatori, per la precisione insegnanti alla scuola elementare. Possiamo discutere se questo tipo di approccio psicologico sia effettivamente utile (probabilmente sì, ma ho dei dubbi che basti un libro per imparare a usarlo correttamente); possiamo glissare sulle poesie sparpagliate per il testo, che non ho ben capito quale vantaggio diano al lettore, e sul Comic Sans usato per scrivere i racconti - ma quella è una cosa maniacale mia. Resta appunto il fatto che il numero di persone a cui il libro potrà essere utile è giocoforza limitato.

 

 

22.02.11

[link]     gioca col Mulino Bianco!

Non so se abbiate presente le confezioni dei biscotti del Mulino Bianco Barilla: il nome del biscotto è scritto con un font dove l'iniziale maiuscola è molto più grande del resto, dando così un effetto monoletterale. Qualche mese fa era nata una mania: spostare le confezioni negli scaffali dei supermercati facendo in modo di ottenere con quelle iniziali una parola di senso compiuto (essendo i movimentatori di confezioni notoriamente coprofili, CACCA era una delle scelte favorite).

Ma viviamo nell'era della virtualità, e soprattutto non è bello far fare del lavoro inutile ai commessi del supermercato: così Luciano Blini (il copertinista del mio Matematica liofilizzata ... ) ha preparato questa simpatica pagina che permette di costruire sul proprio browser la parola o la frase che si vuole. Purtroppo non tutte le lettere sono rappresentate tra i biscotti; a meno che non vengano aggiunte finte confezioni come proposto qui, non tutte le parole sono possibili. Qual è la più lunga? JaSoN propone "sgrammaticata", mentre Claudio Brandolino detiene il record a favore di vento e in altura (come direbbe Stefano Bartezzaghi) di "raccapriciantissima".

Ah, mentre per le lettere mancanti Luciano lascia un immagine simil-troll, per la D usa una confezione di Dash. Non so se sia un giudizio chimico-alimentare o puramente grafico :-)

21.02.11

[pipponi]     neutralità, ta ta, l'accento sulla a

Il disclaimer lo metto subito: come i miei lettori abituali sanno bene, io in Telecom ci lavoro. Sta quindi a voi decidere quanto fidarvi del mio ragionamento; non mi offendo se qualcuno penserà che sia di parte. (Però mi offendo se qualcuno pensa che mi paghino per scriverlo: va bene essere considerato un imbecille, ma non un venduto)

Dalla prossima settimana anche Telecom Italia, come già fanno altri operatori, potrà limitare la banda usata dalle connessioni ADSL: insomma, chi è abituato a usarla a palla potrà all'improvviso trovarsi "un'esperienza di connessione piuttosto frustrante". L'annuncio è qua, per la cronaca, e maggiori informazioni si trovano qua.

Ora, io non so chi abbia scritto la pagina di spiegazioni: sicuramente è uno che di Internet non ci capisce nulla, visto che ha inserito la posta elettronica tra le "applicazioni realtime", quando l'email nasce e vive come sistema in differita: se non ve ne accorgete è solo perché in genere le mail vi arrivano subito. E capisco chi si lamenta dicendo che se la centrale dove lui è attestato è piena allora Telecom dovrebbe aumentare la capacità della centrale, e non abbassare la capacità delle singole linee; o almeno lo capisco in linea di principio, perché prima vorrei vedere se in effetti il problema è della centrale sottodimensionata o degli utenti sopradimensionati rispetto alla media.

Però tutto questo con la net neutrality non c'entra un tubo. Per quello che riguarda me, la neutralità della rete significa che a parità di banda impiegata il carrier non deve fare preferenze, o detto in altro modo non deve sbirciare cosa l'utente fa passare (si chiama DPI, Deep Packet Inspection, ed è stata molto pompata dalle aziende produttrici di apparecchiature di rete perché così hanno potuto vendere impianti molto più cari perché necessariamente più potenti del necessario). Detto ancora in altre parole: non ci deve essere diversità di trattamento se uno sta tappando la rete perché scarica l'equivalente del ventunesimo secolo della biografia di Tristram Shandy sotto forma di video ad altissima qualità della prima cacca sul vasino del proprio nipotino oppure perché sta scaricando tutti i video dei brani dell'ultimo festival di Sanremo. Però non vedo perché i due devono rallentare me che sto disperatamente cercando di vedere le ultime novità su Friendfeed, richiedendo un centesimo della banda che usano loro. Vogliono il tubo bello grande? paghino di più.

A dirla tutta, mi preoccupa paradossalmente di più leggere che lo streaming di YouTube (ma a questo punto mi auguro anche lo streaming di chi si vede a sbafo le partite di calcio) non verrebbe rallentato; di nuovo, se il principio è "a parità di tipo di uso applico le stesse regole" non si può parlare di partigianeria della rete, per quanto io mi arrabbierei lo stesso se il mio accesso risparmioso venisse comunque rallentato a causa degli spreconi di banda. In definitiva, mi riservo il diritto di cambiare idea dopo che vedrò cosa succederà davvero, ma in linea di principio non ho nulla contro il principio indicato da Telecom.

[curiosita']     densità

stamattina ho preparato il biberon del mattino per i giovini con un po' più di calma del solito, visto che i due ronfavano beati (dopo avermi tenuto sveglio per buona parte della notte, sgrunt). Ho scaldato il latte, ho aggiunto la crema di cereali Mellin al cacao magro e ho regolarmente mischiato il tutto. Visto che però i bimbi latitavano, le particelle scure hanno iniziato a non essere più in sospensione, e fin qua non c'è nulla di strano. Quello che però era strano è che parte di esse sono precipitate sul fondo del biberon, ma altre sono affiorate in superficie: il latte insomma aveva un curioso effetto da codice a barre ;-)

20.02.11

[giochi]     gioco della domenica: Entanglement

In Entanglement si ha una scacchiera esagonale e una serie di piastrelle che hanno una serie di connessioni interne. Le mosse possibili sono posare una nuova piastrella oppure ruotare l'ultima piastrella posata, per creare il circuito più lungo possibile.
Attenzione: il sito sfrutta la condivisione dei dati di Google per salvare i vostri risultati. Non è obbligatorio farlo, io almeno da firefox non ho approvato la richiesta: ma voi sappiatelo.
(via PiccoloMike che ha commentato da zar)

19.02.11

[recensioni]     Dracula, Platone e Darwin (libro)

[copertina] Martin Gardner è generalmente conosciuto per la sua rubrica di giochi matematici che ha tenuto sullo Scientific American per un quarto di secolo; ma in realtà è stato un giornalista scientifico con un background di studi filosofici, e quindi le sue conoscenze sono molto più estese. In questo agile libretto (Martin Gardner, Dracula, Platone e Darwin, Zanichelli "Chiavi di lettura - 15" 2010, pag. 247, € 10.20, ISBN 978-88-08-06141-6, trad. Federico Tibone), oltre a un saggio introduttivo datato 1992 di Douglas Hofstadter (tradotto da Francesco Bianchini e Paola Turina) che racconta come lui vedeva Gardner, ci sono vari pezzi mai tradotti in italiano. La prima parte riporta alcuni dei racconti-problemi che Gardner scrisse per la Isaac Asimov's Science Fiction Magazine, e sono probabilmente più vicini alla nostra idea del grande divulgatore; la seconda parte è invece più saggistica e vi si possono trovare alcune recensioni, dove lui non manca comunque di rendere noto il suo pensiero. Questa seconda parte termina con due lunghi capitoli, intitolati «Perché non credo nel paranormale», che risulterà abbastanza prevedibile per i suoi fan, e «Perché non sono ateo», che invece potrebbe sconcertarne parecchi; Gardner era infatti un teista, anche se lontano dalle religioni organizzate. Federico Tibone, che è anche curatore di questa bella collana Zanichelli, ha fatto un ottimo lavoro di traduzione, anche se in questi ultimi due saggi mi è sembrato un po' meno brillante. Libro sicuramente da comprare, comunque.

18.02.11

[politica]     pecorelle all'ovile

A quanto si vede, parecchi parlamentari stanno tornando da Futuro e Libertà alle più tranquille acque del PdL; l'ultimo a quando scrivo sembra essere Roberto Rosso (ben noto ai piemontesi, che si saranno probabilmente chiesti come mai avesse abbandonato il suo amico Silvio), e persino il comico Guzzanti (Paolo) è transitato nei sedicenti Responsabili. Fini tuona dicendo che sono tutti stati (ri)comprati da Berlusconi con montagne di soldi; io però credo che i soldi ci siano stati sì, ma non siano stati la spinta fondamentale.

Molti dei bitransfughi stavano cercando infatti un sia pur minimo predellino di potere; una volta visto che non c'era trippa per gatti, tanto valeva tornare all'ovile. Tenete anche conto che se si andrà davvero a votare in primavera queste elezioni le vince ancora Berlusconi. Se si va con i tre poli non c'è partita; una santa ammucchiat alleanza elettorale, ammesso che i vari partiti si mettessero d'accordo, rischierebbe solo di aumentare l'astensionismo e comunque lasciare un Parlamento ancora più ingovernabile di quello che c'è adesso. Perché quindi rischiare? Più facile aspettare un annetto, vedere cosa succede e al limite fare una nuova scelta di campo dopo l'esito di qualche processo.

(Naturalmente una Grosse Koalition all'interno di questa legislatura, che si limiti a rifare la legge elettorale e se proprio vogliono finire le leggi delega per il federalismo, avrebbe tutto un altro senso: ma è chiaro che a nessun partito che abbia almeno il 5% dei voti conviene togliere una bellissima legge che permette alla sua nomenklatura di scegliere chi eleggere, no? Quindi la Grosse Koalition non ci sarà, e di nuovo tanto vale tornare nell'alveo pidiellino, sapendo che verrà ammazzato il vitello grasso per festeggiare)

17.02.11

[italica_stampa]     Un *pò di cultura

[po' si scrive con l'apostrofo!] Qualcuno mi ha segnalato la lettera che il direttore generale della Rai Mauro Masi ha scritto ad Aldo Grasso e che è stata pubblicata sul Corsera.

Nel testo della lettera, Masi scrive tra l'altro

La seconda è che le mie letture giovanili (cito solo per esempio e per pura passione personale il Conrad di «Lord Jim», il Mishima di «Confessioni di una maschera» e un pò tutto Dostoevskij) [...]

il che significa che almeno uno tra Masi, Grasso e l'ignoto compositore del Corsera è convinto che po' si scriva con l'accento e non con l'apostrofo. Purtroppo non ci è dato sapere chi dei tre :-)

[io]     calcare

Con i punti dell'Esselunga abbiamo preso un umidificatore per la camera dei giovini, sperando che riescano a respirare meglio la notte. L'umidificatore ha un funzionamento abbastanza semplice: si mette l'acqua e lo si fa partire, quando di acqua non ce n'è più la lucetta verde diventa rossa.
L'altra settimana lo attacco, e la luce è rossa e non verde. Orpo, mi dico, che è successo? Smonto l'umidificatore e mi trovo la parte riscaldante - che non è una serpentina ma una specie di zucchetto - completamente ricoperta di calcare. Fortunatamente staccarlo tutto è stato lungo ma non difficile; mi chiedo solo se l'acqua di Milano, che dovrebbe essere mediamente dura (25 °f), si sia improvvisamente calcarizzata...

16.02.11

[recensioni]     Oltre la Bibbia (libro)

[copertina] La tesi che Mario Liverani offre in questa sua opera (Mario Liverani, Oltre la Bibbia, Laterza - I Robinson, 2009 [2003], pag. 510, € 22, ISBN 978-8842091523) si può riassumere in poche parole: tutta la storia di Israele raccontata nella Bibbia, non solo la parte che riguarda i patriarchi ma anche quella da David e Salomone in poi, è una balla creata ad hoc vari secoli dopo. Per la precisione, il Pentateuco - generalmente datato intorno al 1000 a.C., viene riportato intorno al 500, dopo il ritorno dall'esilio in Babilonia; anche i libri più vecchi, alcuni dei profeti, risalgono al massimo al VII secolo. Per sostenere la sua tesi, l'opera è divisa in due parti. Nella prima viene fatta una storia archeologica di Palestina e dintorni a partire dall'età del Bronzo, senza usare nessun riferimento biblico: il tutto è necessario per avere un insieme di prove da usare nel seguito, ma garantisco che la lettura è molto pesante. Nella seconda parte, indubbiamente molto più leggibile, Liverani rilegge la storia biblica sotto quelle ipotesi, affermando che i due regni di Giuda e Israele - che non sono mai stati uniti, checché si dica - non avevano nulla di realmente diverso da tutti gli altri regni della zona; il passaggio dal culto del "Dio della propria nazione" Yahvé, l'unica cosa che i due regni avevano in comune, all'"unico Dio" fu un'invenzione creata ai tempi dell'esilio dalla casta sacerdotale per aumentare il proprio potere rispetto alla casta della stirpe di David. Il libro dà molti spunti interessanti, anche se non tutti condivisibili almeno dal sottoscritto; la bibliografia è sterminata ma solamente tecnica, e spesso occorre uno sforzo per associare i nomi di persone e luoghi scritti nella forma semitica alla versione biblica che conosciamo (secondo voi chi è Malki-Sedeq?), oltre a un pregiudizio antibiblico non solo nel testo ma anche nella presentazione (tutti gli storici sanno che il libro di Isaia è stato scritto da tre autori distinti, ma perché definirlo 1Is, 2Is e 3Is?). D'altra parte però gli indici analitici su nomi, luoghi e passi biblici, oltre alle molte cartine storiche, aiutano parecchio a farsi un'idea se uno ha già una conoscenza un po' più che abborracciata sull'Antico Testamento.

15.02.11

[recensioni]     SushiShop (catering)

Con due unenni per casa non è che ci si possa muovere più di tanto, così ieri abbiamo pensato di farci portare a casa una cena giapponese da SushiShop, una catena francese (e lo si vee, perché la localizzazione non è che sia così perfetta) che ha un singolo punto vendita italiano a Milano in via Turati.

La confezione è ben fatta, e anche la presentazione del cibo non è male (abbiamo preso un chirashi, un sashimi, dei maki, dei salmon rolls e un po' di riso, e anche il prezzo è onesto. Ciò detto, il nostro ordine, fatto a mezzogiorno per le 19.30, è arrivato alle 20 (notate che la granularità dell'ordine è di 15 minuti, quindi eravamo comunque fuori di almeno un quarto d'ora) nonostante alle 18.50 fosse già partito. Inoltre stamattina sia Anna che io abbiamo un po' di mal di stomaco; è vero che stanotte stavamo bene quando i giovini si sono svegliati ed è vero che la mia notte non è stata il massimo sempre causa giovini, ma sentire che anche Anna non era al massimo mi fa pensare che ci vorrà un bel po' prima di riprovarci :-)

[minimalia]     sessismo

Per processare Berlusconi ci sarà un collegio giudicante formato da tre donne. E mi sa non saranno nemmeno belle.

14.02.11

[io]     una gita al Museo del Novecento

Mercoledì scorso ho deciso di sfruttare la mia pausa pranzo (un po' allungata) per andare all'Arengario di Milano per visitare il Museo del Novecento, insieme a due simpatici cYaltroni (lui e lui) e una gentile e leggiadra fanciulla di cui non fo il nome per tutelare la sua privasi.

Come scrisse a suo tempo vb, il museo dovrebbe chiamarsi DELLA PITTURA MILANESE del Novecento; ecco, forse più italiana che milanese anche se l'assessore alla Cultura del comune di Milano Massimiliano Finazzer Flory ha già lanciato una colletta sottoscrizione per aggiungere nuove opere, sempre milanesi e sempre di pittura. E aggiungerei che si parla DELLA PRIMA METÀ del Novecento...

Ma che dire del museo in sé? Beh, innanzitutto che l'apertura gratuita (fino a fine mese) l'ha riempito all'inverosimile, con una quantità di scolaresche incredibile - e io mi chiedo ancora che cosa gliene fregasse del museo a quei fanciulli - oltre a un bel po' di gente che pareva essere lì per caso. Un attimo: anch'io parevo lì per caso, soprattutto visti certi miei commenti ad alcune opere (non so, mi era sembrato di aver già visto da qualche parte Forme uniche nella continuita dello spazio, e su un quadro di cui non mi ricordo neppure l'autore sono sbottato in "ma questo è uno stereogramma!"). Detto questo, l'Arengario è stato restaurato molto bene, ma le scelte architetturali architettoniche per mettere in mostra Il Quarto Stato - non mi direte che la scala elicoidale centrale servisse ad altro, o fosse una citazione della rampa del Lingotto, vero? - hanno sacrificato lo spazio per le opere. A proposito: per riempire le prime tre sale hanno saccheggiato la Galleria d'Arte Moderna milanese: anch'essa a ingresso gratuito, ma che nessuno si filava nemmeno di pezza. I pannelli esplicativi all'inizio di ciascuna sala sono un po' buffi e danno informazioni interessanti ma mi sa poco utili per chi non sa nulla dell'arte del Novecento in Italia; ammetto di non aver provato il bluetooth per vedere se mi arrivavano contenuti più interessanti. Giudizio finale: boh.

13.02.11

[giochi]     gioco della domenica: Monomaze

Confesso che non ho capito esattamente come funzioni questo

(via Passion for Puzzles)

12.02.11

[recensioni]     La legge di Parkinson (libro)

[copertina] «Il lavoro si espande fino a occupare il tempo a disposizione per completarlo.» Molti adi voi avranno probabilmente letto questa frase e l'avranno associata alle leggi di Murphy: ma essa ha un autore ben preciso, Cyril Northcote Parkinson (nessuna parentela con l'omonimo morbo), uno storico navale inglese che scrisse una sessantina di libri. Questo libro (Cyril Northcote Parkinson, La legge di Parkinson, Monti&Ambrosini 2011 [1958], pagine 160, € 16, ISBN 978-88-89479-16-2, trad. e note Andrea Monti) nacque da un articolo umoristico scritto per l'Economist che venne poi espanso sotto forma di libro, che divenne immediatamente un best-seller. L'autore, con uno stile umoristico tipicamente britannico, elenca le caratteristiche tipiche di un sistema burocratico, mostrando come una qualsiasi organizzazione col tempo diventa sempre più autoreferente, generando del "lavoro interno" assolutamente inutile se non per richiedere nuove persone per gestirlo. Ma ci sono anche capitoli sul funzionamento dei comitati e dei parlamenti che sembrerebbero scritti oggi e non risentono affatto dei più di cinquant'anni passati dalla prima edizione del libro.
La prima edizione italiana, curata nientemeno che da Luciano Bianciardi, è da lungo tempo fuori catalogo; è pertanto meritoria l'opera di Andrea Monti che ha ripreso il testo. La traduzione rende perfettamente lo stile britannico dell'autore, e inoltre molte note a piè di pagina aiutano a comprendere i riferimenti prettamente britannici inseriti da Parkinson, che in fin dei conti era un membro dell'élite inglese della metà del XX secolo. Una lettura che diverte ma fa anche pensare, insomma!

11.02.11

[sfrucugliate]     Corte Europea dei Diritti dell'Uomo

Il nostro Segnaposto degli Esteri Franco "Scusa, chi?" Frattini di per sé non aveva detto nulla di così rivoluzionario quando ieri ha minacciato ipotizzato un ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (che non c'entra nulla con l'Unione Europea, anche se sta a Strasburgo; questo lo dico non contro Frattini che essendo un uomo di mondo che a Strasburgo c'è anche stato la differenza la conosce, ma ad alcuni dei miei lettori che magari non lo sapevano). Stanotte, nei venti secondi prima di cascare dal sonno, mi è venuto in mente che forse c'è anche stato un precedente; oggi ho fatto una rapida ricerca e ho trovato un ricorso di Benedetto "Bettino" Craxi. Per chi ha fretta e non parla l'inglese, un riassunto in italiano è disponibile qua; chi vuole leggersi tutto e non ha problemi con l'inglese trova nel sito della Corte Europea il primo giudizio di parziale ammissibilità e il giudizio finale di condanna dello Stato Italiano, compreso di Minority Report di quel comunistaccio di Zagrebelsky (no, non Gustavo, ma il fratello Vladimiro. È proprio una famiglia di comunisti, fin dai loro nomi)

Vi faccio comunque un executive summary.
- Craxi si è rivolto alla Corte nel 1994 (domanda presentata a giugno e perfezionata a settembre)
- il motivo del ricorso è stato doppio: le intercettazioni telefoniche e la pubblicazione dei verbali delle intercettazioni stesse
- la prima decisione è avvenuta a ottobre 1996
- dopo le controdeduzioni del governo, la decisione finale di ammissibilità è arrivata a dicembre 2000
- l'ammissibilità è stata data per il ricorso sulla pubblicazione dei verbali, mentre è stata rigettata la prima parte del ricorso sulle intercettazioni in sé
- il giudizio di merito è stato dibattuto in due sessioni, ottobre 2002 e giugno 2003
- il giudizio finale è stato di condanna dello Stato Italiano per non avere secretato bene i verbali né aver cercato di scoprire chi li aveva mandati in giro, e inoltre nel non aver seguito le procedure legali quando le intercettazioni sono state presentate nel 1995 durante il processo.

A parte che non si capisce perché sia stato il Segnaposto a minacciare ipotizzare il ricorso, e non lo stesso Berlusconi, direi che ci sono buone possibilità che tale ricorso venga accolto. Immaginando che le cose vadano come nel caso Craxi, il risultato finale sarà che

(a) Berlusconi si vedrà vincente nel 2020 (augurandogli di non schiattare prima come Craxi);
(b) otterrà un risarcimento di 6000 euro (vabbè, facciamo 10000 perché sono passati un po' di anni; nel caso Craxi moglie e figli hanno avuto 2000 euro cadauno). Ah sì: se lo Stato italiano non paga subito scattano gli interessi pari al tasso di sconto più tre punti percentuali.

Belle cose, vero?

10.02.11

[pipponi]     e il paese reale?

Che Berlusconi dica «Farò una causa allo Stato visto che non c'è responsabilità dei giudici» non è una grande notizia; poco importa che Lui non sia ancora riuscito a cancellare l'obbligatorietà dell'azione penale e che la non responsabilità dei giudici non c'entra un tubo visto che stiamo parlando di pubblici ministeri.

Nemmeno che Franco "chi, scusa?" Frattini dica «La privacy del premier è stata violata, possibile ricorso a corte diritti umani» è poi una grande notizia, nel senso che non è che qualcuno stia a sentire cosa dice il segnaposto agli Esteri; d'altra parte ce lo vedreste un uxoricida controbattere in aula "non potete accusarmi! Eravamo a casa nostra, state violando la mia privacy!"?

Ma una volta pensato questo mi sono fermato. Io il "paese reale" non lo conosco affatto. Ergo chiedo a voi: ma la sciura Pina cosa penserà di tutto questo? E soprattutto, com'è che l'opposizione non è capace a fare altro che (Di Pietro e Repubblica) strillare in direzione uguale e contraria a quella del premier e dei sui accoliti, oppure (il sedicente piddì) restare timidamente muto? O anche qua mi perdo qualcosa?

09.02.11

[pipponi]     dovevo immaginarmelo

Quando uscì il decretone sulla semplificazione delle italiche leggi, mi permisi di plaudire almeno in parte a Simplificius Calderoli. Peccato che col passare del tempo ci si accorga che la furia semplificatrice ha lasciato una serie di danni che devono essere riparati in tutta fretta.

L'ultima che è stata trovata, l'abrogazione dell'annessione del Veneto e della provincia di Mantova, è naturalmente una boutade; tanto per dire, che il Veneto sia in Italia lo dice la Costituzione (articolo 131). [e comunque ricorderei ad Alessio Antonini che al più dovremmo ridarlo all'Austria... peccato che Bozen non fosse oggetto di quella legge]. Ma magari di cosette tipo il Tribunale dei Minori ci si poteva accorgere, no?

Insomma abbiamo avuto il classico esempio di cose raffazzonate che generano più danni che altro. Magari Calderoli potrebbe mettersi a lavorare lui sul serio... ammesso che sappia come si fa.

08.02.11

[curiosita']     crucchi

La pila del mio Creative Zen era ormai completamente defunta. Faccio un rapido giro sulla rete, e decido che la soluzione migliore sia prenderla via amazon.de. Mi iscrivo (tanto i dati se li scambiano già) e faccio l'ordine. Il giorno dopo mi arriva una mail dal venditore (come sapete, Amazon per i non-libri usa spesso terze parti) che mi dice più o meno "ottime notizie! Il suo ordine che ci è arrivato il 31.01.2011 alle 18:53:12 è stato processato e in breve le arriverà a milano: il numero della ricevuta è XYZ e la spedizione è avvenuta il 01.02.2011 alle 09:43:42. Le saremmo grati se ci inviasse una nota quando ha ricevuto l'ordine; siamo a disposizione per ogni problema, bla bla bla".

Una cosa che salterà agli occhi di tutti voi è la precisione teutonica. Avrei capito indicare ora e minuti, ma anche i secondi? La seconda cosa invece non potete saperla. Tutta la transazione, dall'apertura della pagina di amazon.de alle mail del venditore, è stata scritta rigorosamente in tedesco. D'accordo, capisco quel minimo di tedesco per poter seguire le transazioni, e oggi come oggi Google Translate aiuterebbe anche; però mi pare comunque sconcertante che - una volta che il sistema automatico ha visto che io non abito in Krante Cermania, o almeno in Südtirol - a nessuno venga in mente di aggiungere un collegamentino "se preferisci usare l'inglese clicca qua". Ecco, queste cose me le aspetto da un francese, non da un tedesco... (da un italiano mi aspetto il link in inglese con testo tradotto dal cugggino dell'amico, e comprensibile solo da un italianofono; ma questa è un'altra storia)

06.02.11

[trasporti]     Potenziamento

Oggi c'è stata la seconda domenica senz'auto (che poi di auto ce n'erano parecchie soprattutto da me in periferia, ma lasciamo perdere). ATM aveva annunciato un potenziamento delle linee metropolitane e di superficie.
Bene: alle 15:15 siamo usciti per andare a prendere il 4 che ci avrebbe portati tutti e quattro al Parco Sempione. Mentre arriviamo all'angolo vediamo passare due tram, uno in su e uno in giù. Vabbè, pensiamo, ce ne sarà ben uno tra poco. Ordunque: il tabellone mobile in direzione opposta segnava la corsa successiva dopo 16 (sedici) minuti; quello in direzione nostra era silente, e solo dopo qualche minuto si è improvvisamente animato e ha sentenziato 11 (undici) minuti di attesa. Facendo un po' di conti, la resurrezione deve essere giustamente stata quando il tram è partito dal capolinea.
Per curiosità abbiamo guardato la tabella delle frequenze: la domenica alle 15 dovrebbe passare un tram ogni 11 minuti. Chi è che regala un vocabolario, o almeno la lettera P del vocabolario, ad ATM?

[giochi]     gioco della domenica: Ball Balance

Chi mi verrà a dire "basta con le varianti del tetris!" dimostrerà che non ha affatto provato a vedere questo Ball Balance. Certo, ci sono le palline dei vari colori, e quando ne metti tre in fila orizzontale e verticale queste spariscono. Peccato che le palline caschino su uno schema che sta in precario equilibrio su una bilancia: quindi occorre pensarci bene su e capire se convenga cercare di completare il terzetto oppure spostare di corsa la pallina dall'altro lato per riequilibrare il tutto. Ah, le palline hanno anche un peso diverso, e non puoi tenerle all'infinito in attesa mentre la bilancia raggiunge l'equilibrio, sennò il tutto sarebbe troppo facile.

Ah: il programmatore di questo gioco è italiano...

(via Passion for Puzzles)

05.02.11

[recensioni]     Cows in the Maze (libro)

[copertina]Terza (e ultima) raccolta degli articoli di Ian Stewart sullo Scientific American (e sulla versione francese Pour la Science - non so voi, ma a me il pensiero che la rubrica di giochi matematici sullo Scientific American fosse divenuta bimestrale e che sono state le versioni nazionali a mantenere alta la bandiera della matematica ricreativa fa un po' di tristezza), in questo libro (Ian Stewart, Cows in the Maze, Oxford University Press 2010, pag. 306, Lst 8,99, ISBN 978-0-19-956207-7) troviamo quello che ci si può aspettare da un libro del genere: capitoli generalmente scorrelati, tranne il trittico sui viaggi nel tempo che in effetti sono l'espansione di un'unica colonna piuttosto lunga nell'originale, e che toccano più o meno tutti i campi, data la pervasività della matematica che i non matematici credono essere incredibile ma che in effetti per i matematici è una cosa assolutamente normale. Questo significa che ci sono capitoli (quello sulle figure di corda e sulle danze) che per me sono assolutamente inutili e altri (chessò, quello sui quadrati più che magici o sui percorsi dei cavalli su scacchiere rettangolari) il cui approccio è molto più interessante di quello che si trova in giro solitamente. Altra cosa molto bella è la sezione finale di ogni capitolo con la sitografia: perché diciamocelo, oggi come oggi il libro è il punto di partenza, non certo l'arrivo. In definitiva: carino, ma direi non essenziale.

04.02.11

[politica]     Perché tanta fretta?

Non sono riuscito a capire come mai Berlusconi abbia deciso, poche ore dopo la bocciatura in Bicameralina del decreto attuativo sul federalismo fiscale, di convocare in fretta e furia un consiglio dei ministri per ripresentare le norme sotto forma di decreto legge. Secondo me Napolitano non aspettava altro, e in tempo record ha rimandato al mittente il decreto facendo "rispettosamente" notare che la legge delega del 5 maggio scorso diceva qualcosa di diverso.

Per la precisione, il governo poteva sì fregarsene del parere del parlamento: però «Il Governo, qualora non intenda conformarsi ai pareri parlamentari, ritrasmette i testi alle Camere con le sue osservazioni e con eventuali modificazioni e rende comunicazioni davanti a ciascuna Camera. Decorsi trenta giorni dalla data della nuova trasmissione, i decreti possono comunque essere adottati in via definitiva dal Governo. Il Governo, qualora, anche a seguito dell'espressione dei pareri parlamentari, non intenda conformarsi all'intesa raggiunta in Conferenza unificata, trasmette alle Camere e alla stessa Conferenza unificata una relazione nella quale sono indicate le specifiche motivazioni di difformità dall'intesa.». Detto in altro modo, essendo per il momento l'Italia una democrazia parlamentare in ogni caso non si può far nulla senza rendere almeno nota ufficialmente la cosa. Quale sarebbe stata la differenza? Trenta giorni più il tempo necessario per inserire nel calendario delle Camere le comunicazioni.

Perché insomma BossiBerlusconi ha deciso di fare una mossa così azzardata? Davvero, non lo so. Una possibilità è che non sia affatto convinto che il governo regga per tutto quel tempo, e che quindi fosse meglio lanciarsi in fretta e furia a mettere le cose nero su bianco; ma anche così doveva essere davvero nervoso e preoccupato per non immaginare che Nappy e i suoi costituzionalisti non gliel'avrebbero mai fatta passare. O forse è l'inizio di una nuova campagna di delegittimazione - beh, inizio si fa per dire visto quanto scritto stamattina sul Giornale di famigghia? Voi che ne pensate?

[pipponi]     Trovate le eventuali differenze

(il grassetto è mio)

(a): «Ieri il governo ha approvato il federa­lismo municipale. Lo ha fatto con una apparente forzatura, non tenendo con­to del parere negativo della commissio­ne bicamerale. Ma sulle riforme il gover­no non si può fermare. Deve andare avanti, senza farsi imbrigliare dalle pro­cedure parlamentari. In nome e per con­to dei cittadini che chiedono uno stato più agile.»

(b): Quando mancasse il consenso, c'è la forza. Per tutti i provvedimenti anche i più duri che il Governo prenderà, metteremo i cittadini davanti a questo dilemma: o accettarli per alto spirito di patriottismo o subirli.

Poi non venitemi a dire che Vico non aveva ragione.
(Credits: Galatea, ziomau e wikiquote)

P.S.: in molti mi avevano suggerito «Potevo fare di quest'aula sorda e grigia un bivacco per i miei manipoli.»; peccato che la citazione corretta sarebbe allora stata qualcosa tipo «Potevo fare di quest'aula sorda e grigia un residence per le mie amichette», e soprattutto che in parte Lui (l'altro Lui, ovvio) l'abbia già fatto.

[curiosita']     Hosni

Occhei, ditemi quanti di voi fino all'inizio di questa settimana avevano mai sentito nominare il Rais egiziano altro che con il suo cognome. Non è mica facile passare al nome proprio: pensate solo ai nostri Pierluigi, Massimo, financo Romano... ma anche negli USA nessuno parlerebbe di Barack, no?

Ah, a questo riguardo vorrei compiere un'operazione enigmistico-divinatoria. Se togliete da BARACK HUSSEIN OBAMA le lettere di HOSNI MUBARAK, quello che rimarrà è «B.: È CASA». Le lettere non sbagliano mai: è proprio vero che Silvio credeva che Ruby fosse la nipote di Mubarak!

[wikipedia]     La creazione della verità

La scorsa settimana ricevo un'email in cui una laureanda mi chiede lumi su quanto scrissi nel 2005 (!) alla voce di wikipedia su Ciuffettino, e cioè che il protagonista del libro di Yambo divenne persino re del paese delle fate. Federica (così si chiama la laureanda) mi chiede la fonte dell'informazione, visto che tutte le altre occorrenze che aveva trovato sembravano derivare appunto dal testo wikipediano.

Inutile dire che io non mi ricordo cosa ho mangiato ieri sera, figuriamoci cosa avevo scritto sei anni fa. Ad ogni buon conto faccio un po' di ricerche in rete anch'io e trovo quello che probabilmente è stato il punto da cui sono partito: nella trama di Ciottolino a un certo punto si legge che il nonno racconta al bimbo e a sua sorella «la fiaba di Ciuffettino, il bimbo che “come uno e due fan tre diventa re” del Paese delle Fate». Da lì devo aver deciso che quel metaCiuffettino fosse lo stesso Ciuffettino e quindi ho inserito l'informazione nella voce. Sfruttando il fatto che la mia biblioteca di quartiere ha la ristampa anastatica del libro, sono poi passato a vedere il testo, e ho potuto verificare de visu che Ciuffettino diventa in effetti l'Imperatore dei Pappagalli, prendendo l'augusto nome di Ciuffettino XXXV; tutt'un'altra cosa, insomma.

Che si può evincere? varie cose. Innanzitutto, non fidarsi mai dell'enciclopedia; è vero che una modifica del genere fatta oggi sarebbe stata immediatamente etichettata come "senza fonte" e quindi il lettore causale verrebbe avvertito, ma chissà quanti casi simili esistono ancora. Molto peggiore il vedere come il meme "l'ha scritto wikipedia" implica che un'informazione viene copincollata tranquillamente (senza citare la fonte, ma quello è ben noto: non lo fanno Repubblica e il Corriere, perché mai l'ultimo sitino dovrebbe ottemperare a un obbligo che pur non costandogli nulla è pur sempre un obbligo?) e quindi assume una realtà assolutamente staccata da quanto capita nel mondo reale. Insomma, chi collabora all'enciclopedia libera deve sermpre ricordarsi quali responsabilità ha. Dal punto di vista positivo adesso la voce è a posto :-) (e aggiungo un bravo a Federica che la sua tesi la sta facendo in maniera davvero ottima!)

03.02.11

[informatica]     il grande Googlello

Quando Google creò la Priority Inbox in Gmail, io provai a installarla. Ci pacioccai per qualche giorno, poi mi accorsi che tanto non avevo nessun interesse a perdere tempo ad affinare algoritimi per decidere quali messaggi leggere per primi, e quindi la lasciai perdere; rimaneva lì il tab ma tanto non gli cliccavo sopra.

Oggi pomeriggio vedo per caso nella barra degli avvisi un "Take Priority Inbox Survey"; essendo io malato di sondaggite mi dico "vabbè, facciamoli contenti" e ci clicco su. Mi appare una schermata con una sola domanda:

Feedback on the Priority Inbox
We've noticed that you've recently stopped using Priority Inbox. Is there a particular reason why you've stopped using it?

Sì, lo so che l'"abbiamo notato" è puramente statistico, bla bla bla; resta il fatto che non solo vengono verificate statisticamente le parole chiave nelle mail che ricevi (altrimenti come farebbero a mandarti la pubblicità contestuale) ma anche i link e i pulsanti che tu scegli di solito. Non è che forse sia un po' esagerato?

02.02.11

[pipponi]     c'è qualcuno che compra Libero?

Statisticamente è possibile che tra gli affezionati lettori delle mie notiziole ci sia qualcuno che acquista il quotidiano fondato da Vittorio Feltri e attualmente diretto da Maurizio Belpietro. Oppure magari qualcuno potrà finire qua da un motore di ricerca, oppure leggermi via Facebook. Vabbè: se c'è qualcuno di lorsignori, sarebbe così gentile da spiegarmi cosa può importare loro che Piero Marrazzo sia stato fermato a un posto di blocco con un trans, ma importare così tanto da pensare che sia Una Buona Cosa metterlo come titolono a tre quarti di pagina in una giornata in cui non è che non fosse successo proprio nulla?

Che uno fosse stato candidato come governatore di una regione solo perché era un giornalista che conduceva una trasmissione di inchiesta piuttosto seguita a me è sempre sembrata una grande idiozia. Ma in questo momento - e spero che l'ipotetico acquirente di Libero lo sappia - non ha alcun incarico politico, quindi non deve rispondere nemmeno moralmente all'opinione pubblica di quello che sta facendo (per quanto riguarda la responsabilità penale, persino a Libero sono stati costretti a scrivere che il fermo è semplicemente stato fatto per un controllo di routine e non è stata imputata alcuna accusa al giornalista Rai). Quindi il solito tentativo di caciara "ma tanto sono tutti uguali" non è che funzioni così bene, almeno fino a quando anche a destra non inizieranno a lasciare la politica. Tralascio il banale fatto che i dati relativi alle preferenze sessuali di una persona sono dati sensibili e quindi non dovrebbero nemmeno essere pubblicati: se uno compra certa stampa, credo non ci faccia molto caso. Altre possibilità non è che mi vengano in mente: è proprio per questo che chiedo lumi!

[io]     per la santa Candelora

de l'inverno semo fora:
ma se piove o tira vento
ne l'inverno semo drento.

Essendoché io sono italiano e di pianura, le marmotte non le considero.
C'è solo un piccolo problema: stamattina c'era il nebiun che mi lasciava persino goccioline d'acqua mentre pedalavo verso l'ufficio, e lo stupido proverbio non ha specificato cosa succede in questo caso...

01.02.11

[pipponi]     quando si è liberisti sul serio

È notizia di oggi (o di ieri, a seconda del fuso orario): un altro giudice federale statunitense ha definito incostituzionale la riforma sanitaria promulgata l'anno scorso da Obama dopo un eterno tiraemolla. Il motivo della sua bocciatura è semplice: questa riforma obbliga i cittadini americani a contrarre una polizza assicurativa sanitaria.

Conoscendo i miei ventun lettori, so perfettamente che ce n'è più di uno che ritiene la cosa assolutamente normale e corretta, e anzi si lamenta a ogni piè sospinto che non si fa la stessa cosa qui in Italia. So anche che alcuni di loro troveranno la cosa scioccante, ma sono anche convinto che per la maggior parte degli americani è scioccante il concetto europeo contemporaneo di "governo normativo", e che la Corte Suprema USA con buona probabilità sancirà l'effettiva incostituzionalità della norma.

Che ne penso io? Beh, non sono per nulla un liberista. La mia filosofia è che la gente è fondamentalmente stupida e quindi debba essere costretta a fare certe cose. Lasciamo stare gli iperultraliberisti che immagino siano anche contrari alle assicurazioni di responsabilità civile autoveicoli, e che meriterebbero di essere messi sotto da un'auto senza assicurazione guidata da un nullatenente; e limitiamoci alle cose che si direbbero toccare la singola persona. Non so se il liberista standard accetterebbe di fare la colletta per quelli che hanno pensato "ma chisseffrega dell'assicurazione sanitaria, io tanto sto bene" e poi scoprono di aver bisogno di un'operazione che costerà duecentomila euro. Io personalmente no, ma accetto di pagare più di uno che guadagna meno di me per il servizio sanitario nazionale. È un modo diverso di vedere le cose; ma è il mio modo.

[povera_matematica]     fossero solo cinquanta miliardi

Stavolta il problema non è dell'italica stampa: l'articolo di Repubblica è sufficientemente chiaro. Ma se uno si limitasse a leggere la BBC (la BBC!), magari non capirebbe molto. Il titolo è abbastanza corretto, «Italy tax police hunt 50bn euros undeclared income», ma l'occhiello racconta come «Italians failed to declare almost 50bn euros (£43bn; $68bn) in income in 2010, according to the tax authorities, a rise of 46% on the previous year.».

Fossero solo cinquanta miliardi i redditi non dichiarati, non varrebbe nemmeno la pena di affaticarsi così tanto. La pressione fiscale è intorno al 43%. Facciamo 50% per arrotondare (i poveri tanto non hanno nemmeno la possibilità di evadere le tasse) e arriviamo a 25 miliardi di imposte non pagate; meno del 2% del PIL. Questo nella migliore - si fa per dire - ipotesi, che cioè tutti quei soldi siano finiti all'estero e quindi non abbiano mosso l'economia. Lo so, cinquanta miliardi di euro sono tanti e non si riesce a visualizzarli bene (sono 800 euro a testa, neonati e ultracentenari compresi, se può dare un'idea), ma questa non è un'ottima ragione per mischiare le carte in tavola.

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