Leggo dal Corsera che il PdL ha portato in Commissione al Senato la sua proposta di legge sul testamento biologico.
Già capisco poco perché debba essere controfirmato da un medico, ma facciamo finta che sia perché così uno può capire cosa è lecito mettere dentro e cosa no. Ma perché mai deve essere depositato presso un notaio? Forse la categoria ha bisogno di lavorare un po' di più? Com'è che se scrivo un testamento olografo posso stabilire dove vanno i miei soldi quando muoio senza dare prima soldi a nessuno? Sembra quasi inutile aggiungere che il testamento è a termine: dopo tre anni scade, come le medicine, e bisogna farne (e consegnarne) un altro. O magari è come il contratto collettivo di lavoro: quando scade bisogna fare la nuova piattaforma, un tiraemolla col medico, e finalmente chiedere l'intervento del notaio che faccia da mediatore. E non sognatevi di arrivare alla firma prima delle quattro del mattino.
Il tutto infine è assolutamente inutile: citando l'articolo, «è prevista la figura di un fiduciario che però non è vincolato a rispettare le indicazioni contenute nel documento». Diciamo che si direbbe che non si voglia che qualcuno osi stilare un testamento biologico?
(via Leibniz, che con Spinoza non c'entra nulla)

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5 Commenti

Scusami, ma dal PdL che ti aspettavi? L'ala destra della chiesa del testamento biologico non vorrebbe nemmeno sentirne parlare!

Con l'aria che tira nella Chiesa, è già tanto che non mettono una regola tipo "un ebreo non può scrivere il testamento biologico e gli altri sì" :-)!

Ah, chiudi lo small...vedo tutto piccolo :).

Anch'io vedo tutto piccolo. Più del solito (il che, considerando che io e .mau. siamo isomiopi, non è poco).
Per il resto, ho pensato più o meno le stesse cose stamattina sentendo la notizia al giornale radio. Incluso, ahimè, il commento di mestesso.

Fra parentesi, i familiari possono chiedere che una persona incapace di intendere venga trasferita in un altro paese? Perché ormai vedo come unica via d'uscita la fuga. Sperando che sia necessaria il più tardi possibile, beninteso.

@Barbara: i familiari potrebbero chiedere il trasferimento all'estero nel caso Eluana Englaro, MA il medico curante può, per "giustificati motivi di salute del paziente" rifiutarne la richiesta sine die. Beppino Englaro peraltro ha detto pubblicamente che non lo farà mai.

E' già successo che tale permesso sia stato rifiutato per pazienti non in stato vegetativo, figurati nel caso specifico...

Senza considerare che gli stati vanno verso il federalismo.

In Spagna per evitare l'accanimento terapeutico è molto meglio trovarsi a Barcellona che a Madrid.

Così è a questo che serve la diagnosi precoce. Almeno fintanto che non sarà vietato ai politicanti di occuparsi di temi che richiedono una dose di buon senso molto alta.

@mestesso: insomma conviene levare le tende in anticipo, e sperare in bene nel frattempo. Grazie dell'informazione.

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