31.12.08
Giorgino mi ha fregato   [curiosita'08]

È fine anno, ed è tempo di bilanci. Ero tutto fiero degli 86 libri che avevo letto quest'anno, per un totale di 20000 e rotte pagine. Poi stamattina leggo su Repubblica cartacea (e Lo Straniero di Elea conferma) che secondo Karl Rove il presidente uscente americano, George Dubya Bush, quest'anno ha letto ben 95 libri. È una consolazione ben scarsa sapere che l'anno scorso vinsi io, 72 a 51.
Dire che mi fidavo della barzelletta di otto anni fa! ("Un incendio ha distrutto la libreria del Presidente USA! Un disastro! Entrambi i libri sono andati distrutti, e uno non lo aveva nemmeno finito di colorare!")

Tutti su Facebook   [informatica]

Ho appena visto le statistiche sul numero di utenti italiani di Facebook durante quest'anno (le trovate qua). È una cosa davvero impressionante. Da gennaio ad agosto il numero di utenti è solo triplicato, passando da 216.000 a 622.000: da lì in poi è semplicemente esploso, arrivando a novembre (gli ultimi dati che sono a disposizione) a 4.200.000. Credo siano un ordine di grandezza superiore agli utenti di Second Life che l'anno scorso sembrava essere ovunque e anche altrove. È vero che il numero di utenti non corrisponde necessariamente al numero di persone che usa la rete, ma per Facebook la tara da fare è probabilmente minore, considerando che dovresti entrare con il tuo nome-e-cognome e che sembra che ci sia una forte carica di viralità, come scrissi a suo tempo.
L'esplosione è ovviamente successiva di qualche mese alla localizzazione in italiano dell'interfaccia (nel maggio scorso), visto che le conoscenze linguistiche medie dei miei connazionali sono quelle che sono e che ci vuole un certo tempo perché le notizie si propaghino: però ritengo che il settembre 2008 sia il nostro Settembre Eterno. La mia sensazione è che Facebook non sarà una moda, ma reggerà parecchio a lungo (anche degli anni), finché non ci sarà un nuovo modello che lo rimpiazzerà nella voglia della gente di chiacchierare.
Per la cronaca, io sono su Facebook per colpa sua, dal 17 giugno. Del 2007.

30.12.08
Nella gioia e nel dolore   [curiosita'08]

Mentre stavo guardicchiando Wikipedia, sono finito sulla pagina di Sonny Bono, negli anni '60 produttore e cantante: magari "Sonny and Cher" vi ricorda qualcosa, o magari vi ricordate di Cher.
Bene, Sonny Bono si dette alla politica e diventò deputato per la California (e proporre quella che poi sarebbe diventata la legge Sonny Bono per l'estensione del copyright), salvo morire in un incidente di sci dieci anni fa. Chi ha preso il suo posto? la vedova, Mary Bono, che tra l'altro aveva ventisei anni meno del marito e che da allora è stata costantemente rieletta.
Vedete che poi il tutto non è così diverso da quanto succede a casa nostra!

Ho appena scoperto via Paul The Wine Guy l'ultima, "simpaticissima" iniziativa del Re dei Bloggher. Pensate, una pagina intitolata "Tutti i blogger di beppegrillo.it"! Pensate! Non è bello sapere di poter far parte di una Grande Famiglia di Amici del Comico Riccioluto Genovese? E garantisco che la cosa è facilissima! Basta seguire tutte le istruzioni comodamente riportate in quella pagina, e potrai fregiarti di essere citato sul Blogh Più Importante d'Italia!
Peccato che la cosa sia troppo facile. Quello che beppegrillo™ ha fatto è semplicemente stato consigliare la gente a iscriversi a Technorati (un servizio che serve per vedere quanta gente ti cita) e usare uno script per tirare fuori gli indirizzi dei siti. È un po' come dire che "tutti i blogger di .mau." sono quelli citati qua. Come risultato collaterale, io che uso technorati sono appunto considerato un "blogger di beppegrillo.it", e la cosa mi dà parecchio sui nervi. Sarebbe bastato intitolare la pagina "beppegrillo.it citato dai blogger" e non avrei avuto nulla da ridire (e non venitemi a dire che il testo della pagina inizia con «Qui sotto trovate l'elenco dei blog che hanno linkato, recentemente*, www.beppegrillo.it.». Un qualunque scalzacani sa che è il titolo quello che resta in testa, mica il testo).
Ad ogni modo, da oggi e con effetto retroattivo aggiungerò la formuletta magica rel="nofollow" ai miei link al Vate del Blogocono, sperando che Technorati rispetti la convenzione di non considerare esistente quel link.

29.12.08

[copertina] Prima parte della sintesi italiana delle Récréations Mathématiques di Lucas del 1892 fatta da RBA Italia, questo Il labirinto (Edouard Lucas, Il labirinto - Ricreazioni matematiche I, RBA Italia 2008, pag. 205, € 9,99, trad. Alessandro Ravera) fa conoscere per la prima volta al grande pubblico italiano questo matematico francese del XIX secolo, che pur essendo stato un semplice professore alle superiori ha condotto ricerche ancora utili oggi: il metodo che si usa per trovare i numeri primi di Mersenne è originariamente suo. Le Récréations consistono in vari capitoli che sviscerano un problema matematico, partendo dai cenni storici e giungendo a fornire una soluzione. Alcuni capitoli, come gli ultimi due sui girotondi e sulla dama, non sono molto interessanti, ma in genere i temi trattati meritano molto. Peccato per la traduzione, spesso pesante e che rende poco comprensibili le spiegazioni.

28.12.08
Asimmetrie   [pipponi]

Notizia di cronaca dal Corsera: Milano, tassista investe un immigrato. Già l'occhiello comincia a farci venire qualche dubbio, però: "Il conducente ha volutamente puntato sullo straniero. Fermato dai vigili, è risultato positivo alla cocaina". Ma è la lettura dell'articolo che ci fa capire come funzionano le cose qui da noi. Ecco alcuni frammenti dell'articolo, con le mie chiose.
* «due extracomunitari marocchini regolari, di 51 e 28 anni» - perché occorre rimarcare il "regolari"? Se non lo fossero stati sarebbe cambiato qualcosa? E perché occorre ridondare con "extracomunitari" e "marocchini"? Non sarebbe bastato "marocchini"?
* «ma lui si sarebbe rifiutato (a detta del tassista in quanto la via era imprecisata)» - a parte la banalità che non credo che uno fatto di cocaina sia in grado di capire il nome di una via detto da qualcuno che probabilmente non parla l'italiano (ma non avendone mai assunta magari mi sbaglio di grosso), qual è la ragione di questa parentesi? cambia qualcosa, considerando che nell'articolo non si parla di un alterco seguente, ma che «A questo punto i due si sono incamminati lungo la via Tonale»?
* «Ma l’autista, con una manovra volontaria, ha investito deliberatamente il pedone più giovane, come poi le telecamere comunali avrebbero dimostrato.» - mi viene solo da pensare "è una vergogna che ci siano tutte queste telecamere che non permettono più di stabilire la Vera Verità"
* il commento del vicesindaco De Corato, che mi rifiuto di citare. Non una parola sui due investiti, che d'altronde essendo extracomunitari e marocchini sono evidentemente subumani.
Bene. Come compito a casa provate a pensare a un tassista extracomunitario marocchino regolare che avesse investito volontariamente due operai brianzoli, e scrivete un articolo per il Corsera.

Tanto non se ne va   [politica]

Non state a leggere la versione tagliuzzata di rep-punto-it ("aver minacciato di «cambiare Paese se uscirà una mia telefonata»"). È molto meglio leggere la frase completa, ad esempio da Adnkronos: «Io continuo a telefonare, se viene fuori una mia telefonata di un certo tipo cambio Paese. Non accetto di vivere in un Paese in cui non sia rispettata la privacy», dalla quale si capisce molto di più.
Che significa tutto questo? Innanzitutto che Berlusconi non è così stupido da parlare al telefono di cose potenzialmente di rilevanza penale (e se ci pensate su, nemmeno la famosa telefonata di Zerbino Saccà lo era, almeno dal punto di vista del PresConsMin), e quindi è inutile sperare di tirare fuori chissà quale file. Ma soprattutto che sta sfruttando al massimo il momento in cui i suoi amichetti del piddì si sono trovati intercettati e quindi sono presumibilmente felicissimi di vietare le intercettazioni (salvo in caso di Olocausto, come chiosa Spinoza). Il tutto con il favore dell'opinione pubblica, che quando sente la parola "privacy" magari non sa come pronunciarla correttamente ma rizza immediatamente le orecchie e si preoccupa più che per i mutui; tanto per dire, nelle ultime quattro ore sono arrivate a questo blog 14 persone, tutte da IP diversi, tutte che hanno fatto la ricerca "facebook privacy" da Google. Non che queste persone si lamentino dei callcenter che chiamano rigorosamente all'ora di cena, ma non si può essere sempre coerenti.
Termino dichiarandomi assolutamente d'accordo con la chiusa di Gilioli: D. Ma poniamo, per ipotesi, che le intercettazioni su Berlusconi escano: lascerebbe davvero il paese? - R.Eddai, non scherziamo.

Israele e Gaza   [pipponi]

Sì, trovo anch'io barbari gli attacchi israeliani contro Gaza. Però mi chiedo anche alcune cose.
- Da Gaza avevano ripreso a lanciare razzi contro Israele. Anche supponendo che i miliziani (qualunque cosa voglia dire la parola) non siano direttamente legati al partito al potere a Gaza (Hamas), mi state dicendo che la polizia palestinese non è in grado di trovare da dove lanciano i razzi? sono lanciati dalla finestra di casa come i botti a Napoli?
- La comunità mondiale deplora le azioni israeliani, e tutte queste cose qua. Però poi l'italica stampa scrive che un razzo partito da Gaza casca subito, e uccide per errore due bimbe palestinesi. Si suppone che se fosse arrivato a destinazione e avesse ucciso due bimbe israeliane allora non sarebbe stato un errore, ma la logica conseguenza?
- Israele sta bloccando da mesi i valichi di frontiera, impedendo i rifornimenti. Però esiste un valico con l'Egitto (Rafah') che è anch'esso sempre bloccato. Come mai?
Io tendo a diffidare da chi vede le cose troppo in bianco-e-nero. Termino così il pippone citando un commento riportato da Paolo Guzzanti, commento con il quale sono generalmente in disaccordo tranne su una cosa: questo attacco è banalmente preelettorale, il che significa che Livni e Barak sono convinti che la maggioranza della popolazione israeliana, e non solo gli ortodossi, vogliano questi attacchi.

Il chiosco (libro)   [recensioni]

[copertina] Bisogna dire che quelli di Delos hanno dovuto usare un font molto grande per gonfiare a dimensione di libro questo racconto lungo, o romanzo breve che dir si voglia (Bruce Sterling, Il chiosco [Kiosk], Delosbooks - Odissea 30, novembre 2008 [2007], pag. 112, € 9, ISBN 978-88-95724-37-9, trad. Jasmina Tesanovic e Salvatore Proietti); d'altra parte, non avendo noi un mercato per le riviste di SF, non si può fare molto altro. Il testo ad ogni modo merita: pur restando nelle ambientazioni cupe che piacciono tanto a Sterling - stavolta siamo in una non meglio identificata città dell'est, presumibilmente Belgrado, tra qualche decennio - quello che spunta è la vena satirica contro la società odierna, tra la funzionaria dell'Unione Europea che vorrebbe tutto completamente burocratizzato, il leader Liberal Democratico Radicale che mette in guardia il protagonista non tanto sulla provenienza illecita del duplicatore quanto sui diritti d'autore lesi quando si fanno le copie, e la rivoluzione che si snoda più o meno a caso e non cambia nulla. Anche la prosa è molto pungente e ben resa in italiano - Jasmina Tesanovic è la moglie di Sterling, quindi ha indubbiamente dei vantaggi competitivi... Una piacevole lettura per una serata, insomma.

27.12.08
Senza titolo   [serio]

Stasera alle 18 ho preso la bicicletta. Uscendo, ho visto un po' più avanti sulla via un gatto fermo in mezzo alla strada vicino a una macchia scura; non appena mi ha visto è scappato da un lato.
Quando sono arrivato alla macchia, ho visto che era un altro gatto, che probabilmente era appena stato investito da un'auto ed era morto.

deve avercelo, un senso   [curiosita'08]

Mentre controllavo technorati, ho scoperto che c'era un link al mio blog da qua. Nulla che non vada nel link in sé: sono riportate le prime righe di un post e poi c'è il link al testo completo. Però mi chiedo: un sito che si chiama tassomutui, ha come titolo "Magazine di informazione su mutui e prestiti in Italia" e non ha nemmeno adsense, perché mai dovrebbe prendere la recensione di un libro di fantasy? solo perché si chiama Making Money?

Grazie   [io]

Stamattina, visto che Anna non si sentiva completamente in forma, sono stato inviato all'Esselunga a fare la spesa (dotato di una lista competa). Divincolandomi tra la folla, sono finalmente riuscito ad arrivare alla cassa; mentre caricavo la roba sul rullo, la cassiera mi ha fatto notare che la confezione di sabbia per le gatte si era rotta (appunto mentale: metterla sempre in un sacchetto di plastica trasparente di quelli per la verdura) e mi ha detto se volevo andare a prenderne un'altra. Ho tentato di fiondarmi, usando il famoso effetto bowling, ma mi ci è voluto un po' di tempo. Sono arrivato trafelato, e la cassiera stava finendo di battere i pezzi e mi aveva già messo tutta la roba nei sacchetti. Sono rimasto basito: l'ho ringraziata ma non mi sono nemmeno appuntato il nome per scriverlo qua.

26.12.08

Tra i regali di Natale che ho fatto ad Anna, c'è stato - per la prima volta nella nostra vita - un set-top box per vedere il digitale terrestre. Vendita sottocosto a 19.90 euro, niente possibilità di aggiunta card, niente possibilità di mettere un codec MPEG4 - tutte cose che non mi interessavano, dato che l'unica vera ragione per l'acquisto era poter vedere la BBC.
La cosa che mi ha colpito di più, oltre a vedere che in effetti la configurazione è andata avanti per conto suo, è stato il negozio Expert che avevano appena aperto in Bicocca. Io sono passato martedì, e le offerte - e il negozio stesso - iniziavano da sabato. In effetti all'esterno del negozio erano appesi un paio di decine di fogli che indicavano come l'articolo X in offerta era esaurito. Di ricevitori per il digitale terrestre ce n'erano però a pacchi, esattamente come c'erano pacchi di chiavette USB da 16 GB a 20 euro (quelle da 8 GB a dieci euro erano finite, quelle da 4 GB a cinque euro erano ancora disponibili). Mi sa che sono arrivato davvero in ritardo con il digitale terrestre :-)

25.12.08

Non so se qualcuno ha dato un'occhiata allo scaffale di libri che ho comprato ma non ho ancora letto o c'è qualche altra ragione nascosta, ma quest'anno per Natale l'unico libro che ho ricevuto è Il Chiosco di Bruce Sterling, che non è esattamente un'opera da mille pagine.
Se sentite gli editori lamentarsi, sappiate che è anche per colpa indiretta mia.

Tra lo spam di questi giorni, il messaggio di Pietro Molinari (nome che non mi è affatto nuovo, anche se non in questa sua incarnazione) non può rimanere relegato in una cartella che verrà automaticamente purgata. Almeno le parti principali devono avere i loro quindici minuti di fama, per la fama che può essere data dall'apparire su queste notiziole.
Il Molinari inizia il suo messaggio intitolato "CAMPAGNA PER L'ABOLIZIONE DEL FINANZIAMENTO PUBBLICO DEI PARTITI" (deve avere avuto un'offerta speciale sulle lettere maiuscole) con il titolo del suo "partito":
ALLEANZA DIO E POPOLO
Partito Etico Politico Onniconfessionale
e già qui devo dire che "Partito Etico Politico Onniconfessionale" è un nome che merita molto. Il PEPO è molto visivo, visto che come link mette una pagina di YouTube, pardon YOUTUBE, dove spiega il suo eso- ed essoterismo. Il testo unisce citazioni quasi da gestione del copyright, come
LO SLOGAN DIO E POPOLO E' DI GIUSEPPE MAZZINI ALLA PAGINA 476 DEL LIBRO INTITOLATO " GIUSEPPE MAZZINI - SCRITTI POLITICI"
a interessanti teorie semiotiche, tipo
LO STEMMA DEI CARABINIERI E' ISPIRATO AL PECCATO ORIGINALE :
-COL DETTO ALBERO PROIBITO DEL QUALE SI E1 PERDUTA LA CONOSCENZA SCIENTIFICA ;
-CON L'ARTIGLIO DEL LEONE CHE STRINGE INESORABILMENTE IL SERPENTE SIMBOLO DEL MALE !
Purtroppo Molinari alla fine mi casca proprio male. Non per la richiesta di soldi per finanziare il suo partito, quanto per la solita trita e ritrita frase
Siamo coscienti che e-mail indesiderate sono oggetto di disturbo, quindi La preghiamo di accettare le nostre piů sincere scuse se questa mail non č di Suo interesse. La presente č inviata in copia nascosta e, a norma della D Leg 196/2003, abbiamo reperito la Sua e-mail navigando in rete, o da e-mail che l'hanno resa pubblica, o da e-mail ricevute, o perché Lei č iscritto al nostro indirizzario.
(mi sa che ha comprato il PC in Slovenia e non è ancora stato capace di spostare il charset da ISO-8859-2 a ISO-8859-1) No, caro signor Molinari: questo è spam bello e buono e non accetto affatto le sue scuse. Le dico solo che sta già facendo parte del sistema contro cui si scaglia a parole.

Buon Natale   [io]

La cosa più semplice sarebbe stata copincollare quanto scritto da PTWG, però forse non è lo spirito giusto :-) Riprovo per conto mio, allora.
Ho già delle idiosincrasie verso gli auguri di Natale, ma riesco a tenerle a bada su quelli personali (in senso lato: se li si spedisce a una mezza dozzina di amici con cui ad esempio si va sempre a fare le ronde pestanegri, hanno un senso di "appartenenza"). Ma gli auguri copincollati, per email o sms, sono una iattura che dovrebbe essere punita con il taglio della connessione. Ora mi direte "perché? vent'anni fa forse non si scrivevano tutti i bigliettini di auguri copiando la stessa frase e giusto cambiando l'ordinale dell'anno?" A parte che quando facevo qualcosa del genere ogni frase era scritta pensando al ricevente, faccio notare che ci voleva comunque della fatica separata per ogni persona, visto che ti toccava scrivere tutto da capo... non ho mai visto nessuno che si preparasse un bel timbro per scrivere "tanti auguri ecc. ecc." Adesso nell'ipotesi più fortunata l'unica fatica è comporre una volta per tutte il testo, se non lo si prende dal messaggio ricevuto da qualcuno che si è mosso prima, e mettere i vari nomi in Bcc: o Ccn:. Sai che fatica. Interesse verso i riceventi: zero. Poi è chiaro che assumo la perfetta buona fede di chi fa queste cose: non chiedetemi solo di unirmi a loro. Detto in altro modo: se mi hai inviato auguri "in batteria" e non hai ricevuto indietro nulla, sappi che è normale, ma non chiederò a Gesù Bambino che ti mandi a fare qualche millennio di purgatorio (a Natale siamo tutti più buoni...)
Esaurita questa lunga premessa, passo a rivolgermi al mio lettore ignoto, che passa di qui per caso perché catapultato da Google, o che magari mi legge tutti i giorni mai non ha mai scritto nemmeno un commento. Caro lettore, che tu ritenga o no che duemila e rotti anni fa sia nato il profeta e sobillatore descritto nei vangeli, e che tu ritenga o no che quel fanciullo fosse il Figlio di Dio, non importa. Finita la follia di questi giorni, adesso c'è un momento - breve, brevissimo - in cui c'è la possibilità di fermarsi e provare a ripartire. Purtroppo non lo è per tutti, inutile fare finta di nulla: ma credo che lo possa essere per molte più persone di quanto si creda. Che la pax in terra cantata dagli angeli lo sia anche per te e che ti dia una spinta: poi potrai scegliere se è stato un miracolo o sei stato proprio tu, tanto secondo me è la stessa cosa!

24.12.08

Stamattina mi è arrivata comunicazione dell'emissione della bolletta del telefono della casa di Torino; nella mail mi pressano perché me la faccia spedire solo online, facendomi notare che Conto Online è gratis (vorrei ancora vedere...). Adesso per la cronaca ce l'ho cartacea ed elettronica. Bene, mi connetto al sito 187.it, resetto la password che mi ero dimenticato, vado nella sezione apposta, clicco per fare la modifica, si apre una finestra: testo, "Siamo spiacenti. Il servizio non è al momento disponibile." (in grassetto, che non sia mai che uno non riesca a leggere l'avviso).
Se invece provo a selezionare "traffico in chiaro", la risposta è "ACCESSO NEGATO", sempre in grassetto.
Per sicurezza ho riprovato a fare tutto con Internet Explorer 6: stessi risultati. Si vede che hanno mandato a casa non solo i miei colleghi, ma anche i server.

Pesi e misure   [pipponi]

Ho appena letto le motivazioni della sentenza di primo grado che ha condannato a 29 anni (e non all'ergastolo) Romulus Mailat per lo stupro e assassinio di Giovanna Reggiani. Ricordate? lo scorso autunno, fuori dalla stazione di Tor di Quinto, con Uòlter Weltroni che intimò a Prodi di emanare subito il decreto sicurezza.
Bene. Leggo che la riduzione di pena è stata fatta perché la corte d'assise «non può non rilevare che omicidio e violenza sessuale sono scaturiti del tutto occasionalmente dalla combinazione di due fattori: la completa ubriachezza e l'ira dell'aggressore, e la fiera resistenza della vittima».
Rileggete questa frase. Tradotta dal giuridichese, ci dice che (a) una donna deve accettare con cristiana rassegnazione lo stupro, per evitare che l'aggressore possa farle chissà cos'altro; e (b) che se sei ubriaco e alla guida gli altri hanno il diritto di linciarti, ma se sei ubriaco e a piedi tu puoi essere giustificato, perché presumibilmente stai risparmiando carburante e non rovini la tua macchina facendola sbattere contro una persona.
Non ce la faccio ad aggiungere altro. Buon Natale.

Beni rifugio   [minimalia]

Il prezzo del cacao ha raggiunto i massimi degli ultimi 23 anni. Non ci potremo più permettere neanche il cioccolato.

Stamattina alle 8:25 (scarse) ero all'Esselunga per recuperare le ultime cose che ci eravamo scordati per Natale, ed evitare resse e risse. Il supermercato era già discretamente pieno, con l'usuale dose di imbecilli tra cui la signora - più giovane di me - che tirava lemme lemme il proprio carrello rendendo assolutamente impossibile superarla e la signora - un po' più vecchia di me - che aveva sul nastro alla cassa aveva fatto varie pile di dieci confezioni di affettati vari che naturalmente sono cadute non appena la cassa si è mossa, e si è scusata dicendo "non c'era spazio" (notare che io sono arrivato che il cassiere stava iniziando a prendere la sua merce, e dietro di lei non c'era nessuno e metà del nastro era libero).
Mi sa che non è andata troppo bene neppure a Ilaria K.: mi chiedo solamente se è l'ultimo botto prima di ammazzarsi tutti per la crisi, o cos'altro.

Making Money (libro)   [recensioni]

[copertina] Trentaduesimo (o trentaseiesimo, se consideriamo anche quelli "per giovani lettori") libro del Discworld, questo Making Money (Terry Pratchett, Making Money, Corgi 2008 [2007], pag. 480, Lst 7.99, ISBN 978-0-55215-490-1) riprende il personaggio di Moist von Lipwig da Going Postal, e stavolta lo manda a dirigere la banca principale di Ankh-Morpork. Il tutto insieme a golem vecchi e nuovi, maghi vivi e morti, naturalmente Lord Vetinari, e a una visione dell'economia che è simile in modo preoccupante a quella che si vede in questi mesi... se non fosse che il libro è uscito in edizione rilegata un anno e mezzo fa. Ecco, mancano i mutui subprime, ma tutto il resto lo si trova.
Il libro non è certo brutto, ma devo dire che mi è piaciuto meno degli altri. La parte meno riuscita è quella centrale, dove mi sembra che Pratchett tenda a riempire pagine su pagine senza portare avanti la storia: cosa che non mi era mai capitato di vedere nei suoi libri. D'altra parte, ricordandosi dei suoi problemi, non mi sembra che sia quello il peggior problema.

23.12.08

Leggo da De Biase di questo simpatico scambio tra beppegrillo™ e Bernabè. A quanto pare, il comico blogghettaro ha iniziato a prepararsi per la prossima assemblea con questo post, e il presidente (almeno per il momento) di Telecom Italia gli ha risposto con un commento sul blog: commento che è stato immediatamente bloccato mentre i responsabili del blog contattavano Telecom e scoprivano che il commento era proprio suo: così oggi la risposta è riportata nel blog, dopo il controcommento di beppegrillo™ (si sa, è casa sua, quindi ha il diritto della prima parola)
Dopo avere letto il resto del post di De Biase, non sono riuscito a capire se la sua ultima frase ("E' un successo di Grillo, dei blog e di Bernabè.") sia davvero pensata oppure semplicemente ironica. Personalmente so bene che il mio presidente è bravo a rigirare la frittata, e ho già parlato male dell'ultimo piano industriale un paio di settimane fa. E sapete anche che io non sopporto Grillo adesso, proprio come non lo sopportavo dieci anni fa quando negli spettacoli spaccava i PC da vero luddista: quindi potrei essere prevenuto nei suoi confronti, e ve lo dico subito perché possiate farci eventualmente la tara. Però mi pare che la risposta del nostro mostri una debolezza di fondo. Già scrivere la risposta prima del testo, oltre che fare tanto Outlook (ma lì, ad essere tanto buoni, si può immaginare che il testo originale sia lasciato per riferimento) dà tanto l'aria di voler spiegare ai lettori quale dev'essere la corretta interpretazione dell'altrui testo. Ma più in generale c'è un punto di fondo. Il modo di comunicare di beppegrillo™ è urlato, pardon urlato, il che funziona benissimo per aizzare le folle quando dall'altra parte c'è il silenzio, oppure un urlo uguale e contrario. Ma quando ti trovi davanti uno che non urla, sei costretto a continuare a urlare ancora di più per farti sentire, e non è detto che l'escalation ti riesca. Guardate solo il testo di Grillo. Inizia dicendo "sono capaci tutti a risanare l'azienda licenziando e aumentando il canone" (vero, ma irrilevante se non hai un contropiano. Potete far notare che non è Grillo a doverlo avere, certo; però resta il fatto che questo è solo sfascismo). Continua dicendo "non fai i nomi, ma li dico io: è tutta colpa di D'Alema" (presumibilmente vero, anche se si dimentica che prima Prodi aveva praticamente regalato Telecom alla Fiat: ma non si vede perché Bernabè debba farli lui, i nomi) e "è inutile parlare della magistratura, i danni di Tronchetti e Buora che erano i capi di Tavaroli sono ora di sua competenza" (non c'entra nulla); si mette a parlare dei PC andando completamente fuori tema; afferma che Open Access non dà parità di accesso senza dare prove. L'unico punto su cui Grillo si sarebbe mosso bene è quello sulla mancanza di banda larga; peccato che caschi sul "ci sono posti dove non ci si connette nemmeno con il cellulare" (sta andando anche a chiederlo a Vodafone, Wind e Tre?), oltre che far perdere la cosa in mezzo a tutto il resto senza ad esempio chiedere "avete fatto delle stime di costi per portare in giro la banda larga? Perché non le pubblicate?" Insomma, più che altro il solito monologo, più o meno indipendente da quanto ha detto la controparte
Non che mi aspettassi nulla di diverso, intendiamoci. E voi? che ne pensate?

Oggi pomeriggio verso le 17, mentre cercavo di andare in centro a impazzire per gli ultimi acquisti, scendo dall'11 in piazza Baiamonti e mi trovo davanti un tutor che mi chiede il biglietto. Così ad occhio, vedendo gli altri della squadra, direi che sono gli stessi di domenica sera.
Non ho esattamente capito come scelgano le possibili prede - il vecchietto sceso davanti a me non è stato degnato di uno sguardo, ad esempio; stavolta ho visto un tipo non italiano che discuteva animatamente con tre controllori, e una signora italiana con bambina a cui veniva fatto un verbale. Non è che mi sia fermato a fare statistiche, ve lo dico subito.
Il tutto mi ha fatto venire in mente che anche a Torino, quand'ero un giovane studente, mi capitava di passare mesi senza controllori per poi avere le "doppiette" come si diceva a scuola. Non sarà che c'è il periodo di garanzia per le multe, un po' come per calcolare la pubblicità calcolando l'audience delle trasmissioni?

Anche il WSJ toppa   [povera_matematica]

Scopro da God Plays Dice questo articolo del Wall Street Journal, dove si parla della possibilità che nelle comunità somale all'interno degli USA si formino dei terroristi. Una frase (la trovate anche qua) è molto interessante. Analisti del NYPD dicono infatti che "l'ideologia jihadica sta proliferando nelle democrazie occidentali a un tasso logaritmico".
Ora, è vero che almeno all'inizio la crescita a tasso logaritmico è percentualmente elevatissima; è vero che cresce senza limiti; però non mi sembra ci sarebbe da preoccuparsi così tanto. Chissà che cosa ha pensato chi ha pronunciato quella frase: magari gli è venuto in mente che una crescita esponenziale era un po' esagerata, e ha pensato di ridurla. Mi chiedo solo come gli sia venuta fuori la parola "logarithmic" che in inglese dev'essere di una complessità inaudita.

Taxicab Geometry (libro)   [recensioni]

[copertina] Il sottotitolo di questo libretto (Eugene F. Krause, Taxicab Geometry, Dover Publications 1986, pag. viii+88, $5.95 , ISBN 978-0-486-25202-5) è "An Adventure in Non-Euclidean Geometry", ma la geometria del taxi è di tipo completamente diverso. Infatti il piano non è continuo ma discreto, come fosse un foglio di carta quadrettata; i punti sono gli incroci di righe e colonne, e ci si può muovere soltanto lungo di esse, un po' come l'immaginario collettivo pensa succeda a Torino.
Succedono cose un po' strane: ad esempio, un "cerchio" assomiglia a un quadrato con i vertici che indicano i quattro punti cardinali, come il segnale di diritto di precedenza, e pi greco = 4, il che semplifica sicuramente la vita per ricordarsene il valore; in compenso le altre coniche sono un po' strane.
Il testo è sicuramente per giovani studenti: non solo è categorizzato come "Juvenile literature" ma la maggior parte del testo è composto da esercizi, dove la teoria viene per così dire "recuperata". Un buon acquisto per chi ama divertirsi con i pensieri "cosa succederebbe se..."

22.12.08
Ancora controllori ATM   [trasporti]

Ieri sera, di ritorno dai saluti di rito a un'emigrata tornata a casa per Natale e per compiere gli anni, Anna e io abbiamo preso la 91 per tornare a casa, visto che ci era appena passato davanti il 2. Dopo qualche fermata, è salita una squadra di controllori, pardon di tutor di linea prima che mi dicano che io non sono lavorativamente corretto. Sul filobus ci saranno state neanche trenta persone, tra cui mezza dozzina di ragazzotti italiani (uno ubriaco e/o fatto, ancora con la bottiglia in mano) e un paio di stranieri tutti rigorosamente senza biglietto. I tutor hanno fatto un verbale di multa a uno dalla nazionalità a me sconosciuta, immagino per poter dimostrare di aver fatto il loro lavoro; e hanno fatto scendere tutti gli altri "aggratis". Lo so che state pensando che adesso mi lamenterò di quelli che non solo non pagano il biglietto ma la fanno anche franca; ma il mio pensiero è un altro. Perché mai ATM deve mandare questi tutor in giro? Solo per dimostrare che fa chissà quali operazioni di contollo? Li usi piuttosto per dare informazioni al pubblico, e non faccia in modo da far passare il concetto "basta essere in parecchi e non si paga di certo". In fin dei conti io ero uno di quelli favorevoli a mettere le forze dell'ordine assieme ai controllori e fare retate: l'unica cosa importante è limitarsi a chiedere i documenti a chi non ha il biglietto e non vuole pagare sull'unghia, e non fare nessuna differenza di lingua, nazionalità e colore della pelle.
Giusto per curiosità: inutile dire che i controllori non avevano la macchinetta per verificare la validità dei biglietti, e quindi ad esempio Anna avrebbe potuto avere il suo abbonamento scaduto. Nel mio caso, invece, il tipo ha guardato il biglietto, si è accorto che la stampigliatura era delle 15:27 e mi ha guardato molto male. Ho dovuto fargli notare che quello non era un biglietto ma un abbonamento giornaliero. Grandi lavoratori, vero?

Un certo Signor G (teatro)   [recensioni]

Dall'anno scorso, Milano dedica la prima metà di dicembre a ricordare Giorgio Gaber. Non so perché sia stato scelto questo periodo - morì il giorno di Capodanno - ma non importa. L'anno scorso ero andato al Piccolo a vedere la serata speciale coi biglietti offerti da Telecom; quest'anno abbiamo invece usato il nostro abbonamento e siamo andati a vedere Neri Marcorè che - per solo una settimana - portava a Milano il suo Un certo Signor G.
Beh, Marcorè non ha il naso di Gaber. Però secondo me per tutto il resto andava benissimo. Confesso che non sono mai andato a vedere gli spettacoli del Teatro-canzone, ma più o meno me li immaginavo così, un fluire tra parole e canzoni. La differenza di base è che Marcorè si fa accompagnare da due pianiste (rosse e brave), Vicky Schaetzinger e Silvia Cucchi; però il resto c'è tutto. Tra l'altro, Marcorè suona bene la chitarra, e canta imitando il tono di voce Gaber, ma non leziosamente; d'altra parte è davvero bravo come attore e tiene la scena perfettamente, non èinsomma solo televisivo. Lo spettacolo riprende brani dagli spettacoli di trentacinque anni, da Il signor G. all'ultimo Io non mi sento italiano. Non sono un gaberiano così bravo da capire se siano state fatte delle modifiche ai brani o ai monologhi, a parte l'accenno alla caduta del governo Prodi II perché avevano arrestato la moglie di un ministro; ma questo va al limite a favore della qualità dello spettacolo. I puristi potranno al più lamentarsi che verso la fine dello spettacolo (di un'ora e 40) è apparso in scena un enorme topo, senza però che si riprendesse il tema del Grigio, ma io mi accontento così.
Curiosità: in teoria alle 18 Marcorè presenava in tv "Per un pugno di libri", e prima di fare i bis ha appunto accennato a dire "beh, riempiamo questi minuti prima della trasmissione". Io pensavo che registrassero, ma mi dicono che invece è in diretta. D'accordo che gli studi di Corso Sempione sono dall'altra parte del parco, ma i saluti finali sono stati alle 17.50. Il buon Neri Marcorè è anche Flash?

21.12.08
Ingegneria dell'organizzazione   [curiosita'08]

Sono andato a vedere la scheda biografica del deputato Berlusconi Silvio per vedere in cosa è laureato - per la cronaca, io ero convinto che lo fosse in economia e commercio, e invece lo è in giurisprudenza. Oltre a notare che ufficialmente è stato eletto nella circoscrizione... del Molise, il che è evidentemente uno schiaffo morale contro Di Pietro, ho scoperto che nella scheda è anche indicata una seconda laurea, in "ingegneria dell'organizzazione". Notate che nella biografia ufficiale del nostro PresConsMin non v'è traccia di questa seconda laurea.
In effetti è una laurea honoris causa datagli dall'Università della Calabria, come si legge ad esempio su rep-punto-it. Tralasciando la serietà delle università che si fanno pubblicità elargendo queste lauree, mi chiedo perché uno dovrebbe sentire il bisogno di indicarlo così esplicitamente in un sito ufficiale, considerando che in fin dei conti il signor B. una laurea ce l'ha. E probabilmente quell'"uno" non è nemmeno Berlusconi, considerando che appunto non lo indica nel sito del governo... misteri italici.

Terne pitagoriche/2   [matematica_light]

Dove eravamo rimasti con le nostre terne pitagoriche? Ah sì: dimostrare che in ogni "triangolo pitagorico", rettangolo con i tre lati di lunghezza pari a un numero intero, c'è un cateto multiplo di tre, un cateto (non necessariamente distinto dal primo) multiplo di 4, e un lato (cateto o ipotenusa) multiplo di 5. Vediamo come fare, in modo diverso da quanto fatto da Giovanna nei commenti al post precedente: anche in questo caso consideriamo (in genere) le terne pitagoriche base, dove i tre numeri non hanno alcun fattor comune.

Iniziamo con il caso del multiplo di 3. L'idea è considerare le lunghezze dei lati modulo 3, cioè i resti che si ottengono dividendo per tre le varie lunghezze. I resti possibili sono 0, 1 e 2; e i quadrati dei resti sono 0, 1 e 1. (2*2=4, e il resto della divisione 4/3 è 1). Ma allora se né il cateto a né il cateto b fossero multipli di 3 allora il quadrato dell'ipotenusa modulo 3 varrebbe 1+1=2, il che è assurdo. Quindi almeno un cateto è multiplo di 3. Come corollario, si vede che se entrambi i cateti sono multipli di 3 anche l'ipotenusa lo è e la terna non è base; questo è l'unico caso in cui l'ipotenusa è multiplo di 3.

Il caso del multiplo di 5 si dimostra sfruttando la stessa idea: stavolta si prendono le lunghezze dei lati modulo 5. Quando tali lunghezze sono rispettivamente 0,1,2,3 e 4 i loro quadrati sono 0,1,4 (che possiamo leggere come -1), 4 (di nuovo, -1) e 1. Gli unici modi in cui si possono combinare tre di questi valori in modo che la somma dei primi due (sempre modulo 5) sia il terzo sono 0+0=0, 0+1=1, 0+(-1)=-1, 1+(-1)=0. Nel primo caso non abbiamo una terna pitagorica base, ma comunque tutti e tre i valori sono multipli di 5; nel secondo e nel terzo abbiamo un cateto multiplo di 5; nell'ultimo caso ad essere multipla di 5 è l'ipotenusa.

Per il caso del multiplo di 4 dobbiamo tirare fuori dal cilindro - inteso come cappello - un coniglio di tipo diverso. Ricordate le formule per ricavare le terne pitagoriche base a partire da due numeri dispri coprimi m e n? Il cateto di lunghezza pari era dato dall'espressione b = (m2 - n2)/2. Ora, m e n sono dispari, e quindi della forma 4k+1 oppure 4k+3. Nel primo caso, m2 = 8(2k2+k)+1; nel secondo, m2 = 8(2k3+k)+9. Entrambi i numeri sono uguali a 1 modulo 8: quindi per ogni scelta di m e n la loro differenza è multipla di 8, e la metà della differenza, cioè il nostro cateto b, sarà un multiplo di 4, come volevasi dimostrare.

Che dire? Le dimostrazioni richiedono conoscenze di aritmetica modulare che in genere non si fanno a scuola, ma non sono di per sé complicate: nei casi di 3 e 5 probabilmente non serve nemmeno una grande fantasia per riuscire a scoprire la strada giusta, mentre nel caso del 4 magari c'è bisogno di una spintarella per sapere quale strada prendere. Detto questo, io di didattica non ne so molto: ma mi chiedo se una ragazza delle medie, seguita e aiutata dalla sua professoressa, può arrivare non dico a dimostrare ma almeno a seguire il procedimento (Giovanna?) e se uno studente delle superiori ce la potrebbe fare da solo, sia pure con qualche aiutino di base (Zar?). Sono però certo che problemi come questo ce li avrebbero potuti dare dopo il primo mese di lezione all'università.

20.12.08

[il logo alternativo della RIAA] L'ottimo Marco d'Itri mi ha appena segnalato questo articolo del Corsera sulla nuova strategia della RIAA (per chi non lo sapesse, più o meno l'equivalente della nostra SIAE) contro la pirateria musicale. Io ho iniziato a dirgli "sì, lo so, ma non credo che i provider acconsentiranno", quando lui mi ha fermato: "no, guarda il logo".
Il logo era quello che vedete sulla miniatura a lato di questa notiziola.
Sono andato subito a vedere chi aveva scritto l'articolo, e ho avuto una gradita conferma. Era lui, Elmar Burchia. Bisogna dire che adesso il logo è stato opportunamente eliminato, probabilmente perché è passato qualcuno che conosce l'inglese e sa che forse "screwing artists and consumers", non è esattamente la frase giusta da usare. Per i miei ventun lettori, però, ho salvato qua la pagina originale.

[copertina] Secondo la quarta di copertina di questo libro (Mariano Mataix, In cerca della soluzione [En busca de la solución], RBA Italia 2008 [1989], pag. 190, € 9,99, trad. Paola Pettinotti) Mariano Mataix è stato uno dei più importanti divulgatori matematici spagnoli. Mah: a giudicare da questo libro lo stato della matematica divulgativa spagnola è peggiore di quella italiana. I problemi presenti, oltre che essere relativamente semplici e tendenti spesso a operazioni tipo i conti alfametici (quelli "a numero uguale corrisponde lettera uguale"), serie di proposizioni tra loro dipendenti di cui bisogna valutare verità e falsità, e problemi con tabelloni di tornei di calcio. Aggiungiamo poi il fatto che la traduzione è francamente inguardabile: a parte i refusi, ci sono proprio frasi che in italiano non hanno alcun senso, anche senza fare entrare in gioco la matematica. Insomma, una scelta da evitare.

19.12.08

Leggo da Quintarelli che, con solo due anni e mezzo di ritardo, il Garante per le Comunicazioni ha approvato il verbale delle specifiche tecniche per i numeri nomadici.
Detto così non si capisce molto; ma la cosa è piuttosto importante. Avete presente Skype? avete presente che è possibile anche fare telefonate ai numeri di telefono "standard"? (possibilmente di rete fissa, perché col telefonino ci sono ritardi incredibili tra le varie codifiche) Per fare questo, occorre avere un numero telefonico virtuale per il proprio PC. Bene, fino ad ora l'unico modo per averlo era trovare un operatore telefonico che te lo desse sulla sua rete. Potevi tranquillamente avere un numero con prefisso 011 a Roma oppure 06 a Milano, però era comunque un numero che da fuori sembrava così. Adesso, invece, potranno uscire dall'ombra i numeri 5xxxxxxx - che a quanto so esistono già da un pezzo, ma non permettevano l'interoperabilità con la rete telefonica normale.
Vedremo se prenderanno piede, e vediamo che cosa succederà con i numeri di emergenza che se non ricordo male erano uno dei problemi legislativi maggiori con i servizi nomadici. Insomma, se fisicamente sono a Canicattì e faccio il 113, non vorrei proprio che mi rispondessero da Bressanone!

È abbastanza noto ai miei lettori che il mio giudizio sul dentista amante dei maiali (e attualmente ministro per la Semplificazione) non è esattamente dei migliori. Però il decreto di ieri - che pure è semplicemente la reiterazione di quanto fatto sei mesi fa con la legge 112, come si può leggere dalla relazione illustrativa - a me continua a sembrare un'ottima cosa.
Siamo d'accordo che ad esempio la LEGGE 1 GIUGNO 1861, N. 38. - CHE FISSA LA MAGGIORE ETÀ NELLE PROVINCIE LOMBARDE è già stata implicitamente abrogata; però sapere che effettivamente non c'è più fa risparmiare fatica nel caso un qualche avvocato ostruzionista volesse iniziare a far perdere più tempo del solito in un processo. 29000 leggi in meno sono tante persino per una legislazione ipertrofica come quella italiana.
La seconda cosa interessante è che tra sei mesi dovrebbe partire Normattiva, una "banca dati pubblica e gratuita di tutta la normativa statale vigente". Questo in una nazione dove oggi non è possibile consultare online ufficialmente e gratuitamente la Gazzetta Ufficiale di più di sessanta giorni fa. Non che ci creda alla data di "giugno 2009": se andate a leggere qua, scoprirete che Normattiva è stata prevista dalla legge finanziaria per il 2001 (governo Amato II). Insomma, la speranza è sempre l'ultima a morire, e questa volta voglio essere speranzoso.
Per la cronaca, la tabella excel coi titoli delle leggi abrogate la trovate qua.

[copertina] La parte più interessante di questo libro (Jean-Pierre Alem, Giochi d'ingegno e divertimenti matematici [Jeux de l'esprit et divertissements mathématiques], RBA Italia 2008 [1981], pag. 231, € 9,99, trad. Alessandro Ravera) consiste probabilmente nelle spiegazioni generali che iniziano le varie sezioni - e nelle riproduzioni di antiche stampe. Lo stile di Alem non è esattamente di mio gradimento, e anche i problemi non hanno esattamente riscosso il mio interesse. Diciamo insomma che non prenderò il secondo suo volume nella collana e non scoprirò che cosa ha fatto Clodoveo Clou.

18.12.08
quando il più è fuorviante   [povera_matematica]

[a che serve il più?]Stefano Pieri mi segnala questo titolo di rep-punto-it sull'aumento del tasso di disoccupazione in Italia.
Per la cronaca, a fine settembre l'Istat ha stimato che il tasso di disoccupazione si è attestato al 6.1%. Il titolo però riporta "Istat, cresce la disoccupazione / Nel terzo trimestre + 6,1%" che è ben diverso. Una persona dotata di mente matematica probabilmente lo legge come "il numero di disoccupati è cresciuto del 6.1%". Una persona normale, oppure che sa quanto il titolista tipico capisca di numeri, probabilmente lo legge come "la percentuale di disoccupati è cresciuta del 6.1%", il che tra l'altro sarebbe molto peggio: stimando la forza lavoro complessiva a 25 milioni di persone, vorrebbe dire che in un trimestre ci sarebbe stato un milione e mezzo di disoccupati in più.
Occorre molta, molta fantasia per capire che quel "più" non serve proprio a nulla, e anzi è fuorviante. D'altra parte, c'è un sistema semplicissimo per accorgersene, ed è il pensare cosa sarebbe successo se il segno fosse stato un "meno". Cosa significherebbe "tasso di disoccupazione al -6.1%"? che non solo tutti coloro che ne hanno la possibilità teorica lavorano, ma ci sono anche un paio di milioni di clandestini nelle statistiche? Per l'ignoto titolista probabilmente sì.

Sembra incredibile, ma pare che finalmente qualcuno all'interno del PD si sia accorto di cosa sta succedendo. A furia di scalare la classifica degli inquisiti (corre voce che a Forza Italia si siano seriamente preoccupando di perdere il primato solitario, e sembra addirittura che qualche ex-socialista si sia arrabbiato per questo sopruso ai suoi danni), c'è chi ha parlato di un complotto della magistratura ai loro danni.
Eppure non era così difficile capirlo. Lo sanno tutti che i magistrati formano la casta più castosa d'Italia, e che sono tutti - tranne i giudici di Brescia, a motivo di un misterioso asteroide che cadde dalle parti dell'Ortaglia durante la seconda guerra mondiale - amici di Tonino Di Pietro. Così si sono messi tutti a inquisire un po' a destra e molto a manca, in modo che tra un anno Italia dei Valori salirà al 30% lasciando il 3% a Uòlter (sempre ammesso che sua figlia torni da New York per votare). A questo punto, finalmente l'anomalia italiana terminerà e potremmo morire serenamente berlusconiani.

Posta prioritaria   [pipponi]

Il 4 dicembre scorso, mia mamma mi ha spedito una lettera, con dei documenti che mi servivano.
Ieri, 17 dicembre, me la sono trovata nella buca delle lettere.
Naturalmente la lettera è stata spedita come "posta prioritaria", visto che non c'è altro modo per farlo. Quello che non potete sapere finché non lo scrivo è che la lettera è stata spedita direttamente dall'ufficio postale di Usseglio, che due settimane fa non era isolato come in questi giorni, e che sulla busta non c'è il francobollo ma uno di quei codici a barre bidimensionali che immagino abbiano al loro interno tutto l'indirizzo (corretto, ho verificato) per un processamento più veloce.
Capisco che ci voglia ancora un anno per completare l'Alta Velocità da Torino a Milano, ma credo che anche usando un vagone postale agganciato a un treno regionale e anche essendo buonissimi e ricordandoci che lunedì 8 era festivo non ci sarebbero stati problemi a consegnare la busta il 9 dicembre (e stiamo parlando comunque di tre giorni lavorativi). Certo che se poi mi stupisco che stia aspettando dei libri spediti il 28 novembre, vuol dire che non ho proprio capito nulla dalla vita: dovrei semplicemente rassegnarmi, esattamente come mi pare stiano facendo tutti.

Telecom Italia è sempre avanti.
A parte banalità tipo decidere che le ferie 2008 devono essere prese entro il 2008 e tentare di imporre la chiusura il 2 e il 5 gennaio 2009 con obbligo di prendere ferie 2009 - cosa che visti i chiari di luna attuali è ancora niente - stamattina scopro dal portale aziendale che continueranno a darci l'agenda 2009... con distribuzione a partire da lunedì 22, quando molti sono costretti ad essere già in ferie, ma soprattutto ... «La consegna avverrà entro fine anno nelle sedi più numerose e verrà completata in tutto il Gruppo in Italia entro il 19 gennaio 2009». Magari sono riusciti ad avere uno sconto, un po' come i calendari acquistati a febbraio.
Dopo essere stati così abbondantemente elargiti, magari non leggiamo nemmeno la «comunicazione "Legge n. 247/2007 - Erogazioni correlate ad incrementi di produttività previste dalla contrattazione di secondo livello - Regolarizzazione"» che ci dice che il 5 dicembre INPS ha comunicato a Telecom che non aveva diritto agli sgravi contributivi per il premio di risultato e quindi con la busta paga di dicembre ci toglieranno quei contributi che non avevano pagato a giugno. Mi chiedo cosa faranno con l'altra tranche che ci hanno pagato a novembre...
D'altra parte, volete mettere le cartoline di auguri con gif animata, inviabili mediante opportuna applicazione presente nel portale aziendale? noi sì che sappiamo comunicare!

17.12.08
le lattine di Coca-Cola   [curiosita'08]

Ogni tanto pranzo dai cinesi, e prendo una lattina di Coca-Cola. Negli ultimi mesi, senza nessuna logica, mi sono visto consegnare lattine in alluminio oppure in acciaio. I due esemplari che ho qua con me - uno per tipo - sono stati entrambi prodotti a Corfinio (AQ), quindi non è un problema si stabilimento. Immagino ci sia qualche ragione pratica dietro queste scelte, ma continuo a rimanere stupito della cosa. Qualcuno ha informazioni in più?

casellanti per chilometro   [povera_matematica]

[quanti casellanti per chilometro?] Massimo Morelli mi segnala un simpatico articolo di Repubblica sulla quantità abnorme di casellanti nelle autostrade siciliane - e fortuna che alcune di esse sono gratuite, se non ricordo male.
Ma qua noi siamo farfalline, e per una volta non facciamo spicciola polemica politica. Facciamo invece notare se ce ci sono cinquecento casellanti e duecentocinquanta chilometri di autostrada, il risultato finale è "due casellanti per chilometro", non "un casellante ogni due chilometri". Sono sicuro che in terza elementare le maestre, uniche o separate che siano, diano questi problemi e gli scolari li sappiano risolvere. A rep-punto-it probabilmente no, oppure pensano che è Natale, siamo tutti più buoni, e riducono a un quarto la forza lavoro...

16.12.08
Mistero Banda Larga   [curiosita'08]

Probabilmente avete sentito parlare del libro La Banda Larga (di Telecom Italia), uscito da qualche giorno per i tipi di una piccola casa editrice calabrese (Città Del Sole edizioni) e che, a quanto pare, è stato sistematicamente acquistato da una singola persona nelle varie librerie della Capitale: si vede che qualcuno aveva intenzione di fare una strenna natalizia.
Mi è venuto l'uzzolo di comprarlo, solo che non ho voglia di spendere i tre euro aggiuntivi per una consegna in contrassegno (l'unica possibile, tra l'altro) e mi fido ben poco delle italiche poste: per dirne una, sto ancora aspettando le copie di Anelli nell'io che mi spettano come traduttore e che sono state spedite il 29 novembre. Provo a vedere in giro, e scopro due cose:
- la pagina del sito con indicate le librerie nelle varie regioni è "in allestimento"
- e soprattutto, l'ISBN indicato 978-88-7351-237-X è farlocco. I vecchi ISBN, quelli a 10 cifre, potevano in effetti finire per X; ma quelli a 13 cifre no. Ho anche provato a togliere il prefisso 978, ma il risultato è sempre "ISBN non valido".
Posso intuire certe ragioni di segretezza, come il fatto che il nome dell'autore (Joe Basilico) sia uno pseudonimo. Però qua forse si sta esagerando. Non è un qualche mio amicicio mi dà una dritta su dove trovarlo a Milano? Garantisco che non lo dico a Bernabè!

Terne pitagoriche   [matematica_light]

[un triangolo pitagorico]Non so se a voi sia mai capitata la stessa cosa, ma il pensiero che se costruiamo un triangolo di lati 3, 4 e 5 unità tale triangolo è rettangolo è sempre sembrato qualcosa di magico. Nulla farebbe immaginare a priori una relazione così semplice, e si può perfettamente capire come per più di due millenni si sia stati convinti che la geometria euclidea fosse quella "vera", visto che dava un risultato così bello e semplice. (Nelle geometrie di Lobacevskij e Riemann le cose non sono così semplici, perché c'è sempre un fattore correttivo... ma questa è un'altra storia). Il teorema di Pitagora è stato dimostrato in centinaia di modi diversi, persino da un futuro presidente degli Stati Uniti d'America: Garfield, che però fu assassinato pochi mesi dopo l'elezione il che potrebbe dare ragione a chi pensa che la matematica faccia male. Il triangolo di lati 3, 4 e 5 era però già noto agli egizi, e forse è il primo esempio pratico di geometria noto all'umanità.

Quasi la stessa magia, almeno per me, è stato scoprire che ce n'erano infiniti, di triangoli rettangoli con i lati interi: a parte quelli ovvi di lati multipli della terna (3,4,5) ci sono ad esempio quelli definiti da (5,12,13), (7,24,25), (8,15,17). La cosa è abbastanza inverosimile, se si pensa che l'ultimo teorema di Fermat afferma che con i cubi o le potenze di ordine maggiore non si riesce mai ad avere una cosa del genere, a meno di scrivere 0n + 1n = 1n. Da buon matematico, a questo punto, la prima domanda che mi faccio è "Ma c'è una formula per ricavare tutte le terne pitagoriche, come vengono detti i numeri che formano i lati di un triangolo rettangolo?" Per le prime tre terne è abbastanza facile ricavare una formula generale che le rappresenti: il cateto più corto è un numero dispari, diciamo 2n+1; il cateto più lungo è n(2n+1)+n; l'ipotenusa è uno in più del cateto piu lungo. Ma il quarto triangolo è fuori da questo schema, e ci vuole una formula diversa; e chissà quanti altri triangoli "sostanzialmente diversi" ci sono!

A dire il vero, esiste una formula che permette di ottenere tutte le terne pitagoriche, e tale formula è nota da secoli, e sapevo dell'esistenza di tale formula. Quello che non sapevo è che per ricavarla non occorre affatto chissà quale abilità matematica; se uno sa qual è il trucco giusto, ci arriva con le conoscenze della terza media. Rubo così la dimostrazione da Algebra ricreativa di Yakov Perelman (libro che consiglio, tra l'altro), sperando che vi possa interessare.

Iniziamo a dire che a noi interessa trovare le terne pitagoriche "base", cioè di numeri senza alcun fattor comune: a partire da quelle non ci sono problemi a moltiplicare i tre valori per un qualsiasi intero e ottenerne un'altra. Questo significa che se (a,b,c) è la nostra terna, dove a e b sono i cateti e c l'ipotenusa, allora possiamo assumere che i tre numeri non sono tutti pari. Limitandoci ad a e b, non possono essere entrambi pari, visto che in questo caso lo sarebbe anche c; ma non possono nemmeno essere entrambi dispari. Se infatti a=2h+1 e b=2k+1, allora c2 = a2+b2 = 4(h2 + k2 + hk) + 2. Peccato che questo valore non sia multiplo di 4, mentre il quadrato di un numero pari lo è. Insomma, in una terna pitagorica base ipotenusa e un cateto sono dispari, mentre l'altro cateto è pari: per fissare le idee, supponiamo che quest'ultimo cateto sia b.

Adesso arriva il colpo di genio. Invece che scrivere a2 + b2 = c2, scriviamo a2 = c2 - b2 = (c+b)(c-b). I due numeri c+b e c-b sono necessariamente primi tra loro! Se infatti avessero un fattore comune k, questo sarebbe un fattore comune alla loro somma 2c, alla loro differenza 2b e al loro prodotto a2. Però k non può essere multiplo di 2 (ricordo che a è dispari) e non può essere nessun altro valore, perché altrimenti potremmo dividere a, b e c per k contro l'ipotesi di avere una terna pitagorica base.

Ma se (c+b)(c-b) è un quadrato e (c+b) e (c-b) sono dispari e primi tra loro, devono essere entrambi dei quadrati di numeri dispari. Diciamo che (c+b)=m2 e (c-b)=n2. Risolvendo per b, c ed a otteniamo

a = mn
b = (m2 - n2)/2
c = (m2 + n2)/2

Fine del nostro lavoro. Ciascuna terna così ottenuta è pitagorica; e scegliendo a nostro piacere i valori di m ed n (purché entrambi dispari, primi tra loro e con m>n) possiamo ottenere tutte le terne pitagoriche base. Per la cronaca, la mia formula iniziale si ottiene da quella generica quando n=1.

Un'ultima cosa. Dopo questa bella dimostrazione, Perelman afferma - senza provarlo - che nelle terne pitagoriche c'è sempre un cateto multiplo di 3, uno multiplo di 4, e un lato (cateto o ipotenusa) multiplo di 5. Le dimostrazioni non sono difficili: almeno io le ho fatte a mente mentre sollevavo pesi in palestra, il che la dice lunga su quanto mi alleni con scrupolo e coscienza. Se qualcuno di voi vuole cimentarsi per conto proprio, ha una settimana di tempo prima che posti le dimostrazioni relative: non rovini però la vita agli altri scrivendo la soluzione, ma al limite metta un aiutino. Posso solo dire che anche in questo caso le conoscenze necessarie non superano quelle della scuola media, e che un liceale dovrebbe farcela a trovarle. Buon divertimento :-)

Sarà falso? sarà vero?   [curiosita'08]

Una chat di qualche minuto fa con un mio ex-collega di quando ero giovane e torinese:

A. - Una domanda velocissima: Luca luciani e' quel dirigente tim che pensava che napoleone aveva vinto a waterloo?
.mau. - yup! che ha fatto di bello stavolta?
A. - L'hanno mandato in brasile (dove adesso lavoro btw)

Vi avverto subito: sono andato a controllare sull'organigramma Telecom aggiornato all'11 dicembre, e non vedo nulla del genere. Nel caso sia vero, però, potrete dire di avere avuto lo scoop :-)

Aggiornamento: (12:00) mi fanno notare via FriendFeed che potrebbe essere vero. Come dice Beneforti, è davvero "l'eroe dei due mondi!"

elezioni abruzzesi   [politica]

Se siete qua a leggere l'analisi del voto alle regionali 2008 in Abruzzo, i casi sono due: siete finiti qua via un motore di ricerca (e allora andate avanti a vostro rischio e pericolo) oppure mi conoscete e sapete che le cose le guardo da un punto di vista un po' diverso da quello dei media, basandomi più che altro sui numeri e facendoli mentire come piace a me :-)
♦ Innanzitutto, fa ridere l'affermazione del neogovernatore Chiodi: "Ha vinto la maggioranza silenziosa". O meglio, in effetti ha fatto vincere davvero la destra, ma per sottrazione e non per addizione. Controllate pure: nel 2005 FI e AN facevano 199000 voti, adesso il PdL ne ha 191000. È vero che ci sono i 40000 della lista civica, ma è anche vero che l'UDC che quest'anno è fuori dalla coalizione ne perde 31000. Insomma, il totale dei voti in quel bacino resta costante; considerando che si può ben immaginare che un elettore di simpatie per il centro-destra abbia colto l'occasione per dare una spallata, direi che l'astensione è praticamente tutta a sinistra (il famoso "effetto vomito").
♦ Non è che Tonino Di Pietro abbia preso il 15% perché giocava (quasi) in casa. Tre anni fa l'Italia dei Valori aveva preso il 2.4%. In numero assoluto di voti, è passato da meno di 18000 a più di 81000, non so se rendo l'idea. Né immagino che importi poi molto che il candidato governatore fosse IdV. Da questo punto di vista, è vero che Di Pietro sottrae voti a sinistra (ammesso che si possa parlare di sinistra per il PD), e non certo dalla destra. Ma mi sa che se non ci fosse stato lui, molti dei suoi elettori non sarebbero nemmeno andati al seggio.
♦ Dalla sinistra vera, solo conferme. Due partiti che si sono presentati da soli, di cui non ho mai capito la differenza ideologica, e che hanno entrambi preso percentuali da prefisso telefonico: la sinistra "classica" che conferma di essere più che dimezzata. Io non piango, ve lo dico subito.
♦ Il PD ha preso meno voti di quelli che tre anni fa andarono ai DS oppure alla Margherita (non alla somma, si badi bene). Qualcuno se ne accorgerà, da quelle parti, o si limiterà a lamentarsi del fedele alleaten Di Pietren? Io scommetto per la seconda.
♦ Quindici punti percentuali di calo dell'affluenza sono un segnale pesante. Molto pesante. E questo soprattutto per la sinistra: non solo perché, come dicevo sopra, chi è stato a casa proviene probabilmente dai loro (ex-)simpatizzanti, ma anche perché sono convinto che nel ventesimo secolo la sinistra aveva come uno dei suoi scopi il creare una cultura politica di partecipazione, ed è chiaro che ha abdicato a questo scopo.

Rimane poi da commentare la notizia dell'arresto del sindaco di Pescara. Beh, se la cosa vi giunge improvvisa è solo colpa vostra, visto che il Marziano a Pescara parlava da mesi delle "attività" di Luciano D'Alfonso. Al limite ci si può stupire del tempismo: ma mi sa che questa non è solo una cosa italiana.

Aggiornamento: (11:15) Vedo ora, e aggiungo per completezza, l'analisi di Sandro Brusco da noiseFromAmerika, su posizioni leggermente diverse dalle mie.

15.12.08

[spam graficamente carino]Tra lo spam arrivatomi nel weekend sull'email dell'ufficio, ce n'è stato uno che effettivamente era molto carino.
Il messaggio era in HTML, pieno di link al sito dello spammatore; per la precisione, era formattato in una tabella con tre colonne, ciascuna delle quali conteneva una lista di parole. Ma le parole di ciascuna colonna avevano il loro stile css, tipo
P.Amazedness:first-letter {
COLOR: #53B350; FONT-SIZE: 260%
}
mentre la tabella era scritta in grigio molto piccolo. Il risultato finale lo potete vedere qua (tranquilli, è una GIF, non vi succede nulla a cliccarci su). Aggiungo che la dimensione delle lettere nella seconda colonna è leggeremente minore di quella delle altre due, in modo che l'immagine finale risulti piacevole all'occhio.
Bel lavoro, vero?

Stamattina, mentre sbuffavo per la fatica di salire tre piani di scale a piedi - l'ascensore era scassato - mi telefona la mia mamma rendendomi edotto che a casa sua a Usseglio (caput mundi):
- era caduto un metro di neve, e continuava a nevicare
- era bloccata, visto che la neve dal tetto era caduta davanti al garage
- era senza luce
- non sapeva se il paese fosse isolato.

C'era una volta un dizionario liberamente consultabile online: il De Mauro-Paravia. Bastava andare sul sito, e iniziare la vostra ricerca.
Da ieri, niente da fare: leggo infatti dal FriendFeed di Teiluj che il vocabolario è stato tolto. Ragione? È scritto nella pagina stessa del sito:
«Il sito si rinnova: la versione online del Dizionario italiano De Mauro Paravia, la cui storia editoriale si è conclusa nei mesi scorsi, lascia ora il posto a un altro grande strumento per la conoscenza e l'uso della lingua italiana: il Dizionario dei sinonimi e contrari De Mauro Paravia.»
Premesso che io a suo tempo acquistai il De Mauro in edizione cartacea+cd e quindi la cosa non mi fa né caldo né freddo, mi limito a dire che credo di non aver visto molto spesso un'idiozia simile. Già la scelta dei termini, con la "storia editoriale conclusa", è assolutamente insensata: come se un vocabolario fosse un libro a orologeria che si distrugge dopo un paio d'anni. Ma è proprio dal punto di vista del marketing che la decisione è incredibile. Un vocabolario, almeno in Italia, viene comprato perché a scuola dicono che il figlioletto lo deve avere, e a scuola non puoi certo connetterti sul sito; la probabilità che una persona non compri un vocabolario perché può leggersi i lemmi online è scarsa se non nulla. Ma Paravia, dimostrando una testardaggine che farebbe credere che la casa editrice sia ancora torinese, ha preso la sua decisione.
Non posso che suggerirvi di andare dalla concorrenza: occorre una registrazione (gratuita) per consultare il Garzanti, ma almeno lo potete usare.
Aggiornamento: (9:30) In realtà da telefonino è ancora possibile consultare il De Mauro, andando all'indirizzo wap.demauroparavia.it. Bisogna dire che sono proprio teNNIci e sfruttano le più modernISSIME evoluzioni dei protocolli!
Aggiornamento: (10:15) Leggo nei commenti del Mantellini che la frase "la storia editoriale si è conclusa" ha un suo senso, visto che il vocabolario è ormai fuori catalogo. Resta intatto il mio giudizio sull'insipienza nel decidere di non lasciare disponibile una risorsa utile e che a loro non costava nulla e dava pubblicità. Se volevano pubblicizzare il dizionario dei sinonimi e dei contrari, bastava modificare l'output delle pagine in modo che dopo il lemma dal vecchio De Mauro ci fosse il bannerino del nuovo dizionario e i risultati di quella ricerca...
Aggiornamento: (11:20) Pier.labi nei commenti fa notare che old.demauroparavia.it al momento funziona ancora.
Aggiornamento: (7 ottobre 2009) Il dizionario non ci sta (quasi) proprio più.

14.12.08

Il proverbio "Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia" è noto penso a tutti. A tutti dovrebbe essere anche noto che in realtà il giorno più corto dell'anno è il solstizio di inverno: quando sia è probabilmente meno noto, ma si è tutti d'accordo che sia il 21 o il 22 dicembre.
Non so esattamente se il proverbio è nato perché veniva bene la rima, perché l'associazione di santa Lucia con la luce è più che millenaria, o se c'entri qualcosa l'anticipo di solstizi ed equinozi con il calendario giuliano; però vorrei aggiungere una possibile altra ipotesi.
Se andate a guardare le effemeridi per Roma centro, scoprirete che ieri e oggi il sole è tramontato alle 16:39, ma domani tramonterà alle 16:40. Ok, adesso non venitemi a dire che sto barando, potete verificarlo da voi. In realtà le giornate continuano ad accorciarsi per una settimana ancora, però c'è questa buffa situazione per cui il sole sorge e tramonta più tardi, insomma la giornata si sposta.
Sto barando un poco anch'io, visto che se non ho fatto male i conti il giorno in cui il sole è tramontato prima è stato il 9 dicembre: però è possibile che i nostri trisnonni si fossero accorti che a Santa Lucia il tramonto iniziava ad arrivare un po' più tardi, e quindi abbiano preso la palla al balzo. Purtroppo per chi ha già fatica ad alzarsi al mattino, il sole inizierà ad anticipare il suo sorgere solo il 4 gennaio prossimo. Pazientate ancora un po'.

Annunciaziò annunciaziò: essendo arrivato il 14 del mese, gli appassionati di matematica devono fiondarsi da Ricciele e scoprire di cosa si è parlato questo mese. Per gennaio, restate pure qua: per il futuro, le iscrizioni sono sempre aperte.

13.12.08
È una dura lotta   [pipponi]

I miei ventun lettori sono sempre molto attenti, e si ricorderanno di questa mia notiziola, che tra l'altro ha anche avuto un discreto numero di commenti: la Corte di Giustizia europea ci ha condannato perché l'età pensionabile per le donne (specificatamente nella pubblica amministrazione, perché è l'unico settore in cui poteva emettere un giudizio) è più bassa di quella per gli uomini. Per quanto riguarda il resto degli italiani, ho i miei dubbi.
Detto questo, mi chiedo chi sia il più paraculo:
- Il MINIstro Brunetta, che oggi si bea aggiungendo un'altra tacca alla sua indefessa attività contro i fannulloni e proclama ai quattro venti che visto che «l'invecchiamento attivo è un obiettivo di bene pubblico » porterà a 65 anni l'età pensionabile nella Pubblica Amministrazione anche per le donne;
- Il Corsera, che nel suo resoconto ha dimenticato di dire che Brunetta sa benissimo che tanto deve farlo lo stesso, almeno secondo quanto invece riporta La Stampa;
- il sindacato, che è insorto come un sol uomo (e una sola donna, visto che il Corsera ha anche intervistato la Polverini, segretario dell'UGL) che proprio non sembra ricordarsi della sentenza UE.
Spero concorderete con me che non è così facile fare una graduatoria.

Cinegiornale Luce   [pipponi]

Oggi la signora Marina Berlusconi ha sposato il suo bello, Maurizio Vanadia. Sono certo che adesso che siete al corrente della cosa il vostro Natale sarà enormemente più felice.
A me la cosa riguarda molto poco, considerato che non conosco nessuno dei due sposi e chiaramente non sono nemmeno stato invitato al loro matrimonio, che poi non avrei nemmeno saputo cosa mettermi. Però, mentre aspettavo che l'Enel rimettesse in sesto la linea elettrica che alimenta la server farm che ospita tra l'altro il mio sito e queste notiziole, mi è capitato di vedere gli articoli pubblicati a riguardo dai tre principali quotidiani generalisti italiani: Nozze sobrie ad Arcore tra Marina Berlusconi e Maurizio Vanadia (La Stampa); Marina Berlusconi, 'Sì' ad Arcore - cerimonia sobria a Villa San Martino (Repubblica); Nozze sobrie e blindate in casa Berlusconi (Corriere).
Già dai titoli avrete notato una vaga somiglianza: ma magari avrete pensato che in periodi di crisi come questo è meglio calcare l'accento sulla sobrietà dei ricchi. Se però andate a leggere gli articoli (se non li trovate più, li ho salvati e postati sul mio Posterous), scoprirete che le somiglianze sono molte, molte più delle differenze; anzi possiamo dire senza paura di essere smentiti che tutti e tre gli articoli sono stati scritti partendo dalla stessa fonte. Settant'anni fa il MinCulPop preparava le veline da inviare ai vari quotidiani specificando cosa scrivere, cosa non scrivere e come scrivere: oggi le veline sposano i calciatori, e l'ufficio stampa invia una cartelletta alle agenzie con il testo già pronto, giusto da parafrasare qua e là.
L'evoluzione dei tempi.

Le tariffe FS   [pipponi]

Da domani, come probabilmente avrete intuito visto il battage pubblicitario (leggasi lo sfracellamento di cabasisi) partirà l'Alta Velocità sulla linea fefrroviaria Milano-Bologna. Non commento sul contemporaneo peggioramento dei collegamenti ferroviari normali tra le due città e tutte quelle che stanno in mezzo: ne hanno già parlato in tanti. Mi limito a riprendere La Stampa e verificare le tariffe. Milano-Bologna in seconda classe costerà 39 euro, contro i 28.50 attuali che ho appena verificato visto che erano stati opportunamente tralasciati; insomma dieci euro e mezzo in più per un risparmio di trentasette minuti. In compenso, Milano-Roma, sempre in seconda classe, passa da 56.10 euro a 79; vale a dire 22.90 euro in più per un risparmio di... trentun minuti, il che significa che da Bologna a Roma non solo si continua ad usare la stessa linea con gli stessi treni (a parte una riverniciatura) ma si va un po' più piano. È il mercato, baby!

Oggi a mezzogiorno ho commesso il gravissimo errore di accompagnare Anna all'Esselunga per fare la spesa. Ero persino relativamente felice, perché avevamo deciso di andare a piedi e notavo con sadica gioia che viale Zara era tutto un ingorgo che nemmeno venerdì alle sei di sera. Poi siamo entrati nel supermercato e ho scoperto la dura verità: si erano dati tutti appuntamento qua.
L'unico vantaggio che ho avuto nel compenetrarmi tra la folla, oltre alla possibilità di scrivere questa notiziola se apprezzate l'autoreferenzialità, è di avere trovato una confutazione alla legge - che credevo essere di Cipolla, ma ho verificato e non è così - che afferma "l'intelligenza totale dell'umanità rimane costante"; da cui il semplice corollario che visto che la popolazione aumenta diventiamo in media più stupidi. La triste realtà è un'altra; se in uno spazio limitato il numero di persone aumenta, l'intelligenza totale diminuisce. Possiamo partire dall'alto, e cioè dal signor Bernardo Caprotti che ritieneche per mandare i commessi con i bancali a riassortire l'ora migliore sia mezzogiorno del sabato; ma naturalmente il problema è spalmato su tutta la filiera. Già mi sono sempre chiesto come mai persone di una certa notevole età che sicuramente durante la settimana possono al più dover accudire i nipotini debbano scegliere di aumentare la confusione il sabato. Ma fosse solo per loro la situazione non sarebbe così tragica. La gente stamattina aveva la tipica espressione di chi fosse appena giunto nel Paese dei Balocchi: si fermava all'improvviso, rapita dalla beatifica visione di un pacchetto di arachidi scontato del 20% o di una confezione tripla di sottaceti. Per la cronaca, l'estasi era di durata relativamente breve, non più di una quindicina di secondi. Superate queste crisi mistiche, si arrivava alla seconda prova: prendere la merce dagli scaffali. Supponendo di passare con il carrello tra le corsie, uno immagina di lasciarlo vicino agli scaffali appena più avanti di dove si trova la roba che ci interessa, prendere gli oggetti, e proseguire. Invece no. Il carrello è sempre a un palmo buono di distanza dagli scaffali, e soprattutto è girato. La parte anteriore fa un angolo dai 25 ai 35 gradi rispetto alla corsia. Per la distanza, immagino che ci siano problemi di attrazione gravitazionale che non permettono di avvicinarsi troppo alla merce in esposizione che altrimenti si riverserebbe immediatamente nel carrello. Ma l'angolo? Non può essere dovuto alla forza di Coriolis, il cui effetto è molto ridotto. Non può essere studiato per impedire alla gente di passare avanti e acquistare prima di noi le altre cose di cui abbiamo un terribile bisogno: un concetto come questo richiede troppa intelligenza. Non può nemmeno essere una forma imitativa, a meno che non sia assolutamente inconscia. No; secondo me è proprio l'imbecillità di base che fa sì che nessuno immagini l'esistenza di altre persone nei dintorni. In fin dei conti il proprio carrello, non facendo parte del proprio spazio vitale, per definizione non esiste, no?
Anche stavolta sono sopravvissuto, però; ho cercato un angolino poco frequentato e mi sono appiattito finché Anna mi ha detto "possiamo andare a pagare" :-)

12.12.08

Oggi c'è stato lo sciopero generale indetto dalla CGIL (almeno a Milano c'è anche stato lo sciopero indetto dai Cobas, ma di quello non parla nessuno). Io scientemente non ho scioperato. Come mai? Tecnicamente, essendo affiliato FISTel-Cisl, avrei dovuto dire "vade retro, sciopero" a priori, ma quello non sarebbe certo stato un problema.
La ragione per cui non ho scioperato è molto più pragmatica: questo era uno sciopero per dividere. Capisco perfettamente che Guglielmo Epifani si sia sentito preso in giro quando Bonanni e Angeletti sono stati invitati alla famosa cena senza che nessuno gli dicesse nulla. Ma il decidere di mantenere lo stesso questa giornata di sciopero è stata dal mio punto di vista una semplice prova di forza contro CISL e UIL, e non più tanto contro il governo; il tutto sfruttando il fatto che CGIL è sicuramente maggioritaria nel sindacato. La differenza è piuttosto pesante, dal mio punto di vista, e mi ha fatto tanto venire in mente i polli di Renzo. Notate tra l'altro che non è che i rapporti all'interno della Triplice si siano congelati ovunque, il che almeno avrebbe avuto un senso: no, tutto il resto funziona tranquillamente.
Detto questo, aggiungo che i creativi all'interno della CGIL stavano dormendo. Nei manifesti che mi sono arrivati c'era scritto "Sciopero contro la crisi". Ma come fai a scioperare contro la crisi? Il problema non è la parola "contro": puoi ad esempio scioperare contro il governo sperando che cambi idea e/o si dimetta. Ma non credo che la crisi si spaventi se qualcuno sciopera contro di lei. In questo momento ci sarebbe voluto uno slogan in positivo, qualcosa tipo "Sciopero per un'economia che pensi ai lavoratori". (La mia prima idea era "Sciopero per un'economia a favore dei deboli", ma quello è lessico CISL). Ma tanto credo che nessuno dei manifestanti stia a vedere cosa c'è scritto nei volantini.
Ultima cosetta. Sono iscritto a una mailing list tenuta da un delegato milanese SLC-CGIL. Tra tutte le notizie che ha inviato in questi giorni riguardo allo sciopero, giusto ieri c'è stato un trafiletto che spiegava che per le telecomunicazioni era di otto ore e non di quattro. E non sembrava nemmeno preso da un testo CGIL. Ah, la comunicazione!

Algebra ricreativa (libro)   [recensioni]

[copertina] Per i russi del secolo scorso, Yakov Perelman - nessuna parentela, che io sappia, con il dimostratore della Congettura di Poincaré - è stato il divulgatore principe della matematica, anche se stranamente i suoi libri non hanno mai avuto una grande diffusione all'estero. Questo Algebra ricreativa (Yakov Perelman, Algebra ricreativa [Álgebra recreativa], RBA Italia 2008 [?], pag. 255, € 9,99, trad. Paola Pettinotti), nonostante il titolo che sembra un ossimoro, è un ottimo esempio della abilità di Perelman nello spiegare le cose. Qui non abbiamo i problemi da una parte e le soluzioni in fondo: ogni problema è sviscerato immediatamente, perché quello che è importante per Perelman è come arrivare alla soluzione, e non semplicemente trovarla; e lo fa davvero bene. La sezione di gran lunga maggiore è dedicata alle quattro operazioni e all'elevazione a potenza, ma si può trovare qualcosa anche riguardo a estrazioni di radice e logaritmi, di cui è raro trovare appunti in giro. Esistono addirittura due lunghi incisi dedicati... ai calcolatori elettronici, e qui nasce un mistero. Perelman infatti morì nel 1942: questo libro è però databile tra il1952 e il 1957, visto quale viene detto essere il maggior numero primo di Mersenne conosciuto. Il libro tra l'altro non è la traduzione dal russo, ma da una versione in lingua spagnola che è relativamente facile da trovare in formato PDF: chi la ampliò, mantenendone comunque lo stile? (Ah, con la scusa che lo spagnolo è facile da leggere ci sono molti più refusi del solito, che come sempre ho raccolto nella pagina di aNobii)

non è che stamattina il mio sito - e queste notiziole - fossero in sciopero: ci sono semplicemente stati dei problemi per una volta elettrici e non di telecomunicazione.
(ps: sì, lo so, l'orologio del sito e delle notiziole è avanti di un'ora)

11.12.08

Non so se qualcuno dei miei ventun lettori si sia chiesto come mai io non abbia parlato del piano industriale presentato la scorsa settimana da Franco Bernabè: so che nessuno me lo ha chiesto, probabilmente perché sanno che io non ho alcun rapporto con l'amministratore delegato dell'azienda in cui lavoro. Il motivo per cui non ho scritto nulla, ad ogni modo, è che non avevo dati a sufficienza per scrivere qualcosa non pretendo sensato, ma almeno con una parvenza di attinenza alla realtà. Adesso che ho qualche notizia in più, provo ad aggiungere i miei due eurocent.
Innanzitutto a me il discorso video che ci è stato messo nella home page dell'intranet aziendale non è piaciuto per nulla. Non tanto per il ritornello "tutti dobbiamo fare sacrifici per Telecom", quanto per il fatto che nel "tutti" sono compresi anche gli abbonati che si vedranno aumentare il canone. È un problema di linguaggio: se avesse detto qualcosa tipo "ci è anche toccato chiedere un aumento del canone che era del resto fermo da vari anni" almeno sarebbe stato più onesto. Che poi, a ben vedere, l'aumento del canone può essere un boomerang, visto che accelererà l'emorragia che sta facendo passare molta gente da una linea fissa a una mobile (il fatturato sul fisso è previsto scendere del 2.4% da qua al 2011, per la cronaca). D'altra parte è anche vero che - sempre secondo l'azienda - si vuole "privilegiare i clienti a maggior valore (Top Client e Business, pari al 40% degli attuali clienti Telecom)". Sappiatelo subito.
Ma in genere le misure previste dal nuovo piano triennale mi sembrano assolutamente schizofreniche, concordando stranamente con la Triplice che oggi ha emesso un comunicato. Non sono in grado di capire se effettivamente i 4000 ulteriori licenziamenti previsti sono solo il 5% del valore della manovra, come affermato da loro; però è indubbio che voler ridurre il debito vendendo la branca tedesca e Sparkle è assurdo, perché da un lato - a differenza ad esempio della branca francese che era in perdita strutturale - non sono dei costi sulle spalle del gruppo, e dall'altro non è che darebbero chissà quanti soldi essendo piccole. Altra cosa a mio parere con poco senso è tagliare pesantemente Open Access (ottocento persone in meno...) esternalizzando al contempo alcune attività: se il costo del personale è davvero così alto significa che c'è qualche problema a monte, e allora tanto vale farla davvero, la separazione della rete! Ma quello è un problema ancora diverso. La rete di per sé ha un costo molto alto, checché ne pensi la gente: solo che questo costo al momento non è sostenuto da nessuno, tanto che Telecom non solo non fa praticamente investimenti ma limita al minimo indispensabile se non meno la manutenzione ordinaria. Separare la rete dal resto di Telecom farebbe venire a galla questi problemucci...
Se qualcuno è preoccupato per me, posso dire che nel campo dell'IT sono previsti "solo" 100 tagli; il vero guaio è che vogliono razionalizzare le piattaforme software (e quella su cui si opera noi è assolutamente fuori standard) e integrare le varie software factory sul territorio (per quanto detto sopra, noi siamo difficilmente integrabili, oltre che essere di dimensione un ordine di grandezza inferiore a tutte le altre software factory)

Radiobeta   [link]

Il sior Neri segnala Radiobeta, un "aggregatore di Internet radio". Occhei, ricomincio da capo.
Immagino sappiate che ci sono molte stazioni radio, anche in Italia, che trasmettono anche via Internet, con qualità del suono variabile. I software come Windows Media Player hanno in effetti l'opzione di "sintonizzarsi" sulle stazioni radio. Con Radiobeta, la ricerca la si può fare direttamente sul browser, per zona geografica o per genere della radio. A dire il vero, almeno per Firefox, per ascoltare la radio occorre comunque un plugin che lancia WMP, ma resta comunque il vantaggio di una semplicità d'uso che non ho visto spesso nei programmi dedicati.

[locandina]
Sabato sera Anna mi ha fatto notare che era molto che non andavamo al cinema. Visto il mio aprioristico veto su La classe, la scelta è caduta su La felicità porta fortuna - Happy Go Lucky (qui il sito ufficiale inglese).
Mal me ne incolse. Non è che il film sia brutto: è semplicemente sconclusionato. Ci sono scene messe qua e là di cui non ho capito l'utilità, tipo l'incontro di Poppy con il libraio all'inizio o col pazzo a metà film; mi è servita più di mezz'ora per riuscire ad avere un'idea di chi fosse la protagonista e cosa facesse, e non ne sono nemmeno certo adesso; il messaggio del titolo io mica sono riuscito a trovarlo; non ci sono nemmeno battute memorabili, per cui uno dice "vabbè, mi sono divertito". Insomma, una di quelle cose che vanno bene trasmesse in TV spezzettate dalla pubblicità, mi sa tanto... così imparo a mettere i veti.

Ho già parlato l'anno scorso di Strange Maps, il blog che raccoglie mappe di tutti i tipi purché non standard. Ne scrivo ancora oggi perché, in occasione dei dieci milioni di hit al sito (!), il tenutario ha postato in un colpo una decina di mappe: dalla Nuova Zelanda a forma di patatina fritta all'Europa senza Germania.
Sembra inoltre che per metà 2009 uscirà l'Atlante delle Mappe Strane... preparatevi!

10.12.08
Parole matematiche: razionale   [matematica_light]

(la lista delle parole matematiche si trova qua!)

Una persona è razionale quando ragiona, e irrazionale quando fa cose incomprensibili - almeno per noi, visto che è sempre più facile dire che è l'altro a "fare le cose strane". Uno potrebbe immaginare che tutto questo non c'entri nulla con i numeri razionali, e che questi derivino invece dalla parola "frazione": in fin dei conti a scuola ci hanno insegnato che i numeri razionali sono tutti e soli quelli che si possono scrivere sotto forma di frazione, e le due parole sono chiaramente simili... E invece no!

La storia in questo caso è in effetti un po' strana. La parola latina ratio aveva infatti il doppio significato di "ragione" (da cui "raziocinio", ad esempio) e "rapporto". In effetti, per i greci antichi un numero è razionale quando "si comporta bene", nel senso che può essere espresso come rapporto tra due quantità. Col tramutarsi del latino in italiano, i matematici hanno mantenuto il secondo significato della parola, mentre la nella lingua comune c'è stato uno spostamento di significato ma anche di suono. il gruppo tio, che nel tardo latino si pronunciava già zio, è infatti diventato gio. A questo punto però i filosofi si sono un po' arrabbiati, perché non potevano più usare la parola che si era per così dire imbastardita; dire "l'uomo è un animale ragionevole" poteva infatti dare l'idea di persone che capissero quando non valeva la pena continuare a discutere. Così sono tornati a prendere il termine più vicino al latino... cioè quello che i matematici hanno sempre usato. Una rivincita, anche se a dire il vero la prima occorrenza della parola in matematica si ha col Tartaglia, quindi a metà del Cinquecento. Ma è solo perché i filosofi scrivono di più e non buttano mai via nulla!

Post sotto l'albero   [varie]

Da cinque anni (un'eternità, per il blogocono) Sir Squonk si rovina vita, fegato e polpastrelli per convincere un gruppo di squinternati squaraquaquà a scrivere un post di argomento natalizio: il PSl'A, o appunto il Post sotto l'albero.
Quest'anno forse sarà l'ultimo, almeno secondo il curatore (consiglio di leggere prima il suo post, così saprete di che morte morire): sappiate comunque che ci sono ben 72 post, per tre mega e rotti di PDF (no, non è solo testo, ci sono solo 208.616 caratteri spazi esclusi, ma le immagini si sa che pesano)
Potete andarvelo a scaricare qua: prima di stampare le 116 pagine, però. pensate agli alberi di Natale tagliati inutilmente, e non peggiorate vieppiù la situazione!
(per la cronaca, per la prima volta c'è anche un mio contributo, a pagina 37 (con un errore di impaginazione: il post in realtà inizia con "Mentre"). Sappiate che non c'entra assolutamente nulla con quello che scrivo sul blog; gronda buonismo tanto da essere vietato ai diabetici, e soprattutto è lungo. Siete stati avvisati.

Domenica alle 13 Anna e io stavamo tornando a piedi verso casa da piazza Gramsci, e lei ha visto un posto dove la gente stava mangiando, sembrava anche con gusto; mi chiede "sai cos'è?", e io ho risposto "il locale che ci rompe da mesi e mesi con la pubblicità su Radio Popolare... solo che ho cancellato il nome". Beh, non è stato difficile alzare gli occhi e vedere che si chiama Omelette&Baguette (il sito sarebbe questo, ma è completamente inutile, a partire dall'indirizzo che sarà fiscalmente corretto ma in pratica è sbagliato: dovete andare in via Paolo Sarpi 62. Se volete una recensione più completa, guardate piuttosto qua).
A farla breve, siamo entrati e abbiamo mangiato. Inutile dire che è un posto da evitare se si hanno problemi di colesterolo, anche se c'è la possibilità di avere delle insalate; la cucina sembra un misto tra italiana e nordafricana (il Brick che mi sono preso io è un piatto tunisino), le porzioni generose, i prezzi onesti e l'ambiente è simpatico; persino il caffè è ottimo. Se si vuole provare l'ebbrezza del brunch domenicale (20 euro) conviene però prenotare, mi sa: il locale è su due piani, ma non è che sia così grande.

[copertina] Oggigiorno si sente parlare di imam e ulema, oppure di fatwa, abbastanza spesso, e si suppone di sapere tutto a riguardo. D'accordo, non è così, ma quella è almeno l'idea che si ha. Questo libretto (Josef Van Ess, L'alba della teologia musulmana [Prémices de la théologie musulmane], Einaudi - Piccola Biblioteca 398, 2008 [2002], pag. xxii-142, € 15, ISBN 978-88-06-18899-3, trad. Paolo Piccardo), come del resto dice il titolo stesso, non spiega in effetti direttamente questi termini, ma li contestualizza spiegando come nei primi secoli dopo l'Egira, mentre la potenza militare araba faceva conquiste su conquiste, nascesse una teologia islamica. Per chi conosce un po' di teologia cristiana ed ebraica, le differenze che trova sono notevoli: nell'islam infatti la teologia nacque dalla giurisprudenza, e non dalla filosofia o dal misticismo come ci si sarebbe potuti aspettare. Inoltre non c'era solo la divisione attuale tra sciiti e sunniti, ma varie correnti in lotta tra di loro, nonostante ci fu almeno una scuola che disse "ogni opinione ragionevole è corretta", tentando di riportare l'unità e facendo notare che il Corano afferma che i musulmani sono meglio dei cristiani proprio perché sono uniti. Nel testo vengono trattati alcuni dei problemi teologici fondamentali, che in un certo senso durano a tutt'oggi: le interpretazioni del Corano creato (e non eterno) e del libero arbitrio contrapposto al determinismo della volontà di Allah; la possibilità che un miscredente conoscesse Dio; la possibilità di affermare che i propri governanti non fossero veri musulmani, e quindi poter fare jihad contro di loro. Il tutto in un contesto molto tecnico, e difficile da comprendere se non si è giàesperti. Certo la supervisione di Ida Zillo-Grandi è stata utilissima per tutte le note al testo che ci permettono di avere un'idea dei personaggi e dottrine che Van Ess dà per scontate. Ma forse era meglio trovare anche qualche altro editor, perché magari è stato Van Ess stesso a scrivere a pagina 30 "Per i cristiani, Gesù è elevato al cielo direttamente dalla croce, senza morire" e - con meno probabilità - a pagina 34 "Il cristianesimo aveva risolto il problema con l'idea di reincarnazione"; però leggere queste cose non dà molta fiducia sulla qualità del resto del testo.

09.12.08

Per i curiosi che vogliono sapere cosa è successo con la censura a Wikipedia nel Regno Unito, l'IWF (Internet Watch Foundation, il gruppo formato dai principali Internet Provider inglesi per bloccare le immagini pedopornografiche) ha emesso un comunicato che dice fondamentalmente:
- l'immagine è pedopornografica, non ci sono dubbi di sorta;
- ma visto che è disponibile da così tanti anni da così tante parti, per questa volta soprassediamo...
- ...se l'immagine si trova all'estero, mentre se è in Gran Bretagna procederemo senza pietà;
- effettivamente la nostra non è stata una grande mossa, visto che l'immagine in questo modo è stata vista da ben più gente di quanto lo fosse prima.

In definitiva, il blocco è stato rimosso. Detto in altro modo, c'è stato un "sono stato frainteso" in salsa albionica, con conseguente arrampicata sugli specchi; e soprattutto un segno della forza del "marchio wikipedia", visto che non ci sono state campagne specifiche contro l'operazione se non una richiesta formale di procedura di appello. Non so: qua mi pare sempre più che si butti via il bambino :-) insieme all'acqua sporca, e che ci si pari dietro sacrosanti principî per censurare non solo le intenzioni ma addirittura le possibilità teoriche di giungere a un'intenzione. A questo punto bisognerebbe proibire tutte le armi: sia mai che una persona disturbata veda un fucile e gli venga voglia di andare a fare una strage...

Al riguardo, leggete anche cosa dice la Capa, che di queste cose ne sa un po' più di me.

Aggiornamento: (23:00) mi sono accorto di non avere spiegato una cosa molto importante. Il blocco fatto dall'IWF non era sull'immagine della copertina - che paradossalmente era ancora tranquillamente visibile! bastava sapere qual era l'indirizzo, che poi era logicamente ricavabile - ma sulla voce testuale che parla dell'album e ha un link appunto alla copertina stessa. Da un lato, quindi, una figura da cioccolatai; dall'altro una censura ancora più stupida perché si bloccavano le spiegazioni e non la figura stessa. D'altra parte, leggevo nella lista interna della fondazione Wikimedia che le autorità cinesi avevano molto apprezzato la mossa, affermando che è proprio quello che fanno loro: controllare internet proibendo quello che è vietato dalla legge...

Non mischiamo   [pipponi]

Leggo da Livingston che a ottobre 2009 con ogni probabilità chiuderà la libreria romana Babele (la dependance milanese è già sparita, ma di quella non penso se ne siano accorti in tanti).
Se anche uno come me conosceva di nome quella libreria, significa che aveva una certa importanza: nulla da eccepire. Però c'è qualcosa che non mi torna: non tanto nelle parole dei fondatori quanto nel commento di Marco.
Per come vedo io la cosa, il problema non è "Babele chiude perché è una libreria gay". Tutte le piccole librerie hanno le stesse difficoltà, e in questi anni anche quelle specializzate sono finite su questa brutta china; i bestseller li si trova ultrascontati negli ipermercati, e per la letteratura di nicchia ci sono le librerie online. Inoltre, se i fondatori di Babele affermano che oggi è più facile trovare libri di argomento lgbt nelle librerie generaliste, posso immaginare che la cosa sia vera.
Quello che traspare dall'annuncio, o almeno quello che ho capito io, è che comunque sembra terminata anche l'esperienza di fornire un punto d'incontro e di confronto per la comunità lgbt. Ora, non ho esperienza al riguardo, tanto meno a Roma: però mi sa che il vero problema sia appunto quest'ultimo, e la crisi della libreria sia solo qualcosa di secondario. Non che abbia delle soluzioni in nessuno dei casi, ma forse in questo modo per qualcuno è più facile avere delle idee al riguardo.

Scintille matematiche   [recensioni]

[copertina] A differenza dei libri precedenti usciti nella collana Sfide matematiche, il libro di Paolo Toni (Paolo Toni, Scintille matematiche, RBA Italia - Sfide matematiche 10, 2008 [1985], pag. 244, € 9,99) è prettamente didattico: l'autore afferma che tutti gli esercizi sono risolubili con le conoscenze matematiche del biennio delle superiori, e molti sono alla portata dei bimbi alla fine delle elementari. Non aspettatevi pertanto di trovare racconti più o meno credibili che incorniciano i problemi, e siate preparati a vedere problemi simili esposti l'uno immediatamente dopo l'altro. Tenendo presente questa scelta di base nell'assemblaggio, il libro è fatto molto bene: la parte delle soluzioni non si limita a dare la risposta e il metodo di risoluzione, ma spesso sconfina nella didattica per spiegare come i ragazzi possano essere tratti in inganno da formulazioni diverse dello stesso problema, e dove tendano a sbagliare. Un ottimo testo di supporto per un professore che non voglia limitarsi a seguire pedissequamente il programma.

segnali della crisi   [pipponi]

Se siete assidui acquirenti nei negozi chic, probabilmente saprete già dell'esistenza dei pre-saldi: se siete nella mailing list del negozio stesso, qualche giorno prima dell'inizio dei saldi vi fanno uno sconto identico o quasi a quello ufficiale e guadagnate in tranquillità, evitando le resse.
Venerdì però Anna ha ricevuto una lettera da Fratelli Rossetti, dove annunciavano appunto i presaldi "già da subito". Con un mese di anticipo, e soprattutto ben prima di Natale. Questi sono segnali pesantucci di un calo di fatturato, mi sa.

calzolaio...   [spam_phishing]

Non vorrei dire, ma se qualcuno vuole proprio mandarmi un messaggio di spam pubblicizzando la propria società di traduzioni magari dovrebbe scriverlo un po' meglio di così:

Faciamo le traduzioni di vari testi in 17 lingue.
sotto colist-translator potete inserire il testo desiderato, calcolare online un preventivo (il prezzo viene mostrato subito) e inviarci.
Nostri taduttori sono soltanto di madrelingua. Così una traduzione perfetta è garantita.

Insomma, babelfish funziona meglio...

08.12.08

A me la notizia era arrivata ieri pomeriggio da Marco d'Itri, ma ormai penso la sappiate tutti: come fa notare la Capa, il Corsera ha scritto al riguardo, unico tra i grandi quotidiani online. Dai primi due link che vi ho dato trovate tutta la storia, ma faccio comunque un riassunto per i più pigri.
Da noi in Italia il governo invita "gentilmente" gli Internet Provider a bloccare l'accesso ai siti "cattivi" (quelli pedopornografici, dove il termine è inteso in maniera piuttosto ampia, e quelli di scommesse che non pagano il pizzo all'AAMS). Nel Regno Unito nessuno si sognerebbe di bloccare le scommesse e nessuno accetterebbe imposizioni statali: però il 95% degli internet provider locali fa parte di un'associazione che blocca volontariamente le immagini pedopornografiche. Tecnicamente viene fatta una redirezione della vostra richiesta, che non arriva più al sito originale ma a un proxy che verifica se la pagina richiesta è "buona" e la chiede a sua volta, oppure vi risponde picche.
Venerdì sera sono state aggiunte due pagine di wikipedia in lingua inglese: quella dell'album degli Scorpions Virgin Killer e dell'immagine della copertina dell'album, http://en.wikipedia.org/wiki/Image:Virgin_Killer.jpg. Non l'ho scritta come link perché se uno vuole vedersela deve farlo esplicitamente. Per la cronaca, la copertina mostra una ragazzina preadolescente nuda, con le righe di un vetro rotto che coprono il pube. Sempre per la cronaca, la copertina restò in uso dal 1976 (data di produzione dell'album) fino al 2004, quando in un cofanetto con le riedizioni degli album degli Scorpions il CD apparve con una nuova copertina. Amazon, che fino alla scorsa settimana manteneva tranquillamente la copertina, l'ha tolta senza dire nulla: play.com, che pure è britannico, al momento in cui scrivo la fa ancora vedere a http://www.play.com/Music/CD/4-/3348266/In-Trance-Virgin-Killer/Product.html.
Premesso che trovo la copertina di pessimo gusto, ribadisco che a mio parere non è per nulla pornografica, e chi ha potuto pensare diversamente ho il sospetto che abbia dei forti problemi di suo. Ma soprattutto, se per decenni quel disco è stato venduto in svariate nazioni del mondo, com'è che ci si è svegliati solo ora? Tra l'altro, la cosa ha avuto risonanza internazionale perché Wikipedia è ovviamente famosa, e perché l'accesso all'enciclopedia è stato rallentato fin quasi al blocco - e bloccato in scrittura agli anonimi - per un'intera nazione; ma chissà in quanti casi non ci si è accorti di niente. E chissà cosa succederà quando si accorgeranno di tutti quei bimbetti nudi col pisello al vento che fanno i putti nei quadri del Seicento e Settecento.
L'idea di un gruppetto di persone che decide cosa può essere visto e cosa no a me continua a far paura.

Come avevo già deciso fin dall'inizio di questa avventura, mi sono buttato a cantare la Nona di Beethoven perché questa era una di quelle occasioni che capitano una volta nella vita, ma non ce la farei a gestire un impegno continuativo. Ecco un resoconto complessivo, tralasciando i problemi a San Marco di cui ho parlato in separato post.
Cantare in un coro è un'esperienza che è difficile da spiegare a chi non l'ha mai fatto. È completamente diverso dal cantare da soli, o anche semplicemente all'unisono accompagnati da una chitarra. Nel coro tu canti insieme a quelli col tuo tipo di voce - il che ti aiuta e ti dà quella sensazione di appartenenza, ma hai anche le altre voci che giocano con te e con cui ti incroci in plural tenzone; e questo aumenta esponenzialmente il piacere di cantare, soprattutto quando dopo le prime prove si riesce a prendere le proporzioni ed essere abbastanza sicuri della propria parte. Una produzione enorme come quella a cui ho partecipato - 102 coristi! - moltiplica ancora il piacere, perché senti la massa delle voci e sai che è anche in parte opera tua. A Lodi ci hanno detto che superavamo in volume di suono l'orchestra stessa! Il nucleo centrale del coro, quelli insomma del Cantosospeso, si sente che è formato da persone che non solo amano la musica ma sono anche molto coese e hanno uno scopo comune: non è da tutti rimettersi a cantare il repertorio del coro in pullman mentre tornavamo da Lodi.
Per quanto riguarda la Nona, non bisogna aver paura di affermarlo: è kitsch. Nel quarto movimento c'è un certo punto in cui l'orchestra parte come fosse una banda di paese: il tema dell'Inno alla Gioia, che poi è addirittura assegnato inizialmente ai contrabbassi, è in effetti banalotto e ci si può chiedere perché mai in una sinfonia ci debba essere il coro. Tutto questo ovviamente in teoria, perché quando alla fine del recitativo del baritono la parte maschile del coro risponde due volte "Freude!", bastano quelle quattro sillabe per capire come poi non sia così importante il valore musicale dell'opera, quanto quello che sta dietro: e quello sì che vale davvero molto. Personalmente avrei eseguito la sinfonia un po' più lenta, ma credo e spero che chi l'abbia ascoltata abbia sentito quella sensazione che poi è forse la ragione per cui l'Inno alla Gioia è stato scelto come inno ufficiale dell'Unione europea.
Ad Arcore è stato bello cantare prima dell'esecuzione ufficiale solo per i bambini: alcuni erano un po' addormentati o scocciati, ma lo sguardo di un paio di loro mi è bastato per essermi guadagnato la giornata. Lodi - ma quanto è bello il duomo! - invece è stato più serio, con discorso iniziale di sindaco e vescovo che effettivamente fa tanto provincia italiana o se preferite anni '50. Sto cercando di capire se e quando uscirà la registrazione del tutto.

P.S.: com'è che nessuno ha risolto la crittografia mnemonica della scorsa settimana? :-(

Ricordo a tutti che domenica prossima è il 14 del mese, e da Matematica 2005 troverete la prossima edizione del Carnevale della Matematica. Mandate entro venerdì i vostri contributi a ehypatia[at]gmail.com.
Ciò detto, ricordo a tutti che non c'è ancora nessuno che si è offerto per ospitare le prossime edizioni del Carnevale (forse Marcello ha chiesto febbraio...) Mi state dicendo che la spinta propulsiva si è esaurita? Inutile dire che anche se ne avete già ospitato uno potete comunque rimettervi in lista!

07.12.08
Inaugurazione segreta   [trasporti]

[il tram 31] Oggi alle 12:30 Anna e io eravamo in piazzale Lagosta ad aspettare l'11. In lontananza vediamo arrivare un tram verde, e pensiamo "probabilmente è il 7". Poi il tram si è avvicinato e abbiamo visto che era... un 31.
Sì, a Milano la linea 31 non esiste da decenni, ma la nuova metrotranvia Milano-Cinisello riprenderà questo numero in onore di una vecchia linea che finiva in Fulvio Testi angolo Bignami. Quello che abbiamo visto era probabilmente il viaggio di inaugurazione, con un po' di gente ATM dentro il tram, il cui numero di serie era opportunamente 7131 ed aveva tutta una pubblicità adesiva che spiegava come dal 7 dicembre si potesse andare da Milano a Cinisello senza code. In effetti oggi è il 7 dicembre: peccato che la metrotranvia non sia affatto completata, e che in effetti il sito ATM non porti traccia dell'inaugurazione della nuova linea. Un addetto ATM che era lì alla fermata era stupito quanto me, del resto.
Insomma, i casi sono due: o avevano già preparato la pellicola da mettere sopra il bus, e quindi dovevano far partire una vettura il 7 dicembre, oppure in realtà l'inaugurazione sarà il 7 dicembre 2009 e quello che abbiamo visto oggi era solo l'effetto di una distorsione spaziotemporale.

(ho fatto qualche foto al volo, perché poi l'11 stava arrivando davvero: uno - due - tre)

Essendo sant'Ambrogio, oggi Anna mi ha gentilmente fatto schiodare dal pc e mi ha fatto offrire come volontario per mettere le decorazioni natalizie in casa, o almeno la parte più in alto. Come tutti gli anni, per un mese avrò difficoltà a salire in studio perché il mancorrente è impegnato dalla Scala di Natale; ogni tanto sentirò cascare una ventosa con relative stella o angioletto; pregherò perché le gatte non decidano di considerare qualche festone un interessante nuovo gioco.
Ma a Natale bisogna essere più buoni. (E poi il risultato è anche carino, bisogna ammetterlo)

Il prezzo percepito della benzina   [povera_matematica]

In queste settimane, con il crollo del prezzo dell'euro a livelli impensabili anche solo sei mesi fa, sento ovunque lamentarsi del fatto che il petrolio scende rapidamente e la benzina no. Rimanendo nel giardinetto dell'italico blogocono, DElyMyth lo scrive spesso commentando le notizie condivise con Google Reader, e Mantellini ieri ci ha dedicato un post.
Lungi da me il voler difendere i petrolieri: basta vedere come funziona il differenziale tra i prezzi alla produzione italiano e del resto dell'Europa per capire che come minimo da noi sono molto inefficienti. Vorrei però far notare alcune cose.
- Il prezzo della benzina nei self service è salito al massimo a quasi 1.50 euro al litro, mentre in questi giorni l'ho visto sotto 1.10 euro al litro, circa un 30% in meno.
- Il prezzo del greggio (tralasciando il particolare non trascurabiel che quelli che vengono snocciolati tutti i giorni sono per forniture spot, e si suppone che quelle a lungo periodo abbiano altri prezzi) è calcolato in dollari: oggi un euro vale 1.26 dollari, a giugno valeva 1.55 dollari, con un 25% di perdita di valore. Quindi il passaggio da 140$ al barile a 45$ è in realtà da 90 euro a 35.
- Voi direte "è comunque un calo del 60%, contro nemmeno il 30% di decremento del prezzo della benzina". Certo. Però a gennaio 2007 il petrolio costava 45 euro al barile (vedi ad esempio qua), la benzina era intorno a 1.20 euro il litro e non mi pare che a giugno 2008 fosse salita a 2.40. Insomma, è vero che il prezzo alla pompa sta scendendo molto meno di quello del petrolio, ma era anche cresciuto molto meno.
Che è successo, allora? Beh, ci possono essere varie ipotesi. In parte il costo per trasformare il petrolio in benzina è restato immagino costante, e quindi dà un certo effetto freno a rincari e ribassi; ma credo che non incida più di tanto. Più probabile che sia appunto fasulla l'ipotesi che la maggior parte del petrolio sia comprato ai prezzi che ci comunicano giorno per giorno, come accennavo sopra.
E con la "povera matematica", che c'entra tutto questo? Beh, è semplice: i numeri possono trarti in inganno, soprattutto quando sono cose che ci toccano. Più che di povera matematica dovrei parlare di "povera economia", ma spero che me lo passiate comunque!

06.12.08
Responsabilità sociale   [curiosita'08]

Ieri sera Anna mi ha fatto notare una scritta in fondo alla confezione di budino che mi aveva fatto (budino San Martino collezione oro, per la cronaca). C'era scritto "CLECA certificata da SGS tutela la persona e il suo lavoro sotto ogni aspetto e lo pretende anche dai suoi fornitori", e sotto "Responsabilità sociale SA 8000".
Confesso di non avere mai sentito parlare in precedenza di questo tipo di certificazione, che pure in Italia ha una certa visibilità, almeno secondo wikipedia. In un periodo in cui tutti fanno tante affermazioni di "controllo sui lavoratori", credo sia importante che ci sia chi fa sul serio queste cose, tanto da fare tutta la trafila per avere una certificazione. Ah: la certificazione dà obblighi anche per i subfornitori, quindi le classiche scuse "non sapevo da dove mi arrivava il materiale" sono automaticamente inutili... altra buona cosa.

Siamo al ponte dell'Immacolata, che Milano ha festeggiato annebbiandosi tutta: la prima volta nella stagione, non ci sono più i nebiun di una volta. Continuiamo a sentire lamentazioni su come la crisi non sia finanziaria ma reale, e la gente - non quelli che poveri erano già, ma le persone del ceto medio e medio-basso - non abbia più soldi nemmeno per le spese normali, altro che le voluttuarie.
Epperò ieri in palestra - dove si paga in anticipo - ieri sera eravamo pochissimi, e stamattina sotto casa nostra c'erano vari posti auto liberi, di gente che evidentemente se n'è andata da qualche parte... (in compenso la metropolitana era piena di gente evidentemente arrivata a Milano da fuori, che riempiva la metropolitana con l'aria di chi avesse visto per la prima volta questa meraviglia della tecnica.) Mah. Magari hanno tutti preso l'auto, sfruttando la benzina scesa sotto l'euro e dieci al litro, per andare a Rho a vedere l'Artigiano in Fiera... Perché se la macchina l'hanno presa per gli Oh bej oh bej sono completamente pazzi.

Come sapete, sono solito sbertucciare l'"italica stampa", e penso che continuerò a farlo. Però per onestà devo segnalare un paio di cose che mi sono piaciute.
La prima è biecamente personale: se vi ricordate, un paio di giorni fa avevo scritto a La Stampa, lamentandomi civilmente perché una mia foto che avevo lasciato su wikipedia era stata usata su Tuttoscienze senza indicare la fonte (me o Wikipedia, non importava) C'è stato uno scambio di mail, dove ho ribadito che ero più che altro interessato al principio per il futuro, non tanto a quel caso specifico. Comunque adesso l'articolo è stato ripostato nel sito della Stampa, e l'attribuzione c'è. Come dicevo, spero che la cosa diventi la norma.
La seconda cosa che voglio segnalarvi è questo post di Marco Pratellesi (il capo di corriere.it, per chi non lo sa). Lasciate perdere i toni trionfalisti del titolo e di parte del testo, e andate al sodo: ci dovrebbe essere finalmente la possibilità di vedere corretti, almeno sulla parte online del quotidiano, gli svarioni più marchiani. È vero che c'è sempre il rischio paventato nei commenti a quel post, che cioè qualche pennivendolo, visto che si trova la pappa già fatta e non deve nemmeno fare una ricerchina in giro, colga l'occasione per scrivere dei bellissimi "suoi" articoli sfruttando le conoscenze altrui senza nemmeno nominarli. Ma oggi voglio pensare positivo, e immaginare che almeno in una nota in fondo agli articoli le fonti saranno citate, e quindi si possa davvero parlare di collaborazione.

05.12.08
Gli enigmi del caso (libro)   [recensioni]

[copertina] Scrivere un'autobiografia non è mai troppo semplice, ma quando si è un matematico la cosa è ancora più complessa, visto che in fin dei conti bisognerebbe anche parlare del proprio lavoro in maniera comprensibile ai più. In questo caso (Mark Kac, Gli enigmi del caso [Enigmas of Chance], Boringhieri 1986 [1985], pag. 161, € 18,08, ISBN 978-88-339-0905-9, trad. Umberto Sampieri) secondo me non si è arrivati al risultato richiesto. A parte una certa piattezza del testo - che secondo me è più legata alla prosa originale di Kac che alla traduzione - le parti matematiche del libro sono scritte in modo da spaventare il lettore. Un peccato, per vari motivi. In primo luogo, perché le formulacce piazzate qua e là nella parte centrale non erano poi così importanti per capire almeno qualitativamente il campo di studio di Kac (processi casuali). Inoltre, perché così si perdono le parti interessanti: il racconto della sua gioventù in Polonia (ed essere un ebreo non aiutava affatto anche prima dell'invasione hitleriana), e il suo punto di vista su come la matematica pura sia assolutamente sterile, perché i problemi dobbiamo trovarceli e non porceli. Non che io sia così d'accordo su quest'ultimo punto, però ha una sua logica.

Abusivi   [pipponi]

Non sono mai andato agli Oh bej oh bej, perché non sopporto i mercatini troppo affollati (o se preferite sono un asociale). Tutti gli anni ne sento però parlare, con le eterne lotte tra gli ambulanti "ufficiali" e gli "abusivi". Nella mia beata ignoranza, ero convinto che gli abusivi fossero senza licenza da ambulante, e mi chiedevo come mai il vicesindaco di Milano fosse così buono e non li portasse mai al gabbio.
Oggi finalmente ho scoperto l'arcano. Gli "abusivi" sono così denominati semplicemente perché non hanno pagato la licenza aggiuntiva per gli Oh bej oh bej, ma per il resto sono regolari commercianti (ambulanti, claro). Tecnicamente nulla da eccepire, visto che "abusivo" letteralmente significa "fatto senza autorizzazione", però questa nuova conoscenza mi fa cambiare domande. Ecco cosa mi piacerebbe sapere.
- Quanto si paga per avere il diritto di mettere un banco durante gli Oh bej oh bej, e quanto si paga per avere un banco al mercato settimanale? (la seconda domanda mi serve per avere un'idea del costo relativo)
- Come vengono scelti gli ambulanti che partecipano alla fiera? Perché non si amplia il numero? (se negli anni scorsi gli abusivi venivano tollerati, vuol dire che di spazio ce n'è a sufficienza)
Non so chi abbia ragione tra comune e ambulanti, e sicuramente le notizie che si leggono non mi aiutano a trovare le risposte. Però avere delle domande è già qualcosa.

testimonial   [io]

La mia amica Mimma insegna italiano agli stranieri. Per far prendere loro confidenza con l'italiano usato in pratica, ha chiesto di visitare vari siti, tra cui il mio; tra i commenti dei suoi allievi mi ha inviato questo, che a mia volta segnalo a voi (anonimizzato, per ovvie ragioni)

Varie. Esplora il sito e descrivilo: http://xmau.com

Con un particolare senso dell’umore, un po’ dalla pazzia, ed un po dall'assurdo, Maurizio Codogno, una persona che sembra di non volere avere molta relazione con altri, racconta da la sua presunta vita e dalle cose che ha fatto, la scrittura, musica, testo ... É interessante, perché tutto ciò che ha fatto è assolutamente stupido, ma richiede di una grande conoscenza della materia, di intelligenza e di molto tempo libero per fare diventare qualcosa cosí teorica ad articoli che sono divertente.

Direi che ci ha preso bene.

04.12.08

Conoscendo abbastanza bene Douglas Hofstadter, mi è capitato di scattargli qualche fotografia. Io come fotografo sono un cane, ma lui è così fotogenico che il risultato è comunque stato ottimo: ho così inserito una mia foto di lui su Wikipedia. Come potete controllare guardando il file, l'immagine ha un copyright. Nulla di trascendentale: in pratica, chiunque può riutilizzarla, per usi commerciali e no, purché si faccia l'attribuzione all'autore e/o al licenziatario.
La foto l'ho trovata riutilizzata ovunque, dalla scheda su Hofstadter di Mondadori fino all'articolo su La Stampa-TuttoScienze di ieri. Inutile dire che da nessuna parte venivamo citati io o Wikipedia.
La cosa di per sé non mi dà problemi, visto che non sono un fotografo e non mi cambia nulla far sapere al mondo intero, e non solo ai miei ventun lettori, chi gliel'ha scattata. Ma cosa mi potrebbe succedere se iniziassi io a prendere immagini in giro, senza aggiungere una citazione dell'autore? Bella asimmetria, vero? :-(
(non per nulla non aggiungo altre foto :-P )

03.12.08

Organizzare un concerto, dire che è a offerta libera, e poi scoprire che sei libero solo di pagare almeno 20 euro.
Naturalmente l'associazione Laribinto sa benissimo la differenza col mettere un biglietto a 20 euro: che nel secondo caso devi avere i biglietti e far intervenire la SIAE. Beh, credo che sia la prima volta che mi sarebbe piaciuto vedere passare un controllore SIAE. Mi scuso con quelli a cui avevo detto che stasera avrei cantato: avessi saputo tutto questo prima, me ne sarei stato ben zitto.
(un'altra cosa che non si doveva fare, ma per questo l'associazione Laribinto non c'entra, era farci stare un'ora in maniche di camicia nel coro della chiesa di San Marco: tanto non ci vedeva nessuno, potevamo tranquillamente tenerci il giaccone finché non era ora di cantare. Io che sono notoriamente una persona dalle mani caldissime alla fine le avevo congelate)

Lo so che a leggere i giornali stranieri si fa peccato e il buon Silvio piange, però mi è capitato questo articolo del Financial Times, noto quotidiano britannico di estrema sinistra che è contro la proprietà privata e quindi specifica con sdegno che Il Giornale è «the Berlusconi family-run newspaper».
Ho scoperto così che in Italia le immatricolazioni di automobili lo scorso mese sono scese del 20% rispetto a novembre 2007: strano che non l'abbia letto su Cor&Rep[*]. Ma ho anche scoperto che Terna ha comunicato che in ottobre e novembre il consumo di corrente elettrica è calato del 30%. È vero che sono stati due mesi non troppo freddi, ma un calo così forte in un paese dove le politiche di risparmio energetico non esistono se non come scherzo di carnevale è sintomo di una recessione pesantissima. Ma gli italici quotidiani continuano a sfornare titoloni sull'aumento dell'Iva a Sky, seguendo evidentemente i nostri politici: notiziole come questa non meritano nemmeno una righetta nel feed RSS.
Ah, su una cosa il FT dà ragione a Tremonti. Secondo loro, infatti, «Analysts say conservative lending practices have helped shelter Italian banks from the worst of the global financial storm». Peccato che la crisi globale non sia ormai più finanziaria, ma reale: ma quello non è colpa sua.

[*] ho appena fatto una ricerchina: Repubblica.it ne ha parlato, relegandolo però nella sezione Motori che non leggo mai e non in quella Economia. L'ultima notizia contenente "immatricolazioni" del Corriere è quella con i dati di ottobre.

Aggiornamento: (15:00) Sono andato sul sito di Terna, e i dati sono ben diversi. Non si parla di novembre, ma per ottobre il calo è stato del 2.8% - con un picco del 6.9% in Lombardia. Mo' scrivo ai comunisti.

3 dicembre   [link]

[vignetta di Vauro]

Oggi è la Giornata internazionale delle persone con disabilità. È possibile che non vi interessi.
(la vignetta è di Vauro, disegnata appositamente per questa giornata. Spero non si arrabbi se l'ho ripresa)

estremi   [serio]

Tornare a casa tutto adrenalinico dopo aver cantato l'Inno alla Gioia e venire a sapere che è morto il bimbo di un tuo amico.

02.12.08
b-trail   [link]

Dalle 23:00 di ieri sera (immagino CET, cioè mezzanotte ora di Mosca) è ufficialmente funzionante b-trail, il nuovo aggregatore di notizie di Paul The Wine Guy.
Rispetto agli altri aggregatori, ci sono varie differenze. Innanzitutto non c'è una classifica, il che aiuta molto. In secondo luogo, la scelta dei post non dipende da link interni o esterni, ma dal fatto che i post sono stati condivisi via Google Reader. Inoltre i post rimangono in prima pagina al massimo per 18 ore da quando sono stati scritti, quindi il ricambio dovrebbe essere abbastanza veloce (oltre a non creare memi, visto che per il modo stesso in cui i post sono recuperati non si può avere un cluster su uno stesso tema).
Secondo le intenzioni di PTWG, il sistema dovrebbe reggersi molto di più sulla collaborazione tra gli utenti, che dopo un mese hanno anche la possibilità di nascondere notizie che ritengono poco importanti. Vedremo che succede!

si può davvero?   [curiosita'08]

Leggo dai komunisti di Repubblica che il nostro PresConsMin, durante un'intervista congiunta col primo ministro albanese, avrebbe detto «''Se la sinistra e qualcuno della maggioranza insiste affinché l'Iva sia al 50% come prevede l'Unione europea io non ho nulla da obiettare.»
Non avendo seguito la polemicuccia, non saprei dire chi nella maggioranza sta insistendo, ma non importa. Quello che mi interessa è che Silvio - che notoriamente è uno che queste cose le sa bene - ha affermato che l'Unione europea dà la possibilità agli stati membri di avere un'aliquota Iva al 50%, presumibilmente per generi di lusso; non credo l'uso sia limitato agli abbonamenti alle tv satellitari. Quand'è che si comincia? Tanto chi compra le cose di lusso i soldi ce li ha :-)
Aggiornamento: (14:50) sgrunt, Repubblica ha frainteso; il 50% era "rispetto al 20% attuale". Qui la schermata che avevo commentato: ecco cosa succede a fidarsi di certi giornalacci.

Sono convinto che la pizza ai frutti di mare sia un'aberrazione. Quando qualcuno con me la ordina, gli spiego che non ha nessun senso, né storicamente né come mescolanza di gusti, ed è stata inventata da qualcuno che voleva semplicemente spennare i gonzi. Ma sono buono: mi dicono che in certi comuni del Napoletano se un pizzaiolo prova ad aggiungere al proprio menu la pizza ai frutti di mare i carabinieri arrivano e sbattono in prigione il malcapitato per violazione della legge regionale sulla composizione della pizza: in questo modo sono certi che imparerà la lezione. Intendiamoci: pur non apprezzando la pizza ai frutti di mare, non sono affatto d'accordo con punizioni così gravi. Di per sé le cose potrebbero cambiare: è in discussione un disegno di legge che impedirà di vietare la pizza ai frutti di mare. Tutto bene, no? Beh, no. Sono contrarissimo a un simile disegno di legge: che poi va a finire che saremo costretti a indire il Premio Per La Miglior Pizza Ai Frutti Di Mare, come stanno già facendo negli USA. Siamo matti? La pizza ai frutti di mare è un abominio, e devo fare tutto perché non ci siano premi a favore di quella sconcezza!
Inutile dire che sto parlando delle affermazioni dell'osservatore della Santa Sede presso l'ONU contro la proposta francese di una dichiarazione per la depenalizzazione universale dell'omosessualità (tradotto in italiano: una dichiarazione - che tanto non è vincolante per nessuno ma almeno è un punto di principio - che affermi che non si può imprigionare o peggio una persona solo perché fa sesso con un'altra persona del suo stesso sesso). Questo perché con la scusa di tutelare gli omosessuali «si creeranno nuove e implacabili discriminazioni. Per esempio, gli Stati che non riconoscono l'unione tra persone dello stesso sesso come "matrimonio" verranno messi alla gogna e fatti oggetto di pressioni».
Ecco. Quando leggo affermazioni del genere, non credo che in Vaticano si sia davvero convinti che «nei confronti delle persone omosessuali si deve evitare ogni marchio di ingiusta discriminazione.», come da Catechismo della Chiesa Cattolica. Mettere sullo stesso piano la depenalizzazione e i matrimoni monosessuali mi dà più l'idea che qualche enforcement statale contro l'omosessualità non sarebbe poi visto così male. (Una precisazione: la Chiesa Cattolica ha pienamente diritto di affermare che gli omosessuali debbano pentirsi ed essere casti, se non vogliono finire all'inferno per l'eternità. Ma questo riguarda appunto l'altro mondo, non quello in cui viviamo noi. In questo mondo io voglio che una persona possa fare quello che vuole, finché non fa del male agli altri.)
(che poi, come al solito, Leonardo lo spiega molto meglio)

Rudi Ludi (libro)   [recensioni]

[copertina] (se vuoi una mia recensione più seria di questo libro, va' su Galileo!)
Non è piaggeria, anche se gli autori mi sono ben noti. Non è nemmeno un tentativo della serie "io ho sprecato i soldi del libro, e per ripicca li faccio sprecare a voi". L'opera seconda del terzetto dei Rudi Mathematici (Rodolfo Clerico, Piero Fabbri, Francesca Ortenzio, Rudi Ludi, CS_libri 2008, pag. 228, € 24.50, ISBN 978-88-95526-12-6) è proprio bella. Intanto, a differenza dl precedente Rudi Simmetrie, è un libro vero, non una raccolta di materiale già pubblicato: e questo è già meritevole, considerata la difficoltà di scrivere un testo coerente. Il bello è che l'amalgama dei vari temi è venuto fuori davvero bene. Si tratta di teoria dei giochi, anzi di teorie, visto che oltre a quella per così dire "economica" c'è anche quella "giocosa" di Conway e Berlekamp, vale a dire i "play" contrapposti ai "game". Si raccontano aneddoti su tanti matematici, con divagazioni assolutamente incredibili. E c'è il collante di tutto, vale a dire un weekend passato dai tre in Svizzera. In complesso, un vero libro di divulgazione matematica, di quelli che ti fanno vedere le cose e ti danno un'idea di come ci si arriva senza essere un testo ufficiale e necessariamente pesante. Non scherzo quando affermo che finalmente possiamo fregiarci anche in Italia di divulgatori di questo tipo, cosa che ho sempre invidiato agli anglofoni (però confesso che la parte sul nucleo dei giochi non è venuta così bene). Prendetelo: non ve ne pentirete.

silenzio-dissenso   [pipponi]

Leggo dal Corsera che il decreto anticrisi ha messo dei paletti sugli sgravi fiscali per chi fa operazioni per ridurre il costo energetico a casa: mettere pannelli solari, ma anche cambiare caldaia oppure infissi. Lo sgravio del 55% resta, però bisogna fare «un'apposita istanza» (telematica, claro) all'Agenzia delle Entrate «per consentire il monitoraggio della spesa e la verifica del rispetto dei limiti di spesa complessivi». Fin qua nulla di male. Peccato che se entro trenta giorni l'Agenzia non dà esplicita risposta positiva allora «l'assenso si intende non fornito». È su questo che io non sono affatto d'accordo. Non per me, che tanto non avevo in mente nessuna operazione di questo tipo, ma per principio.
Capisco che il nostro governo è del "fare". Ad esempio, questa manovra che "muove 80 miliardi" è stata approvata in dieci minuti, il che significa che i corsi di lettura veloce devono funzionare, visto che il decreto è composto di 70 schermate: facendo i conti, non si può perdere più di 8 secondi e 57 centesimi su ciascuna di esse. Ma questo non significa che tutta la funzione pubblica sia così efficiente, e che quindi il 100% delle domande sarà esaminata nei tempi dovuti. Non per nulla, il principio che è sempre stato usato è quello del "silenzio-assenso", che è un modo come un altro per dire che le colpe dello Stato non debbono ricadere sui cittadini. Stavolta, invece, si è (scientemente?) scelto l'opposto. Bel colpo, direi.

01.12.08
la tazza del prezzo   [itagliano]

Non è a priori "itagliano", visto che l'espressione è inglese: ma non ho voglia di creare una sezione apposita di "engrish", quindi il testo ve lo beccate qua.
Il price-cap, come spiega Wikipedia, è una normativa che mette un tetto - un cappello, letteralmente - agli aumenti di prezzo di una tariffa, che non possono essere superiori al tasso di inflazione meno una quota dovuta ai miglioramenti di efficienza richiesti all'azienda. Come potete vedere dal ritaglio della pagina del Corsera, per l'italica stampa si ha un price cup. Mi resta ancora da capire se "cup" viene preso nel senso di "coppa" (un trofeo che si vince per non avere alzato troppo i prezzi) oppure nel senso di "tazza", e qui mi viene in mente il metodo per tagliare i capelli a caschetto ai bambini: si mette(va) loro una tazza in testa, e tutti i capelli che uscivano finivano sotto la forbice. In effetti la metafora non sarebbe male: si può aumentare le tariffe solo della parte che spunta fuori dalla tazza...

[noticina iniziale: non mi ricordo più chi aveva fatto il Decalogo del Bravo Bloggher che diceva di non scrivere mai post importanti nel weekend perché non sarebbero stati letti, ma aspettare il lunedì. In effetti quasi tutti i post al riguardo sembrano stati scritti stamattina...]
Onestamente non credo che la scelta del governo di aumentare l'IVA sugli abbonamenti Sky (rectius, eliminare l'agevolazione che l'abbassava dal 20% al 10%) sia stata voluta per tarpare le ali all'unico concorrente attuale dell'azienda televisiva del PresConsMin. Possiamo discutere, come fa ad esempio Mfisk, se in effetti non fosse corretto lasciare un'agevolazione per la "diffusione radiotelevisiva con accesso condizionato effettuata in forma digitale a mezzo di reti via cavo o via satellite", esattamente come ci chiediamo da anni perché tra le forme di intrattenimento che godono di una riduzione dell'IVA non ci siano anche i dischi. Ma è anche vero che la facilitazione era stata data per agevolare la partenza sul mercato delle pay-tv (non solo Sky, come Berlusconi afferma: nel 1995 non c'era ancora un monopolista).
Quello che vedo però sono due cose: che Silvio ha la coda di paglia, visto che è stato pronto a dire che ha solo tolto un privilegio dato dalla sinistra (ma non si dice più "dai comunisti"?) e che pagherà anche Mediaset - cosa di cui non sono così certo, visto quanto scritto sopra e tenuto conto che il digitale terrestre non è né cavo né satellite); e soprattutto che Murdoch, che non è certo un agnellino, sarà pronto a sfruttare fino in fondo la campagna "conflitto di interessi", che per la prima volta verrà da un pulpito ad ampia visibilità. Ripeto: che ci sia davvero conflitto di interessi anche in questo caso, non ne sarei certo. Ma tanto quello che conta è sempre quello che la gggente capisce, e può darsi che stavolta i filoberlusconiani siano toccati molto di più che per tutto il resto...

Mario Velucchi mi ha scritto, segnalandomi questa pagina utente. Occhei, non ha scritto molto, ma volete mettere?
(nota per gli humour impaired: ;-) )

sciopero atm e sinergie   [trasporti]

Oggi c'è uno sciopero degli autoferrotranvieri appartenenti ai Cobas. Ventiquattr'ore, tranne le fasce di garanzia.
Oggi a Milano pioveva: un po' più del solito, il che significa che piazza Appio Claudio e viale Zara sono allagati.
Oggi i due varchi di ingresso della metropolitana, stazione Zara, lato destro scendendo erano bloccati, facendo fare delle code incredibili per poter entrare dagli altri tre varchi.
Adesso mi aspetto che il presidente dell'ATM, ammesso che venga a sapere della cosa, affermi che è colpa dei dipendenti che hanno anticipato lo sciopero chiudendo i varchi in modo da creare maggior disagio agli utenti, e già che c'erano hanno anche bloccato la scala mobile da quel lato. Il pensiero che una stazione costruita tredici anni fa sia stata fatta e manutenuta così bene che con qualche goccia d'acqua in più si blocchi tutta è ovviamente impossibile da concepire, con tutti i soldi che ATM spende per la perfetta efficienza dei mezzi.
(che poi stamattina pioveva di nuovo nel nostro open space, ma almeno Telecom è un'azienda privata - senza contare che così fa vedere che tratta tutti allo stesso modo)

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