| Breve storia di (quasi) tutto (libro) | [recensioni] |
Bisogna sempre darsi degli orizzonti ampi. E non si può dire che il giornalista Bill Bryson non se li sia dati. Una volta che decise di voler sapere (quasi) tutto sul nostro pianeta, si è imbarcato in una ricerca che l'ha portato a scrivere questo librone (Bill Bryson, Breve storia di (quasi) tutto [A Short History of Nearly Everything], Tea 2008 [2003], pag. 589, € 9, ISBN 9788850215492, trad. Mario Fillioley) che spazia dalla fisica alla cosmologia alla geologia all'evoluzione per vedere come siamo potuti arrivare ad esistere. Lo stile è forse un po' troppo americano per i miei gusti, quando ad esempio comincia a dire degli esperti che ha incontrato descrivendoli fisicamente, e soprattutto verso il fondo mi pare che l'editing non sia stato dei migliori, con frasi riscritte quasi uguali a distanza di alcune righe: il traduttore ha opportunamente consultato molti esperti ma si è poi dimenticato di spiegare che i trilioni e quadrilioni sono da intendersi all'americana. Ma complessivamente il libro è scritto in maniera davvero accattivante, e i pettegolezzi su come sono state fatte le varie scoperte scientifiche - comprese quelle che oggi crediamo vere ma non lo sono affatto - permettono di capire come le scoperte scientifiche sono sempre frutto di più idee e come non sia detto che il nome che noi associamo a una scoperta sia quello della persona che l'ha fatta davvero. Una lettura che vale la pena.
Ho smesso di leggere Bill Bryson dopo il suo libro di viaggi in Europa, "Neither here nor there" , che mi è sembrato una collezione di luoghi comuni da barzelletta: i francesi sono maleducati, gli svedesi sbevazzoni... E in particolare mi ha seccato l'immagine stereotipata dell'Italia. Figurati che dopo una delusione (giustificata ahimé) conseguente alla visita al museo della scienza di Milano, il Nostro commenta: "Let's be frank, the Italians' technological contribution to humankind stopped with the pizza oven". E tra l'altro mi sembra che nella versione italiana (che non ho però letto) proprio la parte relativa all'Italia sia stata tagliata o pesantemente ridotta, probabilmente per non irritare i lettori nostrani.
ciao Marco
P.S. Ho comprato le Scienze, che non prendevo dai tempi dell'università. La pagina dei Rudi Mathematici è strepitosa, grazie!
Io l'ho letto in inglese, e me lo ricordo come non malaccio. Lo stile è un po' buffo, e le battute a volte esagerate, ma davvero non è male.
OT: il libro di Simon Singh sul Big Bang l'hai letto? a me è piaciuto davvero molto.