stamattina arrivo in ufficio, scopro che il mio PC era di nuovo bloccato perché non funzionavano le ventole (ma riaccendendolo è ripartito, come al solito...), chiamo Anna che stava per uscire a sua volta di casa, e lei mi dice "guarda subito sul Radio Popolare! Stanno dicendo che avevano messo in un fondo - etico, non sia mai - i soldi, questo fondo è andato male, e ora hanno un gruppo di loschi affaristi che vuole prendersi la radio!".
Boh, dico io. Mi collego sul sito, e non vedo nulla di particolare. Boh doppio, penso io. Attacco lo streaming, e sento che Gianmarco Bachi sta intervistando Andrea Di Stefano: il "professor Di Stefano" spiega che questo fondo è "di diritto liechtensteiniano". A questo punto, nonostante l'obnubilamento del lunedì mattina, ho iniziato a intuire che stava succedendo, mi sono ascoltato Serafini che continuava a spiegare le possibili azioni da fare, e ho serafinicamente aspettato che annunciassero ufficialmente che partiva la campagna di abbonaggio.
Vabbè, per una settimana l'uso della radio a casa nostra sarà molto ridotto, immagino, ma quello non è un problema. Però, cribbio, non potete rovinare così la mattina a mia moglie! Vergognatevi!!

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5 Commenti

Io mi abbonerei a Radio Flash, dove il marchettismo ideologico è ancora tollerabile. Pagare per le news di Popolare, la versione di sinistra dei telegiornali di Fede, mi sembra diseducativo nei loro confronti.

Beh, la lezione de "La guerra dei mondi" di Orson Welles continua a fare proseliti...

@vb:
uhmmm... dal tuo commento non credo che tu segua granchè Radio Popolare. Certo, ci sono delle cose molto fastidiose ed un po' vecchiotte che andrebbero rimodulate. Ma ci sono anche delle cose che puoi trovare solo su Radio Popolare, per esempio gli interventi di Di Stefano, per esempio;
ma sopratutto, che il paragone con Fede è del tutto fuori luogo è proprio nel "modello": lì c'è un padrone che eventualmente detta la linea "ideologica"; in Radio Popolare chi detta la linea non è una entità terza ma sono gli abbonati, visto che oltre la metà dei proventi deriva dagli abbonamenti; certo, il problema potrebbero giusto essere gli abbonati che pretendono una determinata linea vetero-ottocentesca; ma questa è un'altra storia

Però la canzoncina dell'abbonaggio (e soprattutto il coretto) è proprio carina....

Ho sempre sospettato che il regalo che avessi fatto quando venni su non era stato del tutto...appropriato :-)
E vabbe', noi si vive di speranza e di fede. ;-O

@Luciano: beh, però sei tranchant. In ogni caso non è che ad ascoltare Radiopop siano solo atei duri e puri... e il professor Di Stefano è il direttore della rivista Valori, tanto per darti un esempio!

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