Quando Grigori Perelman rifiutò il milione di dollari che il Clay Institute gli aveva assegnato per la dimostrazione della Congettura di Poincaré, la notizia raggiunse le prime pagine di tutti i giornali. Non che la gente sapesse che diavolo fosse questa congettura, a dire il vero; ma l'idea di tutti quei soldi li stuzzicava. Fortunatamente ci sono stati alcuni matematici che hanno pensato non tanto di raccontare la dimostrazione quanto di riuscire a dare uno sguardo generale sui temi trattati, per dare almeno un'idea di quello di cui si stava parlando. Donal O'Shea ci è riuscito benissimo con questo suo libro (Donal O'Shea, La congettura di Poincaré [The Poincaré Conjecture], Rizzoli - BUR, 2008 [2007], pag. 360, € 10,80, ISBN 978-88-17-02357-3, trad. Daniele Didero): dopo l'incipit molto americano ero un po' prevenuto, ma lo stile del resto dell'opera è molto chiaro, e conduce man mano il lettore a capire il contesto in cui il problema nacque e fiorì, comprese le implicazioni con la relatività generale; il tutto con un ampio apparato di note utili per chi volesse saperne di più. In fin dei conti la congettura di Poincaré parla anche del nostro universo: afferma infatti che se il nostro universo non è infinito e si comporta come pensiamo faccia allora è in un certo senso l'equivalente quadridimensionale di una sfera. Servirà a qualcosa? Probabilmente no, ma la matematica non si preoccupa certo della cosa. La traduzione è scorrevole, ma in qualche punto (non matematico, a dire il vero) mi ha dato l'idea di essere stata tirata un po' via, come nelle "poesie in cinque versi" che probabilmente sono limerick. Troppa semplicità fa male...
La congettura di Poincaré (libro)
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"Servirà a qualcosa? Probabilmente no"
Non ne sarei così sicura. Il risultato magari no, ma le tecniche usate sono potenti e negli ultimi anni molto popolari, anche fra i matematici applicati.
@Barbara: da quel poco che ho capito le tecniche da cui Perelman (e prima di lui Hamilton) partono dall'equazione del calore, ma l'approccio di Perelman mi pare sia "riuscire a evitare le singolarità", o sbaglio?
Se ho ben capito finora si usavano vari tipi di flusso fermandosi quando si trovava una singolarità. L'idea di Perelman non è (sempre se ho ben capito) non tanto di evitare la singolarità ma di passarci attraverso indenni :-). Ora che la sua dimostrazione è stata resa accessibile, le tecniche usate sono alla portata di tutti gli interessati, e ce ne sono molti anche nelle applicazioni.