Ma che Cina e Cina

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Non so se avete sentito la storia della falsa telefonata tra Berlusconi e Confalonieri, scritta dal blog La privata Repubblica. Il post è stato ripreso da Dagospia, e ha scatenato un putiferio, con Ghedini e Confalonieri che si sentono in dovere di smentire il tutto. Da Alessandro Gilioli si può leggere tutta la storia.
Io mi limito a segnalare quella che a voi potrà sembrare una minuzia, ma per un (anche) informatico come me è davvero preoccupante. Visto che la telefonata fasulla è stata eliminata dal blog, stasera mi sono messo a cercare nella cache di Google, mettendo come stringa il titolo del post (compreso il 2 finale, per non trovare il primo post della serie). Il risultato è qua. Notate nulla di strano? In nessuno di quei post compare il link "cached". Detto in altri termini, Google (Italia) ha rapidamente aggiunto una regola per cui non è assolutamente visualizzabile la cache dei risultati di una ricerca con la stringa composta dalla parola "au", seguita dalla parola "casino" e terminante con la parola "Berlusconi". La grande fregatura è che Google è troppo bravo a indicizzare i blog: ho fatto la prova con Yahoo!, Ask.com e a9 senza trovare traccia del post. Insomma, una sparizione in piena regola... anche se il diavolo fa le pentole ma non i coperchi, e i nostri Grandi Censori si sono dimenticati del feed. Affrettatevi, prima che quel post esca dalla syndication.
Aggiornamento: (21:45) Se siete pigri, potete andare sul mirror messo su da Eìo come indicato nei commenti, oppure sul mio Posterous)
Aggiornamento: (21:55) Come mi fa notare Pseudotecnico, in realtà non è stata oscurata tutta la cache: una ricerca con parole chiave laprivatarepubblica casino permette di accedere alla cache del post. Pensavo che a Google (Italia) fossero più bravi a censurare :-)
Aggiornamento: (8 luglio) La stessa ricerca di cui sopra oggi mostra anche la cache. A voi le considerazioni su come mai ieri ci fosse stato quel "minuscolo problema tecnico"; continuo a dire che salvare le immagini sia una gran bella cosa.

19 Comments

Ah, ah, ah! Spassosissimo! Imita bene le intercettazioni vere.

Ora: visto che l'autore satirico è un signor nessuno gli avvocati stanno roteando le sciabole e l'autore o si autocensura o rischia:
* sequestro preventivo del sito
* denuncia per diffamazione
* ...o peggio

cose che con gli autori satirici con portafoglio (Grillo, Luttazzi, Fo, Guzzanti figlio, ma anche Fiorello - e qui sarebbe stato simpatico sentire le imitazioni delle voci - eccetera) non conviene fare perchè quelli non hanno problemi ad andare in tribunale accompagnati da un buon avvocato che non ci mette neanche 5 secondi a spiegare che satira e diffamazione sono cose differenti.

è stato messo su un mirror della pagina da Eìo.
ho visto anch'io che la pagina cache è censurata. non ho capito comunque se il sito è stato oscurato da Aruba per eccesso di traffico (come dice qualcuno nei commenti di Gilioli), o per loro fifa, o perché sono stati diffidati. si trattasse, comunque, di eccesso di traffico, non si spiegherebbe la autocensura di Google.

Scusate, ma perché tutti dicono che il post non è presente nella cache? :?
http://tinyurl.com/5q4b8c

si trova anche nei newsgroup :)

http://groups.google.com/group/it.media.tv/browse_thread/thread/2f4c93d5af6a96e6#

fino a quando, non si sa.

@pbeneforti: non può essere eccesso di traffico, perché il blog come presente adesso (senza l'intercettazione) fa presumibilmente gli stessi accessi con praticamente la stessa banda. Io sono per la terza opzione (diffidati, o se preferisci "caldamente invitati a"")
@pseudotecnico: la cosa è un po' diversa. Google nella cache il post ce lo può tranquillamente avere: quello che dico è che se fai la ricerca con le tre paroline chiave non ti permette di accedere alla cache, come da immagine che ho postato. Grazie comunque della dritta!

Ok, così è più chiara ;-)

In ogni caso io ci sono arrivato guardando la copia cache dell'indice (si leggeva il link preciso al post), e poi cercando la cache sfruttando l'indirizzo specifico.

Ma che voi sappiate il disclaimer finale c'è sempre stato o è stato inserito in un secondo momento?

Intanto Matteo "lastknight" Flora segnala la solita figura da giornalisti italiani fatta da Adnkronos: qualcuno ha fatto il whois del dominio e avendo letto "Aruba" ha dedotto che il sito era registrato alle Antille.

sarebbe un po' interessante chiarire, a 'sto punto, se Google è intervenuto o se una parziale irraggiungibilità della cache càpita altre volte, random.

claudio: il disclaimer è stato aggiunto, direi; a giudicare dai primi commenti che sono stati fatti quando evidentemente non c'era.

Io avevo fatto un po' di prove modificando la stringa di ricerca, e avevo scoperto che "au casino berlusconi" tra virgolette non funzionava, mentre ad esempio "casino berlusconi" senza virgolette mi riportava ovviamente più risultati, e gli altri ti permettevano di vedere la cache.

@Fabrizio T.: in questo momento c'è ancora in linea l'agenzia Adnkronos, (copia qua), se è solo per questo.

cmq Giornalettismo dice oggi che la Polizia Postale è intervenuta. e il mirror di Eìo lo ha tolto lui stesso ("su richiesta dell'autore").
propongo colletta per pagare l'eventuale multa+spese processuali al giovine autore di LPR.

Al di là della chiusura del sito, arbitraria e scandalosa (ora comunque è tornato tutto, a parte i post incriminati), lui ha scritto una falsa intercettazione, senza avvisare del falso, anzi: facendo di tutto per farla sembrare vera e confezionandola come un atto ufficiale. Poi, a polverone sollevato, ha aggiunto il grassetto in fondo: Guardate che è tutto inventato, stavo scherzando. Troppo poco, troppo tardi. Come ho scritto da Pagliaro, io e te (e tutti quelli qua dentro) siamo in grado di comprendere il contesto di un blog satirico. Ma il 99% delle persone che frequentano la rete, capitando su quella pagina da un motore di ricerca (magari cercando proprio il testo di un'intercettazione in merito) avrebbero potuto benissimo, e facilmente, prenderla per vera. La pagina ha un taglio giornalistico, il pezzo era plausibile. Non c'era nulla che avvisasse del contrario.

E a quel punto il meccanismo si è messo in moto. E' un errore da dilettanti. Luttazzi, che pure quanto a volgarità e linguaggio esplicito non è secondo a nessuno, sta ben attento a non incappare in queste cose, che gli costerebbero miliardi. Togliete S.B. e metteteci il vostro nome, in una pagina così. Non pensereste fosse diffamazione? Qua siamo un po' traviati nelle nostre opinioni dal fatto che si parli di Berlusconi, secondo me.

@stark: attenzione, però. Secondo te, il fatto che il 99% della gente che fa una ricerca avrebbe preso per vera l'"intercettazione" dà motivo a Google di bloccare la visione della cache? A parte che di quel 99% sono bene in pochi a sapere a che serve la cache :-), il punto che io volevo fare notare è quello.

No, Maurizio, non volevo dire questo, anzi: il vero scandalo della cosa, come dici tu, è la sparizione immediata di quasi tutte le tracce. Rispondevo più che altro al commento di Paolo: d'accordo l'indignazione, ma il blogger in questione non è una vittima, se non di se stesso. Non pensare alle conseguenze di ciò che si scrive, al giorno d'oggi, è qualcosa che nessuno si può permettere.

In tutta sincerità, a me scandalizza *molto* di più che Google collabori col governo cinese nella repressione e nella censura.

Questo accadimento che hai rilevato .mau., è una pinzillacchera a confronto, sia come gravità morale, sia come impatto sulla vita delle persone.

Attenzione: non dico che hai fatto male, anzi, va benissimo sollevare la questione .mau., perfetto. E' utile però anche mettere le cose nella giusta misura, con una visione più ampia.

Google censura? E che notizia è?

google che censura in Italia su diffida di avvocato è una cosa parecchio diversa da Google che censura su richiesta del governo cinese. non è evidente?

stark, non c'è dubbio che anche un semplice insulto, se la vittima decide di andare in tribunale, può costare parecchio a chi lo scrive. ma per un personaggio pubblico il metro per giudicare se vi sia ingiuria o diffamazione è diverso da quello che si userebbe per un insulto fatto a me o a te. e non sono sicuro che il caso in questione sarebbe (sarà?) sanzionato.

ciò detto, io farei lo stesso una colletta per pagargli la multa. ma non perché la multa sarebbe oggettivamente ingiusta, ma perché, nel contesto dell'abbondantissimo gossip che è circolato tranquillamente su tutti i giornali (con qualche cautela, certo, ma mica poi tante) riguardo a queste telefonate hot, mi fa un po' schifo che debba pagare solo un ragazzino imprudente.

Ehm, scusa PB, ma siamo proprio sicuri che ci sia differenza fra la diffida di un avvocato che fa da prestanome al PresdelCons ed il governo in quanto tale? Quanta è?

O detto in altri termini, se il mio avvocato scriveva di analoga diffida nei miei confronti a Google, avrebbero mascherato lo stesso le entry nella cache?

Il problema sta nel manico:mai avere rogne con chi fai affari. Tutto il mondo è paese...

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