A Maurizio E.   [io]

I blog hanno un loro ciclo di vita: nascono, crescono, e muoiono anche. Nella maggior parte dei casi, un blog finisce "not with a bang but a whimper": chi lo scrive si scoccia, iniziano a passare giorni e poi settimane tra un post all'altro, fino a che la polvere si accumula sui bit. Ma in questi giorni tra i blog che conosco due hanno chiuso con un bang. Onestamente, non mi preoccupo più di tanto di xlthlx, che tanto la conosco bene e una volta disintossicata ripartirà ancora una volta, salvo poi fare di nuovo la piazzata tra un anno o giù di lì :-P
Vorrei invece spendere due parole in più su Sonny&Me, visto che io credo di essere stato (meglio, lo sono state le notiziole...) uno dei motivi perché lui aprisse il suo blog. Mi sento insomma il dovere morale di scrivergli due parole, visto che tanto so che mi legge ancora.
Hai scritto che stavi chiudendo il blog perché ormai la tua "copertura" era svanita, e i tuoi studenti (anzi le tue studentesse, a giudicare dagli ultimi commenti che ho potuto leggere) avevano trovato questo tuo spazio. A parte che - a giudicare almeno dagli ultimi tuoi messaggi - sembravi quasi un serial killer che lasciava apposta delle tracce perché la polizia riuscisse a trovarlo, c'è un punto che mi lascia perplesso. Vedi, un blog è fondamentalmente un diario, anche se pubblico e generalmente commentabile. In un diario finisci sempre a parlare di te stesso. Puoi scegliere di cosa parlare: ad esempio io parlo abbastanza di quello che faccio, ma mai delle cose davvero importanti. Però so benissimo che si possono sapere molte più cose del sottoscritto leggendo i miei post in cui non parlo di me, perché comunque ci sono indizi di come la penso in tutto quello che scrivo. Per evitare questo risultato, hai solo tre possibilità: non avere un blog, averne uno dove posti racconti o cose senza alcuna attinenza con te stesso, oppure avere davvero un blog anonimo, il che però significa anche "senza interazione con i tuoi lettori". C'è chi lo fa, c'è chi riesce persino ad avere un blog normale e un blog anonimo - non chiedermi come, io forse riuscirei a usare due stili di scrittura completamente diversi, ma sarebbe una faticaccia. A dire il vero c'è anche chi fa il "blog per amici", con accesso protetto da password, ma anche quella mi pare una forzatura, e comunque non ti ci vedrei.
Il punto di base però è un altro. Che c'è di male se i tuoi studenti (o i tuoi colleghi, o il macellaio sotto casa tua) sa che hai un blog e lo legge? Occhei, gli studenti possono essere un po' ruffiani, ma tu non dovresti avere problemi ad accorgertene. Per il resto, molti non saranno per nulla interessati da quello che scrivi mentre alcuni invece lo apprezzeranno, indipendentemente dalle interazioni che hanno nella vita reale con te. Non siamo persone monodimensionali; quello che siamo sul lavoro è una cosa, quello che siamo con gli amici è un'altra cosa, quello che siamo online è un'altra cosa ancora. Ma se non siamo troppo alienati (un poco lo siamo per forza...) non c'è nulla di male, e anzi tutto questo è un vantaggio!
Tutto qua :-)

| Commenti (12)

12 Commenti

xlthlx Author Profile Page ha scritto:

eheheheh si, sono stata io la prima a dire che prima o poi avrei riaperto.
e lo faro', contaci.
anch'io ho pensato la stessa cosa che hai scritto tu, anche perche' ho sperimentato cosa vuol dire quando il mio capo leggeva il mio blog. non e' poi cosi' limitante e qualche volta e' persino divertente.
e sono estremamente dispiaciuta che Sonny abbia chiuso.
pero' rispetto la sua scelta: se non se la sente, alla fine e' meglio che non si forzi.

Sonny&Me Author Profile Page ha scritto:

Caro Maurizio, intanto ti ringrazio per questo articolo. E' bene che tu sappia che la mia professione mi porta a dividermi, caso non molto frequente, tra l'insegnamento universitario atipico (ho un corso integrativo di Matematica generale presso la facoltà di Economia)e l'insegnamento di Matematica e Scienze presso una scuola media. Una scuola media inferiore, con alunni che vanno dai 10 ai 14 anni di età. Grazie a Dio, non ho mai avuto problemi di ordine relazionale e godo della stima e della fiducia dei genitori. Ma proprio a questi alunni, ai più piccini, ho pensato quando quei birbanti mi hanno stanato. Subito m'è venuto in mente non tanto il post in cui mi faccio beffe del mio capo (alla mia età, mi posso permettere il lusso di sgarrare con i superiori), ma quello che recita così:

Oh, popolo bruto!
Su, snuda il banano!
Non vedi che giunge l'amato Sovrano?

E' il Sir di Corinto,
dal nobile augello,
qual mai fu visto più duro e più bello!

Noi siamo felici, noi siamo contenti, le chiappe del cul porgiam riverenti!
Al nostro felice ed amato Sovrano
sia dono gradito il buco dell'ano!

M'è venuto un attacco di panico. Son contento per xlthlx. Per me si vedrà.
Ciao e grazie per l'ospitalità.

Maurizio Epifani.


qual mai fu visto più duro e più bello

.mau. ha scritto:

@Sonny&Me: non so se i tuoi giovani birbanti possano essersi scandalizzati, ma credo che un conto sia quello che tu fai a scuola e un altro conto quello che si possa vedere fuori...

Sonny&Me Author Profile Page ha scritto:

No, non si sono scandalizzati, ed io sono un uomo libero, ...

professore ha scritto:

Coraggio, che la profe (laprofepuntoit.splinder.com) aveva scritto ben di peggio. Quando è diventata un personaggio pubblico (pubblicando un libro che parla dei suoi studenti, libro tratto dal blog) ha cancellato qualche post un po' troppo compromettente, ed è andata avanti tranquilla.

Alessandro ha scritto:

Mah, non credo che le operette goliardiche possano scandalizzare nessuno salvo, maguardachecaso, qualche genitore paranoico.
Purtroppo mio fratello minore, gia' Principe Archiatra, e' tra questi, e certo non rallegra la mia nipotina con le canzoni della Goliardia, anzi, si e' trasformato in un moralista-beghino-perbenista della specie peggiore, roba che intimorirebbe persino il MOIGE.
Basta un soggetto del genere per causare calamita' e rovina.
Meglio evitare grane: non tutti hanno mantenuto il gusto del gioco. Peccato per loro, ma ancor peggio per noi se veniamo fraintesi e stritolati... :-(

Annarella Author Profile Page ha scritto:

@S&M In un certo senso ti capisco. Da me commentano anche colleghi e, da quel che ho capito, legge anche il mio boss.
Esistono rischi? Boh, si, forse. Ci sono quelle dei troll e degli attacchi strumentali ma la realtà è sempre altra. Cosa si è in rete e cosa si è fuori sono facce diverse, aspetti diversi.
Ho avuto una pessima esperienza con genitori bigotti e ricordo i casini che possono scatenare per delle cose innocenti che a loro suonano scandalose o immorali ma spero anche siano casi isolati, per quanto la stupidità sia l'elemento piu' diffuso.
Mi spiace tu abbia chiuso, mi piaceva il tuo blog e spero che tu torni a riaprirlo.

vb Author Profile Page ha scritto:

@Sonny: Veramente i tuoi allievi di 13-14 anni, al giorno d'oggi, hanno già in gran parte perso la verginità e stanno preparandosi alle orge di gruppo, non vedo il problema se leggono una rima goliardica.

Per il resto, io ho sempre avuto il problema opposto, quello di essere scriteriatamente aperto e raccontare su Internet anche i fatti miei più intimi, oppure di criticare apertamente sul mio blog e sui forum persone e organizzazioni con cui ho a che fare regolarmente. Non a caso il sottotitolo del mio blog è "come rovinarsi una brillante carriera in Italia".

Nel tempo ho imparato ad essere leggermente più prudente, dopo episodi leggermente imbarazzanti come incontrare perfetti sconosciuti che sanno che ieri hai fatto la cacca a una certa ora (in effetti mi piace rilassarmi postando sui forum mentre cago, grazie wi-fi!) o sentire vari parenti discettare del tuo ultimo post in tua assenza; ma alla fine quello è il mio stile e ha anche dei vantaggi, perché credo che essere aperti con le persone sia un buon modo perché molte di loro siano aperte con te in risposta.

Certo ti restano dei dubbi atroci tipo: ma quando non mi hanno preso per quella posizione alle Nazioni Unite, l'avranno fatto perché non gli è piaciuto il mio CV, o perché hanno visto su Youtube il video di me in mutande che giocavo alla playstation con aria vagamente autistica?

Yuri ha scritto:

Vb, non so se ti ricordi il vecchio fake dell'apparecchietto "Real Aroma" (e del software "Smell You Smell Me"), ma viste le tue abitudini sono felice che fosse un fake :)

Scherzi a parte è vero che i blog sono una specie di diario più o meno "pubblico" e anche per questo non sono esenti da rischi. Specie in ambito lavorativo

Posso parlare dei miei casini con Irene (sì qui posso anche chiamarla per nome, chissenefrega) con amici o con perfetti sconosciuti, ma non con uno a cui domani magari dovrò fare un cazziatone perché non ha fatto quello che doveva fare. Non credo sia una posizione ipocrita: semplicemente quando ruoli e responsabilità sono diversi è necessario mantenere un po' le distanze, sennò il rischio di fare un gran casino è alto.

I blog sono un ottimo strumento per parlare degli affaracci propri, però forse è il caso di adottare certe cautele in modo che non tutti li imparino...

Sonny&Me Author Profile Page ha scritto:

@all: Grazie ancora, .mau., a te ed ai tuoi meravigliosi commentatori. Non mi è mai dispiaciuto mettermi in discussione, consapevole dei miei limiti e delle mie possibilità. Qui, in ogni intervento, ho trovato una piccola grande lezione di vita.

(Ma, ora, pensate ad altro, che non sono mica morto e verrò sempre a scassarvi la minchia :P)

vb Author Profile Page ha scritto:

Ovviamente non si usa il blog per "mandare a dire" le cose a persone con cui hai rapporti in real life... ecco, per esempio a me è capitato varie volte di aver voglia di sfogarmi per questioni di miei rapporti lavorativi, ma mi sono sempre trattenuto, o al massimo, se proprio volevo postare, ho anonimizzato completamente il racconto cercando di trasformarlo in una riflessione generale. Ma questa è buona educazione di base; ancora ancora capisco il pettegolezzo (che dovrebbe per natura essere uno sfogo riservato), ma nessuno di noi prenderebbe il microfono in piazza per lamentarsi davanti a mille persone del cattivo lavoro di un proprio collaboratore identificato con nome e cognome, specialmente se non glielo si è prima detto in faccia...

Yuri ha scritto:

Vb, se ti riferivi al discorso che ho fatto io, non intendevo tanto il lamentarsi su un blog di un collaboratore, quanto il fatto che certe questioni private è bene che restino private. Ovvero, se ho casini di cuore con una ragazza posso parlarne con un amico e fargli una "testa grossa così", ma non mi sembra il caso di parlarne con uno che dipende da me, diversamente rischiano di innescarsi delle dinamiche strane.

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Questa pagina contiene una singola notiziola di .mau. pubblicata il 09.03.08 12:23.

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